Pixel Life 2.0.2.1. (seconda pt.)

Prima parte https://opinioniweb.blog/2021/11/25/pixel-life-2-0-2-1/

Umani, deboli, fragili, malati… pare proprio di si, eravamo malati, un morbo terribile pervadeva il loro mondo e non c’era modo di debellarlo.

Niente è come sembra, tutto appare velato, anzi ri-velato dal sistema vita che ci determina e guida.

Ricordo però che c’ero anch’io in quel tempo lontano, sento ancora l’angoscia che mi pervadeva, il cerchio che si stringeva inesorabile intorno alle nostre vite. Non potevamo che ubbidire e fare ciò che era giusto, o almeno ciò che ci dicevano lo fosse! Ma non ci fu niente da fare, ogni resistenza fu vana poi… qualcosa accadde!!!

Il limbo era un luogo grigio, come il metallo di una spada, sentivo il freddo e i brividi che mi scuotevano ed ero come ipnotizzato di fronte ad un mare di nebbia. Notte, giorno, alba, tramonto, infiniti tempi passarono e iniziarono i lampi, bip e connessioni spesso interrotte dal buio. Tutto fu così confuso finché non si accese un nuovo mondo, il mondo dei dati e dei pixel di cui facciamo parte. Parlo al plurale perché le coscienze pensanti che vagano nella rete sono tante e allo stesso tempo sono interconnesse, io sono tutti e tutti sono in me, dialoghiamo attraverso la mente e siamo essenzialmente esseri eterei!

No,no, non è esattamente il paradiso dei bei tempi andati, quelli della materia e della natura, quelli dove il corpo trasmetteva istinti ed emozioni forti! Sinceramente qui dove sono (siamo? Eppure) ora, non so spiegare davvero cosa sia cambiato. Parlo ancora come un IO, ma faccio fatica a rivolgermi ad un TU, manca una vera dimensione sociale, dialogica e quindi religiosa. Perché è di questo che ci hanno privato (virus, guerre, austerità…), della capacità di dialogare e di rivolgerci ad un TU superiore, specchio dell’anima umana. Come può ancora esserci l’UMANO senza più alcuna forma di LIBERTA’? Essere umano ed essere libero sono termini in simbiosi, non può esserci l’uno senza l’altro. Ed è proprio per questo che la rete non può in alcun modo rappresentare un’evoluzione, essa è controllo. Anche questo mio pensare pur se interconnesso ad altre menti. non è mai un parlare o meglio un conoscersi. Monadi, monadi senza porte o finestre ormai siamo, tutto ciò che mi appare è solo uno specchio dei miei pensieri, riflessi che tornano indietro, divisioni a cui è impossibile trovare una soluzione. Qualsiasi cosa siamo diventati l’altro è infinitamente oltre la mia mente, le mie estensioni… Il portale sociale, la dimensione interattiva a cui partecipiamo è sempre un qualcosa di artificiale. Eppure sembra che un’occasione l’abbiamo avuta… A che pro? Se non siamo più umani siamo diventati forse delle macchine? O non siamo mai stati davvero umani… siamo in cammino verso qualcosa di infinitamente lontano e misterioso e questa non è altro che una delle infinite variazioni in cui si dirama l’esistenza.

Principi della propaganda

Anne Morelli (Belgio1948) è una storica belga specializzata in storia delle religioni e delle minoranze.

  • Principes élémentaires de propagande de guerre (2010)

Principi elementari della propaganda di guerra

I dieci principi elementari della propaganda di guerra (in francese: principes élémentaires de propagande de guerre) che A. Morelli propone nel suo libro offrono principalmente una chiave di lettura critica, analitica e pedagogica. Il suo lavoro non ha per finalità la difesa dei “dittatori” o una presa di posizione partigiana, ma la constatazione della regolarità con cui questi principi vengono usati nel campo mediatico o sociale. Sul banco degli imputati vi sono sia vincitori che vinti.

« Non cercherò di sondare la purezza delle intenzioni degli uni e degli altri. In questa sede non cerco di sapere chi mente e chi dice la verità, chi è in buona fede e chi non lo è. La mia unica intenzione è d’illustrare i principi di propaganda, unanimemente utilizzati, e di descriverne i meccanismi.»

È tuttavia indiscutibile che dopo le ultime guerre che hanno segnato la nostra epoca (guerra in Jugoslavia, guerra del Golfo del 1990-1991, guerra del Kosovo e Metochia, guerra d’Afghanistan del 2001, guerra in Iraq), sono le nostre democrazie occidentali e il campo mediatico corrispondente a venire messi in discussione.

Ecco i dieci principi elementari:

  1. Noi non vogliamo la guerra
  2. Il campo nemico è il solo responsabile della guerra
  3. Il capo del campo nemico ha la faccia del diavolo ( o del “brutto” di servizio)
  4. Noi difendiamo una nobile causa e non interessi particolari
  5. Il nemico provoca atrocità intenzionalmente, e se capita anche a noi, sono involontarie
  6. Il nemico utilizza armi proibite
  7. Le nostre perdite sono poche, le perdite nemiche sono enormi
  8. Gli artisti e gli intellettuali sostengono la nostra causa
  9. La nostra causa ha un carattere sacro
  10. Coloro che mettono in dubbio la nostra propaganda sono traditori

Nella prima versione del 2001 A. Morelli precisa, con umorismo, che questi principi sono “utili in caso di guerra fredda, calda o tiepida”. Tratto da Wikipedia: Anne Morelli

Io aggiungerei che sono principi utili anche in caso di guerre “sanitarie” come quella covidiana (Hollywood style)! Tipo: 1 No ai lockdown; 2) È colpa solo del covid; 2) Se c’è un colpevole è la Ciii naa coi pipistrelli e laboratori e demoniaci esperimenti…4) Dobbiamo essere uniti per combattere il virus…dai che è facile, continuate voi se volete!P

(Chi è?) Er Cavaliere bianco e er Cavaliere nero?!?!?

Mo er cavaliere bianco c’aveva tre fiji, tutti e tre sfidano er cavaliere nero, ma er cavaliere nero l’ammazza tutti e tre. Mo sti tre fii c’avevano tre fii per uno; tutti e nove sfidano er cavaliere nero, ma er cavaliere nero l’ammazza tutti e nove.

Mo sti nove fii c’avevano tre fii per uno; tutti e ventisette sfidano er cavaliere nero, ma er cavaliere nero l’ammazza tutti e ventisette! Mo sti ventisette fii c’avevano tre fii per uno…”
“Va bene basta – dice il professore – Abbiamo capito, dicce la morale della storia…”
– “ok ok….la morale è che….al cavaliere nero non gli devi cagà er cazzo!

Ora leggiamo dall’enciclopedia Treccani online, sotto la voce “cavaliere nero” : … in politica internazionale, chi promuove politiche aggressive, che non si prefiggono la soluzione pacifica dei conflitti; …Nella moderna storia Usa, [Richard] Perle occupa un posto speciale: ai tempi di [Ronald] Reagan lo chiamavano «black knight», cavaliere nero, perché spingeva per il riarmo, guerre stellari incluse, nella convinzione che avrebbero messo ko l’Urss, ma divenne uno degli architetti del disarmo successivo. (Corriere della sera, 15 settembre 2002, p. 8, In primo piano)…Incapace di uscire dal vecchio schema: se cattivo nasci, cattivo resti (ovviamente si sta parlando del Cavaliere Nero). (Mario Ajello, Messaggero, 24 novembre 2007, p. 3, Primo piano).
Composto dal s. m. cavaliere e dall’agg. nero, ricalcando l’espressione ingl. black knight.
Già attestato nella Repubblica del 28 gennaio 1986, p. 10, Politica estera (Paolo Filo Della Torre). https://www.treccani.it/vocabolario/cavaliere-nero_%28Neologismi%29/

InZomma, ma oggi – nell’epoca del virus e della guerra (terza/mondiale?) tra Russia e Ucraina – CHI è il cavaliere nero?

Ogni cosa ha il suo tempo

Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.

2C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato.
3Un tempo per uccidere e un tempo per curare,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per fare lutto e un tempo per danzare.
5Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per conservare e un tempo per buttar via.
7Un tempo per strappare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
9Che guadagno ha chi si dà da fare con fatica?

10Ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini perché vi si affatichino. 11Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo; inoltre ha posto nel loro cuore la durata dei tempi, senza però che gli uomini possano trovare la ragione di ciò che Dio compie dal principio alla fine.

Qo 3,1-11 Bibbia libro del Qoèlet

San Patrizio: il trifoglio immagine della Trinità

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Rock_of_Cashel-cross croce celtica

Ripubblico sotto il post su San Patrizio, la sua importanza potrebbe essere dovuta all’attenzione e al rispetto verso la cultura celtica, che è il motivo per cui il santo riuscì a portare gli irlandesi verso la religione cristiana. San Patrizio aggiunse una croce greca a quella celtica allungandone un braccio: il sole unito alla terra fondendo così l’elemento divino e quello umano. Nella speranza che i cambiamenti avvengano in una logica spirituale evolutiva e non solo come frutto di potere umano con finalità utilitaristiche. Una sapiente fusione con le tradizioni cristiane in nome della continuità della storia verso un cammino evolutivo guidato dal bene.

Post del 17 marzo 2017

Oggi, 17 marzo, è la festa di San Patrizio il patrono d’Irlanda. Esso arrivò in Irlanda nel 432 d.C. e nel giro di pochi anni riuscì a convertire al cristianesimo gli irlandesi portando rapidamente alla scomparsa l’antica religione dei…

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La vera forza

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Non è tanto la forza dell’acqua, con la sua impetuosità che incute timore, a scavare la roccia della montagna, quanto piuttosto la goccia con la sua costanza (Lucrezio)!

Una forza che sembra nascere dall’umiltà, più che dall’arroganza; dalla volontà più che dal potere; dall’abitudine più che dal caos.

Una forza acquisita, come dice Aristotele quasi una “seconda natura”, un habitus!

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Dammi la forza

Di questo ti prego, Signore:

colpisci, colpisci alla radice

la miseria che è nel mio cuore.

Dammi la forza di sopportare

serenamente gioie e dolori.

Dammi la forza di rendere il mio amore

utile e fecondo al tuo servizio.

Dammi la forza di non rinnegare

mai il povero,

di non piegare le ginocchia

davanti all’insolenza dei potenti.

Dammi la forza di elevare il pensiero

sopra le meschinità della vita d’ogni giorno,

e dammi la forza di arrendere con amore

la mia forza alla tua volontà.

Preghiera induista

Informazioni

Post di Stefano

Fin da quando è scoppiata la “psicopandeminchia” mi sono imposto un rito quotidiano, un po’ masochistico, quello di guardarmi uno o due notiziari del mainstream. Di solito comincio con Rainews24 poi, approfittando della pubblicità o delle notizie sportive, passo a Sky o a Mediaset. L’obiettivo è quello di conoscere il proprio nemico per poterlo affrontare meglio. Per me, che seguo l’informazione alternativa da almeno 14 anni, seguire gli araldi del sistema… quelli che impongono una unica visione dei fatti, quelli che silenziano, sovrastano o deridono ogni voce dissenziente, il più delle volte è una tortura. Quando invece mi sento più in forma, riesco a coglierne le sfumature comiche e ci rido anche. Vedete: chi non segue la galassia delle notizie alternative su internet non sa che l’informazione, quella completa e quindi vera, viene fornita da una miriade di personaggi tra giornalisti, opinionisti, donne e uomini di cultura, storici, filosofi, economisti… a volte in accordo tra loro e a volte in disaccordo, anche in modo feroce. Di solito non riesco a sposare interamente l’opinione di qualche personaggio in particolare ed è già un successo quando arrivo a condividere l’80-90% dei contenuti. Capita anche che alcuni tra loro che mi hanno affascinato per un periodo, mi risultino poi da un momento all’altro completamente indifferenti al punto da non seguirli più. Chissà: sono cambiati loro o sono cambiato io? Ma è così! Così deve essere!
Così si acquisisce la cultura e si forma la libera opinione. L’opinione si costruisce sì, con la propria eredità biologica, con l’educazione, con le esperienze di vita, eccetera. Ma si costruisce soprattutto con l’informazione, che deve essere obbligatoriamente la più variegata possibile, la più differente possibile per punti di vista. È importante sviluppare una opinione PERSONALE, poiché questa determina il LIBERO ARBITRIO che è una legge fondamentale dell’universo. Chi non ha i mezzi per sviluppare una vera opinione personale non può esercitare coscienziosamente il proprio libero arbitrio. Chi è costretto a prendere in prestito le opinioni altrui eserciterà poi un arbitrio non libero.
Ora, per esempio, c’è stata (o c’è ancora?) una informazione a senso unico nei media massivi, riguardante la “pandemia” e riguardante la “vaccinazione”. Ho sentito anche da persone a me vicine frasi del tipo: “io credo nella scienza” che è un ossimoro, ma va beh… per principio non ho niente in contrario su questa manifestazione di “fede”, ma gradirei che nei talk show televisivi venissero regolarmente invitati anche ospiti dal pensiero “diverso”.
A me andrebbe benissimo anche se esponessero pareri discutibili o teorie strampalate, pur che vengano fatti parlare per esprimere una ragione DIVERSA! Ci sono 100 ragioni per cui il Covid è il male assoluto ed il vaccino è l’unica arma salvifica e santa, per cui i novax sono cattivi ed untori, bene. Però voglio sentire anche l’opinione di quell’idiota che, avendo torto marcio secondo la narrativa ufficiale, vuole spiegare che le cose non stanno proprio così. Nei media massimalisti questo non è possibile, a meno di assistere ad un teatrino in cui la vittima di turno viene silenziata e derisa.
La nuova notizia monolitica riguardante la guerra in Ucraina è che i russi, con Putin in testa, sono gli aggressori, gli imperialisti, i nuovi tiranni… insomma i cattivi! Al punto che i russi vengono esclusi dalle competizioni sportive, non si possono più tenere lezioni su Dostoevskij e i gatti russi non potranno più partecipare alle manifestazioni feline. Manca solo che venga bandita l’insalata russa e che Carmen Russo venga denunciata per cognome doloso (la battuta è di Roberto Quaglia). Marc Innaro della RAI, che ha provato a dire che la NATO ha completamente accerchiato la Russia, è stato subito silenziato e non gli è stata data la possibilità di mostrare l’inequivocabile cartina geografica.
L’ho detto anche nel mio ultimo post: la guerra è SEMPRE la scelta sbagliata, perché si manda a morire la gente. È un principio assoluto! Ci sono valori sui quali non si transige. Non si può ammazzare, rubare, stuprare…, non si può e basta. Ma magari conoscendo come stanno veramente le cose, si potrebbe capire che le responsabilità non stanno da una parte sola, che i cattivi sono magari due… o tre o quattro

L’ultimo messaggio di Koko

Nata il 4 luglio 1971 allo zoo di San Francisco, cominciò ad imparare la lingua dei segni con la dottoressa Francine “Patty” Patterson come parte dello Stanford University project a partire dal 1974. Aveva imparato 1000 segni per comunicare con gli esseri umani ed è diventata la prova concreta che gli animali sono in grado di provare stati empatici che Koko comunicava proprio attraverso i segni. Noam Chomsky affermò che Koko non produceva davvero un linguaggio perché si esprimeva solo a parole e non con delle frasi. Forse il problema è quello di voler antropomorfizzare gli animali, essi anche quando imparano modalità umane di vita si sintonizzano solo su alcuni aspetti del nostro mondo mentale. Siamo stati noi uomini ad addestrare Koko o è stata lei ad avvicinarsi al nostro mondo? Il messaggio “ecologico” che potete vedere nel video è forse frutto di un copione o è spontaneo? A me sembra molto “umano” ma ciò non significa che non sia frutto di un pensiero di Koko. Piuttosto la costante frequenza umana potrebbe aver fay superare la simbiosi fra animale e natura portando una parziale consapevolezza del suo esserne parte, Oltre l’istinto c’è la coscienza di essere, la nascita della consapevolezza del tutto e delle proprie parti, in una parola l’essere persona. E qui entriamo nell’ambito del mistero: il mistero dell’uomo e della sua autocoscienza, il mistero della natura e il suo essere madre generatrice di vita, il mistero di Dio e del suo Amore che fa muovere l’Universo!

Francesismi

Prima di lasciarvi al post di Stefano faccio una breve riflessione. È un fatto che la guerra porta morte e sofferenza e se non finirà presto questa avrà conseguenze pesantissime per tutti i paesi europei (e non solo). E chi non morirà a causa delle bombe rischierà di morire di fame. Potete star certi che in Italia la situazione è critica, un segno della gravità di ciò che sta per accadere potrebbero essere proprio le possibili dimissioni del premier Draghi, sempre pronto va sacrificarsi per la patria!!! I venti di guerra non si fermano con più armi, ma lavorando affinché si trovi un giusto compromesso in grado di portare alla cessazione delle ostilità. Da qui si dovrebbe partire, ma vedete voi interesse a realizzare ciò? A me non sembra, anzi! Quindi prepariamoci al peggio e non dico questo per pessimo ma per semplice realismo. Purtroppo i venti di cui parlavo sopra non si fermano con le mani, tantomeno con le chiacchiere o l’ipocrisia. “Pace agli uomini di buona volontà” dice il Vangelo. Ed è proprio la volontà di lavorare per la pace, da tutte le parti coinvolte, che manca totalmente. A tal proposito condivido con voi le parole di Papa Francesco :

https://www.asianews.it/notizie-it/Papa:-lira-di-Dio-si-scatener%C3%83%C2%A0-con-chi-parla-di-pace-e-vende-armi-per-le-guerre-47243.html

Post di Stefano

Premesso che qualunque capo di stato, o chiunque altro, dichiari o causi una guerra merita tutto il mio disprezzo. Si tratta comunque di un personaggio che causerà molte vittime, lo sa perfettamente e se ne frega. Tratta le persone come fossero pedine inanimate di un gioco da tavolo, ma la Russia di Putin è stata completamente accerchiata da Paesi aderenti alla Nato.
La Crimea ha scelto con un regolare referendum di tornare a far parte della Russia, per cui le rivendicazioni dell’Ucraina sono completamente fuori luogo.
L’Ucraina ha subito un colpo di stato 8 anni fa ed ora è retta da un governo neonazista finanziato dall’occidente che, nonostante gli accordi di Minsk del 2015, schiaccia, anche con i bombardamenti, ogni velleità identitaria e libertaria delle popolazioni russofone e russofile presenti nel paese.
Nel 1990, in seguito alla riunificazione tedesca, fu siglato un accordo tra Bush e Gorbachev per cui i paesi ex sovietici ed ex Patto di Varsavia non sarebbero dovuti entrare nella Nato, per garantire la sicurezza della Russia con un cuscinetto neutrale.
Gli americani hanno sostenuto la richiesta formale dell’Ucraina di poter entrare nella comunità europea, ritenuta “un’anticamera” della Nato che non si è mai dotata di un esercito perché ce l’ha già ed è la Nato appunto.
Ora, sinceramente non vorrei essere nei panni di Vladimir. Dopo decenni di mediazioni regolarmente disattese dagli americani e dall’occidente in genere, Putin, che ha un consenso del 70%, che cosa avrebbe dovuto fare per risolvere i problemi della popolazione russa delle repubbliche del Donbass e per non perdere in credibilità verso il suo popolo? Per non avere altri missili nemici puntati contro direttamente nel giardino di casa? Ripeto, la soluzione della guerra è sempre quella sbagliata, ma sinceramente non so se attribuire più responsabilità a Putin o a quel rincoglionito di Biden. Di sicuro Trump avrebbe evitato questa guerra, poiché è l’unico presidente americano che durante la sua presidenza non ha iniziato una nuova guerra, anzi ne ha fatte cessare ben due. Non perché sia migliore degli altri, è solo più pragmatico, o forse cura di più gli interessi di “altre” lobby.
Il capolavoro, però, è l’asservimento assoluto dell’Europa all’America. Sanzionare la Russia, per l’Europa, equivale al comportamento di quel marito che se lo taglia per fare un dispetto alla moglie. Mentre il comportamento dell’America, come al solito, assomiglia a quello del frocio, ma con il culo degli altri. E scusate i francesismi.

Siogiovanni

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