Controsenso

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Foto da pixabay

Un pieno di vuoto!

Ecco ciò che ho realizzato vivendo

nella speranza di ottenere

l’impossibile.

*Che poi pensateci, chi mai può andare oltre? Un vuoto che dà le vertigini, sempre in bilico sul filo della vita. Ma nonostante tutto, l’impossibile è il motore e l’origine del Tutto!

Quel serpente…

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* La Tentazione e la Caduta di Eva, di William Blake 

 

…che è in me!

Striscia, parla, si nasconde nelle fronde della mia mente. Nel mito mai è stato “fuori”, sull’Albero, essere o animale fra gli animali del Giardino! E’ sempre stato in noi il Peccato come frutto della Ragione, come opposizione all’Essere che è Vita, come baratro senza fine ed eterna solitudine. Franare nel proprio stesso io, morire e frantumarsi in infinite morti senza mai diventare Nulla assoluto, un’esistenza senza Essere o  essere un non-Nulla! Mai più il Nulla, scintille, spirali, frammenti ma pur sempre essere un non-Nulla grazie a Lui!

Affidarsi all’Essere, atto di fede in quel principio luminoso che è sostanza della stessa ragione, ciò è l’inizio della Vita. Essere un non-Nulla, lontano da ogni fondamento che non sia Dio, è scegliere di morire in sé stessi nell’Eterna solitudine della ragione umana, ricolma di superbia e di falsità. Ne cogliamo i suoi frutti in ogni forma di potere sulla terra, si manifesta in ogni gesto e manifestazione della ragione separata dalla fede, essa ci divinizza ma crea al contempo un infinito vuoto di dolore e irrazionalità. Affidarsi alla grazia, al fatto che Dio segue in ogni dove, sostiene le sue creature pur allontanandole da sé a causa della disobbedienza della ragione!

Il fine della Storia è forse cogliere il nuovo frutto donato dall’Amore e riempire il vuoto di Dio con Dio, un Dio che si umanizza divinizzando l’uomo, donandogli quella che sarà la vera vita eterna?

 

Solo

tra milioni di esseri

Solo

sicuro che Tu

sia qui

ma rimane la paura…

Perché l’urlo

nel mio cuore

non ha mai fine?

*La donna è l’ultima e quindi la più perfetta tra le creature, l’anello che tiene unita l’intera creazione. Nudi e senza maschere o contorcimenti della mente, vagavano nel giardino, dove lo stesso Dio passeggiava. Dio li chiama… “Chi ti ha detto che eri nudo?”.  Nudo in quanto pura esistenza in balia di sé stessa, ora divenuta conoscenza incarnata in un’essenza, il serpente, in grado di penetrare, strisciare, avvolgere con le sue spirali e dare la Morte! In questo male oscuro, in questo pozzo della conoscenza in cui si è calato l’uomo agli albori dell’esistenza rimane forse lo spazio per la salvezza dopo la creazione.

 

 

 

Il mare amico

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Poesia di Tommaso Nicolini

Il mare cambia umore

da blu

a rosa

ad arancione

a rosso.

Può essere un buon amico

anche se alcune volte è infuriato

ma ti accoglie sempre

tra le sue grandi braccia.

*Poesia di Tommaso Nicolini (14 anni)

Innocenza

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Innocenza

prima io ero

ma non la conoscevo.

L’ho indossata anch’io

la divisa azzurra della Purezza

ma ora non più.

L’ho tinta con il nero dell’odio,

il violaceo dell’invidia,

il rosso della rabbia

e della supremazia.

Eppure

l’ho indossata anch’io

la Purezza

come un bambino

indossa la vita in un respiro

riceve e dà in eguale misura

non cerca che amore

è egli stesso amore.

E non si può non amare

l’Innocenza

se puoi vederne il colore

che avvolge in fili sottili

in trame senza tempo

il bozzolo divino

del tuo stesso animo.

Poesia già pubblicata QUI

Aneliti

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Poesie di Lorenzo

Dove sei Amore,

Luce,

zampillo di vita?

Parlami,

concedimi

un tuo lieve alito

che mi scaldi il cuore.

Riempimi gli occhi

di lacrime

che io possa

sentirti appena….

Io sono

un’ombra grigia

in questa grotta

e il ricordo di te

mi avvolge

e mi strazia.

Stillami

una tua goccia

e concedimi

di non sprecarla.

*Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI

Sognare una vita


Solitudine

una prigione senza porte

dov’è impossibile scappare

in profondità infinite

prigionieri di sé stessi.

Cuori infranti vagano

alla ricerca di risposte

illudendosi che il passato

straripante di speranze

s’imponga sull’avvenire.

Ma riaprire gli occhi al buio

annulla tutte le apparenze

e cancella gioie costruite

tentando d’ingannare il destino.

Tasto al buio le pareti

alla ricerca di un’uscita,

poi richiudo gli occhi disperato

tornando a sognare una vera vita!

Questa poesia, scritta da me tanti anni fa e pubblicata sul blog nel mese di novembre 2017, è attualmente la più letta del blog con oltre 500 letture! Non c’è ancora una risposta in grado di cancellare quel buio, ma la consapevolezza con cui si affronta il destino, al di là di ogni inganno o illusione che ci presenta la vita, è l’unica strada per uscire dal buio! L’UNICA!!!

Benedizioni

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Re Davide che suona l’arpa. XVIII sec. Cattedrale di Hajdúdorog*

Dio aprì il tesoro delle melodie,

prese il canto dell’uccello e il brusio della foresta,

il fremito soave della brezza che agita i rami,

il sussurro delle foglie,

il mormorio delle sorgenti e dei ruscelli,

il canto di chi è stato toccato dalla grazia

e ne fece un’anima, quella di un uomo

nato per lodare l’Eterno.

Quando, venendo al mondo, il suo sguardo

incontrò la luce delle stelle,

intonò un canto nuovo:

“Ti cercherò Signore,

fra miriadi di stelle,

incontrerò i tuoi occhi

il tuo sguardo d’amore

indescrivibile euforia

ritorno alla vera vita”.

Ma il ricordo dell’Eterno

inquieterà il suo animo per la mancanza

di ciò che è il pieno rispetto al nulla

rispetto alla miseria di una realtà evanescente

pur se impastata da Te.

E la lode diventerà il suo stesso respiro,

il canto un’invocazione,

la preghiera il respiro della sua anima

sola pur se illuminata dalla Tua luce

che la rende visibile

una creatura strumento della tua lode

che tenta di uscire fuori

di aprirsi alla vita

con gemiti inesprimibili.

* Lode tratta in parte dal trattato giudaico “Benedizioni” o “berakhot” , che narra la creazione dell’anima del re Davide. Tale anima trae origine dal Malkuth, la prima sephirat. Malkuth significa abbassamento, cioè capacità di sacrificare sé stessi e di assumersi grandi responsabilità!

Post già pubblicato QUI

La casa

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Poesia di Tommaso Nicolini

La casa

è il proprio regno

una specie di fortezza.

Ognuno la costruisce

la modifica

e l’arreda con affetto.

La casa è sempre lì

ti aspetta

e non si muove.

La casa non è un oggetto qualunque

ma una fonte d’amore.

* Poesia di Tommaso Nicolini

Sono qui!

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Poesie di Lorenzo *

Sono qui

in questa lotta

tra vento, mare e terra

fusi in un unico elemento

che non si placa

Macigni ribelli

non mi fanno vedere

ed il cuore è muto.

Respiri profondi

tentano di calmare

questa tormenta

e se un attimo

mi vedo

gli occhi si colmano

di lacrime.

Dov’è l’Amore?

Ti invoco

mio Signore

Sono ancora qui

a chiedere il tuo Perdono

a desiderare

un tuo Alito

un tuo Bagliore

Labirinti conosciuti

Sono qui!

Ringrazio Marzia del blog Alchimie per essere riuscita a mettere in immagini questa poesia QUI il video

* Foto della “Seggiola del Papa”, spiaggia del Passetto ad Ancona

Poesia di Lorenzo già pubblicata Qui!

L’amore è un sogno

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* Filastrocca tragicomica sull’amore

In questa notte

un manto di stelle

ci rivestiva di luce

ma assai più splendenti

erano i suoi occhi

languidi d’amore

e socchiudendoli appena lei mi disse:

“C’ho sonno! Andamo a dormì?”

Io allor mi meraviglio

il mio cuore è uno scompiglio

ma a lei scappa uno sbadiglio

più non so cosa pensar?!?!

“Amore non ti preoccupare”

– lei mi dice insonnolita –

“anche se a casa voglio or tornare

un bel sogno potrò fare

e noi lì ci incontreremo

certamente ci sposeremo

e molti figli avremo…

YAAAAWNNN…

Presto mettiti al volante

il mio sonno è ormai imperante!!!

Prima ero un po’ eccitato

ma ormai me so sgonfiato

io credevo che lei fosse una fata

non la Bella Addormentata!

“Ecco a casa ti ho portata,

o mia bella addormentata.

Dimmi domattina ti posso chiamare?

Sarai più riposata e la stanchezza

se ne sarà andata”.

Mi risponde un po’ assonnata:

“Prima di mezzogiorno non mi chiamare.

Sai com’è, troppo presto

non mi vorrei svegliare.

E anche al pomeriggio

magari un tantino

è bene fare un pisolino”.

“Oh che donna da sogno ho trovato,

sono proprio fortunato”,

prima che mi lasci solo gli dico:

” Cara Ca(mo)milla

SOGNI D’ORO!!!

Siogiovanni

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