La Commedia dell’Arte, nata nel XVI secolo, è il cuore della tradizione carnevalesca italiana, basata su maschere fisse, improvvisazione (canovacci) e equivoci comici. Personaggi iconici come Arlecchino, Brighella, Pantalone e Pulcinella incarnano vizi e virtù regionali, creando intrighi amorosi e scambi di persona. Le maschere, evoluzione dei giullari medievali, esaltano mimica e costumi per creare spettacoli popolari e satirici.
Ancora oggi i racconti e i dialoghi con protagonisti le maschere della commedia sono bellissimi da leggere e ancora più belli da fare recitare ai bambini a scuola! Volete una prova? Ecco di seguito alcuni esempi, giudicate voi:
Arlecchino finto sordo

Arlecchino: Oh, come sono stanco! Non ho proprio voglia di far
nulla!
Pantalone: Arlecchino!!!
A: Uh, è già qui! Un’idea! Mi fingerò sordo e così non lavorerò.
P: (soffiando) Arlecchino, Arlecchino..va’ subito a prendermi la
medicina!!..
A: Come, devo andare in cucina?
P: Ma che cucina! La medicina, ho detto. Corri a prenderla in
farmacia!
A. Quale Lucia? Non ne conosco io di Lucie!
P: Ma cosa dici: Lucia! Sei diventato matto?
A: Il gatto? Questa è bella!
P: matto| Mattooo!
A: No, non sono matto! Mi sono venuti gli orecchioni e sono diventato
sordo!
P: Che cosa?
A: No, non la rosa!… Sordo!
P: Sei diventato sordo, eh? Ora prenderò un bastone e ti farò
guarire io!
A: No, no, aiuto! Vado subito in farmacia!
IL PRANZO DI ARLECCHINO
Arlecchino: -Caro Brighella, senti un po’ qua!
Brighella: -Dimmi: che novità?
A: -Oggi è domenica di Carnevale, ti offro un pranzetto senza
l’uguale!
B: -Grazie, l’accetto. Ma chi cucina?
A: -Dietro ai fornelli c’è Colombina!
B: -Bene! Benissimo! Che mangeremo?
A: -Ecco: antipasto di latte e fieno; poi la minestra di pere cotte;
arrosto d’uova di mezzanotte; peli di gatto con salsa molle; e,
infine, torta d’uva e cipolle!
B: -Ah, sì?.. . no, non posso. .. non posso… grazie lo stesso!
A: -Come non vieni? Me l’hai promesso! Guarda, mi offendo. Ti
picchierò.
B: -Calmati! Vengo. Ma porterò io stesso i viveri per tutti e tre!
A: -Volevo questo, sciocco, da te!
