Karl Friedrich Schinkel, Apparizione della Regina della notte, per una scenografia del Flauto magico (1815)* – Fonte Wikipedia
Ascolta
la voce del silenzio…
Nessun suono è così intenso
come quello che nasce
nell’animo illuminato dall’amore
capace di volare
nelle infinite note
della propria solitudine
dove c’è un solo sentire
traboccante
la musica della divinità.
* luce e tenebre si equivalgono nella vita di ognuno con continui inciampi e ricadute. Ma è nel passaggio – faticoso e graduale – dalle tenebre alla luce che il singolo, specchio dell’umanità intera, può portare saggezza e bene nel mondo se avrà imparato a viverli profondamente nel proprio cuore…
<<Dammi le anime e prendi tutto il resto>>, questo era il motto che Don Bosco teneva nella sua camera!
Don Bosco morì il 31 gennaio 1888. Egli fu un grande educatore e un grande santo.
Ogni insegnante o educatore dovrebbe ricordare sempre queste parole di Don Bosco:
“Ricordatevi che l’educazione è cosa del cuore, e che Dio solo ne è il padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna, se Dio non ce ne insegna l’arte, e non ce ne mette in mano le chiavi”.
Oggi più che mai sono parole luminose, soprattutto per una scuola devastata da riforme scellerate che hanno ribaltato il suo compito fondamentale: EDUCARE ISTRUENDO!
Non certo addestrare oppure colmare le menti con nozioni o fantomatiche competenze. È l’uomo, anzi la “persona” a dover essere formata in ogni suo aspetto, affettivo e (anche) cognitivo. Essa sarà così il cittadino e il…
L’amico Emanuele (in arte Brunello) mi ha inviato queste immagini scattate proprio il 7 gennaio dalla Piana di Castelluccio. Troverete in rete moltissime foto della spettacolare fioritura delle lenticchie che avviene fra la fine di giugno e i primi di luglio, ma anche in inverno ha il suo fascino. Bellissimo luogo dove si è fermato il tempo, adatto a ciaspolate o sci di fondo. I due giorni di zona gialla e un giorno di ferie azzeccato ha permesso ad Emanuele di respirare la sua aria pura e allontanarsi almeno per un po’ dalla pseudo-società del covid! Grazie per questo bellissimo regalo.
Aprite il Vangelo e attualizzatelo! Quanto è lontano il nostro mondo dal seguire i suoi insegnamenti, davvero troppo! Eppure se la Grazia è un dono in grado di colmare il vuoto di bene in cui stiamo precipitando, il Natale è un momento propizio per poterla ricevere.
Ripropongo ancora una volta questo post sul Natale scritto nel dicembre 2016, QUI potete leggere i pochi ma significativi commenti che lo corredavano. Aggiungo solo una breve introduzione: Cristo non può essere pensato solo come il fondatore di una religione: Esso è infatti immanente alla storia degli uomini e assolutamente trascendente ad essa! Inoltre – e ciò è fondamentale – è l’unico mediatore di senso in grado di dare una risposta all’uomo e ai suoi problemi! Possiamo affermare che Cristo, attraverso l’oscurità della carne, diviene esso stesso l’epifania di Dio: un Dio che si dona e attraverso l’incarnazione si rivela a tutti gli uomini! Ma lascio parlare il vecchio post…
Il Natale è una festa profondamente religiosa: DIO o la LUCE si manifesta, viene nel mondo e attraverso il suo ESSERE VISIBILE dà senso all’uomo e al suo non-essere fondato in se stesso. Noi siamo un battito di ciglia, una…
Proprio per i motivi citati sotto da Stefano io non credo che ci sarà un vero reset. Nel senso che la guerra quando finisce ha esiti difficilmente controllabili (vedasi alla voce Costituzioni), invece qui siamo ancora in piena fase discendente (nel senso di discesa all’inferno)! Il reset per come la vedo io dà qualcosa anche alla gente comune, qui c’è solo il togliere. E più di ogni altra cosa gli attacchi del sistema sono rivolti proprio alla classe media, che va totalmente distrutta. Persone che hanno ancora una base di consapevolezza dei propri diritti, che possono “crearsi” la propria fortuna come liberi professionisti, autonomi, insegnanti, impiegati o piccoli imprenditori… Azzerare la capacita di sognare e progettare un futuro significa soprattutto resettare la scuola e poi di conseguenza appiattire la società riducendola al binomio di controllori e controllati. Non farti troppe domande, esegui, obbedisci, non chiederti mai cosa sia giusto o cosa sia sbagliato, pensa solo al bene comune che ti viene imposto, lo fanno per te, lo fanno per noi, il resto non conta, sii sempre responsabile e non sprecare i sacrifici fatti fino a qui, perché i sacrifici sono una costante dell’umanità, purificano dalle colpe e me serviranno tanti…
Post di Stefano
Tutto è economia. I rapporti tra gli stati sono economici, i rapporti tra le persone sono economici, le guerre sono combattute per motivi economici, così come i trattati di pace, i rapporti commerciali…
Non è necessariamente una visione cinica della realtà, perché anche le motivazioni di quelle più nobili, nel vero senso della parola, hanno una giustificazione economica.
“Togli l’interesse che il mondo è giusto” è un vecchio adagio che mia madre ripeteva spesso e che io aggiornerei in: “Togli l’interesse del predatore ed il mondo è giusto”, riferendomi a quell’interesse che prevarica ed uccide l’interesse altrui. Ci sono scambi in cui entrambi i contraenti ci guadagnano e scambi che non sono necessariamente nominati in denaro.
Ma l’economia del Covid è predatoria.
L’economia predatoria si esplicita nell’ultra finanziarizzazione. Non ho nulla contro la finanza: è uno strumento e come tale può essere usato per il bene dell’umanità o contro, esattamente come un coltello è uno strumento utilizzabile per tagliare il pane o per uccidere. Ma questa è una finanza che permette a pochissimi PRIVATI non solo di avere il controllo della moneta, ma anche che la stessa venga emessa sempre a “debito” degli utilizzatori. Questo debito complessivo al mondo ha raggiunto il valore di circa 60 volte il PIL mondiale, cioè il valore di quello che l’intera umanità produce in 60 anni: debito, quindi, inesigibile. Nonostante ciò, frotte di giocatori d’azzardo possono legalmente lucrare su tutto, soprattutto sulle disgrazie altrui, attraverso borse e trading on line.
È cioè consentito guadagnare direttamente dai soldi senza produrre niente e tanta gente si arricchisce proprio in questo modo, acquistando beni e servizi prodotti dal lavoro altrui, senza aver prodotto a loro volta… niente! Queste persone sono parassiti e questo tipo di finanza è predatoria.
In passato, visto che la finanza predatoria è stata, e purtroppo ancora è, la “norma” nelle società umane, periodicamente, quando il debito complessivo diventava ingestibile, interveniva una sorta di Reset. Di solito grandi guerre o giubilei. Attualmente di giubilei del debito non se ne fanno più e di guerre che coinvolgano il ricco occidente non se ne fanno più da quando esistono le bombe atomiche. Dall’ultimo grande Reset economico, la seconda guerra mondiale, ad oggi, sono state attuate inizialmente e fino agli anni ‘70 politiche Keynesiane, per favorire la ricostruzione senza produrre eccessivo debito e per sconfiggere la tentazione al comunismo che c’era in occidente, ma che apparteneva all’altro blocco. Dagli anni ‘80 in poi è ripartita la finanza predatoria, ma in forma leggera poiché limitata dal Glass-Steagall Act del 1933, che, in sintesi, prevedeva la separazione netta tra Banche commerciali e Banche d’affari, l’economia reale separata dai casinò. Questo atto fu però abolito nel 1999 da Bill Clinton, il “simpatico” presidente USA che verrà ricordato per la famosa fellatio (ma chi se ne frega?) e non per questa scelta criminale.
Negli anni 2000, quindi, la finanza impazzita ha prodotto le grandi crisi del 2007/2008 e del 2012/2013, risolte, solo per gli speculatori, con una ulteriore produzione di debito, per lo più spazzatura. Ovviamente un debito non può continuare a crescere all’infinito, prima o poi la bolla rischia di scoppiare in maniera incontrollata. C’era quindi bisogno di un nuovo Reset. Inoltre, si affacciava la quarta rivoluzione industriale, quella dell’intelligenza artificiale e dei robot, andava sanata “quell’anomalia storica” definita democrazia e contemporaneamente soppresso “l’abominio” della classe media, mai esistita prima di un centinaio di anni fa. C’era da inventarsi qualcosa… mumble, mumble.
Ed ecco la soluzione: una bella pandemia! Uno stato di paura costante che permette l’instaurarsi di politiche dittatoriali… per la nostra sicurezza sanitaria!
Che permette l’accettazione alla privazione dei diritti fondamentali… per la nostra sicurezza.
Che permette il superamento della Costituzione, troppo a salvaguardia dei deboli… per la nostra sicurezza.
Che fa accettare la perdita del reddito in cambio di elemosine dallo stato e quindi della nostra continua dipendenza… per la nostra sicurezza.
Che farà accettare di pagare il conto della crisi, per quanto sarà possibile, con i nostri risparmi… per la nostra sicurezza.
Che permetterà di abolire l’infetto ed evasore fiscale denaro contante, unica nostra salvaguardia dallo strapotere delle banche… per la nostra sicurezza.
Che permetterà di trasferire l’intero monopolio delle attività produttive dalla caotica ed evasore fiscale piccola e media impresa alle grandi e globaliste holding… per la nostra sicurezza.
Che permetterà di ritornare alla vecchia e consolidata forma di società umana che prevede una ridotta élite dominante con il resto della popolazione umana servente… per la nostra sicurezza. Che permetterà di renderci sempre più rintracciabili, controllabili ed ora anche disattivabili a comando attraverso le nuovissime tecnologie (microchip, quantum dots, rete 5G…)… ma per la nostra sicurezza no?!!!
O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: sopra i cieli si innalza la tua magnificenza. Con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, per ridurre al silenzio nemici e ribelli. Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l’uomo perché te ne ricordi e il figlio dell’uomo perché te ne curi? Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato: gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi; tutti i greggi e gli armenti, tutte le bestie della campagna; Gli uccelli del cielo e i pesci del mare, che percorrono le vie del mare. O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.
(Salmo 8)
Che spettacolo! L’uomo, un granello di sabbia sparso nel nulla, eppure esaltato da Dio! Un Dio che si serve dei bambini per umiliare i potenti e i presuntuosi e tutti quelli che si ergono al di sopra di Lui. Che potere che ci è stato donato, che potere. Almeno capire che non siamo soli, che il potere fine a sé stesso ci condanna alla dannazione. Almeno questo, un timore reverenziale verso il Creatore che ci porti sulla strada della redenzione. O Signore, o Signore, o mio Signore… quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.
* Ringrazio l’artista Sandra Capomagi per avermi permesso d’inserire il suo splendido quadro come cover ideale della poesia….”in un infinito orizzonte di luce blu…”
Ve lo ricordate Calimero, il pulcino nero che si sentiva brutto e sfortunato perché diverso dai suoi fratelli nati con le piume gialle? Ebbene esiste davvero, sono i polli di razza Cemani! Solo che a differenza di Calimero le Cemani nascono tutte nere, nere sono le piume, il becco, le zampe, addirittura le ossa e gli organi interni! E nere rimangono per tutta la vita. Solo le uova hanno un guscio color crema chiaro (quasi bianco), sono un po’ più piccole di quelle standard che trovate al supermercato (pesano in media 40 grammi contro i 55 grammi delle uova che comperiamo di solito). A dire il vero se guardate bene (ma dalle foto è quasi impossibile vedere) le piume hanno dei riflessi verdi che le caratterizzano e certificano la purezza di questa razza particolare.
Valentino ha in braccio un galletto Cemani di circa due mesi. Ben visibile è già un accenno di cresta!
Il mio amico Jacopo, appassionato di animali, soprattutto direi di quelli da cortile (polli e conigli in primis), e sempre aggiornato sulle curiosità di questo interessante mondo, mi ha regalato una coppia di polli Cemani e osservandoli ho subito iniziato ad apprezzare il loro carattere affettuoso e docile con noi umani, ma determinato al punto tale da riuscire ad imporsi facilmente con gli altri polli del pollaio (convivono con un gallo e una gallina di razza Amrok)! Ora hanno poco più di due mesi e raggiungeranno la maturità sessuale intorno alle 16-20 settimane di vita. Me ne accorgerò oltre che per lo sviluppo completo della cresta e dei bargigli, anche perché il gallo inizierà a cantare e la gallina a deporre le uova.
Il galletto con la cresta più sviluppata è alla vostra sinistra
Dovete sapere che in un pollaio vige sempre l’ordine di beccata. In sostanza questo significa che il gallo o la gallina dominante del gruppo può beccare tutte le altre che sono al di sotto di lui (o di lei). Poi verrà la seconda, la terza, fino ad arrivare alla gallina sul gradino più basso. Una volta stabilita questa gerarchia di solito il branco convive pacificamente, bisogna stare attenti solo se si introduce un nuovo individuo, perché potrebbe subire prepotenze.
A pochi giorni di distanza dall’introduzione nel mio pollaio dei 4 polli suddetti ( un galletto e una gallina Cemani e un galletto e una gallina Amrok), posso tranquillamente affermare che il galletto nero Cemani è il re del pollaio; non manca mai di dimostrarlo affrontando il galletto Amrok, che pur essendo ben più grosso di lui batte rapidamente in ritirata accettando così un ruolo secondario nel pollaio.
I polli Ayam Cemani (Ayam=pollo; Cemani=completamente nero) sono originari dell’isola di Giava, in Indonesia dove la loro colorazione li rende animali sacri e dotati di caratteristiche ultraterrene. Sono stati importati in Europa da un olandese solo nel 1998. Se siete curiosi di vedere come sono da adulte e leggere una scheda approfondita con lo “standard della razza” potete farlo cliccando su https://www.agraria.org/polli/cemani.htm.
Termino qui questo breve post sulle Cemani sperando di avervi incuriosito, magari lo aggiornerò in seguito una volta che avranno completato lo sviluppo, integrando il post anche con qualche notizia sulle loro compagne di pollaio, le Amrok, razza nettamente più pesante allevata sia per la carne sia per le uova.