Si fa per parlare

media-2288459_640
<a href="http://Foto di succo da Pixabay“>Foto da Pixabay

Stefano ritorna più informa che mai a esplorare la neo-società del virus! Io che soggiaccio al peso della DAD (acronimo che indica la didattica a distanza) spossato psico-fisico-moral-logicamente ho davvero poche forze per esprimermi. Voglio però almeno provare a fare altre ipotesi da aggiungere a quelle che leggerete sotto: diciamo che il virus, naturale o artificiale che sia, si è dimostrato un utile strumento per riformare radicalmente il mondo umano. Come Stefano osserva ha portato ad un’accelerazione di ciò che già era in essere e che ci veniva somministrato con pazienza e determinazione implacabile. Ed è proprio questo il punto, imporre con un’accelerazione imprevedibile ed esagerata la neo-società a schiavi felici, cornuti e mazziati è davvero possibile? Visti i risultati che si stanno ormai definendo a me pare proprio di no! Che ci sia una vera e propria guerra in corso mi sembra chiaro, ma la distorsione evidente del sistema, sempre più sfacciatamente dittatoriale e prepotentemente impositivo, rende chiaro ai più che potrebbero esserci strade diverse da percorrere. Persino il cosiddetto mainstream ormai è costretto a dirci che l’acqua è bagnata e la terra è rotonda. Persino loro in mezzo al mare delle solite menzogne o mezze verità, con i giusti accorgimenti ed eccezioni, persino loro lo dicono!!! Ma anch’io, come Stefano non lo so il perché, certe consapevolezze sono al di là della mia portata. Posso solo dire che non tutto il male viene per nuocere, ho proprio l’impressione che presto ne vedremo delle belle!

Torno a bomba sulla mia teoria dei livelli, quella per cui, sulla base delle informazioni che si ricevono e quindi sui canali adoperati per acquisire tali informazioni, si raggiunge una soggettiva consapevolezza. A mio parere, chi si informa solo sui canali cosiddetti “mainstream” raggiunge un livello di consapevolezza, sugli avvenimenti del mondo, molto basso. Chi, come me, si informa su canali alternativi di cosiddetta “controinformazione” raggiunge un grado di consapevolezza leggermente superiore. Ma solo “leggermente”! Sempre secondo me, esistono ben altri livelli di conoscenza e quindi di opinione, molto più vicini alla verità… che, per comodità, assumo come vertice della piramide. Salire verso l’alto di questa immaginaria scalinata verso il vero permette di valutare i comportamenti degli individui sottostanti e contemporaneamente di avere una visione più d’insieme. Parto da alcuni fatti, reali e consultabili da tutti, per fare alcune valutazioni.

Il Virus Covid 19 è artificiale, non lo dico io, ma una schiera di virologi capeggiati da Luc Montagnier (un premio Nobel), lo dice anche Donald Trump che, anche se molti lo definiscono un idiota, è comunque un presidente USA e normalmente un idiota come me, ad esempio, presidente degli USA non può diventare… e forse neanche della bocciofila del paese. Inoltre, che vengano studiati e prodotti agenti patogeni in decine di laboratori sparsi in tutto il mondo (compreso Wuhan) è una realtà. Così come vengono studiati ordigni nucleari sempre più potenti, gas sempre più velenosi, eccetera. Non viviamo nel mondo delle favole! Sul fatto poi che sia sfuggito per errore o che sia stato diffuso intenzionalmente non posso dare opinioni, poiché tale conoscenza appartiene ad un livello superiore al mio.

Le misure di precauzione e di “contenimento” del contagio sono state e sono assolutamente illogiche ed abnormi. Basta confrontarsi con la logica (elementare) e col buonsenso e ad ascoltare il parere di centinaia di specialisti, facilmente reperibili in rete. Io l’ho fatto. Nel periodo del lock down duro veniva multato chi passeggiava in spiaggia o dentro un bosco da solo… DA SOLO??? E a chi contagiava? Tutt’ora non si può respirare a pieni polmoni dell’aria buona, per chi come me ci crede: carica di prana! Perché costretti dietro la museruola… oops… mascherina. Ci hanno negato il sole e la vitamina D. Ora si può andare al mare, ma non si può fare il bagno!!! L’altro giorno sono andato a comprare un gelato: me l’hanno dato obbligatoriamente in coppetta ed anche incartata nell’alluminio!!! Così è d’asporto, dicevano! Ma siamo scemi? Il cono si dice “da passeggio”, non me lo mangiavo di certo in gelateria! No! Qui ci sono degli idioti che trattano noi da idioti. Le museruo… mascherine non servono a nulla, stando a quello che dicono tutti i virologi non mainstream, lo disse anche Burioni una volta, salvo poi ricredersi. Ma davvero c’è qualcuno che crede alla narrazione ufficiale?

Lo studio su una eventuale cura al Covid è stato, come minimo, ostacolato. L’unica cosa sensata e cioè tenere in forma il sistema immunitario, attraverso le vitamine, i microelementi, il non mangiare schifezze, il sole, l’aria pura, l’attività fisica… tutto questo è: o vietato o scoraggiato. L’OMS e di seguito l’ISS hanno “sconsigliato” (vietato!) fin dall’inizio l’effettuazione di autopsie sui morti da Covid… perché tanto si sapeva di cosa morivano e non bisognava sprecare risorse! Sì, ma le autopsie, specie su una malattia nuova, si fanno a scopo di ricerca! Infatti, alcuni medici “indisciplinati” le dissezioni le hanno fatte ed hanno scoperto che non era la normale polmonite, ma la formazione di trombi alveolari, ad uccidere. Si risolve con farmaci che costano 6 euro a confezione, a casa e non nelle terapie intensive. La cura col siero iperimmune è una metodica nota da molti decenni, costa 80 euro a dose poiché la materia prima è gratis, il plasma è donato dai guariti ai malati. E’ democratico! E soprattutto NON E’ BREVETTABILE!!! I medici degli ospedali di Mantova e Pavia hanno spedito il protocollo persino ad alcuni istituti americani, su loro richiesta. Però, proprio in Italia, la notizia sulla miracolosa cura è stata accolta tiepidamente, a volte contrastata con scuse infantili e, dulcis in fundo, dovendo per forza sperimentarla, hanno affidato il compito… agli ospedali di Mantova o Pavia che avevano già macchinari, laboratori, protocolli e medici esperti sulla questione??? Noooo!

A Pisa.

Il perché lo scopriremo solo… sopravvivendo, ma non puzza un po’ di bruciato?

A questo punto vorrei riuscire a capire a che cosa è servito ed a che cosa servirà tutto questo. Perché non può essere un caso. Una tale organizzazione, una tale cieca determinazione ad affossare l’intera economia globale deve essere stata preparata da tempo. Se poi la sfuggita del virus da qualche laboratorio è stata accidentale, il modo di approfittarsi di tale opportunità presuppone una organizzazione a monte a livello globale. Si dice che tre indizi facciano una prova, ma qui di indizi ce ne sono a decine.

Faccio alcune ipotesi alla mia portata:

E’ solo una manovra atta a vaccinare il mondo intero per il mero interesse di Big Pharma? Può darsi, gli interessi sono enormi, ma a me sembrano troppo piccoli in confronto al disastro economico che hanno provocato. Alle morti per fame e suicidio prossime e venture. Ed alla fine degli ultimi frammenti di pseudo-democrazia.

E’ una operazione psicologica atta a testare la capacità di sottomissione della popolazione mondiale sotto il ricatto della paura? In fondo ogni regime si è sempre basato sul timore, sulle manganellate, olio di ricino e TSO. Può darsi, ma la sudditanza verso i falsi miti consumistici era già una realtà solida. Per cui di tecniche di sottomissione ne sono già state sperimentate, con successo, diverse.

E’ una strategia atta a far accettare supinamente i nuovi metodi tecnologici di controllo e di localizzazione? Può darsi, ma probabilmente non sono necessari con l’inevitabile avvento del 5G. In maniera psicologicamente “morbida” la localizzazione è sempre possibile con l’internet delle cose, ogni oggetto tecnologico, e anche non, diventerà un device ed è impossibile che ognuno di noi non ne avrà qualcuno addosso.

E’ una operazione psicologica atta a disumanizzare la popolazione mondiale, attraverso la paura del contatto fisico e di conseguenza il considerare l’altro come un potenziale nemico, l’assenza di empatia, l’accettazione di rapporti sociali esclusivamente “virtuali”, l’approvazione all’isolamento ed alla solitudine per cause di forza maggiore, il consolidamento della didattica a distanza con la definitiva adozione dell’educazione a senso unico… Per produrre una nuova umanità più robotizzata e succube? Può darsi, ma la strada era già tracciata con metodi più soft, e non c’era bisogno di una tale accelerazione.

E’ una operazione atta a causare una definitiva caduta del sistema economico piccolo e micro imprenditoriale e favorire così l’accentramento della produzione sulle grandi corporation? Può darsi, ma era un piano che procedeva già velocemente attraverso la logica del pensiero unico neoliberista e mercantilista.

E’ una manovra atta ad imporre il TSO vaccinale per causare, attraverso la somministrazione di sostanze chimiche, la sterilità e l’accorciamento della vita, per indurre la riduzione della popolazione mondiale, come da progetto Malthusiano? Può darsi, anche visto quello che contengono gli attuali vaccini.

Potrebbe essere per tutti questi motivi insieme e chissà quali altri?

Potrebbe essere un test solo per sperimentare tutti i motivi sopracitati ed eventualmente aggiustare il tiro le prossime volte?

Io non lo so perché, come spiegavo, certe consapevolezze appartengono a livelli superiori al mio.

Si fa per parlare.

Santa Rita e le api!

Il primo miracolo di Santa Rita

Una credenza popolare racconta che il quinto giorno dalla sua nascita, mentre la piccola Rita si trovava nel giardino della casa paterna (il quadro sopra la raffigura invece al chiuso), un contadino che lavorava nelle vicinanze si tagliò profondamente la mano mentre tagliava del grano con una falce. Andando in cerca di aiuto passò vicino alla culla della piccola Rita e vedendo 5 api bianche entrare e uscire dalla sua bocca fece il gesto di scacciarle con la mano ferita e si accorse con stupore di essere guarito. Sembra che le api, invece di pungere la santa, depositavano nella sua bocca del miele!

Le api, come le rose, entrano così a pieno titolo nella simbologia legata a Santa Rita: sono insetti operosi che legano il loro lavoro al mantenimento in vita dell’intero alveare! Un insetto sociale e utile, perché senza le api il sostentamento che tutti noi traiamo dai frutti dei raccolti, in gran parte mancherebbe. La chiesa antica guardava quindi con rispetto a questo insetto e al miele. Ecco forse il motivo per cui ancora oggi la rivista del monastero di Santa Rita da Cascia si chiama “Dalle Api alle Rose” e anche la Beata Madre Fasce ha chiamato “Alveare di Santa Rita” il suo progetto di aiuto ai bambini (CLICCA QUI per leggere la sua storia).

QUI  potete leggere le importanti manifestazioni che precedono la festa di Santa Rita il 22 maggio di ogni anno. Quest’anno purtroppo le celebrazioni saranno in streaming, ma non mancherà la benedizione delle rose altro simbolo importantissimo legato alla santa.

Infatti si dice che nonostante la vita gli regalò tantissime spine, Rita non mancò di fiorire donando il profumo di Cristo a tanta gente che accolse così la fede.

E anche il giorno della sua morte tornarono le api:  stavolta venne avvistato uno sciame di api nere (chiamate anche murarie) nel convento dove morì il 22 maggio 1457, e sembra che ancora oggi esse facciano il loro nido lì  vicino, dove ci sono piante della vite!

 

L’ape innamorata

ape
Trilatrocca dedicata a tutti i cornuti. Perché l’amore è una cosa seria

Oh ape innamorata

che vai di fiore in fiore

portando il tuo amore

e pungendo con dolore

all’ignaro scalatore.

Che cos’è la tua vita?

Svolazzi nei prati e nei giorni passati

hai cercato fortemente

un amore travolgente.

Adesso lo hai trovato

e lo pungi sul prato

ma invece che amore

lui prova sol dolore.

“Ahii!” – lui geme – “Non resisto…

mi sovviene un gran dolore che m’attrista

forte il cuore!!!”

“Oh tu ape solinga,

pensavi di donarmi il tuo amore,

invece non mi hai fatto un gran favore.

E di tutta tua cagion che ne rimane?”

“Oh me sventurata,

aihmè non sono stata ricambiata!”

E sospirando fortemente

si accascia al suol morente!

* Trilastrocca scritta a sei mani da Lorenzo, Maurizio e Roberto (il colore dei nomi contraddistingue l’autore dei versi  colorati appunto in giallo arancio, rosso e verde)  durante una vacanza in montagna nel rifugio Locatelli, situato nelle bellissime dolomiti di Sesto. Data probabile 23 Agosto 1998 (anno più anno meno che tanto l’amore anche quando non  ricambiato è eterno).

Post già pubblicato QUI!

Ma le api si innamorano? Dei fiori forse si, visto che ognuna di loro  ne visita circa 7000 in un solo giorno! E in un alveare durante il periodo primavera-estate ci sono tra le 60 e le 80 mila api! Ma l’unica ape che viene davvero corteggiata dai fuchi (sono i maschi delle api) è l’ape regina (anche se solo una volta nella vita): essa a pochi giorni dalla nascita esce in corteo dall’alveare facendo il suo primo e ultimo “volo nuziale”: vola velocissima verso una meta conosciuta solo alle api stesse e migliaia di fuchi attendono l’occasione per accoppiarsi con essa. Solo i migliori ci riusciranno, lasciando addirittura una parte del proprio organo riproduttivo (endofallo) nell’atto di accoppiamento  e morendo subito dopo! Se il volo nuziale sarà andato a buon fine e la spermateca della regina sarà stata inseminata da almeno 10-15 fuchi allora lei provvederà a far nascere nuove api per tutta la sua vita (dai 3 ai 5 anni), venendo poi sostituita dalle api quando verrà meno la sua fecondità. I fuchi sono apolidi e garantiscono così la diversità genetica dell’alveare. Quindi c’è addirittura chi fa l’amore in volo, fra mille acrobazie e muore per esso! Nati e morti per l’amore!!

(K)ill Gates


Post di Stefano

In questo post voglio partire da quello mio precedente. Nell’altro esortavo il lettore a ragionare su cose semplici, a fare 2 + 2. Dicevo che, se i grandi media sono sostenuti finanziariamente dai maggiori sponsor, dalle grandi multinazionali del farmaco, delle automobili, della telefonia e delle comunicazioni, gli stessi media non possono, di fatto, comprendere nella loro informativa contenuti che vadano in contrasto con gli oggetti della pubblicità. Chi ha un padrone è a lui che deve rispondere. Chi lavora per un’azienda non può andare in giro a sparlare della propria sorgente di reddito, perché rischia di venire licenziato. E questo, volenti o nolenti, è una regola che seguono tutti. Non è possibile trasgredire, anche perché, in automatico, l’anomalia si sana: il lavoratore perde il lavoro, il finanziato perde il finanziatore, il negoziante perde il cliente, la rete televisiva perde lo sponsor!
Sul filo di questo semplice ragionamento voglio parlare di Bill Gates, ad oggi il maggior finanziatore dell’OMS. Si tratta di uno degli uomini più ricchi del mondo, forse il più ricco. La storia del futuro filantropo parte dall’invenzione del MS Dos, un sistema operativo che rendeva possibile la realizzazione del computer domestico. Un sistema che in effetti non aveva inventato lui, ma l’aveva scopiazzato dall’IBM, ma la cosa principale che fece fu di “blindare” il codice sorgente e quindi di guadagnare da chiunque volesse installare tale sistema operativo. In seguito “inventò” l’interfaccia grafica chiamata Windows… copiandola di fatto dalla Apple. Riuscì inoltre a “convincere” tutto il mondo ad adottare come piattaforma principale i sistemi Microsoft. Attraverso la sua società, quindi, è riuscito ad accaparrarsi la maggior parte della “miniera d’oro” del 21° secolo, ovvero la mole dei dati personali di tutti noi, quei dati che vengono venduti e scambiati ad altissimo prezzo, si chiama Big Data. Alla faccia della privacy. Questi i motivi del suo arricchimento, ma c’è di più. Si è più volte dichiarato favorevole alla drastica riduzione della popolazione mondiale, accarezzando quindi le teorie Malthusiane. Si è inoltre prodigato affinché venissero adottate politiche per la vaccinazione a tappeto dell’intera popolazione mondiale, per qualsiasi patologia vaccinabile e, a mio avviso, non vaccinabile come i virus ad RNA, tipo il Covid 19, perché sono molto mutevoli. Queste due grandi passioni coltivate dal magnate non vi fanno pensare ad un possibile collegamento tra le stesse?
Questo è il personaggio. Insieme a lui, i maggiori finanziatori della “filantropica” OMS sono: gli USA ed il cartello delle ditte farmaceutiche mondiali che a me piace chiamare Big Pharma. Seguono poi altri Stati tra cui Francia, Inghilterra, Cina, eccetera. Donald Trump, nella sua battaglia, ormai dichiarata, contro il “Deep State”, ovvero quei poteri “persistenti” negli USA, finanziati dalle grandi lobbies, che ora remano contro la sua rielezione, ha manifestato di voler tagliare i fondi destinati all’OMS. Quindi, a finanziare l’organizzazione, da cui dipende la maggior parte delle politiche sanitarie del mondo, sono rimasti principalmente: la fondazione Bill e Melinda Gates (Big Data) e Big Pharma. Due privati che controllano la salute mondiale!
Ora: da che mondo è mondo, l’esercizio estremo del potere, la dittatura, ha sempre avuto come fondamento il controllo della popolazione. Il controllo di ogni suo aspetto, anche nel numero, nella mole della popolazione stessa, basta vedere, ad esempio, l’incentivo alla natalità nel periodo fascista italiano e, al contrario, alle politiche del figlio unico nella Cina di pochi anni fa. Controllo sugli spostamenti, controllo sulle associazioni, controllo sulla cultura. Però, mentre nelle dittature palesi il controllo è facilmente applicabile a colpi di manganello, nelle sedicenti “democrazie” occorre far digerire alla popolazione le eventuali perdite di libertà… o peggio, motivandole, magari, con questioni di sicurezza e di salute.
Cosa c’è di meglio, quindi, nei paesi “democratici” di una bella dittatura sanitaria? Eh… è per il nostro bene!!!
Che si è manifestata finora: con l’imposizione di ogni sorta di vaccini, per malattie anche non gravi. L’imposizione degli arresti domiciliari, anticostituzionali, per decreto. I TSO, anche loro vietati dalla costituzione all’art.32, per coloro che gridano al megafono il loro dissenso. L’imposizione di nuovi vaccini, inutili, antinfluenzali e anti Covid. Nuovi sistemi di tracciamento GPS collegati al nostro smartphone… in futuro col chip sottocutaneo o col tatuaggio di nanoparticolato a smart-dust (Bill Gates sta lavorando anche a questo). La criminalizzazione delle “fake news”. La progressiva eliminazione “dell’infetto” denaro contante…
Guardate che di psicopatici, drogati di potere assoluto, ce ne sono sempre stati: Hitler, Stalin, Polpot… Mussolini… Idi Amin Dada… eccetera, eccetera. Ce ne sono… perché no? La madre degli idioti è sempre incinta, chi sono ce lo diranno i libri di storia futuri, anche quelli che dichiarano una guerra… non lo sanno che produrranno centinaia di migliaia o milioni di morti? E ce ne saranno sempre! Ed in ogni dittatura, sempre, chi è contrario al regime, prima di tutto viene dichiarato matto e sbattuto in struttura psichiatrica (TSO), è il sistema più semplice.
2 + 2.
Benjamin Franklin una volta disse: Chi rinuncia alla libertà per la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza.

Il potere dell’arte

* “L’artista è il confidente della natura. I fiori dialogano con lui per mezzo dell’aggraziato curvarsi dei loro steli e del loro dischiudersi in armoniose sfumature di colori. Ogni fiore ha per lui una parola cordiale che la natura gli rivolge.” Auguste Rodin

* “Indipendentemente dal lavoro che svolge, qualsiasi persona in cui si nasconda un artista, diventa una creatura piena di inventiva, di spirito di ricerca e di audacia, che esprime sé stessa. Diventa interessante per gli altri, porta turbamento e scompiglio, illumina e apre nuove vie per una più profonda comprensione delle cose. Dove il non-artista chiuderebbe il libro, questa persona invece lo apre e dimostra che possono esservi altre pagine.” Robert Henri, The Art Spirit

* Citazioni tratte dal libro “Disegnare con la parte destra del cervello” di Betty Edwards

Vedere le cose non come un semplice apparire del mondo esteriore, ma come le vede “sospese” in un mondo a-temporale il nostro Intelletto, direttamente e senza filtri, forse è questo il vero potere dell’arte a disposizione di tutti.

L’altro

Exif_JPEG_420

Un giorno un vecchio rabbino domandò ai suoi discepoli come potevano distinguere la fine della notte dall’inizio del giorno.

Uno dei discepoli disse: – Quando si può vedere un animale in lontananza e dire se è una pecora o un cane.

– No – rispose il rabbino.

Un altro disse: – Quando si può guardare un albero da lontano e dire se è una pianta di fichi o di albicocche.

– No – rispose il rabbino.

– Quando allora? – chiesero i discepoli.

– È quando potete guardare ogni uomo e ogni donna e vedere che sono vostro fratello e vostra sorella. Perché se non potete vedere questo, è ancora notte.

(Antica storia ebraica)*

*tratto da “I colori della luce Vol.4,5”. Ed. Theorema Autore E.Marchetti

La pubblicità è l’anima dell’informazione

special-offer-606691_640
da Pixabay

Quando persone immensamente ricche come Bill Gates si scoprono votate al bene altrui e investono miliardi sulla ricerca e in particolare sui vaccini a me sorge un dubbio: ESSI sono filantropi o licantropi? I protocolli preventivi di cura per il coronavirus si stanno dimostrando efficaci e gli stessi medici sul campo li stanno consigliando. Per capire meglio qual è la situazione consiglio vivamente a tutti di ascoltare l’intervista estremamente chiara ed esplicativa fatta da Massimo Mazzucco ad un medico che lavora nell’ospedale di Bergamo:  CLICCA QUI PER VEDERE. Dopo pensate al livello di (dis) informazione che i vari espertoni sotuttoio ci somministrano quotidianamente in tivvù grazie ad una stampa asservita con poche eccezioni

Post di Stefano

Dirò solo banalità, ma a quanto pare sembra che a qualcuno resti difficile da capire. I media si reggono, principalmente, con i soldi incassati dalle pubblicità, anche la RAI, nonostante il canone obbligatorio. Ora, non si può pensare che il momento degli spot sia isolato da tutto il resto. Mi spiego meglio: Se, ad esempio, uno spot pubblicizza un formaggio, non è pensabile che la stessa rete televisiva programmi una trasmissione in cui si affronta il tema degli allevamenti intensivi e delle sofferenze somministrate agli animali. Oppure degli antibiotici usati per aumentare la produzione del latte e della scarsa igiene in cui vivono le mucche. Oppure della serie di disturbi fisici o di malattie derivanti dall’abuso di latticini. Semplicemente perché la Ditta Casearia ritirerebbe i suoi spot e la rete televisiva si ritroverebbe con un cliente in meno. Vi sembra credibile che lo stesso palinsesto comprenda una pubblicità ad un determinato prodotto ed una trasmissione, anche ad un orario diverso, che demonizza lo stesso prodotto? Magari è possibile pure, purché però la trasmissione sia collocata ad orari impossibili e non pericolosi per l’immagine dell’impresa. Io credo che le grandi aziende che investono in pubblicità stiano molto attente alla programmazione della rete ospitante. Da un po’ di anni, ma è una verifica che potete fare da soli, la maggior parte delle pubblicità riguardano: la telefonia, le auto e, soprattutto, i farmaci. In questo periodo di pandemia voglio parlare dei farmaci. Per quanto ce la vogliano far passare come la peste degli anni 2000, il Covid è una banale influenza, magari molto virulenta, e che quindi impegna molto il sistema sanitario, magari con delle complicazioni polmonari che, su pazienti immunodepressi, può risultare particolarmente pericolosa. Ma una banale influenza! Neanche troppo mortale (statistiche alla mano). Bene, come ci si difende dall’influenza?: Vitamine: costano poco e non sono brevettabili. Sole e aria pura: non costano niente. Alimentazione sana: costa poco, forse anche meno del cibo “spazzatura” e… non è brevettabile. Qualche clinico poi, sulla base di riscontri sul campo, ha suggerito un derivato della clorochina: farmaco generico, costa poco. L’eparina: farmaco generico, costa poco. Quello che invece viene passato come soluzione finale è il VACCINO!!! Non sono un medico e non discuto, ma ne sento tanti di medici e quelli che vengono intervistati nei media “maintream” parlano di vaccini come se fossero una delle manifestazione di Dio in persona. Mentre quelli intervistati nei siti di informazione alternativa, senza interruzioni pubblicitarie intendo, dicono che, per definizione, da un virus ad RNA, come il corona, non ci si può vaccinare, in quanto muta molto rapidamente e che questi cambiamenti rendono nulla l’immunità acquisita. Big Pharma (a me piace chiamarla così) è in netta crisi. Un medico, mio amico, mi ha confidato che dopo la scoperta degli antibiotici, del cortisone e di pochi chemioterapici, la ricerca sulla chimica dei farmaci si è praticamente fermata. Più o meno le molecole sono quelle, pian piano i brevetti scadono, gli stessi farmaci li producono anche alla Coop. L’unico modo di reggersi che Big Pharma ha è nella produzione dei vaccini. Tutti i soldi che guadagnano le multinazionali del farmaco provengono dai chemioterapici o dai vaccini. Guarda caso tutti farmaci “obbligatori”! Non è possibile infatti curarsi un cancro gratis se non con le chemioterapie. Di Bella è stato demonizzato e, tutti quelli che hanno proposto cure alternative e relativamente economiche, sono stati tacciati di cialtroneria e “Lascienzah” li ha cancellati dall’albo medico (mi piace un sacco citare Stefano Re!). Peccato che Berlusconi si sia curato col metodo Di Bella… prima incassa da Big Pharma per gli spot nelle sue televisioni e poi paga i farmaci Dibelliani, ironia della sorte! Non parliamo poi della obbligatorietà vaccinale!

Dunque: le case farmaceutiche sovvenzionano le televisioni, le stesse ci convincono che il vaccino è buono e bello, noi corriamo a comperarlo e… il cerchio si chiude.

E’ tanto difficile da capire?

Santa Caterina da Siena

St._Catherine_of_Siena_painted_by_Plautilla_Nelli
wikipedia -:St. Catherine of Siena painted by Plautilla Nelli

Ripubblico il post che avevo scritto LEGGI QUI     perché nella situazione di crisi globale in cui ci troviamo Santa Caterina è quella che più di ogni altro ha avuto fede nell’impossibile realizzando nella sua vita imprese incredibili sorretta dalla luce della fede nonostante gli ostacoli e le sofferenze che si trovò ad affrontare.

Il 29 aprile 1380 all’età di soli 33 anni moriva Santa Caterina da Siena, patrona d’Italia e d’Europa. Aveva gli stessi anni di Cristo, quel Cristo da cui il 1 d’Aprile 1375 aveva ricevuto le stimmate <<…vidi scendere in me cinque raggi sanguigni che s’indirizzavano alle mani, ai piedi ed al cuore… E tanto è il dolore che sensibilmente patisco in tutti e cinque i luoghi, ma specialmente attorno al cuore, che se il Signore non mi farà un nuovo miracolo, non mi par possibile che la vita del mio corpo possa stare con tanta doglia…>>. Una settimana dopo le stimmate si trasformarono in segni invisibili che invece di affliggerla fortificavano il suo corpo.

Santa Caterina è la prima donna assieme a Santa Teresa d’Avila ad essere dichiarata “Dottore della Chiesa Universale”, eppure essa era semianalfabeta, imparò a leggere da sola e sapeva scrivere poco.

Quando ero bambino mia nonna, una donna semplice che aveva fatto solo la terza elementare, aveva una preghiera mal scritta, piena di errori e quasi illeggibile, la “Santa Caterina” diceva lei, che recitava nei momenti difficili. Entrava in una specie di trance, recitava come una salmodia e poi diceva “andrà tutto bene” oppure “si è impuntata ma non ti preoccupare…”. Insomma riusciva a leggere il presente affacciandosi sull’attimo successivo, quello che siamo soliti definire futuro ma che in realtà è lì, davanti a noi avvolto dalle nebbie del tempo.

Quel non sapere, di mia nonna, di Santa Caterina, sostenuto da una fede pura e incrollabile che gli permetteva di vedere oltre… quanto vorrei che fosse ancora qui a sostenermi, io che sono così fragile, che ho una fede fatta di parole, aria, nulla più che un soffio di vento.

Ricordare Santa Caterina, questa fine teologa senza istruzione alcuna, ma anche una politica fervente pronta a difendere la causa della Giustizia in nome della Verità che gli stava davanti, mi fa sentire ancora la presenza “viva” di mia nonna Aquilina. Anche lei era decisa e determinata nel difendere e rassicurare chi gli stava accanto.

E la santa che tanto s’impegnò per portare la pace e assistere i poveri e gli ammalati, speriamo che possa aiutarci ancora oggi a colmare le ingiustizie che devastano il nostro martoriato mondo.

Le società dell’odio

IMG_20200427_215641103
Immagine di copertina de “Furore” di John Steinbeck
In the Ghetto
As the snow flies
On a cold and gray Chicago mornin’
A poor little baby child is born
In the ghetto
And his mama cries.
‘Cause if there’s one thing she doesn’t need
It’s another hungry mouth to feed
In the ghetto
People, don’t you understand,
the child needs a helping hand,
or he’ll grow to be
an angry young man someday.
Take a look at you and me,
are we too blind to see,
or do we simply turn our heads
and look the other way?
Well, the world turns
and a hungry little boy with the runny nose
plays in the street as the cold wind blows
in the ghetto.
And his hunger burns.
And he starts to roam the streets at night
and he learns how to steal, and he learns how to fight
in the ghetto.
And then one night in desparation,
a young man breaks away,
he buys a gun, steals a car, tries to run,
but  he don’t get far,
and his mama cries.
AS a crowd gathers ‘round an angry young man
face down in the street with a gun in his hand,
in the ghetto.
And as her young man dies,
on a cold and grey Chicago mornin’
another little baby child is born
in the ghetto.
Elvis Presley 1969
Versione italiana:
Nel ghetto.
Mentre la neve cade | in una fredda e grigia mattina di Chicago | un povero piccolo piccino è nato | nel ghetto. | E sua madre piange. | Perché se c’è una cosa di cui non ha bisogno | é un’altra bocca affamata da nutrire | nel ghetto. |
Gente, non capite, | il bimbo ha bisogno di una mano che l’aiuti, | o crescerà fino ad essere | un giovane pieno d’odio un giorno. | Date un’occhiata a voi e a me, | siamo troppo ciechi per vedere, | o semplicemente giriamo le nostre teste | e guardiamo dall’altra parte? |
Bene, il mondo gira | e un ragazzetto pieno di odio col naso rotto | gioca per strada mentre il vento soffia freddo | nel ghetto. | E la sua fame brucia. | E comincia a scorrazzare per le strade di notte | ed impara a rubare ed impara a combattere | nel ghetto. |
La canzone illustra alcune delle ragioni che stanno alla base del conflitto razziale negli Stati Uniti: la povertà dei ghetti neri contrapposta alla colpevole indifferenza della cosiddetta gente per bene, ma anche il desiderio dei giovani di colore di affermarsi o almeno sopravvivere in una società in cui la RICCHEZZA NON E’ DISTRIBUITA IN MANIERA EQUA, il loro odio che cresce, le inevitabili esplosioni di violenza…
Tratto da Poesia & C. Avviamento ealla pratica dei testi poetici, Zanichelli 1991.
<< “Io ho conosciuto Pretty Boy Floyd*. Ho conosciuto sua madre. Erano brava gente. Lui aveva il diavolo in corpo, ma ce l’hanno tutti i ragazzi”. Tacque poi le parole proruppero. “Io non la so tutta fino in fondo, ma questo lo so. Pretty Boy ha fatto una piccola cosa brutta e quelli gli hanno fatto male, l’hanno pigliato e gli hanno fatto così male ch’è diventato una bestia, e allora ha fatto un’altra cosa brutta, e quelli gli hanno fatto male di nuovo. E lui è diventato una bestia furiosa. Gli hanno sparato come ha un topo di fogna, e allora gli ha sparato pure lui, e gli hanno dato la caccia come a un coyote, e lui azzannava e ringhiava come un lupo. Pazzo di rabbia. Non era più un ragazzo e manco un uomo, era solo una bestia furiosa piena di odio. Ma la gente che lo conosceva non gli ha mai fatto del male. Lui non ce l’aveva con loro. Alla fine l’hanno pigliato e l’hanno ammazzato. Non m’importa se i giornali dicono che era cattivo: è così che è andata davvero.” Tacque e si leccò le labbra asciutte, e tutto il viso era una domanda ansiosa. “Io lo devo sapere, Tommy. T’hanno fatto impazzire di rabbia?”
Tom aveva le labbra stirate sui denti. Abbassò gli occhi sulle sue grosse mani piatte. “No,” disse. “Io non sono come lui.” Tacque e si osservò le unghie rotte, che erano striate come dorsi di conchiglia. “Io quella roba lì l’ho scansata tutto il tempo che sono stato dentro. Non sono così arrabbiato.” Ma’ sospirò e disse, sottovoce: “Benedetto Gesù!”.>>

Tratto da “Furore” di John Steinbeck del 1939

* Charles A. Floyd, celebre rapinatore di banche degli anni trenta, ucciso dalla polizia in circostanze misteriose che lo consegnarono alla leggenda.

Le società dell’odio, dell’ingiustizia sociale che genera odio e lo fomenta alimentandone la fiamma. Ecco perché le Costituzioni del dopoguerra misero al primo posto i diritti di prima generazione, quelli alla base dell’uguaglianza sostanziale con il lavoro al di sopra di tutto. Ma a distanza di decenni una società impotente assiste impassibile di fronte allo smantellamento di quegli stessi diritti di uguaglianza e libertà per cui tanta gente è morta. La guerra è stato l’ultimo atto di società degradate e degradanti, in cui tanta gente l’odio ce l’aveva dentro, inculcato da una vita di stenti e sfruttamento. La rabbia è palpabile perché non c’è giustizia, o almeno perché la giustizia non è tale, arriva come ultimo atto punitivo che non lenisce la rabbia, anzi. Ma cosa vogliamo fare della rabbia che cresce palpabile e spaventosa? La soluzione c’è ma chi può agire preferisce continuare a soffiare sul fuoco.

Dal Britannia alla pandemia

meeting-1020178_640
Foto da pixabay

Post di Stefano

Forse in questo post supererò me stesso nel complottismo, ma sto solo cercando di fare due più due e molte cose cominciano a quadrare.

Dovete sapere che nel lontano 2 giugno del 1992 il Britannia, il celebre panfilo dei reali d’Inghilterra, ha fatto rotta al porto di Civitavecchia dove ha imbarcato alcuni famosissimi personaggi dell’epoca, alcuni dei quali ancora in auge: un paio di Mario, un Romano, un Carlo Azeglio… che poi ha avuto molta fortuna, dopo che ha realizzato il divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro, qualche cucciolo di pecora, qualche banchiere tedesco e tanti altri, ah… ad allietarli c’era anche un noto comico di nome Beppe. Tanti amici che già avevano avuto modo di conoscersi bene nei loro incontri annuali dell’esclusivo club Bilderberg. Una gitarella di un paio di giorni fino all’Argentario e ritorno in cui, tra una amenità e l’altra, si è pensato bene di pianificare tutta la “S”vendita delle grandi nazionalizzate. Da lì è partita la grande epoca delle Privatizzazioni.

Non è che l’attacco all’Italia partisse propriamente da lì: già dal 1991 si era pensato bene di far fuori una intera classe politica che, magari rubava pure un po’, ma che sapeva fare il suo mestiere. Per sostituirla o con degli inetti tipo Silvio o con dei “furbacchioni” tipo quel Romano del Britannia.

Veramente anche da prima, già dal 1989. Con la caduta del muro di Berlino e la conseguente fine dell’impero sovietico l’assetto mondiale era cambiato radicalmente: non servivano quindi più i partiti pro e contro l’America, per cui vennero de-finanziati dai rispettivi servizi segreti. La Germania aveva bisogno di riunificarsi, ma questo l’avrebbe fatta fagocitare dalle potenze europee restanti tra cui la Francia. Cosicché Francoise ed Helmut si accordarono prendendo però in pegno l’Italia (me l’ha raccontato personalmente il responsabile economico al ministero dell’epoca). Sta di fatto che dal 1992 con l’adesione al Ssserpente monetario, la precarizzazione del lavoro del 1996, il mostruoso Euro del 2002, la crisi economica “infinita” del 2008, lo spread abilmente “risolto” da uno dei Mario nel 2011 eccetera, eccetera…

Però c’è un però!

Sarà perché viviamo nella bellezza. Sarà perché siamo degli individualisti impenitenti. Sarà perché siamo geniali. Sarà perché siamo pazzi e lo sono specialmente i nostri piccoli imprenditori. Sarà perché siamo tanti e tanto diversi tra noi. Sarà perché: “governare gli italiani non è impossibile, è inutile!”

Sta di fatto che “ancora” la nostra economia teneva, nonostante tutto.

Eh no eh! Non erano questi i programmi dei nostri “fratelli” europei settentrionali. Era deciso che il sud diventasse il giardino del nord… eccheccavolo! Con la Grecia ci erano riusciti tanto bene, perché con la Spagna e con l’Italia no?

Ma guarda che fortuna e che splendida occasione: una bella pandemia!

Basta retribuire adeguatamente gli inetti di cui sopra e, mentre al nord chiudono tutto senza chiudere veramente e trovano escamotage per rifinanziare la loro economia, nel Bel Paese no! Noi dobbiamo essere più reali del Re. La chiusura è chiusura! I finanziamenti sono a debito… e quando ci riprenderemo?

E così dove non era riuscito il panfilo dei coronati di Albione c’è riuscito il coronavirus.

Siogiovanni

Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !

Racconti brevi di vita quotidiana ( spero allegri ed umoristici) aforismi pensieri idee di un allegro pessimista

Guai a prendersi troppo sul serio. Racconti allegri pensieri idee di un allegro pessimista

Pensieri di Lisa

Le emozioni mi strabordano

Il pensiero libero

Esprimere un pensiero libero non è poi così facile; per quanto mi riguarda non so se sempre vi riesco, ma strenuamente mi sforzo di farlo

Filimages

A quoi servent les images que l'on ne montre pas ?

chez le hérisson

qui, eventuale contenuto intelligente è puramente casuale

blog 57

testi e fotografie dell'autore

sergioferraiolo

Uno sguardo sul mondo