Arciere assiro, museo Barracco Roma – Fonte Wikimedia
Come una freccia
inseguiamo il vento della vita,
innumerevoli lanci scoccati
per uscire dal buio
che circonda l’esistenza.
Secoli passati in superficie
senza svegliare il guerriero
assopito in noi,
sepolto dalle immagini
presenti e passate,
sconosciuto ai più
ma unica scintilla della divinità.
Abbandonate le illusioni della personalità,
lasciate a Lui la guida,
al vero Sé,
coincidenza di Essere e di Verità
nel silenzio sacro dell’esistenza,
dell’eterna presenza
dove gli opposti si annullano:
solo così capirete che
non c’è più la lotta per la vita,
non c’è più dualismo,
il guerriero ha vinto l’ultima battaglia
ed ora è tornato a riposare
nella luce suprema della consapevolezza.
Essere persona nella pienezza, essere chiamati per nome da quel Tu che ci costituisce, ogni passo verso l’Amore non fa che realizzare l’unità degli opposti, l’armonia nel caos, la pace nella lotta delle ipocrisie. È l’unica vera guerra che vale la pena combattere e ognuno né è protagonista; proprio perché la coscienza collettiva che plasma la società umana evolve attraverso l’individuo e l’individuo si innalza chinandosi verso il prossimo e guardando così in faccia al Signore.
Santo, cioè separato, non contaminato dal male e quindi sacro! La santità è un dono fatto da Dio all’uomo che colma tutte le aspirazioni umane rendendolo capace di una vita in pienezza.
Sant’Agostino affermava: “Ama e fa’ ciò che vuoi. Sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; vi sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene”. Chi è guidato dall’amore, chi vive la carità pienamente è guidato da Dio, perché Dio è amore. Suor Maria De Coppi è l’esempio di quanto questo amore sia grande!
Gesù disse a Pietro:”Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”
Gesù cammina sulle acque
22Subito dopo costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. 23Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. 24La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. 25Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. 26Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. 27Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». 28Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». 29Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. 30Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». 31E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». 32Appena saliti sulla barca, il vento cessò. 33Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
Vangelo di Matteo 14,22-33
Ed è questo che siamo, uomini di poca fede perduti nella foresta del dubbio. I male è il limite, la zavorra che ci impedisce di camminare sulle acque, la paura che ci allontana dall’Amore.
Era il 1989 quando l’artista americano Keith Haring venne in Italia per fare il suo ultimo murales pubblico. Oggi quest’opera la potete vedere a Pisa sulla facciata della chiesa di Sant’Antonio Abate. Di solito Haring dipingeva murales destinati a scomparire nel tempo, questo fa un’eccezione. Su Wikipedia potete leggere:
“Il titolo proposto dall’autore, direttamente in italiano, esprime a parole il significato simbolico rappresentato: un futuro in cui gli ideali dominanti siano unitarietà e pace.
«Titoli? Una domanda difficile, perché non do mai un titolo a niente… Nemmeno questo dipinto ne ha uno, ma se dovesse averlo sarebbe qualcosa come… Tuttomondo!»
Il dipinto ritrae 30 figure dinamiche e di grande vitalità, concatenate e incastrate tra loro a simboleggiare la pace e l’armonia del mondo. Al centro del murale si trova la “croce pisana”, rappresentata con quattro figure umane unite all’altezza della vita. Più in alto, un uomo sorregge sulle spalle un delfino, a sinistra compaiono un cane, una scimmia e un volatile: il legame dell’uomo con la natura è indispensabile per l’armonia del mondo. In alto a destra un paio di forbici, a simboleggiare il bene, rappresentate come l’unione di due figure umane, tagliano in due un serpente, a simboleggiare il male. Una donna con in braccio un bambino e un uomo con un televisore al posto della testa rappresentano il contrasto tra la naturalità della vita e la tecnologia che ne stravolge i ritmi. Si può notare in alto a sinistra una persona gialla, come una matriosca, a simboleggiare che anche una persona con chili di peso in eccesso, nei diritti e nei doveri dal suo interno, è uguale a tutti gli altri. Due gemelli siamesi al centro, uniti nel tronco, e altri due a destra uniti all’altezza delle spalle, sono probabilmente una condanna ai disastri nucleari. In basso, al livello della strada, è stata raffigurata una figura gialla che cammina: rappresenta il pubblico, un passante o un turista, che dedica un momento di riflessione all’opera, prima di proseguire in direzione della Torre di Pisa.”Leggi il resto su Wikipedia cliccando Tuttomondo
Bello e soprattutto attuale, da fare vedere ai bambini lasciandoli liberi di esprimersi copiando i personaggi che preferiscono e facendoli poi commentare. So di cosa parlo perché è un lavoro che faccio da anni con i ragazzini di classe quinta della scuola primaria. Se non siete insegnanti potete farlo con i vostri figli o nipoti, vedrete che il risultato vi sorprenderà!
Purtroppo con questa versione di Word Press non posso inserire direttamente i video, ma potete vederlo cliccando direttamente al sul link attivo qui sotto. Il video si basa sulla lettera “A mio figlio” scritta da Stefano e che avevo pubblicato nel blog http://A mio figlio
Voce narrante: Dario Albertini Musica e video: Luciano Sartini