Disabilità e scuola: tagli all’orizzonte?

Parliamo del Decreto interministeriale MI-MEF previsto dall’articolo 7, comma 2ter del DLgs 66/2017, che potrebbe introdurre una riduzione degli insegnanti di sostegno fino a 5000 docenti in meno ogni anno! Per assegnare le ore di sostegno si introdurrebbero nuovi indicatori che smonterebbero l’automatismo attualmente stabilito dalla legge 104/92 a tutto svantaggio degli alunni disabili. E magari cosa c’è di meglio della cortina fumogena creata dalla crisi sanitaria attuale per provare ad inserirla nella legge finanziaria?

https://www.ilmessaggero.it/donna/mind_the_gap/disabilita_tagli_finanziaria_donne_mamme_lavoro_figli_disabili_ciis_sostegno_bambini_news-5657133.html

Sinceramente quando leggo certi articoli non mi indigno (quasi) più. È dal 2017 che vogliono riformare la legge 104/92 , che è da sempre un vero baluardo dell’integrazione e della vera inclusione a scuola degli alunni con disabilità. Tutto ciò è la logica conseguenza di aver adottato da oltre 20 anni modelli politici e sociali che hanno compresso i diritti e imposto modelli privatistici in tutti i settori pubblici, in primis nella scuola. Il grande linguista e filosofo americano Noam Chomsky aveva avvertito i governi occidentali sui rischi della globalizzazione, che è sempre incompatibile con la democrazia. Sperava forse che almeno noi europei non avremmo mai rinunciato alle nostre Costituzioni in cambio di sovrastrutture neoliberiste chiamate “unioni”. Essenzialmente diceva che “quando tutto sarà privato, saremo privati di tutto” e questo sta accadendo in ogni settore pubblico. I vari governi non fanno che passarsi di mano il pilota automatico delle famose “riforme”, esse servono a sostituire la democrazia sostanziale, quella dei diritti sociali come lavoro, istruzione, salute… con la democrazia cosmetica fatta di slogan tanto belli quanto inutili. Nella scuola va tanto di moda parlare di inclusione, competenza, integrazione, ma la realtà è che mancano le risorse e i primi a rimetterci sono i ragazzi e gli stessi insegnanti. E fa scandalo la sfrontatezza con cui si vorrebbe introdurre una riforma finalizzata al risparmio sulla pelle dei ragazzi disabili, per i quali andrebbe invece potenziato e qualificato l’intervento della scuola. Qui non basta dire che ci vuole più stato, ormai dobbiamo tutti chiedere che venga al più presto ripristinato LO STATO! Noi insegnanti, lo so per certo, continueremo a lavorare per educare i tutti nostri alunni in vista del “cittadino del domani”, soprattutto dargli l’istruzione necessaria per poter avere quella capacità critica che gli permetta di pretendere il rispetto dei propri diritti al di sopra di ogni altra cosa, in primis l’istruzione e il lavoro dignitoso senza i quali non c’è società e futuro. Così come non può avere un futuro una società che escluda ipocritamente i più deboli e bisognosi, perché questo è il vero rischio da scongiurare. La scuola è fra i settori pubblici che più è stato devastato e squalificato dai tagli e dalle riforme degli ultimi anni. Stiamo assistendo ora “in diretta” al danno causato dai “tagli alla sanità” fatti dalle regioni in nome dei risparmi e dell’efficienza del sistema, un modello che ha portato a chiudere i piccoli ospedali e i presidi sanitari locali che oggi sarebbero stati più preziosi che mai per affrontare l’emergenza sanitaria. Ma pare proprio che niente abbiamo imparato dagli errori del passato e che la demonizzazione della spesa pubblica e la compressione dei diritti che essa dovrebbe invece garantire al di sopra di qualsiasi considerazione utilitaristica, continui ad essere l’unico ideale che i nostri governanti amano perseguire con la massima determinazione. Io sto con le mamme e le famiglie che nell’articolo inserito sopra chiedono che «siano garantiti i diritti costituzionali di tutti gli alunni con disabilità» e, per questo, chiedono che «siano garantite le ore effettivamente necessarie a ciascun alunno, e non una indicazione standard»! La disabilità non è un parametro, non ci sono unità di misura per valutare i bisogni reali dei bambini e dei ragazzi disabili che devono frequentare la scuola. Speriamo davvero che almeno una volta le scelte politiche prese a priori in base ad ideali distorti di società non prevalgano.

Il pellerossa nel presepe

Il pellerossa con le piume in testa

e con l’ascia di guerra in pugno stretta,

com’è finito tra le statuine

del presepe, pastori e pecorine,

e l’asinello, e i maghi sul cammello,

e le stelle ben disposte,

e la vecchina delle caldarroste?

Non è il tuo posto, via, Toro Seduto:

torna presto di dove sei venuto.

Ma l’indiano non sente. O fa l’indiano.

Se lo lasciamo, dite, fa lo stesso?

O darà noia agli angeli di gesso?

Forse è venuto fin qua,

ha fatto tanto viaggio,

perché ha sentito il messaggio:

pace agli uomini di buona volontà.

Poesia di Gianni Rodari

Nessuno è escluso, dice il poeta, nessuno è escluso dalla gioia per la nascita del Salvatore! Il viaggio è lungo e pieno di insidie, ma tutti possono percorrerlo. La rabbia è in noi, fa parte del nostro essere. Per questo la vera pace non può che partire dal cuore. Perché l’amore è liberazione da ogni male, astio o sofferenza. L’amore è pace ed esaltazione, dolcezza e forza, bellezza e purezza assoluta.

Brilla una stella nella notte dei tempi, è nato il Salvatore: pace agli uomini di buona volontà!

MaGiE 2

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Post di Stefano

Faccio seguito al mio articolo precedente (https://opinioniweb.blog/2020/12/10/magia/ ), stimolato dall’amica che mi visiona le bozze (sono sgrammaticato!). Parlavo di operazioni magiche che, come recita wikipedia, sono azioni finalizzate a controllare la realtà con la volontà, attraverso l’uso di tecniche, atti o riti. Esponevo come tutta la narrazione riguardante il Covid, dai provvedimenti legislativi a quelli sanitari eccetera, altro non sia che un’operazione magica finalizzata a modificare radicalmente l’organizzazione e la storia umana. Ovviamente la magia che stiamo vivendo è solo l’ultima di una serie di atti magici pianificati nel tempo e funzionali a quest’ultima.

Il “Magus”, che fondamentalmente è l’imbroglione, da non confondere col “Magister” che è invece il maestro, per prima cosa crea un cerchio magico, ovvero uno spazio circoscritto in cui non solo le regole comuni non valgono, ma a volte nemmeno le leggi naturali, nelle quali includo anche il comune “buon senso”: niente di trascendentale! Il cerchio magico a cui mi riferisco, in questo caso, è riportato dalla narrazione mediatica ed in particolare dalla TV. Si sente spesso dire: “Lo ha detto la televisione… quindi è vero”!!! Bene, si è nel cerchio magico.

Quando l’ipnotizzatore da teatro vi chiede di guardare il pendolo e vi ordina di addormentarvi dopo il tre, vi conduce nel “cerchio magico”. Ma siete voi che acconsentite, perché volete sentirvi parte e protagonisti dello spettacolo che, tutto sommato, trovate piacevole.

È molto più confortevole accettare una rassicurante bugia che una scomoda verità. Ma, se non voleste farvi ipnotizzare, col cavolo che il magus ci riuscirebbe. Però, dopo una faticosa giornata di lavoro, dopo un “tempo libero” occupato da tutte le attività di sopravvivenza vostra e della famiglia, quando alla sera arrivate finalmente a stravaccarvi sul divano con gli occhi a tapparella in dolce attesa del letto ristoratore… non volete farvi angustiare da ulteriori sforzi cerebrali e quindi al tre vi addormentate, rendendovi disponibili a fare il verso della gallina per far ridere il pubblico.

Siamo disponibili a credere… penso che la più grande delle menzogne a cui quasi tutti credono sia quella che la moneta è una risorsa limitata! Intanto non è una risorsa, ma solo una unità di misura, eventualmente, di Risorse Vere. I beni ed i servizi sono risorse economiche: le cose di cui abbiamo bisogno, le cose prodotte dal lavoro dell’uomo, le cose che si mangiano, che ci vestono, che ci riparano dal freddo e le altre milioni di cose che ci migliorano la vita… quelle sono risorse! Non il denaro! I soldi sono fuffa, aria fritta, e soprattutto sono ILLIMITATI.

Ho notato che spesso, nei servizi del telegiornale, quando si parla di soldi, vengono mostrate le rotative che stampano e tagliano le banconote. Bene, che cosa credete siano le banconote che abbiamo in tasca? Pezzi di carta! E quanti pezzi di carta si possono stampare? Dipende dalla quantità di pioppi che possiamo abbattere?… NOOOO! Neanche da quello, il 98% della moneta circolante non è fisica, ma è costituita da numeri inseriti nelle memorie dei computer. Voi davvero pensate che alla cifra indicata a saldo del vostro conto corrente bancario corrisponda analogo numero di pezzi di carta dentro il caveau della banca? No, sono solo numeri. Le banche tengono solo quei pezzi di carta che, da loro calcoli, bastano per i bancomat e per i prelievi. Però questi numeri rappresentano la somma dei beni reali, più i risparmi, più i debiti, più gli interessi… ma poi basta! Ma chi ha in mano la calcolatrice per stabilire quanta moneta serve? Ora, quelli che stanno nel “cerchio magico” diranno: Lo Stato! Risposta sbagliata: a detenere la calcolatrice sono alcuni privati, “Magus” che decidono quanta moneta debba circolare e in che modo, secondo i loro interessi, non certo i nostri.

Siamo disponibili a credere che la democrazia funzioni veramente, che i partiti rappresentino delle ideologie, che ci sia una maggioranza ed una opposizione, che ci sia una seria dialettica tra opposte posizioni… ma all’atto pratico è facile accorgersi che chiunque vada al potere attua l’agenda dei “Magus” mondialisti apolidi. Dagli anni ‘90 ad oggi abbiamo perso ogni tutela sindacale, la disoccupazione è aumentata ed i salari diminuiti, la scuola si è svalutata, la sanità pubblica e gratuita si è ridotta, in pensione ci si va sempre più tardi e con sempre meno soldi, il tenore di vita si è ridotto nonostante l’accresciuta tecnologia che avrebbe dovuto farci stare meglio. Il fatto più emblematico è la perdita di valore della “cosiddetta” sinistra. Tutte le riforme più penalizzanti, tutte le perdite di sovranità a favore di organismi NON ELETTI, tutte le privatizzazioni più spinte sono state attuate da governi di sinistra, ma si sa, nel “cerchio magico” non valgono le regole comuni e può capitare che siano i governi di destra, come quello (recente) dei 5 stelle-lega, a fare le riforme di sinistra. Così il popolo di sinistra deve accontentarsi delle leggi anti-omofobia, della carbon-tax per chi inquina e di poter “finalmente” chiamare sindacA un sindaco donna. Sto ancora aspettando di essere chiamato autistO di mio figlio quando lo accompagno dal dentistO. Miracolo del cerchio magico.

Ci trattano da dodicenni e noi siamo disposti a sentirci ed a reagire da dodicenni.

Ci attribuiscono tutte le colpe, come quella di aver vissuto sopra le nostre possibilità e di aver in tal modo provocato il debito pubblico, e noi siamo disposti a crederci.

Ci dicono che il futuro sarà migliore e spostano sempre più avanti la fine di questa “crisi economica”, intanto le cose vanno sempre peggio, ma noi siamo disposti a crederci.

Ci dicono che il pubblico è inefficiente e sprecone e che il privato è migliore, poi tagliano la sanità, riducono i posti letto della terapia intensiva e, in caso di Covid, gli ospedali privati fanno il manichetto, ma nel “cerchio magico” il privato è meglio!

Ci fanno credere che 19 idioti armati di taglierino, di cui solamente 3 sapevano pilotare un monomotore ad elica, siano stati capaci di compiere nel cielo più controllato del mondo non solo manovre impossibili anche per piloti espertissimi, ma di abbattere pure 3 grattacieli con 2 aerei: se crediamo a ciò, allora dobbiamo anche credere che le guerre per “esportare” la democrazia siano giuste.

Eccetera, eccetera, eccetera.

Ogni libro di storia, ogni giornale, ogni telegiornale è un “cerchio magico”. Si dice che la storia la scrive chi vince. Se avesse vinto Hitler ora “i buoni” sarebbero stati le SS e la razza ariana sarebbe risultata la migliore, con tanto di scienziati premi Nobel pronti a confermare con i loro studi.

Quando impareremo ad uscire dai “cerchi magici”, a pensare con la nostra testa e ad informarci da più fonti diverse, sempre più diverse, diversissime, per diventare dei “Magister” e condurre noi il gioco?

Magia

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Molto interessante questo post di Stefano, chiaro e ben scritto come sempre. Dico solo una cosa: è vero che internet permette all’informazione di essere meno controllata, ma allo stesso tempo la massa di notizie che circolano e la velocità con cui cambiano di continuo è tale che anche quelle più importanti rischiano di venire presto dimenticate. Parlare di tutto e a tutti potrebbe diventare sinonimo di parlare di niente a nessuno. Con gli slogan da tastiera purtroppo non si fanno le rivoluzioni.

Post di Stefano

Definizione del termine “Magia” da Wikipedia:

“Con il termine magia si intende una tecnica che si prefigge di influenzare o dominare gli eventi, i fenomeni fisici e l’essere umano con la volontà; a tal fine la magia può servirsi di atti e formule verbali, come di gesti e rituali appropriati.”

Non credo alla narrativa ufficiale riguardante il Covid, opinione, la mia, ovviamente condivisibile o meno, ma quello che sto per esporre presuppone l’adesione o per lo meno il dubbio a che ciò che ci viene propinato dalla narrazione ufficiale non sia reale.

Per coloro che, invece, credono ai media generalisti, alle dichiarazioni dei politici e degli “esperti” presenti in tali media, consiglio di non proseguire nella lettura di questo articolo.

Dunque, secondo me, tutta l’operazione “Covid” serve ad ottenere alcuni scopi e non solamente uno, riguardanti grossi interessi economici, etici, organizzativi dell’intera società umana e fortemente modificativi del naturale corso della storia, come ora cercherò di dimostrare.

Non è la prima volta che si cerca di compiere una operazione del genere, questa è solo l’ultima di una lunghissima serie. Di esempi se ne possono fare a bizzeffe: ogni guerra, ogni nuovo impero che venga a formarsi, ogni nuova dittatura, ogni grande “attentato terroristico”, ogni rivoluzione… ogni ’68, eccetera, sono tentativi, spesso riusciti, di modificare l’organizzazione umana e la sua storia. C’è sempre un potere che si scontra con un altro o con più altri potentati. I ceti medio-bassi subiscono sempre tali modifiche e raramente ne traggono benefici. Difficilmente qualcosa nasce dal basso, la cosiddetta “gente semplice” di solito non ambisce a grandi mutazioni, ma solo al miglioramento della propria condizione, o per lo meno alla sua illusoria percezione. Nessuno, sano di mente, dichiara una guerra in cui combatterà lui stesso: i cosiddetti “eroi” ed i terroristi suicidi, a mio parere, non appartengono alla categoria “sani di mente”.

Questa epidemia, dato che non ha precedenti nella storia e che i media la narrano con modalità angoscianti tali da destabilizzare l’equilibrio psicologico, emotivo, sentimentale dell’essere umano, è palesemente un esperimento molto ardito. Evidentemente la posta in gioco è molto alta.

C’è da dire che mai prima d’ora l’umanità ha potuto disporre di un mezzo che desse accesso immediato a una mole pressoché illimitata di informazioni. Adesso è possibile, basta volerlo. Adesso, chiunque può comunicare direttamente agli altri le proprie opinioni. Qualunque persona può aprire e diffondere il suo giornale: un sito o un blog. Chiunque può scrivere, pubblicare e far leggere un suo libro senza l’intermediazione delle case editrici: ad esempio io (che non sono nessuno) l’ho fatto! È la prima volta nella storia, perlomeno di quella che conosciamo, che la cultura può diffondersi orizzontalmente e la comunicazione può avvenire non più solo dall’alto verso il basso. Tutto ciò modifica radicalmente i rapporti di forza tra un potere, o più poteri, e la massa… che il potere non l’ha mai avuto. Ora l’informazione è più difficilmente manipolabile. E lo sarà sempre meno, man mano che la gente si rivolgerà sempre più verso l’utilizzo di Internet.

Con la televisione, solo l’ultimo e più potente media fino all’avvento della rete, era facile manipolare l’opinione pubblica e l’informazione era a senso unico. Negli anni ’90, il sostanziale monopolio delle reti televisive indusse una condizione paragonabile a quella di quando i libri erano scritti a mano e il “saper leggere e scrivere” era appannaggio esclusivo di nobili e clero.

Ora mi rendo conto che il miglioramento delle condizioni di benessere della classe media qui in occidente in cui ha vissuto finora la mia generazione, è stato illusorio e temporaneo, non dovuto a chissà quali “conquiste” sociali dal basso… o al raggiungimento della “democrazia”. No! Era una situazione gestita dai soliti “poteri forti” ed aveva i suoi scopi, legati ad un particolare periodo storico ed ad una certa lotta tra piramidi di potere contrapposte. Internet, che per ironia della sorte è un’invenzione militare, è sfuggito di mano al potere ed ora non è più possibile spegnerlo poiché, ormai, tutta l’economia mondiale ne è dipendente. Questo ha provocato e continua a provocare una enorme presa di coscienza presso la finora inerme ed ignorante “massa”.

Le fonti riportano percentuali oscillanti tra il 5% e il 10%, ma alcune si spingono fino al 30%, di persone che non credono più ai media generalisti e che si informano solo sui canali della cosiddetta “informazione alternativa” presenti in Internet. Sono numeri enormi. In passato erano solo l’uno per mille, forse anche meno, rappresentato perlopiù da intellettuali che facevano sforzi immani per riuscire ad avere tali consapevolezze e che comunque non costituivano un problema per il “potere”. Era facile organizzare per loro un falso e depistante omicidio, come per Pasolini. Il fatto poi che questo virus sia stato prodotto in laboratorio e rilasciato intenzionalmente, in questa trattazione riveste poca importanza.

Non è la prima epidemia che subisce l’umanità, neanche la più grave e, purtroppo, non sarà l’ultima… ma:

È LA PRIMA VOLTA che tutta l’informazione generalista, compresa quella presente su Internet, trasmette 7 giorni su 7 e per 24 ore SOLO messaggi terrorizzanti;

È LA PRIMA VOLTA che vengono imposte museruole spersonalizzanti e psicologicamente devastanti, specie per i bambini;

È LA PRIMA VOLTA che viene imposta la didattica a distanza ed il telelavoro con la conseguente perdita delle relazioni sociali;

È LA PRIMA VOLTA che vengono criminalizzate tutte le relazioni, di amicizia, parentali, o anche solo quelle degli incontri casuali, tutti i contatti fisici e tutte le comunicazioni non verbali;

È LA PRIMA VOLTA che vengono incoraggiate, se non obbligate, le relazioni virtuali e tecnologiche, preferendole quindi a quelle reali, pur se devastanti per l’educazione dei giovani;

È LA PRIMA VOLTA che si è costretti a nascondere la propria infezione per paura delle quarantene, dei ricoveri coatti e delle cure imposte, al punto che dichiarare la propria malattia, la positività al test o la quarantena, è diventata ormai una vergogna;

È LA PRIMA VOLTA che vengono imposte limitazioni alle libertà personali con regole perlopiù illogiche, confusionarie, di difficile attuazione tanto da indurre facilmente all’errore e che cambiano così in fretta da non poter essere nemmeno apprese;

È LA PRIMA VOLTA che vengono ipotizzate forme di obbligatorietà o almeno di coercizione per dei trattamenti sanitari, in spregio all’inviolabilità del corpo umano sancito in ogni costituzione;

È LA PRIMA VOLTA che viene devastata l’economia senza alcun riguardo, in forma persino peggiore a quella provocata da una guerra;

È SOPRATTUTTO LA PRIMA VOLTA che non viene mai contemplata, in termini di futuro, la soluzione definitiva al problema. “Niente sarà mai più come prima” recitava uno slogan politico. Persino il vaccino, che inizialmente sembrava una sorta di “tana libera tutti”, nella narrativa odierna comincia a perdere la sua potenza.

Tutto questo avviene grazie all’uso soprattutto della “fedele” televisione, forse l’ultimo colpo di coda di questo vecchio ed importante strumento di potere.

È in azione una tecnica che con volontà si prefigge di influenzare o dominare gli eventi, i fenomeni fisici e l’essere umano, servendosi di atti e formule verbali, gesti e rituali appropriati: è una operazione MAGICA.

Elezioni USA e stampa nostrana

“Louisiana, Arkansas, Alabama, Florida, Kentucky, Mississippi, South Carolina e South Dakota hanno tutti aderito alla causa del Texas contro GA / PA / WI / MI”

Questi stati hanno fatto ricorso alla Corte Suprema degli Stati Uniti contro Pennsylvania, Georgia, Wisconsin e Michigan per annullare le elezioni presidenziali. Affermano che i quattro Stati avrebbero modificato le rispettive leggi elettorali con provvedimenti giudiziari o dei governatori senza passare per le rispettive camere come prevede la costituzione federale. Tali provvedimenti illegali avrebbero modificato il risultato elettorale anche a danno dei cittadini degli altri stati. Se il ricorso verrà accolto le elezioni saranno annullate e il voto passerà alla Camera dei grandi elettori che in tutta probabilità eleggerà Trump a maggioranza. Ma possiamo scommettere che queste notizie passeranno di striscio nei media mainstream, per loro è dal 3 novembre che Biden è stato eletto presidente degli Stati Uniti a reti unificate, quindi po’ magna’ tranquillo. E infatti cerca che te ricerca ecco un articolo di Repubblica https://www.repubblica.it/esteri/2020/12/08/news/elezioni_usa_il_texas_fa_causa_a_4_stati_per_bloccare_l_elezione_di_biden-277551332/

“Mossa bizzarra e senza possibilità di successo” dicono; ok, va bene ma allora perché in Italia non se ne parla? Attaccano Trump per la tinta dei capelli, per la crisi matrimoniale e chi più ne ha più ne metta ma qui, di fatto, per ora prevale il silenzio o quasi. Chissà perché se tal ricorso altro non è che un bizzarro espediente senza speranze di successo?

Va bè dai, lasciamo fare ai professionisti dell’informazione che è Natale e a pensar male si fa peccato!

La riffa di Stato

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https://it.businessinsider.com/cashback-lotteria-degli-scontrini-e-la-giungla-di-app-da-scaricare-per-non-perdere-centinaia-di-euro/

Non c’è niente di più semplice e trasparente del contante. Permette ad ogni cittadino onesto di gestire la propria vita senza dipendere da moneta elettronica gestita da banche e software informatici in grado di supervisionare ogni nostro passo e soprattutto possono in ogni momento essere i veri padroni dei nostri soldi e di conseguenza delle nostre vite. Personalmente uso molto anche le carte bancomat o di credito, come tutte le cose hanno pro e contro, ma in nessun caso baratterei un servizio offerto da privati con un mezzo “fisico” che lo Stato afferma essere una “valuta a corso legale” sempre e comunque spendibile. Lo sapevate che in Svezia, paradiso del cashless, lo Stato è stato costretto a distribuire un opuscolo (nel 2019) per invitare i cittadini a tenere delle scorte di contanti in casa? Hanno semplicemente il terrore che un’emergenza di tipo informatico o altro possa far collassare il sistema digitale nazionale con danni irreparabili! Pippo nei fumetti diceva che una discesa vista dall’basso sembra tanto una salita, idem direi succede come un apparente progresso: visto col senno di poi da chi lo ha applicato senza rifletterci troppo sembra tanto un regresso (verso il baratro)!!!

Ma poi c’è lo sTATO (con la s minuscola) con un premier che da bravo venditore di pentole (senza coperchi) sponsorizza sto bel sistema, lotterie e amenità varie e avariate. CONTATI ZERO PER AVERE MENO NERO! Peccato che NERO è solo il futuro di una nazione governata da gente capace di tutto ma incapace di far bene qualsiasi cosa. E senza un briciolo di dignità, purtroppo.

Le grandi multinazionali non fanno certo affari con i contanti, esse usano l’elusione fiscale legalizzata e l’evasione reale attraverso meccanismi di scatole cinesi e paradisi fiscali. Ma noi invece cosa ci guadagnano dall’incentivare questo sistema? Pensateci, il segnale che manderemo facendo fallire la lotterie degli “strozzini finanziari” che tanto bramano per cancellare il contante potrebbe essere più importante di ciò che si possa immaginare! Non caschiamo in questa trappola

Mio fiume anche tu

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[…] Cristo, pensoso palpito,
Astro incarnato nell’umane tenebre,
Fratello che t’immoli
Perennemente per riedificare
Umanamente l’uomo,
Santo, Santo che soffri,
Maestro e fratello e Dio che ci sai deboli,
Santo, Santo che soffri
Per liberare dalla morte i morti
E sorreggere noi infelici vivi,
D’un pianto solo mio non piango più,
Ecco, Ti chiamo, Santo,
Santo, Santo che soffri.

Giuseppe Ungaretti, da Il Dolore (1937.1946) Roma occupata

Ecco, oggi 29 novembre è la prima domenica di Avvento e con questo estratto della poesia di Giuseppe Ungaretti “Mio fiume anche tu” ci prepariamo all’Evento dell’incarnazione, al “la Parola divenne carne” del Prologo del vangelo di Giovanni. Una perfetta trascendenza della Parola creatrice che entra nella storia umana attraverso Gesù di Nazaret. Giuseppe Ungaretti si affida alla Fede in Cristo “astro incarnato nelle umane tenebre” per superare il dolore per la morte del figlio Antonietto a soli 9 anni in seguito ad un’appendice mal curata. Un dolore che ho fatto mio, leggendo questi versi, piangendo per la loro cruda bellezza, per come riescono ad imporre la sofferenza viva di un padre straziato.

<<Mi si è fatto osservare che in un modo all’estremo brutale, perdendo un bimbo che aveva nove anni, devo sapere che la morte è la morte. Fu la cosa più tremenda della mia vita. So cosa significhi la morte, lo sapevo anche prima; ma allora, quando mi è stata strappata la parte migliore di me, la esperimento in me, da quel momento, la morte. Il Dolore è il libro che di più amo, il libro che ho scritto negli anni orribili, stretto alla gola. Se ne parlassi mi parrebbe d’essere impudico. Quel dolore non finirà più di straziarmi.>> Giuseppe Ungaretti

Eppure leggetela la poesia, o perlomeno la parte finale che ho pubblicato; leggetela e capirete che quel ripetere incessante “Santo, santo che soffri” altro non è che vedere il volto di Cristo nel suo volto riflesso in uno specchio, specchio di dolore e di speranza, che riedifica l’uomo nella fede! Non siamo soli, nonostante tutto… non siamo soli!

E con questa certezza prepariamoci al santo Natale.

Un bel reset?

Proprio per i motivi citati sotto da Stefano io non credo che ci sarà un vero reset. Nel senso che la guerra quando finisce ha esiti difficilmente controllabili (vedasi alla voce Costituzioni), invece qui siamo ancora in piena fase discendente (nel senso di discesa all’inferno)! Il reset per come la vedo io dà qualcosa anche alla gente comune, qui c’è solo il togliere. E più di ogni altra cosa gli attacchi del sistema sono rivolti proprio alla classe media, che va totalmente distrutta. Persone che hanno ancora una base di consapevolezza dei propri diritti, che possono “crearsi” la propria fortuna come liberi professionisti, autonomi, insegnanti, impiegati o piccoli imprenditori… Azzerare la capacita di sognare e progettare un futuro significa soprattutto resettare la scuola e poi di conseguenza appiattire la società riducendola al binomio di controllori e controllati. Non farti troppe domande, esegui, obbedisci, non chiederti mai cosa sia giusto o cosa sia sbagliato, pensa solo al bene comune che ti viene imposto, lo fanno per te, lo fanno per noi, il resto non conta, sii sempre responsabile e non sprecare i sacrifici fatti fino a qui, perché i sacrifici sono una costante dell’umanità, purificano dalle colpe e me serviranno tanti…

Post di Stefano

Tutto è economia. I rapporti tra gli stati sono economici, i rapporti tra le persone sono economici, le guerre sono combattute per motivi economici, così come i trattati di pace, i rapporti commerciali…

Non è necessariamente una visione cinica della realtà, perché anche le motivazioni di quelle più nobili, nel vero senso della parola, hanno una giustificazione economica.

“Togli l’interesse che il mondo è giusto” è un vecchio adagio che mia madre ripeteva spesso e che io aggiornerei in: “Togli l’interesse del predatore ed il mondo è giusto”, riferendomi a quell’interesse  che prevarica ed uccide l’interesse altrui. Ci sono scambi in cui entrambi i contraenti ci guadagnano e scambi che non sono necessariamente nominati  in denaro.

Ma l’economia del Covid è predatoria.

L’economia predatoria si esplicita nell’ultra finanziarizzazione. Non ho nulla contro la finanza: è uno strumento e come tale può essere usato per il bene dell’umanità o contro, esattamente come un coltello è uno strumento utilizzabile per tagliare il pane o per uccidere. Ma questa è una finanza che permette a pochissimi PRIVATI non solo di avere il controllo della moneta, ma anche che   la stessa venga emessa sempre a “debito” degli utilizzatori. Questo debito complessivo al mondo ha raggiunto il valore di circa 60 volte il PIL mondiale, cioè il valore di quello che l’intera umanità produce in 60 anni: debito, quindi, inesigibile. Nonostante ciò, frotte di giocatori d’azzardo possono legalmente lucrare su tutto, soprattutto sulle disgrazie altrui, attraverso borse e trading on line.

È cioè consentito guadagnare direttamente dai soldi senza produrre niente e tanta gente si arricchisce proprio in questo modo, acquistando beni e servizi prodotti dal lavoro altrui, senza aver prodotto a loro volta… niente! Queste persone sono parassiti e questo tipo di finanza è predatoria.

In passato, visto che la finanza predatoria è stata, e purtroppo ancora è, la “norma” nelle società umane, periodicamente, quando il debito complessivo diventava ingestibile, interveniva una sorta di Reset. Di solito grandi guerre o giubilei. Attualmente di giubilei del debito non se ne fanno più e di guerre che coinvolgano il ricco occidente non se ne fanno più da quando esistono le bombe atomiche. Dall’ultimo grande Reset economico, la seconda guerra mondiale, ad oggi, sono state attuate inizialmente e fino agli anni ‘70 politiche Keynesiane, per favorire la ricostruzione senza produrre eccessivo debito e per sconfiggere la tentazione al comunismo che c’era in occidente, ma che apparteneva all’altro blocco. Dagli anni ‘80 in poi è ripartita la finanza predatoria, ma in forma leggera poiché limitata dal Glass-Steagall Act del 1933, che, in sintesi, prevedeva la separazione netta tra Banche commerciali e Banche d’affari, l’economia reale separata dai casinò. Questo atto fu però abolito  nel 1999 da Bill Clinton, il “simpatico” presidente USA che verrà ricordato per la famosa fellatio (ma chi se ne frega?) e non per questa scelta criminale. 

Negli anni 2000, quindi, la finanza impazzita ha prodotto le grandi crisi del 2007/2008 e del 2012/2013, risolte, solo per gli speculatori, con una ulteriore produzione di debito, per lo più spazzatura. Ovviamente un debito non può continuare a crescere all’infinito, prima o poi la bolla rischia di scoppiare in maniera incontrollata. C’era quindi bisogno di un nuovo Reset. Inoltre, si affacciava la quarta rivoluzione industriale, quella dell’intelligenza artificiale e dei robot, andava sanata “quell’anomalia storica” definita democrazia e contemporaneamente soppresso “l’abominio” della classe media, mai esistita prima di un centinaio di anni fa. C’era da inventarsi qualcosa… mumble, mumble.

Ed ecco la soluzione: una bella pandemia! Uno stato di paura costante che permette l’instaurarsi di politiche dittatoriali… per la nostra sicurezza sanitaria!

Che permette l’accettazione alla privazione dei diritti fondamentali… per la nostra sicurezza.

Che permette il superamento della Costituzione, troppo a salvaguardia dei deboli… per la nostra sicurezza.

Che fa accettare la perdita del reddito in cambio di elemosine dallo stato e quindi della nostra continua dipendenza… per la nostra sicurezza.

Che farà accettare di pagare il conto della crisi, per quanto sarà possibile, con i nostri risparmi… per la nostra sicurezza.

Che permetterà di abolire l’infetto ed evasore fiscale denaro contante, unica nostra salvaguardia dallo strapotere delle banche… per la nostra sicurezza.

Che permetterà di trasferire l’intero monopolio delle attività produttive dalla caotica ed evasore fiscale piccola e media impresa alle grandi e globaliste holding… per la nostra sicurezza.

Che permetterà di ritornare alla vecchia e consolidata forma di società umana che prevede una ridotta élite dominante con il resto della popolazione umana servente… per la nostra sicurezza. Che permetterà di renderci sempre più rintracciabili, controllabili ed ora anche disattivabili a comando attraverso le nuovissime tecnologie (microchip, quantum dots, rete 5G…)… ma per la nostra sicurezza no?!!!

Il mio credo

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Premetto che le considerazioni scientifico-religiose che seguono nel post sotto sono di Stefano e che quindi costituiscono il SUO CREDO! E visto che lui ha piacere di interloquire con i lettori, provo ad iniziare io con le mie idee in proposito. Personalmente ho un’altra concezione della vita, IO CREDO che la sua origine dipenda da un evento assolutamente trascendente! Condivido perfettamente che alla base di ciò ci sia un atto d’amore, ma la purezza di questo atto presuppone la sua assoluta gratuità e ciò è possibile solo se il Principio Creatore (Dio) è trascendente. La creazione non è un evento necessario, essa è dominata dalla contingenza assoluta. Si regge solo sull’infinito amore di Dio, un Essere in cui l’Essenza e l’esistenza coincidono (ciò significa che pensare Dio significa pensarlo necessariamente come esistente). Il mistero della creazione è allo stesso tempo il mistero di Dio, che è tutt’altro che un dominatore, anzi! Concludo affermando che ogni singola considerazione fatta da Stefano presuppone la capacità di vedere le cose dall’esterno: siamo esseri finiti aperti alle trascendenza! Razionalmente parlando aggiungo che se la realtà in cui stiamo tutti vivendo fosse davvero dominata da un principio immanente bisognerebbe chiedersi se la consapevolezza di ciò ci renda superiori ad essa, visto che è innegabile la nostra capacità di andare oltre! Se c’è un Tutto noi siamo già altro da questo tutto e ognuno di noi racchiude in sé l’universo intero superandolo! Perché l’Amore è andare oltre sé stessi, verso il Tu che ci costituisce, nella sua infinita misericordia, nonostante la nostra imperfezione, il nostro infinito EGOismo, nonostante tutto…

Post di Stefano

Forse e giustamente non interesserà a nessuno, ma a me piace parlarne: così, magari, chiarisco anche un po’ meglio le idee. Qualora qualcuno fosse interessato a leggere e volesse dissentire, sarebbe interessante interloquire. Farò una disamina assolutamente e volutamente razionale, non perché non trovi “valore” nel “sentire” del livello emozionale, ma solo perché non posso fornire prove tangibili a delle sensazioni soggettive.

Intanto vorrei subito chiarire in che cosa NON credo.

Non credo nell’alieno dotato di superpoteri, con l’aggravante della vendicatività, che un giorno si è svegliato annoiato ed ha deciso di creare il cielo e la terra. Così come viene descritto, per il popolino, dalla maggior parte delle grandi religioni ufficiali.

Non credo che questa Entità chiamata di solito Dio, se esiste in questa accezione, abbia bisogno di intermediari come: preti, rabbini, imam, santi & santoni, sciamani, eccetera. Se questa Entità esistesse e volesse comunicare direttamente lo potrebbe fare. Per cui tutte le sovrastrutture tipo Chiese e Religioni Organizzate sono solo centri di potere autoreferenziali.

Non credo inoltre che questa Entità possa essere trascendente, lontana, indipendente ed irraggiungibile, un altro essere insomma o una sorta di superuomo staccato da tutto il resto e per il quale la nostra massima aspirazione sarebbe quella di riuscire a vivere alla sua presenza in un continuo ed ineluttabile stato di inferiorità. No!

Non credo infine al peccato originale od a qualsiasi altro artificio che possa farci vivere nel perpetuo senso di colpa. È chiaro come il sole che si tratta di uno strumento fondamentale finalizzato al potere delle gerarchie religiose.

Però, dall’evidenza delle cose che ho studiato, anche la teoria atea ed evoluzionista nuda e cruda non può spiegare l’universo, non può spiegare quella cosa chiamata vita e soprattutto non può spiegare l’uomo.

Intanto c’è la questione della “complessità irriducibile”, per cui l’evoluzione della vita può avvenire da un certo punto in poi, ma prima di quel punto è necessaria una tale quantità di combinazioni favorevoli così enorme, da rendere impossibile l’inizio della vita stessa e quindi della sua evoluzione. Sto parlando di probabilità così basse che, per verificarsi, la durata della vita dell’universo stesso moltiplicata un miliardo continuerebbe a non bastare. Hanno calcolato che per mettere insieme nella giusta posizione i 400 amminoacidi che occorrono per formare “casualmente” il più piccolo e semplice essere vivente la probabilità è di 1 fratto10 alla 47 esima. Uno seguito da 47 zeri… che numero è? Prima della magica combinazione qualsiasi altra cosa è un minerale che non può evolvere. Se poi si considera che gli UFO esistono (ormai anche il Pentagono lo ha ammesso) e che con Hubble si continuano a scoprire pianeti abitabili, si potrebbe ipotizzare che la vita possa essere diffusa nell’universo anziché esserne una eccezione.

Inoltre l’evoluzionismo della vita, in cui io credo da un certo punto in poi, non spiega nel modo più assoluto l’uomo. La stessa epigenetica riesce a dare solo una bella accelerata, ma non sufficiente.

L’uomo è un organismo anti-evoluzionista. Perdente. Si sarebbe estinto alla prima generazione. A cominciare dal fatto che non ha un habitat suo. Non esiste al mondo un solo ambiente dove l’uomo, senza modificazioni artificiali, senza antropizzazione, possa sopravvivere. Ma le modifiche artificiali bisogna inventarle, impararle per renderle consuete e bisogna poi realizzarle. Questo richiede ben più di una generazione.

Ci sono poi caratteristiche così assurde ed uniche riguardo la nostra conformazione fisica, da risultare inconciliabili con l’evoluzione, come, ad esempio:

la crescita infinita dei capelli che, nel correre e nello scappare, possono impigliarsi ai rami degli alberi e farci inciampare; la mancanza di peli, piume o squame che ci avrebbero difeso da caldo, freddo e soprattutto dal Sole; la mancanza di organi di attacco o di difesa dai predatori, quali zanne, artigli o corna; l’assenza di un apparato locomotore veloce poiché, con i soli due arti dedicati, gli spostamenti risultano lentissimi; l’abnorme volume del cranio che costringe le femmine a partorire ben prima dell’autosufficienza del cucciolo, unica eccezione tra tutti i mammiferi.

Tutte caratteristiche che nessun altro animale ha, né potrebbe avere pena l’estinzione immediata, e che invece erano già presenti dall’inizio della preistoria nell’homo sapiens-sapiens, quello intelligente come noi e simile a noi nell’aspetto fisico.

L’unica arma, molto potente, che ci permette di sopravvivere ed anche di diventare i padroni del mondo è la nostra intelligenza. Ma questa da sola, senza un substrato, senza una comunità preesistente, non può nulla contro le insidie della natura. Non credete alla favola di Tarzan! Se lasciaste un neonato da solo in un qualsiasi habitat terrestre morirebbe subito. Se ci si provasse con milioni di esemplari morirebbero subito tutti. Ed è questa la condizione in cui si sarebbero trovati i primi sapiens.

La fisica dell’infinitesimale o Quantistica ha portato a scoperte incredibili tali da capovolgere la consolidata visione meccanicistica del mondo e dell’uomo espressa dalla Fisica classica. Ad esempio, la dimostrazione scientifica che la volontà dello sperimentatore modifica l’esito dell’esperimento apre a scenari finora impensabili, poiché l’uomo, in teoria, è in grado di compiere quei “miracoli” finora ritenuti di esclusivo appannaggio divino. Questo aspetto, tra l’altro, mi convince a favore dell’immanenza dell’Entità.

Bene, finora non ho mai parlato di “fede” e continuerò a non farlo, semplicemente perché quello che si prova a livello emozionale ed irrazionale potrebbe, anche se non necessariamente, avere altre cause: ad esempio, la ricerca di una consolazione potrebbe essere indotta dalla paura della morte, così come le endorfine possono indurre a uno stato di coscienza alterato. Questo non significa che io, come tutti, non provi o non abbia mai provato sensazioni di super coscienza, di fede o di convinzioni irrazionali, solo che, non potendone provare la consistenza, ritengo inutile parlarne.

I teologi mi fanno ridere.

Ora arriviamo al dunque, non potendo spiegare l’esistenza e la forma “attuale” del TUTTO né nella teoria creazionista né in quella evoluzionista tout court, a me resta solamente una sorta di “via di mezzo”.

IO CREDO in una forma di intelligenza che permea il tutto, noi compresi. Di un qualcosa che in certe accezioni, se volete, può assumere il nome di DIO per chi è propenso all’ascesi, o di NATURA per chi è propenso al materialismo ateo. In ogni caso il nome non è importante, si tratta di una sorta di legge superiore, a noi inintelligibile, poiché si tratta di una intelligenza di un livello infinitamente superiore al nostro. Di un principio ordinatore. Di un programma causale e mai casuale. Quello che si dice un “motore immobile” insito nell’universo stesso. Presente in ogni singola particella, in ogni fotone, in ogni spazio anche vuoto ed in ogni tempo.

Provo a fare un esempio: un computer è composto da una serie di componenti meccaniche ed elettroniche e da una serie di programmi. Di un Hardware e di un Software. L’uno senza l’altro non potrebbe funzionare. Ma i due componenti insieme, perfettamente funzionanti, non riuscirebbero mai ad assemblarsi “casualmente” da soli, ci vogliono quindi degli inventori e dei realizzatori, degli uomini che poi utilizzeranno le capacità del computer per potenziare le proprie abilità, con la conseguenza che l’energia dell’insieme risulterà superiore alla semplice sommatoria. Ovviamente il computer resta un perfetto idiota, ma con potenzialità enormi. Questo probabilmente è il motivo per cui questa intelligenza infinita, questa Entità, ha partorito la vita. Noi potremmo essere il “computer” dell’Entità, con, però, la possibilità di prendere coscienza del fatto che siamo anche noi parte del tutto e con la prospettiva di riunirci alla fine.

Resta ora da capire quale sia lo scopo di TUTTO questo. Probabilmente il fine ultimo è racchiuso nel nome stesso dell’universo: Uni-verso, verso l’uno. Ma perché l’aumento complessivo della coscienza porta inevitabilmente alla riunificazione? Beh, basta guardarsi intorno ed anche dentro noi stessi.

Se l’universo fosse composto da due sole particelle, che cosa potrebbero fare reciprocamente? Solo due cose: o avvicinarsi fino a toccarsi o dividersi all’infinito. Però, quand’è che si otterrebbe un effetto veramente diverso? Quando ci sarebbe un radicale cambiamento di stato? Solo nel caso dell’avvicinamento! Stare ad una certa distanza o ad un altra… cambia poco.

Faccio un altro esempio, stavolta nel campo della biologia. Prendiamo un microbo unicellulare, dotato di membrana semipermeabile per poter scambiare sostanze con l’esterno. Può aprire le valvole o chiuderle. Quando è chiuso è come se si allontanasse dal resto del mondo, quando è aperto è unito all’ambiente circostante. Se avverte la presenza di sostanze tossiche attorno a sé ovviamente si chiude. Quando percepisce la possibilità di subire un danno, si innesca un dispositivo di autoprotezione chiamato “Paura” che lo porta a chiudersi o ad allontanarsi dal rischio. Però, in quale condizione sopravvive se protratta a lungo? Solo in apertura! Solo se può nutrirsi e se può scaricare i propri scarti può sopravvivere, altrimenti muore. Non solo, ma solo in apertura può riprodursi, perpetuarsi ed evolvere.

Prendiamo ora l’uomo che, nel mondo che conosciamo e per quanto ancora ne sappiamo, è l’organismo più evoluto. Quando è in grado di vivere e prosperare? Solo nella “modalità” aperta! Solo quando può mangiare, respirare, defecare, assorbire l’energia che lo circonda… sopravvive. Non solo: solo quando ha una rete di amicizie ed affetti, quando ha del divertimento, una vita sessuale appagante,… non si ammala, non si deprime e non muore. Solo congiungendosi può riprodursi, solo scambiandosi collaborazione può sopravvivere. In pratica solo “Amando”.

Riprendiamo ora le due particelle, ce la facciamo a dare un nome alle uniche due direzioni che possono avere? Secondo me sì e possiamo chiamare “Amore” la rotta dell’avvicinamento e “Paura” l’allontanamento. Sono solo nomi eh!

C’è un altro aspetto molto importante. In un universo in cui le leggi fondamentali fanno pensare ad un principio di “pigrizia” cosmica in cui ogni stato esistente non si modifica a meno di un consumo di energia e di una volontà specifica (nulla si crea e nulla si distrugge), la consapevolezza che cresce sempre sembrerebbe uno spreco di risorse, poiché le coscienze accresciute svanirebbero poi nel nulla a causa della morte degli organismi biologici. Torniamo all’esempio dei computer: le conoscenze acquisite con le scoperte precedenti non vengono dimenticate ad ogni passaggio verso generazioni di computer più potenti, ma sono capitalizzate e costituiscono la base per evoluzioni successive.

Non sono rari i casi in cui si ricordano sprazzi di vite precedenti, in cui si fanno esperienze di pre-morte oppure di viaggi extracorporei. Tutto questo fa propendere all’idea che “qualcosa” si perpetui, che non nasca ora e che ora non muoia. Una sorta di individualità cosciente, di solito priva della memoria dei fatti concreti, ma che conserva il livello di consapevolezza interiore raggiunto.

Per concludere:

IO CREDO che esista un principio ordinatore che permea ed organizza il tutto.

IO CREDO nella reincarnazione.

IO CREDO che lo scopo finale sia la ricongiunzione del tutto in una unica unità.

IO CREDO che il modo di raggiungere questo scopo sia l’Amore.

Solo per logica eh!

Dobbiamo accettare tutto?

Photo by Baskin Creative Studios on Pexels.com Panta rei, tutto scorre; Eraclito

Quello di Stefano è soprattutto un discorso sulle libertà (in primis sulle libertà costituzionali). Libertà plurali e sostanziali, senza le quali NON è garantita la democrazia. Quindi ogni discorso che violi tali libertà è necessariamente irresponsabile, perché alla fine giustifica forme di governo alternative. Per fortuna però la logica inversa portata avanti dal Sistema (essenzialmente si tratta sempre e comunque di paternalismo vomitevole: lo fanno per il nostro bene ecc. ecc. ecc.), non funziona sempre, ha quel glitch (https://it.wikipedia.org/wiki/Glitch) – termine attuale riferito ai presunti errori informatici accaduti nelle recenti elezioni USA – che cresce di giorno in giorno e di ora in ora portando con sé un’evidente distorsione in grado di aprire molti occhi a chi vuole vedere con chiarezza di ciò che accade. Le libertà (termine, ripeto, plurale) non sono certo solo quelle individuali sacrificate sull’altare del covid (o emergenza sanitaria permanente), da decenni ci privano sistematicamente del LAVORO, della PREVIDENZA, della SALUTE, dell’ISTRUZIONE… con tagli lineari e devastanti conditi da riforme peggiorative che imprigionano la gente in gabbie sociali degradate e in spazi di vita sempre più stretti. Quindi la frase di Stefano – dobbiamo accettare tutto? – non è certo da riferire solo alle attuali restrizioni dovute all’emergenza sanitaria globale. Anzi, essa per essere davvero compresa va riferita SOPRATTUTTO all’emergenza permanente (sociale, economica, culturale, sanitaria..) sulla quale il sistema globale cresce e si rafforza. Ma possibile che i sacrifici NON FINISCANO MAI E SOPRATUTTO NON SERVANO MAI A NIENTE?!?!?! Pensate a quanti ce ne hanno già fatti fare per esempio da Monti in avanti, il salvatore della patria che diceva non c’erano più i soldi per pagare stipendi e pensioni, poi guardatevi questa breve dichiarazione di Cottarelli : https://twitter.com/christian_fsi/status/1326849434928418816 . Forse non lo sapete, ma il signor Cottarelli era stato nominato commissario per decidere i tagli alla spesa pubblica sotto il governo Letta e ha scritto un libro intitolato “Il macigno. Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene!”. Secondo voi nel suo libro ci saranno scritte le condivisibili e sorprendenti frasi dette da lui nel video sopra oppure avrà spiegato per filo e per segno come tagliare la spesapubblicabrutta come fece per esempio in questo articolo https://www.repubblica.it/economia/2015/08/22/news/spending_review_cottarelli_tagli_per_altri_3-5_miliardi_alla_sanita_-121412668/ ? Eraclito sosteneva che quando ti immergi in un fiume ti bagni e allo stesso tempo non ti bagni, l’acqua scorre, muta di continuo in un flusso incontrollabile. Così è oggi l’informazione: ciò che ci viene comunicato dice e non dice, le parole scorrono come un fiume in piena che per alcuni diviene verità. Una verità fatta di niente eppure fondata su certezze incrollabili! Per questo motivo, per quanto sia un sistema ormai per molti superato, penso che continuare a scrivere, a fissare i pensieri e le parole su un foglio di carta o uno schermo del computer, non sia mai fatica sprecata.

Post di Stefano

Dobbiamo continuare ad accettare tutto?… e per quanto tempo?

Dobbiamo accettare di continuare a portare queste museruole anche all’aperto, anche nei sentieri di montagna, col sole… no, perché è capitato che qualcuno me l’ha fatto notare, anche con le occhiatacce. Ma vi sembra normale? Fermatevi un attimo e pensateci intensamente, era mai successo? Nella storia dell’umanità?

Insomma, vi sembra davvero normale?

Post di Stefano

Dobbiamo accettare che i media riportino solo notizie allarmistiche, solo numeri da tragedia, solo scienziati con idee conformi? Senza mai un contraddittorio, senza mai interpellare chi, con le stesse qualifiche, porti idee diverse? E nei rari casi in cui c’è qualcuno che porta concetti discordi è normale che gli altri ospiti ed i giornalisti stessi li debbano mettere in ridicolo? Esiste più la libertà di opinione?

Dobbiamo continuare ad accettare che sia lecita la censura di Youtube, Facebook, eccetera, che sono aziende private, per cui chi inserisce contenuti ritenuti in contrasto con le direttive OMS viene censurato, o nel migliore dei casi subisce lo Shadow Banning che è una forma di censura morbida e vigliacca?

Dobbiamo continuare ad accettare restrizioni alla libertà assurde, come il coprifuoco, ma soprattutto inutili al contenimento del contagio? Ma vi sembra normale?… rifletteteci per favore.

Dobbiamo accettare che la nostra economia vada a rotoli in maniera definitiva? Quello che non era riuscito a fare l’Euro, la speculazione finanziaria parassita ed invadente, la tassazione fuori ogni logica (la più alta del mondo), il debito pubblico conseguente a tutto ciò, ed all’imposizione di tassi di interesse ingiustificatamente altissimi, ma utili agli speculatori. Tutto questo non ci era riuscito, ora il Covid ci sta riuscendo.

Dobbiamo accettare che ci sia data la colpa? Dopo che hanno dato il bonus vacanze ci hanno detto che la causa è del fatto che siamo andati in vacanza. Dopo che ci hanno detto di far ripartire l’economia ora ci accusano per gli aperitivi serali.

Dobbiamo accettare che milioni di piccoli esercenti di bar, ristoranti, palestre, eccetera, dopo aver fatto loro spendere un sacco di soldi per mettersi a norma per il contenimento della epidemia ora devono chiudere? Ormai per moltissimi di loro… E’ FINITA!

Dobbiamo continuare ad accettare che ogni DPCM sia incostituzionale? E’ la fine dello stato di diritto. Permette a questo esecutivo di fare ciò che vuole, senza le garanzie giuridiche. C’è una gerarchia: prima di tutto viene la costituzione, poi vengono le leggi dello stato e per ultimi vengono i decreti. Oltretutto, per poter verificare l’efficacia di ogni provvedimento restrittivo occorrono almeno 14 giorni, in questo lasso di tempo di DPCM ne vengono fatti tre.

Ma soprattutto (e questo SOPRATTUTTO ce lo metto io perché mi sta particolarmente a cuore) dobbiamo accettare che i bambini vengano costretti con la mascherina per cinque ore a scuola… mi viene da piangere. Dei bambini, il cui tasso di mortalità da Covid è 0! Ve lo ripeto in lettere: ZERO! Questa è vera cattiveria! Non ho altre parole: cattiveria. Spero solo nel buonsenso degli insegnanti e dei presidi.

Bene, io non ci sto! Io non lo accetto e spero anche voi.

Propongo questa cosa: ognuno di noi, e per noi intendo chi la pensa più o meno come me, si deve prendere l’impegno di convincere almeno due persone, ma convincerle fino in fondo, fino al punto di farle coinvolgere altre due persone a testa e così via in progressione geometrica. Di più è meglio, ma almeno due. Per una disobbedienza civile, non violenta e pacata nei toni, dapprima in forme poco evidenti e poi, qualora la platea si allargasse, in forme sempre più incisive. Tanto le manifestazioni non servono a nulla, dato che vengono infiltrate dai violenti per dare la scusa alla polizia di intervenire ed ai media di sparlare. I nuovi movimenti o partiti vengono prima o poi infiltrati, anche loro, per dirottare il dissenso verso binari morti, o peggio per diventare strumenti di potere come i 5 stelle. Per me deve essere una cosa tra di noi, aumm, aumm.

Pensateci vi prego e diamoci da fare.

Siogiovanni

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