
Si lo so, non è certo una sorpresa, anzi. Nonostante l’abbiano affossato durante l’elezione a presidente della repubblica, eccolo di nuovo in pole position a proporre la sua autocandidatura. L’agenda è importante e c’è chi è una garanzia nella sua esecuzione! Inoltre Draghi è un personaggio mitico o semi-umano per molti esponenti della politica e dell’informazione, gente che riesce a esprimere livelli di servilismo inimmaginabili di fronte a Esso! Come dimenticare le conferenze stampa durante il suo governo? Praticamente monologhi con 40 minuti di applausi fatti da giornalisti in estasi di fronte al loro idolo. Tutta gente che già ha iniziato a promuovere la sua candidatura in UE senza se e senza ma. Tutta gente che sarebbe quindi altamente auspicabile non votare, perché l’ideologia che rappresenta Draghi non è certo quella a favore del popolo, tanto meno della democrazia. Eppure questi simil-politici cercano i nostri voti e spesso riescono pure ad ottenerli. Il paternalismo è stato il grande protagonista delle scelte politiche italiane negli ultimi 13anni, quando i presidenti della Repubblica hanno voluto governi tecnici al posto di quelli scelti dal popolo, perché bisognava fare la cosa giusta e quindi al poterec mettere personaggi ben voluti dalle élite europee e soprattutto in grado di portare avanti la loro agenda di deflazione salariale e privatizzazione del paese. Oggi le cose sono cambiate? Forse in parte, perché se certi personaggi non ci vengono imposti ma devono essere in qualche modo sponsorizzati, questo significa che un’alternativa può esseri. E che il voto alle europee qualcosa conta. Non dimentichiamocelo
