Ormai neanche nei concorsi per diventare insegnante è richiesta la conoscenza approfondita dell’italiano. Infatti la prova scritta è un test a risposte multiple, detta anche computer based, che dovrebbe valutare metodologia didattica, psicopedagogia, inglese e informatica. Capito? Inglese e informatica, non certo la capacità di esporre in maniera esauriente e con competenza linguistica le tematiche legate alla scuola e all’insegnamento. Essere sgrammaticati o addirittura non saper mettere giù per iscritto un pensiero strutturato che vada oltre i messaggini su WhatsApp non è considerato um problema per i nostri legislatori, per insegnare nella scuola italiana e soprattutto “europea” sembrerebbe che siano altre le cose importanti. Ben venga quindi l’osservazione dell’accademia della crusca, che evidenzia (con ritardo, ma meglio tardi che mai) gli sfregi linguistici della propaganda. Ricordiamoci che “siamo ciò che parliamo”, nel senso che limitare il linguaggio serve a manipolare le menti.
🇮🇹 ACCADEMIA DELLA CRUSCA: CONTRO L’AUTORITARISMO LINGUISTICO E L’USO FORZATO DEL FEMMINILE E DEGLI ASTERISCHI
L’Accademia della Crusca si oppone all’imposizione dell’uso del femminile e degli asterischi nella lingua italiana, definendolo autoritarismo linguistico
Fonte: Sole24, via Brandi su X
L’Italiano è una lingua bellissima, ricca di storia, tradizione, madre della nostra cultura nelle più disparate declinazioni. Non Garibaldi, non Cavour, ma l’Italiano, soprattutto via RAI Radiotelevisione Italiana, “ha fatto” gli italiani.
Finalmente una voce autorevole si leva in difesa del nostro meraviglioso idioma, delle sue regole, della sua preziosa “DIVERSITÀ”.
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