L’asino e il pozzo

Un giorno l’ASINO di un contadino cadde in un pozzo. L’animale pianse e ragliò duramente per ore mentre il contadino cercava di fare qualcosa a riguardo. Alla fine decise che l’asino era troppo vecchio e il pozzo era asciutto da molto tempo e aveva già bisogno di essere tappato, pertanto non valeva davvero la pena tirare fuori l’asino dal pozzo. Chiamò i suoi vicini, ognuno prese una pala e iniziarono a gettare terra nel pozzo. L’asino resosi conto di quello che stava succedendo si mise a piangere e ragliare orribilmente. A un certo punto con sorpresa di tutti l’asino smise di lamentarsi dopo alcune palate di terra. Il contadino guardò in fondo al pozzo e si stupì di ciò che vide… Con ogni palata di terra, l’asino stava facendo qualcosa di incredibile: batteva la terra con gli zoccoli e faceva un passo sopra la terra. Molto presto tutti videro con sorpresa l’asino arrivare fino alla bocca del pozzo, passare sopra il bordo e uscire trottando.

Esopo, VI sec. a. C.

Commento tratto dal web __

La vita ti getterà a terra, ogni tipo di terra… Il segreto per uscire dal pozzo è batterla e usarla per fare un passo in alto. Ogni nostro problema è un gradino verso l’alto. Possiamo uscire dai pozzi più profondi se non ci arrendiamo… Usa la terra che ti gettano per andare avanti. Ama di più, compatta la terra, perchè in questa vita bisogna essere una soluzione, non un problema. E lascia che i veri somari siano gli altri. 🤗

Comnento mio___

Non è facile trovare una soluzione ai problemi che ci sovrastano, a volte li subiamo e impariamo a conviverci. Per questo motivo quando tutto ci crolla addosso chi ha la forza di reagire ne può venire fuori. Quello che è certo è che bisogna contare solo su sé stessi, non sono mai gli altri la soluzione anche se possono essere importanti nel pozzo profondo della vita siamo soli. E il cielo azzurro che si intravede è davvero lontano ma pur sempre in grado di farci sperare in un nuovo inizio.

Guardate le stelle

Nella notte dell’8 dicembre 1937, nei pressi dell’allora Leningrado veniva ucciso durante una sanguinosa purga staliniana Pavel Florenskij, matematico, filosofo, teologo, sacerdote, sposo, padre di 5 figli.

Queste le ultime parole che rivolse ai figli:

“Era tanto che volevo scri­vervelo: guardate più spes­so le stelle. Quando provate dolore nell’anima, guarda­te le stelle oppure l’azzurro del cielo. Quando vi sentite tristi, quando qualcuno vi offende, quando non vi rie­sce qualcosa oppure vi so­praffà la tempesta interiore, uscite fuori e rimanete a tu per tu con il cielo. E allora la vostra anima si placherà.
Non rattristatevi e non da­tevi pena per me. Se sarete lieti e coraggiosi, ne sarò confortato anch’io. Sarò sempre con voi nell’anima, e se il Signore lo permetterà verrò a voi di frequente per vegliare su di voi. La cosa più importante che vi chie­do è che facciate sempre memoria del Signore e cam­miniate al Suo cospetto. Con questo, vi ho detto tut­to quello che ero in grado di dirvi. Il resto non sono che particolari secondari. Ma questo non dimenticateve­lo mai.”

Guardate più spesso le stelle

Le stelle guidano chi ha l’umiltà di alzare la testa al cielo e affidarsi al mistero di salvezza racchiuso nel bambino di Betlemme. Dal buio della grotta, terrestre e primordiale, alla luce della stella, lontana e irraggiungibile ma capace di farsi vedere e farci vedere! Lì c’è ogni origine e ogni fine, lì c’è l’unica risposta in grado di placare l’animo umano.

Buon Natale

Sant’Agostino sulla speranza

La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle.

Se ami la vita e temi la morte, questo stesso timore della morte è come un inverno quotidiano.

Quel dolore

Capita di capire cos’è la vita

quel dolore

è immenso, io lo so

cos’hai provato

lo faccio mio e taccio

Fra le onde siamo naufraghi

senza meta

Se c’è un senso

se c’è

la giustizia é la sua trama inestricabile

Lassù volano gli angeli

torneranno mai a parlarci d’amore?

Quel buio sconfinato é solo ombra

dolore che vive insieme a noi

non abbiamo occhi per vedere

mistero, trascendenza… è inutile cercare

Chi già ha attraversato l’abisso

non può cambiare il nostro destino

sfiorare, con un soffio, solitarie esistenze

No, siamo soli!

Quel dolore è la forma del vuoto

segno della nostra natura contingente

nel silenzio arriverà forse un suono

esigenza di una pienezza inesauribile

nota mai suonata

L’umanità, senza Dio, non ha voce

Gianni Rodari

Un grande maestro della fantasia, indimenticabile la sua capacità di insegnare “divertendo” qualsiasi argomento, anche i più difficili! Ho dedicato a lui numerosi post pubblicando alcune delle sue più belle filastrocche, qui voglio ricordarlo ancora una volta nel giorno dell’anniversario della sua morte, così vicino alla Pasqua di resurrezione: aiutaci dal cielo a non dimenticare la bellezza dell’essere bambini, perché solo così è possibile che dopo ogni sofferenza – che attraversi l’individuo o il mondo intero poco importa- l’umanità abbia sempre la forza di ri-sorgere!

Siogiovanni

Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !

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Il pensiero libero

Esprimere un pensiero libero non è poi così facile; per quanto mi riguarda non so se sempre vi riesco, ma strenuamente mi sforzo di farlo

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sergioferraiolo

Uno sguardo sul mondo