
Maestra insegnami il fiore ed il frutto
“Col tempo ti insegnerò tutto!”.
Insegnami fino al profondo dei mari
“Ti insegno fino a dove tu impari!”.
Insegnami il cielo, più su che si può
“Ti insegno fino a dove io so!”.
E dove non sai?
“Da lì andiamo insieme
Maestra e scolaro, dall’albero al seme.
Insegno ed imparo, insieme perché
io insegno se imparo con te!”.
Filastrocca di Bruno Tognolini
Insegnare è imparare, nel rapporto docente e allievo si compie l’ultimo batto dell’apprendere, quello più profondo! Ma quanto questo rapporto è stato ostacolato e alterato nella scuola di oggi? Cosa rimane del piacere di apprendere, lo stesso piacere insaziabile che emerge dalle domande della filastrocca? Poco o nulla purtroppo. Gli insegnanti sono ormai appesantiti da burocrazia e ideologia educativa. Materie trasversali – come per esempio la neonata educazione civica – servono più ad omologare gli insegnamenti verso un modello sociale preconfezionato piuttosto che arricchire l’alunno di conoscenze vive da spendere nel suo cammino di vita. Se il rapporto alunno-docente viene meno la scuola diventa altro, bisognerebbe capire soprattutto cosa diventa e perché tengono tanto a distruggerne le fondamenta.
