Democrazia? (Seconda parte)

Scusate ma ieri nella fretta ho postato l’articolo in modo incompleto! Rimedio subito mettendo la parte finale della riflessione di Stefano. Faccio però notare una cosa: anche l’UE nasce come sistema di “saggi” volto a limare (o meglio LIMITARE) la democrazia degli stati in nome di un nauseabondo paternalismo: siccome i popoli NON SANNO DISTINGUERE IL BENE DAL MALE, allora allontaniamo i decisori e quindi le decisioni in materia ECONOMICA dal pericolo causato dal processo elettorale. Se le decisioni saranno considerate sconvenienti dal popolo (che non sa qual è il suo vero bene) allora i commissari benevoli e sapienti decidono loro e si va avanti. Vedasi ad esempio la decisione della “saggia” Von Del Leyen in materia di riarmo europeo:<< Ursula von der Leyen tira dritto, ignora il parere legale del Parlamento e il voto della commissione giuridica (JURI) e ribadisce: la proposta legislativa Safe, parte del piano ReArm Eu volta ad istituire prestiti fino a 150 miliardi di euro destinati a rafforzare l’industria della difesa dell’Ue, verrà approvata solo da Commissione e Consiglio, senza il parere dell’Eurocamera.>> https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/04/24/von-der-leyen-scavalca-parlamento-ue-riarmo/7963850/ 

Post di Stefano (2pt):

Qual è quindi la soluzione, o per lo meno il superamento per questa falsa verità inoppugnabile chiamata Democrazia? Non è certo l’avvento di un nuovo tipo di dittatura, di qualunque colore non importa, ma la soluzione proposta da Matteo Gracis mi affascina e non da ora, l’idea di un governo di saggi eletto da persone che dimostrano di avere la competenza per fare queste scelte mi attrae. Al di là, ovviamente, delle opinioni dei singoli elettori e candidati che restano libere, ci mancherebbe! So perfettamente che si tratta di un’utopia e che, per ora, specie nelle società grandi e complesse come la nostra non è fisicamente possibile, ma magari, ripartendo da società piccole, in cui ci si conosce un po’ tutti… È questa è l’unica soluzione a mio avviso: ripartire da società piccole.

L’unica che conosco, per esperienza diretta, è Damanhur. È una piccola comunità, di circa 600 persone in Val Chiusella, in Piemonte, e con altrettante persone, si chiamano damanhuriani, sparsi in Italia e nel mondo, con la sua costituzione e le sue leggi, i suoi organi elettivi che coprono ogni aspetto dell’organizzazione sociale e… spirituale, dato che nasce come comunità con determinati valori etici e spirituali. Le elezioni “democratiche” avvengono però, a seconda dei vari organi, solo con elettori da un certo grado in su. È inutile che vi spieghi cosa significhi, comunque, si tratta di elettori in cui è riconosciuto universalmente un certo grado di saggezza, poiché ne è stata data dimostrazione pubblica. I candidati e, quindi poi gli eletti, per esserlo, anche loro, devono avere un grado ancora più elevato, e poi, ricoprono la carica solo per brevi periodi: da sei mesi a tre anni a seconda, con la possibilità di rielezione. È ovvio che questa non è una società completamente autonoma e che deve sottostare anche alle leggi italiane, ma è un buon esempio per come, mi immagino, saranno le società nel futuro.

Sempre se sopravviveremo all’olocausto nucleare, sapete, a forza di esportare la democrazia…

Democrazia?

Stefano scrive un post sull’illusione della democrazia. Può darsi che sia così, che votare non serve. Ma allora a che serve la propaganda? E i colpi di stato? Se il governo di turno si limita ad eseguire un’agenda prestabilita è chiaro che il voto diventa ininfluente, ma… Forse la democrazia non è una realtà fattuale, semplicemente è un processo graduale fatto da tante piccole conquiste. Le regole del gioco non sono sempre trasparenti e soprattutto spesso c’è chi vince anche quando perde, ma la consapevolezza dei diritti, per quanto limitata nella maggioranza della popolazione, è una realtà che avanza e goccia dopo goccia lascia un segno indelebile nella storia dei popoli. Post di Stefano

Democrazia?

Una interessante disamina di Matteo Gracis nel suo video “Epistocrazia” che mi ha fatto riflettere, lo trovate su Youtube.

È ormai da anni che mi interrogo riguardo a quell’assioma indiscutibile che chiamiamo Democrazia, come se fosse la forma di governo migliore, non solo che esiste, ma che potrebbe esistere, un qualcosa di inoppugnabile appunto, ma è vero? Qualunque partito o movimento si adorna, infatti, della denominazione: “democratico”, e, attraverso questa parolina magica, si mette al riparo da ogni appellativo di tipo autoritario, fascista o monarchico. È stato fatto scempio della parola Democrazia: si fanno guerre per “esportare” la Democrazia, l’intero occidente a guida Anglo/Americana si autodefinisce superiore, solo perché è democratico. Però, Churchill diceva che: “È il peggior sistema di governo, a parte tutti gli altri”… la battuta fa ridere, ma rinforza l’illusoria consapevolezza che dalla Democrazia non si esce, altrimenti si va verso una deriva autoritaria. Come se il fascismo, il comunismo e ogni altro “ismo” fossero le uniche alternative alla Democrazia, appunto. In effetti ad ognuno di noi dà, o ha dato, una certa soddisfazione entrare nella cabina elettorale per porre la propria crocetta sul simbolo che ci piace di più, ci fa sentire importanti. A parte quelli, che come me, hanno meditato a fondo su quello che disse Mark Twain: “Se votare servisse a qualcosa non ce lo farebbero fare!” e a parte, anche, tutte le riflessioni sul fatto se sia mai esistita davvero la “Democrazia”. L’esempio italiano mi suggerisce che negli anni settanta, quando il Partito Comunista (finanziato dal KGB) ha rischiato varie volte di vincere le elezioni, non l’ha fatto mai, perché DOVEVA governare la Democrazia Cristiana (finanziata dalla CIA), altrimenti era già pronta una struttura paramilitare chiamata “Gladio”, in americano: “Stay Behind”, emanazione della CIA stessa, pronta ad effettuare un colpo di stato per rimettere in “ordine” le cose. Gladio ha anche pensato bene di uccidere Aldo Moro, visto che voleva fare il “Compromesso Storico” con Berlinguer (alleanza tra PCI e DC). Beninteso, oltre la “cortina di ferro” succedevano le stesse identiche cose ed anche in maniera più brutale. Infatti, al termine della 2° guerra mondiale il mondo fu diviso in due e così, cristallizzato, doveva restare, a dispetto di ogni “democratica” votazione. Sempre in Italia, negli anni novanta, è avvenuto invece poi, effettivamente un golpe, di tipo giudiziario, che ha cancellato un intera classe politica che non andava più bene alla mutata situazione internazionale, dopo il crollo del “muro di Berlino”. E come massimo dell’ironia ci è stata fornita una nuova classe di politicanti completamente incompetenti o di personaggi funzionali solo alle privatizzazioni, al neoliberismo sfrenato ed alla globalizzazione selvaggia (Prodi, Ciampi, Andreatta, Monti, Draghi…).

Però voglio tornare proprio al concetto di Democrazia: è giusto che tre lupi e due pecore decidano a maggioranza che cosa si mangia a cena? Oppure l’esempio citato proprio da Gracis: è giusto che l’opinione di sei idioti ignoranti valga di più di quella di quattro persone istruite ed intelligenti?

Per qualsiasi attività umana viene richiesta la competenza adeguata, specie per le attività che comportano rischi nei confronti degli altri. Un medico deve essere laureato, un ingegnere, prima di fare i calcoli strutturali, deve essere laureato. Per guidare un auto occorre studiare e conseguire la patente eccetera. Invece, per scegliere una rappresentanza politica non occorre alcuna competenza. Eppure, succede spesso che dei governi regolarmente eletti fanno le guerre, producono disastri economici e affamano milioni di persone. Per esercitare scelte di tipo economico, o sociale, in un referendum, ad esempio, non occorre alcuna competenza, neanche minima. Non pretendo la laurea, ma almeno saper dimostrare che si sa quello di cui si sta parlando. Non sto scherzando, ho conosciuto persone che hanno votato Berlusconi perché tifosi del Milan, me lo hanno candidamente confessato, al di là di ogni giudizio politico sul fondatore di Forza Italia.

Se a tutto questo aggiungiamo la manipolazione e la propaganda, da sempre diffusa da chi ne ha l’interesse e che gestisce i media. In una popolazione che per un terzo (percentuale in ascesa) è analfabeta funzionale e che non sa comprendere il significato di un testo, anche breve, non sa esprimersi correttamente in italiano scritto e neanche parlato, che pensa che le contrazioni e gli anglicismi usati nella messaggistica siano il linguaggio corretto, il cui vocabolario si è ridotto ad un decimo delle parole..

Vademecum dell’antifascista

Ti chiamano fascista se non supporti l’Unione Europea. Ti chiamano fascista se non consideri l’Euro una salvezza. Ti chiamano fascista se non odi la sovranità nazionale. Ti chiamano fascista se non idolatri gente come Draghi. Ti chiamano fascista se non tifi per la Nato. Ti chiamano fascista se non dici che esistono più di due generi. Ti chiamano fascista se non sputi sulle tradizioni. Ti chiamano fascista se non vai al Friday for Future. Ti chiamano fascista se non approvi roba come il Green Pass. Ti chiamano fascista se non vuoi telecamere e Ztl ovunque. Ti chiamano fascista se non difendi l’utero in affitto. Ti chiamano fascista se non invochi l’immigrazione di massa irregolare. Ti chiamano fascista se non chiedi più censura sulla rete. Ti chiamano fascista se non usi schwa e asterischi. Ti chiamano fascista se non ti pieghi al politicamente corretto. Ti chiamano fascista tutto l’anno per qualsiasi cosa, basta che sia contraria al loro pensiero. Poi monopolizzano il #25aprile e vogliono che festeggi al loro fianco. Altrimenti sei fascista. Ma anche vaffanculo. Matteo Brandi

Personalmente condivido, nel mondo di ESSI non c’è spazio per le opinioni (nome guarda caso di questo sito), o è tutto bianco o è tutto nero! Quindi ogni ragionamento, ogni distinguo dalla propaganda…. anzi scusate, dal loro incontestabile pensiero, è fassscismooo!!!

Eppure la storia dovrebbe insegnare che dal fascismo delle opinioni al fascismo dei bastoni il passo è breve. Non smettiamo mai di pensare con la nostra testa, la propaganda impera è sembra oscurare ogni cosa ma non siamo mai stati soli, non lo eravamo durante lo squadrismo sanitario dell’era covid e non lo siamo neanche oggi.

Buon 25 aprile!

Vademecum dell’astensionismo

Del magistrato Luciano Barra Caracciolo

⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️

Ma certo…siccome non si può diventare Einstein e vincere il Nobel per la fisica, tanto vale non cominciare neppure a studiare.

Siccome non si può diventare miliardari, a meno che non si erediti, tanto vale rimanere disoccupati e sperare in qualche sussidio…in questa società ingiusta.

Siccome tutti-tutti sono brutti e cattivi e corrotti, tanto vale non votare e lasciare eleggere in maggioranza coloro che detesto, in modo che possano fare quel che mi danneggerà di più, protestando poi (sui social) sulle imperfezioni degli altri (meno che sulle mie…che in fondo non mi andava di studiare).

Siccome crearsi una coscienza sociale e politica è troppo faticoso, aspetto che qualcuno mi dia la sua cattiva coscienza per poter dire che è cattiva.

Siccome la democrazia sostanziale è realizzabile solo con un sforzo partecipativo costante ed ampliando costantemente una cultura critica nelle scienze sociali, abbandono la democrazia al suo destino. Come se non mi riguardasse e potessi fare un dispetto, astenendomi, a chi la democrazia me la vuole togliere.

Aggiungo io:

Siccome il “potere” ha già deciso tutto, ergo è chiaro che votare non serve. Quindi vado al mare alla faccia dei padroni che la democrazia me l’hanno tolta e ESSI sai quanto ci rimangono male!!!

Si ssi perché così facendo ESSI non vengono da me leggittimati, ecco perché è più democratico non votare perché se voto giustifico il sistema (tanto so tutti uguali), invece se non voto il sistema è sistemato (o no🤔

A volte ritornano!!!

Si lo so, non è certo una sorpresa, anzi. Nonostante l’abbiano affossato durante l’elezione a presidente della repubblica, eccolo di nuovo in pole position a proporre la sua autocandidatura. L’agenda è importante e c’è chi è una garanzia nella sua esecuzione! Inoltre Draghi è un personaggio mitico o semi-umano per molti esponenti della politica e dell’informazione, gente che riesce a esprimere livelli di servilismo inimmaginabili di fronte a Esso! Come dimenticare le conferenze stampa durante il suo governo? Praticamente monologhi con 40 minuti di applausi fatti da giornalisti in estasi di fronte al loro idolo. Tutta gente che già ha iniziato a promuovere la sua candidatura in UE senza se e senza ma. Tutta gente che sarebbe quindi altamente auspicabile non votare, perché l’ideologia che rappresenta Draghi non è certo quella a favore del popolo, tanto meno della democrazia. Eppure questi simil-politici cercano i nostri voti e spesso riescono pure ad ottenerli. Il paternalismo è stato il grande protagonista delle scelte politiche italiane negli ultimi 13anni, quando i presidenti della Repubblica hanno voluto governi tecnici al posto di quelli scelti dal popolo, perché bisognava fare la cosa giusta e quindi al poterec mettere personaggi ben voluti dalle élite europee e soprattutto in grado di portare avanti la loro agenda di deflazione salariale e privatizzazione del paese. Oggi le cose sono cambiate? Forse in parte, perché se certi personaggi non ci vengono imposti ma devono essere in qualche modo sponsorizzati, questo significa che un’alternativa può esseri. E che il voto alle europee qualcosa conta. Non dimentichiamocelo

Siogiovanni

Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !

Racconti brevi di vita quotidiana ( spero allegri ed umoristici) aforismi pensieri idee di un allegro pessimista

Guai a prendersi troppo sul serio. Racconti allegri pensieri idee di un allegro pessimista

Pensieri di Lisa

Le emozioni mi strabordano

Il pensiero libero

Esprimere un pensiero libero non è poi così facile; per quanto mi riguarda non so se sempre vi riesco, ma strenuamente mi sforzo di farlo

Filimages

A quoi servent les images que l'on ne montre pas ?

chez le hérisson

qui, eventuale contenuto intelligente è puramente casuale

blog 57

testi e fotografie dell'autore

sergioferraiolo

Uno sguardo sul mondo