Nel mito della caverna

Vi condivido un estratto di un bellissimo articolo tratto dal sito officina filosofica. È molto attuale, del resto Platone parla delle essenze che costituiscono la realtà aprendo la conoscenza alla dimensione metafisica. Capite bene il potere della filosofia e in generale dell’amore per un sapere che non sia solo utilitaristico? Abbiamo trasformato la scuola e la società in caverne senza alcuna possibilità di svegliare la gente dal torpore dell’ esistenza. Il fuoco è flebile e lontano e perfino le ombre sono confuse. Bisogna approfittare di ogni scintilla per girarsi verso la luce . Ma vi lascio al post.

Nel mito della caverna di Platone si racconta che, sin dall’ infanzia, degli uomini vivono incatenati, seduti a terra e con lo sguardo fisso rivolto esclusivamente verso una parete della caverna.
Su questa, grazie ad un immenso fuoco posto alle loro spalle, si riflettono ombre che riproducono oggetti (piccole statue di animali, persone e altro) tenuti in mano da altri uomini, nascosti dietro un muretto che divide il fuoco dagli uomini prigionieri. Quindi il fuoco riflette ombre di realtà fisiche che sembrano cullare ed intrattenere la vita dei prigionieri ma che invece intrappolano sempre di più i loro respiri e sguardi: sono esistenze svuotate, fisse su di un muro di ombre che li distrae dall’uso del loro pensiero.

Gli uomini prigionieri conoscono soltanto quelle apparenze che sfilano in quello schermo gelido di una ‘caverna-mondo’, una conoscenza sensibile propria della realtà e non quella perfetta dell’iperuranio, ovvero di un mondo altrove, sede della verità, della conoscenza intellettiva.

I prigionieri rappresentano proprio l’umanità contemporanea affascinata da un’apparenza mutevole, illusoria, lontana e che rende indifferenti ed immobili. Gli uomini che muovono gli oggetti dietro il muro sono metafora della delirante mentalità della nostra umanità e quindi società, che induce chiunque a non accorgersi che il ‘vero’ (iperuranio per molti inesistente) ci costituisce in realtà interiormente ed esternamente.
La mentalità contemporanea ci devia dal tornare a ‘guardare dentro’, insegnando solo ad usare oggetti o anche persone, senza “scavarli” e farsi tramite della profondità di senso e bellezza che ognuno di essi possiede, senza indagare criticamente la verità d’oltre che la realtà cela.

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Cos’è il complottismo? Pseudo -vademecum!

Girando per i social o i media tradizionali si può capire molto bene cos’è il complottismo secondo l’ideologia dominante :

Farsi domande e mettere in discussione i “fatti” del mainstream.

Quindi di conseguenza avere dubbi.

Ciò significa che voler verificare i fatti è complottismo.

Oppure non fidarsi di affermazioni propagandiste è complottismo.

Tutti questi comportamenti che a ben guardare appartengono al metodo scientifico, a seconda dell’argomento che si sta indagando, sono complottismo.

Perché la propaganda di qualità difende sé stessa e si rivolta con violenza assoluta nei confronti di qualsiasi dubbio minimamente fondato. Questo dovrebbe essere il segnale che non sempre è vero ciò che con troppa enfasi vogliono fare apparire tale.

Perché la verità è nuda e la menzogna non ha vergogna.

Essenzialmente, nel sistema dominante, pensare con la propria testa è letteralmente complottismo.

Questo post già dal titolo è puro complottismo e non andrebbe assolutamente letto.

Perché finché ci limitiamo a girare la ruota tutto va per il meglio. Mai fermarsi a guardare la gabbia. Mai fare passare una verità come tale perché finché siamo nella diatriba vero -falso-complotto, ebbene nel gioco delle tre carte vince sempre chi detiene il banco. Perché per ogni complottista guadagnato ci sarà un sempre più numeroso e granitico gruppo di persone con le loro immutabili verità.

Così la verità sarà sempre e solo rilegata a dubbio complottista nelle sentine della rete.

Noi, ognuno di noi, è uno spazio di verità perché già l’esserci e il dubitare (il cogito cartesiano), ci rende tali.

Ma voi siete proprio sicuri di voler davvero vivere in un mondo più reale e quindi più vero?

Chi decide, infondo, ci sgrava la coscienza da molte responsabilità. O no?

Il funerale della volpe

Una volta le galline trovarono la volpe in mezzo al sentiero. Aveva gli occhi chiusi, la coda non si muoveva. – È morta, è morta – gridarono le galline – Facciamole il funerale.
Difatti suonarono le campane a morto, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in fondo al prato. Fu un bellissimo funerale e i pulcini portavano i fiori. Quando arrivarono vicino alla buca la volpe saltò fuori dalla cassa e mangiò tutte le galline.
La notizia volò di pollaio in pollaio. Ne parlò perfino la radio, ma la volpe non se ne preoccupò. Lasciò passare un po’ di tempo, cambiò paese, si sdraiò in mezzo al sentiero e chiuse gli occhi. Vennero le galline di quel paese e subito gridarono anche loro: – È morta, è morta! Facciamole il funerale.
Suonarono le campane, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in mezzo al granoturco. Fu un bellissimo funerale e i pulcini cantavano che si sentivano in Francia. Quando furono vicini alla buca, la volpe saltò fuori dalla cassa e mangiò tutto il corteo.
La notizia volò di pollaio in pollaio e fece versare molte lacrime. Ne parlò anche la televisione, ma la volpe non si prese paura per nulla. Essa sapeva che le galline hanno poca memoria e campò tutta la vita facendo la morta. E chi farà come quelle galline vuol dire che non ha capito la storia.
Gianni Rodari

PS: quanto mi sento gallina!!!!!

Come?

Non voglio più avere

un dolore

così profondo

una lancia

che trafigge

ogni speranza.

Lo vedi

lucidamente

non c’è scampo, confine, conferma

di una vittoria

No!

Ogni male lascia il segno

e Tu dove sei

o Signore

dove sei?

Come puoi

lasciarmi solo?

Domande

origine del senso

un eco senza fine

Ancora sul diritto alla vita

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/eluana-dieci-anni-dopo

ESSI non hanno fretta, goccia dopo goccia scavano nella coscienza dell’umanità sperando che l’Amore venga risucchiato nel buco nero impersonale e senza anima dove domina il Male più profondo e assoluto!

Diritto alla vita

Photo by Gelgas Airlangga on Pexels.com

Il diritto alla vita è una conquista di civiltà tutt’altro che scontata, perché esso o è un’istituzione universale, o, come in una società classista e stratificata dal più ricco al più povero, può diventare necessariamente un “dovere di uccidere”. Infatti per secoli questo diritto è stato deciso da chi deteneva il potere, era una gentile concessione nei confronti del popolo.

Il diritto di vivere nel privilegio delle élite, si trasmette necessariamente nell’istituire il dovere di sterminare le plebi. Oggi tale dovere si esercita in una pluralità di modi, diretti ed indiretti.

Per qualche motivo non sempre il popolo è stato soggiogato, entro certi limiti ha avuto la possibilità di vivere in una società più giusta, perlomeno meno oppressiva, dove idealmente al centro è stata messa la persona portatrice di diritti di uguaglianza. Per esempio ciò è accaduto dopo il bagno di sangue delle due guerre mondiali, nella discussione per la definizione dei diritti sociali costituzionali sembrerebbe che abbiano vinto posizioni a favore del popolo.

La ferocia e la velocità con cui le élite si stanno riprendendo il diritto di uccidere spaventa, ma fa anche pensare ad una loro intrinseca debolezza.

Davvero possono tutto? Decidere, opprimere, degradare, annientare, senza che i loro piani finiscano a volte, misteriosamente, come bolle di sapone?

Salvataggi?

Beh, personalmente ho nostalgia dei governi balneari, quelli per intenderci che cambiavano come cambia il vento ma che difficilmente riuscivano a imporre riforme contro i cittadini con la facilità di come hanno fatto i tecnici negli ultimi anni. Monti ebbe ad affermare che con l’UE le decisioni che contano (essenzialmente la modalità di gestire la spesa dello Stato a nei vari settori della società) sarebbero state messe al riparo del processo elettorale : i padroni avrebbero potuto decidere senza il fastidio delle elezioni e in pratica ciò si è realizzato in Italia imponendo i governi tecnici sotto il ricatto dello spread gestito da Bce e commissione UE!

Nel ventennio Mussolini chiamava le elezioni “Ludi cartacei”, un sistema per illudere il popolo di contare ancora qualcosa, oggi c’è chi inneggia alla stabilità di governo e all’imposizione di personaggi idealmente superiori e moralmente accettabili come se tali sistemi fossero in sé modelli ideali, buoni e giusti a prescindere dai risultati. Ma voi li avete visti i risultati di quei governi non eletti dal popolo? E ne avete forse nostalgia? Io sinceramente no

Fra le nubi

smart

Non è sempre stato così,

nascosto fra le nubi

nella vita le ombre si allungano…

Giornate chiare, di luce accecante

eravamo

in una dimensione nuova

senza nubi,

all’orizzonte solo luce

quasi ad accecarci.

Inesorabile chiarezza

lucidità che inquieta

perché lontano c’è il nulla

nient’altro che impronte umane

ombre emotive, fragili, senza sostanza.

Ora perlomeno intravedo una fine

quasi uno scudo le ombre

non voglio più vedere così lontano

L’infinito senza forma e sostanza

in cui disperdersi

Il vento

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Poesie di Lorenzo

Vento

quale mira nasconde

il tuo soffio di vita?

Quale mente lucida

ti spinge verso terre acri?

Gioia di passeri in cielo,

letizia di fiori sbocciati,

sollievo di rami

velati da un’ombra di stanchezza.

Spazzi via quel velo

 che ci avvolgeva in sonno acerbo.

Volgo lo sguardo in cielo

e una nube nera

si allontana sospinta

per poi calare quieta

come la sera.

Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI!

 

Durezza del vivere, un programma di governo (nuove frontiere) !

“Nell’Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev’essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità.” Da Berlino e Parigi ritorno alla realtàCorriere della Sera, 26 agosto 2003, p. 1

Non so se avete già avuto modo di leggere queste affermazioni di Tommaso Padoa Schioppa , ministro dell’economia del governo Prodi nel 2007, convinto europeista e sostenitore della moneta unica. Sono affermazioni agghiaccianti perché traducono in pratica quello che da lì a pochi anni (eravamo nel 2003), l’adozione dell’euro e governi ultra-liberisti di destra ed estrema destra, avrebbero permesso di realizzare nel nostro Paese. Perché per chi ancora non l’ha capito in Italia da decenni si sta lavorando ad una distruzione sistematica dello stato sociale, i cosiddetti diritti costituzionalmente garantiti, tanto odiati dalle élite industriali e finanziarie mondiali : abolizione dell’articolo 18, job act, Fornero, tagli lineari a scuola, sanità, … UN SOGNO CHE SI È REALIZZATO PER QUESTI PERSONAGGI, RIPORTARE L’INDIVIDUO (CIOÈ NOI PERSONE COMUNI) AD UN CONTATTO DIRETTO CON LA DUREZZA DEL VIVERE!

Padoa Schioppa diceva: “l’Europa si è fatta seguendo un metodo che si potrebbe definire col termine di dispotismo illuminato – procedura perfettamente legittima, ma ancorata al metodo democratico solo per l’esistenza della democrazia all’interno degli Stati, non da un processo democratico europeo. Si può dunque parlare di democrazia limitata.”

Bene, chi ha concepito l’UE con siffatte idee è portatore (in) sano di principi eversivi nei confronti di qualsivoglia democrazia, ESSI lo fanno per noi, per il nostro bene dobbiamo tornare ad essere schiavi.

Scelte politiche che hanno portato l’Italia ad avere una sovranità limitata- definite perfettamente legittime – al punto tale che non c’è alcun margine di manovra all’interno di un contesto dove le finanziarie vengono scritte sulla base di risorse e riforme imposte dall’esterno.

E quindi, che fare? Intanto dare il giusto peso alle parole, chiunque vada in tv a parlare di lotta all’evasione, tagli agli sprechi, reddito minimo garantito, ma anche “cambiamenti climatici e impatto antropico”, ecc. ecc. ecc. secondo voi sta continuando a realizzare il programma di governo del buon Padoa Schioppa o invece sta dalla nostra parte di semplici cittadini bisognosi di lavoro e tutele statali?

Oggi più che mai il nuovo fronte delle riforme anti-umane è globale, ci dicono che il Pianeta è in pericolo e quindi : 1) È necessario ridurre la natalità anche in Africa o Asia. 2) In Europa e America è invece necessario aumentare la mortalità via drastico abbassamento della qualità della vita e introduzione di pozioni magiche dagli effetti non meglio definiti. 3) Il Pianeta e le sue risorse limitate con tutte le strampalate ricette per salvarlo può diventare quindi una nuova e potentissima arma in mano ai turbo-capitalisti che governano il mondo. Per ESSI noi siamo solo mandrie da sfruttare o da mandare al macello, ma ESSI non sono affatto così complicati da nascondere le loro intenzioni dietro chissà quali complotti. Anzi è tutto alla luce del sole, i lacchè che parlano a loro nome o sono semplicemente stupidi, o sono sfacciatamente sinceri, comunque in entrambi i casi dicono con chiarezza che il problema siamo noi e bisogna continuare a togliere diritti per sostituirli con privilegi da dare ai loro padroni. Ormai siamo arrivati al punto che il diritto da togliere è l’esistenza stessa, noi siamo il problema è ESSI (per salvare il PIANETA certissimissimamente) vogliono avere in mano il bottone da schiacciare nel momento in cui non siamo più sfruttabili. Questo è purtroppo, noi torneremo contare qualcosa solo quando la menzogna verrà respinta con repulsione immediata appena ce la troveremo di fronte. E qualsiasi persona la incarni al momento, sia esso medico, scienziato o politico o magnate illuminato, essa ha sempre la stessa faccia e parla con un’unica voce, è davvero difficile non riconoscerla sotto la maschera se si vuole aprire gli occhi. Noi possiamo diventare nuclei di verità e la menzogna con cui ci hanno soggiogato tornerà ad essere solo un’ombra fuggevole destinata a scomparire nella nuova luce.

Siogiovanni

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