In attesa dell’alba

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Sei come il mare in tempesta

che inquieta il mio cuore

con la sua forza.

Sei come il mare in agosto

che rispecchia il sole

con la sua immensità.

Sei profonda come il mare

e forse non potrò mai arrivare

al fondo del tuo cuore.

Con un tuffo ho provato a raggiungerti,

mi sono immerso nella tua bellezza

ho intravisto tesori preziosi…

Ma in questa immensità

non ho trovato isole per respirare insieme,

in questa immensità

ho rischiato d’annegare il mio amore

come il sole al tramonto

inghiottito dal mare

in attesa dell’alba.

Guerrieri nel silenzio

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Arciere assiro, museo Barracco Roma – Fonte Wikimedia

Come una freccia

inseguiamo il vento della vita,

innumerevoli lanci scoccati

per uscire dal buio

che circonda l’esistenza.

Secoli passati in superficie

senza svegliare il guerriero

assopito in noi,

sepolto dalle immagini

presenti e passate,

sconosciuto ai più

ma unica scintilla della divinità.

Abbandonate le illusioni della personalità,

lasciate a Lui la guida,

al vero Sé,

coincidenza di Essere e di Verità

nel silenzio sacro dell’esistenza,

dell’eterna presenza

dove gli opposti si annullano:

solo così capirete che

non c’è più la lotta per la vita,

non c’è più dualismo,

il guerriero ha vinto l’ultima battaglia

ed ora è tornato a riposare

nella luce suprema della consapevolezza.

Essere persona nella pienezza, essere chiamati per nome da quel Tu che ci costituisce, ogni passo verso l’Amore non fa che realizzare l’unità degli opposti, l’armonia nel caos, la pace nella lotta delle ipocrisie. È l’unica vera guerra che vale la pena combattere e ognuno né è protagonista; proprio perché la coscienza collettiva che plasma la società umana evolve attraverso l’individuo e l’individuo si innalza chinandosi verso il prossimo e guardando così in faccia al Signore.

Essere santi

Santo, cioè separato, non contaminato dal male e quindi sacro! La santità è un dono fatto da Dio all’uomo che colma tutte le aspirazioni umane rendendolo capace di una vita in pienezza.

Sant’Agostino affermava: “Ama e fa’ ciò che vuoi. Sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; vi sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene”. Chi è guidato dall’amore, chi vive la carità pienamente è guidato da Dio, perché Dio è amore. Suor Maria De Coppi è l’esempio di quanto questo amore sia grande!

Uomini di poca fede

Gesù disse a Pietro:”Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”

Gesù cammina sulle acque

22Subito dopo costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla.  23Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. 24La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. 25Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare.  26Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. 27Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». 28Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque».  29Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. 30Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!».  31E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».  32Appena saliti sulla barca, il vento cessò.  33Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

Vangelo di Matteo 14,22-33

Ed è questo che siamo, uomini di poca fede perduti nella foresta del dubbio. I male è il limite, la zavorra che ci impedisce di camminare sulle acque, la paura che ci allontana dall’Amore.

Danzare sul mondo

Era il 1989 quando l’artista americano Keith Haring venne in Italia per fare il suo ultimo murales pubblico. Oggi quest’opera la potete vedere a Pisa sulla facciata della chiesa di Sant’Antonio Abate. Di solito Haring dipingeva murales destinati a scomparire nel tempo, questo fa un’eccezione. Su Wikipedia potete leggere:

“Il titolo proposto dall’autore, direttamente in italiano, esprime a parole il significato simbolico rappresentato: un futuro in cui gli ideali dominanti siano unitarietà e pace.

«Titoli? Una domanda difficile, perché non do mai un titolo a niente… Nemmeno questo dipinto ne ha uno, ma se dovesse averlo sarebbe qualcosa come… Tuttomondo

Il dipinto ritrae 30 figure dinamiche e di grande vitalità, concatenate e incastrate tra loro a simboleggiare la pace e l’armonia del mondo. Al centro del murale si trova la “croce pisana”, rappresentata con quattro figure umane unite all’altezza della vita. Più in alto, un uomo sorregge sulle spalle un delfino, a sinistra compaiono un cane, una scimmia e un volatile: il legame dell’uomo con la natura è indispensabile per l’armonia del mondo. In alto a destra un paio di forbici, a simboleggiare il bene, rappresentate come l’unione di due figure umane, tagliano in due un serpente, a simboleggiare il male. Una donna con in braccio un bambino e un uomo con un televisore al posto della testa rappresentano il contrasto tra la naturalità della vita e la tecnologia che ne stravolge i ritmi. Si può notare in alto a sinistra una persona gialla, come una matriosca, a simboleggiare che anche una persona con chili di peso in eccesso, nei diritti e nei doveri dal suo interno, è uguale a tutti gli altri. Due gemelli siamesi al centro, uniti nel tronco, e altri due a destra uniti all’altezza delle spalle, sono probabilmente una condanna ai disastri nucleari. In basso, al livello della strada, è stata raffigurata una figura gialla che cammina: rappresenta il pubblico, un passante o un turista, che dedica un momento di riflessione all’opera, prima di proseguire in direzione della Torre di Pisa.”Leggi il resto su Wikipedia cliccando Tuttomondo

Bello e soprattutto attuale, da fare vedere ai bambini lasciandoli liberi di esprimersi copiando i personaggi che preferiscono e facendoli poi commentare. So di cosa parlo perché è un lavoro che faccio da anni con i ragazzini di classe quinta della scuola primaria. Se non siete insegnanti potete farlo con i vostri figli o nipoti, vedrete che il risultato vi sorprenderà!

Quel dolore

Capita di capire cos’è la vita

quel dolore

è immenso, io lo so

cos’hai provato

lo faccio mio e taccio

Fra le onde siamo naufraghi

senza meta

Se c’è un senso

se c’è

la giustizia é la sua trama inestricabile

Lassù volano gli angeli

torneranno mai a parlarci d’amore?

Quel buio sconfinato é solo ombra

dolore che vive insieme a noi

non abbiamo occhi per vedere

mistero, trascendenza… è inutile cercare

Chi già ha attraversato l’abisso

non può cambiare il nostro destino

sfiorare, con un soffio, solitarie esistenze

No, siamo soli!

Quel dolore è la forma del vuoto

segno della nostra natura contingente

nel silenzio arriverà forse un suono

esigenza di una pienezza inesauribile

nota mai suonata

L’umanità, senza Dio, non ha voce

Video “A mio figlio”

Purtroppo con questa versione di Word Press non posso inserire direttamente i video, ma potete vederlo cliccando direttamente al sul link attivo qui sotto. Il video si basa sulla lettera “A mio figlio” scritta da Stefano e che avevo pubblicato nel blog http://A mio figlio

Voce narrante: Dario Albertini
Musica e video: Luciano Sartini

Testo: Stefano Tonnarelli

Video “A mio figlio”

Immagini e parole sono davvero stupende, guardatelo!!!

Siogiovanni

Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !

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