Diritto alla vita

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Il diritto alla vita è una conquista di civiltà tutt’altro che scontata, perché esso o è un’istituzione universale, o, come in una società classista e stratificata dal più ricco al più povero, può diventare necessariamente un “dovere di uccidere”. Infatti per secoli questo diritto è stato deciso da chi deteneva il potere, era una gentile concessione nei confronti del popolo.

Il diritto di vivere nel privilegio delle élite, si trasmette necessariamente nell’istituire il dovere di sterminare le plebi. Oggi tale dovere si esercita in una pluralità di modi, diretti ed indiretti.

Per qualche motivo non sempre il popolo è stato soggiogato, entro certi limiti ha avuto la possibilità di vivere in una società più giusta, perlomeno meno oppressiva, dove idealmente al centro è stata messa la persona portatrice di diritti di uguaglianza. Per esempio ciò è accaduto dopo il bagno di sangue delle due guerre mondiali, nella discussione per la definizione dei diritti sociali costituzionali sembrerebbe che abbiano vinto posizioni a favore del popolo.

La ferocia e la velocità con cui le élite si stanno riprendendo il diritto di uccidere spaventa, ma fa anche pensare ad una loro intrinseca debolezza.

Davvero possono tutto? Decidere, opprimere, degradare, annientare, senza che i loro piani finiscano a volte, misteriosamente, come bolle di sapone?

Salvataggi?

Beh, personalmente ho nostalgia dei governi balneari, quelli per intenderci che cambiavano come cambia il vento ma che difficilmente riuscivano a imporre riforme contro i cittadini con la facilità di come hanno fatto i tecnici negli ultimi anni. Monti ebbe ad affermare che con l’UE le decisioni che contano (essenzialmente la modalità di gestire la spesa dello Stato a nei vari settori della società) sarebbero state messe al riparo del processo elettorale : i padroni avrebbero potuto decidere senza il fastidio delle elezioni e in pratica ciò si è realizzato in Italia imponendo i governi tecnici sotto il ricatto dello spread gestito da Bce e commissione UE!

Nel ventennio Mussolini chiamava le elezioni “Ludi cartacei”, un sistema per illudere il popolo di contare ancora qualcosa, oggi c’è chi inneggia alla stabilità di governo e all’imposizione di personaggi idealmente superiori e moralmente accettabili come se tali sistemi fossero in sé modelli ideali, buoni e giusti a prescindere dai risultati. Ma voi li avete visti i risultati di quei governi non eletti dal popolo? E ne avete forse nostalgia? Io sinceramente no

Durezza del vivere, un programma di governo (nuove frontiere) !

“Nell’Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev’essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità.” Da Berlino e Parigi ritorno alla realtàCorriere della Sera, 26 agosto 2003, p. 1

Non so se avete già avuto modo di leggere queste affermazioni di Tommaso Padoa Schioppa , ministro dell’economia del governo Prodi nel 2007, convinto europeista e sostenitore della moneta unica. Sono affermazioni agghiaccianti perché traducono in pratica quello che da lì a pochi anni (eravamo nel 2003), l’adozione dell’euro e governi ultra-liberisti di destra ed estrema destra, avrebbero permesso di realizzare nel nostro Paese. Perché per chi ancora non l’ha capito in Italia da decenni si sta lavorando ad una distruzione sistematica dello stato sociale, i cosiddetti diritti costituzionalmente garantiti, tanto odiati dalle élite industriali e finanziarie mondiali : abolizione dell’articolo 18, job act, Fornero, tagli lineari a scuola, sanità, … UN SOGNO CHE SI È REALIZZATO PER QUESTI PERSONAGGI, RIPORTARE L’INDIVIDUO (CIOÈ NOI PERSONE COMUNI) AD UN CONTATTO DIRETTO CON LA DUREZZA DEL VIVERE!

Padoa Schioppa diceva: “l’Europa si è fatta seguendo un metodo che si potrebbe definire col termine di dispotismo illuminato – procedura perfettamente legittima, ma ancorata al metodo democratico solo per l’esistenza della democrazia all’interno degli Stati, non da un processo democratico europeo. Si può dunque parlare di democrazia limitata.”

Bene, chi ha concepito l’UE con siffatte idee è portatore (in) sano di principi eversivi nei confronti di qualsivoglia democrazia, ESSI lo fanno per noi, per il nostro bene dobbiamo tornare ad essere schiavi.

Scelte politiche che hanno portato l’Italia ad avere una sovranità limitata- definite perfettamente legittime – al punto tale che non c’è alcun margine di manovra all’interno di un contesto dove le finanziarie vengono scritte sulla base di risorse e riforme imposte dall’esterno.

E quindi, che fare? Intanto dare il giusto peso alle parole, chiunque vada in tv a parlare di lotta all’evasione, tagli agli sprechi, reddito minimo garantito, ma anche “cambiamenti climatici e impatto antropico”, ecc. ecc. ecc. secondo voi sta continuando a realizzare il programma di governo del buon Padoa Schioppa o invece sta dalla nostra parte di semplici cittadini bisognosi di lavoro e tutele statali?

Oggi più che mai il nuovo fronte delle riforme anti-umane è globale, ci dicono che il Pianeta è in pericolo e quindi : 1) È necessario ridurre la natalità anche in Africa o Asia. 2) In Europa e America è invece necessario aumentare la mortalità via drastico abbassamento della qualità della vita e introduzione di pozioni magiche dagli effetti non meglio definiti. 3) Il Pianeta e le sue risorse limitate con tutte le strampalate ricette per salvarlo può diventare quindi una nuova e potentissima arma in mano ai turbo-capitalisti che governano il mondo. Per ESSI noi siamo solo mandrie da sfruttare o da mandare al macello, ma ESSI non sono affatto così complicati da nascondere le loro intenzioni dietro chissà quali complotti. Anzi è tutto alla luce del sole, i lacchè che parlano a loro nome o sono semplicemente stupidi, o sono sfacciatamente sinceri, comunque in entrambi i casi dicono con chiarezza che il problema siamo noi e bisogna continuare a togliere diritti per sostituirli con privilegi da dare ai loro padroni. Ormai siamo arrivati al punto che il diritto da togliere è l’esistenza stessa, noi siamo il problema è ESSI (per salvare il PIANETA certissimissimamente) vogliono avere in mano il bottone da schiacciare nel momento in cui non siamo più sfruttabili. Questo è purtroppo, noi torneremo contare qualcosa solo quando la menzogna verrà respinta con repulsione immediata appena ce la troveremo di fronte. E qualsiasi persona la incarni al momento, sia esso medico, scienziato o politico o magnate illuminato, essa ha sempre la stessa faccia e parla con un’unica voce, è davvero difficile non riconoscerla sotto la maschera se si vuole aprire gli occhi. Noi possiamo diventare nuclei di verità e la menzogna con cui ci hanno soggiogato tornerà ad essere solo un’ombra fuggevole destinata a scomparire nella nuova luce.

Petrarca, Italia mia

Italia mia, benché ’l parlar sia indarno

         a le piaghe mortali

         che nel bel corpo tuo sì spesse veggio,

         piacemi almen che’ miei sospir’ sian quali

5      spera ’l Tevero et l’Arno,

         e ’l Po, dove doglioso et grave or seggio.

         Rettor del cielo, io cheggio

         che la pietà che Ti condusse in terra

         Ti volga al Tuo dilecto almo paese.

10    Vedi, Segnor cortese,

         di che lievi cagion’ che crudel guerra;

         e i cor’, che ’ndura et serra

         Marte superbo et fero,

         apri Tu, Padre, e ’ntenerisci et snoda;

15    ivi fa’ che ’l Tuo vero,

         qual io mi sia, per la mia lingua s’oda.

Petrarca evidenzia la sua disapprovazione per la politica interna dei Signori italiani, in cui s’individua la prima causa della difficile situazione della nazione. Faccio mia la sua invocazione per evidenziare che oggi come ieri la politica è fatta di mercenari senza dignità alcuna pronti a svendere la nazione ad interessi esteri.

Il canto apre con un’invocazione all’Italia stessa (v. 1: “Italia mia”), simboleggiata dai tre principali fiumi della Penisola (il Tevere, l’Arno e il Po, vv. 5-6) e di cui si compiangono le ferite “mortali”. Segue addiritttura un’invocazione a Dio, affinché intervenga per migliorare la situazione della nazione “sacra”.

 Il piano del ragionamento del poeta è duplice: da un lato, ritornano le accuse di negliglenza, corruzione e disonore contro i prinicpi italiani; dall’altro riemerge l’idea della morte incombente – uno dei temi cardine di tutto il Canzoniere – che dovrebbe invitare i regnanti e prestare più attenzione alla loro vita dopo la morte e alla loro condotta terrena. Si tratta di un vero e proprio memento mori (esperessione latina che significa: “ricordati che devi morire”), che si collega sia alla polemica politica sia al ricordo della grandezza passata dell’Italia. Tutti problemi di ieri e di oggi, la condanna di un popolo e una terra destinata ad essere in mano a persone mediocri, eppure tale è la grandezza celebrata dal Petrarca per la nostra terra che a distanza di secoli ancora è viva la speranza di un riscatto.

Il congedo: la “pace” per la penisola (vv. 113-122)

Pace, essere esempio e messaggeri di pace, questa è la vera missione di ogni popolo in grado di realizzare già su questa terra un paradiso mai compiuto.

Ben tornata primavera?

Ciliegio in fiore, 13 settembre

E si, dopo aver perso le foglie per prepararsi all’avvento dell’autunno il ciliegio ci ha ripensato e ha fatto tornare la primavera!

Anche le api so confuse! Questo piccolo nucleo invece di prepararsi per l’inverno riducendo la covata e iniziando a sostituire le api con quelle invernali, sembra invece esplodere nella piccola cassetta di polistirolo ed è addirittura pronto per il travaso di inizio primavera!

Dunque? C’è il clima change perché l’homo è cattivo e il surrrriscaldamento è colpa sua: fonti fossili cattive e green buono senza se e senza ma?

La risposta sinceramente non la so dare, nel senso che io non sono nè uno scienziato, nè un divulgatore di professione. Però vedo, osservo e penso che sono in atto una serie di cambiamenti evidenti, di fronte ai quali probabilmente la natura troverà un nuovo equilibrio nella precarietà attuale dove tutto sembra andare in rovina. Ma vedo anche che i cambiamenti verso i quali si sta spingendo la società umana sono tutt’altro che naturali: nessun dubbio di fronte all’ignoto, tutto è bianco oppure nero, le sfumature si perdono fra i meandri della propaganda.

Sullo sfondo la natura inizierà a cambiare, rinascere, morire… mentre noi nel frattempo non avremo ancora imparato a stare al mondo.

Addomesticare

Canis_phylogeny_(ita)
Immagine da Wikipedia

Ripubblico questo post del 2020 perché la ritengo una riflessione attuale. Soprattutto perché le società sempre più globali sono nei fatti forme di sfruttamento-allevamento intensivo volte a dis-integrare l’umano. Quindi forse la vera conclusione è che l’uomo sovrasta la natura perché è nella sua natura sovrastare ogni cosa. Ma questo è il bivio da affrontare – come provo a spiegare alla fine del post – di fronte al quale ognuno di noi dovrà fare una scelta!

Di solito con l’espressione “addomesticare” si intende il processo che rende un animale o una pianta dipendente dall’intervento umano. L’uomo addomestica la natura, cioè predispone l’ambiente che lo circonda in funzione delle sue necessità: attraverso il progresso, soprattutto quello tecnologico, la società umana è stata modellata in funzione di un ambiente sempre meno naturale. Ciò significa anche che l’uomo stesso è diventato sempre più parte di questo “ambiente addomesticato” e da esso è sempre più dipendente.

In natura lo stato “selvatico” implica la vittoria del più forte sulle avversità. Anche gli esseri umani sono stati selvatici, probabilmente essi saranno stati straordinariamente forti e dotati, i loro sensi super sviluppati per affrontare le avversità della natura. Poi è subentrata la sedentarietà e come sua conseguenza la domesticazione umana. Le nostre società prediligono individui docili, che non significa affatto buoni e gentili, semmai poco capaci di far prevalere l’istinto sulla ragione o la forza sulla mitezza…

Ma la domesticazione presuppone anche ulteriori responsabilità.

Addomesticare significa affezionarsi e addirittura amare chi ti sta accanto. Una responsabilità enorme su cui si struttura la nostra società, che dovrebbe basarsi sulla fiducia e sulla conoscenza reciproca. La Volpe, per esempio, spiega così l’importanza dell’addomesticare al Piccolo Principe:  << Non si conoscono che le cose che si addomesticano>>, disse la volpe. <<Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla…Se tu vuoi un amico addomesticami>>. Leggi qui il post  La volpe insegna l’amore.

C’è poi la responsabilità di aver creato un mondo dove vincono tutti, nel senso che non c’è una selezione fra i più “naturalmente” dotati, perché è la società ad adattarsi a noi e non il contrario. Quindi se comunque ci sono degli esclusi, questa è una responsabilità di tutti. Il dovere dell’uomo è appunto modellare una società dove nessuno deve essere tagliato fuori.

Ma questo umanizzare il mondo è esso stesso natura o invece è un modo che l’uomo usa per sovrastarla? Forse ogni azione umana tende alla liberazione dal male e dalla sofferenza, quindi anche dalla natura che si pone a volte come madre, a volte come ostacolo. Una realizzazione dell’uomo nella storia che non può che culminare in un evento trascendente.

La testa del chiodo

La palma della mano
i datteri non fa,
sulla pianta del piede
chi si arrampicherà?

Non porta scarpe il tavolo,
su quattro piedi sta:
il treno non scodinzola
ma la coda ce l’ha.

Anche il chiodo ha una testa,
però non ci ragiona:
la stessa cosa capita
a più d’una persona.

Gianni Rodari

Nella notte dove tutte le vacche sono nere!

E si, piddini ed antipiddini,- rosati, stellati o fasciati poco importa- in  sæcula sæculorum COINCIDONO!

Quando tutto sarà privato…

La capite la portata del pacco che ci stanno preparando?

La testa del chiodo

La palma della mano
i datteri non fa,
sulla pianta del piede
chi si arrampicherà?

Non porta scarpe il tavolo,
su quattro piedi sta:
il treno non scodinzola
ma la coda ce l’ha.

Anche il chiodo ha una testa,
però non ci ragiona:
la stessa cosa capita
a più d’una persona.

Gianni Rodari

Siogiovanni

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