Mucche, corregge green e ambiente!

Con la scusa del cambiamento climatico si imbottiscono di farmaci i bovini! Grazie a questo farmaco miracoloso le pericolosissime corregge delle vacche, nemiche numero uno dell’ambiente a causa dell’elevatissimo contenuto di co2, sono definitivamente sconfitte! Le aziende come Parmalat, sempre in nome del Green, affermano: siamo orgogliosi di poter essere la prima azienda a sperimentare quella che potrebbe rappresentare un’importante soluzione per rendere gli allevamenti ancora più sostenibili.
E l’eventuale impatto sulla salute umana dell’uso masscio e sistematico di tali prodotti farmaceutici? Tranqui, anche ci fosse un problema di salute pubblica l’ambiente è salvo! Ma ancora c’è chi crede alla buona fede de sta gente e non è in grado di vedere l’intento criminale che c’è dietro l’agenda green di stampo ultra liberista?👉

Il ghiacciaio si ritira ed emergono le incisioni più alte d’Europa…

https://www.ildolomiti.it/altra-montagna/storia/2024/il-ghiacciaio-si-ritira-ed-emergono-le-incisioni-rupestri-pi%C3%B9-alte-deuropa-leccezionale-scoperta-sopra-il-passo-gavia

“Si tratta di incisioni rupestri databili alla Media età del Bronzo e risalgono a 3.600 – 3.200 anni fa. Sono le incisioni rupestri più alte di quota mai trovate, scoperte a 3.000 metri di altitudine ai piedi del ghiacciaio del Pizzo Tresero.”

Dunque dunque… la domanda sorge spontanea : se più di 3000 anni fa – dove negli ultimi anni si sta ritirando il ghiacciaio – vengono ritrovate incisioni rupestri fatte probabilmente a più riprese e in diverse epoche, allora è lecito chiedersi: è nato prima l’uomo o il cambiamento climatico?

Che poi questo non significa che l’uomo e la produzione di co2 da attività umane, non possano anche queste essere una con causa dei problemi climatici odierni. Ma quale sarebbe la soluzione? Auto infliggersi modelli eco illogi che arricchiscono i pochi a danno dei molti? Che gli idrocarburi fossero “proletari” su questo blog lo abbiamo già detto. Ma il green invece pure?

No, direi decisamente che non è né proletario, né socialmente compatibile con una società dove a tutti sia effettivamente permesso un buon margine di libertà economica e culturale. Quindi diffidare di affrettati ecologismi è lecito, aprire un dibattito a più voci è doveroso, pretendere soluzioni umanamente e quindi socialmente compatibili è assolutamente necessario.

Perché se la scienza ha già deciso qual è il problema e la cura da applicare e se anche la politica ha già deciso che questo tipo di scienza impera, beh cari miei, lo capite che i disastri climatici – reali o meno che siano – sono semplicemente il paravento per coprire le prossime politiche emergenziali di cancellazione dei diritti e imposizione di catene sempre più corte volte al controllo sociale? Non è bastato il covid?

Dividi et impera, non c’è altro da aggiungere

Ben tornata primavera?

Ciliegio in fiore, 13 settembre

E si, dopo aver perso le foglie per prepararsi all’avvento dell’autunno il ciliegio ci ha ripensato e ha fatto tornare la primavera!

Anche le api so confuse! Questo piccolo nucleo invece di prepararsi per l’inverno riducendo la covata e iniziando a sostituire le api con quelle invernali, sembra invece esplodere nella piccola cassetta di polistirolo ed è addirittura pronto per il travaso di inizio primavera!

Dunque? C’è il clima change perché l’homo è cattivo e il surrrriscaldamento è colpa sua: fonti fossili cattive e green buono senza se e senza ma?

La risposta sinceramente non la so dare, nel senso che io non sono nè uno scienziato, nè un divulgatore di professione. Però vedo, osservo e penso che sono in atto una serie di cambiamenti evidenti, di fronte ai quali probabilmente la natura troverà un nuovo equilibrio nella precarietà attuale dove tutto sembra andare in rovina. Ma vedo anche che i cambiamenti verso i quali si sta spingendo la società umana sono tutt’altro che naturali: nessun dubbio di fronte all’ignoto, tutto è bianco oppure nero, le sfumature si perdono fra i meandri della propaganda.

Sullo sfondo la natura inizierà a cambiare, rinascere, morire… mentre noi nel frattempo non avremo ancora imparato a stare al mondo.

Conferenza sul clima – Franco Prodi

Con calma e chiarezza il professor Prodi esprime il suo parere – suffragrato da anni di studi scientifici e esperienza sul campo – sull’origine dei cambiamenti climatici in atto. Estremamente interessanti risultano le sue riflessioni sull’interazione fra scienza e politica, in particolare con i vertici della protezione civile: da decenni ogni investimento scientifico e tecnologico da lui pianificato e realizzato in varie regioni italiane, è stato puntualmente boicottato e ignorato; invece di vedere questi strumenti di previsione come integrati in un programma nazionale di protezione civile essi sono stati abbandonati quasi fossero essi stessi un problema, qualcosa che sarebbe stato meglio non fosse mai stato realizzato e infatti nessun organo di informazione ne parla (tanto meno gli “esperti” che vengono chiamati dai media mainstream)! Ma non aggiungo altro, chi fosse interessato è meglio che veda la conferenza e si faccia una sua idea in merito.

Siogiovanni

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