Rivoluzione copernicana: Real food vs junk food!

Se la notizia vi fosse sfuggita sappiate che è del tutto normale: i nostri media NON HANNO DATO LA NOTIZIA! O perlomeno se l’hanno data era ben nascosta.

Queste sono le nuove linee guida alimentari per gli americani appena presentate dall’amministrazione Trump!

Ebbene queste linee guida cambiano radicalmente il modo di dare valore al cibo e si rivolgono in particolare alle scuole che dovranno allineare i loro menù a questi nuovi standard.

Alcune riflessioni personali: in cima alla piramide (rovesciata) c’è la carne rossa (da decenni demonizzata) e proteine di origine animale. Oltre ai grassi buoni, non solo olio di oliva ma anche burro e latticini interi! Poi verdura, frutta e solo infondo, ma molto infondo ci sono i cereali. Banditi gli zuccheri e i cibi processati!

Queste idee sono rivoluzionarie perché mettono in discussione principi alimentari che hanno di fatto modellato stili di vita di interi popoli. Se è vero che “siamo quello che mangiamo” allora significa che se davvero si modificasse lo stile alimentare cambierebbero molte cose.

Soprattutto in campo “salute”, se davvero il “cibo vero” si dimostrasse tale è chiaro che l’impatto sulla salute generale sarebbe notevole, a partire dai bambini per arrivare agli anziani.

Purtroppo spesso la medicina si è ridotta al somministrare la “pillola a magica” (vedasi pillola pressione, statine,…) o prevenire l’universo mondo delle patologie virali con pozioni miracolose (vaccini e farmaci similari). È un dato di fatto che la maggior parte della popolazione dei paesi occidentali soffrono di patologie croniche e sono dipendenti dai farmaci. E chi non ne è dipendente, soprattutto i piccoli, devono comunque imbottirsi di iniezioni salutari consigliate da LaScienza e spesso obbligate dai governi.

Vedremo che direzione seguiranno i nostri governi europei in materia alimentare. Certamente non credo che si potrà continuare a fare finta di niente e non parlare di questi cambiamenti.

Oli vegetali: il veleno nascosto nella nostra dieta

Seconda parte del post di ieri. Direte: si ma il medico mi ha detto di evitare i grassi di origine animale, qui invece… Ma se soffrite di “stanchezza cronica” o di problemi digestivi o una delle disfunzioni metaboliche citate nell’articolo siete davvero sicuri che non valga la pena provare un’alimentazione con meno olio vegetati (sono praticamente ovunque, leggete gli ingredienti dei prodotti industriali che acquistate) e abbinarla con maggiori grassi animali e soprattutto molti meno carboidrati?

Tratto da 👇

https://t.me/paolarminiofarmacista

𝗚𝗟𝗜 𝗢𝗟𝗜 𝗩𝗘𝗚𝗘𝗧𝗔𝗟𝗜: 𝗜𝗟 𝗩𝗘𝗟𝗘𝗡𝗢 𝗡𝗔𝗦𝗖𝗢𝗦𝗧𝗢 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗡𝗢𝗦𝗧𝗥𝗔 𝗗𝗜𝗘𝗧𝗔
C’è un veleno molto più subdolo del glutine dei cereali, e si nasconde ovunque: negli oli vegetali industriali.
Si tratta dei grassi estratti da semi come soia, arachidi, mais, canola, girasole, sesamo, lino e palma. Questi oli, una volta raffinati e processati ad alte temperature, diventano sostanze ossidate e instabili che danneggiano profondamente il nostro organismo, in particolare i mitocondri, le “centrali energetiche” delle cellule.
Prima del 1870, questi oli praticamente non esistevano nella dieta umana. La loro produzione su larga scala nacque dopo la Guerra Civile Americana, grazie a nuove tecnologie di estrazione e raffinazione. Vennero presentati come un’innovazione “moderna e salutare”, destinata a sostituire i grassi tradizionali come il burro, il lardo e l’olio d’oliva. In realtà, rappresentavano un esperimento industriale mai testato sulla salute umana a lungo termine.
Oggi questi oli sono onnipresenti: nei cibi processati, nelle salse, nei prodotti da forno, nei fast food e persino nei piatti serviti nei ristoranti. Evitarli completamente è una vera sfida.
Per capire il danno, bisogna capire cosa sono i grassi per il corpo umano.
I grassi costituiscono la struttura delle membrane cellulari, determinando la flessibilità, la comunicazione e la vitalità di ogni cellula.
Ne esistono due tipi principali:

  • Grassi saturi, solidi e stabili, naturalmente presenti nei tessuti animali e nel latte.
    Sono resistenti all’ossidazione e, contrariamente alla propaganda degli ultimi decenni, non sono la causa diretta delle malattie cardiovascolari.
  • Grassi insaturi, presenti in oli vegetali e semi, più fluidi ma chimicamente instabili.
    Con l’introduzione massiva degli oli vegetali raffinati, un nuovo tipo di grasso ha iniziato a dominare il metabolismo umano: i grassi polinsaturi (PUFA), in particolare gli omega-6.
    Il problema dei PUFA
    Gli acidi grassi polinsaturi (PUFA) — tra cui gli omega-3 e gli omega-6 — sono effettivamente necessari in piccole quantità. Tuttavia, nella dieta moderna, il consumo di omega-6 (acido linoleico) è aumentato in modo esponenziale, superando di gran lunga il rapporto fisiologico con gli omega-3.
    Questo squilibrio porta a:
  • Infiammazione cronica di basso grado,
  • Stress ossidativo e perossidazione lipidica,
  • Danni mitocondriali e cellulari,
  • Alterazioni del metabolismo energetico e ormonale.
    In pratica, i PUFA ossidati si inseriscono nelle membrane cellulari sostituendo i grassi saturi stabili. Nel tempo, questo altera la funzionalità delle cellule, favorendo processi infiammatori e degenerativi che sono alla base di malattie croniche come diabete, obesità, disfunzioni tiroidee, disturbi neurologici e cardiovascolari.
    Gli oli vegetali raffinati non sono alimenti naturali. Sono prodotti industriali fragili, ossidabili e infiammatori, che minano la salute mitocondriale e cellulare a lungo termine.
    Limitare drasticamente l’assunzione di oli di semi e privilegiare grassi stabili e naturali — come burro, ghee, , lardo, sego, olio d’oliva, olio di cocco e grassi animali di qualità — è uno dei passi più efficaci per ridurre l’infiammazione sistemica e ritrovare un metabolismo sano ed efficiente.

Oli di semi vegetali “sabotatori metabolici”

Articolo tratto da 👇

https://t.me/paolarminiofarmacista

ENDOTOSSINE: I TUOI SABOTATORI SILENZIOSI
La compromissione della produzione di energia da parte delle nostre cellule — dovuta principalmente al consumo eccessivo di oli di semi vegetali, all’esposizione a estrogeni e interferenti endocrini, e ai campi elettromagnetici — riguarda oggi oltre il 99,9% della popolazione.
La conseguenza più grave è che questi “sabotatori metabolici” riducono la capacità dell’organismo di mantenere un ambiente intestinale sano, in particolare nel colon, dove la flora batterica dovrebbe essere composta prevalentemente da batteri anaerobi obbligati, cioè microrganismi che vivono in assenza di ossigeno.
Quando l’energia cellulare diminuisce, cambia anche la composizione del microbioma intestinale: i batteri benefici, anaerobi e produttori di acidi grassi a corta catena, vengono progressivamente sostituiti da batteri aerobi o aerobi facoltativi, spesso patogeni, che prosperano in condizioni di stress, infiammazione e ossigenazione anomala del colon.
Questa predominanza di batteri aerobi non rappresenta solo un semplice squilibrio: costituisce un vero e proprio rischio biologico.
Infatti, i batteri aerobi e molti Gram-negativi producono elevate quantità di endotossine — lipopolisaccaridi (LPS) — molto più potenti e dannose rispetto a quelle prodotte dai batteri anaerobi.
Il risultato è chiaro:
se il tuo microbioma è dominato da batteri aerobi, i tuoi livelli di endotossine circolanti saranno elevati. E credimi, il corpo fa molta fatica a gestirle, soprattutto se i livelli energetici di partenza sono già compromessi.
Le endotossine sono prodotti di scarto rilasciati quando i batteri “cattivi” muoiono o si moltiplicano, ma non sono semplici residui: sono tra gli agenti infiammatori più potenti conosciuti.
Una volta penetrate nell’organismo, possono innescare:

  • infiammazione acuta
  • infiammazione cronica di basso grado
  • aumento dello stress ossidativo
  • attivazione anomala del sistema immunitario
    Non sorprende quindi che livelli elevati di LPS siano associati a numerose condizioni patologiche, tra cui:
  • Alzheimer e altre malattie neurodegenerative
  • Parkinson
  • infarti e disturbi cardiovascolari
  • sepsi e infezioni gravi
  • sindrome metabolica, obesità e insulino-resistenza
    E non è tutto.
    Studi recenti hanno dimostrato che le endotossine influenzano profondamente anche la mente:
    aumentano la produzione di citochine pro-infiammatorie che raggiungono il cervello, modulano la serotonina e alterano l’asse intestino-cervello, contribuendo allo sviluppo di ansia, depressione e disturbi dell’umore.
    In altre parole, quando il tuo microbioma viene colonizzato da batteri aerobi patogeni, ogni apparato del corpo — dal cervello al sistema immunitario — può diventare bersaglio di un’infiammazione silenziosa ma devastante.

Vitamina C e colesterolo!

La vitamina C è un ottimo antiossidante e il professore Prinzi cita una serie di ricerche scientifiche che dimostrano la sua efficacia nel diminuire il colesterolo! Purtroppissimo ha dei difetti: costa poco, non ha effetti collaterali e fa bene! Quindi meglio le pilloline magiche che ci propina l’industria farmaceutica, il tutto ben maschera dietro l’aurea divina de Lascienza, chiaramente ben foraggiata e saggiamente indirizzata (per il nostro bene)!

PIU’ VITAMINA C, MENO COLESTEROLO!

La vitamina C è un potente antiossidante ampiamente studiato per i suoi potenziali benefici per la salute, incluso il suo impatto sui livelli del temuto colesterolo LDL (mostrate la faccia inorridita, grazie).

1) Una meta-analisi di 13 studi clinici randomizzati e controllati ha rilevato che l’integrazione di ALMENO 500 mg di vitamina C al giorno per minimo quattro settimane ha portato a una significativa riduzione del colesterolo LDL sierico(LINK 1).

2)  l’integrazione di vitamina C ha portato a una significativa riduzione dei livelli di trigliceridi(LINK 1)

3) Nei pazienti diabetici, l’integrazione di vitamina C ha aumentato significativamente il colesterolo HDL e ridotto i trigliceridi (LINK 2)

4) Oltre ai suoi effetti sul colesterolo, la vitamina C è stata associata ad un minor rischio di malattie cardiovascolari (LINK 3)

5) le proprietà antiossidanti della vitamina C possono ridurre lo stress ossidativo e l’infiammazione, contribuendo ulteriormente alla salute cardiovascolare (LINK 4 –  LINK 5)

Due considerazioni (e una domanda) prima di fiondarti sul primo succo di frutta/spremuta in bottiglia (冷)

 I benefici sono più evidenti negli individui con LIVELLI DI COLESTEROLO PIU’ ELEVATI
 i lavori scientifici sono stato fatti con (banale ed economico) “acido ascorbico” …

Ed ecco la domanda.
Ti ha mai sfiorato l’idea che IL COLESTEROLO AUMENTA perchè sei infiammato/a o sei eccessivamente ossidato/a e che la VITAMINA C funziona perchè è antiossidante?

Chiediti: quali altre #VITAMINE sono antiossidanti?

E agiscono tutte per abbassare il colesterolo?
樂樂樂
Come LIBERO CITTADINO puoi approfondire liberamente e usare QUESTE INFORMAZIONI quando – di fronte alle analisi – ti viene fatta una paternale (un cazziatone, proprio!)

Perchè la tua salute E’ SANCITA da un articolo della Costituzione Italiana ❤️

#dottgabrieleprinzi #ascoltalatuapancia #latuasalutevale #informareeguarire

諾𢡄t.me/dottgabrieleprinzi

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Meno grassi = più colesterolo!

A cosa serve il colesterolo? Perché, pur avendo una dieta a basso contenuto di grassi, il colesterolo NON diminuisce?

Nel brevissimo video del dottor Umberto Trecroci (http://🩻T.me/dottgabrieleprinzi) si afferma una semplice verità: se non riduco gli zuccheri (semplici, ma anche carboidrati come pane e pasta) il corpo non  diminuirà la produzione di colesterolo! Soprattutto perché ha bisogno di difendersi dall’infiammazione costantemente prodotta dall’abuso di carboidrati nella dieta!

Alla faccia di diete low fat e statine…meditate gente, meditate!

Tante uova al giorno…

tolgono il medico di torno!!!

Ma come? E il colesterolo? Eppure aver demonizzato l’utilizzo di uno degli alimenti più completi dal punto di vista nutrizionista, a vantaggio magari di diete povere di grassi e ricche di carboidrati, non mi sembra aver apportato grandi benefici alla salute pubblica! Poi l’importante è aver scoperto la pillolina magica (leggasi statina) e aver al contempo abbassato i livelli max del colesterolo da oltre 250 di alcuni anni fa a meno di 200 di oggi. Ma è la scienza ad essere progredita, mica che i farmaci servono (anche) a foraggiare con sempre più lauti guadagni l’industria farmaceutica? Malati cronici a vita è lo slogan, tutto parte dall’alimentazione : ci ammaliamo (anche) per ciò che mangiamo…

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NON CHIEDERMI QUANTE UOVA POSSO MANGIARE AL GIORNO.
CHIEDITI INVECE: QUANTI MINUTI VANNO COTTE?
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Tra le FONTI PROTEICHE animali, le UOVA sono tra le più preziose e complete.
E cotte ALLA COQUE sono leggere ed impagabili.
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Perché parliamo di alimento prezioso?
Perchè le UOVA sono

  • fonte di proteine di alto valore biologico.
  • ricche di carotenoidi, che colorano il tuorlo,
  • portano in dote #calcio, #zinco e #ferro, #magnesio, VITAmine A, E, D e del gruppo B, in particolare la B12.
  • sono ricche di #antiossidanti, come acido oleico, #omega3 e #omega6.
  • sono POVERE DI CALORIE (circa 80/uovo)
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    Desideri mangiare un uovo cotto in maniera leggera e veloce? Fallo alla #coque, con doppia consistenza finale: l’albume leggermente rappreso, il tuorlo quasi crudo, morbido e saporito.
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    COME FARE L’UOVO ALLA COQUE PERFETTO?
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    A) Partenza da acqua fredda (riempi una pentolina con acqua fredda, sistemata poi su fuoco moderato).
    –> Uova a temperatura ambiente: dal bollore, conta 2 minuti esatti.
    –> Uova da frigo: dal bollore conta 3 minuti.
    B) Cottura in acqua bollente
    –> Uovo a temperatura ambiente: immergilo con un cucchiaio e cuocilo per 2 minuti.
    –> Uova da frigo: sempre su un cucchiaio cuoci l’uovo per 3 minuti.
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    Vuoi la ricetta perfetta? Leggi qui: https://www.melarossa.it/…/per-categoria/uovo-alla-coque/
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    Perchè la TUA SALUTE vale più di un manipolo di #dinosauri che “ignorano” la fisiologia e prescrivono ZERO GRASSI e supposte di #statina.
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    #metabolicamente #ippocrate #dottgabrieleprinzi #ascoltalatuapancia #informareeguarire #latuasalutevale

Amaro come lo Zucchero

Photo by Suzy Hazelwood on Pexels.com

Amaramente constato come la letteratura medica evidenzia da tempo l’estrema tossicità dell’uso eccessivo di zucchero nella nostra alimentazione quotidiana. E non solo di zucchero bianco, ma anche di cibi processati (farine, amidi) fonte di carboidrati con effetti sulla nostra salute del tutto simili agli zuccheri semplici. La storia insegna che da quando lo zucchero è diventato un prodotto a basso costo, esso ha preso il sopravvento con conseguenze disastrose nella salute pubblica. Peccato che tanti sanno, ma assuefatti da zucchero – dipendenza cronica tengono ben nascosta nella propria coscienza questa scomoda verità! Altri invece ben foraggiati dall’industria banalizzano gli effetti nocivi ed esaltano gli pseudo-benefici dell’uso sconsiderato degli zuccheri. Vi metto sotto un estratto di un articolo tratto da http://www.ilcibodellasalute.com/storia-del-mangiar-dolce-gli-eccessi-nuocciono/

Ma vvi avverto che sono considerazioni di difficilissima comprensione : nel senso che capiamo, ma NON siamo in grado di accettarne le conseguenze! Perché significherebbe stravolgere totalmente la nostra alimentazione, il che non è solo questione di abitudine ma di dipendenza! Ecco un estratto dell’articolo messo nel link sopra :

Nei primi anni del ‘900, non appena l’alcol divenne illegale, il consumo di zucchero aumentò in maniera vertiginosa. Tale diffusione è cresciuta sempre più, fino anche al 25% negli ultimi anni.

Nel 1912, il dentista Boesler ci riporta:
Lo zucchero industriale moderno ha provocato malattie del tutto nuove. Quello normalmente in commercio non è altro che l’acido cristallizzato concentrato. Anticamente era così costoso che solo i ricchi potevano permetterselo. Insomma, non era rilevante economicamente. Oggi, però, a causa del suo basso costo, ha provocato una diffusa degenerazione di tutta la popolazione ed è tempo quindi di insistere sulla necessità di un generale risveglio. La perdita di energia dovuta al consumo di zucchero nell’ultimo secolo non potrà più essere recuperata, poiché ha lasciato un segno indelebile sulla specie umana. L’alcol consumato per migliaia di anni non ha causato la stessa degenerazione di un’intera razza, perché non contiene acidi distruttivi.”

Lo stesso W. Duffy, nel libro Sugar Blues, il mal di zucchero, ci riporta: “La differenza tra dipendenza dallo zucchero e quella dai narcotici è principalmente in termini di grado di assuefazione. Piccole dosi di narcotici possono cambiare un comportamento fisico e mentale molto rapidamente. Gli zuccheri ci mettono un po’ più di tempo: qualche minuto nel caso dello zucchero semplice, liquido come l’alcol, fino a diversi anni per altri tipi di zucchero”.

Oggigiorno, una delle cause principali dell’epidemia di obesità nei Paesi ricchi è il consumo esagerato di bevande zuccherate e di cibi ad alto indice glicemico (ad esempio le farine e i cereali industrialmente raffinati: pane bianco, dolciumi, riso bianco).
Anche se sono ancora in molti oggi a ritenere che lo zucchero faccia bene al cervello (probabilmente grazie a una celebre pubblicità degli anni ’80), in realtà esso provoca sbalzi glicemici, iperglicemia e successiva ipoglicemia, che mette in difficoltà le cellule nervose e il relativo rendimento intellettuale.

E’ ben documentato, inoltre, che lo zucchero, in alte concentrazioni, sviluppa reazioni simili a quelle di droghe psicoattive (come ad esempio la cocaina), creando dipendenza. Anche in virtù del fatto che per il sapore dolce non c’è un “sistema di sicurezza” che ci faccia scattare una sorta di repulsione: proprio perché è uno dei sapori che ci identificano l’approvvigionamento di sostanze vitali (il nostro cervello, le nostre cellule hanno bisogno di glucosio per sopravvivere).

Sulla Vitamina B12 e Ferro

Nuovi post tratti dal canale telegram del dottor Gabriele Prinzi che ritengo interessante condividere. Da lui ho imparato che l’alimentazione è alla basa di uno stato ottimale di salute e che l’integrazione di vitamine è la miglior risposta per molte malattie!

https://t.me/dottgabrieleprinzi

LIVELLI DI VITAMINA B12
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🔎 I LIVELLI DI B12 NELLE ANALISI EMATICHE SONO AFFIDABILI?
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Purtroppo no, e cià crea non poca confusione confusione – sia nel pubblico che negli stessi operatori sanitari-
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🩸QUALI VALORI MINIMI E MASSIMI?
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Il valore minimo di normalità riportato nei referti di laboratorio è solitamente 180 o 200 pg/ml (o ng/L), soglia sotto la quale si può sviluppare ANEMIA MACROCITICA.
La soglia che METTE AL SICURO dai “danni neurologici” E’ MOLTO PIU’ ELEVATA. Questi fenomeni neurologici iniziano e si mantengono quando i valori di B12 non sono ottimali, pur essendo nel range “di normalità”.
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🩸COME CONTROLLARE LO STATO DELLA VITAMINA B12?
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Gli esami ematici sono: emocromo, vit. B12, folati, omocisteina (esami disponibili in tutti i laboratori).
Il parametro più specifico sarebbe l’acido metilmalonico (MMA), che però non viene effettuato di routine nei laboratori.
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Alcuni ricercatori sono riusciti a stabilire che il valore ematico di B12 che garantisce la normalità del parametro DEVE ESSERE SUPERIORE a 488 pg/ml (o ng/L).
Valori di vitamina B12 nella “zona grigia” (200-488 pg/ml) è potenzialmente carenza di B12 e a rischio di sviluppare complicanze neurologiche.
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Nella mia “personale esperienza”, il rischio si ha quando la b12 è al di sotto di 600-700
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💊QUALE DOSE ASSUMERE ?

Esistono 2 dosaggi diversi di integrazione: quello “di mantenimento” (per mantenere livelli già corretti) e quello “di attacco” (molto più alto, da assumere per UN CEETO NUMERO DI MESI al fine di riportare i livelli di B12 a una situazione ottimale, per poi passare alla dose di mantenimento).
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1) “Attacco”: 1000 mcg al giorno in forma di metilcobalamina – meglio se sublinguale (da sciogliere sotto la lingua) – il numero di mesi di “dose di attacco” dipende dai livelli iniziali di B12 e va personalizzato, facendo controllare i risultati da un medico o nutrizionista competente su questo argomento.
“Mantenimento” è 1000 mcg 2 volte la settimana.
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Il testo che leggi è riadattato da quanto scritto dalla dr.ssa Luciana Baroni Medico, Geriatra, Neurologa e Nutrizionista.
Il suo articolo qui:

https://www.accademianutrizione.it/blog/vitamina-b12-a-cosa-serve-carenza
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E questi sono consigli PER CHI PRATICA UNA DIETA VEGANA O VEGETARIANA.
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Lo scrivo per rispondere inizialmente a tutte le domande che arrivano; perchè esiste un solo bene, la #Sapienza, e un solo male, l’ignoranza.
E perchè la tua salute vale 😉
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#dottgabrieleprinzi #ascoltalatuapancia #informareeguarire #latuasalutevale #MetodoATP

IL FERRO CHE ASSUMI E INGHIOTTI … FORTIFICA I TUOI #BATTERI.
PATOGENI.
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L’assorbimento del ferro – prescritto URBI ET ORBI a tutte le donne che soffrono di carenza – da integratori orali di ferro è basso; in genere <20% del ferro viene assorbito nel duodeno e la maggior parte del ferro passa non assorbito nel colon.
Dove viene pappato dai tuoi batteri …
… e non parliamo di quelli buoni.
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Per molti batteri gram-negativi enterici (ad esempio, #Salmonella , #Shigella ed #Escherichia #coli patogeno), l’assunzione di ferro E’ FONDAMENTALE per la loro virulenza e la capacità di colonizzazione.
Al contrario, i batteri intestinali commensali BUONI (Lactobacilli e Bifidobacteri, che riducono la crescita e la colonizzazione da parte di patogeni) richiedono poco o nessun ferro.
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Pertanto, un aumento del ferro del colon tramite fortificazione o integrazione può spostare l’ equilibrio del microbiota del colon e favorire la crescita di ceppi patogeni rispetto ai ceppi barriera sani.

DOVRESTI DIRE GRAZIE a chi-si-prende-cura-di-te che era a mare quando io sedevo alle lezioni di biochimica e fisiologia. QUindi se manca calcio prescrive calcio; se manca ferro prescrive ferro???
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Con buona pace della (dimenticata?VItuperata?) VITAMina B12 …
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Adesso segui attentamente ciò che scrivo:
1) Il più potente antibiotico nel latte materno è la #LATTOFERRINA, proteina che “sequesta” il ferro ai batteri cattivi

2) carenza di ferro ematico o aumento di FERRITINA sono infezioni dell’intestino

3) Impossibile assorbire il ferro senza la VITAmina B12, senza la b6, senza la B9, senza….
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Sappi che se sei qui, o hai fortuna, o sei stato invitato o stai imparando ad assumerti la responsabilità ordinaria della tua salute.

Perchè esiste un solo bene, la Sapienza; un solo male, l’#ignoranza e il sistema sanitario (#SSN) è morto.
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Per questo … la tua salute vale 😤
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#dottgabrieleprinzi #ippocrate #ascoltalatuapancia #informareeguarire #latuasalutevale #MetodoATP
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LINK nei commenti

Vitamina D e problemi polmonari

Altro importante approfondimento del dottor Gabriele Prinzi sull’integrazione di vitamina D e salute: polmonare, ossea e molto altro! Vitamine, minerali e corretta alimentazione sono il mix ideale per prevenire e curare tante patologie.

https://t.me/dottgabrieleprinzi

NON ASSUMERE LA VITAMINA D.
SIA MAI CHE POI GUARISCI DAI PROBLEMI POLMONARI.
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La carenza di vitamina D è diventata un importante problema di salute pubblica globale con una stima di oltre 1 miliardo di persone in tutto il mondo con livelli sierici bassi/insufficienti.
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Ormai, della VITAmina D ne sà più la vicina di casa o il fruttivendolo che chi si-prende-cura-di-te, il quale deve “sottostare” a linee-guida basate sul risparmio e giustificate da quel “millesimo di letteratura” che dimostra che questa MERAVIGLIOSA VITAMINA da sola, nemmeno a 2000 UI al giorno, può ridurre il rischio fratture.
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Già.
Tutti sanno che la vitamina D svolge un ruolo rilevante nel mantenimento di uno scheletro mineralizzato sano e nella prevenzione del rachitismo e dell’osteomalacia.
Ma Lo sanno anche i sassi che SENZA MAGNESIO LA VITAMINA D non si attiva, e che ci vogliono la #K2, il #boro e il #silicio per frenare l’osteoporosi e ripristinare la struttura dell’osso.
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Così come tutti sanno che PER MOTIVI MERAMENTE ECONOMICI lo “stato” e il ministero della “sanità” hanno emanato delle (tristemente) NOTE per cui a meno che non sei attaccato al polmone d’acciaio non ti viene prescritta.
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Ci sarebbe da ridere se non ci fosse già da piangere …
… tenendo conto di quel 99,9% della letteratura che riconosce tutti gli effetti POSITIVI sul sistema immunitario e sugli organi e viene negata per “ordini di scuderia”.
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Ne sanno qualcosa gli specialisti “ippocraticaMente onesti” (V. primo commento).
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Ma come si correla la CARENZA DI VITAMINA D nelle BPCO (broncopneumopatie cronico ostruttive), nel #CROHN e nella #RETTOCOLITE (#IBD) ?
La carenza di vitamina D, che si verifica comunemente nei pazienti con IBD, è stata associata alla necessità di un intervento chirurgico.
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MA LA CARENZA DI VITAMINA D è anche associata a un declino accelerato della funzione polmonare.
Altro che calcio delle ossa!
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Nei pazienti con BPCO, l’aumento dell’assunzione di vitamina D è positivamente associato a un miglioramento della funzionalità polmonare e, come nell’IBD, la carenza di vitamina D è associata alla BPCO.
Ad oggi, è stato fatto molto poco per esaminare l’impatto della supplementazione di vitamina D sul microbiota polmonare ma sappiamo che:
a) Studi in cui i topi sono stati nutriti con vitamina D hanno dimostrato che la vitamina D riduce l’abbondanza di patogeni respiratori; ciò potrebbe riguardare l’effetto della vitamina D sul microbiota intestinale (e quindi sulle IBD) [link 1-2]
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b) la vitamina D svolge un ruolo nell’attivazione dei macrofagi e nella modellazione del microbiota polmonare promuovendo una ridotta ricchezza batterica. [link 3]
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c) L’integrazione di vitamina D nei pazienti con Crohn determina un aumento delle specie Firmicutes correggendo alcune delle disbiosi che si verificano nel Crohn, mentre il trattamento con BUTIRRATO DI SODIO aumenta l’espressione di VDR, un fenomeno che si è tradotto anche in topi carenti di IL-10, suggerendo uno stretto legame tra il microbiota e la segnalazione della vitamina D. [link 4]
d) La segnalazione del VDR (recettore nucleare della vitamina D) regola numerosi processi antimicrobici tra cui l’espressione di β-defensine, catelicidina e peptidi antimicrobici; i topi privi di VDR sono più suscettibili alla colite indotte sperimentalmente ed è associata a disbiosi intestinale [link 5-6].
e) gli effetti immunomodulatori e di regolazione del microbiota della vitamina D possono influenzare fortemente l’infiammazione sia nell’intestino che nei polmoni.
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Dato che la carenza di vitamina D è associata sia a IBD che a BPCO, l’integrazione di vitamina D dovrebbe essere sperimentata più ampiamente in queste coorti di pazienti, in particolare in pazienti con comorbilità IBD E BPCO.

Ad oggi, è stato fatto molto poco per esaminare l’impatto della supplementazione di vitamina D sul microbiota polmonare ma sappiamo che:

a) Studi in cui i topi sono stati nutriti con vitamina D hanno dimostrato che la vitamina D riduce l’abbondanza di patogeni respiratori; ciò potrebbe riguardare l’effetto della vitamina D sul microbiota intestinale (e quindi sulle IBD) [link 1-2]
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b) la vitamina D svolge un ruolo nell’attivazione dei macrofagi e nella modellazione del microbiota polmonare promuovendo una ridotta ricchezza batterica. [link 3]
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c) L’integrazione di vitamina D nei pazienti con Crohn determina un aumento delle specie Firmicutes correggendo alcune delle disbiosi che si verificano nel Crohn, mentre il trattamento con BUTIRRATO DI SODIO aumenta l’espressione di VDR, un fenomeno che si è tradotto anche in topi carenti di IL-10, suggerendo uno stretto legame tra il microbiota e la segnalazione della vitamina D. [link 4]

d) La segnalazione del VDR (recettore nucleare della vitamina D) regola numerosi processi antimicrobici tra cui l’espressione di β-defensine, catelicidina e peptidi antimicrobici; i topi privi di VDR sono più suscettibili alla colite indotte sperimentalmente ed è associata a disbiosi intestinale [link 5-6].

e) gli effetti immunomodulatori e di regolazione del microbiota della vitamina D possono influenzare fortemente l’infiammazione sia nell’intestino che nei polmoni.
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Dato che la carenza di vitamina D è associata sia a IBD che a BPCO, l’integrazione di vitamina D dovrebbe essere sperimentata più ampiamente in queste coorti di pazienti, in particolare in pazienti con comorbilità IBD E BPCO.
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Quindi, indipendentemente dallo stato e dal “ministero” e dai loro interessi economici – quanto piuttosto il livello di libera formazione di chi-si-prende-cura-di-te – pochi sono i suggerimenti che dovresti portarti a casa da questo post:
1) Non sempre chi-si-prende-cura-di-te vuole il tuo male, fa solo il meglio che può con quello che ha studiato (ad esempio , dal “ministero”….)

2) La vitamina D è un ORMONE e ci sono STUDI AMPI che mostrano che fa bene un pò per tutto, ma fondamentalmente come fattore di stimolazione e sostegno al sistema immunitario

3) La vitamina D – che elemosini nello studio di chi-si-prende-cura-di-te – puoi sempre acquistarla liberamente in farmacia, parafarmacia ed erboristeria. Ed è più economico, perchè anche con la prescrizione (tranne nel polmone d’acciaio) LA PAGHI TU.

4) Ci sono DIVERSI CIBI che sono fonte di vitamina D; tra questi non ci sono nè pane nè pasta nè pizza nè patate nè dolci né bibite gasate

5) Quando mangi cibo che STIMOLA la produzione di BUTIRRATO DI SODIO stai favorendo la funzione della vitamina D e aiuti a sfiammare il colon e il polmone

6) NON E’ IL CORTISONE IL FARMACO CHE GUARISCE; va solo usato in casi acuti, perchè E’ DIMOSTRATO CHE PORTA ALLA CANDIDOSI, e la candidosi mantiene e peggiora sia le IBD che la BPCO.

7) Se chi-si-prende-cura-di-te SE LA FA SOTTO a prescrivere la VITAMINA D, ogni giorno, alle dose giuste, RICORDA CHE nessuno è mai morto per il suo eccesso; e se qualcuno ti dice diversamente, fai come me: CHIEDI LA LETTERATURA o il CASE REPORT, altrimenti sono chiacchere da bar (stavo per usare la parola “fregnacce”).
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Perchè lo scrivo?
Perchè sono un marchettaro?
Perchè ho un sito che vende pentole?
No.
Molto più semplicemente MI SENTO BENE quando faccio il #DEBUNKER con tanto di letteratura scientifica a supporto.
E ti ricordo che LA TUA SALUTE VALE 😉
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#dottgabrieleprinzi #ascoltalatuapancia #informareeguarire #latuasalutevale #benessere360 #salute #disbiosi #avengers #MetodoATP

👇👇👇LINK DI APPROFONDIMENTO👇👇👇
0] https://thorax.bmj.com/content/65/5/456.short
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1] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3049841/
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2] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6294653/
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3] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19996341

4] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4312277/

5] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3771816/

6] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26046242

7] https://www.cdc.gov/fungal/infections/immune-system.html

Realtà o apparenza?

Oggi ricevo da Stefano un post filosofico! Si perché il dilemma fra realtà e senso comune è stato affrontato dai filosofi di ogni epoca. Per Aristotele esso è l’atto percettivo che fonde in unità i dati dei vari organi di senso, riferendoli all’unico oggetto da cui sono determinati. Unità delle sensazioni singole, la «sensazione comune» accompagna ogni esperienza sensibile in quanto ne rappresenta l’autoconsapevolezza. In epoca moderna, da Kant a Hegel a Marx il senso comune è definito più un “sapere immediato” piuttosto che una vera forma di conoscenza. Quindi gli oggetti reali, esistenti al di fuori della mente, corrispondono alle rispettive rappresentazioni mentali? Il senso comune è un istinto originario con cui la mente umana riconoscerebbe in maniera intuitiva e immediata i principi fondamentali della conoscenza? Ma per riflettere su queste ed altre domande vi lascio al post di Stefano:

La realtà che ci circonda è veramente reale o è solo apparenza?

Analizziamo con calma i vari aspetti: ciò che ci circonda viene percepito dai nostri organi di senso e viene trasferito al cervello tramite impulsi elettro-chimici, dove poi verrà recepito, elaborato ed in seguito ricordato. La prima conclusione è che ciò che “entra” nel nostro cervello non è la realtà, ma una sua rappresentazione costituita da una serie di impulsi generati dagli organi che il nostro cervello interpreta come: luci, colori, suoni, calore, sapori, odori… eccetera, ma sono solo impulsi eletto-chimici, non sono certo la realtà che “entra” nel nostro cervello. È come una televisione che rappresenta la realtà, ma che non è certo tale. La pietanza deliziosa mostrata nella “Prova del Cuoco” non la puoi assaggiare. È ovvio, inoltre, che se il segnale/rappresentazione della realtà viene falsato già in partenza, in qualche maniera, dagli organi di senso, ecco che poi la rappresentazione è sempre meno reale. Se per esempio gli occhi sono ipovedenti perché miopi, presbiti… oppure non percepiscono bene i colori perché daltonici, la realtà “visiva” che appare dell’ambiente circostante è diversa e soggettiva. Se invece un altro individuo ha gli occhi particolarmente sensibili e “perfetti” il suo rosso acceso apparirà addirittura fastidioso, quando invece per il daltonico quel rosso è solo una diversa sfumatura di grigio o di beige. Ma chi stabilisce quale realtà è più reale? E la visione a scacchetti di una mosca è meno reale? Per la mosca il mondo è fatto così e lei interagisce benissimo col suo mondo, sa muoversi con estrema precisione nel suo mondo a scacchetti. E la realtà dell’ambiente percepita dagli eco del sonar di un pipistrello? E la realtà olfattiva di un cane, al quale gliene frega molto marginalmente delle forme e dei suoni? Qual è la realtà vera? Quella degli strumenti atti a misurare le varie proprietà dell’ambiente? Per me no! Sono solo strumenti inventati dall’uomo e sugli standard dei sensi umani. Una mosca avrebbe inventato un rilevatore di luce a scacchetti, un cieco pipistrello, invece, non avrebbe mai inventato un rilevatore di luce. Ci sono animali che vedono gli infrarossi o gli ultravioletti, altri che sentono gli infrasuoni o gli ultrasuoni… la loro realtà è più corretta o più sbagliata della nostra?

Poi c’è l’interpretazione che ne dà il cervello, perché i cervelli non sono tutti uguali. Il cervello di un neonato, per esempio, non ha esperienze per cui quegli stimoli elettro-chimici devono essere interpretati ex novo: arriva uno stimolo visivo da parte di un oggetto che si muove davanti a lui, il bimbo allunga la mano e tocca l’oggetto… lui realizza quindi che a quello stimolo corrisponde un oggetto a portata di mano, oppure fuori portata eccetera. Sente la voce della mamma, ne annusa l’odore e ne vede il volto lui sa che alla mamma corrisponde la pappa, il calore e la protezione… quindi la mamma sarà bellissima, anche fosse la donna più brutta del mondo. Qual è la realtà più vera, quella della donna bellissima o quella della donna bruttissima? In questo caso la valutazione deriva dalla cultura che ogni cervello ha sviluppato autonomamente. L’interpretazione, da parte del cervello, degli impulsi elettro-chimici è soprattutto culturale. A me capita spesso di vedere una donna che ritengo bella, poi la conosco, mi sta antipatica ed automaticamente diventa brutta per me, le trovo ogni difetto estetico. Viceversa incontro una donna che ritengo brutta, ma poi mi risulta solare e simpatica, di colpo diventa attraente. Mi fanno un po’ ridere quelle discussioni in cui ognuno afferma la propria verità e cerca di avere ragione ad ogni costo. Mentre più probabilmente hanno ragione entrambi o nessuno dei due.

E quando si sogna? Il cervello auto genera la sua realtà, ci sono impulsi elettro-chimici che si muovono all’interno del cervello e che vengono interpretati nello stesso identico modo della “realtà” per cui, per il cervello, realtà e sogno sono la stessa identica cosa. È solo perché ce lo hanno insegnato che la mattina lo valutiamo come sogno, e quindi non reale, ciò che abbiamo vissuto di notte, è la nostra cultura.

E l’immaginazione? E i ricordi? Vi propongo un semplice esperimento: provate a ricordare un film che vi è piaciuto particolarmente e che avete visto l’ultima volta diversi anni fa, provate a ricordare una o più scene significative. Poi scaricate il film e riguardatelo… potrei scommetterci che il vostro ricordo sarà diverso da quelle scene a cui assisterete, vi sorprenderete che i personaggi hanno espressioni diverse, dialoghi diversi, colori diversi, anche angolazioni della ripresa diversa. Eppure il film è sempre quello. La registrazione di quel film non può cambiare, ma il vostro ricordo sì… perché? Siete sicuri che i vostri ricordi, anche i più cari, rappresentino la realtà dei fatti accaduti all’epoca? O che invece non siano paragonabili ad un sogno. Ad una diversa interpretazione di stimoli elettro-chimici, facilmente manipolabili dal cervello. Quindi il nostro passato esiste o no? O per lo meno esiste per come ce lo ricordiamo? Sono così attendibili i testimoni di un delitto?

Siogiovanni

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