Un bel pacco

Avete presente quelli del salario minimo garantito? Ebbene qui avete un esempio concreto: il salario minimo è un pacco! Un bel pacco vuoto corrispondente a ZERO!!! Il modello è sempre lo stesso, il modo migliore per abbassare i costi e aumentare i profitti è licenziare, licenziare, licenziare… poi arriveranno le nuove assunzioni, al

M I N I M O                                  G A R A N T I T O

che piace tanto ai padroni.

Non c’è umanità in tutto questo, ma andranno avanti senza freni. È nella loro natura.

I media, la rete e i social, pur con i loro limiti e manipolazioni, ci danno almeno la possibilità di vedere ciò con più evidenza: ESSI sono caos e distruzione! Si nutrono di questo e non saranno mai abbastanza sazi.

Altrimenti la storia avrebbe già indicato nuove strade mai percorse e con diversi destini per questa umanità ferita.

Altrimenti la domanda

           – A COSA SERVONO LE GUERRE? –

avrebbe già avuto risposta e soluzione.

Salario minimo (o massimo?)

https://www.la7.it/in-onda/video/fornero-spiazza-telese-sul-salario-minimo-9-euro-un-po-tanti-e-telese-risponde-cosi-04-07-2023-493333

Visto il video dove la Fornero spiega l’importanza di approvare al più presto le norme sul salario minimo “legale” (ma che bei termini rassicuranti che usano) , la questione potrebbe/dovrebbe chiudersi qui. Si, perché stento a credere che dopo il governo Monti e i suoi ministri tecnici ci sia qualcuno che crede ancora che questi personaggi possano davvero fare l’interesse della gente!

Per essere chiari le norme europee precisano che il salario minimo deve essere stabilito sulla base delle esigenze dei mercati (leggasi esigenze dei padroni) e quindi esso rischierebbe di diventare un sistema “politico” di controllo dei salari. Ciò porterebbe in poco tempo ad un livello generalizzato “al ribasso” dei redditi dei lavoratori in barba a qualsiasi contrattazione collettiva di qualsivoglia settore, pubblico o privato. In poche parole il salario minimo rischierebbe di diventare il salario massimo per la maggior parte dei lavoratori, soprattutto in quei settori dove la competitività, quindi il mercato, la fanno da padroni.

La scelta è sempre la stessa: più mercato, meno stato! Siamo sicuri che questo sistema convenga a noi comuni cittadini? Chi poi fa passare queste scelte come questioni “tecniche” e quindi inevitabili, dice enormi bugie. Non esistono scelte tecniche, né governi tecnici, le scelte sono sempre di natura politica e chi le fa, pur se non nominato direttamente dal popolo, fa scelte politiche impregnate da precise ideologie. È da questa consapevolezza che bisognerebbe ripartire.

Siogiovanni

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