Opinioni consapevoli per districarci nel marasma delle mezze verità quotidiane!
Donne e impero romano
Personalmente la penso abbastanza come Lidia, magari sarebbe interessante conoscere il parere di uno storico come il professore Barbera sulla questione. Ma a parte la verità storica, bisognerebbe certamente leggere l’intervista perché così come riportata la frase viene da pensare : questa affermazione a che serve?
Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di "fede" non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l'unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!
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8 pensieri riguardo “Donne e impero romano”
Come spesso succede, ognuno si rigira la storia come gli fa comodo per sostenere le proprie tesi. Immagino che Angela jr volesse sottolineare la differenza tra l’antica società romana e quella attuale, ponendo l’accento sul tema razzismo ed emancipazione femminile. Non so dire se i Romani fossero razzisti, ma la schiavitù non mi sembra un sistema molto civile di accogliere gli stranieri, e sinceramente non avrei voluto essere una donna in quei tempi e in quei luoghi. Mi fa pensare a quelli che vanno sempre citando la presunta omosessualità o bisessualità di Giulio Cesare, senza sapere evidentemente che per gli uomini Romani avere un giovincello come protetto (e come amante) era un segno di virilità, niente a che vedere con certi penosi spettacoli che si vedono oggi. Era una cultura diversa dalla nostra (soprattutto prima della diffusione del Cristianesimo) in cui la sessualità era vista come simbolo di potenza, e l’omosessualità di alcuni personaggi molto in vista, come Cesare, era sempre attiva, mai passiva, e veniva sfoggiata come segno di superiorità fisica e di potere.
Infatti fa specie come sia evidente la strumentalizzazione dei fatti storici finalizzata a possibile propaganda o moda del momento. E siccome la storia la scrivono i vincitori seguire tali evidenti forzature può aiutarci a capire meglio chi ha davvero in mano il mondo e in che direzione ci sta portando
Qualche giorno fa ho ascoltato in radio un’intervista ad Aldo Cazzulo che parla del suo ultimo libro “Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l’Impreo infinito”, e diceva esattamente le stesse cose di Alberto Angela. Non credo che si possano paragonare le due epoche, si parla di oltre duemila anni fa, e tanti italiani che blaterano adesso non sanno nemmeno se esisteva l’impero romano.
Infatti il paragone è storicamente inappropriato e quindi non serve tanto a fare un confronto quanto piuttosto a veicolare altri messaggi. Se così fosse sorprende che una persona come Alberto Angela si presti a questo
Come spesso succede, ognuno si rigira la storia come gli fa comodo per sostenere le proprie tesi. Immagino che Angela jr volesse sottolineare la differenza tra l’antica società romana e quella attuale, ponendo l’accento sul tema razzismo ed emancipazione femminile. Non so dire se i Romani fossero razzisti, ma la schiavitù non mi sembra un sistema molto civile di accogliere gli stranieri, e sinceramente non avrei voluto essere una donna in quei tempi e in quei luoghi. Mi fa pensare a quelli che vanno sempre citando la presunta omosessualità o bisessualità di Giulio Cesare, senza sapere evidentemente che per gli uomini Romani avere un giovincello come protetto (e come amante) era un segno di virilità, niente a che vedere con certi penosi spettacoli che si vedono oggi. Era una cultura diversa dalla nostra (soprattutto prima della diffusione del Cristianesimo) in cui la sessualità era vista come simbolo di potenza, e l’omosessualità di alcuni personaggi molto in vista, come Cesare, era sempre attiva, mai passiva, e veniva sfoggiata come segno di superiorità fisica e di potere.
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Infatti fa specie come sia evidente la strumentalizzazione dei fatti storici finalizzata a possibile propaganda o moda del momento. E siccome la storia la scrivono i vincitori seguire tali evidenti forzature può aiutarci a capire meglio chi ha davvero in mano il mondo e in che direzione ci sta portando
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L’errore è fare paragoni tra due epoche che non si possono paragonare non ha senso.
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Il problema è proprio questo : come mai uno come Angela scade in questi “errori”? Il fascino della propaganda?
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Della serie:si stava meglio quando si stava peggio. Oppure: si stava peggio, ora si sta meglio. Entrambi un tripudio di banalità
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Storpiando un po’ il buon Hegel affermerei che oggi più che mai “il banale è reale e tutto ciò che è reale è banale”!!!
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Qualche giorno fa ho ascoltato in radio un’intervista ad Aldo Cazzulo che parla del suo ultimo libro “Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l’Impreo infinito”, e diceva esattamente le stesse cose di Alberto Angela. Non credo che si possano paragonare le due epoche, si parla di oltre duemila anni fa, e tanti italiani che blaterano adesso non sanno nemmeno se esisteva l’impero romano.
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Infatti il paragone è storicamente inappropriato e quindi non serve tanto a fare un confronto quanto piuttosto a veicolare altri messaggi. Se così fosse sorprende che una persona come Alberto Angela si presti a questo
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