La foto di apertura di questo post è stata scattata alle ore 18 di martedì 23 giugno in un bellissimo belvedere che si trova sul monte Conero, è (dovrebbe essere) iniziata l’estate!
Su questa foto panoramica c’è il paesaggio che si dovrebbe vedere a condizioni climatiche ottimali, un panorama che spazia dal mare si sibillini.
Ma questo fine giugno ci regala nebbie e calura, con tassi di umidità allucinanti. Il Conero è un promontorio di 572 MT che si affaccia sul mare e che si estende dalle spiagge di Mezzavalle e Portonovo di Ancona fino a quella delle “Due sorelle’ di Sirolo e Numana, eppure con queste condizioni atmosferiche si fa davvero fatica a vedere la costa. Idem per il mare che sembra perso nella nebbia. Eppure in certe giornate particolarmente limpide dal Conero si intravede addirittura la costa della Croazia (o perlomeno di alcune sue isole)!
Il sentiero che porta a Pian di Raggetti
Così non ci resta che percorrere a ritroso il bel sentiero che avevamo percorso nella va a speranza di godere un po’ di fresco di fronte ad un bel paesaggio e tornare alle calde nebbie di casa nostra. Chissà se fra qualche anno ci ricorderemo ancora che questa foto non è stata fatta a novembre ma in un afosa giornata di fine giugno?
Iniziano a fiorire i girasoli e già le api arrivano numerose per “bottinare”, il loro prezioso lavoro che consiste nel prendere il nettare dai fiori per portarlo nell’alveare!
Questa mattina c’è stato un forte temporale e ha accelerato la fioritura dei girasoli, improvvisamente sono spuntati diversi “soli” pronti a ricolmarsi di luce fino a morirne bruciati, ricolmi di calore e di prezioso olio!
Primi girasoli fioriti
In realtà il girasole non è una pianta molto nettarifera, produce circa 30 kg di miele per ettaro contro, ad esempio, i 500 kg dell’acacia! Ma in campagna la monotonia delle colture pilotate dagli incentivi non lascia molta scelta alle api: o così o il niente!!! Dopo l’acacia ci sarebbero si fioriture spontanee, ma in campagna rimane poco spazio lasciato alla natura, per le api un vero deserto, altro che tutela della biodiversità. Una tutela che andrebbe fatta con incentivi mirati, ma attualmente non sembra sia questa la volontà. Il green è l’auto elettrica o il fotovoltaico al posto dei campi coltivati, tutto il resto è sacrificabile. Anche il girasole viene sempre più selezionato verso un tipo di pianta che produca più olio e meno nettare, rendendolo di fatto assai poco attraente per le api. Per non parlare degli OGM che oltre ad essere immuni ai parassiti sono completamente sterili per gli insetti impollinatori. Ma il progresso non si ferma per carità!
Ape alla ricerca (disperata) di nettare
Sta di fatto che anche quest’anno fra ritorni di freddo in primavera e caldo afoso senza quasi pioggia in questo mese di giugno fino ad ora il raccolto delle api è stato assai magro: bottinavano l’acacia nei giorni di sereno, per poi consumare le scorte accumulate quando freddo e maltempo limitavano le loro uscite. L’abbondante covata primaverile va nutrita in modo esagerato e senza fiori c’è poco da fare, il miele accumulato viene consumato rapidamente. Già è tanto se nel mese di giugno dopo tanta fatica per riuscire ad accumulare scorte non debba addirittura intervenire l’apicoltore con nutrizione zuccherina in attesa delle agognate fioriture.
Comunque vedremo se un po’ di miele riempirà finalmente i melari, se così sarà verrà fuori un millefiori con prevalenza di girasole.
Il miele di girasole ha un colore giallo oro deciso e tende a solidificare rapidamente verso l’inizio dell’autunno quando le temperature scendono sotto i 15 gradi. La solidificazione dipende essenzialmente dalla maggior presenza di glucosio rispetto al fruttosio nella composizione del miele. Se invece prevale il fruttosio, come ad esempio nel miele di acacia, allora il miele manterrà la fluidità. Ma magari parleremo in un altro post del miele e delle sue caratteristiche.
Dico solo una cosa, ad essere convintamente terrapiattisti, ci vogliono le palle!!! Per quanto riguarda il post di Stefano qui sotto ognuno tragga le proprie considerazioni.
Post di Stefano Era un effetto di cui avevo sentito parlare e di cui avevo visto anche qualche video, ma non gli avevo attribuito particolare peso perché, pur essendo molto critico verso il mainstream, sono anche altrettanto attento a verificare le notizie “complottiste”, soprattutto quando le fonti non risultano certe o affidabili. Non voglio cadere nei facili tranelli tesi dai debunkers, tranquillizzatori e tifosi delle verità “ufficiali”. Non ci tengo ad essere etichettato alla stregua dei “terrapiattisti”. Ma stavolta ho visto con i miei occhi, non c’erano trucchi né sviste: succedeva veramente! Se a qualcuno che sta leggendo capita l’occasione, vi prego verificare quanto segue: monete o piccoli oggetti metallici restano appiccicati alla pelle della persona appena vaccinata, nella zona dell’iniezione. Non si trattava di pelle sudaticcia o appiccicosa, ho verificato: la pelle della mia amica era asciutta e fresca. Le monete provenivano dal mio borsellino e non erano imbrattate da sostanze appiccicose, così anche le forbicine e gli altri piccoli oggetti metallici che ho testato. Non solo, ma il fenomeno avveniva solamente nella prossimità del “buco”, diciamo all’incirca fino ad un centimetro di distanza, più lontano non succedeva. Era propriamente quello che accade con una normale calamita, oltretutto di una discreta potenza. Funzionava meglio di quanto poi ho sperimentato con delle calamite da frigo, non scherzo e, se non ci credete, vi prego verificare. Ora, so perfettamente che il corpo umano contiene materiale ferromagnetico (ferro nell’emoglobina, manganese, magnesio ecc.) che di certo però non è “magnetizzato”, anche perché disciolto in liquidi e quindi in forma molecolare non cristallizzata. Ad un mio amico medico, e quindi suo malgrado inoculatore, che mi aveva segnalato questo fenomeno e a cui non avevo dato eccessivo peso, ho chiesto se poteva ripetere l’esperimento direttamente sulle fialette del vaccino anti-covid: lui ha verificato, ma infruttuosamente. Quindi c’è qualcosa nel vaccino Pfizer che, a contatto con i tessuti ed i liquidi organici, diventa magnetico. Io mi chiedo semplicemente: è normale? Può essere considerata usuale una pratica medica che ci trasforma in calamite? Non solo, ma soprattutto perché non ce lo dicono: esistono altre pratiche dove si inoculano sostanze radioattive come marcatori, o liquidi di contrasto opachi ai raggi X, ma veniamo avvisati e ci dicono anche il perché. In questo caso no. Veramente, confesso la mia ignoranza, ma a me non piace, anzi: NON MI PIACE AFFATTO! Anche perché, avendo sentito parlare più volte di microchip innestabili sottopelle, di nanoparticelle attive elettronicamente, di quantum dots… eccetera, il collegamento automatico è facile! Ripeto: sono ovviamente un ignorante in merito e questa connessione non può essere provata, ma è giusto lanciare questo segnale.
Ma che brava questa UE, fra poco metteranno il glisofato come ingrediente “vitaminico e ricostituente” insieme a larve e scarafaggi che so tanto proteici e appetitosi, ma soprattutto so griiiinne, mica come i maiali o le mucche che so inQuinanti e scorreggiano troppo facendo salire la febbre alla Casa Comune!!! Avanti tutta verso un mondo migliore, che fortuna vivere in un’epoca dove comandano cotante menti illuminate (rigorosamente con energia rinnovabile)!
“Passo storico verso maggiore equità e giustizia sociale», è il commento del Presidente del Consiglio Mario Draghi. «Saluto con grande soddisfazione l’accordo sulla tassazione delle multinazionali raggiunto oggi a Londra dai ministri delle finanze del G7. È un passo storico verso una maggiore equità e giustizia sociale per i cittadini.», ha affermato.”
Da un lato afferma implicitamente che le multinazionali fino ad ora hanno creato ingiustizia sociale e disuguaglianze, dall’altro dice che risolveremo tutto facendogli pagare il 15% di tasse!! No caro Draghi, risolveremo tutto quando impediremo a queste megasupermultinazionali di sfruttare a morte i lavoratori e mandare a picco le piccole e medie aziende. Sono quest’ultime che dovrebbero pagare il 15% di tasse e mantenere sano il tessuto produttivo e lavorativo di un paese come l’Italia. Si ma però forse anche eppure c’è LA MAFIA, LA CRICCA, LA CASTA, IL DEBITO PUBBLICO, GLI SPRECHI..ECHI… ECHI…. ECHI…… ecc. ecc. ecc….
Certo. il malaffare esise dagli albori dell’umanità, ma se in poco più di 30 anni un paese come l’Italia ha subito la distruzione sistematica del tessuto produttivo insieme alla parziale cancellazione della classe media, l’attacco alla scuola pubblica e i tagli devastanti alla sanità, la messa in discussione del sistema previdenziale e dei più elementari diritti (famiglia, lavoro stabile, casa, …), lo dobbiamo prevalentemente a quelli che il presidente Cossiga definiva “squallidi affaristi, liquidatori dell’industria italiana…”!
Ma non certo solo Draghi ha partecipato a questa svendita per carità! Il sistema eurocratico è la quint’essenza dell’ultraliberismo, serve a demonizzare ogni forma di iniziativa pubblica e privata che sia effettivamente in grado di competere nel mercato. “Nella notte in cui tutte le vacche sono nere” – come diceva Hegel – non si riesce certo a uscire dall’indistinta uniformità creata dalla moneta unica. Questo sistema crea invece monopoli e cancella spazi democratici, pilota i governi e comprime i diritti. Quindi cosa dobbiamo davvero pensare della grande notizia riportata dall’articolo in calce al blog? Che ci prendono in giro? Certo, ma di positivo c’è il fatto che la corda della menzogna sta sfilacciandosi assai. E forse non è bastata neanche la provvidenziale emergenza sanitaria a trasformare una ormai insostenibile emergenza economica indotta, in un problema dovuto quasi esclusivamentemente al covid! La polvere sotto il tappeto è tanta, direi troppa perfino per popoli assuefatti all’informazione martellante dei media di regime. Ho visto gente credere agli asini volanti, ma ho assistito anche a bruschi risvegli, perché capita che mentre guardi stupito l’asino volare leggiadro l’ennesima riforma ti travolge in prima persona lasciandoti devastato! Speriamo però che i risvegli collettivi arrivino prima delle devastazioni, la coscienza dei molti e superiore a qualsiasi propaganda e abbiamo tutti bisogno di tornare a vivere in un mondo migliore.
Non so se vi è capitato di leggere queste dichiarazioni dell’ex presidente Obama (si sono di Obama; NO, non le ha dette Trump) pubblicate su la Repubblica (si la Repubblica): <<“Esistono video e immagini in cui compaiono oggetti volanti, che non sappiamo esattamente cosa siano. Non siamo in grado di spiegarne il comportamento in volo, come facciano a volare in quel modo o a seguire quelle traiettorie”. Obama ha poi aggiunto che il fenomeno necessita di indagini e ricerche.>> L’articolo si conclude affermando che ora “il fenomeno appare per quello che è: è reale!”
Ufo, parla ObamaE cosa centra questo articolo con quanto scrive Stefano sotto? Boh, è solo una sensazione ma mi viene da pensare che presto l’emergenza sanitaria inizierà a scricchiolare e bisognerà cambiare velocemente i suonatori addestrando i media a nuove mirabolanti narrazioni. Perché nonostante sia evidente che a suon di emergenze (economiche, sanitarie, fUFfOlogiche?…) ci sia stata una notevole regressione nei diritti civili e un ridimensionameto della classe media, alcune forme di consapevolezza nella società si sono ben radicate e sono dure da estirpare. Ma ve le immaginate le ronde notturne con i militari per strada e le sirene che avvertono di pericoli di incursioni aliene? No vero, non arriveranno mai a tali pagliacciate, si tratta di UFO tipo film trash anni ’70 mica come un pericoloso virus che prima era naturale passato dal pipistrello all’uomo tramite il pangolino ( che poi è stato scagionato Coronavirus, “scagionato” il pangolino” ) e ora è quasi certamente artificiale( Biden e facebook riabilitano la teoria dell’origine artificiale del covid) ? Vedremo presto cosa succederà, vi lascio al post di Stefano.
Post di Stefano
No, davvero pensavate che fosse giusto così? Che l’evoluzione del mondo potesse permettere a una massa sconfinata di persone di entrare nella “classe media”, di diventare benestante? Ma ci avete creduto veramente? Scusate eh: ma quando mai è stato così in tutto l’arco della storia umana? Non è proprio nello schema naturale! Gli esseri viventi vivono tutti nella precarietà, nel lavoro incessante per garantirsi un altro giorno di sopravvivenza… e poi domani si vedrà. A parte, ovviamente, una piccola élite di personaggi che vivono alle vostre spalle, ma che hanno il compito gravoso di condurvi perché non facciate cazzate e di salvare il nostro habitat: i capi branco. Il mondo è limitato, ha risorse limitate, non potete pretendere di crescere all’infinito, cazzo! Siete arrivati a 7,5 miliardi di persone!!! E non solo… pretendete di vivere tutti agiatamente, lavorare il meno possibile, avere la vostra casa per la famigliola, l’automobile, gli aperitivi, il teatro, il cinema… volete fare gli artisti e volete anche espandere le vostre conoscenze e la vostra coscienza. Basta! Vi abbiamo sottoposto ad esperimento, ma avete visto con che risultati? Inquinamento, traffico, conflittualità, consumo eccessivo di risorse… Basta! Ci avete fatto comodo, questo sì, occorreva sviluppare la tecnologia e serviva manodopera qualificata e pensante che, per svolgere bene le proprie mansioni, doveva sentirsi gratificata, benestante. Perciò abbiamo permesso un miglioramento delle condizioni di vita, ma solo ad una esigua parte dell’umanità, sia ben chiaro: uno o al massimo due miliardi di persone hanno infatti potuto vivere agiatamente, ma solo in virtù dello sfruttamento degli altri cinque miliardi: non ce n’è per tutti! Abbiamo innescato le grandi dittature del ‘900 per suscitare una forte reazione popolare tesa alla democrazia, da noi magistralmente simulata e messa in essere solo a parole e mai di fatto: una parvenza di democrazia capace di illudere le popolazioni di vivere in una specie di paradiso in terra, che di fatto però non esiste in natura. Ora l’esperimento è concluso e avete visto anche voi i risultati: abbiamo sviluppato la tecnologia che ci serviva, soprattutto quella che sostituisce la forza lavoro. Ora non ci servite più, o per lo meno non nel numero attuale e, sinceramente, non servite al nostro bel pianeta che sta decisamente meglio senza voi e le vostre assurde pretese. Ora ci sono i robot e l’intelligenza artificiale. Ora basta con le vostre libertà, che non ci sono mai state in tutta la storia, basta con questa sovrappopolazione, perché quello che ci serve è solo una piccola servitù di schiavi maggiordomi e di schiavi sessuali. Dovevamo scegliere il metodo per togliervi la libertà e per decimarvi: o una grande guerra, che sarebbe però risultata troppo inquinante, o un black out generale e prolungato, che avrebbe però devastato le infrastrutture. Abbiamo infine deciso di ricorrere ad una infinita allerta sanitaria che offre il vantaggio di ottenere il vostro consenso, estorto con la paura di morire, oltre alla possibilità di uccidervi in massa, attraverso la somministrazione di farmaci letali. Il metodo è molto lento, ma è indubbio il grosso vantaggio ecologico.
Bell’articolo su Franco Battiato, però nel finale ti lasci tentare dal peso di una vita che gravita verso il basso, impedendoci di vedere la luce. Sei sicuro Stefano che in questa vita (o in queste vite se preferisci) ci si possa davvero incontrare?
Post di Stefano
Questo è un articolo molto difficile da scrivere per me, ma sento che lo devo fare. Ne ho avuto la necessità fin da quando c’è stato l’evento. Voglio parlare di Franco Battiato, di quello che ha rappresentato per me e con la speranza di poter esprimerne almeno una frazione di quello che ha rappresentato per il mondo intero. Conobbi Battiato negli anni ‘70, quando chiesi ad un mio compagno di scuola se sapesse indicarmi qualche autore di musica elettronica: così, tra i vari Tangerine Dream, Popol Whu, Klaus Shultze e Kraftwerk, inserì anche questa speranza italiana. Lo ascoltai allora e rimasi affascinato solo da alcuni pezzi, mentre la maggior parte li giudicai come musica inascoltabile, definizione poi data dallo stesso Battiato al suo periodo elettronico. Nel ‘79, stanco della sperimentazione pura e dell’inevitabile insuccesso, decise che era ora di avere popolarità per poter parlare a più gente possibile, perché di cose da dire ne aveva davvero tante. Con la collaborazione di Giusto Pio, violinista dell’orchestra sinfonica della RAI con cui condivideva, tra l’altro, la passione per la cultura esoterica, fece uscire un album di musica pop: L’Era Del Cinghiale Bianco. Anche io, insieme a tanti, considerai questa svolta come un tradimento. Smisi di ascoltare Battiato… o per lo meno “ufficialmente” perché, quando capitava di sentire qualche brano in radio, restavo inevitabilmente attratto da quelle sonorità sempre peculiari e soprattutto da quei testi così strani e così sempre affascinanti. Per fortuna avevo già superato il pregiudizio contro i “cantautori non di sinistra”, avendo apprezzato tanto Lucio Battisti. Ma Battiato non era né di destra né di sinistra, almeno credo, poiché lui volava davvero alto, sopra a queste stupide dicotomie. Arrivarono quindi i primi anni ‘90, quando una mia amica, interessata come me ad argomenti esoterici e spirituali, mi consigliò di ascoltare attentamente tutti i lavori di Battiato, anzi fece di più: mi prestò tutti gli album, dal Cinghiale Bianco all’ultimo che, a quel tempo, era Come un Cammello in una Grondaia.
In questo, mi colpirono brani quali Povera Patria, una graffiante denuncia contro la politica più deteriore, Le Sacre Sinfonie del Tempo, un testo profondamente spirituale in cui mi sono riconosciuto appieno, ma soprattutto L’Ombra della Luce, la prima preghiera che io abbia mai fatto mia, le prime parole che io abbia mai sentito vere, da rivolgere ad una divinità per come la intendo io. Mi conquistò! Cominciai ad ascoltare vorace ed assiduo ogni sua canzone, iniziai ad apprezzare anche le musiche e gli arrangiamenti, che sembravano banali al primo ascolto, ma che davvero non lo erano. Per la prima volta in vita mia, dopo i 14 anni di età, smisi per un po’ di ascoltare Pink Floyd, Genesis, eccetera… Divenni drogato. Battiato giocava con la musica leggera, ci inseriva il Rock Progressivo, la Musica Classica, L’Elettronica, la Dance, la Musica Etnica… tutto! Sapeva farlo, era padrone. Ma soprattutto “parlava”, diceva cose e, secondo me, le sapeva dire ad ogni livello di comprensione. Come ogni buon Maestro Spirituale sapeva inserire contenuti buoni per ogni livello evolutivo. Ecco che cosa è stato e che cosa è per me: un Maestro Spirituale. Per quanto mi renda conto di aver appreso soltanto un milionesimo dei suoi insegnamenti, quella briciola ha fatto evolvere la mia anima più di qualsiasi libro abbia letto. Non passa giorno senza che abbia a citare qualche sua frase, era per me una fonte di saggezza assoluta. Sapeva sintetizzare in pochi versi dei concetti universali. Da allora non so neanche quanti concerti abbia visto, dagli anni ‘90 in poi, ho viaggiato per l’Italia per applaudirlo. Successivamente, da cantante, ho cantato migliaia di volte le sue canzoni, ho organizzato degli “One Man Tribute”: la mia voce sulle basi musicali. Ora sto tentando di organizzare un evento tributo nella mia città, Ancona: a proposito e per chi fosse interessato, ho ancora bisogno di gran parte dei musicisti! Chi era Franco Battiato? Prima di tutto un artista, a tutto campo, ad ampio raggio: dalla musica, tutti i generi musicali, alla poesia, dal cinema alla pittura, eccetera. Un uomo schivo e timido, ma in grado di distruggere chiunque tentasse di ridicolizzarlo, investendolo con la sua cultura e la sua ironia. Un comico: tuttora mi ritrovo a sbellicarmi dalle risate ascoltando i suoi testi. Collaborava con chiunque glielo chiedesse e non voleva niente in cambio: ho letto ed ascoltato decine di interviste a tal proposito. Era un talent scout: ha fatto esplodere la meravigliosa Alice, già conosciuta, ma non a quel livello; ha fatto esplodere quell’altra voce meravigliosa e semisconosciuta di Giuni Russo e tanti altri ancora. Diffondeva l’esoterismo ed ha reso popolari concetti come la reincarnazione: ha dimostrato come Cristo ne parlasse nei suoi Vangeli. Ha parlato della meditazione e dei suoi benefici, l’ha anche insegnata su un documentario e su alcune interviste. In un altro documentario ha spiegato che cosa avviene al momento del trapasso. Ha approfondito e diffuso saperi antichi e moderni, cercando soprattutto le sintonie tra diverse tradizioni e religioni, senza mai contrapporsi ad alcuna ed evidenziando i punti in comune: da Gurdjieff al Sufismo; da Yogananda all’Induismo; da René Guénon a tutte le tradizioni religiose e filosofiche. Ha demolito sarcasticamente ogni vizio della nostra società, è impossibile elencarli tutti, ma mi piace citare la New Age, ridicolizzata ancora prima che si manifestasse in pieno, nella canzone Magic Shop del 1979. Concetto ripreso, ma con netto ritardo, da Francesco Gabbani nel 2017 con la sua Occidentali’s Karma. Insomma un gigante… buono, ma che si faceva rispettare: una volta Dario Fo lo avvicinò e gli disse che i suoi testi non gli piacevano, lui, candidamente, rispose al grande attore: “E chi cazzo se ne frega?”. Famosi poi i suoi aforismi, a me piace sempre citare: “Io non amo sentirmi intelligente ascoltando dei cretini parlare, preferisco sentirmi un cretino ascoltando parlare uomini eccelsi.”. Potrei continuare all’infinito, ma credo di avervi annoiato. Arrivederci Franco, ti ho amato tanto, se non riuscirai, come ti auguro, a “lasciare questo ciclo di vite” spero di rincontrarti in una prossima.
Dopo aver letto le considerazioni di Stefano vi consiglio di guardare il video Le cure proibite. Purtroppo sempre più la verità è un’opinione, la menzogna un diritto e l’ubbidienza una virtù civica. Una trinità volta al male che sbriciola la forza delle masse e rende vano ogni ragionamento. Non c’è altro da aggiungere purtroppo. Post di Stefano
Fiducia? Parliamoci chiaro: soldi e potere sono i mezzi per cui l’umanità, o per lo meno quella parte che li possiede perché si è prodigata per ottenerli e per mantenerli, ha sempre espresso le sue qualità peggiori. Sono essenzialmente la causa di ogni conflitto, di ogni miseria, di ogni riduzione in schiavitù e di ogni situazione di ingiustizia e di disumanità. Parlo, ovviamente, della quantità di soldi o di potere che eccedono le normali aspirazioni ad una vita serena ed agiata. Lo so che ho appena fatto un’affermazione lapalissiana, ma da quello che noto intorno a me così ovvia poi non sembrerebbe. Infatti non riesco a capire come molte persone, se non quasi tutte, continuino a fidarsi di alcune “istituzioni” che sono palesemente centri di potere o, nella migliore delle ipotesi, di arricchimento. Faccio alcuni esempi. Come ci si può fidare dell’informazione della TV generalista? Tutta l’impalcatura delle grandi televisioni si regge sugli introiti della pubblicità ed è asservita completamente alle ditte che pagano gli spot pubblicitari. Anche la RAI, nonostante il canone illecitamente e coattivamente percepito, modifica continuamente i suoi palinsesti per allinearli al gradimento del pubblico e per incassare di più dalla pubblicità. Lo dimostra anche il fatto che, con l’arrivo delle TV commerciali, i programmi ed i contenuti sono degradati dal punto di vista culturale. C’è stato un allineamento verso il basso e questo per racimolare il massimo dalla pubblicità. Ora, chi paga, di solito, pretende qualcosa in cambio, per esempio di non parlare male dei prodotti pubblicizzati nelle altre trasmissioni… no? Telegiornali compresi. Quando lavoravo, per contratto, non potevo far concorrenza al mio istituto e non potevo parlar male dello stesso. Mi pagavano lo stipendio! A me sembra logico… o no? Come ci si può fidare delle grandi aziende farmaceutiche? È facile verificare come abbiano collezionato in tutto il mondo una quantità enorme di condanne che, se fossero imputate ad un individuo, ne comporterebbero il carcere a vita, in quei Paesi dove non sia in vigore la pena di morte. Sono aziende e come tali devono fare profitto e… rende di più una persona malata di una guarita. Ancora più vantaggioso è poter vendere farmaci a persone sane, magari con l’obiettivo di renderle malaticce e dipendenti da farmaci e vaccini. O no? Come ci si può fidare degli organismi nazionali ed internazionali deputati al controllo delle suddette aziende del farmaco, quando risultano finanziate dalle stesse? È facile anche in questo caso verificare il “giochetto” delle fondazioni: ad esempio, Big Pharma finanzia tutte quelle fondazioni che vanno poi a finanziare l’OMS, mentre EMA e AIFA ricevono la maggioranza dei loro introiti, circa l’86 %, dalla “concessione”, a prezzi spropositati, delle licenze necessarie alla commercializzazione dei farmaci. Come ci si può fidare della scienza stessa? La scienza sarebbe affidabile se la ricerca fosse veramente libera, finanziata cioé da organismi indipendenti ed estranei a logiche di profitto, da Stati od organizzazioni senza fini di lucro. Così, se si dovesse scoprire che il bicarbonato di sodio potrebbe curare una qualche forma di cancro (chissà perché mi è venuto questo esempio?), tale rimedio verrebbe diffuso per il bene della gente. Ma la ricerca è sostenuta da finanziatori privati che mirano al profitto e che non investirebbero mai su una molecola non brevettabile e di valore prossimo allo zero. E infine, come ci si può fidare della scienza quando viene continuamente “violentata” per far credere, ad esempio, che due aerei possano abbattere tre grattacieli? Potrei riportare tantissimi altri esempi, ne conosco una infinità, ma mi fermo per brevità. Dunque, perché ancora la maggior parte delle persone continua a fidarsi di tutto? Perché continua a credere alle stesse bugie ripetute all’infinito, come aveva previsto Goebbels?
Scusate per la qualità del video, le riprese e l’audio non sono il massimo della chiarezza ma essendo da solo durante l’ispezione dell’arnia meglio non sono riuscito a fare. Avevo parlato di quest’arnia circa un anno fa in questo articolo https://opinioniweb.blog/2020/08/04/miele-in-favo-e-arnie-top-bar/
La famiglia ha superato l’inverno, ma non ho potuto effettuare nessuna raccolta di miele primaverile dato che le scorte erano ormai abbastanza ridotte a causa del consumo fatto dalle api durante l’inverno. Per un paio di settimane nel mese di marzo ho fatto una nutrizione stimolante con acqua, zucchero (in rapporto 1 a 1 ) e un po’ di aceto per stimolare la regina a deporre e ampliare rapidamente la covata rinforzando la famiglia. Nell’arnia in questo periodo (11 maggio) ci sono tante api e anche fuchi, questo è un segno positivo dato che la presenza di fuchi è un lusso che solo le famiglie più forti si possono permettere. Infatti il fuco mangia molto ma non contribuisce alla raccolta di polline e nettare per l’alveare. La sua unica funzione è quella riproduttiva, essenzialmente i fuchi devono accoppiarsi con una regina vergine, evento abbastanza raro che avviene in caso di sciamatura e nascita di una nuova regina. Nonostante ciò è la regina che decide quando è il momento di iniziare a deporre anche covata maschile (nel video la potete riconoscere perché le cellette maschili sono più grandi di quelle femminili). Tanti fuchi, migliaia, ma solo una decina avranno l’onore di fecondare una regina vergine, che dopo il suo volo nuziale riuscirà a deporre decine di migliaia di uova per almeno tre anni. Tornando allo stato di salute e sviluppo della famiglia, la rapida espansione e la velocità di costruzione dei nuovi favi sono indice di forza e lasciano sperare in un ottimo raccolto di miele almeno nel periodo estivo (Giugno e Luglio). Raggiunta la massima espansione la famiglia si dedicherà alla raccolta del nettare e inizierà a costruire favi di solo miele. Allora, lasciato alle api tutto il necessario per superare comodamente l’inverno, forse riuscirò a raccogliere anch’io un po’ di miele in favo e realizzerò un video da condividere sul blog.
Ottimi spunti di riflessione Stefano, il tuo omonimo che personalmente non seguo ma a volte mi è capitato di leggere ha fatto una proposta interessante. C’è un problema però, io non conosco “liberi pensatori” che hanno la pancia vuota! Mi spiego, ogni libero pensatore, presente o passato che sia, ha avuto l’opportunità di vivere in una condizione di agio che gli ha permesso di avere tempo per arricchirsi anche culturalmente e avere così pensiero critico, originale. Lo stesso Gandhi apparteneva ad una ricca famiglia indiana e andò a studiare in Inghilterra diventando addirittura avvocato prima di essere il leader politico e spirituale artefice dell’indipendenza indiana. Nel dopoguerra i governi “imperfetti”, cioè democratici, che diedero origine alle Costituzioni misero i diritti sociali di prima generazione (lavoro, scuola, sanità, previdenza…) come ossatura per costruire regole che permettessero un progressivo benessere a sempre più persone e ciò aumentò notevolmente il libero pensiero anche nelle persone meno abbienti, diffondendo cultura e pensiero critico come nel nostro piccolo, con tutti i difetti e le mancanze, proviamo a fare anche noi che siamo figli di questo modello di società, scrivendo nel blog (e tanti altri amici blogger ognuno con idee e passioni diverse e arricchenti). Per dire che per me non c’è nessun bivio alternativo al sistema che abbiamo avuto il privilegio di vivere fino a pochi decenni fa. I valori di libertà che ci sono stati trasmessi sono semmai il discrimine che deve guidarci oggi nelle nostre scelte di vita, aiutarci a fare massa critica contro la disinformazione e la regressione sociale che ci viene proposta. Questa è la guerra da vincere tutti insieme, dividerci su presupposti ideologici è quello che i media fanno ogni giorno per indebolirci. Non credo che sia una soluzione, ma invito a leggervi il post di Stefano ed esprimere le vostre idee.
Post di Stefano
Stefano Re: lo seguo da molto tempo e spesso lo cito, vi consiglio di seguirlo. Non vi sto chiedendo di condividere le sue idee né di considerarlo un guru ma, poiché raramente ho trovato lucidità, chiarezza espositiva, intelligenza e humor così potenti come nelle sue analisi, sono sicuro che risulterà stimolante, se non altro per incoraggiare il libero pensiero, per chi lo ambisca. La battaglia che sta attualmente combattendo, e che credo combatterà a lungo, è quella del “grande bivio”. È un’idea talmente semplice e scontata che è quasi ridicolo parlarne, se non fosse che nessuno lo fa. In passato molti lo hanno fatto ed ogni volta quest’idea ha promosso salti evolutivi dell’umanità. Ripeto, è così semplice che evito di sintetizzarla perché apparirebbe banale, per cui farò della premesse. Noi viviamo in una società. Ci siamo nati e ci troviamo costretti a viverci. Non è stata una nostra scelta e non abbiamo alternative. Ci hanno insegnato e poi imposto di rispettare delle regole di “convivenza civile”, sotto forma di Leggi, Etica e Costume. Poi però, per chi ragiona con la propria testa, alcune di queste regole sono giuste ed accettabili, ma altre NO. Mentre chi, nel preferire “pensare” con la mente collettiva e prendere in prestito idee altrui per farne la propria ideologia, le regole le accetta TUTTE. Per i “liberi pensatori” è molto difficile convivere con delle regole che non condividono, così di solito si barcamenano e si adeguano a fatica, oppure vivono nell’illegalità. Mi piace sempre portare questo esempio: io odio l’uso delle cinture di sicurezza in auto. Non metto in dubbio che siano un presidio di sicurezza e che potrebbero salvarmi la vita, ma è la MIA vita e, se permettete, vorrei essere io a decidere. A questo punto, di solito, mi si controbatte che, in caso di incidente invalidante, graverei sul sistema sanitario e quindi sarei una spesa per la collettività. Perfetto! Allora la “regola” per me giusta sarebbe: io stato, autorità, ti consiglio di usare le cinture di sicurezza; qualora ti dovessi far male perché non le indossavi, dovrai farti carico di sostenere le spese inerenti! Così formulata, la regola mi risulterebbe appropriata e la accetterei. Potrei fare mille altri esempi ancora, ma alla fine porterebbero sempre alla stessa conclusione. In sintesi, non mi piacciono, e come a me così a tanti altri, tutte quelle regole che deresponsabilizzano, che tolgono la facoltà di decidere su se stessi, la facoltà di pensare e agire autonomamente. D’altronde ti insegnano fin dai tempi della scuola a “non pensare”. Vogliono che tu ripeta a pappagallo il commento a quella poesia fatta da un pensatore “altro”. Non ti chiedono mai che cosa ne pensi TU di quella poesia, che sensazioni ti ha dato.
Non voglio soffermarmi sulle dinamiche che hanno sviluppato questa situazione, anche perché è ovviamente palese che si tratta di uno sporco gioco di potere, messo in atto da una minuscola parte dell’umanità per avere maggior controllo sul resto della popolazione: è più facile controllare e schiavizzare esseri “non pensanti” e “deresponsabilizzati”. Non voglio polemizzare perché prendo atto che molti stanno benissimo così, a molti piace vivere senza la “fatica” di dover decidere autonomamente. Chi sono dunque io per cercare di cambiare la società dall’interno? E, se per assurdo ci riuscissi, chi sono io per costringere il 90% della popolazione a rinunciare a tutte quelle rassicuranti e comode regole imposte dall’alto? Potrei o potremmo cambiare Paese, per non sottostare a regole inaccettabili? E poi, cosa cambierebbe in un mondo globalizzato? Mi ritroverei in una situazione analoga di prescrizioni per lo più non ammissibili, di un sistema di scambio ancora monetario con una moneta tenuta scarsa per simulare una carenza di risorse che invece, se fossero distribuite equamente e soprattutto non sprecate, risulterebbero sovrabbondanti grazie alla tecnologia. È sempre il medesimo sporco gioco di potere. Potrei cambiare Pianeta? Non è ancora dato! La situazione Covid ha poi peggiorato la situazione al cubo.
Aldilà del quesito se sia una epidemia “naturale” o “artificiale”, creata cioè in laboratorio dai soliti potenti, le regole che ha comportato sono quanto di più inaccettabile per tutti i “liberi pensanti” come me, o per lo meno come credo di essere. Non so se per incoscienza, ma non importa, io del Covid non ho e non ho mai avuto paura! Nonostante questo, capisco e solidarizzo con chi questa paura ce l’ha e non discuto. Solo che a me non va di andare in giro con la museruola, di respirare la mia CO2 e la puzza del mio alito. Non mi va di non uscire la sera dopo le 22… perché? Non mi va di non poter andare al ristorante, al bar, in palestra, al cinema, ai concerti… perché? Non mi va di non poter andare in giro, fuori comune, fuori regione, all’estero… perché? Non mi va che l’intera economia della mia Italia vada a rotoli e di dover piangere per tutti quegli amici e parenti che non hanno più un reddito. Insomma, io non vorrei mai “smettere di vivere” per… non morire! Non voglio vivere da malato per morire sano! Va a finire che magari seguo tutte le prescrizioni, quelle della museruola eccetera, e poi cado dalle scale, batto la testa e muoio. Invece, almeno e intanto: STO VIVENDO. Io non ho paura di morire… è l’unica certezza che ho! Dunque: adesso che cosa dice Stefano Re? Ripeto, la cosa più semplice del mondo: ci dividiamo! Chi ama questo tipo di società con tutte le sue regole (per me assurde, ma sia ben chiaro, io rispetto le persone che le seguono) continua la sua vita normalmente. Quelli che invece la pensano come lui o come me SE NE VANNO, semplicemente, senza guerre. Ci contiamo, stabiliamo tra noi delle regole condivise, ci dividiamo i compiti in base alle competenze e via. Ammettiamo di essere in Italia qualche milione: siamo in percentuale il 5%? Ci date una regione. Siamo il 10%? Ci date due regioni… ben delimitate, con zone franche a prova di virus. Se avessimo bisogno di commerciare tra noi “strani” e voi “normali” stabiliremo delle zone “covid free” a prova di contagio, magari anche con gli scafandri, e commerceremo in quelle zone. Gli scambi, penso, avverranno per baratto, non credo che accetteremo più la vostra moneta a debito. Lì dentro, però, ognuno fa il cazzo che vuole!… Nel rispetto, ovviamente, delle regole auto imposte e condivise. A scuola si insegnerà anche e soprattutto a pensare, ognuno potrà scegliere le cure che vorrà ed a quale medicina affidarsi, e le risorse verranno distribuite equamente. Se in altri Stati si prenderanno decisioni analoghe, istituiremo dei rapporti stabili con le comunità “strane” e faremo rete. Potremmo così organizzare dei corridoi aerei assolutamente sterili (da noi), e potremmo così fare viaggi per turismo, commercio e scambi culturali, ma solo nelle zone degli “strani”. Ai “padroni del mondo” dico semplicemente: lasciateci andare, vi conviene! Non avrete più queste rotture di coglioni tra i piedi, a voi resterà sicuramente almeno il 90% dell’umanità ed il 99% della ricchezza, non solo, ma potrete spedire tutti i dissidenti da noi, invece di farvi carico di punirli, di metterli in carcere, di suicidarli, di incidentarli… una rottura di scatole in meno. Non dovrete più controllare l’informazione “alternativa” e non dovrete più effettuare operazioni di “debunking”: ci saranno 2 informazioni, ben separate… Per quanto sembri che stia ironizzando, la proposta di Stefano Re è alquanto seria. Solo chi non è sotto il ricatto della paura della morte può vincere. Lo ha dimostrato Gandhi. Ci vorrà molto tempo e molta energia per realizzare “il grande bivio”, ma io l’appoggerò incondizionatamente.