Opinioni consapevoli per districarci nel marasma delle mezze verità quotidiane!
Autore: opinioniweb - Roberto Nicolini
Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di "fede" non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l'unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!
Accoccolato sulle gambe o in braccio si addolcisce assai, ma questo galletto Cemani è spesso irascibile e aggressivo con chi entra nel suo territorio. Carattere a parte proviamo a vedere se è possibile avere un pollo per amico, sia esso un gallo o una gallina. Questi volatili sono molto curiosi e superata la paura quando diventiamo figure familiari si avvicinano a noi umani e sono in grado di riconoscerci. Il galletto sopra per esempio ha un atteggiamento diverso a seconda delle persone con cui ha a che fare, con me e uno dei miei figli è tranquillo, ma con mia moglie e l’altro figlio è aggressivo e tenta agguati a sorpresa avvicinandosi di nascosto quando si è distratti. Ma per fortuna non tutti i galli hanno il suo carattere e certamente assai tranquille sono un po’ tutte le galline. Simpatiche e goffe, è rilassante vederle razzolare felici quando sono libere al pascolo. E non mancheranno di darvi qualche soddisfazione, la ricerca di affetto non è certo paragonabile a quella di un cane o di un gatto, ma proprio per questo motivo quando si avvicinano a mangiare dalle vostre mani o si fanno prendere in braccio e accarezzare, ebbene l’eccezionalità dell’evento lo rende anche più prezioso e ci si può affezionare. Quindi direi proprio di si, si può avere un pollo per amico!
Caro Stefano, purtroppo siamo ancora alla fase della “carota”, ESSI ci vanno ancora giù piano, con i guanti di velluto direi. Ma non durerà a lungo e presto si passerà al bastone, che per le teste dure che rifiutano di ammorbidirsi funziona meglio! Stress, paura, angoscia saranno la nostra quotidianità e imploreremo la famosa “pillola blu” per poter far parte anche noi della meravigliosa neo-società del virus e delle sue virtuosissime regole. Quanto è difficile svegliarsi, ogni giorno lo è di più e arriveremo al punto che la differenza fra il sonno e la veglia sarà solamente quella della postura: orizzontale (il primo) e verticale (la seconda), ma entrambe con gli occhi ben chiusi. Nel frattempo meditiamo e facciamo un po’ di Yoga che male non fa
Post di Stefano:
La situazione attuale, ormai abituale visto che è passato un anno, produce degli stati d’animo. Chi mi ha letto qualche volta sa come la penso, e cioè che non credo nella versione e nella narrazione ufficiale sulla presunta pandemia. Ben inteso, non sono un “negazionista” (termine orribile), il virus c’è e produce una malattia seria, ma non è preoccupante come ce la vogliono far passare e, se presa in tempo e curata adeguatamente, non è più pericolosa di una qualsiasi altra influenza, perché tale è. Lo stato d’animo persistente che i media vorrebbero propinare, e che purtroppo nella maggior parte dei casi riescono a rifilare è quello della paura. La paura, stato fisiologico ed emozionale importante per la sopravvivenza dell’individuo e della specie, quando diventa una condizione abituale produce delle alterazioni fisiologiche dannosissime alla salute e pericolose per la sopravvivenza stessa. Lo stato di stress da paura produce adrenalina, la quale, con il cortisolo a lei associato, aumenta la glicemia, il battito cardiaco, la pressione sanguigna e produce infinite altre alterazioni fisiologiche. Utilissime quando si tratta di affrontare un pericolo imminente, ma devastanti per la salute, quando questo stato si protrae nel tempo. Chi si informa con continuità sui “canali ufficiali” riceve dosi “orarie” di nuova adrenalina e cortisolo, tutta l’informazione sembra studiata apposta per non concedere tregua. Tutto questo non può essere non voluto. Qualsiasi giornalista voglia essere serio nella sua professione, qualsiasi governante tenga al benessere del suo popolo, non somministrerebbe mai questa dose di veleno quotidiano: ci sarà la terza ondata… gli asintomatici possono essere contagiosi… non ci sono abbastanza vaccini per tutti… chi si vaccina può infettare ugualmente… le misure di contenimento verranno mantenute, anzi no, e invece sì… Sembra non ci sia nessuna Speranza… tranne il ministro!
Chi invece, come me, non crede alla versione ufficiale, per convinzioni personali o per l’utilizzo di canali di informazione alternativi, tende a sviluppare la rabbia. La consapevolezza dell’attacco sferrato all’umanità, i cui motivi non sono del tutto chiari, unito al senso di impotenza, produce una collera, ma anche lei persistente. Pure questo stato d’animo è un fattore di stress e produce uno stato fisiologico simile a quello della paura, con le medesime conseguenze per la salute.
L’aver preso coscienza che l’alternativa tra paura e rabbia è come quella esistente tra la padella e la brace, mi ha fatto riflettere sulla possibilità di una terza via: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” diceva il Mahatma Ghandi, la grande anima. Se non puoi cambiare il mondo cambia te stesso, mi sono ripetuto. Bene, ma io non riesco ad essere così serafico, sono un tipo molto attivo ed in me, anche se la paura difficilmente attacca, è difficile evitare del tutto l’ira. Per cui faccio e farò così, prendo entrambe le vie: per quanto possibile cercherò di sviluppare al massimo la mia coscienza e le mie doti spirituali, cercando di trovare la calma, evitare lo stress e non fare il loro gioco. Poi però, quando l’incazzatura sarà inevitabile, scriverò qualche articolo, come questo, illudendomi di poter cambiare il mondo.
Magari, per migliorare il pianeta non servirà a niente, ma come sfogo sì!
Karl Friedrich Schinkel, Apparizione della Regina della notte, per una scenografia del Flauto magico (1815)* – Fonte Wikipedia
Ascolta
la voce del silenzio…
Nessun suono è così intenso
come quello che nasce
nell’animo illuminato dall’amore
capace di volare
nelle infinite note
della propria solitudine
dove c’è un solo sentire
traboccante
la musica della divinità.
* luce e tenebre si equivalgono nella vita di ognuno con continui inciampi e ricadute. Ma è nel passaggio – faticoso e graduale – dalle tenebre alla luce che il singolo, specchio dell’umanità intera, può portare saggezza e bene nel mondo se avrà imparato a viverli profondamente nel proprio cuore…
Emmanuel Levinas affermava che solo andando verso il prossimo posso dirigermi verso la trascendenza assoluta, cioè al di là dell’Essere! La trascendenza è raggiungibile andando verso il Tu a cui essa mi destina e solo in questo modo è salvaguardata nella sua alterità radicale e irriducibile all’Essere!
Ma queste mie poche parole non servono certo per introdurre la filosofia di Levinas, esse sono solo uno stimolo per aprirsi alla lettura del libro del mio amico Estevam Matiazzi <<Alterity and Ethical Sense of Religion in the Philosophy>> of Emmanuel Lévinas
Cliccando sul link sopra è possibile acquistare il libro di Estevam su amazon in versione kindle o cartaceo. Sono certo che il testo merita di essere letto soprattutto da chi è alla ricerca di quel Tu che ci costituisce, superando <<la contaminazione dell’Essere, con le sue inevitabili violenze, e tuttavia origine di ogni significazione, di ogni ricerca autentica della giustizia, di ogni”razionalità della pace”>>. Credo che oltre agli amici brasiliani e portoghesi che ogni tanto visitano il blog, il testo in versione ebook sia comunque accessibile a chi voglia tentare di addentrarsi nella filosofia di Emmanuel Levinas. Io certamente proverò a leggerlo.
Purtroppo con questa versione di Word Press non posso inserire direttamente i video, ma potete vederlo cliccando direttamente al sul link attivo qui sotto. Il video si basa sulla lettera “A mio figlio” scritta da Stefano e che avevo pubblicato nel blog http://A mio figlio
Voce narrante: Dario Albertini Musica e video: Luciano Sartini
Premetto che anch’io nel lontano 2013 votai il movimento (ma solo alla camera subodorando la fregatura). L’appoggio al governo Draghi non è certo peggiore di un’eventuale prosieguo del Conte tre, anzi se davvero si volesse dare una discontinuità alle scelte del precedente governo ritengo giusto rimanere dentro e fare opposizione dall’interno. Cosa che chiaramente i 5s non faranno, limitandosi ad un ulteriore fuoriuscita dei dissidenti sempre pronti a dare un sostegno esterno (per non andare alle elezioni)! Sottoscrivo comunque le riflessioni che Stefano scrive nel post sotto, i 5s sono sotto ogni punto di vista il piano b del Capitale, se vogliamo proprio vedere un lato positivo direi che bruciato il movimento e bruciato Draghi il sistema ha davvero giovato le sue ultime carte, vedremo se ci sarà chi ne approfitterà “politicamente” per creare le condizioni di una vera discontinuità.
Post di Stefano
Di solito non rivolgo critiche feroci verso partiti o ideologie aggreganti che, quantomeno, accomunano e raccolgono persone intenzionate a cambiare in meglio la società, specie se queste persone, o la maggioranza di loro, sono spinte da buona fede. In questo caso farò eccezione, ma la mia critica non è rivolta ad una presunzione di malafede della base del movimento, bensì all’atteggiamento fideistico ed acritico, paragonabile al tifo da stadio od alla fede religiosa, imperante nei rimasugli del movimento 5 stelle che d’ora in poi chiamerò grUllini. Due volte mi sarei tagliato la mano destra piuttosto che votare come purtroppo ha fatto, mano destra alla quale non rinuncerei mai visto che sono un abile bricoler. Infatti, opportunisticamente, non l’ho tagliata, ma se lo sarebbe meritato! La prima volta è stata quando ho votato per quel cr…nale di Prodi nel 1996, il principale responsabile della “caduta” dell’Italia nell’inferno dell’Euro, la seconda quando ho votato per il movimento 5 stAlle nel 2013. Nel 2018 non li ho votati perché fortunatamente avevo già capito. Dunque, i vertici del movimento hanno tradito e disatteso tutte le promesse fatte alle elezioni: fuori dall’Europa e dall’euro… mai con i Leghisti razzisti… mai con i Piddini… mai con lo Psiconano… Ora, attraverso la farsa della votazione nella piattaforma Rousseau: “Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?”… in pratica una supercazzola che ha costretto i grUllini sprovveduti ad assentire all’alleanza con il peggiore dei neoliberisti, servo dei banchieri e degli speculatori finanziari, fautore delle peggiori austerità, più di Monti. Uno dei più importanti “privatizzatori” dei patrimoni pubblici italiani. Privatizzazioni pianificate nel Panfilo Britannia nel ‘92 insieme a Ciampi, Monti, Andreatta, Grillo eccetera… e che, a capo della BCE, è stato il distruttore della Grecia… Insomma il peggiore dei peggiori! Le uniche battaglie che i grUllini hanno vinto, e che stavano nel programma, sono state: il reddito di cittadinanza e la riduzione del numero di parlamentari. Due battaglie, a mio avviso, sbagliate e funzionali alle strategie delle élite che vogliono la popolazione assoggettata e ricattabile, privata della dignità di un lavoro e poco rappresentata in parlamento. Con quest’ultimo tradimento i grUllini, consegnando l’Italia a Draghi, hanno compiuto l’atto finale, perfetto nella sua efferatezza. Perfetto, perché hanno saputo convogliare la maggioranza del malcontento popolare verso i desiderata dei dominatori. Perfetto, perché sono riusciti a compiere questo atto prima di sparire del tutto con le prossime elezioni. Infine perfetto, perché ormai hanno fatto perdere definitivamente la fiducia del popolo verso nuovi, eventuali, soggetti politici, magari veramente e genuinamente rivoluzionari.
<< Nuvole… Sono loro oggi la principale realtà e mi preoccupano come se il velarsi del cielo fosse uno dei grandi pericoli del mio destino. Nuvole… Esisto senza che io lo sappia e morirò senza che io lo voglia. Sono l’intervallo tra ciò che sono e ciò che non sono, tra ciò che sogno di essere e ciò che la vita mi ha fatto essere, la media astratta e carnale fra le cose che non sono niente, più il niente di me stesso. Che inquietudine che sento, che disagio se penso, che inutilità se voglio!>> tratto da “Il libro dell’inquietudine” di Fernando Pessoa
Scorrono veloci, mutano, si dissolvono… nuvole di vapore che popolano il cielo! Filtra tra loro un raggio di luce, rende manifesta la vita. Inquietudine, disagio, inutilità, queste sono le essenze di chi – guardando il cielo – vede passare nei suoi immensi binari, sconfinati bastioni bianchi di puro vapore, evanescenti rugiade che in un ciclo eterno torneranno alla terra per poi risalire. Esistenza perpetua, immersa in una nebbia fitta, come un punto al centro del tutto, finirà senza essere mai iniziata. Un limbo che svuota ogni speranza, il cielo è uno specchio da infrangere.
È in atto una vera e propria trasformazione antropologica. Oggi mi è capitato un evento apparentemente scollegato dalla narrazione diffusa sul Covid, ma ormai, è più forte di me, non riesco a non fare collegamenti. Stamane, approfittando della bella giornata di sole, sono andato con la mia compagna a fare una passeggiata al porto. Nella mia città c’è un grande porto commerciale e uno dei posti più magici, poiché si trova in mezzo al mare e da lì si può ammirare gran parte della città vecchia col Duomo in cima alla sua collina, è il molo della lanterna rossa. Ho visto della gente che ci passeggiava e ne abbiamo approfittato subito dato che, fin dalla chiusura per le restrizioni da Covid e per qualche motivo assurdo, il molo era stato chiuso al pubblico. All’ingresso c’era un cancelletto aperto con affissi dei cartelli che non ho neanche letti, tanto, ho pensato: “saranno le solite pippe sul distanziamento e sulle mascherine”. Mentre tornavamo dalla passeggiata percorrendo il molo, ci sentiamo fischiare e subito dopo redarguire da un lavoratore portuale, ad alta voce e col tono arrabbiato: «Non avete visto il cartello? Qui è vietato l’ingresso!» Abbiamo chiesto spiegazioni, giustificandoci che c’era pochissima gente e che il “distanziamento” era garantito. Ma lui aggiunge: «Non c’entra niente il Covid, è una questione di sicurezza, VI HO SALVATO LA VITA… » ha detto proprio così: «… se una nave in avaria va a sbattere sul molo e lo demolisce, voi rischiate di morire, il molo non sarà più aperto al pubblico!» Ha continuato dicendo che a Genova è avvenuto questo tipo di incidente e, pur se le cause legali sono ancora in corso, i responsabili del porto andranno in galera. Io ho prontamente ribadito che ho più di 60 anni e che mio padre mi portava al porto fin da quando ero bambino e che non è mai successo niente: deve succedere proprio ora? Ed ho concluso con la frase di Franklin che amo molto: “Chi rinuncia alla propria libertà per la sicurezza non merita né la sicurezza né la libertà.» Lui ha bofonchiato qualcosa mentre noi ce ne andavamo tra l’approvazione di altri ragazzi presenti. Ora: quando si attraversa la strada si rischia la vita con una probabilità un milione di volte superiore, forse un miliardo. Quando si guida un’auto? Quando si passeggia per un sentiero di montagna… quando si fanno milioni di altre attività qualsiasi? Non dobbiamo più fare niente e chiuderci dentro casa? Molto bene, quindi per il canarino è preferibile stare in gabbia, così il gatto non lo mangia… no?
Libertà!
La libertà è da persone adulte, persone che si assumono le proprie responsabilità, persone pronte a pagare per i rischi corsi. Tutto è cominciato con gli anni ‘80, a me viene da pensare all’obbligo per le cinture di sicurezza e per il casco in moto. Non metto in dubbio che siano presidi indispensabili per la sicurezza, ma perché obbligarli? Perché trattarci da bambini? Tu puoi consigliarmi di farlo, mostrarmi le conseguenze derivanti dal non uso… un po’ come si fa con le sigarette. Ma non puoi obbligarmi. I genitori obbligano o vietano qualcosa ai loro figli, poiché sono per definizione degli irresponsabili: i minori non rispondono alla legge come i maggiorenni. Lo Stato potrebbe farti pagare le spese provocate dai tuoi comportamenti irresponsabili, non l’ha mai fatto, ma, con tutti i distinguo, potrebbe farlo: il tuo trauma cranico è derivato dal tuo non uso del casco, ti curo ugualmente, ma poi mi paghi tutta l’assistenza! Ti viene un tumore al polmone per via del fumo… uguale! Magari potrei farmi un’assicurazione privata per coprire i danni da comportamenti irresponsabili, in un contesto civile di rapporti tra adulti. Voglio essere trattato da adulto! Non mi faccio quella merda di terapia genica chiamata impropriamente vaccino. E se poi mi viene il Covid? Bene, non voglio che il servizio sanitario mi curi. A condizione però che non siano più curati anche i tumori da fumo, le cirrosi epatiche degli alcolisti e le crisi d’astinenza dei tossici. I paracadutisti sportivi non lo sanno che è infinitamente più pericoloso lanciarsi che stare seduti sul divano? Vogliamo vietare il paracadutismo? Anche io da giovane ho “starnazzato” col deltaplano, ho praticato l’arrampicata libera, eccetera. Sapevo benissimo i rischi che correvo, ma volevo essere LIBERO di farlo. Se l’autorità si vuole coprire le spalle mette un bel cartello: quel sentiero è pericoloso per frana o per caduta massi; quella pista da sci è per sciatori estremamente esperti, se non lo sei caxxi tuoi! Su quel molo una volta ogni 200 anni si può incagliare una nave, vedi tu. Il Giudice rappresentante di uno Stato “adulto” condanna “l’adulto”, che era stato avvertito, a pagarsi le spese di assistenza sanitaria. Invece no, come dice Noam Chomsky, al potere piace che noi restiamo con la testa di dodicenni e ci tratta da tali. Purtroppo molti ci cascano e si comportano da dodicenni.
Io, seduto sotto quella lanterna rossa, ci passai delle notti intere a piangere quando mi lasciò la donna che amavo. Il pensiero di non poterci tornare più mi manda in bestia!