
L’argomento di cui parla Stefano nel post sotto è sulla “natura della moneta”! E già immagino che ci sarà chi parlera atterrito delle nefaste conseguenze di quelli che vorrebbero stampare monete per gettarle dalla finestra o meglio dagli elicotteri: iperinflazione e carriole di monete per andare a fare la spesa sarebbero il minimo che potrebbe accadere!
Ma in realtà di altro non trattasi che della possibilità di ogni stato che voglia dirsi veramente sovrano di “battere moneta”, un sistema che permetterebbe di finanziare investimenti pubblici NON GRAVATI DA DEBITI! Questa è (o dovrebbe essere) UNA (quindi non la sola) delle possibili forme di finanzaimento della spesa pubblica, insieme per esempio alle tasse o all’emissione di titoli di debito pubblico; invece già a partire dai primi anni 80, in Italia e più in generale in Europa, con l’indipendenza delle banche centrali si è arrivati a concepire regole a livello europeo che PROIBISCONO questa forma di finanziamento pubblico, cioè in poche parole ABOLISCONO la sovranità monetaria degli stati! Che oggi sono appunto sovrani (Commissione europea permettendo) solo nel mettere le tasse, applicare tagli devastanti alla spesa pubblica ed emettere titoli di stato gravati da interessi e sottoposti al ricatto dei mercati (altrimenti detto sPRRRRead)!!!
E qui, dopo aver evidenziato i contro della dipendenza dal Mercato, torniamo ai pro, cioè a ciò da cui il Mercato e la moneta unica ci avrebbe difeso: dall’inflaZione a due (meglio a tre) cifre che negli anni 70 danneggiava la vedova e l’orfano, per non parlare delle carriole che sarebbero servite per andare a fare la spesa se ancora avessimo avuto l’insignificante liretta!
In realtà, come abbiamo già accennato nel post Mini bot-ti di capodanno! , Draghi attraverso il QE ha attuato un finanziamento su base monetaria degli Stati, proprio al fine di calmierare i Mercati e i cosiddetti SPRRRead, che nel giro di poco avrebbero portato alla disgregazione della moneta unica e dell’UE! Inoltre ha fortemente SVALUTATO l’euro nel tentativo di sostenere l’inflazione e l’export europeo.
E se i Mercati sono tanto cattivi non è certo solo per l’incapacità degli italiani o degli spagnoli o dei greci di “fare le riforme”, anzi bisogna dire che proprio noi (italiani) di riforme siamo campioni! Ma allora? Allora c’è qualcosa che non funziona in un sistema che non permette agli stati di creare valore, cioè in una parola di generare crescita nell’economia reale! Questo perché sono troppe le differenza delle economie all’interno dell’UE e insanabili sono gli squilibri con una moneta unica e al contempo “diversa” per tutti. Soprattutto quando si propone come SOLUZIONE al fine di AGGIUSTARE le differenze di competitività create dall’euro fra gli stati (moneta debole, cioè svalutata per i paesi del nord Europa, ma forte cioè sopravvalutata per i paesi del sud Europa) di SVALUTARE IL LAVORO, cioè precarizzarlo con la flessibilità, aumentando al contempo la disoccupazione! Quindi ben venga il ripristino della sovranità monetaria come possibilità di battere moneta, una delle possibili forme di finanzaimento della spesa pubblica. Ma ciò servirà se e solo se ogni stato potrà tornare ad una propria valuta, conforme ai fondamentali della propria economia. Ma vi lascio al post di Stefano…
Forse questo post non servirà ai più tra quelli che leggono qui, forse mi troverò a ripetere concetti stranoti, ma forse dirlo ogni volta con modalità diverse può essere utile alla comprensione e comunque, come si dice, repetita juvant!
Il grande inganno della moneta.
Ci fanno credere che la moneta sia scarsa e per questo non si possono fare le cose: a distanza di 10 anni l’Aquila non può essere ricostruita, non ci sono i soldi per la sanità, per la scuola, per garantire a tutti una occupazione, per abbassare le tasse eccetera, eccetera…
Nasciamo con un debito procapite di 30/40 mila euri… siamo tutti debitori! Anche a scuola c’è stata la “finanziarizzazione concettuale”: non si studia più per il nostro futuro o perché ci piace… No! Si studia per avere più crediti o per saldare qualche debito formativo!
Ma se ci sono tutti questi debitori… chi sono i creditori?
Per esempio l’Aquila: mancano i mattoni, il cemento, l’inerte ed i ferri da carpenteria? Non mi risulta! Ci sono migliaia di aziende in Italia che non aspettano altro che di produrli. Mancano i muratori e gli operai? Con la disoccupazione che c’è? Mancano i geometri e gli architetti? Va beh… a parte che a molti di loro, prima, li manderei a fare una decina di anni i muratori, così imparerebbero qualcosa invece di “creare” architetture improbabili, però la risposta è quella di sopra! E allora che cosa manca? Ah… i soldi!
Peccato che l’unica cosa che non può proprio mancare mai sono i soldi. E mi spiego…
I soldi sono nati come merce di scambio per facilitare il commercio, ma sono una merce fittizia, non hanno un valore in sé. Se vi trovate in mezzo ad un deserto, a piedi, senz’acqua, ma con un milione di euri in tasca… morite lo stesso! Con quella cifra avreste potuto dissetare una nazione intera, ma ci voleva l’acqua… ed i soldi non la creano l’acqua. All’inizio i soldi rappresentavano una quantità di oro che, per quanto sia un bel metallo, è abbastanza inutile nella vita di tutti i giorni, comunque qualcosa di tangibile è! Ma ora no! E’ dal 1944 con gli accordi di Bretton Woods che i soldi non sono più convertibili in oro. Per cui le banconote, o meglio, le cifre che girano nei computer… S I C R E A N O D A L N U L L A !!!!!!!!!
La BCE le crea dal nulla! La Federal Reserve le crea dal nulla, tutte le banche centrali e tutte le Banche private le creano dal nulla!
Davvero voi pensate che quando accendete un mutuo la vostra Banca deve aspettare di accumulare, dai depositi, la cifra che vi darà? Studiatevi cos’è la riserva frazionaria!
Per cui i soldi non possono mai mancare! Ve lo possono far credere… questo sì!
La BCE ce li può dare col contagocce e gravati da interessi… questo sì!
Ma uno Stato normale, e per normale intendo uno Stato che vuole il bene dei suoi cittadini, ha il potere di emettere tutta la moneta che serve. Quella che effettivamente serve! Né di più, poiché creerebbe inflazione, che poi alla fine non sarebbe un gran danno, visto che nella sua massima espansione economica l’Italia aveva un tasso d’inflazione a due cifre. Né tantomeno di meno… perché significa ammazzare l’economia, significa tagliare stipendi, posti di lavoro e renderci tutti più poveri e ricattabili.
Renderci tutti un po’ più schiavi, sempre di più. Ed è questo quello che vogliono!
Come dice il caro Valerio Malvezzi: non c’è nessuna crisi economica, ma solo un deliberato e scellerato cambio di paradigma economico per spostare la ricchezza dal basso verso l’alto.












