Un bel reset?

Proprio per i motivi citati sotto da Stefano io non credo che ci sarà un vero reset. Nel senso che la guerra quando finisce ha esiti difficilmente controllabili (vedasi alla voce Costituzioni), invece qui siamo ancora in piena fase discendente (nel senso di discesa all’inferno)! Il reset per come la vedo io dà qualcosa anche alla gente comune, qui c’è solo il togliere. E più di ogni altra cosa gli attacchi del sistema sono rivolti proprio alla classe media, che va totalmente distrutta. Persone che hanno ancora una base di consapevolezza dei propri diritti, che possono “crearsi” la propria fortuna come liberi professionisti, autonomi, insegnanti, impiegati o piccoli imprenditori… Azzerare la capacita di sognare e progettare un futuro significa soprattutto resettare la scuola e poi di conseguenza appiattire la società riducendola al binomio di controllori e controllati. Non farti troppe domande, esegui, obbedisci, non chiederti mai cosa sia giusto o cosa sia sbagliato, pensa solo al bene comune che ti viene imposto, lo fanno per te, lo fanno per noi, il resto non conta, sii sempre responsabile e non sprecare i sacrifici fatti fino a qui, perché i sacrifici sono una costante dell’umanità, purificano dalle colpe e me serviranno tanti…

Post di Stefano

Tutto è economia. I rapporti tra gli stati sono economici, i rapporti tra le persone sono economici, le guerre sono combattute per motivi economici, così come i trattati di pace, i rapporti commerciali…

Non è necessariamente una visione cinica della realtà, perché anche le motivazioni di quelle più nobili, nel vero senso della parola, hanno una giustificazione economica.

“Togli l’interesse che il mondo è giusto” è un vecchio adagio che mia madre ripeteva spesso e che io aggiornerei in: “Togli l’interesse del predatore ed il mondo è giusto”, riferendomi a quell’interesse  che prevarica ed uccide l’interesse altrui. Ci sono scambi in cui entrambi i contraenti ci guadagnano e scambi che non sono necessariamente nominati  in denaro.

Ma l’economia del Covid è predatoria.

L’economia predatoria si esplicita nell’ultra finanziarizzazione. Non ho nulla contro la finanza: è uno strumento e come tale può essere usato per il bene dell’umanità o contro, esattamente come un coltello è uno strumento utilizzabile per tagliare il pane o per uccidere. Ma questa è una finanza che permette a pochissimi PRIVATI non solo di avere il controllo della moneta, ma anche che   la stessa venga emessa sempre a “debito” degli utilizzatori. Questo debito complessivo al mondo ha raggiunto il valore di circa 60 volte il PIL mondiale, cioè il valore di quello che l’intera umanità produce in 60 anni: debito, quindi, inesigibile. Nonostante ciò, frotte di giocatori d’azzardo possono legalmente lucrare su tutto, soprattutto sulle disgrazie altrui, attraverso borse e trading on line.

È cioè consentito guadagnare direttamente dai soldi senza produrre niente e tanta gente si arricchisce proprio in questo modo, acquistando beni e servizi prodotti dal lavoro altrui, senza aver prodotto a loro volta… niente! Queste persone sono parassiti e questo tipo di finanza è predatoria.

In passato, visto che la finanza predatoria è stata, e purtroppo ancora è, la “norma” nelle società umane, periodicamente, quando il debito complessivo diventava ingestibile, interveniva una sorta di Reset. Di solito grandi guerre o giubilei. Attualmente di giubilei del debito non se ne fanno più e di guerre che coinvolgano il ricco occidente non se ne fanno più da quando esistono le bombe atomiche. Dall’ultimo grande Reset economico, la seconda guerra mondiale, ad oggi, sono state attuate inizialmente e fino agli anni ‘70 politiche Keynesiane, per favorire la ricostruzione senza produrre eccessivo debito e per sconfiggere la tentazione al comunismo che c’era in occidente, ma che apparteneva all’altro blocco. Dagli anni ‘80 in poi è ripartita la finanza predatoria, ma in forma leggera poiché limitata dal Glass-Steagall Act del 1933, che, in sintesi, prevedeva la separazione netta tra Banche commerciali e Banche d’affari, l’economia reale separata dai casinò. Questo atto fu però abolito  nel 1999 da Bill Clinton, il “simpatico” presidente USA che verrà ricordato per la famosa fellatio (ma chi se ne frega?) e non per questa scelta criminale. 

Negli anni 2000, quindi, la finanza impazzita ha prodotto le grandi crisi del 2007/2008 e del 2012/2013, risolte, solo per gli speculatori, con una ulteriore produzione di debito, per lo più spazzatura. Ovviamente un debito non può continuare a crescere all’infinito, prima o poi la bolla rischia di scoppiare in maniera incontrollata. C’era quindi bisogno di un nuovo Reset. Inoltre, si affacciava la quarta rivoluzione industriale, quella dell’intelligenza artificiale e dei robot, andava sanata “quell’anomalia storica” definita democrazia e contemporaneamente soppresso “l’abominio” della classe media, mai esistita prima di un centinaio di anni fa. C’era da inventarsi qualcosa… mumble, mumble.

Ed ecco la soluzione: una bella pandemia! Uno stato di paura costante che permette l’instaurarsi di politiche dittatoriali… per la nostra sicurezza sanitaria!

Che permette l’accettazione alla privazione dei diritti fondamentali… per la nostra sicurezza.

Che permette il superamento della Costituzione, troppo a salvaguardia dei deboli… per la nostra sicurezza.

Che fa accettare la perdita del reddito in cambio di elemosine dallo stato e quindi della nostra continua dipendenza… per la nostra sicurezza.

Che farà accettare di pagare il conto della crisi, per quanto sarà possibile, con i nostri risparmi… per la nostra sicurezza.

Che permetterà di abolire l’infetto ed evasore fiscale denaro contante, unica nostra salvaguardia dallo strapotere delle banche… per la nostra sicurezza.

Che permetterà di trasferire l’intero monopolio delle attività produttive dalla caotica ed evasore fiscale piccola e media impresa alle grandi e globaliste holding… per la nostra sicurezza.

Che permetterà di ritornare alla vecchia e consolidata forma di società umana che prevede una ridotta élite dominante con il resto della popolazione umana servente… per la nostra sicurezza. Che permetterà di renderci sempre più rintracciabili, controllabili ed ora anche disattivabili a comando attraverso le nuovissime tecnologie (microchip, quantum dots, rete 5G…)… ma per la nostra sicurezza no?!!!

Il mio credo

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Premetto che le considerazioni scientifico-religiose che seguono nel post sotto sono di Stefano e che quindi costituiscono il SUO CREDO! E visto che lui ha piacere di interloquire con i lettori, provo ad iniziare io con le mie idee in proposito. Personalmente ho un’altra concezione della vita, IO CREDO che la sua origine dipenda da un evento assolutamente trascendente! Condivido perfettamente che alla base di ciò ci sia un atto d’amore, ma la purezza di questo atto presuppone la sua assoluta gratuità e ciò è possibile solo se il Principio Creatore (Dio) è trascendente. La creazione non è un evento necessario, essa è dominata dalla contingenza assoluta. Si regge solo sull’infinito amore di Dio, un Essere in cui l’Essenza e l’esistenza coincidono (ciò significa che pensare Dio significa pensarlo necessariamente come esistente). Il mistero della creazione è allo stesso tempo il mistero di Dio, che è tutt’altro che un dominatore, anzi! Concludo affermando che ogni singola considerazione fatta da Stefano presuppone la capacità di vedere le cose dall’esterno: siamo esseri finiti aperti alle trascendenza! Razionalmente parlando aggiungo che se la realtà in cui stiamo tutti vivendo fosse davvero dominata da un principio immanente bisognerebbe chiedersi se la consapevolezza di ciò ci renda superiori ad essa, visto che è innegabile la nostra capacità di andare oltre! Se c’è un Tutto noi siamo già altro da questo tutto e ognuno di noi racchiude in sé l’universo intero superandolo! Perché l’Amore è andare oltre sé stessi, verso il Tu che ci costituisce, nella sua infinita misericordia, nonostante la nostra imperfezione, il nostro infinito EGOismo, nonostante tutto…

Post di Stefano

Forse e giustamente non interesserà a nessuno, ma a me piace parlarne: così, magari, chiarisco anche un po’ meglio le idee. Qualora qualcuno fosse interessato a leggere e volesse dissentire, sarebbe interessante interloquire. Farò una disamina assolutamente e volutamente razionale, non perché non trovi “valore” nel “sentire” del livello emozionale, ma solo perché non posso fornire prove tangibili a delle sensazioni soggettive.

Intanto vorrei subito chiarire in che cosa NON credo.

Non credo nell’alieno dotato di superpoteri, con l’aggravante della vendicatività, che un giorno si è svegliato annoiato ed ha deciso di creare il cielo e la terra. Così come viene descritto, per il popolino, dalla maggior parte delle grandi religioni ufficiali.

Non credo che questa Entità chiamata di solito Dio, se esiste in questa accezione, abbia bisogno di intermediari come: preti, rabbini, imam, santi & santoni, sciamani, eccetera. Se questa Entità esistesse e volesse comunicare direttamente lo potrebbe fare. Per cui tutte le sovrastrutture tipo Chiese e Religioni Organizzate sono solo centri di potere autoreferenziali.

Non credo inoltre che questa Entità possa essere trascendente, lontana, indipendente ed irraggiungibile, un altro essere insomma o una sorta di superuomo staccato da tutto il resto e per il quale la nostra massima aspirazione sarebbe quella di riuscire a vivere alla sua presenza in un continuo ed ineluttabile stato di inferiorità. No!

Non credo infine al peccato originale od a qualsiasi altro artificio che possa farci vivere nel perpetuo senso di colpa. È chiaro come il sole che si tratta di uno strumento fondamentale finalizzato al potere delle gerarchie religiose.

Però, dall’evidenza delle cose che ho studiato, anche la teoria atea ed evoluzionista nuda e cruda non può spiegare l’universo, non può spiegare quella cosa chiamata vita e soprattutto non può spiegare l’uomo.

Intanto c’è la questione della “complessità irriducibile”, per cui l’evoluzione della vita può avvenire da un certo punto in poi, ma prima di quel punto è necessaria una tale quantità di combinazioni favorevoli così enorme, da rendere impossibile l’inizio della vita stessa e quindi della sua evoluzione. Sto parlando di probabilità così basse che, per verificarsi, la durata della vita dell’universo stesso moltiplicata un miliardo continuerebbe a non bastare. Hanno calcolato che per mettere insieme nella giusta posizione i 400 amminoacidi che occorrono per formare “casualmente” il più piccolo e semplice essere vivente la probabilità è di 1 fratto10 alla 47 esima. Uno seguito da 47 zeri… che numero è? Prima della magica combinazione qualsiasi altra cosa è un minerale che non può evolvere. Se poi si considera che gli UFO esistono (ormai anche il Pentagono lo ha ammesso) e che con Hubble si continuano a scoprire pianeti abitabili, si potrebbe ipotizzare che la vita possa essere diffusa nell’universo anziché esserne una eccezione.

Inoltre l’evoluzionismo della vita, in cui io credo da un certo punto in poi, non spiega nel modo più assoluto l’uomo. La stessa epigenetica riesce a dare solo una bella accelerata, ma non sufficiente.

L’uomo è un organismo anti-evoluzionista. Perdente. Si sarebbe estinto alla prima generazione. A cominciare dal fatto che non ha un habitat suo. Non esiste al mondo un solo ambiente dove l’uomo, senza modificazioni artificiali, senza antropizzazione, possa sopravvivere. Ma le modifiche artificiali bisogna inventarle, impararle per renderle consuete e bisogna poi realizzarle. Questo richiede ben più di una generazione.

Ci sono poi caratteristiche così assurde ed uniche riguardo la nostra conformazione fisica, da risultare inconciliabili con l’evoluzione, come, ad esempio:

la crescita infinita dei capelli che, nel correre e nello scappare, possono impigliarsi ai rami degli alberi e farci inciampare; la mancanza di peli, piume o squame che ci avrebbero difeso da caldo, freddo e soprattutto dal Sole; la mancanza di organi di attacco o di difesa dai predatori, quali zanne, artigli o corna; l’assenza di un apparato locomotore veloce poiché, con i soli due arti dedicati, gli spostamenti risultano lentissimi; l’abnorme volume del cranio che costringe le femmine a partorire ben prima dell’autosufficienza del cucciolo, unica eccezione tra tutti i mammiferi.

Tutte caratteristiche che nessun altro animale ha, né potrebbe avere pena l’estinzione immediata, e che invece erano già presenti dall’inizio della preistoria nell’homo sapiens-sapiens, quello intelligente come noi e simile a noi nell’aspetto fisico.

L’unica arma, molto potente, che ci permette di sopravvivere ed anche di diventare i padroni del mondo è la nostra intelligenza. Ma questa da sola, senza un substrato, senza una comunità preesistente, non può nulla contro le insidie della natura. Non credete alla favola di Tarzan! Se lasciaste un neonato da solo in un qualsiasi habitat terrestre morirebbe subito. Se ci si provasse con milioni di esemplari morirebbero subito tutti. Ed è questa la condizione in cui si sarebbero trovati i primi sapiens.

La fisica dell’infinitesimale o Quantistica ha portato a scoperte incredibili tali da capovolgere la consolidata visione meccanicistica del mondo e dell’uomo espressa dalla Fisica classica. Ad esempio, la dimostrazione scientifica che la volontà dello sperimentatore modifica l’esito dell’esperimento apre a scenari finora impensabili, poiché l’uomo, in teoria, è in grado di compiere quei “miracoli” finora ritenuti di esclusivo appannaggio divino. Questo aspetto, tra l’altro, mi convince a favore dell’immanenza dell’Entità.

Bene, finora non ho mai parlato di “fede” e continuerò a non farlo, semplicemente perché quello che si prova a livello emozionale ed irrazionale potrebbe, anche se non necessariamente, avere altre cause: ad esempio, la ricerca di una consolazione potrebbe essere indotta dalla paura della morte, così come le endorfine possono indurre a uno stato di coscienza alterato. Questo non significa che io, come tutti, non provi o non abbia mai provato sensazioni di super coscienza, di fede o di convinzioni irrazionali, solo che, non potendone provare la consistenza, ritengo inutile parlarne.

I teologi mi fanno ridere.

Ora arriviamo al dunque, non potendo spiegare l’esistenza e la forma “attuale” del TUTTO né nella teoria creazionista né in quella evoluzionista tout court, a me resta solamente una sorta di “via di mezzo”.

IO CREDO in una forma di intelligenza che permea il tutto, noi compresi. Di un qualcosa che in certe accezioni, se volete, può assumere il nome di DIO per chi è propenso all’ascesi, o di NATURA per chi è propenso al materialismo ateo. In ogni caso il nome non è importante, si tratta di una sorta di legge superiore, a noi inintelligibile, poiché si tratta di una intelligenza di un livello infinitamente superiore al nostro. Di un principio ordinatore. Di un programma causale e mai casuale. Quello che si dice un “motore immobile” insito nell’universo stesso. Presente in ogni singola particella, in ogni fotone, in ogni spazio anche vuoto ed in ogni tempo.

Provo a fare un esempio: un computer è composto da una serie di componenti meccaniche ed elettroniche e da una serie di programmi. Di un Hardware e di un Software. L’uno senza l’altro non potrebbe funzionare. Ma i due componenti insieme, perfettamente funzionanti, non riuscirebbero mai ad assemblarsi “casualmente” da soli, ci vogliono quindi degli inventori e dei realizzatori, degli uomini che poi utilizzeranno le capacità del computer per potenziare le proprie abilità, con la conseguenza che l’energia dell’insieme risulterà superiore alla semplice sommatoria. Ovviamente il computer resta un perfetto idiota, ma con potenzialità enormi. Questo probabilmente è il motivo per cui questa intelligenza infinita, questa Entità, ha partorito la vita. Noi potremmo essere il “computer” dell’Entità, con, però, la possibilità di prendere coscienza del fatto che siamo anche noi parte del tutto e con la prospettiva di riunirci alla fine.

Resta ora da capire quale sia lo scopo di TUTTO questo. Probabilmente il fine ultimo è racchiuso nel nome stesso dell’universo: Uni-verso, verso l’uno. Ma perché l’aumento complessivo della coscienza porta inevitabilmente alla riunificazione? Beh, basta guardarsi intorno ed anche dentro noi stessi.

Se l’universo fosse composto da due sole particelle, che cosa potrebbero fare reciprocamente? Solo due cose: o avvicinarsi fino a toccarsi o dividersi all’infinito. Però, quand’è che si otterrebbe un effetto veramente diverso? Quando ci sarebbe un radicale cambiamento di stato? Solo nel caso dell’avvicinamento! Stare ad una certa distanza o ad un altra… cambia poco.

Faccio un altro esempio, stavolta nel campo della biologia. Prendiamo un microbo unicellulare, dotato di membrana semipermeabile per poter scambiare sostanze con l’esterno. Può aprire le valvole o chiuderle. Quando è chiuso è come se si allontanasse dal resto del mondo, quando è aperto è unito all’ambiente circostante. Se avverte la presenza di sostanze tossiche attorno a sé ovviamente si chiude. Quando percepisce la possibilità di subire un danno, si innesca un dispositivo di autoprotezione chiamato “Paura” che lo porta a chiudersi o ad allontanarsi dal rischio. Però, in quale condizione sopravvive se protratta a lungo? Solo in apertura! Solo se può nutrirsi e se può scaricare i propri scarti può sopravvivere, altrimenti muore. Non solo, ma solo in apertura può riprodursi, perpetuarsi ed evolvere.

Prendiamo ora l’uomo che, nel mondo che conosciamo e per quanto ancora ne sappiamo, è l’organismo più evoluto. Quando è in grado di vivere e prosperare? Solo nella “modalità” aperta! Solo quando può mangiare, respirare, defecare, assorbire l’energia che lo circonda… sopravvive. Non solo: solo quando ha una rete di amicizie ed affetti, quando ha del divertimento, una vita sessuale appagante,… non si ammala, non si deprime e non muore. Solo congiungendosi può riprodursi, solo scambiandosi collaborazione può sopravvivere. In pratica solo “Amando”.

Riprendiamo ora le due particelle, ce la facciamo a dare un nome alle uniche due direzioni che possono avere? Secondo me sì e possiamo chiamare “Amore” la rotta dell’avvicinamento e “Paura” l’allontanamento. Sono solo nomi eh!

C’è un altro aspetto molto importante. In un universo in cui le leggi fondamentali fanno pensare ad un principio di “pigrizia” cosmica in cui ogni stato esistente non si modifica a meno di un consumo di energia e di una volontà specifica (nulla si crea e nulla si distrugge), la consapevolezza che cresce sempre sembrerebbe uno spreco di risorse, poiché le coscienze accresciute svanirebbero poi nel nulla a causa della morte degli organismi biologici. Torniamo all’esempio dei computer: le conoscenze acquisite con le scoperte precedenti non vengono dimenticate ad ogni passaggio verso generazioni di computer più potenti, ma sono capitalizzate e costituiscono la base per evoluzioni successive.

Non sono rari i casi in cui si ricordano sprazzi di vite precedenti, in cui si fanno esperienze di pre-morte oppure di viaggi extracorporei. Tutto questo fa propendere all’idea che “qualcosa” si perpetui, che non nasca ora e che ora non muoia. Una sorta di individualità cosciente, di solito priva della memoria dei fatti concreti, ma che conserva il livello di consapevolezza interiore raggiunto.

Per concludere:

IO CREDO che esista un principio ordinatore che permea ed organizza il tutto.

IO CREDO nella reincarnazione.

IO CREDO che lo scopo finale sia la ricongiunzione del tutto in una unica unità.

IO CREDO che il modo di raggiungere questo scopo sia l’Amore.

Solo per logica eh!

Dobbiamo accettare tutto?

Photo by Baskin Creative Studios on Pexels.com Panta rei, tutto scorre; Eraclito

Quello di Stefano è soprattutto un discorso sulle libertà (in primis sulle libertà costituzionali). Libertà plurali e sostanziali, senza le quali NON è garantita la democrazia. Quindi ogni discorso che violi tali libertà è necessariamente irresponsabile, perché alla fine giustifica forme di governo alternative. Per fortuna però la logica inversa portata avanti dal Sistema (essenzialmente si tratta sempre e comunque di paternalismo vomitevole: lo fanno per il nostro bene ecc. ecc. ecc.), non funziona sempre, ha quel glitch (https://it.wikipedia.org/wiki/Glitch) – termine attuale riferito ai presunti errori informatici accaduti nelle recenti elezioni USA – che cresce di giorno in giorno e di ora in ora portando con sé un’evidente distorsione in grado di aprire molti occhi a chi vuole vedere con chiarezza di ciò che accade. Le libertà (termine, ripeto, plurale) non sono certo solo quelle individuali sacrificate sull’altare del covid (o emergenza sanitaria permanente), da decenni ci privano sistematicamente del LAVORO, della PREVIDENZA, della SALUTE, dell’ISTRUZIONE… con tagli lineari e devastanti conditi da riforme peggiorative che imprigionano la gente in gabbie sociali degradate e in spazi di vita sempre più stretti. Quindi la frase di Stefano – dobbiamo accettare tutto? – non è certo da riferire solo alle attuali restrizioni dovute all’emergenza sanitaria globale. Anzi, essa per essere davvero compresa va riferita SOPRATTUTTO all’emergenza permanente (sociale, economica, culturale, sanitaria..) sulla quale il sistema globale cresce e si rafforza. Ma possibile che i sacrifici NON FINISCANO MAI E SOPRATUTTO NON SERVANO MAI A NIENTE?!?!?! Pensate a quanti ce ne hanno già fatti fare per esempio da Monti in avanti, il salvatore della patria che diceva non c’erano più i soldi per pagare stipendi e pensioni, poi guardatevi questa breve dichiarazione di Cottarelli : https://twitter.com/christian_fsi/status/1326849434928418816 . Forse non lo sapete, ma il signor Cottarelli era stato nominato commissario per decidere i tagli alla spesa pubblica sotto il governo Letta e ha scritto un libro intitolato “Il macigno. Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene!”. Secondo voi nel suo libro ci saranno scritte le condivisibili e sorprendenti frasi dette da lui nel video sopra oppure avrà spiegato per filo e per segno come tagliare la spesapubblicabrutta come fece per esempio in questo articolo https://www.repubblica.it/economia/2015/08/22/news/spending_review_cottarelli_tagli_per_altri_3-5_miliardi_alla_sanita_-121412668/ ? Eraclito sosteneva che quando ti immergi in un fiume ti bagni e allo stesso tempo non ti bagni, l’acqua scorre, muta di continuo in un flusso incontrollabile. Così è oggi l’informazione: ciò che ci viene comunicato dice e non dice, le parole scorrono come un fiume in piena che per alcuni diviene verità. Una verità fatta di niente eppure fondata su certezze incrollabili! Per questo motivo, per quanto sia un sistema ormai per molti superato, penso che continuare a scrivere, a fissare i pensieri e le parole su un foglio di carta o uno schermo del computer, non sia mai fatica sprecata.

Post di Stefano

Dobbiamo continuare ad accettare tutto?… e per quanto tempo?

Dobbiamo accettare di continuare a portare queste museruole anche all’aperto, anche nei sentieri di montagna, col sole… no, perché è capitato che qualcuno me l’ha fatto notare, anche con le occhiatacce. Ma vi sembra normale? Fermatevi un attimo e pensateci intensamente, era mai successo? Nella storia dell’umanità?

Insomma, vi sembra davvero normale?

Post di Stefano

Dobbiamo accettare che i media riportino solo notizie allarmistiche, solo numeri da tragedia, solo scienziati con idee conformi? Senza mai un contraddittorio, senza mai interpellare chi, con le stesse qualifiche, porti idee diverse? E nei rari casi in cui c’è qualcuno che porta concetti discordi è normale che gli altri ospiti ed i giornalisti stessi li debbano mettere in ridicolo? Esiste più la libertà di opinione?

Dobbiamo continuare ad accettare che sia lecita la censura di Youtube, Facebook, eccetera, che sono aziende private, per cui chi inserisce contenuti ritenuti in contrasto con le direttive OMS viene censurato, o nel migliore dei casi subisce lo Shadow Banning che è una forma di censura morbida e vigliacca?

Dobbiamo continuare ad accettare restrizioni alla libertà assurde, come il coprifuoco, ma soprattutto inutili al contenimento del contagio? Ma vi sembra normale?… rifletteteci per favore.

Dobbiamo accettare che la nostra economia vada a rotoli in maniera definitiva? Quello che non era riuscito a fare l’Euro, la speculazione finanziaria parassita ed invadente, la tassazione fuori ogni logica (la più alta del mondo), il debito pubblico conseguente a tutto ciò, ed all’imposizione di tassi di interesse ingiustificatamente altissimi, ma utili agli speculatori. Tutto questo non ci era riuscito, ora il Covid ci sta riuscendo.

Dobbiamo accettare che ci sia data la colpa? Dopo che hanno dato il bonus vacanze ci hanno detto che la causa è del fatto che siamo andati in vacanza. Dopo che ci hanno detto di far ripartire l’economia ora ci accusano per gli aperitivi serali.

Dobbiamo accettare che milioni di piccoli esercenti di bar, ristoranti, palestre, eccetera, dopo aver fatto loro spendere un sacco di soldi per mettersi a norma per il contenimento della epidemia ora devono chiudere? Ormai per moltissimi di loro… E’ FINITA!

Dobbiamo continuare ad accettare che ogni DPCM sia incostituzionale? E’ la fine dello stato di diritto. Permette a questo esecutivo di fare ciò che vuole, senza le garanzie giuridiche. C’è una gerarchia: prima di tutto viene la costituzione, poi vengono le leggi dello stato e per ultimi vengono i decreti. Oltretutto, per poter verificare l’efficacia di ogni provvedimento restrittivo occorrono almeno 14 giorni, in questo lasso di tempo di DPCM ne vengono fatti tre.

Ma soprattutto (e questo SOPRATTUTTO ce lo metto io perché mi sta particolarmente a cuore) dobbiamo accettare che i bambini vengano costretti con la mascherina per cinque ore a scuola… mi viene da piangere. Dei bambini, il cui tasso di mortalità da Covid è 0! Ve lo ripeto in lettere: ZERO! Questa è vera cattiveria! Non ho altre parole: cattiveria. Spero solo nel buonsenso degli insegnanti e dei presidi.

Bene, io non ci sto! Io non lo accetto e spero anche voi.

Propongo questa cosa: ognuno di noi, e per noi intendo chi la pensa più o meno come me, si deve prendere l’impegno di convincere almeno due persone, ma convincerle fino in fondo, fino al punto di farle coinvolgere altre due persone a testa e così via in progressione geometrica. Di più è meglio, ma almeno due. Per una disobbedienza civile, non violenta e pacata nei toni, dapprima in forme poco evidenti e poi, qualora la platea si allargasse, in forme sempre più incisive. Tanto le manifestazioni non servono a nulla, dato che vengono infiltrate dai violenti per dare la scusa alla polizia di intervenire ed ai media di sparlare. I nuovi movimenti o partiti vengono prima o poi infiltrati, anche loro, per dirottare il dissenso verso binari morti, o peggio per diventare strumenti di potere come i 5 stelle. Per me deve essere una cosa tra di noi, aumm, aumm.

Pensateci vi prego e diamoci da fare.

Punti luminosi

800px-NGC_4414_(NASA-med)

Nell’ammasso infuocato

prima del Big Bang

in una stella primordiale che tutto raccoglieva

eravamo insieme

omogeneità d’essere

indifferenza nella luce.

Poi all’improvviso punti luminosi

si distinsero dal tutto

come esseri coscienti alla ricerca di sé stessi.

Esplosione primordiale che ci lanciò nel buio

dispersi in un oceano

sperando in una meta.

Ci siamo poi incontrati in una terra verde

dove la vita lotta per vincere la morte.

Come esseri divisi ora noi cerchiamo il Tutto

pensando a noi stessi come punti luminosi

individui solitari ma fratelli delle stelle.

Vaghiamo nella notte e a volte ci incontriamo

restando rapiti dall’amore di qualcuno

che forse già incontrammo nella stella primordiale

condividendo una luce che a tutti apperteneva.

Sprazzi

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Stefano stavolta nel suo post fa un errore abbastanza grossolano: usa la logica, la ragionevolezza per affrontare un problema che ormai ha superato ogni limite di decenza! Perché si sta trasformando un problema sanitario, grave certamente ma sempre più controllabile con le conoscenze mediche acquisite, in un “metodo di governo globale? Il buon Hegel affermava che ” Il reale è razionale e il razionale è reale“, ma ormai entrambi vacillano assai. Sembra sempre più chiaro che il covid in questo momento di “recrudescenza mediatica-politico-virologica” serve soprattutto per resettare il mondo in cui fino a poco tempo fa eravamo abituati a vivere, per riprogrammarne un altro su basi totalmente diverse. Cancellare il lavoro (e la scuola, che ne prepara l’orizzonte) era un programma evidente da tempo, ma vedrete che fra poco non sarà più un problema reale: nelle macerie post belliche si vivrà di sussidi, sostegni universali – bella parolona ad effetto assicurato- e tutti dovremmo collaborare alla ricostruzione. L’impressione è che  affronteremo molte rinunce, ma quando il triste destino è comune ai più vedrete che impareremo presto come vivere nella neo-realtà post-virus e non ci lamenteremo più di tanto. Scusate ma purtroppo sono in vena di pessimismo e mentre il conto alla rovescia per il prossimo imminente lockdown è già iniziato vi lascio al post di Stefano…

Nessuno nega il virus, non l’ho mai fatto. Sul fatto però che sia di origine artificiale ho maturato ormai la certezza che lo sia. Però i virus in genere perdono la loro virulenza nel giro di circa 70 giorni per cui questa recrudescenza dei contagi mi fa sospettare fortemente che ne sia stato rilasciato un altro simile per poter mantenere alto lo stato di allerta. E’ solo un sospetto eh! Probabilmente è una sua modifica naturale… o programmata.

I dati dei contagi, dei ricoveri e dei morti per covid sono completamente falsati: qualsiasi patologia abbia un malato, se ha anche il covid viene classificato come covid. Qualsiasi morte, in presenza di covid, viene classificata come da covid. Gli ospedali sono pieni di pazienti covid poco sintomatici o asintomatici, semplicemente perché le Regioni pagano gli ospedali, che hanno una gestione privatistica, di più per i pazienti da covid, fino a 2000 euri al giorno per malato.

I pronto soccorso sono pieni di pazienti con patologie gravi, anche di infarti in corso, in attesa dell’esito del tampone, e lì muoiono. Gli ospedali rifiutano o rimandano cure importanti a causa del loro riempimento di pazienti da covid, non necessari.

Le misure di contenimento, oltre ad essere al di fuori di ogni logica, non hanno sortito gli sperati effetti per cui… che senso ha continuare ad applicarli? Ad un incerto vantaggio, è anzi ormai certa l’inutilità, si contrappone un sicurissimo svantaggio di tipo economico. Non sono rari i suicidi e ce ne saranno sempre di più.

Le mascherine non servono a nulla specie all’aperto, ho sentito due esperti, uno di nanopatologie ed un virologo. Il primo ha paragonato la mascherina ad un cancello a sbarre ed il virus alle zanzare, il secondo ha rapportato la racchetta da tennis alla sabbia, più o meno il paragone è simile.

La mascherina ha invece una forte valenza simbolica e psicologica. Intanto è un reminder non molto dissimile al “memento mori”. Ricordati che l’emergenza non è passata! Stai preoccupato! Abbi paura!!! Nella sua scempiaggine lo ha anche ammesso Zingaretti: “anche se le mascherine non sono utili è bene che la gente continui ad indossarle, così impara ad essere disciplinata!” Ci trattano da deficienti. Sono la museruola dell’animaletto addomesticato. Inoltre nascondono l’identità, l’umanità, la comunicazione non verbale. Per i bambini è devastante, a loro non interessa niente delle parole dette, a loro interessa solo l’espressione del volto dell’interlocutore.

Ricorrere di nuovo alla chiusura degli esercizi commerciali a certi orari… perché? Il virus ha l’orologio? Al coprifuoco (altro reminder di origine militare) ha l’unico senso di distruggere una parte dell’economia, ma l’economia è un tutt’uno, è come il gioco del domino. Togliere il reddito ad una parte della società distrugge anche la parte che si era salvata.

Ho spesso affermato che la nostra classe politica è costituita da inetti prezzolati dai poteri forti, mi devo ricredere, non sono affatto inetti, sono invece abilissimi a curare gli interessi… non certo della nazione che rappresentano, ma, oltre ai propri, a quelli dell’élite globalista. Al governo abbiamo due partiti traditori: i traditori della ideologia comunista e della solidarietà cristiana, ed i traditori del movimento che doveva contrapporsi alla bieca politica per “aprirla come una scatoletta di tonno” che ancora non capisco come la base del movimento stesso, che credo sia ancora in buona fede, faccia a non capire in che cosa si sia trasformato il loro partito.

Le cure alla malattia, che ormai ci sono, vengono sistematicamente ignorate dai media, sono state ostacolate in tutti i modi nel loro sviluppo e non rientrano mai nei programmi in discussione dai componenti il governo o nell’agenda degli organismi europei.

Poi non riesco a capire perché viene diffusa l’idea che noi possiamo in assoluto difenderci dalle malattie. Da tutte le malattie… attraverso cure preventive tipo vaccini. Perché vogliono farci credere che la medicina possa farci diventare immortali? Da dove nasce l’idea che si possa sopravvivere sempre da qualsiasi infezione? Perché viene data cosi poca importanza al nostro sistema immunitario? Perché non permettere al nostro sistema immunitario di imparare a difendersi da solo?E perché, quando non ce la fa più, non rassegnarsi all’inevitabile? Si può morire di mille cause diverse, tra cui un virus. Ma non per questo far fermare il mondo, non per questo uccidere per fame, non per questo essere complici dei suicidi, non per questo far fallire l’intero costrutto della società umana. Non abbiamo smesso di girare in automobile quando ci siamo accorti che gli incidenti uccidevano… e ben più di questo virus. Il mondo continuava a produrre anche in caso di guerra, bisognava comunque mangiare! Il Giappone, durante e dopo una guerra persa e due bombe atomiche, continuava a produrre e a far girare la sua economia.

Che cosa è l’uomo?

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O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra:
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.
Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l’uomo perché te ne ricordi
e il figlio dell’uomo perché te ne curi?
Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi;
tutti i greggi e gli armenti,
tutte le bestie della campagna;
Gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
che percorrono le vie del mare.
O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.

(Salmo 8)

Che spettacolo! L’uomo, un granello di sabbia sparso nel nulla, eppure esaltato da Dio! Un Dio che si serve dei bambini per umiliare i potenti e i presuntuosi e tutti quelli che si ergono al di sopra di Lui. Che potere che ci è stato donato, che potere. Almeno capire che non siamo soli, che il potere fine a sé stesso ci condanna alla dannazione. Almeno questo, un timore reverenziale verso il Creatore che ci porti sulla strada della redenzione. O Signore, o Signore, o mio Signore… quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.

La bava del grande Ragno

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<<La schiavitù è la legge della vita, e non c’è altra legge perché questa deve compiersi senza possibile rivolta o rifugio da trovare. Certuni nascono schiavi, altri diventano schiavi, ad altri ancora la schiavitù viene imposta. L’amore codardo che tutti noi proviamo per la libertà (libertà che, se la conoscessimo, troveremmo strana perché nuova, e la rifiuteremmo) è il vero indizio del peso della nostra schiavitù. Io stesso, che ho appena detto che desidererei una capanna o una grotta per essere libero dalla noia di tutto, che poi è la noia che provo per me, oserei andare in quella capanna o in quella grotta consapevole che, dato che la noia mi appartiene, essa sarebbe sempre presente? […] Quello che ci circonda diventa parte di noi stessi, si infiltra in noi nella sensazione della carne e della vita e, quale bava del grande Ragno, ci unisce in modo sottile a ciò che è prossimo, imprigionandoci in un letto di lieve morte lenta dove dondoliamo al vento. Tutto è noi e noi siamo tutto; ma a che serve questo se tutto è niente?>> tratto da “Il libro dell’inquietudine” di Fernando Pessoa

Un’inquietudine, quella di Pessoa, che pervade ognuno di noi. Il grande Ragno, la sua tela, la bava che ci unisce imprigionandoci…noi siamo i veri artefici di tutto ciò. Schiavi che appartengono ad altri schiavi, una moltitudine fatta di niente e su tutto nulla di umano riesce ad andare oltre! Nulla di umano, appunto… nulla di umano. La Verità non ci appartiene, anche se ci costituisce

Mascherina ed occhiali appannati

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Caro Stefano ma sei proprio sicuro che la mascherina non serva ad un c@zz@? No perché sono sicuro che converrai con me che se davvero non serve ad un c@zz@ allora serve a qualcos’altro (cit.). Pur con tutto il rispetto verso chi crede nel valore delle attuali regole di distanziamento, chiediamoci però quanta altra gente ama calarsi nella parte del responsabile virtuoso utilizzando poi questo modello luminoso per imporsi sugli altri con delle argomentazioni apparentemente incontestabili! Penso che molti di loro sono i primi a non credere veramente, intimamente, a ciò che con forza e aggressività gridano a gran voce. Perché in piccolo come in grande è sempre questo il vero male dell’umanità, il voler essere al di sopra degli altri e contare più degli altri. E questa situazione, costantemente e scientemente gonfiata dai media, certissimamente ha dato potere a chi ne vuole approfittare per trasformarsi in un piccolo dittatore autoritario. Hai voglia te a sperare nella democrazia…

Post di Stefano

Sono andato a Venezia, ogni tanto ci torno, è sempre bellissima e magica, anche stavolta, nonostante i passanti ed i turisti mascherati, e non per carnevale. Però, dopo una giornata intera passata camminando a piedi, la sera, sull’autobus che mi riportava a San Giuliano dove stava il mio camper, avevo bisogno di sedermi per riposare un po’. Non c’erano altri posti se non di fronte ad una signora regolarmente mascherata, sull’altro lato due ragazzi innamorati e mascherati con difronte la mia compagna mascherata anche lei. Porto la mascherina regolarmente sul naso e mi siedo a 90 gradi rispetto la signora per evitare inutili discussioni sul distanziamento, anche perché non ci sono, sui sedili, le indicazioni sul dove sedersi e dove no. Come al solito gli occhiali mi si appannano, non vedo niente né con gli occhiali né vedrei senza. Abbasso colpevolmente la mascherina appena sotto il naso giusto per spannare per vedere qualcosa e per capire se sia ora di scendere. Succede qualcosa che non mi era capitato mai. Si sa, gli occhi sono lo specchio dell’anima, ma sono anche l’unica cosa che posso vedere nel volto dell’arcigna signora. Lei, dapprima in tono didattico, ma poi in un crescendo iroso rivolgendosi a me… : «La mascherina va indossata correttamente anche sul naso…» mostrandomi con le mani la giusta posizione. L’anima della signora, lo dicono i suoi occhi, è carica di odio verso il sottoscritto. Io bofonchio a mo di scusa: «Mi si appannano gli occhiali.» Lei avanza come un carro armato con improperi che non rammento. Mi dà sui nervi ed esclamo a bassa voce: «Tanto non serve a un cazzo!». Non credo mi abbia sentito, riaggiusto nella corretta posizione la museruola e resto seduto incurante… e cieco. Passano 3 o 4 minuti e la signora inizia a parlare coi ragazzi, i quali, consenzienti, dialogano di mancanza di rispetto verso le altre persone, parlano della colpa di quelli come me per cui c’è stato il “lock down” e per cui ci sarà ancora… Io ribollivo mentre cercavo disperatamente una frase abbastanza sintetica, sarcastica e cattiva da rivolgere ai tre. Mi viene in mente di citare il: “La guerra ed i genocidi sono fatti da chi obbedisce, non certo da chi dissente!” oppure che: “La paura nasce dall’ignoranza e se voi continuate a credere acriticamente alle fandonie che vi raccontano alla TV senza informarvi su canali alternativi sarete complici della dittatura prossima ventura.” E’ incredibile come il cervello lavori velocemente in situazioni di pressione e di rabbia, mi vengono in mente altre frasi e sto per scoppiare in un sicuro litigio, ma poi il mio sguardo incrocia quello del mio amore ed i suoi occhi inequivocabilmente mi chiedono di desistere. Così faccio, mentre loro continuano imperterriti, fino alla liberatoria fermata. Scendo dall’autobus invaso da un senso di vuoto e di completa sfiducia verso il genere umano. Mi viene in mente la testimonianza degli ufficiali nazisti a Norimberga: “Obbedivo solo a degli ordini!” Mi viene in mente che quando porteranno a Bill Gates i dati percentuali di coloro che saranno disponibili a vaccinarsi, lui sorriderà compiaciuto, anzi, si sganascerà della stupidità umana. Mi vengono in mente i proprietari delle grandi holdings che compreranno per quattro spiccioli tutte le piccole attività che stanno fallendo e che falliranno, attività che poco prima facevano una giusta concorrenza a tali colossi. Mi vengono in mente i milioni di disoccupati da Covid disposti a fare qualsiasi lavoro per quattro spiccioli… mi viene in mente di scrivere questo articolo, ma non credo servirà a qualcosa.

…in ogni istante

La poesia, accompagnata dal bel quadro dell’amica Sandra Capomagi, era già stata pubblicata sul blog nel mese di febbraio 2017

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mareblu2 Sandra Capomagi

Vorrei averti accanto

in questo torpore in cui sono caduto

non so come, non so quando

Vorrei averti accanto

in questo stato

come soffocato

fra paesaggi rocciosi

ho deposto il mio amore

Vorrei averti accanto

in questa densa malinconia

Tu

un vento caldo e impetuoso

puoi farlo

far svanire le nubi

in un infinito orizzonte

di luce blu

i miei occhi che guardano i tuoi

limpidi

carezze lievi per sfiorarti…

avrei paura d’infrangere l’incanto

Vorrei averti accanto

tanto è il bisogno che mi stringe

da sempre avvolto

scintillante

d’argento e d’oro puro

è il mio intimo sentire

la tua dolce presenza

in ogni istante

accanto a me.

* Ringrazio l’artista Sandra Capomagi per avermi permesso d’inserire il suo splendido quadro come cover ideale della poesia….”in un infinito orizzonte di luce blu…”

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Come un sasso nell’acqua

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Ecco la seconda parte del post https://opinioniweb.blog/2020/09/25/lamore-conosce-solo-la-vita/ le riflessioni che seguono sono tratte da un discorso di Osho

“Ma allora come si fa ad amare? L’amore è una cosa che ci pervade, che ci costituisce, sta a noi aprire il cuore e donarlo, lasciarlo andare. Normalmente l’amore nasce nei confronti di una persona cara, oppure di un partner, ma dobbiamo renderci conto che quella persona è solo il centro e non dobbiamo chiuderlo in una prigione con avidità, perché così trasformeremmo il nostro amore in possesso. Se lanciamo un sasso nell’acqua possiamo vedere che dal centro si espandono decine di cerchi concentrici. E’ questo l’effetto che deve provocare l’amore quando ci pervade, può essere diretto ad una persona ma i suoi effetti devono andare oltre, devono coinvolgere il mondo intorno a noi e farne sentire i suoi effetti benefici. Se stai vicino ad una persona che sa amare veramente, tu ne sentirai gli effetti, le sue vibrazioni e ti sentirai amato.

Una persona che ama è sempre viva perché si rinnova continuamente nel dare. L’amore non è una cosa che si esaurisce, più ne dai e più avrai bisogno di darne ancora. E’ nel dare che ti rinnovi, che ti senti pieno d’amore e gioisci della vita. E’ come se fossi un pozzo e lasciassi che la gente attorno a te attingesse continuamente alla tua fonte. Non ci sarà mai acqua vecchia in te, ma un continuo rinnovamento, acqua limpida, amore puro. Ricordati che nel nostro mondo ci insegnano solo a ragionare, e la ragione si attacca sempre alle cose , mentre il cuore vuole solo donare. Il cuore è generoso e non potrà mai essere avaro. Vivi con leggerezza e non lasciarti prendere dal mondo, con le sue false ricchezze, i suoi falsi amori, i suoi falsi doni…

Non sono importanti le nostre azioni per valutare la vita che facciamo, per sentirci a posto con Dio e con gli altri. Se scegliamo il tipo di vita che vogliamo condurre su questa terra in base al premio che poi pretenderemmo di ottenere, allora significa che continuiamo a ragionare secondo il meccanismo del possesso, che non vogliamo perdere niente, che il nostro dare non viene dal cuore. Stiamo brancolando nel buio. Un uomo che ha mancato l’occasione della vita, pensa sempre a qualche altra vita, al senso di quello che accade intorno a lui, al volere raggiungere un certo obiettivo per riceverne il tornaconto. Ma se non sappiamo vivere questa vita che ci è stata donata, questo dipende solo da noi, dalla libertà che ci è stata donata e che nessuno può toglierci : se non cambiamo noi allora anche il paradiso può diventare un inferno. Il paradiso è sempre a nostra disposizione, è nel nostro cuore ma soffocato dagli egoismi di cui non riusciamo a liberarci. E’ un’eterna primavera quella che può nascere dal cuore, sta solo a noi aprire le porte delle prigioni in cui siamo rinchiusi e incominciare a vivere nell’amore. Allora i veli cadranno e vedremo soltanto la verità che è sempre stata a nostra disposizione, ma rifiutata in cambio delle apparenze che ci fanno soffrire.”

Siogiovanni

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