
L’Italia è uno dei contributori netti del progetto europeo, precisamente è il terzo dopo Germania e Francia. Più di ogni altro paese europeo portiamo avanti un’agenda politica, spesso a nostro danno, con cui l’UE ci pilota: restituendoci a prestito una parte dei nostri soldi vengono imposti i tagli alla spesa pubblica oltre che cambiamenti radicali di settori come sanità o scuola (vedi PNRR e razionalizzazione /demansionamento della rete scolastica)! Ora il prezzo di avere una classe politica totalmente subalterna alle élite estere è quello di averci guadagnato il totale disprezzo con cui gli altri paesi europei sono soliti trattarci. La propaganda dice (quella dei media italiani ne è campione) che noi siamo i malati de Leuropa – che però ci tratta come polli da spennare – e grazie ai personaggi politici che non ci rappresentano, ben si guardano dal protestare contro queste palesi offese ed un sempre più evidente disprezzo. Peccato che l’Italia sia ben più di una gamba malata, senza una gamba, per quanto importante essa sia, si continuerebbe a vivere. Dubito fortemente che Leuropa sarebbe ancora in grado di esistere senza l’Italia. E le nostre istituzioni, quando proclamano gli pseudo-valori europei (fanno ridere su tutti quelli basati sulla pace visto come ci stanno riducendo) , farebbero bene a ricordarsi che l’Italia è il loro paese e senza di essa la loro voce sarebbe null’altro che un sibilo nella tempesta. Quindi non resta che sperare ad un ritorno dell’Europa dei popoli(senza la L maiuscola), ben più rappresentativa di questa UE dei burocrati, ma soprattutto pre esistente ai giochetti delle élite liberiste.
