La società del virus, tra il reale e il surreale!

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Foto da Pixabay

<<…nel mondo esterno aveva perso d’importanza ogni distinzione tra il reale e il surreale. Fantasmi inconsistenti scivolavano impercettibilmente dall’incubo alla realtà e di nuovo all’incubo, come era accaduto a Hiroshima e ad Auschwitz, sul Golgota e a Gomorra.>>
<<…ognuno di loro avrebbe dovuto seguire il proprio cammino personale attraverso le giungle del tempo, segnandosi da sé i propri punti di non ritorno. Anche se si sarebbero visti di tanto in tanto, …l’unico loro vero luogo d’incontro sarebbe stato nei sogni.>> tratti da Il mondo sommerso di J.G. Ballard.
Questa storia che stiamo vivendo, l’esperienza traumatica del corona virus, evoca effettivamente dimensioni sopite dell’inconscio.
Situazioni così traumatiche possono far prevalere una psicosi collettiva che porta al disgregarsi della società e soprattutto alla fine del senso di comunità che delle società è il fondamento. Certo quello che sta accadendo avrà una durata limitata, sarà certamente un evento reversibile, ma… quanto è fragile il nostro mondo umano! La logica su cui si regge è fallimentare, questa in me è l’impressione che si va facendo ogni giorno più forte. Ora più che mai dovrebbe riemergere con forza l’esigenza delle nazioni di puntare al bene comune, rafforzando tutti gli strumenti in mano agli stati per venire incontro alle esigenze sanitarie, sociali, economiche,… eppure ben poco si sta ancora facendo in concreto, non abbiamo imparato abbastanza dagli errori del passato.

Marx affermava che: <<La dissoluzione dell’umanità in una massa di atomi isolati, che si respingono a vicenda, è già in se l’annientamento di tutti gli interessi corporativi, nazionali e particolari ed è l’ultimo stadio necessario verso la libera autounificazione dell’umanità>>
Ma davvero il fine ultimo è la libera autounificazione dell’umanità?

Rileggendo i passi di Ballard sopracitati, emerge come solo attraverso l’assoluta libertà personale l’uomo arriva a trovare dei “punti di non ritorno”, cioè dei fondamenti su cui iniziare a costruire una vita. La dimensione del sogno come punto d’incontro! Cos’è? Il sogno non è forse fantasia, inconsistenza, etere? O forse è la dimensione dell’anima che si fonde con quella della cultura e del mito, addentrandosi nel tempo e aprendosi all’Eternità? Quello spazio di cui parlano le religioni, quella realizzazione piena della storia che sembrerebbe infinitamente lontana dall’uomo e indipendente da lui, il Regno dei cieli o l’Eterno o il Paradiso.
Eppure è dalla libertà, come evento personale, che si può accedere a questa dimensione dell’oltre: una vera palingenesi spirituale, ma anche psichica e addirittura biologica! Una libertà che non è anarchia, anzi essa dovrebbe portare alla realizzazione dell’uomo, quindi essere autenticamente collettiva.  Se il mondo cambia, se come ci dicono con tanta insistenza andiamo incontro ad un disastro climatico e oggi stiamo affrontando una catastrofe biologica, la risposta dell’uomo deve essere di radicale trasformazione. Il mondo si adatta indipendentemente da noi, fare passi indietro non è possibile. Gli slogan che gridano “FATE PRESTO”, oppure “NON C’E’ PIU’ TEMPO” sono ancorati ad un modello statico di società e di vita. Fare passi indietro per andare avanti non può essere una soluzione.

Forse la vera svolta dell’umanità sarà quella che ci porterà a scoprire che la vera vita consiste nel potere di plasmare sé stessi, un potere immenso ma ancora fuori dalla portata degli uomini. Microcosmo e macrocosmo si fonderanno. Perché in un uomo, in ogni uomo è racchiuso l’intero universo.

 

Riflessioni filo-virologiche

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<a href="http://Foto di OpenClipart-Vectors da Pixabay“>Foto da pixabay

Riflessione interessante, alla quale aggiungo solo due parole. Se questo virus è un prodotto della natura, significa forse che essa sa fin troppo bene liberarsi di chi inizia a risultare un pericolo ai fini evolutivi. Non che sia questa l’ora della nostra estinzione, ma almeno impariamo a rispettarla (la natura)! Se invece il virus è un prodotto umano, finalizzato, fra le altre cose, a isolare e quindi a dividere le persone per meglio ottenere controllo e sfruttamento collettivo, ritorniamo comunque alla prima opzione: la natura sa bene come liberarsi di chi non è utile (evolutivamente parlando)! Cari controllori, se mai ci siete e soprattutto siete all’ascolto (modello Grande Fratello), siete sicuri di aver ben capito a che gioco state giocando?
Post di Stefano

La mia compagna mi ha fatto riflettere con una frase: “Questo è il virus dell’incomunicabilità!”. Effettivamente sembra quasi il tassello finale e, ad un paranoico come me, non poteva sfuggire. Dopo la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa che fanno comunicare sì, ma da lontano. Dopo la diffusione dei sistemi di intrattenimento, dei giochi elettronici, che vengono usufruiti soprattutto in solitudine, questo regale vAirus sembra quasi la ciliegina sulla torta. Vietato avvicinarsi a meno di un metro… ho sentito anche dire a meno di 1,82 mt! Vietato darsi la mano, vietatissimo abbracciarsi e baciarsi, parlarsi solo attraverso lo schermo delle mascherine, restare più possibile confinati alla propria abitazione, con pochissime deroghe e solo per procurarsi il cibo ed i farmaci, ma ovviamente a distanza di sicurezza! Vietati gli assembramenti, le cene conviviali, le risate in compagnia, le partite di calcetto. Vietata la cultura di massa, cinema, teatro, concerti, musei. Vietato insomma il contatto umano. L’altro è vissuto come un potenziale nemico. In questo periodo la fanno da padroni il telefonino ed internet, in cui la comunicazione consta di soli suoni ed immagini, riprodotti, artificiali. Percepiti solo dal cervello razionale con rare deroghe verso la parte emozionale e praticamente nessuna verso la parte creativa ed intuitiva. Nessuna comunicazione non verbale, nessun contatto, nessun odore, anche perché coperto dal disinfettante. Comunicazioni robotizzate che preludono all’automazione dell’uomo stesso, al trans-umanesimo. Dicono che sono disposizioni temporanee, che passata l’emergenza tornerà tutto come prima… ma intanto un bell’esperimento è stato attuato. Intanto abbiamo imparato ad auto recluderci, abbiamo cominciato ad abituarci ai controlli di polizia. Eh… è per il nostro bene! Poi chissà? A volte niente è più definitivo del temporaneo. Il denaro contante potrebbe essere veicolo di contagio, lo vogliamo abolire? La geo-localizzazione obbligatoria sarebbe utile in emergenze future, la vogliamo concretizzare? Certo che questo virus, per le élite, se non ci fosse stato bisognava inventarlo!

Il senso

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Foto da pixabay

Quanto è fragile!

Bastioni di sabbia

dietro ai quali

costruiamo

certezze.

In un soffio

è solo vanità

che si apre al nulla

e un domino di paura

scuote la vita.

Se vivessimo lontano

dal pensiero

dal controllo,

dall’azione,

dal potere…

sempre per il domani

sempre

sempre senza vivere.

Maledetto senso

maledetto

la tua evanescenza

l’angoscia

il mondo

sospeso sul nulla

e in un istante

dimentichiamo chi siamo.

Persi

nel delirio della ragione…

Persi

rimane solo

l’impotenza dell’Amore

Storia o storie?

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foto da pixabay

Post di Stefano

Ho sempre studiato poco la storia e me ne pento! Veramente ho sempre studiato TUTTO poco, ma la carenza di storia, attualmente, è quella che mi pesa di più. C’è da dire però che quello che ci raccontano riguardo la storia antica è quantomeno singolare. La storia, si dice, inizia da quando si è cominciato a scrivere, quindi da quando gli avvenimenti sono documentati, grosso modo 5000 anni fa. Tutto il precedente è preistoria: quella degli uomini primitivi nelle caverne, con la clava. Poco più delle bestie insomma, unica differenza: la clava! Però… c’è un però. Anzi più di uno, ma parliamo di quello. Ricordo che, subito dopo i primitivi, si comincia a studiare gli Egiziani… o erano gli Assiri ed i Babilonesi? Non ricordo, ma poco importa, di sicuro gli Egiziani vengono poco dopo delle clave. Peccato che gli Egiziani abbiano costruito le piramidi. Che cosa hanno di così speciale le piramidi? Semplicemente che noi, dopo 5000 anni di evoluzione tecnica, non sapremmo costruirle di nuovo! Non ci sono grù in grado di sollevare pesi così immani. Neanche con la tecnica dei terrapieni… in nessun modo! Vi posso garantire che, se un modo ci fosse stato, qualcuno l’avrebbe fatto, magari al centro di Las Vegas, come attrazione turistica. Ma non si può! Quindi, la “vera” storia dell’umanità è che: dei selvaggi, poco dopo aver abbandonato le clave in favore dell’arco e delle frecce e forse anche prima di imparare a scrivere, una bella mattina si sono messi a costruire qualcosa che a tutt’oggi è impossibile. Ma non solo: sono allineate perfettamente con le stelle, hanno delle feritoie che lasciano entrare il sole solo in alcuni giorni speciali. Ma c’è di più: le misure sono “armonizzate” con la proporzione aurea e con il pi greco, due delle costanti più importanti della geometria. Tra l’altro numeri irrazionali e che presuppongono conoscenze matematiche non indifferenti. Le dimensioni sono proporzionali a quelle della terra stessa, il peso anche… eccetera, eccetera. Insomma, sono un condensato di sapienza infinita, un bel risultato per degli individui poco più che selvaggi! Ma c’è ancora di più: la Sfinge lì vicino presenta tracce inequivocabili di erosione da pioggia. Peccato che nel Sahara non piove da almeno 8000 anni! Non vi sembra che ci sia qualcosa che non va? Com’è da intendersi la storia dell’umanità? E’ stato calcolato che la terra ha 4,6 miliardi di anni e che per far apparire la vita ci sono voluti almeno 3 miliardi di anni. Abbiamo quindi a disposizione 1,6 miliardi di anni per arrivare all’homo sapiens-sapiens. Se questo tempo lo potessimo rapportare ad un anno, ogni giorno equivarrebbe a più di 4 milioni di anni ed ogni ora a 73000 anni. In pratica, i nostri storici si interessano agli ultimi 4 minuti e tutto quello che è avvenuto prima non conta. E si ostinano a dire che non c’è mai stata un’altra civiltà prima di questa! La possibilità temporale che ci siano state altre… tantissime civiltà, con estinzioni di massa e ripartenze, c’è. Le prove ci sono: vedi le piramidi. I miti che ne parlano… pure: Atlantide, Lemuria, Iperborea, eccetera. Quindi? Va a finire che ho fatto bene a non studiare la storia!

Dietrologie (seconda parte)

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Isolato il vairus! da Pixabay

Stefano approfondisce e rilancia il post Dietrologia (parte prima). Personalmente credo che anche se i numeri ufficiali dei malati sono contenuti, – giovedì 5 marzo 3858 persone sono risultate positive – preoccupano i casi di ricovero in terapia intensiva che sono circa l’8% dei contagiati. Persone che non riescono più a respirare autonomamente, è vero che i deceduti sono  in prevalenza persone anziane o con patologie gravi ma molti di questi in terapia intensiva sono giovani e senza le macchine per la ventilazione e farmaci antivirali o sperimentali potrebbero mai guarire da soli? Per dire che la situazione a me sembra assai preoccupante, soprattutto se l’onda dei contagi, mal gestita, diventasse uno tsunami in grado di far collassare il sistema sanitario e replicare numeri che non hanno nulla da invidiare ad epidemie del passato. Non mi sembra affatto comparabile al 1% scarso di mortalità dei comuni virus influenzali. Detto questo sono anch’io convinto che spegnere le televisioni e scollegarsi dall’informazione sarebbe il primo passo per spingerci tutti verso una vera guarigione collettiva (non solo dal virus corona). Armi di distrazione di massa sempre al servizio del sistema di potere imperante. Ma per quello che riguarda l’Italia, nel nostro piccolo, fa ben sperare l’esempio che ne hanno fatto i nostri s-governanti: una sovraesposizione che ha dimostrato al modo come ESSI sono davvero capaci di tutto ma al contempo incapaci di azzeccarne una giusta che sia una! Manco per sbaglio ci riescono! Quindi perché mai i GROSSI dovrebbero essere diversi?

Post di Stefano

Voglio parlare di nuovo del corona virus, tanto ne parlano tutti. Dicevo nella mia precedente indagine dietrologica che la seconda arma usata è quella dell’informazione, ora, indipendentemente se il virus sia stato fabbricato o no in laboratorio, la bomba informativa è stata lanciata e già solo questo mi fa propendere per l’origine artificiale. Non si possono allarmare così interi paesi, interi continenti per una influenza… una normalissima influenza! Un amico mi ha girato su WhatsApp un filmato del 1969, un telegiornale che parlava dell’influenza di quell’anno che proveniva, guarda caso, da Hong Kong e che aveva una mortalità di gran lunga superiore all’attuale. Di questa influenza muoiono solo persone con, alle spalle, già grossi problemi di salute. Non che questo sia meno grave, ogni vita è sacra! Per cui se qualcuno ha diffuso questo morbo spero sprofondi all’inferno (anche se all’inferno non credo). Ma è quello che fa ogni comunissima influenza. La bomba informativa agisce sull’economia, agisce aumentando le paure e le incertezze, agisce facendo accettare condizioni repressive altrimenti inaccettabili. E’ una strategia precisa messa in moto dagli stessi che promuovono lo stile di vita precario, della felicità dell’istante in cui si acquisisce il bene effimero e consumistico, della ricerca continua di qualcosa di acquistabile sul mercato, di esterno a sé. La spasmodica ricerca “preoccupata” della sopravvivenza, in alcuni casi, o dell’effimero in altri casi. In generale di chi promuove l’infelicità perché sa benissimo che l’infelice è più facilmente sottomissibile.

L’altra volta parlavo di dietrologia di primo livello: quella in cui il virus potrebbe essere sfuggito dal laboratorio cinese per errore.

Oppure di secondo livello: in cui gli americani infettavano appositamente Wuhan per ammazzare l’economia del paese competitore.

Ma ci potrebbe essere anche un livello superiore: in cui i cinesi stessi, o una loro élite, si auto infettano per dimostrare al mondo intero, sul lungo periodo, la superiorità del loro sistema sanitario e della loro economia. Mentre gli altri paesi, infettati per contagio, annaspano.

O andando più su: dove la élite apolide trasnazionale infetta il mondo intero, partendo dalla potenza emergente, per attuare una “prova tecnica di regime”. Avrebbero potuto provare attraverso un black-out generale e prolungato, o altro.

O al top: in cui malthusiani mirano ad una drastica riduzione del numero degli esseri umani, attraverso le morti per malattia o per la povertà indotta dalla bomba economica sganciata.

E poi chissà quanti altri livelli ci potrebbero essere? Magari potrebbero anche coesistere. I servizi segreti e supersegreti degli stati più potenti fanno queste cose qui.

A me resta il sospetto, ormai quasi la certezza, che c’è qualcosa che non va.

Socrate parla di Eros

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Che Eros (Cupido per i romani) fosse un pessimo elemento lo avevo già capito scrivendo il post Venere, Cupido e le api. Rubare miele e scagliare dardi dolorosi su chiunque gli capitasse davanti sembrava essere la sua unica missione. Socrate qui sotto ci  spiega qual è la sua natura e i puntini si uniscono. Diffidate sempre dell’amore (di Eros o Cupido), esso è una potente forza d’attrazione, ma è totalmente irrazionale e difficilmente si può porre rimedio ai danni da lui causati; ma lasciatevi però avvolgere dall’Amore (e dal Bello), Egli è ciò che lenisce e colma ogni vuoto, perfezione che genera vita, motore dell’universo intero.

Tratto dal Simposio di Platone [Sull’amore]

La giusta maniera di procedere da sé o di essere condotti da un altro nelle cose d’amore è questa: prendendo le mosse delle cose belle di quaggiù, al fine di raggiungere il Bello, salire sempre di più, come procedendo per gradini, da un solo corpo bello a due, e da due a tutti i corpi belli, e da tutti i corpi belli alle belle attività umane, e da queste alle belle conoscenze, e dalle conoscenze procedere fino a che non si pervenga a quella conoscenza che è conoscenza di null’altro se non del Bello stesso, e così giungendo al termine, conoscere ciò che è il Bello in sé.

“Ma allora che cos’è [Eros]?”.

“E’ qualcosa d’intermedio fra mortale ed immortale”.

“E quale potere ha?”.

“Ha il potere d’interpretare e portare agli dèi le cose che vengono dagli uomini e agli uomini le cose che vengono dagli dèi…”.

“Un dio non si mescola con l’uomo, ma per opera di questo demone gli dèi hanno ogni relazione ed ogni colloquio con gli uomini, sia quando vegliano, sia quando dormono. E chi è sapiente in queste cose è un uomo demoniaco; chi invece è sapiente in altre cose, in arti e mestieri, è un uomo volgare. Tali demoni sono molti e svariati; uno di essi è Eros”.

La madre e il padre di Eros: Penia e Poros

” Quando nacque Afrodite, gli dèi tennero un banchetto, e fra gli altri c’era Poros (l’Espediente), figlio di Metis (la Perspicacia). Dopo che ebbero tenuto il banchetto, venne Penia (la Povertà) a mendicare, poiché c’era stata una grande festa e se ne stava vicino alla porta. Successe che Poros, ubriaco di nettare, dato che il vino ancora non c’era, entrato nel giardino di Zeus, appesantito com’era, fu colto dal sonno. Penia, allora, per la mancanza in cui si trovava di tutto ciò che ha Poros, giacque con lui e concepì Eros… Dunque in quanto Eros è figlio di Penia e di Poros, gli è toccato un destino di questo tipo. Prima di tutto è povero sempre, ed è tutt’altro che bello e delicato, come ritengono i più. Invece è duro e ispido, scalzo e senza casa, si sdraia sempre per terra senza coperte e dorme all’aperto davanti alle porte o in mezzo alla strada, e, perché ha la natura della madre, sempre accompagnato con povertà. Per ciò che riceve dal padre, invece, egli è insidiatore dei belli e dei buoni, è coraggioso, audace, impetuoso, straordinario cacciatore, intento sempre a tramare intrighi, appassionato di saggezza, pieno di risorse, ricercatore di sapienza per tutta la vita, straordinario incantatore, preparatore di filtri, sofista. E per sua natura non è né mortale né immortale, ma, in uno stesso giorno, talora fiorisce e vive, quando riesce nei suoi espedienti, talora, invece, muore, ma poi torna in vita, a causa della natura del padre. E ciò che si procura gli sfugge sempre di mano, sicché Eros non è mai povero di risorse, né ricco.”

 

Dietrologia

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Esempio di dietrologia animale – Foto da pixabay

Sulla scia di quanto dice Stefano nel post sotto posso aggiungere che anche l’Italia nella gestione della “via della seta” non è piaciuta agli USA e quindi… Ma se guardiamo ai dati economici non si può non notare come il dollaro continua paurosamente a rafforzarsi sull’euro (già da prima della diffusione del virus) e questo potrebbe essere il sintomo di un’imminente crisi globale. Gli americani temono che il dollaro forte deprima il loro export (Trump minacciò apertamente Draghi dicendo che con il QE manipolava le valute mantenendo forzatamente l’euro debole e svalutato); ma questo rafforzamento del dollaro dimostra che il mito della fine dell’era USA è ben lungi dall’avvenire: quando si fiuta aria di crisi gli investitori su scala globale (cinesi in primis) investono in dollari e non certo in euro, gigante con i piedi di argilla destinato presto a crollare. Poi è chiaro che da sta crisi provocata dalla diffusione del virus, indotta o meno che sia, c’è sempre chi ci perde e chi ci guadagna. Vedremo dove andranno i soldi, quello che è chiaro sin da subito è che i normali cittadini avranno solo le solite fregature!

Post di Stefano

Non ho ovviamente le prove e forse ci vorrà del tempo prima che la verità emerga, ma ho una sensazione. Appena ho saputo della strana epidemia cinese ho pensato: ma che fortuna sti americani, proprio nel momento di massima tensione economica con la Cina arriva sta batosta economica che li risolleva. Considerate che lo “stile di vita americano”, per loro, è un dogma che non può essere messo in discussione, tant’è vero che non firmano mai nessun accordo di Kyoto, e che l’unico modo per mantenerlo è quello di continuare ad essere egemoni nel mondo. E’ ovvio che la Cina rappresenta la minaccia più grande, forse ormai la certezza, di perderla quell’egemonia. Ricordo di quando feci il militare nel lontano ‘78 che lessi un opuscoletto, distribuito a noi reclute, che parlava di come difendersi dalla minaccia chimica, nucleare e… biologica, ma ovviamente era da molto tempo prima di quell’anno che si ipotizzava l’uso dell’arma biologica. Ora, ufficialmente, ci sono 15 laboratori negli Stati Uniti dove si studiano tali armi e solo uno, sempre ufficialmente, in Cina ed indovinate dove? A Wuhan! Bene, se voi voleste dare un colpo all’economia di un paese, o per lo meno dare un avvertimento del tipo: “guardate che cosa possiamo fare” ed anche: “noi siamo abbastanza cattivi per farlo!” che fareste? Magari diffondere un virus poco letale, ma molto contagioso in prossimità temporale con la festa principale del paese stesso e… proprio nella città in cui potrebbe essere stato creato? Cosicché i dietrologi di primo livello potrebbero pensare ad un errore, ad un autogoal. Inoltre la coincidenza spaziale ha una valenza simbolica: “vi possiamo colpire proprio dove state sviluppando le stesse armi”. E’ ovvio che in una guerra non dichiarata, come questa, non si possono usare armi troppo evidenti. Ma questa è solo la prima delle armi usate in questo attacco, la seconda è quella dell’informazione che ha trasformato una normale influenza, solo di poco più perniciosa delle solite, nell’epidemia del secolo, altro fattore determinante il danno economico inflitto. Ripeto, non ho alcuna prova su questo ed il condizionale è d’obbligo, ma io so che qualsiasi cosa si possa fare, la storia ci insegna, si fa! I principi etici non hanno mai impedito l’uso di qualsiasi arma, di qualsiasi tecnologia, anche la più turpe. Spero di avere torto.

Esorcizzare il male

Ho deciso di ripubblicare un post di qualche hanno fa, è fonte per me di riflessione visto la situazione di allarmismo che si è creata per la diffusione del corona virus. Allora rimasi assai sorpreso nello scoprire che una bellissima filastrocca, “Giro giro tondo”, fosse in realtà una specie di esorcismo nei confronti della diffusione della terribile peste nera. Qualcuno l’ha forse mai associata a qualcosa di così tremendo e angosciante? A me riporta piacevoli ricordi d’infanzia! Se è stata scritta in un periodo in cui la scienza era davvero impotente di fronte alla malattia. possiamo dire che essa ha certamente assolto la sua funzione ludica e lenitiva di fronte al male. Oggi certamente in chi la recita spensierato di quei momenti terribili non c’è più traccia! Soprattutto nei bambini, più aperti degli adulti alla dimensione del mistero, dell’oltre. Infondo loro hanno messo appena il piede in questa vita e le sovrastrutture mentali e materiali della società in cui vivono non li hanno ancora condizionati. Forse nell’antichità tutti, anche gli adulti, erano in grado di vedere un ponte fra il qui e il non è ancora, proiettando la vita in una dimensione trascendente. Forse c’era anche una maggiore accettazione della propria dimensione umana e naturale, non imperava in modo così assoluto la sete di dominio sull’Essere e sul mondo. Ma soprattutto, visti gli strumenti limitati della scienza, ci si affidava alla preghiera.  La preghiera, in ogni sua forma, è davvero uno strumento potente: essa implica l’ammissione umana di un bisogno, di un chiedere aiuto; essa inoltre celebra la vita rivolgendosi a Dio, o ad un principio creatore. Eppure è ciò che più manca nella nostra realtà, farcita di tanta razionalità e assai poca fiducia. Non solo nell’altro, ma anche nella presenza di un Bene superiore in grado di giustificare l’Essere e sostenere la vita di fronte al non senso e al male.        

Giro tondo

 

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Giudizio universale – Beato Angelico

Giro, giro tondo

casca il mondo

casca la terra

tutti giù per terra.

 

Una filastrocca per esorcizzare la morte, probabilmente di origini inglesi, inventata al tempo della peste nera quando mieteva vittime a migliaia e lasciava pochi dubbi sulla triste sorte di noi miseri umani.

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Barrea e il suo lago

Sulle sponde del lago di Barrea, formato da uno sbarramento artificiale all’inizio degli anni 50, nel 2005 a seguito di lavori realizzati per una pista ciclabile, è stata rinvenuta una necropoli sannita risalente al primo secolo avanti Cristo, gli antichi abitanti della valle del fiume Sangro appunto. Essa ha proprio una forma circolare, i defunti “tutti giù per terra” ma comunque vicini alla luce, a pochi centimetri dalla superficie, sono riaffiorati a ricordarci insieme alle nostre fiere origini “italiche”,  il legame con l’eternità che il cerchio, figura senza inizio e senza fine, simboleggia da sempre.

Il nome Italia deriva dall’antica lingua dei sanniti e significa libertà: dalle oppressioni, dalle ingiustizie e forse perfino dalla morte. La libertà è un peso per niente lieve da portare, un diritto ma anche un dovere per ogni uomo e di ogni popolo che creda nella vita (il cerchio) e giochi con la paura e con la morte (tutti giù per terra) esorcizzandola ancora e ancora e ancora verso l’infinito.

Fatti vs opinioni

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Marco Aurelio

“…tutto ciò che ascoltiamo è un’opinione, non un fatto. Tutto ciò che vediamo è una prospettiva, non è la verità […] Tu hai il potere sulla tua mente, non sugli eventi. Renditi conto di questo e troverai la forza.” pensieri di Marco Aurelio tratte dal suo libro “Meditazioni”

Non ho mai approfondito più di tanto l’argomento sull’11 settembre, ho trovato interessanti e personalmente condivisibili le dichiarazioni di Assange sulla questione: “I’m constantly annoyed that people are distracted by false conspiracies such as 9/11, when all around we provide evidence of real conspiracies, for war or mass financial fraud.” Un articolo collegato alla questione lo potete leggere QUI.  Il dibattito è certamente aperto e suscita dubbi e domande, ringrazio quindi Stefano per averne parlato nel suo interessantissimo post che pubblico volentieri e ognuno è poi libero di decidere se davvero le questioni sollevate da Stefano siano fatti oppure opinioni.

P.s.: Mi chiedo se i debunker e i complottisti non siano anche loro due facce della stessa medaglia, cioè l’ultima sponda di un sistema che gioca tutte le sue carte pur di tenere ai margini verità fattuali molto più incisive.  Ma questa NON è una questione attinente al post sotto e la lascio aperta per un prossimo ed eventuale approfondimento.

Post di Stefano

Torno a parlare dell 11 settembre dopo che ho visto un interessantissimo confronto tra Massimo Mazzucco, documentarista complottista, e Fausto Biloslavo, giornalista ed inviato di guerra mainstream, disponibile su Youtube e realizzato da Byoblu.
Per me ci sono due aspetti da considerare: il primo sono i fatti, quello che è accaduto fisicamente, quello che sottostà alle leggi della fisica, in pratica quello che è incontrovertibile… semplicemente perché è un FATTO. Il secondo aspetto sono le testimonianze, il panorama politico, le speculazioni opinionistiche geopolitiche, le opinioni “fideistiche”, eccetera. Il secondo aspetto è mutevole, interpretabile, corrompibile, soggettivo.
Non ritengo che il secondo aspetto sia trascurabile, ma se devo scegliere un punto di partenza scelgo il primo, ovvero, prima analizzo i fatti e poi mi faccio un’opinione. Il contrario è quello che ha fatto Biloslavo: lui parte dal presupposto che: “gli americani non si farebbero mai una cosa del genere”, che: “ci vorrebbero troppe persone per organizzare una tale messa in scena e prima o poi verrebbe fuori la verità” e che: “ci sono le testimonianze dei veri responsabili che confermano la versione ufficiale”.
Non metto in dubbio che il “secondo” aspetto è affascinante e tranquillizzante, purtroppo però cozza con i FATTI. L’elenco dei fatti certi è lunghissimo e mi limiterò a citare solo i più salienti, faccio presente che per “fatti” intendo cose che, chi ha vissuto e fatto esperienze per qualche anno di vita, oppure, chi abbia acquisito con merito la licenzia media, sono incontrovertibili. Premetto intanto, che i grattacieli sono progettati e costruiti per resistere agli incendi ed all’impatto di aerei, e credo non vi siano dubbi. Al contrario sarebbe come fare un’auto senza freni. Tant’è vero che non è mai successo nella storia che un grattacielo crollasse per incendio o per impatto con un aereo. Quindi, semplicemente le torri gemelle non sarebbero dovute crollare. Non certo, poi, alla velocità quasi di caduta libera senza che qualcosa non abbia tolto la resistenza dei piani inferiori, come ad esempio delle esplosioni, che tra l’altro sono visibili nei filmati, e come d’altronde si usa nelle demolizioni controllate. Non sarebbe certo crollato, dopo poche ore, il terzo grattacielo, il WTC 7. La versione ufficiale dice che è caduto per l’incendio “indotto” da una torre gemella…? Anche questo a velocità di caduta libera, con tanto di esplosioni ben visibili. Inoltre il Kerosene contenuto nei serbatoi brucia al massimo a 800 gradi centigradi, mentre l’acciaio di cui era fatta la struttura delle torri fonde almeno a 1500. A ground zero per settimane, scavando, si trovavano pozze di acciaio fuso. Si trovavano putrelle tagliate con la termite ad angoli di 45 gradi: metodo usato per far collassare meglio la struttura nelle demolizioni controllate. Sulle ragionevoli illazioni che i terroristi “piloti” non sapessero affatto guidare dei Boeing 757, che nessun pilota sarebbe stato in grado di fare certe manovre con quegli aerei, che il cielo più controllato del mondo non sia stato controllato e che non era presente l’aviazione americana perché impegnata, proprio quel giorno, da 4 esercitazioni diverse e contemporanee, questo appartiene al “secondo” aspetto, ma sul fatto che gli aerei viaggiassero a 900 Km all’ora a 200 metri sul livello del mare, questo è un FATTO. E degli aerei “normali” non lo possono fare. Col Pentagono mi piace accarezzare il “secondo” aspetto: vi sembra possibile che un terrorista che voglia fare il massimo dei danni non colpisca il Pentagono dall’alto, che tra l’altro è molto più facile, piuttosto che fare la solita manovra impossibile per portarsi a 900 Km H rasoterra e colpire un muro esterno? Vi sembra possibile che non siano disponibili filmati in uno dei posti più controllati del mondo? Ma torniamo ai fatti: quello che resta è un buco di circa 5 mt di diametro. Peccato che la fusoliera dell’aereo conti 15 mt di diametro, è vero che la fusoliera è di alluminio e leggera… ma i due motori appesi sotto le ali sono di acciaio e sono la parte più massiccia dell’aereo, bene, questi non hanno lasciato la minima traccia. E questi sono FATTI. Sorvoliamo poi sul fatto che non si sono mai trovati i resti del quarto aereo, ma solo una buca…? Boh?
Bene, di fatti ce ne sono tanti altri, ma bastano questi. Da questi si possono sviluppare tutte le teorie che si voglia, invito solo a pensare, però, che qualunque capo di stato dichiari una guerra sa perfettamente che sta causando centinaia di migliaia di morti. Per cui non ci si deve meravigliare se alcuni individui sanno prendere la decisione di ammazzare migliaia di persone. Lo prendono come uno “spiacevole”, ma inevitabile, danno collaterale.

Solidarietà familiare

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Foto da pixabay

Post di Stefano

Nella famiglia della mia compagna, che ormai è diventata la mia famiglia, una settimana fa sono successi, tutti nello stesso giorno, due eventi che hanno costretto all’ospedale due parenti strettissimi. In due ospedali diversi. Da allora è iniziata la consueta staffetta solidale, da parte di tutti i superstiti e che ha coinvolto anche me, per sopperire a tutte le necessità dei due malati ed anche a quelle degli assistenti ai pazienti. Non c’è niente di eroico in tutto questo, anzi, è tutto perfettamente normale. L’umanità, la vera umanità si esprime esattamente così, la società serve a questo, siamo esseri solidali. Le società umane, specie le più piccole, da sempre, hanno sempre tratto giovamento dall’aiuto reciproco e gratuito. Nelle società tribali non c’era bisogno dei baby sitter né dei badanti, bambini, malati e vecchi venivano accuditi da chi era lì disponibile, normalmente. Più recentemente nelle famiglie polinucleari e allargate era lo stesso. La famiglia è la forma di società più piccola, ma è la base di partenza dal quale si sviluppa lo scambio reciproco, gratuito e non mercantilistico. Il vantaggio individuale è ridotto, eventualmente, alla speranza di ricevere in futuro ed in caso di bisogno la stessa cura che si è spesa a favore degli altri. Non c’è alcuna contabilità e nessun vantaggio immediato, esclusa la indubbia soddisfazione dell’essersi sentiti utili. L’essere solidali e gregari, penso, sia una cosa connaturata alla nostra struttura genetica che, vista la indubbia debolezza che ci caratterizza come specie animale, ci ha permesso di sopravvivere. Ora, il mio sguardo disincantato non può fare a meno di notare come la famiglia sia vittima costante di continui attacchi da parte dei soliti “poteri forti”. Le tutele alla famiglia si assottigliano sempre di più, il lavoro, quando si riesce a trovare, è sempre più precario. Sempre più impegnativo in termini di tempo e sempre più delocalizzato. In pratica ogni giovane viene presto scoraggiato a mettere su famiglia e ad avere dei figli, viene privato della progettualità di vita. Invece, vengono incoraggiati quei rapporti potenzialmente sterili ed “a tempo” (mi fermo qui perché è un discorso scivoloso, ma a buon intenditor…). Quello che noto, dicevo, è l’attacco sistematico a tutte quelle realtà che prevedano per “statuto” la gratuità delle prestazioni ed in un contesto non mercantilistico, quelle che tolgono PIL al mercato. Occorre fare una precisazione: il lavoro gratuito è ben accetto sotto forma di “stage” infinito, di schiavismo di fatto, di “volontariato” eccetera. Il lavoro che non piace è quello dove non ci guadagna nessuno e, non solo, quello che toglie la possibilità a qualcuno di guadagnarci. Torno all’evento familiare per fare un esempio: assistere gratuitamente un paziente all’ospedale non va bene, pagare una terza persona per lo stesso servizio sì. In pratica tutto si deve pagare, e con i soldi! Tutto deve essere mercantilizzato, ci vogliono soli e consumatori. Io non so se tutto questo è semplicemente finalizzato ad un guadagno immediato o se ha uno scopo più elevato (o inferiore), sta di fatto che questo comportamento, per sua natura, è distruttivo per la specie umana quindi, per concludere, o i potenti sono miopi e psicopatici (come credo), o hanno un livello di comprensione così elevato che noi poveri mortali non possiamo capire (Malthus?).

Siogiovanni

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