
Condivido questo interessante post sul caffè che ne evidenzia benefici che vanno oltre lo stimolo dato dalla caffeina! L’alimentazione dovrebbe sempre più essere la vera cura, di fatto però è la causa di stati cronici patologici. Saper quindi distinguere ciò che può aiutare a stare bene è importante. Soprattutto per evitare quando è possibile “la pillola magica” proposta ormai per miriadi di patologie (pressione alta, colesterolo e simili).
CAFFÈ E AUTOFAGIA
Il caffè non sembra aver trovato ancora la sua nicchia precisa riguardo alla salute, gli studi sull’alimentazione del resto sono minchiate senza alcun valore scientifico, spesso associazioni labili e mal fatte.
Certo è che il caffè non sia solo una bevanda energetica: questa bevanda popolare in tutto il mondo fin dall’antichità agisce come un vero e proprio interruttore metabolico capace di attivare l’autofagia, ovvero il processo di pulizia interna con cui le nostre cellule smaltiscono componenti danneggiati per rigenerarsi.
Questa scoperta, supportata da studi, evidenzia come il caffè riesca a mimare gli effetti benefici del digiuno o dell’attività fisica intensa. Questo non vuol dire che potete bere due moka intere e non alzare il culo dal divano, pelandroni!
L’aspetto più interessante è che questo meccanismo sull’autofagia non è legato esclusivamente alla caffeina, il componente forse più studiato del caffè.
Anche il caffè decaffeinato infatti si è dimostrato efficace allo stesso modo, suggerendo che i veri responsabili siano altre molecole, in particolare l’acido clorogenico.
Questi composti intervengono inibendo la proteina mTOR, un sensore che normalmente blocca la pulizia cellulare quando avverte la presenza di nutrienti.
In pratica, il caffè invia un segnale biochimico che induce le cellule a entrare in modalità di autoriparazione, riducendo l’acetilazione delle proteine e favorendo il riciclo dei rifiuti cellulari.
Questo costante processo di manutenzione spiega gran parte degli effetti positivi del caffè sulla salute a lungo termine.
A livello cerebrale, l’autofagia aiuta a prevenire l’accumulo di proteine tossiche associate a malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Sul piano metabolico, favorisce una migliore gestione dell’insulina e protegge il fegato, mentre a livello cardiovascolare garantisce il buon funzionamento dei mitocondri nelle cellule cardiache.
In definitiva, stimolando la rimozione della spazzatura cellulare, il caffè contribuisce a ridurre l’infiammazione sistemica e a rallentare l’invecchiamento dei tessuti.
Berlo durante le ore di digiuno può rappresentare una strategia efficace per potenziare la naturale capacità del corpo di rigenerarsi.
➡️ Un nutrizionista italiano in Australia: t.me/italiaaustralia

Non potrei stare senza una tazzina di caffè ☕
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Neanche io
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Io invece non potrei stare senza il tuo blog, amico mio. Perché ogni volta che passo a trovarti leggo sempre qualcosa di interessante.
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Troppo gentile, wwayne! Grazie di cuore ❤️
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Por aqui, o café é um ritual quase religioso. Café já traz a fé, não é do nada.
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Entendo, o café é sagrado. Um ritual espiritual.
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