Opinioni consapevoli per districarci nel marasma delle mezze verità quotidiane!
Autore: opinioniweb - Roberto Nicolini
Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di "fede" non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l'unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!
Una filastrocca per esorcizzare la morte, probabilmente di origini inglesi, inventata al tempo della peste nera quando mieteva vittime a migliaia e lasciava pochi dubbi sulla triste sorte di noi miseri umani.
Barrea e il suo lago
Sulle sponde del lago di Barrea, formato da uno sbarramento artificiale all’inizio degli anni 50, nel 2005 a seguito di lavori realizzati per una pista ciclabile, è stata rinvenuta una necropoli sannita risalente al primo secolo avanti Cristo, gli antichi abitanti della valle del fiume Sangro appunto. Essa ha proprio una forma circolare, i defunti “tutti giù per terra” ma comunque vicini alla luce, a pochi centimetri dalla superficie, sono riaffiorati a ricordarci insieme alle nostre fiere origini “italiche”, il legame con l’eternità che il cerchio, figura senza inizio e senza fine, simboleggia da sempre.
Il nome Italia deriva dall’antica lingua dei sanniti e significa libertà: dalle oppressioni, dalle ingiustizie e forse perfino dalla morte. La libertà è un peso per niente lieve da portare, un diritto ma anche un dovere per ogni uomo e di ogni popolo che creda nella vita (il cerchio) e giochi con la paura e con la morte (tutti giù per terra) esorcizzandola ancora e ancora e ancora verso l’infinito.
Per ogni corruZione c’è una cricca in funZione, con persone sempre pronte a tramare a proprio vantaggio i più loschi e criminali affari! Gli esempi in tivvù e media nostrani sono sempre attuali e infiniti: si va dalla cricca delle banche fallite a quella sulla gestione dei rifiuti o a quella sulla ricostruzione post terremoto… Non c’é fine al corruZionismo e ad una delle sue tante rime puntualmente sciorinate dai media: opportunismo, nepotismo, clientelismo,… esso si rivela un mezzo efficace per spianare la strada alle tante riforme, dolorose ma necessarie, per poter recuperare virtù e cancellare i “mali dell’Italia”. Un ultimo appunto: il corruZionismo è (quasi) sempre sinonimo di Stato (ladro, brutto, corrotto, cattivo, invasivo…), sono i virtuosi liberisti nostrani a calcare la mano sulle inefficienze del “pubblico” e sui virtuosismi del “privato”.
Ora, riflettendo su quanto accaduto a partire dal 2011, anno fatidico dell’arrivo di Monti che ha inaugurato l’era virtuosa dell’austerità, dovremmo pensare che si sono fatti enormi passi avanti nella lotta alla corruZione! Anche perché la corruZione dovrebbe proliferare laddove ci sono i soldi e la possibilità di lauti guadagni, non certo in era di vacche magre come questa. Eppure leggendo i giornali i “casi” sono ben lungi dal diminuire e anzi proseguono inesorabili verso aumenti esponenziali ad infinitum tempus!!!
Ecco i datisulla corruzione nel pubblico . Notare che l’articolo di Repubblica parla prima di “percezione” della corruzione e poi continua legando gli episodi di corruzione nel settore pubblico e nella politica all’aumento dei cosiddetti “populismi”. Ora la “percezione” di un fenomeno viene certamente amplificata dalla “narrazione” che i media fanno dello stesso. E noi tutti sappiamo a che razza di martellamento ci sottopongono quotidianamente! Ecco perché i “populismi”, che per i liberisti sono sinonimo di sovranità e democrazia, aumenterebbero e influenzerebbero la percezione dei cittadini riguardo la corruzione. Tali populismi non sono altro che proposte politiche alternative (almeno apparentemente) al sistema di potere imperante. Essi sono l’effetto causato dalle mancate risposte del sistema politico attuale, forse l’unica alternativa democratica ancora praticabile. Quindi più che di corruzione, l’articolo mette in risalto la nostra percezione del sistema di potere in atto ed essa interessa assai, è un termometro che misura la tenuta del modello sociale, più la febbre sale, più siamo vicini alla fine e il popolo (populista) rischia di ribellarsi.
Ma se il pubblico è corrotto, il privato cosa fa? Guardiamo le banche (private) come affrontano la crisi. Esemplare è il caso delle “venete” e di MPS: in entrambi i casi il governo (?) si è fatto dettare-imporre delle regole europee totalmente al di fuori di ogni logica di mercato (vedi svendita delle sofferenze bancarie) e contro l’interesse nazionale di tenuta dell’intero tessuto economico industriale (perlomeno quello che è rimasto)! Fra le macerie troviamo, oltre ai risparmi bruciati di tante persone, anche la chiusura di centinaia di filiali e migliaia di posti di lavoro perduti. Ma il peggio rimane non aver neanche scalfito la montagna di sofferenze bancarie che continua a incombere sul sistema bancario italiano, andando ben oltre il sistema di “corruZionismo” messo in piedi a livello locale dai vari responsabili delle banche fallite. Le sofferenze più che frutto della corruZione sono invece l’effetto dell’austerità, anch’essa euro-imposta, che deprime l’economia, aumenta la disoccupazione e fa fallire le imprese. Non pagare i propri debiti si traduce con un crollo della redditività del sistema bancario, tanto più elevato quanto tale sistema è stato vicino alle imprese e alle famiglie cercando di sostenerle con prestiti, fidi e mutui…Non c’è speranza di uscire dalla crisi se non si immettono nell’economia soldi pubblici in grado di sostenere il lavoro e quindi le stesse imprese che vivono oltre che di export anche e soprattutto di consumi interni fatti dalle famiglie.
Dicevamo: armi di distrazione di massa… tali si rivelano i tanti casi di corruzione, che analizzano e focalizzano il problema a livello locale, girando (o aggirando) completamente intorno alle cause che innescano e creano i molteplici fallimenti: fallimento delle banche, del “sistema lavoro”, della sanità pubblica, della previdenza… ogni cosa pubblica diviene sempre più insostenibile e per ognuna di esse si è sempre creata una cortina fumogena che parla di sprechi e corruZionismi vari. Ma le cause vere non vengono mai rimosse, anzi si aggravano giorno dopo giorno, a tal punto che ormai il disagio a livello sociale (la febbre di cui parlavo sopra) è pronto a deflagrare in modalità imprevedibili.
Mi riferisco al modello liberista globalista che si sta rivelando un nuovo tipo di colonialismo, non rispetta la diversità delle culture e deprime l’economia reale impedendo un vero sviluppo delle persone e delle comunità umane. La vera corruzione è quindi quella che scambia le cause con gli effetti: il degrado della nostra società e l’aumento incontrollato di varie forme di corruzione sono prevalentemente causate dall’aver adottato un modello economico anti-sociale, che comprime prioritariamente i salari dei lavoratori, porta precarizzazione e disagio sociale diffuso e non lascia scampo alle generazioni future destinate a vivere in condizioni di povertà e di sfruttamento. In Italia e più in generale nell’UE lo strumento principe di tali politiche è l’euro, un vero e proprio sistema di governo in grado di ricattare a suon di spread i paesi “ribelli”, di deprimere l’economia dei paesi “deboli” e avvantaggiare, via svalutazioni permanenti causate proprio dall’adozione di una moneta unica, i paesi “forti”.
Qualsiasi discorso che volti le spalle al “problema euro” e apra le porte al corruZionismo è fatto al fine esclusivo di andare avanti, inesorabilmente, verso il disastro economico e sociale attualmente in atto. Ma il corruZionismo non cura la febbre sempre più alta della società, non indirizza abbastanza il disagio verso pseudo-problemi minori che non curano alcunché. La vera corruzione è prioritariamente quella di chi nega il problema euro e non vuole portare nel dibattito pubblico la scelta e possibilità concreta di un cambiamento per via democratica. Ma laddove ci fosse questa possibilità di scelta, di un partito o una coalizione che si faccia portatrice dei valori costituzionali e punti al recupero della sovranità (monetaria e non solo) spetterà poi al popolo saperlo riconoscere e sostenere con il voto, al di là dei localismi o dei voti e delle ideologie di appartenenza, che in questo contesto politico e sociale in cui viviamo oggi sono morti e sepolti da tempo, anch’essi rilegati fra le armi di distrazione di massa.
* primo esempio di corruZionismo, la colpa era di Eva mentre il serpente (corruttore), era lì per caso (e il Capo non c’era)!
Il 3 luglio è la festa di San Tommaso, l’ultimo degli apostoli a credere nella risurrezione di Gesù, il quale apparirà di nuovo nel cenacolo – 8 giorni dopo la Pasqua – appositamente per lui invitandolo esplicitamente a toccare le sue piaghe per “credere”! Nella risposta di Tommaso c’è poi una comprensione profonda, un’illuminazione: “Mio Signore e mio Dio!”.
Quello che gli altri apostoli ancora non erano riusciti a fare, identificare la profonda umanità di Gesù con la sua divinità, riesce a Tommaso attraverso l’intell8genza della fede: percepire quell’idea grandiosa insita nell’animo umano, che non dipende da noi ma ci sta di fronte nonostante la nostra incredulità! E come è stato ben detto (o meglio bene-detto) le “ragioni della fede servono alla fede”! L’uomo ha bisogno di risposte, di avere giustizia, di continuare ad avere speranza e soprattutto di non essere solo e continuamente preso a schiaffi dal proprio creatore. La presenza di Gesù risorto è un’esperienza concreta per gli apostoli, trascendente eppure reale, in grado di comunicare ad uomini timorosi ed esitanti e spingerli a cambiare o meglio fondare la loro e la nostra vita altrimenti evanescente.
La figura di San Tommaso è quindi utile per continuare il percorso iniziato nel postDUBITARE PER CREDERE , in cui si parlava del dubbio come motore della fede. E proprio Sant’Agostino affermava in proposito che Tommaso “vedeva e toccava l’uomo, ma confessava la sua fede in Dio che non vedeva né toccava”!
Ma a noi uomini di oggi cosa è dato “vedere e toccare”? La domanda di Tommaso è anche la nostra domanda: “Perché mai dovrei credere a quello che dite voi? Solo se vedrò con i miei occhi e toccherò con le mie mani, allora potrò credere!”.
La figura di Gesù si muove infatti su due linee: una orizzontale , quella della storia di un uomo terminata con la sua crocifissione; l’altra verticale, che tende cioè verso l’alto, verso l’oltre e l’infinito. Ciò avviene con il riconoscimento della risurrezione, che attribuisce a Gesù la divinità!
In qualche modo, in una dimensione “altra” ma ugualmente accessibile in quanto donata a noi umani, le due linee convergono, piegando il tempo e lo spazio in un intreccio indissolubile. Non resta a noi che dubitare, mettendo i semi di una Rivelazione. Perché del dubbio e della fede, questo è certo, non possiamo proprio farne a meno.
Concludo, come avevo già fattoQUI, con una citazione tratta dal Fedone di Platone:
” A me sembra, come anche a te, o Socrate, che intorno a queste cose il sapere chiaramente sia impossibile o difficilissimo, mentre d’altra parte il non indagare in tutti i modi ciò che si è detto e il desistere avanti che uno sia esaurito nell’osservare sotto ogni aspetto, è certo da uomo ignavo. E’ necessario quindi decidersi in uno di questi due modi: o accoglier da altri, o scoprire da sé come stanno le cose; o, se ciò è impossibile, accettando almeno il migliore e il più inconfutabile degli argomenti; e, affidati a questo come su di una zattera, fare in modo pericolante la traversata della vita; a meno che uno non sia in grado, in modo più stabile e meno arrischiato, di compiere la traversata su di un sostegno più sicuro, cioè su di una certa divina rivelazione.”
William Turner, Tempesta di neve: battello a vapore al largo di Harbour’s Mouth (1842)
Un sole caldo, luminoso, sereno,
d’improvviso questa mattina
è scomparso oscurato dalle nubi.
Un vento impetuoso,
tempesta terribile, uragano immane,
ha iniziato a spazzare,
distruggere ogni cosa sul suo cammino.
Nulla può resistere alla sua forza:
né alberi, né palazzi, né montagne eterne:
lo stesso oceano sembra straripare
incombendo sul tutto.
Ma il deserto non è ancora:
una luce fioca, all’apparenza un nulla…
Continua a devastare impietosa
la tempesta,
per giorni e notti senza fine.
Ma una luce fioca, all’apparenza un nulla
è ancora accesa, nella sua infinita umiltà
di fronte all’oscena catastrofe.
Eppure nell’impotenza estrema,
senza imporsi,
è ancora lì , ad indicarci una meta nel buio.
Mistero inesplicabile,
forza inesauribile
ma minima incombenza
di fronte al Nulla che avanza.
La tempesta è finita,
le nubi sono diradate
è incredibilmente riapparso il sole
caldo, luminoso, sereno.
Una cosa è certa:
senza quella luce, all’apparenza fioca,
nulla sarebbe più.
Si tratta di un’esperienza interiore, una ricerca per arrivare a Dio o chi per Lui voglia Essere e imporsi, senza che siamo noi a chiuderlo in una scatola, preconfezionando saccenti il proprio Dio ideale! Rinunciare alla propria natura, andare oltre, prevaricare i propri limiti sembra essere costitutivo del nostro essere uomini, perlomeno nel contesto attuale del pensiero occidentale! Ne parlavo con Ivano nei commenti di un suo splendido articoloINCANTESIMI CINEMUSICALI 8: ORGANIC E PROPHECIES. Grazie a lui mi sono ricordato di questa vecchia poesia dove sperimentavo una PRESENZA nella MANCANZA ASSOLUTA di Dio, un Dio che abbiamo cancellato dalle coscienze pur essendo sempre presente nel vocabolario e nelle parole dei nostri rappresentanti politici o religiosi. Parole – appunto – niente altro che parole vuote, in totale continuità col sistema degradato e degradante istituito dal dominio tecnocratico!
La filosofia moderna nel mettere in discussione Dio-l’Essere-l’Eterno ha assolutizzato il divenire. Lo strumento di fronte al quale ogni speranza crolla è la tecnica, che illumina ogni mistero e ci porta di fronte al baratro del nulla. Se infatti grazie alla tecnica non c’è niente che l’uomo non possa o non sappia indagare e/o dominare, allora non rimane alcuno spazio per Dio. Tanto più avanzeremo verso il paradiso della tecnica tanto più la vita perderà il suo senso più profondo perdendo il contatto con la Terra e con la creazione. Ma tutto ciò lo potete leggere e capire al meglio nell’articolo di Ivano cliccando sul link sopra.
Con il decreto legge di maggio 2017 i vaccini obbligatori passano dai 4 messi in tabella a 12: anti-pertosse; anti Haemophilusinfluenzae tipo B; anti-meningococcica B; anti-meningococcica C; anti-morbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti-varicella
La questione “vaccini” rientra a mio parere nell’ottica di “controllo sociale” imposta dal sistema dominante: decidere ogni aspetto della nostra vita per via normativa-coercitiva, senza esclusione alcuna. L’anti-Stato in nome di un bene (COMUNE?) superiore deve sapere tutto di noi cittadini e pilotare le nostre scelte a partire dall’imprinting biologico delle cellule programmando, di fatto, il nostro sistema immunitario, fino a mettere le mani nei nostri conti in banca senza più barriera alcuna LEGGI QUI!
Stritolati dagli ingranaggi della super NAZIONE europea a trazione tedesca (comunemente chiamata UNIONE EUROPEA), saremo sempre più soggetti al CONTROLLO, tanto più peggioreranno le nostre condizioni sociali: ribellarsi sarà inevitabile, ma liberarsi da abitudini schiavizzati precostituite richiederà tempo e sforzi immani. Come una droga siamo sempre più in balia del controllo sociale via norme coercitive che la propaganda le presenta come condivisibili e benefiche. Il dubbio viene subito bollato come eresia e i più se lo tengono per sé senza batter ciglio, relegandolo in angoli ben nascosti della propria mente! Guai a mettere in discussione i MANTRA della propaganda!!!
In questo contesto di logica irrazionale e anti-sociale, relativamente alla questione vaccini, pubblico l’articolo che mi ha inviato il mio amico Stefano: è una lettura interessante che condivido, ma riferendomi a quanto ho detto sopra ha l’unico limite della razionalità e del buon senso, merci sempre più rare nella società dove ci troviamo a vivere. Se infatti tali merci (razionalità e buon senso) ci fossero, la questione sull’obbligo coercitivo delle vaccinazioni non si sarebbe mai aperta! Buona lettura.
VACCINI?
Ho studiato un po’ la questione vaccini ed ora cercherò di fare una sintesi premettendo che si tratta di una mia opinione.
I vaccini sono un presidio medico importantissimo che ha permesso di debellare malattie infettive pericolosissime come, per esempio, il vaiolo o la poliomielite.
Per cui sono un aiuto ed un rimedio IRRINUNCIABILE!
Nonostante questo sono dei farmaci e come tali NON SONO INNOCUI, nessun farmaco lo è. I vaccini in particolare agiscono sul sistema immunitario, per cui, la loro potenziale pericolosità è moltiplicata, data la delicatezza e l’importanza di tale sistema.
Per cui la somministrazione di tali presidi deve essere effettuata solo in caso di effettiva necessità ed in ogni caso quando i benefici statistici superano gli eventuali danni statistici. Non è giustificabile, quindi, la somministrazione generalizzata, quando le malattie combattute non sono mortali o invalidanti se non a seguito di complicazioni non strettamente inerenti la malattia stessa, esempio: influenza, morbillo od altre malattie esantematiche. E’ inoltre illogico vaccinare per malattie la cui diffusione avviene con modalità diverse ai comportamenti degli individui sottoposti. Ad esempio l’epatite B nei bambini, le cui modalità di contagio sono le stesse dell’AIDS.
Dopodiché ci sono da fare, secondo me, cinque precisazioni.
Qualsiasi soluzione iniettabile deve essere, per prassi ed obbligo medico, assolutamente pulita e priva di sostanze minerali od organiche estranee. Gli attuali vaccini in commercio, al 100%, non sono puliti. (per approfondimenti LEGGI QUI)
Data l’importanza che c’è nell’effettuare una scelta vaccinale, è essenziale che i vaccini possano essere in confezione unica. Attualmente non è possibile reperire in commercio tali confezioni per cui per potersi vaccinare per una malattia ci si trova costretti a farlo per più ceppi.
Ogni individuo potrebbe avere delle immunità congenite o acquisite che potrebbero rendere inutile o dannosa la somministrazione, altresì allergie verso i singoli componenti delle soluzioni iniettabili che andrebbero verificate. Tali controlli non vengono effettuati.
Ogni vaccino sottopone il sistema immunitario ad uno stress notevole per cui è assolutamente privo di logica e lontano da ogni prassi medica sottoporre più vaccinazioni contemporanee. Vista anche la disponibilità commerciale, le vaccinazioni vengono sempre effettuate cumulative.
Il sistema immunitario si completa, nella sua formazione, tra i quattro ed i sei anni di età. E’ fuori da ogni logica, pertanto, vaccinare bambini di pochi mesi di vita. Questo inutile stress ad un organo, ancora in via di formazione, potrebbe risultare dannoso per l’equilibrio generale dell’individuo.
Detto questo ribadisco l’assoluta validità del metodo vaccinale, ma contesto le prassi di somministrazione e le palesi inefficienze nei controlli sanitari.
Riguardo all’obbligatorietà di alcuni vaccini, ritengo che sia giustificabile, nell’ottica del bene comune, se si tiene però conto di quanto spiegato sopra.