Uomini di poca fede

Gesù disse a Pietro:”Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”

Gesù cammina sulle acque

22Subito dopo costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla.  23Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. 24La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. 25Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare.  26Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. 27Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». 28Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque».  29Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. 30Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!».  31E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».  32Appena saliti sulla barca, il vento cessò.  33Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

Vangelo di Matteo 14,22-33

Ed è questo che siamo, uomini di poca fede perduti nella foresta del dubbio. I male è il limite, la zavorra che ci impedisce di camminare sulle acque, la paura che ci allontana dall’Amore.

Danzare sul mondo

Era il 1989 quando l’artista americano Keith Haring venne in Italia per fare il suo ultimo murales pubblico. Oggi quest’opera la potete vedere a Pisa sulla facciata della chiesa di Sant’Antonio Abate. Di solito Haring dipingeva murales destinati a scomparire nel tempo, questo fa un’eccezione. Su Wikipedia potete leggere:

“Il titolo proposto dall’autore, direttamente in italiano, esprime a parole il significato simbolico rappresentato: un futuro in cui gli ideali dominanti siano unitarietà e pace.

«Titoli? Una domanda difficile, perché non do mai un titolo a niente… Nemmeno questo dipinto ne ha uno, ma se dovesse averlo sarebbe qualcosa come… Tuttomondo

Il dipinto ritrae 30 figure dinamiche e di grande vitalità, concatenate e incastrate tra loro a simboleggiare la pace e l’armonia del mondo. Al centro del murale si trova la “croce pisana”, rappresentata con quattro figure umane unite all’altezza della vita. Più in alto, un uomo sorregge sulle spalle un delfino, a sinistra compaiono un cane, una scimmia e un volatile: il legame dell’uomo con la natura è indispensabile per l’armonia del mondo. In alto a destra un paio di forbici, a simboleggiare il bene, rappresentate come l’unione di due figure umane, tagliano in due un serpente, a simboleggiare il male. Una donna con in braccio un bambino e un uomo con un televisore al posto della testa rappresentano il contrasto tra la naturalità della vita e la tecnologia che ne stravolge i ritmi. Si può notare in alto a sinistra una persona gialla, come una matriosca, a simboleggiare che anche una persona con chili di peso in eccesso, nei diritti e nei doveri dal suo interno, è uguale a tutti gli altri. Due gemelli siamesi al centro, uniti nel tronco, e altri due a destra uniti all’altezza delle spalle, sono probabilmente una condanna ai disastri nucleari. In basso, al livello della strada, è stata raffigurata una figura gialla che cammina: rappresenta il pubblico, un passante o un turista, che dedica un momento di riflessione all’opera, prima di proseguire in direzione della Torre di Pisa.”Leggi il resto su Wikipedia cliccando Tuttomondo

Bello e soprattutto attuale, da fare vedere ai bambini lasciandoli liberi di esprimersi copiando i personaggi che preferiscono e facendoli poi commentare. So di cosa parlo perché è un lavoro che faccio da anni con i ragazzini di classe quinta della scuola primaria. Se non siete insegnanti potete farlo con i vostri figli o nipoti, vedrete che il risultato vi sorprenderà!

Sapori d’altri tempi

Spremitura favi con miele

Nell’ultimo post abbiamo parlato dell’estrazione del miele tramite centrifugazione attraverso uno smielatore. Oggi questo è il sistema attualmente più usato, collegato alle arnie razionali alle quali l’apicoltore aggiunge i melari per poi raccogliere il miele 🍯! Ma esistono arnie dove le api costruiscono il nido su favi naturali, cioè che non hanno telai con fogli cerei – strutture di legno e cera forniti dall’apicoltore – e permettono alle api di costruire autonomamente i favi (leggi Miele in favo e arnie top bar). Questi verranno poi tagliati e spremuti dall’apicoltore, estraendo un miele che mantiene inalterati i sapori e gli odori, più grezzo, certamente particolare. Un sapore ormai perduto grazie all’industria della massificazione che punta solo al business accantonando la qualità quando questa non è compatibile con i guadagni. Ma per chi lavora per sé stesso il guadagno conta poco, tanta è invece la soddisfazione di poter recuperare i sapori perduti!

Smielare

In queste giornate bollenti, sia per il clima metereologico, sia per il clima politico, noi abbiamo pensato bene di estrarre il 🍯 raccolto dal duro lavoro delle api a cui non finiremo mai di dire grazie! Per mantenere la biodiversità e per addolcire le nostre giornate con il loro squisito nettare! Viva le 🐝!!!

Sfide “volontarie” ci aspettano

Quindi l’UE chiede agli stati membri di iniziare i razionamenti energetici su base “volontaria” in vista di quelli obbligatori che arriveranno quanto prima .

Ma tranqui, dice che sette italiani su dieci sono pronti a fare harakiri per il green…

Che poi non si capisce più neanche se ci razionano per fare un dispetto alla Russia oppure per salvare il pianeta attraverso l’agenda green! Dai che so entrambi compatibili ste cose, non facciamo i pignoli. Basta sentire 5 minuti i tiggì per capire quanto sia grave la situazione, guerra, siccità e caldo a livelli mai visti in Europa in saecula saeculorum…

…amen!!!

In Italia rimane aperta la questione dimissioni del nostro amato premier, sempre pronto insieme ai suoi migliori ministri a girare il mondo intero per riuscire a trovare un modo adeguatamente adeguato di ri-acquistare il gas russo a prezzi maggiori da qualche altro paese “amico”!

Avevamo analizzato la questione in questo post Il gioco dell’oca del gas

Rimane aperta la domanda: Chi potrà mai garantire all’UE che gli italiani non si tireranno indietro di fronte allo sfacelo…ehm alle grandi sfide che ci aspettano?

Gli “appellisti” del Draghi resta si moltiplicano come funghi, sarà davvero così coraggioso da restare alla guida del paese? Attendiamo l’esito, ormai imminente, trepidanti

Normalità

E dall’occidente “democratico” è tutto

Ed Essi vissero felici e contenti (noi un po’ meno)

Si capisce la portata “sociale” di quello che dice? Con l’inflazione all’8%, invece di pensare almeno ad una parziale ed emergenziale indicizzazione dei salari, gioisce per il loro blocco! E questo signore è della stessa “razza” (entrambi bankieri) del nostro attuale premier! Ormai dovrebbe essere abbastanza chiaro, le élite che ESSI rappresentano ci vogliono solo in due modi: o schiavi totalmente sottomessi o morti!

Che sia crisi economica, pandemia o guerra la soluzione per ESSI è sempre la stessa, cioè demolizione dei diritti precedentemente acquisiti e controllo totale delle masse. Ed ecco un’altra “chicca” dei Migliori:

Ci stanno preparando dall’autunno 2021 ai possibili blackout europei con motivazioni non meglio definite, spesso riferite a ipotetici cali dell’afflusso di gas dalla Russia o ai suoi aumenti ingiustificati nel gioco a rialzo fatto sul mercato dell’energia. Ebbene oggi con la guerra possono dire candidamente che ci staccheranno gas e luce per risparmiare.

In realtà ormai giocano a carte scoperte su tutto, annunci a base di slogan e manganello e olio di ricino per tutti (che poi sia la quarta dose, il greenpass, la pizza con le cavallette o il razionamento dell’acqua poco importa).

L’inerzia e soprattutto la nostra divisione è la loro più grande forza.

Quale re…

“Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila?

 Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda un’ambasceria per la pace.”

Vangelo di Luca 14, 31-32

Estate, il declino della luce

Le stagioni della vita

Il 21 giugno 2022 alle 11 e 13 minuti il sole raggiungerà il suo culmine e sarà il solstizio d’estate, la luce del crepuscolo, dopo il tramonto, sembrerà non finire mai e l’estate scandirà le nostre giornate con la sua forza e il suo calore. Ma la luce, in realtà, inizierà sin da subito a declinare e tramonti sempre più precoci ci metteranno di fronte al cambiamento preparandoci alla nuova stagione. Perché se è vero che non sono più il caldo o il freddo a definire le stagioni, è altrettanto vero che la luce le segna inesorabilmente.

Questo ciclo è la nostra stessa vita, nel singolo la pienezza dell’estate è la forza e la saggezza della raggiunta maturità; ma l’umanità ugualmente è in cammino, verso che cosa? Quali stagioni segnano la contemporaneità? Siamo nati ieri geologicamente parlando, ma come coscienze racchiudiamo l’universo intero e non basta…

Come singolo, goccia in caduta libera verso la Terra, sono anch’io nel pieno dell’estate, vivo in me il declino della luce, anche se i segni sono ancora frutti maturi da gustare che tengono lontani i rigori dell’inverno e l’ombra, che i precoci tramonti allungheranno presto sulla mia vita.

Ma nel contesto più ampio dell’umanità e della sua storia plurimillenaria, che senso ha parlare di luci e di ombre, di stagioni presenti e passate, di ingiustizie o gioie o paure? La vita si ricompone sempre e chiude il cerchio. L’umanità non dice IO, avanza nella storia macinando vite come fuscelli strappati dal vento e avanza prendendo coscienza di sé stessa.

Quindi io, aspetto il mio destino invocando il diritto di esistere e continuare ad esserci, attraversando ogni stagione della vita; e di questo ciclo continuerò a far parte insieme al flusso dell’umanità intera… niente andrà perduto se la Luce segnerà i nostri nomi, come tracce indelebili in un cammino che si realizza solo nell’Amore verso tutto e tutti, chiamandoci per nome e tenendoci per mano.

E quando l’ombra coprirà il mio cammino, ti prego, non lasciarmi solo!

Quel dolore

Capita di capire cos’è la vita

quel dolore

è immenso, io lo so

cos’hai provato

lo faccio mio e taccio

Fra le onde siamo naufraghi

senza meta

Se c’è un senso

se c’è

la giustizia é la sua trama inestricabile

Lassù volano gli angeli

torneranno mai a parlarci d’amore?

Quel buio sconfinato é solo ombra

dolore che vive insieme a noi

non abbiamo occhi per vedere

mistero, trascendenza… è inutile cercare

Chi già ha attraversato l’abisso

non può cambiare il nostro destino

sfiorare, con un soffio, solitarie esistenze

No, siamo soli!

Quel dolore è la forma del vuoto

segno della nostra natura contingente

nel silenzio arriverà forse un suono

esigenza di una pienezza inesauribile

nota mai suonata

L’umanità, senza Dio, non ha voce

Siogiovanni

Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !

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Il pensiero libero

Esprimere un pensiero libero non è poi così facile; per quanto mi riguarda non so se sempre vi riesco, ma strenuamente mi sforzo di farlo

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