Opinioni consapevoli per districarci nel marasma delle mezze verità quotidiane!
Autore: opinioniweb - Roberto Nicolini
Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di "fede" non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l'unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!
Spero di non essere noioso nel ripubblicare queste brevi riflessioni. Aggiungo che la pienezza di vita raggiunta dalla natura porta in sé un velo di tristezza: le giornate si accorciano e l’estate con le vacanze sta per finire. Ma Ferragosto è una celebrazione della vita, essa va sempre celebrata come ogni cosa bella, da gustare goccia dopo goccia… Buon ferragosto!
Nel pieno dell’estate, la natura carica di luce e di calore, dà esempi di morte per eccesso di vita! Pensiamo al girasole che ha finito il suo ciclo vitale, o all’oro della terra, cioè il grano, falciato già a fine giugno. La chiamano la stagione della maturità, ma i frutti maturati sono pronti per il raccolto…
Forse è proprio per questo che i cristiani festeggiano l’assunzione di Maria in questo giorno d’estate. Essa è salita in cielo piena di vita senza passare attraverso la corruzione della morte: morire di vita, una pienezza tale da essere incontenibile se non in un corpo di luce e beatitudine.
Così come succede ad un girasole che ormai abbassa la testa e muore ed è pieno di luce solare. Colmi di ogni bene assaggiamo anche noi i frutti maturi dell”estate per vivere la vita nella pienezza che essa merita, come la natura ci insegna da sempre.
Recentemente ho assistito ad uno spettacolo di Pippo Franco e mi ha colpito molto questa sua frase: “Noi uomini siamo esseri spirituali alla ricerca di un’esperienza umana!”. La frase l’ho citata a memoria, spero quindi di non averne alterato il significato. Ma in che cosa consiste l’esperienza umana di cui parla Pippo Franco? E soprattutto cosa significa “esseri spirituali”, cioè in cosa consiste la natura spirituale? Corpo, anima, spirito sono termini che evocano da sempre posizioni filosofico-religiose sulla natura umana.
Per esempio secondo la Chiesa cattolica non c’è dualismo tra anima e corpo, cioè l’anima non preesiste al corpo ma viene creata insieme ad esso. Però San Paolo nella Lettera ai Tessalonicesi afferma “…lo spirito, l’anima e il corpo si conservi irreprensibile per la venuta del nostro Signore Gesù Cristo“.
Ora anche nel Catechismo si riprende questa distinzione tra anima e spirito, essenzialmente l’anima è considerata la sede dell’intelligenza, delle emozioni e della volontà ed è il frutto dell’incontro tra lo spirito e il corpo. Da questa unione (o meglio ” creazione”) nasce l’uomo e lo spirito rimane la sede privilegiata dell’incontro con Dio, come le fondamenta nell’intimità della nostra natura “trinitaria”. La vita, l’esperienza umana, nel gioco delle libertà, si svolge probabilmente nello stabilire una gerarchia fra queste tre dimensioni costitutive dell’uomo.
Andando oltre la dimensione religiosa potremmo fare delle ipotesi “fantascientifiche” sul destino dell’uomo, sul suo modo di evolvere e stabilire gerarchie materiali e/o spirituali.
Il progresso scientifico ha certamente permesso di intervenire sul corpo, sostituendo per esempio organi o arti anche con parti artificiali. Esistono addirittura ipotesi che puntano a “liberarci” da queste fragili dimore per sostituirle gradualmente con altre artificiali ( Leggete “Trasferire la coscienza dentro un corpo artificiale“). Rimarrebbe da superare solo il conflitto tra cervello umano e macchina per arrivare alla creazione di organismi artificiali ” umani”(?) superiori che puntino in un certo senso all’immortalità! E non è nemmeno detto che la creazione di un cervello artificiale dove trasferire anche la coscienza sia una cosa impossibile. Ma in fondo, l’ipotesi di una mente cosciente che possa fare a meno di un substrato materiale “definito” per esistere, ci riporta diritti diritti alla dimensione dello Spirito, ad essere noi stessi esseri ex-umani, in un certo senso diventati Dio. La scienza sfocerebbe qui nel misticismo, sé realizzasse l’ipotesi di una mente cosciente in grado di spostarsi nell’etere, di rendere sempre più sottile la dimensione materiale e liberare quelle famose potenzialità del cervello che noi attualmente non saremmo in grado di utilizzare.
Quindi in quest’ultimo caso l’anima, la sede della nostra intelligenza e volontà, punterebbe ad agire sul corpo per liberarsi da esso; partendo da punti di vista diversi, quello religioso e quello scientifico, il fine dell’uomo sembra convergere comunque in una dimensione spirituale. Certo bisognerebbe vedere se l’ipotesi fantascientifica qui descritta da me in modo alquanto fanta e poco scientifico, diventasse realtà, se mai l’uomo così divinizzato sarebbe al contempo capace di liberarsi dagli squilibri del male, da quella mancanza d’amore che fa agire la nostra specie contro sé stessa creando odio e guerra e ingiustizia. “Liberaci dal male” dice Gesù nel Padre nostro, che significa certamente liberaci dalla morte, limite di ogni forma d’amore e di felicità. Perpetuare la vita umana, andare “scientificamente” oltre i limiti di quest’esperienza, significherebbe quindi realizzare quel “liberaci dal male” di cui parla Cristo? Oppure servirebbe solo a perpetuare un paradiso senza Dio, un limbo ipertecnologico dove la coscienza umana pretende di bastare a sé stessa negando ogni altra realtà?
Perché il progresso dell’umanità è guidato spesso da illusioni, illusioni ben congeniate che si basano su forme di sapere umano che poi mostrano i loro limiti e vengono superate e inglobate da altre forme di sapere. Un sapere che a volte non sa limitare sé stesso e pretende di puntare all’infinito. Sarà così che forse svaniremmo per sempre…
Le estati del mio passato!. Cliccando sul link accanto potete risalire all’origine del TAG. Avevo promesso all’amico blogger Redbavon di partecipare a questa catena e anche se con un notevole ritardo eccomi qui a rispondere alle domande sulle estati del mio passato.
Luogo e foto di un’estate passata
Parto da questa foto e da questo luogo come simbolo delle mie estati da bambino. Qui non avrò avuto più di 6 anni, forse anche meno. Quindi indicativamente parliamo del 1978. Sono seduto sulla poltrona del mio barbiere di fiducia, Franco, che prima di farmi il solito taglio a “caschetto” non troppo corto aveva pensato bene di scattare questa foto. Il quartiere dove si trovava il suo locale era per me un luogo di gioco e divertimento quasi quotidiano. In realtà era un po’ lontano dalla mia abitazione (non troppo dato che in 10 minuti ci arrivavo a piedi), ma i miei genitori avevano un negozio di generi alimentari proprio lì accanto e come succede spesso ai bambini delle famiglie con attività commerciali, anch’io passavo molto tempo in questi luoghi (quasi vivevo con loro nel negozio). I miei compagni di gioco erano i figli delle persone che gestivano attività varie nei locali diffusi nel quartiere, inoltre la presenza di un grande parco e un campo da calcio vicino ampliavano le possibilità di conoscenza e di gioco. Certo oltre a questo c’era anche il mare, soprattutto perchè Ancona, la mia città, è una città sul mare, ma di questo parlerò dopo.
Gioco in cortile
Vivevo in una vecchia palazzina che aveva il vantaggio di avere dei giardini sul davanti e del terreno incolto che faceva da divisorio con un altro palazzo nella parte dietro il mio appartamento. Con mia sorella, un mio cugino, un’amica che abitava nel mio stesso palazzo, un’amica romana che insieme ai genitori veniva a trovare la zia durante l’estate per riprendersi dal caos di Roma e godersi un po’ il mare e altri ragazzini più o meno della mia età che frequentavano la zona dove vivevo organizzavamo vari giochi. Dal nascondino ( come detto sopra c’erano spazi dove nascondersi), “Un, due, tre, stella!”, il salto della corda e tanti altri giochi all’aperto tipici della nostra età.
Gioco in spiaggia
Andavo quasi sempre a Palombina dove c’è la spiaggia di sabbia e passavo ore a scavare buche e costruire castelli di sabbia. Al baretto sulla spiaggia c’era il classico calcio balilla e un tavolinetto per il pin pong (anche se io preferivo i tamburelli).
Fumetto
Come molti ragazzini di quel periodo ero un famelico divoratore di fumetti, non solo in estate. Oltre al classico Topolino e Tex, non disdegnavo neanche la lettura di Geppo, Tiramolla, Trottolino, Soldino, Felix e tanti altri…
Cibo
In spiaggia la pizza ben condita dagli insidiosi granelli di sabbia. Ma adoravo anche le patatine fritte. Riguardo ai gelati ricordo con nostalgia il Piedone e Lo Squalo, un ghiacciolo dal gusto orribile che ti lasciava la lingua blu!
Libro
Pur essendo un grande e instancabile lettore di fumetti da bambino non sono stato un divoratore di libri per ragazzi. Ricordo però di aver letto molti libri di Salgari, il “Giro nel mondo in 80 giorni” di Verne e intorno agli 11 anni il libro “La storia infinita” di Michael Ende, letti proprio in estate, dato che compio gli anni all’inizio di agosto e li ricevevo come regali (non sempre graditi).
Film
Scena del film Tron – fonte Wikipedia
Pochi sono i film che ho avuto modo di vedere al cinema in quel periodo. Ricordo di aver visto “Banana Joe”, e sempre negli stessi anni, intorno al 1982, film di fantascienza come “Tron” prodotto dalla Disney. Il primo l’ho visto in seconda visione “all’aperto” in occasione di una proiezione estiva. Il secondo l’avevo visto sia al cinema in prima visione che in estate, nel cinema all’aperto che proiettavano nell’arena della parrocchia che frequentavo (forse però era la metà degli anni ’80).
Televisione
Il programma che ricordo con più nostalgia, nonostante non fosse tipicamente una trasmissione estiva, è “SuperGulp, fumetti in TV”! Era un preserale della durata di circa 15 minuti che andò in onda anche nei mesi estivi, almeno in alcuni anni tra il 1977 e il 1981. Indimenticabili le apparizioni di fumetti culto come Alan Ford, gli eroi della Marvel e tanti altri (QUI una chicca per i nostalgici)!
Canzone
Sicuramente fra i primi tormentoni estivi che sono rimasti impressi nella memoria della mia infanzia scelgo “Vamos a la playa dei Righeira” (clicca sul titolo per ascoltarla).
Videogame
Più che di videogiochi voglio ricordare questo antenato degli home computer, Sega 3000, uscito nell’estate 1983 e ancora in mio possesso. Aveva fra le altre cose delle cartucce gioco, che derivavano da una console uscita sempre in quel periodo (credo si chiamasse Sg-1000) con videogame tipo Congo Bongo, Space invaders e Monaco GP che ancora oggi sono godibili! Aveva un sistema operativo in linguaggio BASIC.
Life
Non ho mai fatto una gran vita serale, a parte qualche pic nic improvvisato in giardino e qualche uscita fra ragazzini del mio quartiere, allora periferico ma tranquillo, per prendere un gelato.
E ora è giunto il momento di chiudere il post. Lascio ai lettori del blog la facoltà di partecipare al Tag. Magari chi è vissuto nel “tempo che fu” avrà voglia di crogiolarsi nei ricordi del passato, a volte può essere anche piacevole, a patto che non si esageri dimenticandosi il presente!
La congruenza è essenziale, essa rende sovrapponibili piani diversi fra persone e situazioni rendendo possibile la comprensione e la comunicazione.
Quindi se una cosa è congrua allora ne possiamo parlare e possiamo scambiarci opinioni e conoscenze, altrimenti fra noi ci sarà un muro.
Fra le persone le congruenze riguardano la comunicazione verbale ma anche quella emozionale. Essere in sintonia ci predispone all’ascolto e favorisce il dialogo.
Relativamente alle conoscenze, esse devono necessariamente essere congruenti! Mi spiego: di fronte, per esempio, ad un’intelligenza extraterrestre, magari estremamente evoluta, noi potremmo imparare qualcosa di nuovo se e solo se essa fosse “congruente” con la nostra realtà umana antropocentrica, caratterizzata da una scienza che indaga prioritariamente il mondo fisico. Altrimenti non potremmo parlare proprio di conoscenza e probabilmente tale “intelligenza extraterrestre” rimarrebbe per noi sconosciuta perché appartenente ad un altro piano, ad un’altra dimensione.
Quanti mondi sono intorno a noi o appartengono addirittura al nostro mondo pur essendo per noi oscuri, cioè oltre?
Se una creatura vivesse una realtà prevalentemente psichica, cioè mentale, verrebbero meno i sensi corporei ma probabilmente essa svilupperebbe altri sensi per comunicare e conoscere ciò che ha intorno. E se esiste una vita dopo la morte (fisica) essa forse è difficilmente conoscibile proprio perché non più congrua con la nostra realtà attuale.
Ma anche nel nostro mondo c’è un mondo che sviluppa sensi molto differenti dai nostri, eppure pur sempre fisici, quello delle piante.
Esistono studi sulle piante che dimostrano la presenza di una loro specifica sensibilità! Innanzitutto esse sono in grado di comunicare tra loro, addirittura di lanciare segnali d’allarme. Quando un acacia viene mangiata da un erbivoro come la giraffa, che con la sua lingua coriacea è in grado di mangiarsi anche le spine, essa produce elevate quantità di tannino per rendere le sue foglie amare e indigeste ed emette anche odori per avvertire altre acacie presenti nel raggio di molti metri di distanza. E molti sarebbero gli esempi di strategie di comunicazione fra le piante che si potrebbero fare.
Inoltre ci sono viticoltori che usano la musica per migliorare la fertilità delle loro vigne con ottimi risultati Leggi “Il vigneto che ascolta Mozart!”.
Addirittura c’è chi come Cleve Backster (clicca sul nome per approfondire) negli anni 60 applicò un poligrafo, cioè una specie di macchina della verità, sulle foglie di una pianta arrivando ad ipotizzare emozioni e addirittura forme di telepatia dalle reazioni che riuscì a registrare con tale macchinario. Naturalmente tali ipotesi non furono accettate dalla scienza ufficiale proprio perché non utilizzavano il metodo scientifico. Erano “non ripetibili” o meglio non congrue, cioè incongrue con il nostro modo di porci davanti alla realtà!
Con questo non voglio certo dire che la scienza e il suo metodo non ci abbiano permesso di studiare e far conoscere il mondo che ci circonda in un modo estremamente efficace! Essa è un’incredibile lente d’ingrandimento sulla realtà, ma il problema è un altro: se impari a guardare sempre e solo in una direzione, prima o poi ti scorderai tutto il resto! E se il progresso ci sta facendo dimenticare “tutto il resto” forse è giunto il momento di tornare ad essere un po’ (in)congruenti!
Non so quanto sono riuscito a farmi capire in questo strano e contorto post! Sul piano verbale sicuramente sono stato poco chiaro. Sul piano emotivo, forse per chi mi conosce o ha iniziato a conoscermi leggendo qualcosa nel blog, non sono stato poi così diverso dal solito me.
Ma alla fine il “fine” era proprio mettersi su un piano di (in)congruenza, dove la “in” è fra parentesi perché credo ci siano molti piani di comunicazione e conoscenza che possono aprirci nuovi e infiniti mondi e modi di essere, a patto che rendiamo le cose “più congrue”; forse quello che più servirebbe è proprio la fede in ciò che già è ma sta ancora nella lunga ombra dell’incoscienza!
* Ringrazio l’artista Sandra Capomagi per avermi permesso d’inserire il suo splendido quadro come cover ideale della poesia….”in un infinito orizzonte di luce blu…”