La bava del grande Ragno

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<<La schiavitù è la legge della vita, e non c’è altra legge perché questa deve compiersi senza possibile rivolta o rifugio da trovare. Certuni nascono schiavi, altri diventano schiavi, ad altri ancora la schiavitù viene imposta. L’amore codardo che tutti noi proviamo per la libertà (libertà che, se la conoscessimo, troveremmo strana perché nuova, e la rifiuteremmo) è il vero indizio del peso della nostra schiavitù. Io stesso, che ho appena detto che desidererei una capanna o una grotta per essere libero dalla noia di tutto, che poi è la noia che provo per me, oserei andare in quella capanna o in quella grotta consapevole che, dato che la noia mi appartiene, essa sarebbe sempre presente? […] Quello che ci circonda diventa parte di noi stessi, si infiltra in noi nella sensazione della carne e della vita e, quale bava del grande Ragno, ci unisce in modo sottile a ciò che è prossimo, imprigionandoci in un letto di lieve morte lenta dove dondoliamo al vento. Tutto è noi e noi siamo tutto; ma a che serve questo se tutto è niente?>> tratto da “Il libro dell’inquietudine” di Fernando Pessoa

Un’inquietudine, quella di Pessoa, che pervade ognuno di noi. Il grande Ragno, la sua tela, la bava che ci unisce imprigionandoci…noi siamo i veri artefici di tutto ciò. Schiavi che appartengono ad altri schiavi, una moltitudine fatta di niente e su tutto nulla di umano riesce ad andare oltre! Nulla di umano, appunto… nulla di umano. La Verità non ci appartiene, anche se ci costituisce

Mascherina ed occhiali appannati

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Caro Stefano ma sei proprio sicuro che la mascherina non serva ad un c@zz@? No perché sono sicuro che converrai con me che se davvero non serve ad un c@zz@ allora serve a qualcos’altro (cit.). Pur con tutto il rispetto verso chi crede nel valore delle attuali regole di distanziamento, chiediamoci però quanta altra gente ama calarsi nella parte del responsabile virtuoso utilizzando poi questo modello luminoso per imporsi sugli altri con delle argomentazioni apparentemente incontestabili! Penso che molti di loro sono i primi a non credere veramente, intimamente, a ciò che con forza e aggressività gridano a gran voce. Perché in piccolo come in grande è sempre questo il vero male dell’umanità, il voler essere al di sopra degli altri e contare più degli altri. E questa situazione, costantemente e scientemente gonfiata dai media, certissimamente ha dato potere a chi ne vuole approfittare per trasformarsi in un piccolo dittatore autoritario. Hai voglia te a sperare nella democrazia…

Post di Stefano

Sono andato a Venezia, ogni tanto ci torno, è sempre bellissima e magica, anche stavolta, nonostante i passanti ed i turisti mascherati, e non per carnevale. Però, dopo una giornata intera passata camminando a piedi, la sera, sull’autobus che mi riportava a San Giuliano dove stava il mio camper, avevo bisogno di sedermi per riposare un po’. Non c’erano altri posti se non di fronte ad una signora regolarmente mascherata, sull’altro lato due ragazzi innamorati e mascherati con difronte la mia compagna mascherata anche lei. Porto la mascherina regolarmente sul naso e mi siedo a 90 gradi rispetto la signora per evitare inutili discussioni sul distanziamento, anche perché non ci sono, sui sedili, le indicazioni sul dove sedersi e dove no. Come al solito gli occhiali mi si appannano, non vedo niente né con gli occhiali né vedrei senza. Abbasso colpevolmente la mascherina appena sotto il naso giusto per spannare per vedere qualcosa e per capire se sia ora di scendere. Succede qualcosa che non mi era capitato mai. Si sa, gli occhi sono lo specchio dell’anima, ma sono anche l’unica cosa che posso vedere nel volto dell’arcigna signora. Lei, dapprima in tono didattico, ma poi in un crescendo iroso rivolgendosi a me… : «La mascherina va indossata correttamente anche sul naso…» mostrandomi con le mani la giusta posizione. L’anima della signora, lo dicono i suoi occhi, è carica di odio verso il sottoscritto. Io bofonchio a mo di scusa: «Mi si appannano gli occhiali.» Lei avanza come un carro armato con improperi che non rammento. Mi dà sui nervi ed esclamo a bassa voce: «Tanto non serve a un cazzo!». Non credo mi abbia sentito, riaggiusto nella corretta posizione la museruola e resto seduto incurante… e cieco. Passano 3 o 4 minuti e la signora inizia a parlare coi ragazzi, i quali, consenzienti, dialogano di mancanza di rispetto verso le altre persone, parlano della colpa di quelli come me per cui c’è stato il “lock down” e per cui ci sarà ancora… Io ribollivo mentre cercavo disperatamente una frase abbastanza sintetica, sarcastica e cattiva da rivolgere ai tre. Mi viene in mente di citare il: “La guerra ed i genocidi sono fatti da chi obbedisce, non certo da chi dissente!” oppure che: “La paura nasce dall’ignoranza e se voi continuate a credere acriticamente alle fandonie che vi raccontano alla TV senza informarvi su canali alternativi sarete complici della dittatura prossima ventura.” E’ incredibile come il cervello lavori velocemente in situazioni di pressione e di rabbia, mi vengono in mente altre frasi e sto per scoppiare in un sicuro litigio, ma poi il mio sguardo incrocia quello del mio amore ed i suoi occhi inequivocabilmente mi chiedono di desistere. Così faccio, mentre loro continuano imperterriti, fino alla liberatoria fermata. Scendo dall’autobus invaso da un senso di vuoto e di completa sfiducia verso il genere umano. Mi viene in mente la testimonianza degli ufficiali nazisti a Norimberga: “Obbedivo solo a degli ordini!” Mi viene in mente che quando porteranno a Bill Gates i dati percentuali di coloro che saranno disponibili a vaccinarsi, lui sorriderà compiaciuto, anzi, si sganascerà della stupidità umana. Mi vengono in mente i proprietari delle grandi holdings che compreranno per quattro spiccioli tutte le piccole attività che stanno fallendo e che falliranno, attività che poco prima facevano una giusta concorrenza a tali colossi. Mi vengono in mente i milioni di disoccupati da Covid disposti a fare qualsiasi lavoro per quattro spiccioli… mi viene in mente di scrivere questo articolo, ma non credo servirà a qualcosa.

…in ogni istante

La poesia, accompagnata dal bel quadro dell’amica Sandra Capomagi, era già stata pubblicata sul blog nel mese di febbraio 2017

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mareblu2 Sandra Capomagi

Vorrei averti accanto

in questo torpore in cui sono caduto

non so come, non so quando

Vorrei averti accanto

in questo stato

come soffocato

fra paesaggi rocciosi

ho deposto il mio amore

Vorrei averti accanto

in questa densa malinconia

Tu

un vento caldo e impetuoso

puoi farlo

far svanire le nubi

in un infinito orizzonte

di luce blu

i miei occhi che guardano i tuoi

limpidi

carezze lievi per sfiorarti…

avrei paura d’infrangere l’incanto

Vorrei averti accanto

tanto è il bisogno che mi stringe

da sempre avvolto

scintillante

d’argento e d’oro puro

è il mio intimo sentire

la tua dolce presenza

in ogni istante

accanto a me.

* Ringrazio l’artista Sandra Capomagi per avermi permesso d’inserire il suo splendido quadro come cover ideale della poesia….”in un infinito orizzonte di luce blu…”

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Come un sasso nell’acqua

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Ecco la seconda parte del post https://opinioniweb.blog/2020/09/25/lamore-conosce-solo-la-vita/ le riflessioni che seguono sono tratte da un discorso di Osho

“Ma allora come si fa ad amare? L’amore è una cosa che ci pervade, che ci costituisce, sta a noi aprire il cuore e donarlo, lasciarlo andare. Normalmente l’amore nasce nei confronti di una persona cara, oppure di un partner, ma dobbiamo renderci conto che quella persona è solo il centro e non dobbiamo chiuderlo in una prigione con avidità, perché così trasformeremmo il nostro amore in possesso. Se lanciamo un sasso nell’acqua possiamo vedere che dal centro si espandono decine di cerchi concentrici. E’ questo l’effetto che deve provocare l’amore quando ci pervade, può essere diretto ad una persona ma i suoi effetti devono andare oltre, devono coinvolgere il mondo intorno a noi e farne sentire i suoi effetti benefici. Se stai vicino ad una persona che sa amare veramente, tu ne sentirai gli effetti, le sue vibrazioni e ti sentirai amato.

Una persona che ama è sempre viva perché si rinnova continuamente nel dare. L’amore non è una cosa che si esaurisce, più ne dai e più avrai bisogno di darne ancora. E’ nel dare che ti rinnovi, che ti senti pieno d’amore e gioisci della vita. E’ come se fossi un pozzo e lasciassi che la gente attorno a te attingesse continuamente alla tua fonte. Non ci sarà mai acqua vecchia in te, ma un continuo rinnovamento, acqua limpida, amore puro. Ricordati che nel nostro mondo ci insegnano solo a ragionare, e la ragione si attacca sempre alle cose , mentre il cuore vuole solo donare. Il cuore è generoso e non potrà mai essere avaro. Vivi con leggerezza e non lasciarti prendere dal mondo, con le sue false ricchezze, i suoi falsi amori, i suoi falsi doni…

Non sono importanti le nostre azioni per valutare la vita che facciamo, per sentirci a posto con Dio e con gli altri. Se scegliamo il tipo di vita che vogliamo condurre su questa terra in base al premio che poi pretenderemmo di ottenere, allora significa che continuiamo a ragionare secondo il meccanismo del possesso, che non vogliamo perdere niente, che il nostro dare non viene dal cuore. Stiamo brancolando nel buio. Un uomo che ha mancato l’occasione della vita, pensa sempre a qualche altra vita, al senso di quello che accade intorno a lui, al volere raggiungere un certo obiettivo per riceverne il tornaconto. Ma se non sappiamo vivere questa vita che ci è stata donata, questo dipende solo da noi, dalla libertà che ci è stata donata e che nessuno può toglierci : se non cambiamo noi allora anche il paradiso può diventare un inferno. Il paradiso è sempre a nostra disposizione, è nel nostro cuore ma soffocato dagli egoismi di cui non riusciamo a liberarci. E’ un’eterna primavera quella che può nascere dal cuore, sta solo a noi aprire le porte delle prigioni in cui siamo rinchiusi e incominciare a vivere nell’amore. Allora i veli cadranno e vedremo soltanto la verità che è sempre stata a nostra disposizione, ma rifiutata in cambio delle apparenze che ci fanno soffrire.”

Sporcata dal senso

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Avete mai provato la scrittura per “libera associazione”? Far fluire liberamente dal proprio inconscio pensieri, parole, emozioni senza il filtro cosciente che impone la correttezza e soprattutto la coerenza nei discorsi che facciamo a noi stessi e agli altri. Non è strettamente necessario essere guidati da uno psicoterapeuta, piuttosto bisogna calarsi in uno stato di rilassamento profondo e lasciar fluire le parole sulla carta, scriverle prima ancora che il pensiero stesso le possa formulare, correre verso una meta senza averne in realtà alcuna; poi fermarsi quando il senso e la logica ricominciano ad emergere prepotenti e guidare, imporre il suo ferreo controllo! Lacan affermava che anche “l’inconcio è strutturato come una lingua”, il problema è che noi lo silenziamo e celiamo perfino a noi stessi! Girarsi un attimo dall’altra parte può portare a risultati sorprendenti. Era il mese di dicembre del 1999 quando scrissi queste poche righe sotto. Niente di che per chi le leggerà, ma dissero molto al mio io di allora. Erano sporcate dal senso, certo. Ma portarono comunque a confrontarmi con una parte di me nascosta che in seguito fu molto utile imparare a conoscere.

Pulsioni arancioni in cima alla punta del dito uno stivale, tanto per incominciare a riderci sopra. Parlami dell’amore, ne sento l’odore, il sapore, tattile presenza della sua assenza. Insaporire, per non morire, questa vita. Salto dalla finestra oppure cosa mi resta? Salvami Signore, ….. amami presto, è un sesto senso che mi dice del tuo amore verso il professore di vita. Non sono io a poterti insegnare la vita, a me è in gran parte fuggita. Angoscia, misera vita d’angoscia, senza senso il tutto che mi avvolge eppure ci sei tu li ad aspettarmi, amore mio così lontano che non posso vederti, oltre la mia vita…..caduta nel buio dell’angoscia. Chi sei Tu che hai deciso per me? Per noi?

Voi non sapete che cosa significhi vivere nel limite del proprio infinito dolore, quando si muore senza speranza di tornare a nascere come un fiore a primavera. Sei tu che mi amerai ora? Non so con la mente, ti sento con il cuore. (…) o Dio, di dolore è fatta la tua immensa presenza d’amore. Dolore senza limite percepisco nella vita, ci ossessionano i sogni eppure non apriamo gli occhi. Guardiamo negli occhi della gente eppure non sappiamo di dormire, l’onirico sogno è la miseria della nostra vita, ma anche ciò che vogliamo sapere su di noi come esseri che dormono pensando di essere svegli da sempre. Siamo ancora nel guscio, come un grembo materno. Chissà che sogni avevo lì, chiuso vicino al cuore di mia madre. Forse belli quei sogni, più reali di quelli che faccio ora. Sogni metafisici. Ma dov’è il “fisico” se la vita la conduco dall’interno del mio stesso cuore palpitante? Pulsioni, ossessioni, perversioni, eccessi d’amore, paure e anche gioie…sempre per niente. Io produco la mia vita, forse penso d’appoggiarmi a qualcuno, ma davanti a me non c’è nessuno che esiste incidendo su ciò che sono come “Io pensante”!

L’amore conosce solo la vita !

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Mi capita spesso di riflettere sul sistema di vita in cui l’uomo odierno è costretto a vivere, un tipo di società che oggi più di ieri si basa sul denaro e sulle sicurezze e comodità che questo può darci. E’ spaventoso capire che tutto ciò che abbiamo lo dobbiamo ai soldi: la casa, l’automobile, i vestiti, il cibo e tanto superfluo… Possiamo dire che comunque i soldi servono per la sussistenza, che non sono altro che il frutto del nostro lavoro e quindi servono come mezzi di scambio. In realtà le cose non stanno così, perché noi siamo usati dal sistema, veniamo spinti ad aumentare i consumi, a vivere per immagini fasulle, a creare meccanismi di possesso e di potere alla cui base c’è solo il profitto, cioè l’aumento di capitale. Perché il denaro è così importante? Perché ti protegge dall’amore, dalla vita, dalla morte, da Dio. Ecco perché illuminati come Buddha e San Francesco, pur essendo ricchi, vi rinunciarono. La rinuncia è soltanto la comprensione che tutta questa faccenda va contro la vita, contro l’amore, contro Dio. Così hanno semplicemente abbandonato tutto. Non è a causa del denaro che hanno rinunciato, ma perché hanno capito che attraverso la sua protezione non hanno fatto altro che uccidere sé stessi. Badate che io non sto dicendo che nel sistema in cui viviamo sia possibile vivere senza denaro. Anche i santi o gli illuminati devono vivere delle offerte della gente, anche a loro possono servire i mezzi che il progresso ci ha fornito. Ma la differenza fra noi e loro è che essi sanno “amare”, che hanno capito che i soldi sono una nevrosi e servono a crearsi delle sicurezze a cui aggrapparsi. Ma che cosa sono i soldi? Molti di voi diranno di non dare valore al denaro, di spenderlo senza pensarci troppo, di essere generosi… purtroppo il denaro è molto di più di carta moneta, esso incarna tutte quelle manifestazioni della società che si possono “acquistare”: un vestito alla moda, un lavoro di prestigio, una bella macchina nuova… tutto ciò che ci dà delle sicurezze, che ci permette di realizzare i nostri desideri, che ci appaga, generalmente è fornito dal denaro. La sicurezza, il volersi aggrappare a delle sicurezze materiali, mostra che siamo già morti, che non siamo ancora capaci di amare, altrimenti l’amore è una sicurezza sufficiente, non c’è bisogno d’altro.

Riporto un passo di Osho – lo possiamo considerare il più occidentale fra i maestri orientali – che parla dell’amore : <<Un solo attimo d’amore è l’eternità…non c’è più nessuna paura della morte – un amante può morire con molta facilità, con estrema dolcezza. Ha conosciuto la vita e le è immensamente grato. Se l’amore gli è accaduto, anche per un solo istante, ne ha conosciuto la gloria, la benedizione , l’infinita sua grazia. Può perfino ringraziare Iddio per quell’unico istante che gli è stato donato, che forse nemmeno si meritava. Chi è che se lo merita? Nessuno ne è degno. Hai mai pensato al semplice fatto che sei vivo? Sei degno di essere vivo? Come te lo sei meritato? Hai potuto vedere i fiori e gli alberi e gli uccelli nel vento, e il sorgere del sole tante di quelle mattine, e tante di quelle sere… e poi le stelle e i colori della sera, quando la notte arriva con le sue legioni purpuree. Come te la sei guadagnata questa vita? E’ soltanto una grazia, un dono. Tu non ne sei degno, non te lo sei meritato in nessun modo. E’ semplicemente per grazia di Dio che tu esisti…

Ma quando qualcuno arriva a conoscere un solo istante d’amore, tutta questa vita non vale più niente. Allora tutti gli uccelli che hai visto, e tutte le canzoni che hai ascoltato, e tutti i musicisti di questo mondo – niente! A questo punto tutti i fiori della terra non rappresentano più niente. Allora non troverai più nessuna radiosità nel sole e nessuna musica nelle stelle. Se hai conosciuto un solo momento d’amore, vedrai che il mondo intero impallidisce al confronto, diventa opaco e spento, perché in realtà è solo un riflesso, non è una cosa reale.

Se hai conosciuto un solo momento d’amore tu sarai grato all’esistenza per tutta l’eternità e innalzerai canti di ringraziamento al Divino. Allora non ci sarà più nessuna morte, poiché l’amore non sa cos’è la morte, l’amore conosce solo la vita. Tu invece conosci solo la morte. Non hai mai voluto incontrare l’amore, in qualche modo non ci sei voluto mai passare attraverso, ecco perché il denaro è diventato così importante nella vita degli uomini. Il denaro è il simbolo della morte dell’uomo, il denaro è l’amore di un uomo morto.

Prova ad osservare un avaro: non è solo questione di denaro quando afferra una banconota tra le dita. Ho visto una volta un avaro – c’era una passione tale nei suoi occhi mentre guardava quella banconota, mai nessun innamorato ha rivolto uno sguardo così acceso alla sua donna.”

Il problema è che noi facciamo dell’amore una cosa morta, una questione di possesso: ci innamoriamo di una persona e subito nasce in noi la paura di perderla, a volte cerchiamo di legarla a noi e quando l’amore passa l’amato può diventare un oggetto al pari di altre cose che già possediamo e che abbiamo paura di perdere. Siamo avari nei sentimenti, siamo egoisti perché spesso parte tutto dalle nostre esigenze, dalle paure, dal volere possedere ciò che ci da sicurezza. Ma allora come si fa ad amare?>>…

CONTINUA (CASO MAI VI INTERESSI) IN UN PROSSIMO POST…

C’è chi vota NO!

“C’è chi dice NO!” , cantava Vasco Rossi in una sua canzone! Affermazione che diventa per me uno slogan, una propaganda per bloccare la riduzione dei parlamentari voluta dalla legge votata in parlamento e in maniera trasversale dalla maggioranza delle forze politiche. Le legge approvata nell’ottobre 2019 deve essere sottoposta a referendum perché non è passata con maggioranza assoluta nelle due camere grazie alla successiva esplicita richiesta di 71 senatori. Anche solo il pensare che in questo momento storico ci siano davvero personalità politiche e istituzionali così illuminate da riuscire a riformare seriamente il parlamento, al punto tale da migliorarlo a me sembra assurdo! Provo piuttosto un sentimento d’angoscia tanta è la mia fiducia verso questi rappresentati del popolo. Motivazioni trash come quella del “risparmio” preferisco non commentarle per niente. Ognuno poi ha il suo pensiero, più che leggittimo senza alcun dubbio. Perché qui, ripeto, il disastro è stato compiuto dai partiti che tale legge l’hanno votata. I peggiori sono quelli che dopo averla votata ora spingono i propri elettori a votare NO (anzi NI), ma non potevano pensarci prima? La democrazia non è un gioco per irresponsabili: capisco che il ragionamento potrebbe riportare a galla con forza le ragioni trash per il SI, ma tant’è la gente con cui abbiamo a che fare! Preferisco quindi spostare l’attenzione sul valore che sta dietro un parlamento che possa almeno potenzialmente essere in grado di rappresentare i cittadini. Liliana Segre in un’intervista a Repubblica ha affermato: ” Sentir parlare di questa istituzione che fa parte della mia religione civile come se tutto si riducesse a costi e poltrone è qualcosa che proprio non mi appartiene”.

Altro da aggiungere non ho!

La Bibbia come una città

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La Bibbia è simile ad una città bellissima.

È attraversata da un fiume di acqua limpida e cristallina, che dà bellezza e vita. La Città della Bibbia ha le sue strade che sono i libri in cui è suddivisa. Le sue case, ossia i capitoli. Le stanze che costituiscono ogni casa sono i versetti. Se ci concentriamo sullo stile architettonico delle strade e degli edifici, possiamo intravedere due zone: una più antica e una più recente. Nella parte antica ci sono 46 strade e in quella nuova 27. Non tutte le strade sono uguali. Ce ne sono di più lunghe e di più corte. Anche le case sono tante e diverse tra loro. Nella parte più antica per esempio c’è il quartiere degli Storici, dei Profeti, dei Saggi. Nella parte più recente c’è il quartiere dei Vangeli, degli Atti degli Apostoli, delle Lettere e dell’Apocalisse.

Vi invito a passeggiare in questa città. Fate attenzione a non perdere mai di vista il fiume. Scoprirete che questo fiume è Gesù Cristo. Sono certo che l’Architetto che l’ha progettata ha saputo pensare alle persone in carne ed ossa, ai bambini. E i muratori che l’hanno costruita hanno pensato anche a noi.

adatt. da Carlos Mesteres, Agenda Biblica, EMI

Le parole non servono a niente!

Le parole

non servono a pregare

dona piuttosto la tua gioia e la tua sofferenza.

Non servono ad amare

basta la scintilla di un tuo sguardo o la leggerezza di un respiro.

Non servono alla verità,

testimoniata dalla vita stessa.

Servono all’ipocrisia e all’ignoranza,

al capire ciò che non serve,

a fare ciò che non si deve.

Le parole non servono a niente

ma il nostro mondo è un pieno di parole

parole e solo parole

niente altro

che parole vuote

un’offesa al creato

e al suo Creatore

Ideologia vs non ideologie

Marx affermava a grandi linee che l’ideologia era il modo di vedere la realtà delle classi sociali dominanti! Quindi, se fosse vero ciò che dice Stefano nel suo post, le attuali classi dominanti hanno una visione da film apocalittico e dell’orrore! E non metto certo in dubbio il fatto che “c’è da aver paura” di questa neo-società che viene delineata inequivocabilmente a livello globale dal solco lasciato dal coronavirus. In questi giorni come genitore e come insegnante sto vedendo con i miei occhi come saranno combinati i nostri ragazzi nelle scuole, in molti casi il distanziamento sarà del tutto inesistente dato che la distanza di 1 metro testa a testa in classi da 24-25 bambini è a tutti gli effetti un assembramento, idem la questione pulmini o mezzi di trasporto pubblico che potranno viaggiare “a pieno carico” per tutti i percorsi inferiori ai 15 minuti; e su tutto si erge a strumento di protezione universale la mascherina, che nella narrazione mediatica sarebbe in grado di sopperire a queste mancanze, quasi avesse ormai una funzione magica e di espiazione universale (rinunciare, anche se momentaneamente, al proprio volto per proteggersi dal virus)! Tutti volenti o nolenti, cadiamo in questo baratro e siamo costretti a comportarci di conseguenza, perché tornare alla normalità è attualmente possibile solo nella ristretta cerchia privata della propria famiglia o degli amici più intimi. Anche se concordo con molte affermazioni di Stefano, penso però che non ci sia alcuna ideologia o visione organica che guidi l’azione degli attuali padroni del mondo: per me ESSI potranno accordarsi sulla direzione da seguire nel breve o al massimo medio periodo, poi gli interessi divergenti che sempre hanno caratterizzato popoli e nazioni a livello globale, ripristineranno gli equilibri precedenti. Il problema è COME si ritornerà alla normalità, per rispondere a questa domanda bisognerebbe sapere quanto sono disposti a tirare la corda, già fin troppo sfilacciata, prima che si rompa.

Post di Stefano

I fatti: l’epidemia c’è stata, probabilmente, anzi ormai è certo, di origine artificiale e diffusa intenzionalmente, il virus è stato classificato come “chimera” in quanto il genoma riporta pezzi di altri patogeni e le relative molecole di incollaggio. L’occasione di diffusione è stata quella dei giochi militari disputati a Wuhan ad ottobre 2019. L’epidemia non è stata gestita in modo da causare meno danni possibili, sono state scoraggiate pratiche finalizzate a trovarne una cura (autopsie, cremazioni frettolose). Nonostante questo non è stata particolarmente grave in rapporto alla media delle influenze stagionali ed i decessi, per la stragrande maggioranza, si sono avuti tra persone ultra ottantenni e gravati da altre patologie, come è normale nelle epidemie influenzali. L’unica differenza è che nei primi periodi i reparti di terapia intensiva si sono intasati, colpa ovviamente dei tagli alla sanità degli ultimi 15 anni e dalla non tempestività nel trovare una cura adatta, indotta artificialmente dalle direttive del governo pilotato dal CTS, dal’ISS e dall’OMS, organi, oltretutto, in palese conflitto di interesse. La chiusura non è servita a nulla se non a distruggere l’economia (i paesi che non l’hanno adottata hanno avuto la stessa percentuale di contagi). Le mascherine ed il distanziamento sociale non servono a nulla per lo stesso motivo. Attualmente non c’è alcun motivo di allarme, visto che i ricoverati per Covid hanno una percentuale pari ad una “malattia rara”. I cosiddetti asintomatici sono persone SANE e sono dei veri e propri “vaccini della società” in quanto, avendo sviluppato gli anticorpi, uccidono tutti i virus Covid con cui entrano in contatto. Il problema sembrerebbe risolto, ma…

I principali media continuano a ripetere il mantra dell’allarme infinito: in prima pagina evidenziano i nuovi ricoveri ed i nuovi decessi, spesso falsamente, come testimoniato da giornalisti indipendenti che si sono presi la cura di verificare, mentre le necessarie smentite per le evidenti falsità vengono riportate in ultima pagina a caratteri minuscoli. Il governo continua ad emettere decreti incostituzionali e DEMENZIALI lesivi delle libertà fondamentali e sempre più distruttivi per l’economia e per il reddito dei cittadini.

Dunque, se il Covid è un’arma biologica occorre determinare gli schieramenti di questa guerra. Ovviamente non può essere un conflitto tra nazioni in quanto tutti gli stati sono stati colpiti, quindi è la guerra di un ceto sociale contro un altro, apolide e transnazionale. Quindi esiste un élite che ha i mezzi per produrre e diffondere una tale offensiva e, probabilmente, per difendersene, mentre l’altro schieramento è costituito dal resto della popolazione mondiale. Questo ceto di “potenti” si avvale della complicità involontaria o, più probabilmente, corrotta dei vari organi istituzionali, dei gestori dei media e dei giornalisti “pennivendoli”. Infatti l’arma biologica non è la sola che è stata usata: la più importante è stata quella psicologica e cioè LA PAURA.

Paura di un nemico invisibile, anche perché ormai inesistente, paura del tuo vicino, del tuo collega, del tuo amico, del tuo parente… paura di morire. Perché l’essere umano che ha paura smette di essere razionale: attualmente prendere la macchina per tornare a casa è migliaia di volte più pericoloso del contagio, attualmente essere ricoverati in un ospedale e rischiare quindi una infezione ospedaliera è decine di volte più pericoloso del Covid. La paura inoltre uccide l’ultimo residuo di ideologia, l’ultimo residuo di dignità e l’ultimo anelito di libertà. Ed i potenti lo sanno bene!

Ma qual è lo scopo di questa guerra? Si sa che ogni guerra si combatte per motivi economici, ma con altri mezzi. Quindi serve a venderci vaccini? Quindi serve ad implementare i sistemi di tracciamento e di controllo sociale? Quindi serve ad installare il sistema 5G senza adottare alcun criterio di precauzione? Quindi serve ad accelerare l’abolizione del denaro contante? Quindi serve ad indirizzare l’acerba psiche dei bambini all’accettazione di un sistema più autoritario? Sicuramente sì ed anche per altri motivi, gli interessi in gioco sono molteplici, ma, secondo me, c’è di più.

In questa epoca priva di ideologie, dove i partiti hanno perso la valenza ideologica e sono ispirati solo al culto del personaggio di turno, dove le grandi religioni sono rimaste solo l’ombra del carico di valori, giusti o sbagliati che siano, che trasmettevano, dove i grandi filosofi laici non sono più né studiati né conosciuti da nessuno e dove i valori residui inseguiti dalla gente appartengono solo all’effimero ed al consumistico… i potenti un’ideologia ce l’hanno e non è confinata al semplice esercizio del potere, che sarebbe di per sé effimera, ma hanno delle idee molto precise che riguardano il destino dell’intera popolazione umana e del pianeta stesso.

Solo così si riesce a spiegare l’illogicità di un comportamento che presuppone il perseguimento di finalità che vanno oltre la durata della vita dei “potenti” stessi. Se escludiamo motivi esoterici di cui non posso essere a conoscenza, l’unica molla che può spingere certi individui ad adottare strategie atte a modificare l’ordine mondiale nella forma dittatoriale, ad attuare sistemi di depopolamento Malthusiani, a cercare di concentrare ulteriormente la ricchezza nelle mani di sempre meno personaggi od organizzazioni. Nello sfondo ci deve essere una forte ideologia, ma che appartiene solo a loro, mentre tutte le altre sono state scientemente rimosse dalla cultura popolare.

Con l’avvento della automazione per la produzione dei beni che sostituisce la forza lavoro operaia e con l’avvento della intelligenza artificiale che va a sostituire il lavoro intellettuale ed impiegatizio, la maggior parte del lavoro umano già serve poco ed in futuro servirà sempre meno, nella mente dei “padroni del mondo” gli esseri umani non servono più, tranne una sparuta minoranza costituita da loro stessi e da una piccola popolazione di schiavi serventi. Nella loro mente questo risolverebbe più di un problema, soprattutto quello ecologico e della gestione di risorse limitate, ma anche quello della “fastidiosa” conflittualità sempre presente tra gli umani. Ed in futuro poter godere di questo immenso giardino depopolato.

Mi viene l’esempio dei padri costituenti, molti di loro in tarda età, avevano vissuto venticinque anni di dittatura e guerra, sapevano di non poter godere dei frutti di libertà che sarebbero nati dalla scrittura della Carta, ma scrivevano perché avevano una ideologia, lavoravano per l’umanità. Così i nuovi potenti costituenti, pur sapendo di non poterne usufruire in questa vita, scrivono la loro perversa costituzione.

Siogiovanni

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