Movimento 5 st(a)lle

Stelle de-cadenti

Premetto che anch’io nel lontano 2013 votai il movimento (ma solo alla camera subodorando la fregatura). L’appoggio al governo Draghi non è certo peggiore di un’eventuale prosieguo del Conte tre, anzi se davvero si volesse dare una discontinuità alle scelte del precedente governo ritengo giusto rimanere dentro e fare opposizione dall’interno. Cosa che chiaramente i 5s non faranno, limitandosi ad un ulteriore fuoriuscita dei dissidenti sempre pronti a dare un sostegno esterno (per non andare alle elezioni)! Sottoscrivo comunque le riflessioni che Stefano scrive nel post sotto, i 5s sono sotto ogni punto di vista il piano b del Capitale, se vogliamo proprio vedere un lato positivo direi che bruciato il movimento e bruciato Draghi il sistema ha davvero giovato le sue ultime carte, vedremo se ci sarà chi ne approfitterà “politicamente” per creare le condizioni di una vera discontinuità.

Post di Stefano

Di solito non rivolgo critiche feroci verso partiti o ideologie aggreganti che, quantomeno, accomunano e raccolgono persone intenzionate a cambiare in meglio la società, specie se queste persone, o la maggioranza di loro, sono spinte da buona fede. In questo caso farò eccezione, ma la mia critica non è rivolta ad una presunzione di malafede della base del movimento, bensì all’atteggiamento fideistico ed acritico, paragonabile al tifo da stadio od alla fede religiosa, imperante nei rimasugli del movimento 5 stelle che d’ora in poi chiamerò grUllini.
Due volte mi sarei tagliato la mano destra piuttosto che votare come purtroppo ha fatto, mano destra alla quale non rinuncerei mai visto che sono un abile bricoler. Infatti, opportunisticamente, non l’ho tagliata, ma se lo sarebbe meritato!
La prima volta è stata quando ho votato per quel cr…nale di Prodi nel 1996, il principale responsabile della “caduta” dell’Italia nell’inferno dell’Euro, la seconda quando ho votato per il movimento 5 stAlle nel 2013.
Nel 2018 non li ho votati perché fortunatamente avevo già capito.
Dunque, i vertici del movimento hanno tradito e disatteso tutte le promesse fatte alle elezioni: fuori dall’Europa e dall’euro… mai con i Leghisti razzisti… mai con i Piddini… mai con lo Psiconano…
Ora, attraverso la farsa della votazione nella piattaforma Rousseau: “Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?”… in pratica una supercazzola che ha costretto i grUllini sprovveduti ad assentire all’alleanza con il peggiore dei neoliberisti, servo dei banchieri e degli speculatori finanziari, fautore delle peggiori austerità, più di Monti. Uno dei più importanti “privatizzatori” dei patrimoni pubblici italiani. Privatizzazioni pianificate nel Panfilo Britannia nel ‘92 insieme a Ciampi, Monti, Andreatta, Grillo eccetera… e che, a capo della BCE, è stato il distruttore della Grecia… Insomma il peggiore dei peggiori!
Le uniche battaglie che i grUllini hanno vinto, e che stavano nel programma, sono state: il reddito di cittadinanza e la riduzione del numero di parlamentari. Due battaglie, a mio avviso, sbagliate e funzionali alle strategie delle élite che vogliono la popolazione assoggettata e ricattabile, privata della dignità di un lavoro e poco rappresentata in parlamento.
Con quest’ultimo tradimento i grUllini, consegnando l’Italia a Draghi, hanno compiuto l’atto finale, perfetto nella sua efferatezza. Perfetto, perché hanno saputo convogliare la maggioranza del malcontento popolare verso i desiderata dei dominatori. Perfetto, perché sono riusciti a compiere questo atto prima di sparire del tutto con le prossime elezioni. Infine perfetto, perché ormai hanno fatto perdere definitivamente la fiducia del popolo verso nuovi, eventuali, soggetti politici, magari veramente e genuinamente rivoluzionari.

La fine del tempo

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PeritoMoreno004Ghiacciaio Perito Moreno – Argentina

Natura:

paesaggi scolpiti emergono dal cuore della terra,

abissi marini permeati d’azzurro,

cieli illuminati dal sole nascente,

notti fascinose con chiari di luna,

sterminate distese di bianco abbagliante

che ricopre le terre di posti lontani,

verde cupo smeraldo, con sprazzi di luce

al di sotto di foreste inesplorate dall’uomo.

Stella cometa

Universo:

ammassi di stelle deposti lontano,

strisciate di bianco che solcano il cielo

di notte visibili anche ad occhio nudo,

pianeti maestosi, sconosciute galassie,

civiltà che forse mai incontreremo,

stelle comete vagabonde del cielo

che seguono percorsi stabiliti da sempre.

galassie

Visibile ed invisibile s’intrecciano:

fili ingarbugliati difficili da sciogliere

che rendono la vita un inesplicabile mistero.

Abbiamo visto tanto e ancor altro vedremo,

finché il gomitolo del tempo

non arriverà alla fine,

rendendo cosciente

ciò che sembra deposto nel nulla.

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Nuvole

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<< Nuvole… Sono loro oggi la principale realtà e mi preoccupano come se il velarsi del cielo fosse uno dei grandi pericoli del mio destino. Nuvole… Esisto senza che io lo sappia e morirò senza che io lo voglia. Sono l’intervallo tra ciò che sono e ciò che non sono, tra ciò che sogno di essere e ciò che la vita mi ha fatto essere, la media astratta e carnale fra le cose che non sono niente, più il niente di me stesso. Che inquietudine che sento, che disagio se penso, che inutilità se voglio!>> tratto da “Il libro dell’inquietudine” di Fernando Pessoa

Scorrono veloci, mutano, si dissolvono… nuvole di vapore che popolano il cielo! Filtra tra loro un raggio di luce, rende manifesta la vita. Inquietudine, disagio, inutilità, queste sono le essenze di chi – guardando il cielo – vede passare nei suoi immensi binari, sconfinati bastioni bianchi di puro vapore, evanescenti rugiade che in un ciclo eterno torneranno alla terra per poi risalire. Esistenza perpetua, immersa in una nebbia fitta, come un punto al centro del tutto, finirà senza essere mai iniziata. Un limbo che svuota ogni speranza, il cielo è uno specchio da infrangere.

La lanterna rossa

Lanterna rossa, porto di Ancona

Post di Stefano

È in atto una vera e propria trasformazione antropologica. Oggi mi è capitato un evento apparentemente scollegato dalla narrazione diffusa sul Covid, ma ormai, è più forte di me, non riesco a non fare collegamenti. Stamane, approfittando della bella giornata di sole, sono andato con la mia compagna a fare una passeggiata al porto. Nella mia città c’è un grande porto commerciale e uno dei posti più magici, poiché si trova in mezzo al mare e da lì si può ammirare gran parte della città vecchia col Duomo in cima alla sua collina, è il molo della lanterna rossa. Ho visto della gente che ci passeggiava e ne abbiamo approfittato subito dato che, fin dalla chiusura per le restrizioni da Covid e per qualche motivo assurdo, il molo era stato chiuso al pubblico. All’ingresso c’era un cancelletto aperto con affissi dei cartelli che non ho neanche letti, tanto, ho pensato: “saranno le solite pippe sul distanziamento e sulle mascherine”. Mentre tornavamo dalla passeggiata percorrendo il molo, ci sentiamo fischiare e subito dopo redarguire da un lavoratore portuale, ad alta voce e col tono arrabbiato: «Non avete visto il cartello? Qui è vietato l’ingresso!» Abbiamo chiesto spiegazioni, giustificandoci che c’era pochissima gente e che il “distanziamento” era garantito. Ma lui aggiunge: «Non c’entra niente il Covid, è una questione di sicurezza, VI HO SALVATO LA VITA… » ha detto proprio così: «… se una nave in avaria va a sbattere sul molo e lo demolisce, voi rischiate di morire, il molo non sarà più aperto al pubblico!» Ha continuato dicendo che a Genova è avvenuto questo tipo di incidente e, pur se le cause legali sono ancora in corso, i responsabili del porto andranno in galera. Io ho prontamente ribadito che ho più di 60 anni e che mio padre mi portava al porto fin da quando ero bambino e che non è mai successo niente: deve succedere proprio ora? Ed ho concluso con la frase di Franklin che amo molto: “Chi rinuncia alla propria libertà per la sicurezza non merita né la sicurezza né la libertà.» Lui ha bofonchiato qualcosa mentre noi ce ne andavamo tra l’approvazione di altri ragazzi presenti. Ora: quando si attraversa la strada si rischia la vita con una probabilità un milione di volte superiore, forse un miliardo. Quando si guida un’auto? Quando si passeggia per un sentiero di montagna… quando si fanno milioni di altre attività qualsiasi? Non dobbiamo più fare niente e chiuderci dentro casa? Molto bene, quindi per il canarino è preferibile stare in gabbia, così il gatto non lo mangia… no?

Libertà!

La libertà è da persone adulte, persone che si assumono le proprie responsabilità, persone pronte a pagare per i rischi corsi. Tutto è cominciato con gli anni ‘80, a me viene da pensare all’obbligo per le cinture di sicurezza e per il casco in moto. Non metto in dubbio che siano presidi indispensabili per la sicurezza, ma perché obbligarli? Perché trattarci da bambini? Tu puoi consigliarmi di farlo, mostrarmi le conseguenze derivanti dal non uso… un po’ come si fa con le sigarette. Ma non puoi obbligarmi. I genitori obbligano o vietano qualcosa ai loro figli, poiché sono per definizione degli irresponsabili: i minori non rispondono alla legge come i maggiorenni. Lo Stato potrebbe farti pagare le spese provocate dai tuoi comportamenti irresponsabili, non l’ha mai fatto, ma, con tutti i distinguo, potrebbe farlo: il tuo trauma cranico è derivato dal tuo non uso del casco, ti curo ugualmente, ma poi mi paghi tutta l’assistenza! Ti viene un tumore al polmone per via del fumo… uguale! Magari potrei farmi un’assicurazione privata per coprire i danni da comportamenti irresponsabili, in un contesto civile di rapporti tra adulti. Voglio essere trattato da adulto! Non mi faccio quella merda di terapia genica chiamata impropriamente vaccino. E se poi mi viene il Covid? Bene, non voglio che il servizio sanitario mi curi. A condizione però che non siano più curati anche i tumori da fumo, le cirrosi epatiche degli alcolisti e le crisi d’astinenza dei tossici. I paracadutisti sportivi non lo sanno che è infinitamente più pericoloso lanciarsi che stare seduti sul divano? Vogliamo vietare il paracadutismo? Anche io da giovane ho “starnazzato” col deltaplano, ho praticato l’arrampicata libera, eccetera. Sapevo benissimo i rischi che correvo, ma volevo essere LIBERO di farlo. Se l’autorità si vuole coprire le spalle mette un bel cartello: quel sentiero è pericoloso per frana o per caduta massi; quella pista da sci è per sciatori estremamente esperti, se non lo sei caxxi tuoi! Su quel molo una volta ogni 200 anni si può incagliare una nave, vedi tu. Il Giudice rappresentante di uno Stato “adulto” condanna “l’adulto”, che era stato avvertito, a pagarsi le spese di assistenza sanitaria. Invece no, come dice Noam Chomsky, al potere piace che noi restiamo con la testa di dodicenni e ci tratta da tali. Purtroppo molti ci cascano e si comportano da dodicenni.

Io, seduto sotto quella lanterna rossa, ci passai delle notti intere a piangere quando mi lasciò la donna che amavo. Il pensiero di non poterci tornare più mi manda in bestia!

Nessuno

L’abbiamo vissuto,

l’abbiamo vissuto quel tempo lontano

che ora rivivo in una foto

(e in una lacrima)!

Perché mi stringe il cuore non so dire.

Forse è come sabbia,

sfuggente,

la vita.

Ogni ricordo

è un fotogramma lontano

esistenza muta, senza suono.

Piango una tristezza infinita

tutto perde consistenza,

ogni grido sarà vano.

Non ci sono mai stato.

Nessuno se ne accorgerà.

Don Bosco «Da mihi animas, coetera tolle»

Ripubblico il post su Don Bosco, un grande sante e un grande educatore!

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the-money-we-4387428_640Foto da pixabay

<<Dammi le anime e prendi tutto il resto>>, questo era il motto che Don Bosco teneva nella sua camera!

Don Bosco morì il 31 gennaio 1888. Egli fu un grande educatore e un grande santo.

Ogni insegnante o educatore dovrebbe ricordare sempre queste parole di Don Bosco:

Ricordatevi che l’educazione è cosa del cuore, e che Dio solo ne è il padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna, se Dio non ce ne insegna l’arte, e non ce ne mette in mano le chiavi”.

Oggi più che mai sono parole  luminose, soprattutto per una scuola devastata da riforme scellerate che hanno ribaltato il suo compito fondamentale: EDUCARE ISTRUENDO!

Non certo addestrare oppure colmare le menti con nozioni o fantomatiche competenze. È l’uomo, anzi la “persona” a dover essere formata in ogni suo aspetto, affettivo e (anche) cognitivo. Essa sarà così il cittadino e il…

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Sorrisi

Pensandoci bene anch’io una volta amavo ridere e fare sorridere. Anzi inventare storie assurde con finali esilaranti era una mia specialità. Anche la coscienza collettiva è importante nel creare il giusto clima, purtroppo le previsioni vedono solo nubi nere e temporali nel medio e lungo termine. E con sto clima cosa c’è di meglio che rilassarsi davanti ad un bel film dell’orrore (o ad un terrorizzante telegiornale)?

Post di Stefano

Sarà un caso, ma a me ha fatto venire un tarlo all’orecchio. Fate attenzione all’intera narrazione ed alle misure adottate per contenere la “pandemia”. Intanto c’è il martellamento continuo, da parte dei media generalisti, di notizie terrificanti: numero di contagiati (non importa se asintomatici e cioè sani), numero di pazienti in terapia intensiva e, dulcis in fundo, numero dei morti da Covid. Tra le misure: le muser… mascherine, che coprono il volto e quindi, anche se si ride, di sicuro non si contagia, il riso intendo! Poi c’è la chiusura dei Bar e dei Ristoranti, luoghi di convivialità e risate. Poi è stato vietato lo spettacolo, di ogni tipo, ci si può divertire solo davanti alla TV o al Computer, per lo più da soli… tristemente. Ricordo al cinema o al teatro, quando c’era da ridere: il sentire intorno tanta gente che si divertiva come te… ti contagiava di allegria. Trucchetto adottato anche in alcune Sit-com americane quando alle battute degli attori si sentono risate registrate di sottofondo. Le palestre, i centri sociali, le sale da ballo… insomma, tutti i luoghi di spensieratezza e divertimento sono stati chiusi. Ho fatto un semplice collegamento col motivo di fondo de “Il nome della rosa” di Umberto Eco in cui il monaco “assassino” avvelenava chiunque andasse a leggere un manoscritto dedicato alla commedia e al riso. Il monaco in questione, ovviamente, rappresentava il potere imperante all’epoca, la chiesa oscurantista.
Ho fatto come al solito 2+2: al potere non piace che il popolo stia bene, sia felice, si diverta… rida! Semplicemente perché così esprime libertà. Chi ha la capacità di ridere in quel momento è libero, ragiona con la sua testa, dà sfogo alle sue emozioni più costruttive ed è più creativo. Si dice: “una risata li seppellirà”…
O forse no, al potere, fondamentalmente, non gliene frega niente se il popolo è felice o no. Infatti in altri periodi storici è stato concesso anche il “circense”, come ad esempio quello del cinema “hollywoodista” vissuto dalla mia generazione. In quel caso era importante dimostrare che nel ricco e capitalista occidente si era felici e spensierati a differenza del cinema russo e della sua “Corazzata Potemkin” di fantozziana memoria.
Evidentemente in questo periodo bisogna aver paura e le risate, si sa, la paura la scacciano.
Sarà un caso, ma io intanto rido! Male non fa.

Miserie

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<<La tragedia principale della mia vita è, come ogni tragedia, un’ironia del Destino. Rifiuto la vita reale come una condanna; rifiuto il sogno come una liberazione ignobile. Ma vivo la parte più sordida e più quotidiana della vita reale; e vivo la parte più intensa e più costante del sogno. Sono come uno schiavo che si ubriaca durante il riposo: due miserie in un unico corpo.>> Tratto da “Il libro dell’inquietudine” di Fernando Pessoa, Feltrinelli editore

Viviamo nell’inganno perpetuo e siamo noi i peggiori nemici di noi stessi! Il detto evangelico “Ama il tuo prossimo come te stesso” è un vero paradosso: come si fa ad amare il prossimo fuggendo continuamente da sé stessi? L’a-moralità, l’assenza di valori e di tradizioni è alla base dell’inconsistenza delle nostre società. “Ama rifiutando te stesso”, cioè odia ciò che si avvicina all’unica verità che ti è permesso di conoscere davvero! Che destino può avere un sistema di vita fondato sulla menzogna?

Amrock, la gallina barrata!

Come avevo promesso nel post “Cemani, la gallina nera“, eccomi ora a parlare della mia coppia di Amrok, le galline barrate! Le “barre” ben definite sono la caratteristica colorazione di questa razza. La gallina ha una colorazione più scura e le barre nere sono circa il doppio più larghe rispetto a quelle del gallo, che invece ha una colorazione che tende al grigio chiaro (puoi vedere il gallo e la gallina vicini nella foto sopra a destra). Questa razza è rustica, dal folto piumaggio adatto ai climi freddi e certamente pesante (il 🐓 arriva anche a 4 kg)! Probabilmente è stata creata in Massachusetts per la carne, ma le galline risultano ottime ovaiole. Sicuramente, a differenza delle Cemani che sono parecchio “selvagge”, leggere e addirittura volatrici, le Amrock sono docili e timorose. La gallina sopra fotografata è stata l’attrice protagonista della scena che ho descritto in questo post: “Cervello di gallina?” !

Altra caratteristica interessante di questa razza è la possibilità di riconoscere il sesso dei pulcini alla nascita: essi hanno il piumaggio nero e se presentano una macchia bianca sulla testa abbastanza estesa sono femmine, invece i maschi oltre ad una macchia occipitale piccola hanno i tarsi e il becco giallo più chiaro. Avere un eccesso di maschi nel pollaio non è mai una cosa gradita dagli allevatori, essi stressano le povere galline e bisognerebbe mantenere un giusto equilibrio che dicono sia di 6-8 galline per ogni gallo. A dire il vero nel mio pollaio le due coppie (gallo e gallina) di Amrock e di Cemani e sembrano convivere pacificamente. Il gallo Amrock nonostante la sua stazza notevole (sarà almeno il doppio del gallo Cemani), viene in subordine al gallo Cemani che è il padrone incontrastato del pollaio. Il Cemani sfida senza chiunque si metta sul suo cammino, compresi noi umani che dobbiamo dimostrare nei fatti di rispettarlo e non farci intimorire dalla sua aggressività. Delle due galline la più stressata è certamente la povera e piccola Cemani; essa viene ripetutamente “coperta” dal gallo nero suo compagno, dietro la testa gli mancano infatti un po’ di piume perché il gallo ci si aggrappa con col becco e con le zampe per salirgli sopra. Inoltre lei ha la cresta leggermente inclinata, segno di probabile stress. Per ovviare a ciò cerco di liberarli al pascolo il più possibile. Entrambe le razze mantengono fedelmente le coppie, esse si riconoscono e si preferiscono a vicenda anche se fanno gruppo e come tutte le galline hanno creato una gerarchia e un ordine di beccata all’interno del pollaio.Vedremo nel tempo quali fra queste due coppie si dimostrerà più adatta alla riproduzione, si adatterà al meglio all’ambiente con il passare delle stagioni e riuscirà a stabilire un rapporto di fiducia con noi umani. Riconoscono anche noi (padroni?) e amano gironzolarci attorno, vedremo fino a che punto potremo diventare amici.

Motori (che muovono il mondo)

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Post di Stefano

Sento spesso dire: la Cina sta diventando la prima potenza mondiale, la Cina sta prendendo il posto dell’America; oppure: l’America sta posizionando i propri armamenti ai confini della Russia, ma la Russia influisce sulle elezioni americane ed ha hackerato i server americani; oppure: l’India sta diventando una potenza emergente e si teme una mega alleanza con la Russia; ancora: Cina ed India si schierano contro l’America; la Germania e la Francia stanno prendendo possesso dell’intera Europa per poi dividersela… ma di quali tedeschi o francesi stiamo parlando, di tutti? Indistintamente?

Io non metto in dubbio il fatto che vi sia una identità di gruppo per ogni popolo che contraddistingue il nazionalismo e la cultura diffusa di ogni Stato: ma quanto conta il popolo?

Mi spiego meglio con un esempio: alla tesi “complottista” secondo la quale i fatti dell’11 settembre 2001 avvenuti in America siano stati provocati da auto attentati, la risposta è stata: “Gli americani non si sarebbero MAI fatti una cosa del genere!”

Ok, in un certo senso sono d’accordo anch’io, ma di quali “americani” stiamo parlando?

Oppure: la Cina si sta comperando il mondo intero e, senza combattere nessuna guerra, sta conquistando tutto! Come se la Cina fosse un unico individuo, un unico Paperon de Paperoni che con i suoi Fantastiliardi si compera il pianeta. Poi entri nei negozi cinesi e trovi individui molto umili che spesso ti aiutano con gentilezza negli acquisti. Mai e poi mai potresti paragonarli a dei Paperoni. Inoltre, tutti sanno che lavorano come schiavi per quattro soldi, senza alcuna sicurezza né tutela.

Nell’immaginario collettivo parlare di una nazione equivale a parlare di un individuo: l’America vuole continuare ad essere egemone nel mondo, ma la Cina vuole prendere il suo posto… l’Imperatore Tizio scatena una guerra contro l’Imperatore Caio il quale, intanto, conquista il regno di Sempronio per rafforzarsi…

È una semplificazione, forse indotta artificialmente dal potere stesso, per indottrinare e depistare la narrazione e la comprensione delle dinamiche reali.

Invece io mi sono fatto una opinione diversa, è ovviamente una mia opinione e quindi discutibile, ma ho parecchie frecce al mio arco.

Intanto ho analizzato il ruolo dei politici, in tutto il mondo: mai nessuno che faccia veramente l’interesse della sua nazione! Si potrebbero forse tollerare se perseguissero anche il mero interesse personale, ma qualora si disinteressassero del bene comune, prima o poi verrebbero sconfitti elettoralmente da altri candidati, capaci invece di curare non solo il proprio interesse ma anche e soprattutto quello del popolo. Un po’ come ha funzionato la “prima repubblica” quando, tutto sommato, le cose andavano bene. Ora invece no: in Europa in particolare, ma anche nel resto del mondo, non importa quale partito o coalizione vada al potere, tutti governano sempre nello stesso modo, come se seguissero direttive esterne finalizzate al globalismo, neoliberismo e iperfinanza. Tutti indistintamente favoriscono i “grandi” a danno dei piccoli, tutti favoriscono le produzioni a basso costo, anche se localizzate lontanissimo ed anche se il risparmio è ottenuto a danno dei lavoratori. Tutti favoriscono l’indebitamento infinito delle persone e degli Stati. I sistemi di debito/credito si chiamano “Assets” e valgono più dei soldi: avete mai notato che si ottengono più sconti se si acquista un’automobile a rate piuttosto che in contanti?

Ho analizzato inoltre quale impronta culturale potrebbe, più di altre, determinare l’identità di una nazione come se fosse un unico individuo, America, Cina, Russia, Germania…

Faccio un esempio che mi viene in mente, il cibo: l’Italia ha il cibo più buono del mondo, però quando i ragazzi vanno a cena insieme, preferiscono mangiare Sushi e, fino a poco tempo fa, anche Hamburger piuttosto che la Pizza, considerata da sfigati!

Di esempi se ne possono fare in ogni campo e tutti dimostrano che viene favorita sempre l’omologazione, la globalizzazione, la perdita di identità culturale. Quindi ha senso ancora parlare di americani, cinesi, russi?

Le omologazioni non si fermano qui. Sappiamo che tutte le migrazioni vengono favorite e spesso forzate. Non ho nulla in contrario alla migrazione in sé, a condizione che sia basata sulla scelta volontaria e non sulla costrizione: per fame (dall’Africa), per disoccupazione (dall’Europa), per sovrappopolazione (dall’Asia), eccetera.

La veloce e massiccia mescolanza tra le etnie sta uniformando le culture, con la perdita delle singole identità (quella Americana, Cinese…..)

Addirittura si cerca di omologare anche la differenza tra i generi attraverso la filosofia gender!

Quindi mi sono persuaso che non ha più senso considerare le nazioni come individualità che agiscono all’unisono e per i loro interessi. Ora le nazioni si configurano come strumenti, piattaforme logistiche, economiche ed anche militari, ad uso e consumo di qualcuno…come fossero delle automobili. Fino a ieri era utile avere una Ferrari (l’America): la più bella, la più veloce, la più affascinante. Ma consumava un po’ troppo, le spese di manutenzione erano veramente care. Non è detto che tra poco non sia più utile guidare una Mercedes (la Cina), sempre molto bella e potente, ma decisamente più economica, e così via.

Ma chi è che dirige queste automobili, chi è l’autista o chi sono, come spero, gli autisti?

Sempre le solite élite, ed ai loro appartenenti non frega niente essere Americani, Cinesi o del Burkina Faso, perché sono sostanzialmente apolidi e considerano il popolo (noi) più o meno come mandrie da sfruttare, da dirigere con i loro cani da pastore (i politici), per far girare il motore delle loro belle macchine.

Siogiovanni

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