Solo un’intuizione

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Foto da Pixabay

Intuire

ti porta lontano

per farti trovare

chi ti sta vicino.

E’ un sentire

ciò che in realtà

sta sempre

accanto.

Ma la scelta

porta a negare

ciò che dentro

ci farebbe rinascere:

Amore.

Ci sarebbe anche la statua del re Davide!

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Foto da Pixabay

Nella Bibbia ci sono personaggi “scelti da Dio” che erano peccatori incalliti. Uno su tutti il re Davide, che mandò a morire l’amico Utria per sposarne la moglie Betsabea! Eppure dalla sua discendenza è nato Gesù… E ce ne sono innumerevoli di santi che fecero una vita piena di azioni terribili, eppure! Dobbiamo forse mettere al rogo anche la Bibbia e tutti i libri che rappresentano la fragilità umana e l’incapacità degli uomini nello stare lontano dal male? Questi roghi così come questi sfregi alle statue ricordano periodi storici del passato che poco hanno a che fare con la libertà e la democrazia.

Quello che è certo è che la distruzione di queste statue è in molti casi il sintomo di un modello sociale contraddittorio, che a parole vuole esaltare l’importanza dei diritti civili, ma nei fatti attua ancora oggi politiche di stampo coloniale inique, che acuiscono i conflitti sociali e le povertà e le discriminazioni.

La politica globale è sempre più un sistema di potere che esalta gli errori del passato, cancellando nei fatti sistemi sociali più equi a favore di modelli di sfruttamento dove pochi guadagnano tantissimo e molti vivono nel degrado e nella disperazione. Quando abbatteremo i monumenti dell’ipocrisia che caratterizzano la nostra epoca, allora anche quelle statue simbolo di un passato scomodo e in alcuni casi inaccettabile saranno tollerate senza bisogno di strumentalizzazioni.

Le parole del silenzio

mare

Questa notte dovrò scrivere

una poesia senza parole.

Forse il necessario è stato già detto.

Forse è il momento

di far parlare il silenzio.

Spesso mi sono chiesto:

<< E se smettessimo di parlare?

E se guardandoci negli occhi

iniziassimo ad ascoltare?>>

Capiremmo molte cose,

le parole del silenzio

un ascolto rispettoso

un sussurro, un sentimento.

Quante volte invece ho urlato

per nascondere l’amore

che parlava silenzioso

per lenire ogni dolore.

Questa notte un vento fresco

ha messo a tacere le parole…

<< Lascia che i tuoi pensieri vengano con me >>

– sibilava dolcemente – << Lasciali andare…

li donerò a qualcuno che li vorrà ascoltare >>

Oggi nel mare

il mio silenzio è passato,

oggi nel deserto

il mio silenzio ha sussurrato

e anche dentro la tempesta

mai smetterà di parlare

finché non troverà qualcuno

che lo vorrà ascoltare.

Poesia già pubblicata QUI!

La bambola di Kafka e l’Amore

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Foto da Pixabay

Un anno prima della sua morte, Franz Kafka visse un’esperienza insolita. Passeggiando per il parco Steglitz a Berlino incontrò una bambina, Elsi, che piangeva sconsolata: aveva perduto la sua bambola preferita, Brigida. Kafka si offrì di aiutarla a cercarla e le diede appuntamento per il giorno seguente nello stesso posto.
Incapace di trovare la bambola scrisse una lettera – da parte della bambola – e la portò con se quando si rincontrarono. “Per favore non piangere, sono partita in viaggio per vedere il mondo, ti riscriverò raccontandoti le mie avventure…”, così cominciava la lettera.
Quando lui e la bambina si incontrarono egli le lesse questa lettera attentamente descrittiva di avventure immaginarie della bambola amata. La bimba ne fu consolata e quando i loro incontri arrivarono alla fine Kafka le regalò una bambola. Era ovviamente diversa dalla bambola perduta, e in un biglietto accluso spiegò: “i miei viaggi mi hanno cambiata”.
Molti anni più avanti la ragazza cresciuta trovò un biglietto nascosto dentro la sua bambola ricevuta in dono. Riassumendolo diceva: ogni cosa che tu ami è molto probabile che tu la perderai, però alla fine l’amore muterà in una forma diversa“.

Tratto da “Kafka e la bambola viaggiatrice” di Jordi Sierra i Fabra

“…alla fine l’amore  muterà in una forma diversa”, che è come dire: “La morte non esiste!”

Se c’è l’Amore la morte come nullificazione della vita non può esistere, perché il nostro essere è nell’Amore in ogni istante che viviamo e dipendiamo da Esso in ogni respiro.

La vita è quindi trasformazione, essenzialmente essa punta all’ordine per preservare sé stessa ma solo attraverso l’Amore può vincere contro il caos e il male. L’Amore è un disordine ordinato, l’unico che andando contro la corrente entropica dell’Universo può riportarci all’origine esaltando noi stessi!

 

Narrazioni

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Foto da pixabay

Alle considerazioni di Stefano aggiungo solo che il “fatto” secondo me deve la sua potenza a quella briciola di verità che necessariaMENTE contiene: è essa a renderlo credibile agli occhi del mondo! Come il lievito che pur invisibile fa crescere l’impasto, così la verità, pur minima, è un potente lievito nella costruzione delle narrazioni mass-mediatiche.

Post di Stefano

Nell’epoca della comunicazione globale ogni fatto è una narrazione. La narrazione non corrisponde necessariamente al fatto. Un fatto può essere reale o inventato di sana pianta. Un fatto può essere stato creato artificialmente per scopi narrativi completamente diversi dalla realtà del fatto stesso. Può essere ingigantito o ridotto, enfatizzato o ridicolizzato, può diventare l’unico argomento di discussione presente nei media o essere ignorato del tutto. Lo scopo è la narrazione ed attraverso questa l’indottrinamento dei fruitori. É uno strumento di potere, il più potente strumento di potere. L’unico strumento in grado di far benedire le catene agli schiavi. Nessun altro strumento ci riesce: l’esercizio della forza, la violenza, l’oppressione, la coercizione, il ricatto, la corruzione… nessun altro strumento salva dal rischio di rivoluzioni collettive o individuali, dal rischio di prese di coscienza, dalle fughe per la libertà. Poiché l’accurata modulazione della narrazione, sostituendosi alla realtà per quella che è, crea la coscienza individuale e collettiva, la percezione della realtà, crea la reazione adeguata ed addomesticata.

Miele di melata

Lo chiamano anche miele di bosco, ma qui dove sto io siamo fra colline coltivate e al massimo c’è qualche macchia boschiva qua e là. Però abbondano le querce e lungo il fosso vicino al mio orto ci sono i pioppi. Pensavo che visto il bel tempo e le acacie fiorite le api li sarebbero andate, ignorando invece la tanta melata che riempiva queste piante negli ultimi giorni, invece… mi hanno fatto una sorpresa!!!

Per chi non lo sa il miele di melata non deriva dal nettare dei fiori, quanto piuttosto dalle deiezioni – si avete capito bene, si tratta proprio di deiezioni zuccherine – di afidi e altri piccoli parassiti che si nutrono della linfa delle piante! E nei pioppi le foglie erano tutte appiccicaticce, ricoperte da tale sostanza luccicante. Di solito le api li bottinano solo se non c’è abbondanza di altre fonti nettarifere, di solito appunto. A me la melata piace più di qualsiasi altro miele, certamente più di quello di acacia, esageratamente zuccherino e quasi privo di pollini e altre sostanze. Invece la melata ha un tasso zuccherino basso, intorno al 55%, il suo colore è scuro tendente al nero e ha un leggero retrogusto amarognolo “quasi di fumo”! Oltre a zuccheri contiene anche proteine e sali minerali; inZomma se non l’avete già assaggiato vi consiglio di provarlo comperando preferibilmente un miele italiano, meglio ancora se prodotto da un apicoltore della vostra zona. Perché purtroppo anche di mieli contraffatti in commercio ne esistono eccome e non sempre è facile scovarli: anche il miele, vi assicuro, è fatto “anche ma non necessariamente” con nettare, polline o melata e il lavoro delle api.

Inoltre se tenete davvero alla loro tutela sappiate che i piccoli e medi apicoltori non hanno alcun interesse a sfruttare a morte il lavoro di questi insetti industriosi, essi imparano a rispettarli e cercano di prendere il giusto dando in cambio ciò che alle api serve per vivere, un bel prato fiorito, un’arnia (a loro va bene anche un tronco cavo a dire il vero), qualche aiuto a superare momenti di difficoltà quando serve… Ben poca cosa considerando che certamente esse farebbero a meno di noi, al contrario noi ben difficilmente possiamo fare a meno di loro considerando che ogni ape visita fino a 7000 fiori al giorno e che un alveare nel periodo della primavera-estate ha tra le 60-80 mila api!!! La produzione agricola dipende per una percentuale rilevante dal loro lavoro di impollinatori e più in generale dicono che circa il 70% delle piante sarebbe a rischio senza di loro. La differenza fra  api e non api è quella che c’è tra un bel bosco ricco di vegetazione e un deserto, purtroppo già ora c’è poco da stare allegri visto la loro diffusione sempre più a rischio e soprattutto concentrata in pochi apiari insediati dall’uomo e una presenza selvatica in natura sempre più rara.

Ma  teniamo da parte i tristi pensieri e per ora accontentiamoci dell’odore caldo-maltato-caramellato e del buon sapore che lascia in bocca il miele di bosco (o di melata) delle nostre cari api!

Ormai anche le pietre parlano!

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<a href=”http://Foto di Jean-Louis SERVAIS da Pixabay“>foto da pixabay

“Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». [19.40] Ma egli rispose: «Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre»” Lc. 19.40

La citazione evangelica calata nella situazione attuale è effettivamente illuminante. Come illuminante ho trovato il bellissimo articolo- intervista pubblicato nel blog “Duc in altum” che potrete leggere CLICCANDO QUI.

La citazione evangelica viene qui riferita alla Chiesa attuale: se i discepoli taceranno – dice Gesù – allora anche le pietre parleranno al loro posto! E chi sono oggi i discepoli? La Chiesa tutta e in particolare la sua “voce”: sono molti quelli fra le gerarchie ecclesiastiche che hanno voce agli occhi del mondo ma preferiscono tacere.

Sono le pietre a parlare al posto loro, sassi senza voce che gridano! Persone di buona volontà che non si adeguano al sistema e ne denunciano le storture. Una Chiesa che si adegua al Mondo e silenzia Cristo, in nome di presunti dogmi de Lascienza e a questi si sottomette è alquanto preoccupante. Se trasformiamo la religione, in particolare il cristianesimo, in un umanesimo senza più alcun riferimento al trascendente, di fatto la sterilizziamo rendendola un’istituzione esclusivamente umana al servizio di fini utilitaristici. È questo che sta affettivamente accadendo? Mi riferisco qui al “tempo sospeso” che ha caratterizzato il lockdown, un tempo caratterizzato dalla paura per il futuro che ci ha imprigionato in un presente incerto e terribile. Vero è che abbiamo riscoperto la dimensione della famiglia e forse anche una dimensione interiore importantissima, quella che per il credente è in grado di metterci in dialogo con Dio attraverso la preghiera. Ma la dimensione comunitaria e sacramentale è stata di fatto cancellata. Essa ci mette in contatto con il mistero e ci fa capire che la realtà non è solo ciò che vediamo o che tocchiamo. I segni sacramentali non possono avere una dimensione esclusivamente individualistica, essi al contrario esprimono sia la fede nella Chiesa, sia una maggiore comunione fra i credenti. Ma questa Chiesa, che si arrende al mondo consegnandosi senza battere ciglio alla dimensione del tempo sospeso, ha ancora cittadinanza nella cultura odierna? Il mondo degli uomini asserviti ad altri uomini è proprio quello che la Chiesa deve combattere. La Chiesa deve realizzare invece l’unità tra le persone, ognuna riconosciuta in quanto unica e irripetibile. La Chiesa non è individualista ma neanche collettivista, essa mira all’esaltazione della persona in un cammino comunitario e sacramentale. Sacramentale perché nel rito si partecipa a qualcosa di preesistente che ci rende parte della comunità. Per questi motivi sarebbe stato importante almeno discutere sulle modalità di partecipazione alla messa, con criteri di buon senso ma rigorosi qualcosa in più si sarebbe potuto fare, ma tant’è… Concludo riportando le parole di Papa Francesco fatte in occasione di una “Catechesi sulla Santa Messa” l’8 novembre 2017, parole eloquenti che non lasciano spazio a dubbi sulla necessità, per ogni cristiano, di partecipare concretamente alla messa domenicale :

<<… Non possiamo dimenticare il gran numero di cristiani che, nel mondo intero, in duemila anni di storia, hanno resistito fino alla morte per difendere l’Eucaristia; e quanti, ancora oggi, rischiano la vita per partecipare alla Messa domenicale. Nell’anno 304, durante le persecuzioni di Diocleziano, un gruppo di cristiani, del nord Africa, furono sorpresi mentre celebravano la Messa in una casa e vennero arrestati. Il proconsole romano, nell’interrogatorio, chiese loro perché l’avessero fatto, sapendo che era assolutamente vietato. Ed essi risposero: «Senza la domenica non possiamo vivere», che voleva dire: se non possiamo celebrare l’Eucaristia, non possiamo vivere, la nostra vita cristiana morirebbe.

In effetti, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno» (Gv 6,53-54).”

Quei cristiani del nord Africa furono uccisi perché celebravano l’Eucaristia. Hanno lasciato la testimonianza che si può rinunciare alla vita terrena per l’Eucaristia, perché essa ci dà la vita eterna, rendendoci partecipi della vittoria di Cristo sulla morte. Una testimonianza che ci interpella tutti e chiede una risposta su che cosa significhi per ciascuno di noi partecipare al Sacrificio della Messa e accostarci alla Mensa del Signore>>. QUI il testo completo della catechesi.

Ora per favore, visto soprattutto che è in discussione l’intero modo di vivere in società e non soltanto la partecipazione alla santa messa, soprattutto chi ha visibilità e autorevolezza inizi a pretendere che gli spazi di libertà garantiti anche dalla stessa Costituzione siano tutelati; se vogliamo sconfiggere davvero il virus non possiamo certo adeguarci alle sue condizioni e vivere perennemente nella paura, perciò non lasciamo più che a parlare siano solo le pietre.

Si fa per parlare

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<a href="http://Foto di succo da Pixabay“>Foto da Pixabay

Stefano ritorna più informa che mai a esplorare la neo-società del virus! Io che soggiaccio al peso della DAD (acronimo che indica la didattica a distanza) spossato psico-fisico-moral-logicamente ho davvero poche forze per esprimermi. Voglio però almeno provare a fare altre ipotesi da aggiungere a quelle che leggerete sotto: diciamo che il virus, naturale o artificiale che sia, si è dimostrato un utile strumento per riformare radicalmente il mondo umano. Come Stefano osserva ha portato ad un’accelerazione di ciò che già era in essere e che ci veniva somministrato con pazienza e determinazione implacabile. Ed è proprio questo il punto, imporre con un’accelerazione imprevedibile ed esagerata la neo-società a schiavi felici, cornuti e mazziati è davvero possibile? Visti i risultati che si stanno ormai definendo a me pare proprio di no! Che ci sia una vera e propria guerra in corso mi sembra chiaro, ma la distorsione evidente del sistema, sempre più sfacciatamente dittatoriale e prepotentemente impositivo, rende chiaro ai più che potrebbero esserci strade diverse da percorrere. Persino il cosiddetto mainstream ormai è costretto a dirci che l’acqua è bagnata e la terra è rotonda. Persino loro in mezzo al mare delle solite menzogne o mezze verità, con i giusti accorgimenti ed eccezioni, persino loro lo dicono!!! Ma anch’io, come Stefano non lo so il perché, certe consapevolezze sono al di là della mia portata. Posso solo dire che non tutto il male viene per nuocere, ho proprio l’impressione che presto ne vedremo delle belle!

Torno a bomba sulla mia teoria dei livelli, quella per cui, sulla base delle informazioni che si ricevono e quindi sui canali adoperati per acquisire tali informazioni, si raggiunge una soggettiva consapevolezza. A mio parere, chi si informa solo sui canali cosiddetti “mainstream” raggiunge un livello di consapevolezza, sugli avvenimenti del mondo, molto basso. Chi, come me, si informa su canali alternativi di cosiddetta “controinformazione” raggiunge un grado di consapevolezza leggermente superiore. Ma solo “leggermente”! Sempre secondo me, esistono ben altri livelli di conoscenza e quindi di opinione, molto più vicini alla verità… che, per comodità, assumo come vertice della piramide. Salire verso l’alto di questa immaginaria scalinata verso il vero permette di valutare i comportamenti degli individui sottostanti e contemporaneamente di avere una visione più d’insieme. Parto da alcuni fatti, reali e consultabili da tutti, per fare alcune valutazioni.

Il Virus Covid 19 è artificiale, non lo dico io, ma una schiera di virologi capeggiati da Luc Montagnier (un premio Nobel), lo dice anche Donald Trump che, anche se molti lo definiscono un idiota, è comunque un presidente USA e normalmente un idiota come me, ad esempio, presidente degli USA non può diventare… e forse neanche della bocciofila del paese. Inoltre, che vengano studiati e prodotti agenti patogeni in decine di laboratori sparsi in tutto il mondo (compreso Wuhan) è una realtà. Così come vengono studiati ordigni nucleari sempre più potenti, gas sempre più velenosi, eccetera. Non viviamo nel mondo delle favole! Sul fatto poi che sia sfuggito per errore o che sia stato diffuso intenzionalmente non posso dare opinioni, poiché tale conoscenza appartiene ad un livello superiore al mio.

Le misure di precauzione e di “contenimento” del contagio sono state e sono assolutamente illogiche ed abnormi. Basta confrontarsi con la logica (elementare) e col buonsenso e ad ascoltare il parere di centinaia di specialisti, facilmente reperibili in rete. Io l’ho fatto. Nel periodo del lock down duro veniva multato chi passeggiava in spiaggia o dentro un bosco da solo… DA SOLO??? E a chi contagiava? Tutt’ora non si può respirare a pieni polmoni dell’aria buona, per chi come me ci crede: carica di prana! Perché costretti dietro la museruola… oops… mascherina. Ci hanno negato il sole e la vitamina D. Ora si può andare al mare, ma non si può fare il bagno!!! L’altro giorno sono andato a comprare un gelato: me l’hanno dato obbligatoriamente in coppetta ed anche incartata nell’alluminio!!! Così è d’asporto, dicevano! Ma siamo scemi? Il cono si dice “da passeggio”, non me lo mangiavo di certo in gelateria! No! Qui ci sono degli idioti che trattano noi da idioti. Le museruo… mascherine non servono a nulla, stando a quello che dicono tutti i virologi non mainstream, lo disse anche Burioni una volta, salvo poi ricredersi. Ma davvero c’è qualcuno che crede alla narrazione ufficiale?

Lo studio su una eventuale cura al Covid è stato, come minimo, ostacolato. L’unica cosa sensata e cioè tenere in forma il sistema immunitario, attraverso le vitamine, i microelementi, il non mangiare schifezze, il sole, l’aria pura, l’attività fisica… tutto questo è: o vietato o scoraggiato. L’OMS e di seguito l’ISS hanno “sconsigliato” (vietato!) fin dall’inizio l’effettuazione di autopsie sui morti da Covid… perché tanto si sapeva di cosa morivano e non bisognava sprecare risorse! Sì, ma le autopsie, specie su una malattia nuova, si fanno a scopo di ricerca! Infatti, alcuni medici “indisciplinati” le dissezioni le hanno fatte ed hanno scoperto che non era la normale polmonite, ma la formazione di trombi alveolari, ad uccidere. Si risolve con farmaci che costano 6 euro a confezione, a casa e non nelle terapie intensive. La cura col siero iperimmune è una metodica nota da molti decenni, costa 80 euro a dose poiché la materia prima è gratis, il plasma è donato dai guariti ai malati. E’ democratico! E soprattutto NON E’ BREVETTABILE!!! I medici degli ospedali di Mantova e Pavia hanno spedito il protocollo persino ad alcuni istituti americani, su loro richiesta. Però, proprio in Italia, la notizia sulla miracolosa cura è stata accolta tiepidamente, a volte contrastata con scuse infantili e, dulcis in fundo, dovendo per forza sperimentarla, hanno affidato il compito… agli ospedali di Mantova o Pavia che avevano già macchinari, laboratori, protocolli e medici esperti sulla questione??? Noooo!

A Pisa.

Il perché lo scopriremo solo… sopravvivendo, ma non puzza un po’ di bruciato?

A questo punto vorrei riuscire a capire a che cosa è servito ed a che cosa servirà tutto questo. Perché non può essere un caso. Una tale organizzazione, una tale cieca determinazione ad affossare l’intera economia globale deve essere stata preparata da tempo. Se poi la sfuggita del virus da qualche laboratorio è stata accidentale, il modo di approfittarsi di tale opportunità presuppone una organizzazione a monte a livello globale. Si dice che tre indizi facciano una prova, ma qui di indizi ce ne sono a decine.

Faccio alcune ipotesi alla mia portata:

E’ solo una manovra atta a vaccinare il mondo intero per il mero interesse di Big Pharma? Può darsi, gli interessi sono enormi, ma a me sembrano troppo piccoli in confronto al disastro economico che hanno provocato. Alle morti per fame e suicidio prossime e venture. Ed alla fine degli ultimi frammenti di pseudo-democrazia.

E’ una operazione psicologica atta a testare la capacità di sottomissione della popolazione mondiale sotto il ricatto della paura? In fondo ogni regime si è sempre basato sul timore, sulle manganellate, olio di ricino e TSO. Può darsi, ma la sudditanza verso i falsi miti consumistici era già una realtà solida. Per cui di tecniche di sottomissione ne sono già state sperimentate, con successo, diverse.

E’ una strategia atta a far accettare supinamente i nuovi metodi tecnologici di controllo e di localizzazione? Può darsi, ma probabilmente non sono necessari con l’inevitabile avvento del 5G. In maniera psicologicamente “morbida” la localizzazione è sempre possibile con l’internet delle cose, ogni oggetto tecnologico, e anche non, diventerà un device ed è impossibile che ognuno di noi non ne avrà qualcuno addosso.

E’ una operazione psicologica atta a disumanizzare la popolazione mondiale, attraverso la paura del contatto fisico e di conseguenza il considerare l’altro come un potenziale nemico, l’assenza di empatia, l’accettazione di rapporti sociali esclusivamente “virtuali”, l’approvazione all’isolamento ed alla solitudine per cause di forza maggiore, il consolidamento della didattica a distanza con la definitiva adozione dell’educazione a senso unico… Per produrre una nuova umanità più robotizzata e succube? Può darsi, ma la strada era già tracciata con metodi più soft, e non c’era bisogno di una tale accelerazione.

E’ una operazione atta a causare una definitiva caduta del sistema economico piccolo e micro imprenditoriale e favorire così l’accentramento della produzione sulle grandi corporation? Può darsi, ma era un piano che procedeva già velocemente attraverso la logica del pensiero unico neoliberista e mercantilista.

E’ una manovra atta ad imporre il TSO vaccinale per causare, attraverso la somministrazione di sostanze chimiche, la sterilità e l’accorciamento della vita, per indurre la riduzione della popolazione mondiale, come da progetto Malthusiano? Può darsi, anche visto quello che contengono gli attuali vaccini.

Potrebbe essere per tutti questi motivi insieme e chissà quali altri?

Potrebbe essere un test solo per sperimentare tutti i motivi sopracitati ed eventualmente aggiustare il tiro le prossime volte?

Io non lo so perché, come spiegavo, certe consapevolezze appartengono a livelli superiori al mio.

Si fa per parlare.

Santa Rita e le api!

Il primo miracolo di Santa Rita

Una credenza popolare racconta che il quinto giorno dalla sua nascita, mentre la piccola Rita si trovava nel giardino della casa paterna (il quadro sopra la raffigura invece al chiuso), un contadino che lavorava nelle vicinanze si tagliò profondamente la mano mentre tagliava del grano con una falce. Andando in cerca di aiuto passò vicino alla culla della piccola Rita e vedendo 5 api bianche entrare e uscire dalla sua bocca fece il gesto di scacciarle con la mano ferita e si accorse con stupore di essere guarito. Sembra che le api, invece di pungere la santa, depositavano nella sua bocca del miele!

Le api, come le rose, entrano così a pieno titolo nella simbologia legata a Santa Rita: sono insetti operosi che legano il loro lavoro al mantenimento in vita dell’intero alveare! Un insetto sociale e utile, perché senza le api il sostentamento che tutti noi traiamo dai frutti dei raccolti, in gran parte mancherebbe. La chiesa antica guardava quindi con rispetto a questo insetto e al miele. Ecco forse il motivo per cui ancora oggi la rivista del monastero di Santa Rita da Cascia si chiama “Dalle Api alle Rose” e anche la Beata Madre Fasce ha chiamato “Alveare di Santa Rita” il suo progetto di aiuto ai bambini (CLICCA QUI per leggere la sua storia).

QUI  potete leggere le importanti manifestazioni che precedono la festa di Santa Rita il 22 maggio di ogni anno. Quest’anno purtroppo le celebrazioni saranno in streaming, ma non mancherà la benedizione delle rose altro simbolo importantissimo legato alla santa.

Infatti si dice che nonostante la vita gli regalò tantissime spine, Rita non mancò di fiorire donando il profumo di Cristo a tanta gente che accolse così la fede.

E anche il giorno della sua morte tornarono le api:  stavolta venne avvistato uno sciame di api nere (chiamate anche murarie) nel convento dove morì il 22 maggio 1457, e sembra che ancora oggi esse facciano il loro nido lì  vicino, dove ci sono piante della vite!

 

L’ape innamorata

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Trilatrocca dedicata a tutti i cornuti. Perché l’amore è una cosa seria

Oh ape innamorata

che vai di fiore in fiore

portando il tuo amore

e pungendo con dolore

all’ignaro scalatore.

Che cos’è la tua vita?

Svolazzi nei prati e nei giorni passati

hai cercato fortemente

un amore travolgente.

Adesso lo hai trovato

e lo pungi sul prato

ma invece che amore

lui prova sol dolore.

“Ahii!” – lui geme – “Non resisto…

mi sovviene un gran dolore che m’attrista

forte il cuore!!!”

“Oh tu ape solinga,

pensavi di donarmi il tuo amore,

invece non mi hai fatto un gran favore.

E di tutta tua cagion che ne rimane?”

“Oh me sventurata,

aihmè non sono stata ricambiata!”

E sospirando fortemente

si accascia al suol morente!

* Trilastrocca scritta a sei mani da Lorenzo, Maurizio e Roberto (il colore dei nomi contraddistingue l’autore dei versi  colorati appunto in giallo arancio, rosso e verde)  durante una vacanza in montagna nel rifugio Locatelli, situato nelle bellissime dolomiti di Sesto. Data probabile 23 Agosto 1998 (anno più anno meno che tanto l’amore anche quando non  ricambiato è eterno).

Post già pubblicato QUI!

Ma le api si innamorano? Dei fiori forse si, visto che ognuna di loro  ne visita circa 7000 in un solo giorno! E in un alveare durante il periodo primavera-estate ci sono tra le 60 e le 80 mila api! Ma l’unica ape che viene davvero corteggiata dai fuchi (sono i maschi delle api) è l’ape regina (anche se solo una volta nella vita): essa a pochi giorni dalla nascita esce in corteo dall’alveare facendo il suo primo e ultimo “volo nuziale”: vola velocissima verso una meta conosciuta solo alle api stesse e migliaia di fuchi attendono l’occasione per accoppiarsi con essa. Solo i migliori ci riusciranno, lasciando addirittura una parte del proprio organo riproduttivo (endofallo) nell’atto di accoppiamento  e morendo subito dopo! Se il volo nuziale sarà andato a buon fine e la spermateca della regina sarà stata inseminata da almeno 10-15 fuchi allora lei provvederà a far nascere nuove api per tutta la sua vita (dai 3 ai 5 anni), venendo poi sostituita dalle api quando verrà meno la sua fecondità. I fuchi sono apolidi e garantiscono così la diversità genetica dell’alveare. Quindi c’è addirittura chi fa l’amore in volo, fra mille acrobazie e muore per esso! Nati e morti per l’amore!!

Siogiovanni

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