Natale

Poesia di Salvatore Quasimodo

Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

Breve mia considerazione: Natale, pace e guerra, Caino continua ad uccidere Abele… No, non c’è pace nel cuore dell’uomo, Cristo trascende ciò che è umano, fragile e in preda al mondo. Qui ora e mai ci sarà una luce, la stella innalza gli occhi al cielo, il futuro dell’umanità non ha un domani!

Il ghiacciaio si ritira ed emergono le incisioni più alte d’Europa…

https://www.ildolomiti.it/altra-montagna/storia/2024/il-ghiacciaio-si-ritira-ed-emergono-le-incisioni-rupestri-pi%C3%B9-alte-deuropa-leccezionale-scoperta-sopra-il-passo-gavia

“Si tratta di incisioni rupestri databili alla Media età del Bronzo e risalgono a 3.600 – 3.200 anni fa. Sono le incisioni rupestri più alte di quota mai trovate, scoperte a 3.000 metri di altitudine ai piedi del ghiacciaio del Pizzo Tresero.”

Dunque dunque… la domanda sorge spontanea : se più di 3000 anni fa – dove negli ultimi anni si sta ritirando il ghiacciaio – vengono ritrovate incisioni rupestri fatte probabilmente a più riprese e in diverse epoche, allora è lecito chiedersi: è nato prima l’uomo o il cambiamento climatico?

Che poi questo non significa che l’uomo e la produzione di co2 da attività umane, non possano anche queste essere una con causa dei problemi climatici odierni. Ma quale sarebbe la soluzione? Auto infliggersi modelli eco illogi che arricchiscono i pochi a danno dei molti? Che gli idrocarburi fossero “proletari” su questo blog lo abbiamo già detto. Ma il green invece pure?

No, direi decisamente che non è né proletario, né socialmente compatibile con una società dove a tutti sia effettivamente permesso un buon margine di libertà economica e culturale. Quindi diffidare di affrettati ecologismi è lecito, aprire un dibattito a più voci è doveroso, pretendere soluzioni umanamente e quindi socialmente compatibili è assolutamente necessario.

Perché se la scienza ha già deciso qual è il problema e la cura da applicare e se anche la politica ha già deciso che questo tipo di scienza impera, beh cari miei, lo capite che i disastri climatici – reali o meno che siano – sono semplicemente il paravento per coprire le prossime politiche emergenziali di cancellazione dei diritti e imposizione di catene sempre più corte volte al controllo sociale? Non è bastato il covid?

Dividi et impera, non c’è altro da aggiungere

Alzati e cammina

Vedete le illustrazioni qui sopra? Sono emblematiche di come una parte dell’umanità viva “al di sopra delle proprie possibilità” parassitando gli altri. Il mondo va così da sempre e “aspetta e spera” impera. Ma prima o poi ci sarà una ri-evoluzione della coscienza collettiva?

Post di Stefano

La morale è una moda, ma, mentre le mode sono proposte da logiche commerciali, la morale lo è da logiche di potere. Ogni centro di potere infatti, che sia politico, religioso, culturale o scientifico, adotta per autoreferenziarsi e rafforzarsi precise norme morali.
È solamente uno dei tanti strumenti, tra i quali uno dei più importanti è la paura… magari di una malattia mortale, della coercizione con la forza, dell’informazione manipolata, della messa in ridicolo dei liberi pensatori, eccetera.
Ben altra cosa è l’etica e uno o ce l’ha o non ce l’ha. È un qualcosa legato alla coscienza, al senso di responsabilità. È un qualcosa legato alla cultura, all’educazione… quella vera, del buon padre e madre di famiglia. Una morale si può imporre: un determinato costume sessuale, per esempio, è considerato riprovevole, anche se vissuto tra adulti consenzienti, quando è stato etichettato peccaminoso, perché un determinato Dio non vuole. Quindi, anche tra persone dotate di etica, può essere imposta una determinata morale, con l’unica giustificazione di compiacere ad un potere superiore che sia materiale o metafisico. Le stesse persone dotate di etica, senza vincoli morali, sicuramente non stuprerebbero o non adotterebbero comportamenti pedofili, mentre non avrebbero problemi ad avere rapporti con partner adulti e consenzienti. In una società, ovviamente, si pone il problema di vietare i comportamenti non etici, per lo meno quelli che comportano danni gravi al singolo o alla società stessa, ma questo si può ottenere attraverso l’imposizione e l’applicazione di leggi specifiche senza il bisogno di scomodare o inventare codici morali. Le persone dotate di etica provano rispetto per gli altri e per se stessi. Il rispetto è una cosa che ognuno di noi ama ottenere, va da sé che se lo si vuole guadagnare bisogna anche darlo.
Il potere, infine, promuove la propria morale anche nelle storie di intrattenimento, che siano favole per bambini, film, romanzi, eccetera. Non che non siano presenti “storie” contenenti una morale diversa, ma la diffusione massiva e la promozione appartiene alle narrazioni favorenti la morale imposta. Di solito il messaggio che vuole trasmettere, compiacente al potere, è in estrema sintesi “aspetta e spera”: la Bella Addormentata deve attendere il bacio dell’innamorato, Cappuccetto Rosso avrà la salvezza dal cacciatore che apre la pancia del lupo, Superman che salva il mondo dal malvagio… si possono fare migliaia di esempi in cui la morale è sempre quella: stai buono che arriverà l’eroe, il principe azzurro, il papà, l’autorità, il Dio che metterà le cose a posto, magari anche fosse dopo la morte, nell’aldilà. L’importante è che tu stia buono, tanto tu non vali abbastanza, non ci puoi riuscire.
Nei miti e nelle fiabe antiche, invece, la “morale” era ben diversa: il debole, il sottomesso, lo svantaggiato doveva rimboccarsi le maniche per riuscire, attraverso l’uso della SUA forza, della SUA astuzia o intelligenza, ad avere la meglio sull’oppressore. Il messaggio in sintesi era “alzati e cammina”: la Cenerentola originaria approfittava dell’assenza delle megere per andare al ballo e conoscere il principe, Cappuccetto Rosso originario spanciava il lupo e recuperava la nonna, Ulisse, pur se Re, era nettamente in svantaggio contro Polifemo, eppure …
Non a caso “alzati e cammina” è la frase che il Cristo dice a Lazzaro e, sempre non a caso, “aspetta e spera” è il ritornello della famosa canzone del ventennio fascista.

Un mondo senza Essere

L’onirico sogno

produce

la miseria della vita.

Nel nostro essere ci sono sogni

pieni di amorevoli bisogni

illusioni senza doni

sono quello

che vogliamo sapere su di noi

in questo mondo

con sogni senza Essere.

Ma come trovare una dimora

in questo giorno senza fine,

senza appoggi, senza confine?

C’infrangiamo come onde

sull’esistenza dura e spietata,

non accettiamo

neanche l’inizio di ciò che siamo

sofferenza per causa dell’esperienza

di crescere in sé stessi.

Si rimarrebbe desolati e folgorati

dall’evidenza del nulla

dell’attualità in cui esistiamo ora

e a cui ci attacchiamo.

Faremmo di tutto per non perdere

il nostro caro nulla,

ma c’è altra soluzione?

Non ci resta che esistere

e continuare a fluire

come sabbia al vento.

* Ho ripubblicato QUESTA mia vecchia poesia…” Un mondo senza Essere, illusioni senza doni… ciò è quello che l’umanità ha creato nei secoli nel suo ruolo di pura esistenza senza fondamento in sé stessa. La scelta è sempre fra l’Essere e il Nulla, un limite invalicabile, sconfinato, addirittura inconcepibile eppure è ad esso che l’uomo si rivolge quando prevale la paura. Di cosa abbiamo paura? Forse di continuare ad esistere SOLI senza mai ESSERE, scegliendo quello che possiamo chiamare “peccato mortale”: attaccarsi al nostro caro nulla non può che continuare a farci cadere nel baratro senza fine dell’esistenza senza Essere! Ma forse ci sarà una nuova luce…

Quel dolore…

Photo by Vera Bomstad on Pexels.com

Capita di capire cos’è la vita

quel dolore

è immenso, io lo so

cos’hai provato

lo faccio mio e taccio

Fra le onde siamo naufraghi

senza meta

Se c’è un senso

se c’è

la giustizia é la sua trama inestricabile

Lassù volano gli angeli

torneranno mai a parlarci d’amore?

Quel buio sconfinato é solo ombra

dolore che vive insieme a noi

non abbiamo occhi per vedere

mistero, trascendenza… è inutile cercare

Chi già ha attraversato l’abisso

non può cambiare il nostro destino

sfiorare, con un soffio, solitarie esistenze

No, siamo soli!

Quel dolore è la forma del vuoto

segno della nostra natura contingente

nel silenzio arriverà forse un suono

esigenza di una pienezza inesauribile

nota mai suonata

L’umanità, senza Dio, non ha voce

poesia già pubblicata qui: https://wordpress.com/stats/post/10024/opinioniweb.blog

Vivere e soffrire

Photo by Vishnu R Nair on Pexels.com

“Soffrire è produrre conoscenza” Emil Mihai Cioran Il funesto demiurgo 1969

“La sofferenza, questa è l’unica causa della consapevolezza” Fëdor Dostoevskij Memorie dal sottosuolo 1864

«Il paradiso geme al fondo della coscienza, mentre la memoria piange. Ed è così che si pensa al senso metafisico delle lacrime e alla vita come al dipanarsi di un rimpianto»

Emil Cioran, Lacrime e santi[

Non so davvero se nella consapevolezza possa esserci pace, un momento di pausa dalla vita! E se tutta la vita possa dirsi tale, o piuttosto un’immagine banale di ciò che potrebbe aspettarci. La tempesta o la quiete non sono dimensioni terrene a farci vedere oltre, parti umane appartengo al divino, infinitamente intime ma lontane come stelle, brillanti come soli e misteriose e potenti come buchi neri.

Non so, sinceramente non so cosa io sia davvero, se esistano il bene e il male, se siano essi stessi specchi della mente per ingannare la vita. Qualsiasi cosa io, noi siamo, non possiamo rinunciare all’amore. Nell’abisso è l’unico pieno che non può essere cancellato.

E ti bacio la bocca bagnata di crepuscolo

No, non voglio baciarti
in una giornata di sole.
Non voglio che sia estate.
Non voglio che sia in mezzo alla folla.
Vorrei baciarti in una di queste sere d’inverno,
quando il sole scolora nel grigio e nel freddo;
quando sarà più  facile
trovare, insieme,
l’alba dentro l’imbrunire.

– Pablo Neruda –

Da: “20 poesie d’amore e una canzone disperata”, Edizioni Accademia

https://opinioniweb.blog/2022/09/13/prospettiva-nevski-franco-battiato/

Corpi

Miseria

umana miseria

corpi si disgregano

nel respiro leggero

dell’Eterno

Senso ultimo

Memoria

Memoria
Quando il nonno ti racconta
le sue storie del passato
tu lo ascolti e ti senti
un bambino fortunato.
Ieri e oggi sono i giorni
che preparano al domani
da tenere stretti stretti
tra le tue e le sue mani.
Ricordati di ricordare
perché i ricordi
sono un pezzo di te stesso.
Non ti dimenticare
che il tempo è sempre
e non è solo adesso.
J. Carioli, L’alfabeto dei sentimenti, Fatatracl

Il tempo è sempre, è un’eternità atomizzata da mille e mille esseri umani proiettati verso l’infinito, ma anelli inscindibili di una sola catena.

Siogiovanni

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