Meno grassi = più colesterolo!

A cosa serve il colesterolo? Perché, pur avendo una dieta a basso contenuto di grassi, il colesterolo NON diminuisce?

Nel brevissimo video del dottor Umberto Trecroci (http://🩻T.me/dottgabrieleprinzi) si afferma una semplice verità: se non riduco gli zuccheri (semplici, ma anche carboidrati come pane e pasta) il corpo non  diminuirà la produzione di colesterolo! Soprattutto perché ha bisogno di difendersi dall’infiammazione costantemente prodotta dall’abuso di carboidrati nella dieta!

Alla faccia di diete low fat e statine…meditate gente, meditate!

Amaro come lo Zucchero

Photo by Suzy Hazelwood on Pexels.com

Amaramente constato come la letteratura medica evidenzia da tempo l’estrema tossicità dell’uso eccessivo di zucchero nella nostra alimentazione quotidiana. E non solo di zucchero bianco, ma anche di cibi processati (farine, amidi) fonte di carboidrati con effetti sulla nostra salute del tutto simili agli zuccheri semplici. La storia insegna che da quando lo zucchero è diventato un prodotto a basso costo, esso ha preso il sopravvento con conseguenze disastrose nella salute pubblica. Peccato che tanti sanno, ma assuefatti da zucchero – dipendenza cronica tengono ben nascosta nella propria coscienza questa scomoda verità! Altri invece ben foraggiati dall’industria banalizzano gli effetti nocivi ed esaltano gli pseudo-benefici dell’uso sconsiderato degli zuccheri. Vi metto sotto un estratto di un articolo tratto da http://www.ilcibodellasalute.com/storia-del-mangiar-dolce-gli-eccessi-nuocciono/

Ma vvi avverto che sono considerazioni di difficilissima comprensione : nel senso che capiamo, ma NON siamo in grado di accettarne le conseguenze! Perché significherebbe stravolgere totalmente la nostra alimentazione, il che non è solo questione di abitudine ma di dipendenza! Ecco un estratto dell’articolo messo nel link sopra :

Nei primi anni del ‘900, non appena l’alcol divenne illegale, il consumo di zucchero aumentò in maniera vertiginosa. Tale diffusione è cresciuta sempre più, fino anche al 25% negli ultimi anni.

Nel 1912, il dentista Boesler ci riporta:
Lo zucchero industriale moderno ha provocato malattie del tutto nuove. Quello normalmente in commercio non è altro che l’acido cristallizzato concentrato. Anticamente era così costoso che solo i ricchi potevano permetterselo. Insomma, non era rilevante economicamente. Oggi, però, a causa del suo basso costo, ha provocato una diffusa degenerazione di tutta la popolazione ed è tempo quindi di insistere sulla necessità di un generale risveglio. La perdita di energia dovuta al consumo di zucchero nell’ultimo secolo non potrà più essere recuperata, poiché ha lasciato un segno indelebile sulla specie umana. L’alcol consumato per migliaia di anni non ha causato la stessa degenerazione di un’intera razza, perché non contiene acidi distruttivi.”

Lo stesso W. Duffy, nel libro Sugar Blues, il mal di zucchero, ci riporta: “La differenza tra dipendenza dallo zucchero e quella dai narcotici è principalmente in termini di grado di assuefazione. Piccole dosi di narcotici possono cambiare un comportamento fisico e mentale molto rapidamente. Gli zuccheri ci mettono un po’ più di tempo: qualche minuto nel caso dello zucchero semplice, liquido come l’alcol, fino a diversi anni per altri tipi di zucchero”.

Oggigiorno, una delle cause principali dell’epidemia di obesità nei Paesi ricchi è il consumo esagerato di bevande zuccherate e di cibi ad alto indice glicemico (ad esempio le farine e i cereali industrialmente raffinati: pane bianco, dolciumi, riso bianco).
Anche se sono ancora in molti oggi a ritenere che lo zucchero faccia bene al cervello (probabilmente grazie a una celebre pubblicità degli anni ’80), in realtà esso provoca sbalzi glicemici, iperglicemia e successiva ipoglicemia, che mette in difficoltà le cellule nervose e il relativo rendimento intellettuale.

E’ ben documentato, inoltre, che lo zucchero, in alte concentrazioni, sviluppa reazioni simili a quelle di droghe psicoattive (come ad esempio la cocaina), creando dipendenza. Anche in virtù del fatto che per il sapore dolce non c’è un “sistema di sicurezza” che ci faccia scattare una sorta di repulsione: proprio perché è uno dei sapori che ci identificano l’approvvigionamento di sostanze vitali (il nostro cervello, le nostre cellule hanno bisogno di glucosio per sopravvivere).

Low carb e chetogenica

Il post sotto è tratto dal canale telegram https://t.me/italiaaustralia

L’autore è il nutrizionista Marco Dabizzi, che consiglio di seguire se interessati all’argomento dieta low carb e chetogenica. Essenzialmente è una dieta che considera dannoso l’utilizzo dei carboidrati, fonte energetica prevalentemente nella dieta quotidiana della maggior parte delle persone e soprattutto propagandata come sana, buona e unica.

DIFFERENZE FRA UNA DIETA LOW CARB ED UNA CHETOGENICA

C’è spesso confusione sulle differenze fra una dieta low carb ed una chetogenica, entrambe limitano il consumo di carboidrati, ma mentre in una dieta low carb il nostro corpo utilizzerà soprattutto acidi grassi a scopo energetico, oltre ad un po’ di glucosio, in una dieta chetogenica utilizzerà invece acidi grassi e chetoni.

Per produrre energia, gli esseri umani possono utilizzare glucosio, acidi grassi, amino acidi (derivati dalle proteine) e corpi chetonici o chetoni. Dipende poi dallo stato metabolico della singola persona e dalle condizioni fisiche in che percentuale queste sostanze verranno usate. Lo stato di fitness, la quantità di esercizio fisico fatta, il bilanciamento ormonale, la quantità di glucosio immagazzinata nei muscoli e nel fegato e soprattutto l’alimentazione seguita determineranno la priorità nell’utilizzo di queste sostanze come fonte energetica.

Quando infatti la dieta di una persona è alta in carboidrati, il glucosio sarà di gran lunga la fote energetica preferita. Maggiore è il consumo di grassi e minore quello di carboidrati, e maggiore sarà l’utilizzo di grassi acidi a scopo energetico e minore quello del glucosio, fino a raggiungere un livello in cui i grassi acidi sono la fonte preferita, stato che viene definito come “fat adapted” (adattamento ai grassi).

Essere fat adapted è un vantaggio notevole, soprattutto per persone attive ed atleti, perchè la quantità di glicogeno (un tipo di zucchero) immagazzinata nei muscoli e nel fegato è ridotta, e viene facilmente esaurita in un paio d’ore di attività fisica intensa. Per questo maratoneti o ciclisti devono ricorrere a snack di glucosio durante le gare, per riempire il serbatoio del glucosio oramai consumato. Il problema è spesso che questi snack causano problemi di digestione durante le competizioni, ed i casi di atleti costretti al ritiro sono molteplici.

Quando la quantità di carboidrati consumati in un giorno è ancora più bassa, si considera in genere il limite a 20 grammi al giorno, il nostro corpo produce nel fegato una sostanza chiamata chetoni, da qui il termine dieta chetogenica. Questi chetoni sono indispensabili perchè alcuni tessuti, come ad esempio il nostro cervello, non possono utilizzare acidi grassi a scopo energetico, ma solo glucosio o appunto chetoni.

La differenza fra low carb e chetogenica è dunque la presenza o meno di questi chetoni. E sono proprio i chetoni ad essere responsabili di molti dei vantaggi in termini di salute della dieta chetogenica, da una maggiore lucidità mentale alla risoluzione di problemi legati al cervello e sistema nervoso come l’epilessia, ma anche alle prestazioni atletiche in molte discipline.

Siogiovanni

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