Metodo scientifico

Photo by Pixabay on Pexels.com

Condivido con Stefano che spesso ci vengono presentati “fatti” che fanno acqua da tutte le parti! Di solito basta il mantra della ripetizione ossessiva per farli diventare veri al di là di ogni ragionavole dubbio! Anzi il dubbio diventa “negazione” di verità incontestabili. Si, questo è il metodo (scientifico?) con cui si danno molte informazioni, sta a noi credere a tutto o perlomeno porsi delle domande .

Post di Stefano

Io lo adoro, sarà che sono un maledetto razionalista, anche troppo, ma a me piace proprio! A me piace il ragionamento logico, l’osservazione dei fenomeni naturali, la teorizzazione, la sperimentazione e la ripetitività della dimostrazione sperimentale. Magari non riesce a spiegare tutto, e ci mancherebbe! Siamo forse a conoscenza di tutta la struttura della natura stessa? La scienza progredisce, gradualmente. Basta non essere presuntuosi, non pensare di aver raggiunto chissà quali conoscenze e, con umiltà, cercare di avvicinarsi sempre di più al disvelamento delle verità insite nella struttura dell’universo stesso. Questo è il MIO scientismo, uno scientismo aperto a rimettere sempre in discussione tutto ciò che dovrebbe essere messo in dubbio in seguito a nuove scoperte o a nuove teorie rivoluzionarie.

Tutt’altro è ciò che ci viene raccontato da chi ha il potere e che è di suo interesse farlo.

Perché affermo questo? Semplicemente perché, oltre ad avere una minuscola base di conoscenze scientifiche elementari, posseggo anche un forte senso della logica.

Per dimostrare il mio scetticismo riguardo la narrazione “scientifica” sulla presunta pandemia da Covid 19, essendo un evento di portata eccezionale per il destino dell’umanità, al pari delle grandi guerre o dei grandi progressi tecnologici, sono costretto a riportare la fallacia nella narrazione inerente ad alcuni grandi eventi passati. Narrazione ufficiale che di scientifico non ha nulla e che non ha nulla di sensato, se solo ci si approccia senza pregiudizi, con minime conoscenze e, soprattutto, con  l’uso della logica.

Potrei fare un numero enorme di esempi e potrei approfondire ogni singolo “argomento”, ma mi limiterò ad illustrare alcune “pistole fumanti”, cioè alcune cose indiscutibili che basterebbe conoscere per cambiare opinione su fatti storici narrati in maniera palesemente falsa. Fatti storici che hanno avuto un forte impatto sullo sviluppo della società umana.

Un paio di cosette sulla seconda guerra mondiale: gli stessi banchieri che hanno finanziato Hitler hanno finanziato anche Churchill… oltretutto ebrei! (esistono ebrei di serie A ed ebrei di serie B?). I giapponesi avevano già presentato la resa ufficiale e quasi incondizionata agli Stati Uniti, non c’era motivo dunque di “testare” le bombe atomiche, né di mandare un avvertimento così palese all’URSS.

Kennedy è stato ucciso da 3 pallottole provenienti da direzioni diverse, non può essere stato vittima di un killer solitario.

La Luna dista 400000 Km dalla Terra, il segnale radio per andare e venire impiega quasi 3 secondi: il “presunto astronauta” non avrebbe potuto rispondere a stretto giro di parola, come invece si nota un paio di volte nei filmati ufficiali rilasciati dalla Nasa.

Tre grattacieli non potevano essere abbattuti da due aerei e soprattutto non potevano venir giù a velocità di caduta libera, come invece normalmente avviene in caso di demolizione controllata.

Eccetera, eccetera.

Ora, una cosa è essere fiduciosi nella scienza e una cosa è credere supinamente a ciò che viene narrato, per quanto la fonte “narrante” sia ufficiale.

L’ufficialità della fonte è spesso determinata dal potere che si ha di poter narrare.

Si dice che la storia la scrive chi vince le guerre, ma anche chi controlla i giornali ed i telegiornali impone la sua versione dei fatti. Anche chi controlla le riviste scientifiche pubblica ciò che vuole. Chi presiede all’assegnazione dei premi Nobel, premia quelle ricerche che più fanno comodo al sistema.

Perché non dovrebbe essere così? Se sono state raccontate delle balle così colossali all’umanità intera, perché non dubitare riguardo la narrazione ufficiale sul Covid?

Quindi non si possono definire antiscientifici tutti quei medici, virologi e ricercatori che, sulla base delle loro conoscenze, non accettano di sottoporsi alle terapie geniche sperimentali ingannevolmente presentate come vaccini. Chiunque può consentire di fare la cavia, se vuole, ma di certo nessuno può essere costretto.

Il Cenacolo, un tuffo nel passato!

La genialità di Leonardo gli ha permesso di inventare macchine che sarebbero state realizzate solo molti secoli più tardi. Nel Codice atlantico possiamo vedere un elicottero, un carroarmato meccanico, un paracadute e una calcolatrice… molte di queste invenzioni sono state costruite recentemente seguendo le sue indicazioni dimostrando di essere perfettamente funzionanti. Ma se Leonardo sapeva “vedere il futuro”, perché non pensare che avesse altrettanta capacità di portarci indietro nel tempo di fronte a straordinari eventi del passato? Mi riferisco chiaramente proprio alla sua “Ultima cena”, questo affresco “a secco” che ci mostra quello che sarebbe potuto accadere quando Gesù pronunciò queste parole: <<Questa sera uno di voi mi tradirà!>>

I Dodici si agitano, ognuno reagisce in modo differente a queste parole tragiche. Leonardo divide i dodici in quattro gruppi di tre.

Da destra a sinistra: Matteo, Taddeo e Simone

A destra Taddeo e Simone, cercano di ragionare, mentre Matteo li osserva e, con le braccia che vanno in direzione opposta allo sguardo, porta il gruppo al centro della tavola, verso Gesù che ha pronunciato le parole all’origine del loro agitarsi.

Bartolomeo, Giacomo il minore, Andrea

A sinistra Bartolomeo si alza di scatto appoggiando le mani sul tavolo. Giacomo il minore si gira allungando la mano, mentre Andrea, fratello maggiore di Pietro, alza le mani come per respingere ogni accusa.

Pietro, Giuda e Giovanni

A sinistra, vicino ad Andrea, Pietro si alza con rabbia e appoggia la mano sinistra sulla spalla di Giovanni come a chiedergli spiegazioni su quanto detto da Gesù. Con la mano destra impugna il coltello pronto a colpire il traditore.

Giuda (seduto, Pietro è dietro di lui) si sente scoperto, ha paura, è come paralizzato e vorrebbe scomparire. Nella mano ha il sacchetto con le monete. Il suo volto è l’unico in ombra, un’ombra che ormai fa parte di lui è ha corrotto il suo animo in profondità.

Giacomo il maggiore, Tommaso e Filippo

Subito alla destra di Gesù c’è Filippo, che con le mani al petto chiede a Gesù: “Sono forse io?”.

Tommaso invece alza il dito come a chiedere le prove di una simile accusa. Di lì a pochi giorni metterà il suo dito nelle piaghe di Gesù per poter superare la propria mancanza di fede.

Giacomo Maggiore sembra scandalizzato dalle parole del Signore e allarga le braccia come a volersi allontanare da Gesù.

Chi rimarrà acconto al Signore quella sera nell’orto degli ulivi? Ma del resto, chi di noi lo avrebbe fatto? Chi avrebbe mai capito l’enormità di quanto stava per accadere?

Il tempo e lo spazio si sono piegati e Leonardo ci ha proiettati lì, di fronte a Cristo che pur ritreaendo la mano dal piatto dove Giuda stava mangiando, non si sottrae al suo tragico destino e lava il peccato di ogni uomo col suo stesso sangue!

Siate il meglio

Photo by Pixabay on Pexels.com

Se non puoi essere un pino su un monte,

sii una saggina nella valle,

ma sii la migliore piccola saggina

sulla sponda del ruscello.

Se non puoi essere un albero,

sii un cespuglio.

Se non puoi essere una via maestra,

sii un sentiero.

Se non puoi essere il sole,

sii una stella.

Sii sempre il meglio

di ciò che sei.

Cerca di scoprire il disegno

che sei chiamato ad essere,

poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita.

liberamente tratto da Martin Luther King (dal libro In volo come farfalle 5 Elledici scuola)

La ruota del criceto è diventata virale!

Loop infernale

Gira, gira, gira… la vita è tutta una corsa, dormi, mangi e riprendi a correre il un loop infinito!

Di ruote ce ne sono tante, si assomigliano ma la velocità con cui girano dipendono anche dalla robustezza del perno: amore, lavoro, religione, …. virus!

Criceto felice al lavoro

Lockdown—>>Distanziamento sociale—>>Mascherine—>>Tamponi—>>Vaccini—>> Passaporto vaccinale—>>lockdown—>><<—Distanziamento sociale<<—Mascherine<<—Tamponi<<—Vaccini<<—Passaporto vaccinale<<—lockdown—>>…..

Osserva, rilassati e lasciati andare…

Potente, coinvolgente, allucinante, terrorizzante, in-negabilmente vera, in-contestabile!

Smetterà mai di girare?

Deduzioni viro-illogiche

Photo by Mathias P.R. Reding on Pexels.com

1)

Il lockdown serve

Dobbiamo evitare il lockdown

Facciamo il lockdown per evitare il lockdown

2)

Si deve isolare il virus per impedirne la diffusione

Le persone vanno isolate per impedire la diffusione del virus

Le persone sono il virus

3)

Il vaccino è sicuro

Il vaccino è sicuro, nessuna correlazione

Sospendiamo il vaccino

Oh che bel castello

Oh, che bel castello

Marcondirondirondello

Oh, che bel castello

Marcondirondirondà

Oh, che bel castello

Marcondirondirondello

Oh, che bel castello

Marcondirondirondà

Il mio è ancora più bello

Marcondirondirondello

Il mio è ancora più bello

Marcondirondirondà…

Meditazioni

Avatar di opinioniweb - Roberto NicoliniOpinioniWeb-XYZ

tramonto-luna-gruppo-poperaPoesie di Lorenzo

Odi

il canto invisibile del vento;

ora, ecco

due figure stagliarsi sul cielo della notte.

Noi, solo una pallida luce.

Quanta ricchezza

in uno sguardo verso il cielo.

No, esiste l’Eterno

lo sento così come

la forza nuda del vento

le minacce della notte

lo sguardo concesso

dall’immenso cielo.

Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI.

View original post

Inizio

Photo by brenoanp on Pexels.com

Prologo

Era sempre stato lì, ad attenderlo,… era sempre stato lì! Generazioni di ombre passate in superficie, ma mai un volto amico da guardare. Quando la vita ricomincia capita spesso di smarrirsi, eppure non so. Non so proprio perché il vuoto che mi stringe sia sempre così grande. Un volto amico, per favore, datemi un volto amico in cui possa riconoscermi!

Era estate e pensare che oggi io le odio proprio le estati, con la loro immobilità, sembra di vivere inchiodati ed oppressi dall’afa e dall’azzurro languido del cielo. La cosa buffa, fra l’altro, è che sono nato in estate, proprio nel pieno della sua maturità. Le città si svuotano, tutto si ferma ma tu decidi di fare capolino nella vita. Quando mi guardo dentro lo sento proprio quel dolore caratteristico di ogni nascita, un trauma senza tempo che accompagna da sempre l’umanità. È il nostro Big bang, la genesi di ogni genesi, il punto, l’inizio, la fine del tutto indistinto e dell’anonimato.

Cerchiamo di districarci da questo ingarbugliato gomitolo di ricordi. I tasselli sono molti, ma tutti si incastrano inevitabilmente. Questa, sapete, è l’unica palese verità di ogni vita. Fateci caso, guardate indietro, avanti e poi tornate in voi stessi. Non vedete che tutto combacia? Cosa c’è di strano, di casuale, nella vostra vita?

Photo by Suzy Hazelwood on Pexels.com

Inizio degli anni ’80

Luca aveva quasi 11 anni e una grande fantasia, ogni cosa nel suo mondo da bambino era color pastello, un mondo a fumetti dove tutti i personaggi erano suoi amici. In quel mondo ci si poteva rifugiare, cullare, avventurare, ma fuori era un’altra cosa. Fuori era misterioso, anzi addirittura pauroso! Questo non significa che Luca fosse un disadattato, piuttosto doveva crescere e sentirsi pronto ad uscire, a rinascere. Aveva amici reali, certo che sì! Una di queste era Anna che riappariva nella sua vita all’inizio di ogni estate, verso la fine di Giugno per le vacanze estive. Quando finalmente arrivava era come un vento fresco in mezzo all’immobilità dell’afa opprimente dell’estate. Sconvolgeva, smuoveva, esaltava ogni cosa in cui si imbatteva con il suo entusiasmo.

Luca viveva con i suoi genitori in un appartamento in affitto costruito alla fine degli anni ’30 del ventesimo secolo. Ancora i pavimenti e gli infissi erano quelli originali ed entrando in casa era come fare un salto indietro nel tempo! Una casa vecchia ma solida al di là di ogni ragionevole dubbio, perché costruita con una tecnica mista, aveva muri maestri fatti di mattoni pieni, ma anche solidi pilastri di cemento armato. Erano le prime case veramente antisismiche che venivano costruite con criteri rigorosi e negli anni avevano superato indenni già altri terremoti di rilievo! E al piano terra, in parte seminterrato, oltre alle cantine, sul davanti dell’edificio affacciate su dei giardini c’erano delle stanzone utilizzate come abitazione da una zia di Anna. Ed è lì che lei e i suoi genitori passavano l’estate fuggendo dal caos della città dove vivevano nel resto dell’anno, Roma! Vivevano un po’ accampati e senza troppe pretese, ma a differenza di oggi non gli mancava niente perché era la semplicità a riempire le loro vite. Al mattino andavano al mare, perché Ancona è una città di mare, poi al pomeriggio si rilassavano lasciando passare il tempo fra una chiacchierata e l’altra, godendo al calar della sera la frescura dei vicini giardini e degli alti alberi frondosi che ombreggiavano la casa. Perché i piccoli giardinetti, sopraelevati rispetto alla strada, erano proprio davanti alla casa, uno per ognuno dei sei appartamenti della palazzina dove abitavano Luca e la zia di Anna.

<<Cavoli Luca, ma quanti fumetti hai? Passi più tempo a leggere che a respirare un po’ d’aria fresca! Stasera facciamo un picnic nel giardino dei tuoi? Invitiamo pure Carla e suo fratello Aldo così ci divertiamo>>

I fumetti erano sacri per Luca, ormai la pila che puntualmente costruiva partendo dal pavimento, era diventata più alta di lui e sarebbe continuata a crescere ancora per molti anni. Però le proposte di Anna erano sempre interessanti, coinvolgenti al punto da distoglierlo dai suoi amati fumetti.

<<Ok Anna, mangeremo dei panini con wurstel e patatine fritte, il tutto annaffiato con un fiume di coca cola! Ascolteremo pure la cassetta di Vasco Rossi “Bollicine” che mi ha comperato mia madre>>

Crogiolarsi nella semplice delizia della propria reciproca presenza, avere la gioia del mondo intero a tua disposizione perché sai che l’altro è un universo in cui puoi specchiarti e vederci attraverso, l’altro in quel momento è tuo amico vero e l’amicizia è dono! Ma quanto dura questa magia? Sfugge dalle mani come sabbia fine, stringi ma continua a cascare e si sparge nel vento della vita. Il vento dei pensieri, del tenere sotto controllo, del diventare adulti.

Una foto sfuocata quei ricordi, ma a che servono le foto? Ci focalizziamo su un’immagine perdendo di vista l’insieme di cui facciamo parte. Ma il racconta continua… (forse)

Un pollo per amico!

Accoccolato sulle gambe o in braccio si addolcisce assai, ma questo galletto Cemani è spesso irascibile e aggressivo con chi entra nel suo territorio. Carattere a parte proviamo a vedere se è possibile avere un pollo per amico, sia esso un gallo o una gallina. Questi volatili sono molto curiosi e superata la paura quando diventiamo figure familiari si avvicinano a noi umani e sono in grado di riconoscerci. Il galletto sopra per esempio ha un atteggiamento diverso a seconda delle persone con cui ha a che fare, con me e uno dei miei figli è tranquillo, ma con mia moglie e l’altro figlio è aggressivo e tenta agguati a sorpresa avvicinandosi di nascosto quando si è distratti. Ma per fortuna non tutti i galli hanno il suo carattere e certamente assai tranquille sono un po’ tutte le galline. Simpatiche e goffe, è rilassante vederle razzolare felici quando sono libere al pascolo. E non mancheranno di darvi qualche soddisfazione, la ricerca di affetto non è certo paragonabile a quella di un cane o di un gatto, ma proprio per questo motivo quando si avvicinano a mangiare dalle vostre mani o si fanno prendere in braccio e accarezzare, ebbene l’eccezionalità dell’evento lo rende anche più prezioso e ci si può affezionare. Quindi direi proprio di si, si può avere un pollo per amico!

Paura, rabbia o presa di coscienza.

Foto di Karin Henseler da Pixabay

Caro Stefano, purtroppo siamo ancora alla fase della “carota”, ESSI ci vanno ancora giù piano, con i guanti di velluto direi. Ma non durerà a lungo e presto si passerà al bastone, che per le teste dure che rifiutano di ammorbidirsi funziona meglio! Stress, paura, angoscia saranno la nostra quotidianità e imploreremo la famosa “pillola blu” per poter far parte anche noi della meravigliosa neo-società del virus e delle sue virtuosissime regole. Quanto è difficile svegliarsi, ogni giorno lo è di più e arriveremo al punto che la differenza fra il sonno e la veglia sarà solamente quella della postura: orizzontale (il primo) e verticale (la seconda), ma entrambe con gli occhi ben chiusi. Nel frattempo meditiamo e facciamo un po’ di Yoga che male non fa

Post di Stefano:

La situazione attuale, ormai abituale visto che è passato un anno, produce degli stati d’animo. Chi mi ha letto qualche volta sa come la penso, e cioè che non credo nella versione e nella narrazione ufficiale sulla presunta pandemia. Ben inteso, non sono un “negazionista” (termine orribile), il virus c’è e produce una malattia seria, ma non è preoccupante come ce la vogliono far passare e, se presa in tempo e curata adeguatamente, non è più pericolosa di una qualsiasi altra influenza, perché tale è. Lo stato d’animo persistente che i media vorrebbero propinare, e che purtroppo nella maggior parte dei casi riescono a rifilare è quello della paura. La paura, stato fisiologico ed emozionale importante per la sopravvivenza dell’individuo e della specie, quando diventa una condizione abituale produce delle alterazioni fisiologiche dannosissime alla salute e pericolose per la sopravvivenza stessa. Lo stato di stress da paura produce adrenalina, la quale, con il cortisolo a lei associato, aumenta la glicemia, il battito cardiaco, la pressione sanguigna e produce infinite altre alterazioni fisiologiche. Utilissime quando si tratta di affrontare un pericolo imminente, ma devastanti per la salute, quando questo stato si protrae nel tempo. Chi si informa con continuità sui “canali ufficiali” riceve dosi “orarie” di nuova adrenalina e cortisolo, tutta l’informazione sembra studiata apposta per non concedere tregua. Tutto questo non può essere non voluto. Qualsiasi giornalista voglia essere serio nella sua professione, qualsiasi governante tenga al benessere del suo popolo, non somministrerebbe mai questa dose di veleno quotidiano: ci sarà la terza ondata… gli asintomatici possono essere contagiosi… non ci sono abbastanza vaccini per tutti… chi si vaccina può infettare ugualmente… le misure di contenimento verranno mantenute, anzi no, e invece sì… Sembra non ci sia nessuna Speranza… tranne il ministro!

Chi invece, come me, non crede alla versione ufficiale, per convinzioni personali o per l’utilizzo di canali di informazione alternativi, tende a sviluppare la rabbia. La consapevolezza dell’attacco sferrato all’umanità, i cui motivi non sono del tutto chiari, unito al senso di impotenza, produce una collera, ma anche lei persistente. Pure questo stato d’animo è un fattore di stress e produce uno stato fisiologico simile a quello della paura, con le medesime conseguenze per la salute.

L’aver preso coscienza che l’alternativa tra paura e rabbia è come quella esistente tra la padella e la brace, mi ha fatto riflettere sulla possibilità di una terza via: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” diceva il Mahatma Ghandi, la grande anima. Se non puoi cambiare il mondo cambia te stesso, mi sono ripetuto. Bene, ma io non riesco ad essere così serafico, sono un tipo molto attivo ed in me, anche se la paura difficilmente attacca, è difficile evitare del tutto l’ira. Per cui faccio e farò così, prendo entrambe le vie: per quanto possibile cercherò di sviluppare al massimo la mia coscienza e le mie doti spirituali, cercando di trovare la calma, evitare lo stress e non fare il loro gioco. Poi però, quando l’incazzatura sarà inevitabile, scriverò qualche articolo, come questo, illudendomi di poter cambiare il mondo.

Magari, per migliorare il pianeta non servirà a niente, ma come sfogo sì!      

Passato

Limite

frammenta, divide
allontana
cancella…

Coscienza
che non sa dove andare

vertigine sull’abisso

L’orizzonte è lontano
senza ombre
allungate
dal tempo

sbiadito
da un sole perenne
impossibile da guardare

Siogiovanni

Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !

Racconti brevi di vita quotidiana ( spero allegri ed umoristici) aforismi pensieri idee di un allegro pessimista

Guai a prendersi troppo sul serio. Racconti allegri pensieri idee di un allegro pessimista

Pensieri di Lisa

Le emozioni mi strabordano

Il pensiero libero

Esprimere un pensiero libero non è poi così facile; per quanto mi riguarda non so se sempre vi riesco, ma strenuamente mi sforzo di farlo

Filimages

A quoi servent les images que l'on ne montre pas ?

chez le hérisson

qui, eventuale contenuto intelligente è puramente casuale

blog 57

testi e fotografie dell'autore

sergioferraiolo

Uno sguardo sul mondo