Il lavoro in tempo di guerra!

Sono bastati davvero pochi anni per cancellare la Costituzione, scritta con il sangue delle persone che durante seconda guerra mondiale hanno combattuto per la libertà! Questa è una guerra permanente che le élite fanno contro i lavoratori, una guerra fatta a carte scoperte, eppure non si ergono voci a sua difesa… È una guerra che fa ugualmente morti e cancella il futuro minando la pace, soprattutto perché la continua compressione dei salari corrisponde ad un’altrettanto feroce calo dei consumi. E la soluzione non è riequilibrare almeno parzialmente gli stipendi e le pensioni, tutt’altro: ESSI pensano al riarmo con investimenti miliardari in “difesa” della pace!!!!

Riflettiamo come hanno ridotto lo stato sociale: costretti a lavorare praticamente tutta la vita, con salari sempre più bassi e previdenza ormai inesistente. Una vita che non vale più nulla, anzi quando l’età diventa il limite umano allo sfruttamento, allora è considerata un peso.

Gli scenari di guerra in Europa e Israele mostrano come valgano poco le vite umane, le soluzioni proposte sono polarizzanti e non portano certo ad una via d’uscita. Nel frattempo le armi vengono prodotte come fossero pane, con la differenza che non sfamano ma uccidono senza distinzioni.

Credete davvero che non ci siano soluzioni? Combattere l’ingiustizia e la disumanizzazione della società significa difendere i propri diritti, questo è il primo passo concreto per dire no alla guerra!

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Autore: opinioniweb - Roberto Nicolini

Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di "fede" non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l'unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!

4 pensieri riguardo “Il lavoro in tempo di guerra!”

  1. Lavoro… è solo sfruttamento.
    E di persone che sicuramente saranno odiate dalla popolazione serba perché consapevoli di rubare il lavoro.
    È davvero una lotta tra poveri, a questo è servita la globalizzazione, a scambiarsi i lavoratori come merci.
    Roberto, per come la vedo io è ora di smettere di consumare, di lavorare per cose che ci fanno indebitare e, di conseguenza, essere sempre più ridotti in “schiavitù” da questo stile di vita.

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    1. Si è così. Soprattutto ritornare a dare importanza al proprio tempo, alla propria vita che è così preziosa. Ci fanno strisciare per sopravvivere e invece se imparassimo ad accontentarci di ciò che abbiamo saremmo in grado di liberarci da molte schiavitù e le cose inizierebbero a cambiare. Grazie mille Vincenza e buona notte!

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Siogiovanni

Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !

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