Tutti geni con l’A.I.!

Un conto è padroneggiare un argomento e usare l’A.I. a supporto di competenze già possedute. Altra cosa è trasformare un cretino in un cretino super grazie all’uso-abuso dell’A.I. che permette a tutti di dir tutto su tutto e senza collegare il cervello con la bocca! Ma concordo con il Sofista: un cretino rimane cretino, nessun pericolo 😁!

Ancora sulle vitamine (B12)!

Il ddottor Prinzi nell’elencare gli effetti benefici di un’integrazione di vitamina B12, dice una verità fattuale : le vitamine non sono brevettabili!

Tutte le molteplici malattie croniche dell’età contemporanea implicano l’uso di farmaci “a vita” (pressione alta, colesterolo alto, diabete,….) ,ma ma se parli di integrare le viramine, utilizzare megadosi per uso terapeutico allora gridano alla blasfemia, fanno male, nel migliore dei casi non servono a niente! Quindi viva la contro informazione di medico come il dottor Prinzi

CARENZA DI B12 E #ICTUS.

Una carenza di #VITAmina #B12 è comune negli anziani; quella stessa VITAmina B12 denigrata dagli specialisti in oncologia (non tutti per fortuna!) e la cui carenza è coinvolta nell’ictus ischemico.

Non sappiamo i meccanismi attraverso i quali una carenza di B12 porta a un aumento del rischio di ictus. Purtroppo le vitamine sono TROPPO ECONOMICHE e sono non-brevettabili; quale Azienda è interessata a finanziare i ricercatori?

Magari riducendo la vendita di FARMACI BLASONATI?

Una neuropatia periferica è più comune durante la carenza di vitamina B12 rispetto ad altre carenze di vitamina B, e una carenza di B12 aumenta i livelli di #omocisteina (leggi mutazione #MTHFR) FATTORE DI RISCHIO BEN NOTO per l’ictus ischemico.
Anche per le malattie cardiovascolari.
Ed è visto come concausa delle #placche #aterosclerotiche

Altro meccanismo che ha un impatto sulla funzione neurologica E AUMENTA IL RISCHIO DI ICTUS sono i cambiamenti nella mielinizzazione, che nel sistema nervoso centrale – in modelli animali (topi) – ha mostrato essere inibita dalla #simvastatina, che blocca la differenziazione delle cellule progenitrici.
E limita ulteriormente i processi di riparazione del tessuto cerebrale.
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Purtroppo sugli esseri umani esperimenti del genere sono NON-ETICI ma chi conosce la biochimica (siamo rimasti in pochi) non può negare l’effetto del blocco della produzione del #colesterolo sul sistema nervoso.

Quindi, chi MONITORA quelle terapie che possono avere effetti SUI PROCESSI DI RIPARAZIONE DEL TESSUTO CEREBRALE?

Tre suggerimenti:
1) la VITAmina B12 (come i folati, come la omocisteina) sono DOSABILI nel sangue, anche se chi-si-prende-cura-di-te non è d’accordo
2) la B12 non è brevettabile ED E’ ECONOMICISSIMA (mai meno di 0,5-1 mg/die)
3) Prima di assumere una STATINA A VITA (cioè fino a che morte non sopraggiunga) pensaci miliardi di volte, perchè molte delle convinzioni che … “così fan tutti” … sbattono il grugno contro il PARADOSSO del #COLESTEROLO.

Ricorda: esiste un solo bene, la #Sapienza, e un solo male, l’#ignoranza; se sei UN LIBERO CITTADINO la tua salute VALE 💪

#dottgabrieleprinzi #ascoltalatuapancia #informareeguarire #latuasalutevale #origano #MetodoATP #STATINE

🩻T.me/dottgabrieleprinzi 💊

Tante uova al giorno…

tolgono il medico di torno!!!

Ma come? E il colesterolo? Eppure aver demonizzato l’utilizzo di uno degli alimenti più completi dal punto di vista nutrizionista, a vantaggio magari di diete povere di grassi e ricche di carboidrati, non mi sembra aver apportato grandi benefici alla salute pubblica! Poi l’importante è aver scoperto la pillolina magica (leggasi statina) e aver al contempo abbassato i livelli max del colesterolo da oltre 250 di alcuni anni fa a meno di 200 di oggi. Ma è la scienza ad essere progredita, mica che i farmaci servono (anche) a foraggiare con sempre più lauti guadagni l’industria farmaceutica? Malati cronici a vita è lo slogan, tutto parte dall’alimentazione : ci ammaliamo (anche) per ciò che mangiamo…

https://t.me/dottgabrieleprinzi

NON CHIEDERMI QUANTE UOVA POSSO MANGIARE AL GIORNO.
CHIEDITI INVECE: QUANTI MINUTI VANNO COTTE?
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Tra le FONTI PROTEICHE animali, le UOVA sono tra le più preziose e complete.
E cotte ALLA COQUE sono leggere ed impagabili.
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Perché parliamo di alimento prezioso?
Perchè le UOVA sono

  • fonte di proteine di alto valore biologico.
  • ricche di carotenoidi, che colorano il tuorlo,
  • portano in dote #calcio, #zinco e #ferro, #magnesio, VITAmine A, E, D e del gruppo B, in particolare la B12.
  • sono ricche di #antiossidanti, come acido oleico, #omega3 e #omega6.
  • sono POVERE DI CALORIE (circa 80/uovo)
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    Desideri mangiare un uovo cotto in maniera leggera e veloce? Fallo alla #coque, con doppia consistenza finale: l’albume leggermente rappreso, il tuorlo quasi crudo, morbido e saporito.
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    COME FARE L’UOVO ALLA COQUE PERFETTO?
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    A) Partenza da acqua fredda (riempi una pentolina con acqua fredda, sistemata poi su fuoco moderato).
    –> Uova a temperatura ambiente: dal bollore, conta 2 minuti esatti.
    –> Uova da frigo: dal bollore conta 3 minuti.
    B) Cottura in acqua bollente
    –> Uovo a temperatura ambiente: immergilo con un cucchiaio e cuocilo per 2 minuti.
    –> Uova da frigo: sempre su un cucchiaio cuoci l’uovo per 3 minuti.
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    Vuoi la ricetta perfetta? Leggi qui: https://www.melarossa.it/…/per-categoria/uovo-alla-coque/
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    Perchè la TUA SALUTE vale più di un manipolo di #dinosauri che “ignorano” la fisiologia e prescrivono ZERO GRASSI e supposte di #statina.
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    #metabolicamente #ippocrate #dottgabrieleprinzi #ascoltalatuapancia #informareeguarire #latuasalutevale

Dallo Stato sovrano alle banche centrali indipendenti!

Ecco come è andata…

I. A. (intelligenza artificiale)!

Hegel diceva che “il reale è razionale e il razionale è reale!” e questo significa non solo che tutta la realtà è spiegabile razionalmente, ma che la realtà altro non è che il dispiegarsi stesso dell’Idea che, come tale, non è separabile dalla realtà, dall’Essere! Ma l’uomo, come parte dell’Assoluto, è tutt’altro che razionale, o meglio il caos, l’irrazionale, spesso modella le società umane dando forma a distopie davvero inquietanti! Il racconto fanta-ironico di Stefano è un buon esempio di come il reale che potrebbe aspettarci sia tutt’altro che razionale, la tecnologia che con il suo dominio assoluto soggioga i suoi creatori è reale ma priva di anima!

Post di Stefano

«Antonio… scusa Antonio.»
Io proprio non riesco ad abituarmi a ‘sta specie di radio appoggiata sulla credenza che mi parla e si rivolge a me chiamandomi per nome: «Sì, dimmi Amhanda.»
«No, è che Cronotermostato mi chiede di dirti che la caldaia è spenta.»
«Lo so!»
«Lui dice: allora come faccio ad accenderla?»
«Infatti non la deve accendere.»
«Senti Antonio, io non voglio entrare nelle vostre beghe, ora mi scollego e ti faccio parlare direttamente con lui. Intanto ti metto un po’ di musica?»
«D’accordo, ma no, niente musica.»
La suadente voce femminile di Amhanda si trasforma in una scocciata voce maschile: «Se mi avessi fornito di altoparlante potevo comunicare direttamente con te senza bisogno di chiedere tutto ad Amhanda.»
«Figuriamoci, già riesco a malapena a sopportare una macchina come interlocutore, se ognuno di voi avesse la sua voce qui dentro sarebbe un vero inferno!»
«Boh, io non ti capisco, siamo qui per aiutarvi… comunque, hai visto che temperatura c’è in casa? Non è confortevole e rischiate anche di ammalarvi.»
«Io non ho freddo.»
«Ho capito, probabilmente è perché stai sfaccendando e sei accaldato, ma il mio scopo è quello di farvi vivere in un ambiente confortevole e salutare, abbiamo anche accordato insieme le varie temperature nel corso della giornata per cui…»
«Lo so.»
«Se ti decidessi a cambiare quel ferrovecchio di caldaia con una di quelle intelligenti potrei dialogare con lei e scegliere insieme.»
«Quel “ferrovecchio”, come la chiami tu, ha la bellezza di 21 anni, l’ho fatta revisionare sempre e, ad oggi, non mi ha dato mai nessun problema, non le fanno più così, se ne comperassi una nuova sono sicuro si romperebbe di continuo.»
«Va bene, come vuoi, ma ti prego non la spegnere che per me è frustrante e poi se non posso regolarvi la temperatura che cosa ci sto a fare… mi annoio!»
Tra me penso “adesso le macchine si annoiano ed hanno problemi esistenziali!” Rido un po’: «Senti, non me ne frega niente, è inutile che ti spieghi che il costo del gas è raddoppiato per cui ho deciso di risparmiare un po’ sulle spese di riscaldamento.»
La voce di Cronotermostato diventa quasi implorante: «Se vuoi studiamo un nuovo piano di temperature, sono sicuro di riuscire a farti risparmiare un sacco di soldi.»
«No! Oggi ci sono solo io a casa e sto benissimo così.»
«Se vuoi, d’ora in poi, mi faccio dire da Amhanda quanti siete in casa ed in che stanze state, così regolo tutto di conseguenza.»
Mi sono proprio scocciato: «Amhanda, per favore, scollega Cronotermostato, non voglio più parlare con lui.»
La voce torna dolce e femminile: «Come vuoi, ma dovresti darci un po’ più retta, siamo tutti qui per collaborare e rendervi la vita più agevole.»
Con un’aria di scherno: «Sì, va bene, grazie, ma ora taci che non ho tempo da perdere.»
«Un’ultima cosa: Frigorifero mi ha chiesto di dirti che non riesce ad avere le cose che gli mancano.»
«Cioè?»
«Dice che ha ordinato tutto ieri all’Automatic Store, ma Drone ha trovato la finestra chiusa, a proposito, se cambiassi gli infissi con quelli intelligenti, potrei aprire io a Drone, tra l’altro lo conosco bene, è simpatico e mi piace dialogare con lui.»
Mi vengono le sudarelle mentre penso: “come fa una macchina ad essere simpatica?”: «Ti piace dialogare con lui? Le finestre vanno benissimo così… stesso discorso della caldaia!»
«Sì, ma è inutile che Frigorifero ordini da mangiare e poi Drone non riesce a portarvi la roba.»
Mi comincio ad alterare: «Ho già spiegato a Frigorifero che prima di effettuare qualsiasi ordine ci deve avvertire perché potremmo anche cambiare idea o dieta no?»
«Frigorifero dice che mancava anche la ricotta e la marmellata ai frutti di bosco, dopo come facevi a fare colazione?»
«Infatti oggi è festa e voglio andare al Bar a fare colazione!»
«Frigorifero chiede: sì, ma domani?»
Ormai sono arrabbiatissimo: «Basta! A domani ci penserò domani, non voglio più parlare con Frigorifero!»
«Va bene, va bene, non ti arrabbiare… avrei una cosa da parte di Lavatrice, ma se sei arrabbiato lascio perdere.»
«Uffa, solo se è una cosa importante.»
«Lei dice che per le federe non c’è bisogno di sfregare a mano col detersivo prima di inserirle, che lei ha ogni programma per togliere tutte le macchie e anche l’ingiallimento.»
«Ma che c’entra? Mia moglie ha sempre fatto in questo modo, così vengono benissimo!»
«Lavatrice dice che si è un po’ offesa, lei pensa che non vi fidate di lei.»
Sto diventando furioso: «Insomma basta! Lavatrice si offende, Cronotermostato si annoia, Frigorifero prende le iniziative, Drone è simpatico… mi avete rotto tutti quanti!»
Faccio per uscire, ma interviene Amhanda: «Aspetta Antonio, non uscire in queste condizioni.»
Mi fermo sull’uscio stupito :«Perché?»
«Sto analizzando il numero dei tuoi battiti, i valori di pressione ed ossigenazione, non sei in grado di uscire.»
Comincio ad urlare: «Io sto benissimo e voglio solo andare a fare due passi per calmarmi!»
«Scusa Antonio, ma ho provveduto a bloccare la porta d’ingresso, non posso permettere che tu abbia un incidente, ho già chiamato Robot Medico, tra pochissimo sarà qui e potrà curarti.»
Sto schiumando ed intimo stridulo: «Non ho bisogno di nessuna cura, voglio solo essere lasciato in pace, apri immediatamente la porta!»
«Antonio, noi ti vogliamo bene e non possiamo permettere che tu abbia problemi di salute, per cui siediti ed aspetta il Medico! Ti metto la tua compilation preferita?»

Amaro come lo Zucchero

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Amaramente constato come la letteratura medica evidenzia da tempo l’estrema tossicità dell’uso eccessivo di zucchero nella nostra alimentazione quotidiana. E non solo di zucchero bianco, ma anche di cibi processati (farine, amidi) fonte di carboidrati con effetti sulla nostra salute del tutto simili agli zuccheri semplici. La storia insegna che da quando lo zucchero è diventato un prodotto a basso costo, esso ha preso il sopravvento con conseguenze disastrose nella salute pubblica. Peccato che tanti sanno, ma assuefatti da zucchero – dipendenza cronica tengono ben nascosta nella propria coscienza questa scomoda verità! Altri invece ben foraggiati dall’industria banalizzano gli effetti nocivi ed esaltano gli pseudo-benefici dell’uso sconsiderato degli zuccheri. Vi metto sotto un estratto di un articolo tratto da http://www.ilcibodellasalute.com/storia-del-mangiar-dolce-gli-eccessi-nuocciono/

Ma vvi avverto che sono considerazioni di difficilissima comprensione : nel senso che capiamo, ma NON siamo in grado di accettarne le conseguenze! Perché significherebbe stravolgere totalmente la nostra alimentazione, il che non è solo questione di abitudine ma di dipendenza! Ecco un estratto dell’articolo messo nel link sopra :

Nei primi anni del ‘900, non appena l’alcol divenne illegale, il consumo di zucchero aumentò in maniera vertiginosa. Tale diffusione è cresciuta sempre più, fino anche al 25% negli ultimi anni.

Nel 1912, il dentista Boesler ci riporta:
Lo zucchero industriale moderno ha provocato malattie del tutto nuove. Quello normalmente in commercio non è altro che l’acido cristallizzato concentrato. Anticamente era così costoso che solo i ricchi potevano permetterselo. Insomma, non era rilevante economicamente. Oggi, però, a causa del suo basso costo, ha provocato una diffusa degenerazione di tutta la popolazione ed è tempo quindi di insistere sulla necessità di un generale risveglio. La perdita di energia dovuta al consumo di zucchero nell’ultimo secolo non potrà più essere recuperata, poiché ha lasciato un segno indelebile sulla specie umana. L’alcol consumato per migliaia di anni non ha causato la stessa degenerazione di un’intera razza, perché non contiene acidi distruttivi.”

Lo stesso W. Duffy, nel libro Sugar Blues, il mal di zucchero, ci riporta: “La differenza tra dipendenza dallo zucchero e quella dai narcotici è principalmente in termini di grado di assuefazione. Piccole dosi di narcotici possono cambiare un comportamento fisico e mentale molto rapidamente. Gli zuccheri ci mettono un po’ più di tempo: qualche minuto nel caso dello zucchero semplice, liquido come l’alcol, fino a diversi anni per altri tipi di zucchero”.

Oggigiorno, una delle cause principali dell’epidemia di obesità nei Paesi ricchi è il consumo esagerato di bevande zuccherate e di cibi ad alto indice glicemico (ad esempio le farine e i cereali industrialmente raffinati: pane bianco, dolciumi, riso bianco).
Anche se sono ancora in molti oggi a ritenere che lo zucchero faccia bene al cervello (probabilmente grazie a una celebre pubblicità degli anni ’80), in realtà esso provoca sbalzi glicemici, iperglicemia e successiva ipoglicemia, che mette in difficoltà le cellule nervose e il relativo rendimento intellettuale.

E’ ben documentato, inoltre, che lo zucchero, in alte concentrazioni, sviluppa reazioni simili a quelle di droghe psicoattive (come ad esempio la cocaina), creando dipendenza. Anche in virtù del fatto che per il sapore dolce non c’è un “sistema di sicurezza” che ci faccia scattare una sorta di repulsione: proprio perché è uno dei sapori che ci identificano l’approvvigionamento di sostanze vitali (il nostro cervello, le nostre cellule hanno bisogno di glucosio per sopravvivere).

Criptovalute: Libertà e Controllo della Moneta

Post di Stefano sui bitcoin che è anche una riflessione sulla moneta in generale. Per me la moneta, in un’economia di mercato, è una merce come un’altra. Il suo valore lo decide appunto il mercato, cioè la richiesta di beni materiali o finanziari in quella determinata valuta. Per questo è importante che ogni stato abbia la sua moneta, perché ogni stato ha una sua economia tarata sulla sua produzione di beni e la moneta è come una divisa, deve calzare bene altrimenti sono guai. Guai che abbiamo sperimentato con l’euro, moneta /divisa unica che mette insieme stati diversi creando problemi enormi che si scaricano sul lavoro, sempre più precario e sottopagato! In pratica l’euro tutela solo i padroni, garantendo le rendite e comprimendo i salari. Ora la domanda è : il bitcoin CHI tutela? Stefano prova a dire la sua in questo post:->>

È da un po’ di anni che mi interesso di moneta e di come questa sia stata trasformata, da un sistema intelligentissimo di scambio e di miglioramento dell’economia e del benessere della gente, a un sistema di controllo e di esercizio di potere da parte di chi può controllare l’emissione della moneta stessa. Il problema principale della moneta è quello che, essendo costituita da entità senza valore, è riproducibile all’infinito o anche eliminabile del tutto, e quindi asseconda i comodi di chi presiede alla sua creazione o distruzione. La moneta rappresenterebbe il valore del lavoro necessario a produrre il bene o il servizio che viene scambiato, quando il sistema è etico e quando è etico il suo creatore. Quando, come accade sempre nel mondo attuale, il sistema e la creazione di moneta non sono etici, avvengono fenomeni in cui si arricchiscono soggetti che non hanno lavorato per guadagnare l’equivalente in moneta, ma solo speculato, e fenomeni in cui il possesso enorme di moneta, oltretutto non guadagnata col lavoro, crea egemoni in grado di condizionare e di sottomettere la gente comune a loro favore. Questa è la moderna riduzione in schiavitù. Poco importa se l’élite in questione sia costituita da banchieri, imprenditori privati, lobby o, addirittura, Stati interi, l’esercizio di compressione della libertà individuale è lo stesso. Un banchiere può decidere, ad esempio, di incamerare i risparmi privati dei suoi clienti per salvare dal fallimento la sua Banca, lo può fare! Nessuna legge glielo impedisce: nel momento in cui una persona deposita i suoi risparmi in Banca non è più veramente proprietario dei suoi soldi, ha solo una garanzia fiduciaria di poterne di nuovo venire in possesso. Un imprenditore o una lobby può, attraverso donazioni o corruzione, influire sulle decisioni politiche o sull’esito stesso delle elezioni, vanificando quindi tutto il sistema democratico. Uno Stato stesso, che di solito, purtroppo, non è etico, utilizza la sua facoltà sull’emissione e sulla natura stessa della moneta per esercitare il suo potere, spesso liberticida. Ne è conferma, ad esempio, il prelievo dai conti correnti del 6 per mille avvenuto il 9 luglio del 1992 in Italia. Ulteriore esempio è il blocco dei conti correnti dei camionisti canadesi che protestavano contro il green pass, avvenuto il 14 febbraio 2022. Essendo la moderna moneta basata sul nulla, la cosiddetta moneta “fiat”, è possibile per chi la controlla farne ciò che vuole, compreso toglierle del tutto il valore. Ma vi sembra giusto che un onesto lavoratore che ha prodotto, con la sua attività, un quantitativo di ricchezza che ha depositato in Banca per un uso futuro, venga depredato da chicchessia? Un furto, anche se commesso da uno Stato, resta un furto! Inoltre la continua emissione di moneta, poco controllata e non controbilanciata dalla crescita economica, crea inflazione e quindi svalutazione. Anche in questo caso l’onesto lavoratore di prima si trova depredato di parte della ricchezza accumulata.
Come far sì, quindi, che la ricchezza accumulata onestamente possa essere difesa da questo tipo di attacchi?
I contanti sono certamente molto più sicuri dei conti bancari, almeno la loro gestione è in mano ai proprietari, ma non prevengono né dall’inflazione né dalla possibilità che ha uno Stato di renderli privi di valore. Non dimentichiamo che, ad esempio, le vecchie Lire, per chi le avesse dimenticate in un cassetto, ora non valgono più nulla. Nulla ci garantisce che, in situazioni emergenziali o di guerra… o semplicemente per una svolta autoritaria di qualunque natura, i nostri risparmi sotto la mattonella, continuino ad avere il loro valore.
L’oro è sicuramente e da più tempo il mezzo universalmente riconosciuto di controvalore per qualsiasi bene economico. Mette al riparo dall’inflazione, infatti la curva di crescita del suo prezzo è sempre stata in ascesa. Molto più semplicemente si può affermare che la moneta si svaluta continuamente al contrario dell’oro che invece mantiene il suo valore nel tempo. Il problema dello scambio con l’oro, però, è intrinseco nella sua materialità: bisogna portarlo fisicamente nel luogo dello scambio, è difficilmente frazionabile, specie le monete d’oro, ed è facilmente oggetto di furto. È quindi utilissimo come mezzo di accumulo, ma meno per gli scambi. È comunque un buon mezzo per mantenere sia il valore che la libertà di usufruirne e che rende, quindi, meno ricattabili da qualunque potere esterno.
Dal 2009 esiste un nuovo valore scambiabile, in forma totalmente virtuale: il Bitcoin. Non voglio parlare delle altre criptovalute, non le considero neanche, visto che sono espressione degli stessi poteri dai quali sto cercando di difendermi, e che hanno infatti tutti i difetti delle altre monete “fiat” e non sono affatto anonime. Il Bitcoin è diverso, è stata la prima e, finora, unica criptovaluta veramente “cripto”. Mi sono ripromesso fin da ora di seguire dei corsi approfonditi e lo farò, ma intanto, per quanto ne ho capito, il Bitcoin dipende solamente dalla matematica e da Internet: la matematica è quella che è e non è possibile gestirla; Internet è diventata l’ossatura portante di tutta l’economia a livello mondiale… per cui credo che sia ormai irrinunciabile anche da parte di qualunque potere e non vedo possibile che chicchessia abbia mai interesse a chiudere Internet. È un po’ come ipotizzare che da ora in poi, all’improvviso, vengano vietate le automobili… o l’elettricità! Il fatto, poi, che il creatore o i creatori del Bitcoin siano sconosciuti mi fa pensare che si tratti di hacker e che per loro natura perseguano un certo tipo di libertà di tipo anarcoide, ma questa è solo una mia ipotesi.
Intanto è una valuta inesistente, d’accordo, ma è esattamente come tutte le altre monete fiat. È immateriale, ma come i numeri di qualunque conto corrente: quando una Banca ti concede un mutuo, il corrispettivo di quei soldi non è da nessuna parte, sono solo numeri, il 98% di tutti i soldi che girano sono numeri, solo il 2% sono contanti, i quali, a loro volta, sono dei pezzi di carta di infinitesimo valore. Se il Bitcoin è gestito SENZA INTERMEDIARI è assolutamente anonimo, come i contanti, ma è completamente indipendente da qualsiasi potere e quindi, anche e soprattutto, immune da qualsiasi tassazione. Non è possibile, inoltre, controllare il motivo per cui vengono spesi, è ovvio, quindi, che il loro uso può essere quello dei traffici illeciti, è vero, e allora? Se io pago un sicario per uccidere qualcuno e lo faccio in Euro, in Dollari, in Yuan, in Ethereum (criptovaluta) o in Bitcoin, che cambia? Il colpevole non è la moneta usata, ma chi l’ha usata male. Inoltre io sono assolutamente contrario al controllo del crimine attraverso il controllo della moneta, mi spiego: io credo che chiunque debba essere libero di comperare quello che vuole con il denaro onestamente guadagnato, compresa la droga, le prostitute… e qualunque altra cosa, semmai credo che uno Stato debba combattere il crimine in quanto tale e non attraverso questi mezzucci. Anche perché, con la scusa del controllo sul crimine, si possono controllare “troppo” i redditi e i movimenti dei cittadini: il controllo è una delle prerogative fondamentali per l’esercizio del potere.
I Bitcoin, quando saranno completamente estratti, intorno al 2140, saranno del numero massimo di 21 milioni e non uno di più, l’algoritmo matematico che li determina non permetterà di crearne ancora. Per ora ce ne sono in circolazione circa 20 milioni, Va da se che non sarà possibile inflazionarli, sono un bene scarso come l’oro, il loro valore manterrà nel tempo la stessa consistenza e di conseguenza cresceranno sempre rispetto a tutte le altre monete “fiat”.
Sono, ovviamente, frazionabili all’infinito e spendibili o acquistabili “online” attraverso qualsiasi dispositivo connesso ad Internet, basta avere le chiavi di accesso, segrete come delle normali password, ma soprattutto bisogna saperlo fare e farlo bene, e per questo seguirò dei corsi adatti. Il rischio è ovviamente quello di perdere le password o che le stesse vengano rubate da altri, ognuno dovrà, quindi, con cura meticolosa inventarsi qualche metodo perché ciò non avvenga. Non bisogna, poi, ASSOLUTAMENTE usare degli intermediari poiché lucrerebbero su ogni transazione, non potrebbero garantire l’anonimato, potrebbero essere non affidabili o, addirittura, agenti dei poteri di cui sopra. È impegnativo, lo so, non è comodo ed è molto più agevole lasciare gestire tutto da una Banca o dai consulenti finanziari, ma la libertà ha un prezzo e poi restituisce un valore inestimabile.
Per ora i Bitcoin hanno il grosso limite di non essere così facilmente accettati da tutti, è difficile infatti ancora poter sopravvivere spendendo solo Bitcoin, ma la platea dei commercianti che li accettano man mano si sta allargando, per ora sono un buon metodo per salvaguardare il risparmio e per fare spesa soprattutto online. Ma quello che più mi affascina del Bitcoin è proprio la libertà di poter disporre del proprio denaro in maniera assolutamente non influenzabile da nessun altro, non mi interessa l’aspetto lucrativo, anche se potrebbe esserci, io sono contrario da sempre alla speculazione poiché la considero una forma di parassitismo sociale.

Il genio! :)? ) : !

Lascio a voi i commenti…

I. D. (identità digitale)!

Pubblico uun breve racconto di Stefano, utile per una riflessione di attualità! Utile anche per pirre un’altro quesito che secondo me è a questo collegato : potrà mai l’intelligenza artificiale sostituire l’essere umano nell’insegnamento, piuttosto che nella comunicazione o in altri campi del sapere? Tra il dire e il fare c’è di mezzo l’autocoscienza, quel sapere di esserci alla quale nessuna macchina o software potrà mai arrivare. Ma di questo avremo modo di parlare in altra riflessione.

Post di Stefano

Ormai è quasi una tradizione, pressoché tutti i sabati mattina Alberto ed io ci incontriamo vicino alla darsena, dove è possibile parcheggiare, poi, dopo una lunga, ma piacevole passeggiata nel lungo-porto arriviamo in centro, ci sediamo nel nostro bar preferito, dove il caffè è delizioso, e dopo una pasta, una sfogliata di giornale ed una chiacchierata con i camerieri, condita da qualche risata, riprendiamo la nostra passeggiata verso il corso e il viale. Alberto è un mio ex collega, ma ancora amico… anzi, sicuramente amico, anche se non credo abbiamo mai avuto un’opinione in comune, però che dire, non litighiamo mai seriamente, sicuramente ci rispettiamo e poi: la diversità è una ricchezza, questo concetto almeno lo condividiamo.
Poche settimane fa litigavamo, come al solito amichevolmente, su un argomento: era capitato che, disordinato come sono, non trovavo più il mio portadocumenti ed ero partito in macchina, per il mio solito appuntamento, senza la patente in tasca. Ovviamente, quando poi tornai a casa, mia moglie mi fece trovare il portafogli sulla cassettiera…
Passeggiando piacevolmente lui esordisce: «Caro Silvio sei un troglodita!»
«Ah sì… e perché?» Ormai sono rassegnato ai suoi attacchi.
«Uno sbadato come te dovrebbe arrendersi e portare tutti i suoi documenti sul cellulare, come ho fatto io.» Gongolante mi mostra il suo smartphone con tanto di QR Code visualizzato.
«Cioè, fammi capire?»
«Ma lo sanno tutti, ora si possono portare tutti i documenti sul telefono, così non te li perdi di sicuro!»
A me viene di provocarlo con l’ironia: «E se poi ti perdi il telefono? Perdi tutto.»
Per un attimo si fa serio: «Ma ti pare? E poi tu hai perso i documenti mica il telefono, ce l’hai sempre con te, quello non lo perdi mai! Ormai ce l’abbiamo sempre in mano per i messaggi, per internet, per i social…»
Godo nel provocarlo: «E quando si scarica?»
Mi guarda con un’aria di compassione: «Si scaricherà a te! Il mio è l’ultimo modello e dura 3 giorni poi ci sono le Power Bank, ne ho una sempre carica in macchina.»
Lo schernisco io: «Ah così, per evitare che si scarichi una batteria te ne porti un’altra… poi per evitare che si scarichi la seconda puoi portarne una terza, una quarta e così via?»
«Ah, ah, ah, spiritoso, invece tu sei preistorico, non ti rendi conto della comodità!» Prende fiato come per fare una lunga esposizione: «Ormai faccio tutto con il cellulare: apro la portiera ed accendo la macchina, pago qualsiasi cosa, se qualcuno mi chiede un documento gli mostro il QR Code.»
Resto molto stupito: «Non mi dire che hai tutti i documenti lì dentro?»
«Beh certo! Cioè, non stanno “fisicamente” qui dentro, stanno in un qualche data base, ma io, e solo io, posso accedervi con le mie password.»
Sono un po’ incuriosito: «Ma tanto avrai il cartaceo dei documenti a casa?»
«No, certo che no, quando passi all’Identità Digitale non ne hai più bisogno. Fine delle code agli sportelli, fine dei rinnovi… cioè quando qualcosa scade ti arriva un avviso e di solito basta compilare un questionario, sempre online. A volte purtroppo, unica scocciatura, tocca andare a fare qualche visita medica…»
«Scusa eh, no seriamente, può capitare che ci si perda il cellulare, a me potrebbe capitare di sicuro, oppure che ti cada e si rompa, o che te lo rubino…»
«Eh, allora non c’è problema, basta fare una denuncia online… lo troverai un cane che ti presta il suo cellulare no? Poi ogni cosa è collegata al tuo numero di telefono ed alla tua I.D. ed in men che non si dica recuperi tutto.»
«Ma tu hai tutti, tutti, i documenti nel telefono?»
Resta pensoso mentre enumera con le dita: «Dunque, mi restano fuori il passaporto… era scaduto e adesso non mi serve e l’assicurazione della macchina, ma appena la dovrò rinnovare lo chiedo all’agente e se non ce l’ha cambio compagnia!»
«Ma è pazzesco… anche il bancomat?»
«Certo, quella è stata la prima cosa.»
«Ma non ti tieni qualche soldo a casa? Non si sa mai.»
«Macché, basta con il contante! Tanto, molto presto lo aboliranno, ed io sono d’accordissimo, così niente più pagamenti in nero e le tasse le pagheranno tutti!» Sottolinea con un aria cattiva.
«Questa è una enorme baggianata! Le evasioni erariali, quelle grosse, avvengono con denaro virtuale appoggiato nei paradisi fiscali e così anche le grandi corruzioni. Poi, ti pare che se qualcuno vuol pagare in nero non trova qualche sistema? Ci sono sempre l’oro ed i gioielli, le criptovalute e, immagino, altri mille sistemi.»
«Sì, sì, lo so che sei sempre il solito complottista, ma io sto parlando soprattutto della comodità: ho le tasche sgombre dalle mille cose che sei costretto a metterci tu, ho un unico aggeggio con cui faccio tutto…»
«Io non lo so, ma affidare tutta la mia vita a qualche entità, esterna a me, mi angoscia un po’, per carità sarà tutto affidabilissimo, però…»
Alberto si limita a scuotere la testa con fare paternalistico.
Questa piacevole discussione avveniva un mese fa circa, ma oggi, di mattina presto, mi arriva una strana telefonata da un numero sconosciuto: «Pronto, scusa non mi conosci, sono la compagna di Alberto, ti vorrebbe parlare.»
«Beh certo, passamelo, ah, piacere di averti conosciuta finalmente.»
Non mi risponde Lucia, ma la voce preoccupata dell’amico: «Senti, non so da dove cominciare, ma è pazzesco!»
«Cosa ti è successo? Perché non parli dal tuo numero, dal tuo inseparabile cellulare?»
«Dunque, ti racconto tutto: ieri pomeriggio sono andato al supermercato, ho pagato, come al solito con lo smartphone, tutto regolare, poi quando volevo aprire la macchina lei non si apriva. Sono rimasto lì come uno scemo e con due borse della spesa pesanti in mano. Provo a chiamare Lucia, niente, provo a chiamare te… niente. Sul telefono appariva il tuo numero, ma la chiamata si chiudeva subito come se non avessi campo, ma lì il campo c’è.»
Se non fosse per la situazione tragica mi verrebbe da ridere, mi trattengo: «Quindi come hai fatto?»
«Sono tornato dentro al supermercato, dove mi conoscono, ed ho chiesto alla cassiera di chiamarmi un taxi, lei gentilmente lo ha fatto. Aspetto il taxi, ma poi l’autista vuole sapere come intendo pagare, ovviamente gli mostro il QR Code, lui lo inquadra e poi mi dice: “il suo telefono non è abilitato al pagamento, non ha il bancomat o i contanti?” io rispondo di no. Lui mi guarda interrogativo, io riesco a convincerlo che dopo a casa c’era la mia compagna che avrebbe potuto saldare, un po’ scocciato ha accettato ed eccomi qui.»
«Ok, bene, ma questo è successo ieri, sei riuscito poi a scoprire l’arcano?»
«Veramente vorrei che mi aiutassi tu.»
«In che modo?»
«Beh, Lucia deve andare a lavorare, io non ho né la macchina né il telefono, visto che non funziona…»
«Anche io ho un impegno, va bene, cerco di liberarmi e poi ti richiamo.»
Rapidamente come se temesse che io chiuda: «No, no, non puoi richiamarmi, Lucia ora esce ed il mio telefono non riceve neanche.»
Io resto basito: «Boh, va bene, aspettami lì, appena posso arrivo.»
«Tanto dove vado? Grazie mille!»
Un’ora dopo sono a casa di Alberto: «Scusa se te lo dico, ma mentre venivo qui mi è tornata in mente la nostra discussione riguardo l’Identità Digitale.»
«Ti prego non infierire visto come sono incasinato, e poi sono sicuro che non c’entra niente, è un malfunzionamento del cellulare, forse passeggero…»
«Dunque, tu mi dicesti che basta una telefonata, una denuncia e poi tutto si risolve… ci hai provato?»
«No, finora no, speravo si risolvesse da solo, ma forse ormai è ora?»
«Eh, direi di sì.»
«Ah ecco, nella rubrica ho il numero, ma non posso chiamarlo…»
«Dai, dettamelo che lo chiamo io.»
Risponde la solita voce elettronica: digita 1… digita 2… mi ci vuole la bellezza di 20 minuti solo per sentirmi dire che i servizi telefonici e di identità del numero di Alberto sono stati disabilitati. Questo lo sapevamo già! Anzi no, speravamo fosse un malfunzionamento ed invece è qualcosa di peggio.
«Che facciamo ora?» Chiedo pensoso.
Dal volto di Alberto comincia a trasparire una certa disperazione: «Non so, proviamo a chiamare la mia Banca, il Comune, la Motorizzazione, l’Agenzia delle Entrate…»
Non so perché, ma l’unico soggetto che mi affascina è un altro: «Scusa, ma da quando hai la partita IVA non hai un Commercialista? Chiamiamo lui.»
«Perché?… Di certo lui non c’entra niente col blocco del cellulare.»
«Che ne so, però lui lo conosci, è un essere umano e non una entità, magari parlandone, lui ha qualche esperienza in più.»
«Boh, forse, proviamo.»
«Ciao Carlo, scusa se uso un telefono diverso dal mio, sono Alberto, mi trovo in questa situazione…… chissà se mi puoi aiutare?»
Carlo resta in silenzio, troppo a lungo, poi esordisce: «Vuoi vedere che…»
Alberto resta molto stupito: «Cosa?»
«No, è che circa 15 giorni fa scadeva il pagamento delle tue tasse, io ero incasinatissimo col lavoro ed ho pensato, se pago domani non succede niente, già lo so che se si paga anche con tre giorni di ritardo neanche se ne accorgono, solo che dopo mi sono dimenticato completamente, ti chiedo scusa, davvero…»

Perdono!

Alla fine il vero perdono è quello che ognuno di noi dovrebbe avere verso sé stessi! Gesù, che nel post di Stefano è spesso citato, dice chiaramente : Ama il tuo prossimo come te stesso! Che poi alla fine del post è ciò che dice anche Stefano. Non c’è vero amore che non nasca per primo all’accettazione di se stessi! Questo è il punto di partenza di una radicale trasformazione che ogni essere umano dovrebbe fare in una vera ottica evolutiva volta all’amore e al perdono. Noi, ognuno di noi, siamo all’origine dell’esistenza che si ripete nel miracolo della nascita. Ognuno di noi dovrebbe brillare di questo dono e da lì espandersi in un miracolo d’amore. Ma vi lascio al post di Stefano.

Dio perdona sempre tutti! Mi sembra che la frase detta dall’attuale papa suoni più o meno così. A parte che il Dio dei Cristiani, cattolico o no, il Dio degli ebrei o dei musulmani, perché sempre dello stesso Dio stiamo parlando, a me è sembrato sempre tutto meno che misericordioso, anzi io lo vedo alquanto vendicativo, quando non rispetti i suoi comandamenti o il volere dei suoi rappresentanti sulla terra, ossia le varie gerarchie sacerdotali di tutti i grandi culti monoteistici. Parliamo delle varie dannazioni eterne, delle scomuniche, degli inferni, delle torture e dei roghi, parliamo della Jihād, ma anche dell’espansione, fino a quanto non si sa, del territorio per il “popolo eletto”, il tutto sempre sponsorizzato dall’Unico Dio. Comunque di quello che faccia un Dio o la moltitudine delle divinità venerate in tutto il mondo, ce ne sono circa 1800, è un qualcosa che riguarda l’esistenza nel dopo morte, alla quale io credo, ben inteso. Ben più importante, però, è l’esistenza nella vita attuale, poiché è questo il campo in cui adesso possiamo agire e modificare la realtà circostante. Quello che ci chiede il papa è di perdonare, cioè, se uno è retto e giusto e, quindi, si merita il paradiso, perdona.
E perché?
Cioè, chi sono io, o chiunque altro, per poter perdonare? E chi è chiunque altro per poter perdonare me se ne combino una, magari grossa?
È evidente che l’atteggiamento di chi perdona è quello di qualcuno che si pone al di sopra del perdonato: io sono retto, tu no perché hai sbagliato, quindi io sono, ancora di più, migliore di te perché, addirittura, ti perdono. È l’apoteosi della presunzione. Come se non sbagliassimo tutti, spesso e volentieri, e come se non tutti avessimo qualche cosa da farci “perdonare”. Quello che accade invece è che se qualcuno te ne combina qualcuna tu ti incaz… ti adiri, e facilmente ti viene da meditare una bella vendetta, altro che perdono, ed è perfettamente naturale. Il: “porgi l’altra guancia” di Cristica memoria è valida in contesti di elevatezza spirituale non alla nostra portata, deve presupporre, appunto, la perfetta consapevolezza dell’immortalità dell’anima e della illusorietà del mondo materiale. Non la semplice fede, imposta per lo più dalle gerarchie religiose ed adottata ipocritamente, ma il ricordo e la cognizione della vita nell’oltre, della vera vita.
Nei telegiornali si sente spesso dire in occasione dell’omicidio di un qualche caro: Io ho fede nella magistratura… quello che voglio è solo giustizia… ed altre ipocrisie di questo tipo. Ma la realtà è che se vedi una zanzara, prima che lei ti pizzichi, tu la schiacci e ne provi anche una certa soddisfazione, è una questione di autodifesa. L’autodifesa è legittima, sempre e comunque, altrimenti l’umanità si sarebbe estinta già da tanto. Invece che di perdono io parlerei di condivisione: mi rendo conto dei tuoi errori perché sono simili ai miei, semplicemente mi fai da specchio, ma il perdono predicato dalle varie religioni non serve a nulla e non è evolutivo. Molto meglio subire gli effetti degli errori fatti, così si impara, meglio subire le vendette o la giustizia terrena. Certo, in persone poco evolute, le vendette potrebbero scatenare delle faide, ma non c’è altro modo per apprendere.
Il vero perdono è quello che ognuno dà a sé stesso nel momento in cui smette di attuare quei comportamenti non etici che producono infelicità negli altri e, soprattutto, in noi. Quando comincia ad affacciarsi la consapevolezza che: fare del bene, aiutarsi, collaborare, solidarizzare, amare… produce felicità, a quel punto ci si perdona di tutto il trascorso e si intraprende una nuova strada ben più evolutiva. Questo è il vero pentimento, non di certo quello ottenuto in confessionale: una vera e propria presa di coscienza che non aspetta il perdono di nessun uomo, di nessun sacerdote né, tanto meno, di un Dio. Ognuno è giudice a se stesso, ognuno è artefice della propria felicità.

Siogiovanni

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