Piccolo presepio “vivente”!

Il post che segue e le foto a corredo sono state realizzate dalla mia amica Paola, insegnante di scuola primaria. Gli alunni della sua scuola hanno realizzato questo bel presepe, non scendo nei particolari perché spiega con precisione tutto lei nel post. Mi limito a partecipare all’entusiasmo dei bambini e delle loro insegnanti nel realizzare questo lavoro, la nascita di Gesù Bambino, il Salvatore! Nonostante i nostri siano tempi bui, dove la società fa di tutto per cancellare il sacro dalle nostre vite, i bambini continuano ad insegnarci che vale ancora la pena di credere, di avere una fede nell’oltre, nel bene, nella vita. E con questa speranza vi auguro di cuore di trascorrere un buon Santo Natale!!!

Non sempre una progettazione minuziosa e pianificata dà quei risultati che vorrebbe perseguire.
Talvolta è proprio un’intuizione, direi quasi un’emozione a far nascere risultati insperati perché frutto di una condivisione (a volte inconsapevole) di speranze e valori che accomuna alunni ed insegnanti.

Nasce così l’idea di un presepio “riciclato”, fatto di materiali di scarto come vassoi di polistirolo usati, bottiglie di plastica vuote, contenitori in pvc precedentemente utilizzati che però ritagliati, incollati e dipinti diventano case, fattorie, castelli, mulini, ponti e perfino la famosa stalla di Betlemme.
L’ entusiasmo e la meraviglia di far nascere da alcuni insignificanti imballaggi una casetta, un mulino, di accostare contenitori anonimi per dar vita ad un piccolo villaggio ha iniziato a serpeggiare fra le classi delle Socciarelli fin dalla metà di novembre, unendole, invisibilmente, quasi come i fili che si susseguono nei corridoi della scuola, pieni di decorazioni natalizie.

L’entusiasmo ha pian piano preso la forma di un disegno geometrico, tracciato prima sulla carta e poi accuratamente ritagliato sul polistirolo. La geometria piana è uscita dal quaderno di classe per diventare una casetta, un solido, una ringhiera, delle scale, per far ruotare le pale di un mulino a vento, la manovella di un pozzo.
Ragazzi di V ormai esperti “architetti”, minuziosi e scrupolosi nella progettazione, hanno affiancato con affettuosa e delicata attenzione i piccoli delle prime che li hanno osservati con ammirazione e stupore.
Vedere bambini di varie età accumunati dal piacere di dipingere a tinte vivaci i piccoli edifici, di escogitare soluzioni per risolvere problemi concreti di assemblaggio e abbellimenti vari, fa capire quanto questo tipo di esperienze scolastiche non rubino tempo agli apprendimenti, ma ne migliorino solo la qualità e la valenza.
La bellezza di questo presepio però non è solo in questo atto creativo, ma nell’affiancare ai piccoli edifici esseri viventi : alberelli e piantine di vario tipo.
Un presepe vivo, non solo per l’entusiasmo dei piccoli costruttori, ma anche per la bellezza delle piante che incorniciano i piccoli ambienti.
Le piante protagoniste silenziose, ma vive, che gli alunni imparano ad amare e proteggere. Ora nel presepio, domani ad abbellire e ornare il giardino della scuola.

La speranza che il mondo possa essere un luogo migliore per tutti, dove creatività e bellezza si rispettino e si fondano, può nascere anche da qui.
Due metri quadrati di terreno…un’aiuola piuttosto anonima all’ingresso delle Socciarelli, non hanno mai ospitato un’ambizione più grande.
E credo che anche il Figlio di Dio, non sia dispiaciuto di venire ancora una volta al mondo, in quella piccola stalla di polistirolo, di fronte agli occhi luccicanti di tanti bambini.
Anna Paola Berti

Si può?


Il post sotto è di Stefano. A me, visto che ormai è Natale, viene solo da dire che sperare di può!!! Buona lettura.

Si può essere sovranisti senza essere tacciati di nazionalismo fascista?
Si può essere anti neoliberisti senza essere stalinisti?
Si può essere contro questa falsa Europa senza rinnegare i valori fondanti dell’Europa stessa?
Si può credere che l’immigrazione incontrollata ed infinita sia attuata strumentalmente per distruggere i diritti dei lavoratori, senza essere tacciati di razzismo?
Si può essere contrari all’omologazione cosmopolita e restare rispettosi delle culture altrui?
Si può non credere che il mercato aggiusti ogni ingiustizia sociale?
Si può credere che lo Stato debba intervenire a difesa dei più deboli e che abbia sempre i mezzi per farlo?
Si può credere che l’attuale debito pubblico sia una invenzione degli speculatori finanziari?
Si può credere che gli evasori fiscali facciano meno danni delle politiche di austerità?
Si può credere che i grandi movimenti ecologisti siano usati strumentalmente dagli stessi inquinatori, pur rimanendo ecologisti?
Si può credere che somministrare 10 vaccini ad un bimbo di pochi mesi sia una cosa abnorme, senza essere classificati come oscurantisti antiscientifici?
Si può credere che, per le grandi industrie farmaceutiche, è meglio se siamo degli eterni malati?
Si può credere che, per un bambino, è meglio avere un padre ed una madre invece di due genitori dello stesso sesso, senza essere considerati omofobi?
Si può credere che la teoria “gender” sia una cosa senza senso, sempre senza essere considerati omofobi?
Si può credere che uomini e donne abbiano assoluta pari dignità nell’altrettanto assoluta diversità? Si può considerare la parola “femminista” una parolaccia al pari di “maschilista”?
Si può credere che la pratica dell’utero in affitto sia una cosa abominevole in quanto estrema mercificazione del corpo femminile?
Si può essere contrari alla politica interna ed estera israeliana, senza essere considerati antisemiti?
Si può essere contrari al burqa senza essere considerati anti islamici?
Eccetera… eccetera… insomma si può vivere in un mondo che non sia in bianco e nero, come i maestri del “dividi et impera” vogliono, ma che contenga infinite sfumature di grigio, anzi, infiniti colori dipinti col pennello della ragione?
Si può?

Ma le api si stanno estinguendo?

 

IMG_20191216_092928429.jpgLe api si stanno estinguendo? Troverete in rete le principali motivazioni che stanno
portando nel mondo alla moria delle api. Non mi soffermerò a parlare di monocolture,
OGM, pesticidi, onde elettromagnetiche… Ognuna e tutte queste cause sono certamente
importanti!

Ma in ultima analisi è l’uomo il vero artefice di queste problematiche e proprio di lui proverò a parlare.
Che fare?
Parliamo dell’apicoltura: quella industriale ha degli standard di allevamento intensivi, che si basano prevalentemente su criteri di valutazione economici e usa tecnologie per l’incremento degli utili.
Cosi nacque l’apicoltura razionale. Partire dall’arnia e non dalle api, costruire quella che permettesse di garantire il massimo guadagno, sia per i costruttori, sia per gli apicoltori!  E poi? Aggiustare il tiro cammin facendo e arrivare ad uno standard soddisfacente che si è concretizzato nell’adozione di arnie tipo la Dadant. Non è mia intenzione criticare l’apicoltura tradizionale, soprattutto perché essa è ancora in grado di dare un reddito a quei professionisti che negli anni hanno acquisito conoscenza e rispetto verso questo mondo, imparando a sfruttarlo ma anche a mantenerlo in vita.
Ma si può stare fuori degli standard?
Esistono altri tipi di arnia come la Warrè o la top bar africana. Hanno una produttività inferiore ma richiedono anche un tempo e soprattutto un approccio diverso al mondo delle api.
Passare ad un’apicoltura estensiva può essere un valore aggiunto.
Servirebbe lo Stato, che andando oltre la fuffa eco-illogica che va tanto di moda, investisse risorse per far vivere l’apicoltura in nome della tutela dell’ambiente  per rendere produttiva la salvaguardia delle api. La loro fragilità è forse fra le cause più certe e rilevanti di un disastro imminente!

Relatività quantistica

 

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foto da pixabay

Post sempre stimolanti quelli di Stefano, anche senza pretesa di scientificità danno lo spunto per interessanti riflessioni:

Premetto: la mia preparazione scientifica è del tutto autodidatta e gravemente carente, ma a me piace il ragionamento scientifico e sono avido di ogni occasione mi capiti a tiro per imparare qualcosa. Una volta sono andato ad una conferenza sulla Relatività tenuta da un professore di fisica dell’università di Ancona. Ad un certo punto lui disse che nella Fisica attuale l’estremamente grande è regolato dalla Relatività, appunto, mentre l’estremamente piccolo è codificato dalla
Meccanica Quantistica. Essendo una persona intellettualmente onesta ha ammesso subito che in futuro sarebbero state necessarie nuove scoperte per unificare le due teorie in apparente ed assoluta opposizione.
Ora cercherò di spiegare in che cosa consistono alcune incompatibilità tra le due teorie.
Nella Relatività si presuppone che la velocità della luce, per quanto sia enorme, è il limite massimo.
Non può esistere nulla che vada più veloce e, addirittura, che un corpo qualunque, dotato di massa (quello che qui sulla terra chiamiamo peso), non può neanche raggiungerla quella velocità. In pratica solo il fotone (la particella fondamentale della luce) può andare a quella velocità, ma… e già qui c’è una prima considerazione da fare: se E=MC2 e cioè che la massa è solo un concentrato di energia. Ma se la particella più piccola dell’energia è il fotone… per quanto piccola, un po’ di massa ce l’avrà no? Tant’è vero che la luce viene deviata dalla gravità delle stelle e quindi un po’ pesa! Come fa ad andare alla famigerata velocità? Ma a parte questo, sin da quando usiamo i fari marittimi, noi adoperiamo i fotoni per comunicare, anche la radio funziona emettendo un tipo di fotoni, perché è il modo più veloce che c’è. Però è una velocità finita, non è istantanea, infatti il nostro Rover marziano ha bisogno di alcuni minuti prima di rispondere ai comandi terrestri e la luce
del sole impiega otto minuti per giungere a noi. Nessuna informazione, secondo la Relatività, può arrivare più veloce della luce. Quindi, tra l’altro, il concetto di spazio e di distanza è ben solido secondo Einstein. Ma anche quello di tempo, perché sono collegati! Perché ho bisogno di misurare, sì, un certo tempo che trascorre tra quando l’informazione parte e quando arriva. Ma quando andiamo nel piccolo che succede? Se prendiamo due elettroni… diciamo gemelli (ogni elettrone ha il suo gemello!) uno gira in un senso e l’altro nell’altro, per forza! Se prendiamo uno dei due e lo portiamo lontanissimo dall’altro e poi lo costringiamo a cambiare il senso di rotazione,ISTANTANEAMENTE l’altro fa lo stesso! Ma non dopo un po’… SUBITO!!! Ma, un momento: come fa l’altro a sapere di suo fratello nello stesso istante? Abbiamo visto che l’informazione, al massimo, va alla velocità della luce e quindi? Magari il concetto di spazio è… relativo? Eh sì, perché la distanza a cui abbiamo separato gli elettroni non è infinitesima, ma di migliaia di Km, e quindi sottoposta alla tesi Einsteiniana. Questo fenomeno si chiama Entanglement. Un bel problema per le nostre menti Relativistiche! No, anche perché insieme allo spazio si va a incrinare anche il concetto di tempo, perché se quelli (gli elettroni) reagiscono istantaneamente… è come se fosse tutto qui e adesso… è come se l’universo sia non spaziale e non temporale!
Ma c’è di più: ogni atomo od ogni molecola si scuote sempre, vibra. Anche dentro un solido di cui è parte, dentro al suo spazio di pertinenza, va a sbattere continuamente ed a casaccio contro lo spazio occupato da altri atomi o molecole. Questo è quello che noi chiamiamo calore e quelli sono i moti Browniani (dal nome del suo scopritore). All’aumentare della temperatura i moti aumentano, infatti il corpo si dilata poiché le particelle si allontanano tra loro per via degli sbattimenti più forti e reciproci. Al raffreddamento estremo, allo zero assoluto (la temperatura teorica di ­273 gradi  centigradi) gli atomi cadrebbero gli uni sugli altri fino a compattarsi all’infinito in un unico punto, ma questo non è possibile… anche se… il concetto di spazio? Comunque, dicevamo, vibrano in direzioni casuali… e se per caso… vibrassero tutti insieme nella stessa direzione? Magari verso l’alto. All’improvviso ci potremmo trovare con una forchetta che si solleva dal nostro tavolo e va a spasso per la nostra cucina volando qua e la… Possibilissimo! Non si violerebbe nessuna legge della termodinamica, la quantità di calore (che è energia) contenuta nella nostra forchetta è una forza più che sufficiente per permetterlo. Ok, normalmente non può succedere, poiché se un atomo va verso l’alto, l’altro va verso il basso… e statisticamente tutti i moti si annullano a vicenda.
Però che succede nella fisica quantistica?
Che non si può determinare la posizione di una particella o di un atomo, con precisione, attraverso dei calcoli matematici, perché la presenza stessa dello strumento di misurazione o dell’osservatore influisce e varia l’esperimento. L’osservatore diventa attore e parte dell’esperimento! Anche attraverso la volontà stessa dell’osservatore! E’ dimostrato che se l’osservatore vuole provare che un fotone sia una particella, il fotone diventa una particella. Se invece lo stesso vuole controllare che sia un’onda il fotone diventa un’onda. Badate bene che le due cose non sono compatibili! In
pratica, nell’infinitamente piccolo, la volontà dello sperimentatore condiziona l’esito
dell’esperimento.
Ora si potrebbe dedurre, tornando alla nostra forchetta, che se uno sperimentatore avesse la capacità di condizionare contemporaneamente tutte le particelle che compongono l’attrezzo da tavola, magari con uno sforzo di volontà ben direzionato, la forchetta potrebbe adempiere al suo compito senza l’uso delle mani… o no?
Come si chiamava una volta questa cosa? Ah… magia!
Quindi non si potrebbe dedurre che la fisica vera è quella quantistica e che nel grande non funziona solo per motivi statistici?
O solo per una scarsa forza di volontà?
Quella carenza che non ci permette di essere quegli Dei che meriteremmo di essere?

Il nostro nemico

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<a href=”http://Foto di Gerd Altmann da Pixabay“>Da pixabay

Post molto interessante quello scritto qui sotto da Stefano, mi permetto di aggiungere solo una breve riflessione personale. Relativamente alla Banca centrale, che sia di proprietà pubblica o privata per me è un problema secondario. Invece è estremamente importante la questione dell’indipendenza.
Perché dovremmo chiederci: ma indipendente da chi? Essenzialmente dalla politica, o meglio da chi in qualche modo sarebbe legittimato da un mandato democratico. Infatti sono esclusivamente questioni di natura economico finanziarie quelle che guidano le decisioni prese dalla BCE; stabilità dei prezzi e inflazione intorno al 2%! Entrambe stabilmente disattese fra l’altro visto il prolungarsi della deflazione. Ma che purtroppo hanno una ricaduta sulla politica, condizionandola in modo palese.
Inoltre la BCE a differenza di altre banche centrali NON può agire come prestatore di ultima istanza. Dobbiamo quindi legittimamente domandarci: è mai stata una vera banca centrale? Perché se lo fosse sinceramente non si capisce il motivo di astrusi meccanismi di compensazione come il MES.
Concludo affermando che nell’UE ci troviamo di fronte a stati senza moneta e ad una banca centrale che agisce di conseguenza come se gli stati non ci fossero: il modello economico si limita a creare soldi e spostarli, come se l’unico problema rilevante fosse una contabilità ideale ed idealizzata, in grado da sola di sanare ogni forma di iniquità! Capite ora, come dice Stefano, dove sta il nostro nemico? Vi lascio alla lettura del suo post.

Secondo me, dovremmo imparare tutti ad aggiustare la mira ed a prendercela
con chi davvero vuole il nostro male. Purtroppo però i veri nemici sono bravissimi a dirottare le nostre energie verso le piccole diatribe locali, spesso pregiudizievoli, inconcludenti, pretestuose ed alla fine inutili!

I nostri veri nemici sono davvero abili a portare gli scontri sul piano orizzontale invece di come dovrebbero essere, e cioè verticali! E’ una conoscenza antica e loro sono maestri del “Dividi Et Impera”.
Voglio fare un esempio di attualità: le “Sardine” dicono di essere antifasciste, antisalviniane ed anti sovraniste e poi cantano “Bella Ciao”…
La famosa canzone è un po’ il simbolo della lotta partigiana, per cui, fin qui, sull’antifascismo nulla da eccepire. Salvini… come sempre ripeto, non mi sta simpatico per niente, non condivido quasi nulla di quello che dice, non l’ho mai votato né lo voterei mai, ma tutto mi sembra meno che un piccolo duce. Finora si è mosso sempre in modo rigorosamente democratico, cerca i voti con delle campagne elettorali, spesso, sopra le righe, ma cerca dei democratici voti! E’ stato al governo in quanto leader di una coalizione di maggioranza e, quando è stato sfiduciato dal parlamento, è andato a far parte dell’opposizione. Da oppositore, come tutti gli oppositori, cerca di andare al più presto alle votazioni per poter tornare al governo. Come fanno tutti! In tutti i paesi democratici del mondo! Propina idee di destra, come ogni leader di destra, ma è prevista una “destra” in ogni parlamento, per cui…
Le sardine sono contrarie a Salvini, benissimo… anch’io!… solo che io mi limito a non votarlo, ma a lui tutta questa cassa di risonanza, secondo me, fa solo gioco e di voti ne prenderà un sacco.
Poi sono anti sovraniste… e, per me, questo è il punto fondamentale. Vedete come sono bravi i nostri veri nemici? Attraverso un attento uso dei media, hanno ridotto il sovranismo ad una sorta di teoria del “complotto”. Mettono insieme i sovranisti ai terrapiattisti…
Quelli che per primi cantarono “bella ciao” furono i partigiani, i cui rappresentanti politici stilarono la nostra costituzione. Può essere perfezionata,certo, ma a me sembra meravigliosa. Ed è stata concepita per non permettere mai più l’instaurazione di un regime fascista. Vediamo come recita il primo articolo:
«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.»
Quindi, essendo noi il popolo, dovremmo essere i titolari delle sovranità di questo stato, o no?
Questo è esattamente quello di cui parlano i sovranisti e a me sembra perfettamente legittimo, o no?
Ci sono varie sovranità in uno stato, ma quella che incide di più, la base attraverso la quale si possono adottare tutte le politiche rivolte alla salvaguardia di ogni diritto fondamentale, del raggiungimento del benessere e della crescita della persona… è quella monetaria! Solo attraverso la sovranità monetaria, la capacità di battere moneta, la capacità di tassare secondo scelte politiche, la capacità di variare i tassi di interesse, la capacità di aumentare o diminuire il debito pubblico… uno Stato sovrano può adottare le sue politiche rivolte al bene del popolo.
Prima col divorzio della Banca d’Italia dal Tesoro del ’81, poi con l’adesione al Serpente Monetario del ’92 ed in fine, dulcis in fundo, con l’adozione del “mostruoso” euro nel 2002, il popolo italiano ha perso la più importante delle sovranità, ma per cederla a chi? : Tecnicamente alla BCE! Che cosa è la BCE? : Il consorzio delle varie Banche Nazionali aderenti all’euro… e non solo! La Bank of England, per esempio, detiene il 14,33% della proprietà della BCE e non fa parte del’eurozona. E chi possiede le varie Banche Nazionali? : Un consorzio delle varie banche private di ogni singolo stato e non solo, in cui la quota di partecipazione del Tesoro degli stati stessi è minoritaria. In pratica la BCE è un soggetto privato, è una società PRIVATA!
Ora: aver ceduto la più importante delle sovranità (che tra l’altro è incostituzionale!) ad un privato non suona come aver ceduto ad un individuo, esterno alle dinamiche democratiche, il potere di decidere dei nostri destini?
Quel potere gestito da un soggetto non democratico non assomiglia al fascismo? Magari moderno e tecnocratico, ma sempre fascismo è!!!
Ora, i moderni cantatori di “bella ciao”, a loro insaputa, favoriscono un fascismo tecnocratico, ma moderno!
Un vero capolavoro del potere! Ci fanno azzuffare come galline e loro, probabilmente, ridono di noi.
Io credo che movimenti come quello delle Sardine, prima di loro i Girotondini, quelli che furono i 5 stelle, in qualche modo i Leghisti, alla base, sia costituito da gente in perfetta buona fede, con idee diverse, ma questo fa parte del dialogo democratico. Ora io mi chiedo: ma perché non si smette di guardare solo all’altezza degli occhi, perché non si smette di cercare il nemico solo sul piano orizzontale e non si rivolge lo sguardo verso l’alto? Perché è lì il nostro nemico!
Ah… per “alto”, intendo la sommità di qualche grattacielo sede delle banche!

Gabbiano sulle acque

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Poesie di Lorenzo – foto da internet

Da questo

sperone di scoglio

ti vedo

gabbiano

galleggiare sulle acque della tempesta

con animo

di fede divina

salire sulla cresta dell’onda

a scorgere bagliori

di un lontano orizzonte;

poi scendere

nel fondo cupo dell’onda

ma sereno

affidarti al gioco dei flutti!

Maestro di vita

concedimi la sua forza

e la tua fede

per sorridere gioioso

ai venti della tormenta.

Insinuami

il segreto

di affidarsi

ed abbandonarsi

con sorriso di pargolo

al fiume della vita.

*Poesia di Lorenzo

 

Maria, piena di grazia

 

 

Madonna del duomo di San Ciriaco, Ancona. Olio su coppo libera interpretazione, Roberto Nicolini

Oggi è l’Immacolata concezione, ri-condivido un post scritto e pubblicato sul blog un paio di anni fa Leggi Qui. L’8 dicembre  del 1854 papa Pio IX con la bolla “Ineffabilis Deus”, proclamò il dogma dell’Immacolata concezione”. In questo testo si legge: «La beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale». Il mistero del dogma è inestricabile per la mente umana, ha dalla sua solo la certezza del cuore illuminato dalla fede. Concilia l’essere creatura e figlia di Dio con il suo essere madre del Signore. E le mie riflessioni, proprio per la loro natura razionale, a poco serviranno per approfondire ciò che non può essere capito.

La dottrina dell’Immacolata Concezione afferma che Maria è stata concepita  senza “peccato originale”, ma ciò cosa significa? Forse essa, anche dopo la nascita di Gesù, ha vissuto una vita privilegiata, senza difetti o passioni o tentazioni umane? Certamente l’intenzione di tale dottrina non può essere quella di divinizzare Maria, ne tanto meno di disumanizzarla. Al centro dell’Immacolata Concezione va quindi posto il dono della Grazia, attraverso il quale Dio pone Maria in una condizione speciale. In un certo senso possiamo dire che attraverso Maria vediamo Dio (il Donatore) che si dona all’umanità!

Innanzitutto perché questo dono non è riservato unicamente a Maria, ma Dio lo rivolge a tutti gli esseri umani, è un’offerta di salvezza permanente che fa parte dell’esistenza entrando anche nella dimensione storica. Essa deborda il perimetro della sfera cristiana per essere pienamente universale, presente in ogni luogo e disponibile ad ogni persona.

Quindi la grazia deve essere gustata indirettamente attraverso le cose create, essa indirizza gli uomini verso il mondo e attraverso il mondo realizza la comunione con Dio creatore.

In quest’ottica non possiamo pensare a Maria come donna ideale e idealizzata, essa è invece donna storica e concreta in grado di vivere pienamente la vita nella gioia e nei dolori, nel bene e perfino nel male. Vera donna, vera madre, vera sposa, vera sorella di ogni uomo e donna sulla terra… Accoglie Cristo Immacolata, è benedetta dal cielo ma vive come figlia della terra e sulla terra, passando anche lei attraverso il dubbio e la disperazione nonostante tutto, nonostante l’Amore l’abbia colmata, un Amore che trabocca in ogni dove e in ogni tempo, un Amore che è diventato storia, storia di liberazione, dal dolore, dalla paura, dalla morte…

Ma siamo davvero sicuri che si possa esistere senza passare attraverso il peccato? Come affermava padre Turoldo nel suo libro “Il dramma è Dio”:  “…che Dio è libertà, e che la storia del mondo – la storia di tutta l’umanità – non è che una continua lotta di liberazione.”

Nel binomio “Amore – Libertà” si racchiude la scelta (necessaria?) della creazione: l’umanità si allontana e il Signore insegue e sostiene e perdona … e Maria preservata sin dall’origine, attraverso il suo – “Eccomi, sono la serva del Signore!” – è l’immagine vivente della nuova Creazione.

 

Manifestiamo?

Il post sotto è di Stefano, trovo quanto scrive del tutto condivisibile. Aggiungo che oggi c’è addirittura chi manifesta contro un’opposizione che nei fatti (se si votasse) sarebbe probabilmente al potere! E i contenuti alla base di queste manifestazioni sono squalificare gli avversari che sempre e comunque sarebbero …isti (completate voi a piacere). Sintomi di un potere che non è più in grado di rappresentare sé stesso ?Che invece di starsene beato a sogghignare nell’ombra ha ormai raschiato il fondo del barile e anche lì non c’è rimasto molto da raschiare? Ah, poi ci sono anche quelli che cantano “Bella ciao”!

Che noia, che barba… speriamo almeno che sto potere, se tale deve essere, torni almeno a riconquistare il suo fascino lasciando la banalità a noi comuni mortali! Lascio la parola a Stefano…

Resto sempre più affascinato dalle strategie che usa il potere. Non che io sia minimamente concorde con l’esercizio del potere stesso, che non sia quello rivolto verso se stessi, ma questo è un altro discorso. Parlo ovviamente dell’esercizio del potere dell’uomo sull’uomo, del più forte sul più debole e questo, ovviamente, mi fa schifo, ma non posso non restare affascinato dall’intelligenza che il potere spessissimo dimostra.
Che cosa fa l’oppresso per reagire?
In democrazia può usare varie armi: Lo sciopero, il voto, scrivere nei social o nei blog, può fondare un nuovo partito… può anche semplicemente “coltivare il suo orticello” (tendenza molto italiana) per limitare i danni, ma, alla fine, la cosa più eclatante che può fare è quella di manifestare! Ovviamente chiunque la organizzi non vuole passare subito dalla parte del torto, e quindi vorrà una manifestazione pacifica, non violenta, di cui possano parlare giornali e TV in termini positivi, così da sensibilizzare la popolazione verso i temi discussi e magari allargare la base di consenso.
Io ho partecipato ad innumerevoli manifestazioni, spendendo i miei soldi ed i miei fine settimana. Altre, ancora più numerose, le ho seguite dalla TV facendo il tifo. Me ne ricordo tante… vado a memoria: la marcia per la pace Perugia-Assisi, ho spinto la carrozzina addobbata con la bandiera della pace per 20 chilometri, con mio figlio dentro, dopo una settimana gli americani hanno attaccato l’Iraq e l’Italia gli ha dato man forte! Contro l’abolizione dell’articolo 18 ai tempi di Berlusconi, qualche tempo dopo Renzi ci ha regalato il Job’s-Act! Eclatante poi Genova nel 2001, da allora il mondo si è globalizzato in maniera esponenziale! Eccetera… da quello che ricordo non una manifestazione ha mai prodotto un risultato positivo! Non almeno dagli anni ‘80 in poi. Quindi… manifestare non serve a nulla!
Vediamo come fanno: se la manifestazione è innocua ed è utile al mantenimento dello status quo… te la lasciano fare senza incidenti, i media ne parlano bene ed in qualche modo viene sponsorizzata. Se, invece, la base ideologica è sana ed i partecipanti sono motivati da sacrosante rivendicazioni che però vanno contro gli interessi del potere, ci sono due modalità: se la manifestazione è piccola la ignorano completamente, nessun media ne parla (tanto, sono tutti di proprietà dei potenti) e la mettono nel dimenticatoio. Se invece non è possibile nasconderla, ed è qui la vera genialata, la infiltrano! E già, escono dal cappello del mago i Black Block! Questi hanno la possibilità di organizzarsi indisturbati (come faranno?), di compiere azioni eclatanti, veri e propri atti di terrorismo che danno la buona scusa alle forze dell’ordine di sedare la, finora, pacifica manifestazione con la violenza. Ed ai media danno la buona scusa per dipingere delle giuste rivendicazioni come idee cattive, disgreganti della società e violente.
Pensateci bene: quando mai un attentato ha prodotto benefici alla causa stessa dei terroristi? Quindi, per logica, l’attentato o l’atto violento è sempre funzionale al potere! Chiedetevi sempre: Cui prodest? Allora, delle due una: o tutti (TUTTI!) i terroristi, i Black Block eccetera, sono dei perfetti idioti, oppure siamo noi che siamo così scemi da non capire certi meccanismi del potere! E vi posso assicurare che i potenti non sono scemi per niente. Per questo li ammiro… solo per questo eh!

MES so scordato!

Mentre il premier in mattinata dall’Aula di Montecitorio garantisce che mai ha pensato di scavalcare il parlamento e che nulla è ancora concluso e che Salvini non legge i dossier e che sono tutte falsità dell’opposizione… sull’ansa leggiamo questa notizia: <<La riforma del Trattato sul Mes “è stata già approvata a giugno, stiamo solo discutendo la legislazione secondaria, meglio chiudere ora”: così fonti dell’Eurogruppo coinvolte nel negoziato sul Mes>> Qui l’articolo

Forse si è dimenticato di che cosa si era deciso negli incontri di giugno?

InZomma mi chiedo: quando il PD parla di credibilità del paese, a che cosa si riferisce? Perché qui gli eurocrati, in un momento così delicato per il premier che “deve metterci la faccia” di fronte al parlamento e al paese, ebbene sembra proprio che lo smentiscono su tutta la linea!

Una vicenda assai triste, traspare esattamente ciò che il PD a parole vorrebbe difendere: la totale mancanza di rispetto nei confronti dell’Italia. Oppure una totale mancanza di rispetto nei confronti di chi non riesce a rappresentarci degnamente. O anche entrambe le cose.

Sia come sia ora sta al presidente della Repubblica trarre le dovute conseguenze da questa vicenda.

Attesa (tempo di Avvento)

La vita intera è attesa, aspettativa, speranza. Quel muro di nebbia fitta ci separa sempre dalla luce. Al punto che l’immaginiamo come riflesso del buio, ombra distorta attaccata all’esistenza.

Eppure celebriamo la luce in ogni sua forma e percezione, ad essa ci attacchiamo. Il sole stesso, con la sua apparente eternità, è la condizione della vita.

La luce è venuta nel mondo!

Una venuta nella storia quella di Cristo, in attesa della sua nuova venuta fuori della storia alla fine dei tempi. Oltre quel muro di nebbia Egli scenderà ancora a sollevarci dal buio.

Nell’Apocalisse di San Giovanni (Ap 5,1-14) il profeta vede un agnello nel contempo ritto e ucciso: “Vidi nella destra di Colui che sedeva sul trono un libro scritto dentro e fuori, sigillato con sette sigilli, e un angelo possente gridava: Chi è degno di aprire il libro e di scioglierne i sigilli?”. A cui segue la categorica affermazione: “Nessuno – né in cielo, né in terra, né sotto terra…”, solo il Cristo risorto è in grado di aprire il libro.

Nella storia umana c’è solo la croce, lo smarrimento, il muro di nebbia insondabile. Ogni cosa è destinata a perire, la stessa Chiesa affonderà sotto i colpi del male. Ma in questa lotta c’è la risurrezione attraverso la quale Cristo ha rotto i sigilli e il libro si è aperto per aiutare l’umanità a ritrovare la verità dentro e fuori la storia.

L’avvento è attesa e celebrazione: l’evento storico della nascita di Cristo coincide con l’evento sovra-storico del suo ritorno!

L’umanità non si è mai mossa, neanche un passo è stato fatto verso Dio! Nessuno è degno di aprire il libro con i suoi sette sigilli! Trascende ogni evento umano la Salvezza. Per questo è Amore puro e incondizionato, per questo nel nostro mondo non c’è speranza alcuna che non venga da Dio stesso.

Tutto ciò è fonte di gioia o di illusione? Se la vicenda storica di Gesù è ciò che serve a leggere e prevederne il corso, significa che già ora possiamo comprendere il (non)-senso della storia stessa. Almeno capire, sentire il soffio di Dio sull’esistenza.

Che come il vento, tutto pervade! Che come il vento, spira in ogni luogo! Che come il vento, invisibile agli occhi, sa essere inarrestabile come una tempesta e lieve come una carezza.

Siogiovanni

Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !

Racconti brevi di vita quotidiana ( spero allegri ed umoristici) aforismi pensieri idee di un allegro pessimista

Guai a prendersi troppo sul serio. Racconti allegri pensieri idee di un allegro pessimista

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Esprimere un pensiero libero non è poi così facile; per quanto mi riguarda non so se sempre vi riesco, ma strenuamente mi sforzo di farlo

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