
Traggo dal “Compendio della Dottrina sociale” della Chiesa alcune riflessioni sul rispetto della dignità umana che risultano particolarmente attuali nel contesto sociale in cui viviamo, quello di uno Stato che considera sempre più l’individuo come MEZZO per realizzare un modello economico anti-sociale e soprattutto anti-democratico imposto da organizzazioni internazionali di natura privatistica, gestita cioè da individui non eletti al servizio del sistema finanziario. E per fare ciò lo Stato non esita ad utilizzare forme giuridiche coercitive in nome di presunte emergenze sanitarie (vedi decreto sui vaccini) o presunte crisi economiche infinite (vedi alla voce RIFORME: previdenziale, del lavoro, dellla scuola, della sanità…) o altre forme “giustificate” di esproprio legalizzato ( vedi alla voce bail in e al decreto che autorizza la nuova Agenzia delle entrate ad entrare nei nostri conti correnti per regolarizzare sanzioni).Tutto ciò potremmo sintetizzarlo con l’espressione COERCIZIONISMO, per indicare appunto la realizzazione di fini altrimenti irrealizzabili per via democratica, laddove cioè la voce del popolo conta ancora qualcosa.
Ecco al riguardo cosa dice la Chiesa nel Compendio:
CAP. III LA PERSONA UMANA E I SUOI DIRITTI
c) Il rispetto della dignità umana
132. Una società giusta può essere realizzata soltanto nel rispetto della dignità trascendente della persona umana. Essa rappresenta il fine ultimo della società, la quale è ad essa ordinata: <<Pertanto l’ordine sociale e il suo progresso devono sempre far prevalere il bene delle persone, perchè l’ordine delle cose deve essere adeguato all’ordine delle persone e non viceversa>>.
133. In nessun caso la persona umana può essere strumentalizzata per fini estranei al suo stesso sviluppo, che può trovare compimento pieno e definitivo soltanto in Dio e nel suo progetto salvifico: l’uomo, infatti, nella sua interiorità trascende l’universo ed è l’unica creatura ad essere stata voluta da Dio per sé stessa. Per questa ragione né la sua vita, né lo sviluppo del suo pensiero, né i suoi beni, né quanti condividono la sua vicenda personale e familiare, possono essere sottoposti a ingiuste restrizioni nell’esercizio dei propri diritti e della propria libertà.
La persona non può essere finalizzata a progetti di carattere economico, sociale e politico imposti da qualsivoglia autorità, sia pure in nome di presunti progressi della comunità civile nel suo insieme o di altre persone, nel presente o nel futuro. E’ necessario pertanto che le autorità pubbliche vigilino con attenzione, affinché ogni restrizione della libertà o comunque ogni onere imposto all’agire personale non sia mai lesivo della dignità personale e affinché venga garantita l’effettiva praticabilità dei diritti umani.
La libertà è quindi strettamente connessa alla dignità umana, vista come realizzazione piena della persona, esattamente l’opposto di quello che sta accadendo oggi: comprimono i diritti sociali, partendo dal lavoro, e chiudono gli individui in gabbie sempre più strette in nome di presunti virtuosismi e necessità!









