
Amaramente constato come la letteratura medica evidenzia da tempo l’estrema tossicità dell’uso eccessivo di zucchero nella nostra alimentazione quotidiana. E non solo di zucchero bianco, ma anche di cibi processati (farine, amidi) fonte di carboidrati con effetti sulla nostra salute del tutto simili agli zuccheri semplici. La storia insegna che da quando lo zucchero è diventato un prodotto a basso costo, esso ha preso il sopravvento con conseguenze disastrose nella salute pubblica. Peccato che tanti sanno, ma assuefatti da zucchero – dipendenza cronica tengono ben nascosta nella propria coscienza questa scomoda verità! Altri invece ben foraggiati dall’industria banalizzano gli effetti nocivi ed esaltano gli pseudo-benefici dell’uso sconsiderato degli zuccheri. Vi metto sotto un estratto di un articolo tratto da http://www.ilcibodellasalute.com/storia-del-mangiar-dolce-gli-eccessi-nuocciono/
Ma vvi avverto che sono considerazioni di difficilissima comprensione : nel senso che capiamo, ma NON siamo in grado di accettarne le conseguenze! Perché significherebbe stravolgere totalmente la nostra alimentazione, il che non è solo questione di abitudine ma di dipendenza! Ecco un estratto dell’articolo messo nel link sopra :
Nei primi anni del ‘900, non appena l’alcol divenne illegale, il consumo di zucchero aumentò in maniera vertiginosa. Tale diffusione è cresciuta sempre più, fino anche al 25% negli ultimi anni.
Nel 1912, il dentista Boesler ci riporta:
“Lo zucchero industriale moderno ha provocato malattie del tutto nuove. Quello normalmente in commercio non è altro che l’acido cristallizzato concentrato. Anticamente era così costoso che solo i ricchi potevano permetterselo. Insomma, non era rilevante economicamente. Oggi, però, a causa del suo basso costo, ha provocato una diffusa degenerazione di tutta la popolazione ed è tempo quindi di insistere sulla necessità di un generale risveglio. La perdita di energia dovuta al consumo di zucchero nell’ultimo secolo non potrà più essere recuperata, poiché ha lasciato un segno indelebile sulla specie umana. L’alcol consumato per migliaia di anni non ha causato la stessa degenerazione di un’intera razza, perché non contiene acidi distruttivi.”
Lo stesso W. Duffy, nel libro Sugar Blues, il mal di zucchero, ci riporta: “La differenza tra dipendenza dallo zucchero e quella dai narcotici è principalmente in termini di grado di assuefazione. Piccole dosi di narcotici possono cambiare un comportamento fisico e mentale molto rapidamente. Gli zuccheri ci mettono un po’ più di tempo: qualche minuto nel caso dello zucchero semplice, liquido come l’alcol, fino a diversi anni per altri tipi di zucchero”.
Oggigiorno, una delle cause principali dell’epidemia di obesità nei Paesi ricchi è il consumo esagerato di bevande zuccherate e di cibi ad alto indice glicemico (ad esempio le farine e i cereali industrialmente raffinati: pane bianco, dolciumi, riso bianco).
Anche se sono ancora in molti oggi a ritenere che lo zucchero faccia bene al cervello (probabilmente grazie a una celebre pubblicità degli anni ’80), in realtà esso provoca sbalzi glicemici, iperglicemia e successiva ipoglicemia, che mette in difficoltà le cellule nervose e il relativo rendimento intellettuale.
E’ ben documentato, inoltre, che lo zucchero, in alte concentrazioni, sviluppa reazioni simili a quelle di droghe psicoattive (come ad esempio la cocaina), creando dipendenza. Anche in virtù del fatto che per il sapore dolce non c’è un “sistema di sicurezza” che ci faccia scattare una sorta di repulsione: proprio perché è uno dei sapori che ci identificano l’approvvigionamento di sostanze vitali (il nostro cervello, le nostre cellule hanno bisogno di glucosio per sopravvivere).
