Chi sono?

Stefano elenca gli slogan della propaganda. Ora chiaramente uno potrebbe identificarsi con alcuni di essi e non essere succube del sistema. Il problema intanto sorge quando qualcuno che ha visibilità si discosta da questi mantra: ESSI si rivoltando come un sol uomo e alzano le barricate mediatiche. Invece fra noi comuni cittadini il problema sorge se veniamo attaccati per le nostre idee dal contesto familiare e/o amicale. Nel piccolo o nel grande il sistema si struttura per garantire l’omologazione e limitare la libertà di pensiero. Ma vi lascio al post di Stefano.

Chi sono?

Politicamente corretti, sanno di sapere, stanno dalla parte giusta, loro sono i buoni, sono buonisti, sono gli inclusivisti, sono gli anti omofobisti, sono pro teoria genderisti, sono wok, sono antirazzisti, sono quelli delle porte aperte all’immigrazione infinita, sono gli antisovranisti, gli europeisti, i tifosi dell’euro, sono gli anti antisionisti, sono femministi, anti maschilisti, sono anti femminicidisti, ma non anti maschicidisti, sono americanisti, anti russisti, sono pro naziukrainisti, sono ecologisti, sono per la transizione green, sono i cambiamentisti climatici di origine antropica, ma sono anti scie chimicisti, solo quelli convinti che l’auto elettrica non inquini, sono vaccinisti, sono anti effetti collateralisti, sono i pro greenpassisti, sono anti contantisti, sono anti evasionisti fiscali, ma sono anti sovranisti monetari, sono quelli che gli alberi si possono abbattere, ma solo per lasciar spazio al 5G, sono quelli dell’identità digitale, del chip sottopelle, sono i transumanisti…
“Nel 2030 non avremo privacy, non avremo niente, ma saremo felici.”

Scienza, dogma e sincerità


I media ci hanno abituato a confondere scienza e dogma, usando di fatto i due termini come sinonimi. Questo è accaduto con i vaxxini per il covid, che funzionavano a prescindere da qualsiasi evidenza fondata sulla ricerca scientifica e perfino sulla semplice esperienza fattuale; ora sembra che lo stanno rifacendo sulle “cause” del cambiamento climatico: esse sono sempre e solo antropiche al di là di ogni ragionevole dubbio. Ma c’è l’eccezione, per esempio sorprende leggere queste affermazioni tratte da un articolo di Avvenire dove scienziati ammettono che il motto socratico “so di non sapere” è al momento l’unica affermazione possibile in merito ai risultati dati dai modelli climatici fin qui utilizzati dalla ricerca scientifica. Ecco sotto alcune frasi significative tratte dall’articolo in questione:

Gli scienziati non sanno spiegare perché fa così tanto caldo

  • <<L’aumento delle temperature, cioè, era nell’ordine delle cose, ma l’entità con cui si è manifestato, e in parte continua a farlo, ha superato ogni previsione. Tanto che gli esperti da un lato incominciano a dubitare dell’affidabilità delle tecniche statistiche utilizzate finora, anche per la mancanza di dati sufficienti a comprendere fino in fondo la ragione dei record delle temperature, dall’altro sono arrivati a ipotizzare che il riscaldamento del pianeta sia arrivato a un punto tale da aver già incominciato ad alterare radicalmente il sistema climatico. Questo vorrebbe dire che stiamo entrando in un «territorio inesplorato», come ha spiegato Gavin Schmidt, direttore del Goddard Institute for Space Studies (Giss) della Nasa.
  • Il professor Schmidt ha spiegato bene le ragioni di questo stupore. In primo luogo, le condizioni climatiche globali (per gli effetti della Niña sull’Oceano Pacifico tropicale) attribuivano solo una probabilità su cinque di andare incontro a un periodo di caldo record. E, invece, record è stato. Ma è guardando a tutti i fattori possibili, compresa l’attività solare, che i conti non tornano….

E dunque? Nei prossimi mesi la Nasa dovrebbe riuscire a fornire nuovi dati importanti per decifrare meglio gli effetti delle particelle di aerosol nell’atmosfera ed effettuare ulteriori calcoli e previsioni migliori. Basteranno a spiegare quanto sta accadendo? Non resta che attendere. «L’anomalia della temperatura del 2023 è emersa all’improvviso, rivelando una lacuna di conoscenze senza precedenti», ha spiegato Schmidt, aggiungendo che è comunque ragionevole aspettarsi il rientro dell’anomalia entro il prossimo agosto. Se però questo non dovesse accadere «ciò potrebbe implicare che il riscaldamento del pianeta sta già alterando radicalmente il funzionamento del sistema climatico, molto prima di quanto previsto dagli scienziati».>>

Capito? Il cambiamento climatico in atto – che qui nessuno ha mai messo in discussione – non è assolutamente spiegabile con i modelli statistici fin qui utilizzati e quindi la “lacuna di conoscenze” è l’unica affermazione che uno scienziato serio dovrebbe fare di fronte ai dogmi sul clima che la POLITICA è la propaganda a livello globale ci sta imponendo come verità fattuali.

Noi comuni cittadini che cosa possiamo concludere? Che come al solito ci stanno prendendo per il cul@, sta a noi ora decidere cosa fare: credere nel dogma e adeguarci ancora una volta al sistema o pretendere scienza e verità!!! Senza sincerità, anche con se stessi, è difficile rinunciare all’ipocrisia e ancora più difficile lottare per un mondo migliore https://www.avvenire.it/attualita/pagine/gli-scienziati-non-sanno-spiegare-perche-fa-cosi-tanto-caldo

Regali di oggi, debiti di domani

Quindi quando uno fa un mutuo in banca per 20 anni, ebbene si, diventa un percettore netto (di debiti certo, ma pur sempre percettore netto è!)!!!

Peccato che quando si parla di UE certe sottigliezze non vengono mai evidenziate. Chissà com’è, chissà perché…. La stampa ha avuto l’ordine(?) di propagandare questa bella notizia e così via a martellare la gente con simili bufale. La realtà è invece che l’Italia passa da contribuitore netto a debitore in UE, un paese fra i pochi che ha scelto di indebitarsi con questi finanziamenti e vincolare tali soldi a progetti spesso avulsi dalle reali esigenze del paese.

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Principi della propaganda

Anne Morelli (Belgio1948) è una storica belga specializzata in storia delle religioni e delle minoranze.

  • Principes élémentaires de propagande de guerre (2010)

Principi elementari della propaganda di guerra

I dieci principi elementari della propaganda di guerra (in francese: principes élémentaires de propagande de guerre) che A. Morelli propone nel suo libro offrono principalmente una chiave di lettura critica, analitica e pedagogica. Il suo lavoro non ha per finalità la difesa dei “dittatori” o una presa di posizione partigiana, ma la constatazione della regolarità con cui questi principi vengono usati nel campo mediatico o sociale. Sul banco degli imputati vi sono sia vincitori che vinti.

« Non cercherò di sondare la purezza delle intenzioni degli uni e degli altri. In questa sede non cerco di sapere chi mente e chi dice la verità, chi è in buona fede e chi non lo è. La mia unica intenzione è d’illustrare i principi di propaganda, unanimemente utilizzati, e di descriverne i meccanismi.»

È tuttavia indiscutibile che dopo le ultime guerre che hanno segnato la nostra epoca (guerra in Jugoslavia, guerra del Golfo del 1990-1991, guerra del Kosovo e Metochia, guerra d’Afghanistan del 2001, guerra in Iraq), sono le nostre democrazie occidentali e il campo mediatico corrispondente a venire messi in discussione.

Ecco i dieci principi elementari:

  1. Noi non vogliamo la guerra
  2. Il campo nemico è il solo responsabile della guerra
  3. Il capo del campo nemico ha la faccia del diavolo ( o del “brutto” di servizio)
  4. Noi difendiamo una nobile causa e non interessi particolari
  5. Il nemico provoca atrocità intenzionalmente, e se capita anche a noi, sono involontarie
  6. Il nemico utilizza armi proibite
  7. Le nostre perdite sono poche, le perdite nemiche sono enormi
  8. Gli artisti e gli intellettuali sostengono la nostra causa
  9. La nostra causa ha un carattere sacro
  10. Coloro che mettono in dubbio la nostra propaganda sono traditori

Nella prima versione del 2001 A. Morelli precisa, con umorismo, che questi principi sono “utili in caso di guerra fredda, calda o tiepida”. Tratto da Wikipedia: Anne Morelli

Io aggiungerei che sono principi utili anche in caso di guerre “sanitarie” come quella covidiana (Hollywood style)! Tipo: 1 No ai lockdown; 2) È colpa solo del covid; 2) Se c’è un colpevole è la Ciii naa coi pipistrelli e laboratori e demoniaci esperimenti…4) Dobbiamo essere uniti per combattere il virus…dai che è facile, continuate voi se volete!P

Siogiovanni

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Esprimere un pensiero libero non è poi così facile; per quanto mi riguarda non so se sempre vi riesco, ma strenuamente mi sforzo di farlo

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