Stefano scrive un post sull’illusione della democrazia. Può darsi che sia così, che votare non serve. Ma allora a che serve la propaganda? E i colpi di stato? Se il governo di turno si limita ad eseguire un’agenda prestabilita è chiaro che il voto diventa ininfluente, ma… Forse la democrazia non è una realtà fattuale, semplicemente è un processo graduale fatto da tante piccole conquiste. Le regole del gioco non sono sempre trasparenti e soprattutto spesso c’è chi vince anche quando perde, ma la consapevolezza dei diritti, per quanto limitata nella maggioranza della popolazione, è una realtà che avanza e goccia dopo goccia lascia un segno indelebile nella storia dei popoli. Post di Stefano
Democrazia?
Una interessante disamina di Matteo Gracis nel suo video “Epistocrazia” che mi ha fatto riflettere, lo trovate su Youtube.
È ormai da anni che mi interrogo riguardo a quell’assioma indiscutibile che chiamiamo Democrazia, come se fosse la forma di governo migliore, non solo che esiste, ma che potrebbe esistere, un qualcosa di inoppugnabile appunto, ma è vero? Qualunque partito o movimento si adorna, infatti, della denominazione: “democratico”, e, attraverso questa parolina magica, si mette al riparo da ogni appellativo di tipo autoritario, fascista o monarchico. È stato fatto scempio della parola Democrazia: si fanno guerre per “esportare” la Democrazia, l’intero occidente a guida Anglo/Americana si autodefinisce superiore, solo perché è democratico. Però, Churchill diceva che: “È il peggior sistema di governo, a parte tutti gli altri”… la battuta fa ridere, ma rinforza l’illusoria consapevolezza che dalla Democrazia non si esce, altrimenti si va verso una deriva autoritaria. Come se il fascismo, il comunismo e ogni altro “ismo” fossero le uniche alternative alla Democrazia, appunto. In effetti ad ognuno di noi dà, o ha dato, una certa soddisfazione entrare nella cabina elettorale per porre la propria crocetta sul simbolo che ci piace di più, ci fa sentire importanti. A parte quelli, che come me, hanno meditato a fondo su quello che disse Mark Twain: “Se votare servisse a qualcosa non ce lo farebbero fare!” e a parte, anche, tutte le riflessioni sul fatto se sia mai esistita davvero la “Democrazia”. L’esempio italiano mi suggerisce che negli anni settanta, quando il Partito Comunista (finanziato dal KGB) ha rischiato varie volte di vincere le elezioni, non l’ha fatto mai, perché DOVEVA governare la Democrazia Cristiana (finanziata dalla CIA), altrimenti era già pronta una struttura paramilitare chiamata “Gladio”, in americano: “Stay Behind”, emanazione della CIA stessa, pronta ad effettuare un colpo di stato per rimettere in “ordine” le cose. Gladio ha anche pensato bene di uccidere Aldo Moro, visto che voleva fare il “Compromesso Storico” con Berlinguer (alleanza tra PCI e DC). Beninteso, oltre la “cortina di ferro” succedevano le stesse identiche cose ed anche in maniera più brutale. Infatti, al termine della 2° guerra mondiale il mondo fu diviso in due e così, cristallizzato, doveva restare, a dispetto di ogni “democratica” votazione. Sempre in Italia, negli anni novanta, è avvenuto invece poi, effettivamente un golpe, di tipo giudiziario, che ha cancellato un intera classe politica che non andava più bene alla mutata situazione internazionale, dopo il crollo del “muro di Berlino”. E come massimo dell’ironia ci è stata fornita una nuova classe di politicanti completamente incompetenti o di personaggi funzionali solo alle privatizzazioni, al neoliberismo sfrenato ed alla globalizzazione selvaggia (Prodi, Ciampi, Andreatta, Monti, Draghi…).
Però voglio tornare proprio al concetto di Democrazia: è giusto che tre lupi e due pecore decidano a maggioranza che cosa si mangia a cena? Oppure l’esempio citato proprio da Gracis: è giusto che l’opinione di sei idioti ignoranti valga di più di quella di quattro persone istruite ed intelligenti?
Per qualsiasi attività umana viene richiesta la competenza adeguata, specie per le attività che comportano rischi nei confronti degli altri. Un medico deve essere laureato, un ingegnere, prima di fare i calcoli strutturali, deve essere laureato. Per guidare un auto occorre studiare e conseguire la patente eccetera. Invece, per scegliere una rappresentanza politica non occorre alcuna competenza. Eppure, succede spesso che dei governi regolarmente eletti fanno le guerre, producono disastri economici e affamano milioni di persone. Per esercitare scelte di tipo economico, o sociale, in un referendum, ad esempio, non occorre alcuna competenza, neanche minima. Non pretendo la laurea, ma almeno saper dimostrare che si sa quello di cui si sta parlando. Non sto scherzando, ho conosciuto persone che hanno votato Berlusconi perché tifosi del Milan, me lo hanno candidamente confessato, al di là di ogni giudizio politico sul fondatore di Forza Italia.
Se a tutto questo aggiungiamo la manipolazione e la propaganda, da sempre diffusa da chi ne ha l’interesse e che gestisce i media. In una popolazione che per un terzo (percentuale in ascesa) è analfabeta funzionale e che non sa comprendere il significato di un testo, anche breve, non sa esprimersi correttamente in italiano scritto e neanche parlato, che pensa che le contrazioni e gli anglicismi usati nella messaggistica siano il linguaggio corretto, il cui vocabolario si è ridotto ad un decimo delle parole..