La ruota del criceto è diventata virale!

Loop infernale

Gira, gira, gira… la vita è tutta una corsa, dormi, mangi e riprendi a correre il un loop infinito!

Di ruote ce ne sono tante, si assomigliano ma la velocità con cui girano dipendono anche dalla robustezza del perno: amore, lavoro, religione, …. virus!

Criceto felice al lavoro

Lockdown—>>Distanziamento sociale—>>Mascherine—>>Tamponi—>>Vaccini—>> Passaporto vaccinale—>>lockdown—>><<—Distanziamento sociale<<—Mascherine<<—Tamponi<<—Vaccini<<—Passaporto vaccinale<<—lockdown—>>…..

Osserva, rilassati e lasciati andare…

Potente, coinvolgente, allucinante, terrorizzante, in-negabilmente vera, in-contestabile!

Smetterà mai di girare?

Deduzioni viro-illogiche

Photo by Mathias P.R. Reding on Pexels.com

1)

Il lockdown serve

Dobbiamo evitare il lockdown

Facciamo il lockdown per evitare il lockdown

2)

Si deve isolare il virus per impedirne la diffusione

Le persone vanno isolate per impedire la diffusione del virus

Le persone sono il virus

3)

Il vaccino è sicuro

Il vaccino è sicuro, nessuna correlazione

Sospendiamo il vaccino

Oh che bel castello

Oh, che bel castello

Marcondirondirondello

Oh, che bel castello

Marcondirondirondà

Oh, che bel castello

Marcondirondirondello

Oh, che bel castello

Marcondirondirondà

Il mio è ancora più bello

Marcondirondirondello

Il mio è ancora più bello

Marcondirondirondà…

Meditazioni

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tramonto-luna-gruppo-poperaPoesie di Lorenzo

Odi

il canto invisibile del vento;

ora, ecco

due figure stagliarsi sul cielo della notte.

Noi, solo una pallida luce.

Quanta ricchezza

in uno sguardo verso il cielo.

No, esiste l’Eterno

lo sento così come

la forza nuda del vento

le minacce della notte

lo sguardo concesso

dall’immenso cielo.

Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI.

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Inizio

Photo by brenoanp on Pexels.com

Prologo

Era sempre stato lì, ad attenderlo,… era sempre stato lì! Generazioni di ombre passate in superficie, ma mai un volto amico da guardare. Quando la vita ricomincia capita spesso di smarrirsi, eppure non so. Non so proprio perché il vuoto che mi stringe sia sempre così grande. Un volto amico, per favore, datemi un volto amico in cui possa riconoscermi!

Era estate e pensare che oggi io le odio proprio le estati, con la loro immobilità, sembra di vivere inchiodati ed oppressi dall’afa e dall’azzurro languido del cielo. La cosa buffa, fra l’altro, è che sono nato in estate, proprio nel pieno della sua maturità. Le città si svuotano, tutto si ferma ma tu decidi di fare capolino nella vita. Quando mi guardo dentro lo sento proprio quel dolore caratteristico di ogni nascita, un trauma senza tempo che accompagna da sempre l’umanità. È il nostro Big bang, la genesi di ogni genesi, il punto, l’inizio, la fine del tutto indistinto e dell’anonimato.

Cerchiamo di districarci da questo ingarbugliato gomitolo di ricordi. I tasselli sono molti, ma tutti si incastrano inevitabilmente. Questa, sapete, è l’unica palese verità di ogni vita. Fateci caso, guardate indietro, avanti e poi tornate in voi stessi. Non vedete che tutto combacia? Cosa c’è di strano, di casuale, nella vostra vita?

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Inizio degli anni ’80

Luca aveva quasi 11 anni e una grande fantasia, ogni cosa nel suo mondo da bambino era color pastello, un mondo a fumetti dove tutti i personaggi erano suoi amici. In quel mondo ci si poteva rifugiare, cullare, avventurare, ma fuori era un’altra cosa. Fuori era misterioso, anzi addirittura pauroso! Questo non significa che Luca fosse un disadattato, piuttosto doveva crescere e sentirsi pronto ad uscire, a rinascere. Aveva amici reali, certo che sì! Una di queste era Anna che riappariva nella sua vita all’inizio di ogni estate, verso la fine di Giugno per le vacanze estive. Quando finalmente arrivava era come un vento fresco in mezzo all’immobilità dell’afa opprimente dell’estate. Sconvolgeva, smuoveva, esaltava ogni cosa in cui si imbatteva con il suo entusiasmo.

Luca viveva con i suoi genitori in un appartamento in affitto costruito alla fine degli anni ’30 del ventesimo secolo. Ancora i pavimenti e gli infissi erano quelli originali ed entrando in casa era come fare un salto indietro nel tempo! Una casa vecchia ma solida al di là di ogni ragionevole dubbio, perché costruita con una tecnica mista, aveva muri maestri fatti di mattoni pieni, ma anche solidi pilastri di cemento armato. Erano le prime case veramente antisismiche che venivano costruite con criteri rigorosi e negli anni avevano superato indenni già altri terremoti di rilievo! E al piano terra, in parte seminterrato, oltre alle cantine, sul davanti dell’edificio affacciate su dei giardini c’erano delle stanzone utilizzate come abitazione da una zia di Anna. Ed è lì che lei e i suoi genitori passavano l’estate fuggendo dal caos della città dove vivevano nel resto dell’anno, Roma! Vivevano un po’ accampati e senza troppe pretese, ma a differenza di oggi non gli mancava niente perché era la semplicità a riempire le loro vite. Al mattino andavano al mare, perché Ancona è una città di mare, poi al pomeriggio si rilassavano lasciando passare il tempo fra una chiacchierata e l’altra, godendo al calar della sera la frescura dei vicini giardini e degli alti alberi frondosi che ombreggiavano la casa. Perché i piccoli giardinetti, sopraelevati rispetto alla strada, erano proprio davanti alla casa, uno per ognuno dei sei appartamenti della palazzina dove abitavano Luca e la zia di Anna.

<<Cavoli Luca, ma quanti fumetti hai? Passi più tempo a leggere che a respirare un po’ d’aria fresca! Stasera facciamo un picnic nel giardino dei tuoi? Invitiamo pure Carla e suo fratello Aldo così ci divertiamo>>

I fumetti erano sacri per Luca, ormai la pila che puntualmente costruiva partendo dal pavimento, era diventata più alta di lui e sarebbe continuata a crescere ancora per molti anni. Però le proposte di Anna erano sempre interessanti, coinvolgenti al punto da distoglierlo dai suoi amati fumetti.

<<Ok Anna, mangeremo dei panini con wurstel e patatine fritte, il tutto annaffiato con un fiume di coca cola! Ascolteremo pure la cassetta di Vasco Rossi “Bollicine” che mi ha comperato mia madre>>

Crogiolarsi nella semplice delizia della propria reciproca presenza, avere la gioia del mondo intero a tua disposizione perché sai che l’altro è un universo in cui puoi specchiarti e vederci attraverso, l’altro in quel momento è tuo amico vero e l’amicizia è dono! Ma quanto dura questa magia? Sfugge dalle mani come sabbia fine, stringi ma continua a cascare e si sparge nel vento della vita. Il vento dei pensieri, del tenere sotto controllo, del diventare adulti.

Una foto sfuocata quei ricordi, ma a che servono le foto? Ci focalizziamo su un’immagine perdendo di vista l’insieme di cui facciamo parte. Ma il racconta continua… (forse)

Un pollo per amico!

Accoccolato sulle gambe o in braccio si addolcisce assai, ma questo galletto Cemani è spesso irascibile e aggressivo con chi entra nel suo territorio. Carattere a parte proviamo a vedere se è possibile avere un pollo per amico, sia esso un gallo o una gallina. Questi volatili sono molto curiosi e superata la paura quando diventiamo figure familiari si avvicinano a noi umani e sono in grado di riconoscerci. Il galletto sopra per esempio ha un atteggiamento diverso a seconda delle persone con cui ha a che fare, con me e uno dei miei figli è tranquillo, ma con mia moglie e l’altro figlio è aggressivo e tenta agguati a sorpresa avvicinandosi di nascosto quando si è distratti. Ma per fortuna non tutti i galli hanno il suo carattere e certamente assai tranquille sono un po’ tutte le galline. Simpatiche e goffe, è rilassante vederle razzolare felici quando sono libere al pascolo. E non mancheranno di darvi qualche soddisfazione, la ricerca di affetto non è certo paragonabile a quella di un cane o di un gatto, ma proprio per questo motivo quando si avvicinano a mangiare dalle vostre mani o si fanno prendere in braccio e accarezzare, ebbene l’eccezionalità dell’evento lo rende anche più prezioso e ci si può affezionare. Quindi direi proprio di si, si può avere un pollo per amico!

Paura, rabbia o presa di coscienza.

Foto di Karin Henseler da Pixabay

Caro Stefano, purtroppo siamo ancora alla fase della “carota”, ESSI ci vanno ancora giù piano, con i guanti di velluto direi. Ma non durerà a lungo e presto si passerà al bastone, che per le teste dure che rifiutano di ammorbidirsi funziona meglio! Stress, paura, angoscia saranno la nostra quotidianità e imploreremo la famosa “pillola blu” per poter far parte anche noi della meravigliosa neo-società del virus e delle sue virtuosissime regole. Quanto è difficile svegliarsi, ogni giorno lo è di più e arriveremo al punto che la differenza fra il sonno e la veglia sarà solamente quella della postura: orizzontale (il primo) e verticale (la seconda), ma entrambe con gli occhi ben chiusi. Nel frattempo meditiamo e facciamo un po’ di Yoga che male non fa

Post di Stefano:

La situazione attuale, ormai abituale visto che è passato un anno, produce degli stati d’animo. Chi mi ha letto qualche volta sa come la penso, e cioè che non credo nella versione e nella narrazione ufficiale sulla presunta pandemia. Ben inteso, non sono un “negazionista” (termine orribile), il virus c’è e produce una malattia seria, ma non è preoccupante come ce la vogliono far passare e, se presa in tempo e curata adeguatamente, non è più pericolosa di una qualsiasi altra influenza, perché tale è. Lo stato d’animo persistente che i media vorrebbero propinare, e che purtroppo nella maggior parte dei casi riescono a rifilare è quello della paura. La paura, stato fisiologico ed emozionale importante per la sopravvivenza dell’individuo e della specie, quando diventa una condizione abituale produce delle alterazioni fisiologiche dannosissime alla salute e pericolose per la sopravvivenza stessa. Lo stato di stress da paura produce adrenalina, la quale, con il cortisolo a lei associato, aumenta la glicemia, il battito cardiaco, la pressione sanguigna e produce infinite altre alterazioni fisiologiche. Utilissime quando si tratta di affrontare un pericolo imminente, ma devastanti per la salute, quando questo stato si protrae nel tempo. Chi si informa con continuità sui “canali ufficiali” riceve dosi “orarie” di nuova adrenalina e cortisolo, tutta l’informazione sembra studiata apposta per non concedere tregua. Tutto questo non può essere non voluto. Qualsiasi giornalista voglia essere serio nella sua professione, qualsiasi governante tenga al benessere del suo popolo, non somministrerebbe mai questa dose di veleno quotidiano: ci sarà la terza ondata… gli asintomatici possono essere contagiosi… non ci sono abbastanza vaccini per tutti… chi si vaccina può infettare ugualmente… le misure di contenimento verranno mantenute, anzi no, e invece sì… Sembra non ci sia nessuna Speranza… tranne il ministro!

Chi invece, come me, non crede alla versione ufficiale, per convinzioni personali o per l’utilizzo di canali di informazione alternativi, tende a sviluppare la rabbia. La consapevolezza dell’attacco sferrato all’umanità, i cui motivi non sono del tutto chiari, unito al senso di impotenza, produce una collera, ma anche lei persistente. Pure questo stato d’animo è un fattore di stress e produce uno stato fisiologico simile a quello della paura, con le medesime conseguenze per la salute.

L’aver preso coscienza che l’alternativa tra paura e rabbia è come quella esistente tra la padella e la brace, mi ha fatto riflettere sulla possibilità di una terza via: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” diceva il Mahatma Ghandi, la grande anima. Se non puoi cambiare il mondo cambia te stesso, mi sono ripetuto. Bene, ma io non riesco ad essere così serafico, sono un tipo molto attivo ed in me, anche se la paura difficilmente attacca, è difficile evitare del tutto l’ira. Per cui faccio e farò così, prendo entrambe le vie: per quanto possibile cercherò di sviluppare al massimo la mia coscienza e le mie doti spirituali, cercando di trovare la calma, evitare lo stress e non fare il loro gioco. Poi però, quando l’incazzatura sarà inevitabile, scriverò qualche articolo, come questo, illudendomi di poter cambiare il mondo.

Magari, per migliorare il pianeta non servirà a niente, ma come sfogo sì!      

Passato

Limite

frammenta, divide
allontana
cancella…

Coscienza
che non sa dove andare

vertigine sull’abisso

L’orizzonte è lontano
senza ombre
allungate
dal tempo

sbiadito
da un sole perenne
impossibile da guardare

Una musica nuova

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Mozart_magic_fluteKarl Friedrich Schinkel, Apparizione della Regina della notte, per una scenografia del Flauto magico (1815)* –  Fonte Wikipedia

Ascolta

la voce del silenzio…

Nessun suono è così intenso

come quello che nasce

nell’animo illuminato dall’amore

capace di volare

nelle infinite note

della propria solitudine

dove c’è un solo sentire

traboccante

la musica della divinità.

* luce e tenebre si equivalgono nella vita di ognuno con continui inciampi e ricadute. Ma è nel passaggio – faticoso e graduale – dalle tenebre alla luce che il singolo, specchio dell’umanità intera, può portare saggezza e bene nel mondo se avrà imparato a viverli profondamente nel proprio cuore…

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Alterità e senso etico della religione nella filosofia

Emmanuel Levinas affermava che solo andando verso il prossimo posso dirigermi verso la trascendenza assoluta, cioè al di là dell’Essere! La trascendenza è raggiungibile andando verso il Tu a cui essa mi destina e solo in questo modo è salvaguardata nella sua alterità radicale e irriducibile all’Essere!

Ma queste mie poche parole non servono certo per introdurre la filosofia di Levinas, esse sono solo uno stimolo per aprirsi alla lettura del libro del mio amico Estevam Matiazzi <<Alterity and Ethical Sense of Religion in the Philosophy>> of Emmanuel Lévinas

Alterity and Ethical Sense of Religion in the Philosophy

Cliccando sul link sopra è possibile acquistare il libro di Estevam su amazon in versione kindle o cartaceo. Sono certo che il testo merita di essere letto soprattutto da chi è alla ricerca di quel Tu che ci costituisce, superando <<la contaminazione dell’Essere, con le sue inevitabili violenze, e tuttavia origine di ogni significazione, di ogni ricerca autentica della giustizia, di ogni”razionalità della pace”>>. Credo che oltre agli amici brasiliani e portoghesi che ogni tanto visitano il blog, il testo in versione ebook sia comunque accessibile a chi voglia tentare di addentrarsi nella filosofia di Emmanuel Levinas. Io certamente proverò a leggerlo.

SABER AMAR…

E cliccando sul link sopra potrete visitare direttamente il blog dell’amico Estevam, SABEDORIA DO AMOR

Video “A mio figlio”

Purtroppo con questa versione di Word Press non posso inserire direttamente i video, ma potete vederlo cliccando direttamente al sul link attivo qui sotto. Il video si basa sulla lettera “A mio figlio” scritta da Stefano e che avevo pubblicato nel blog http://A mio figlio

Voce narrante: Dario Albertini
Musica e video: Luciano Sartini

Testo: Stefano Tonnarelli

Video “A mio figlio”

Immagini e parole sono davvero stupende, guardatelo!!!

Siogiovanni

Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !

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