
Sulla scia di quanto dice Stefano nel post sotto posso aggiungere che anche l’Italia nella gestione della “via della seta” non è piaciuta agli USA e quindi… Ma se guardiamo ai dati economici non si può non notare come il dollaro continua paurosamente a rafforzarsi sull’euro (già da prima della diffusione del virus) e questo potrebbe essere il sintomo di un’imminente crisi globale. Gli americani temono che il dollaro forte deprima il loro export (Trump minacciò apertamente Draghi dicendo che con il QE manipolava le valute mantenendo forzatamente l’euro debole e svalutato); ma questo rafforzamento del dollaro dimostra che il mito della fine dell’era USA è ben lungi dall’avvenire: quando si fiuta aria di crisi gli investitori su scala globale (cinesi in primis) investono in dollari e non certo in euro, gigante con i piedi di argilla destinato presto a crollare. Poi è chiaro che da sta crisi provocata dalla diffusione del virus, indotta o meno che sia, c’è sempre chi ci perde e chi ci guadagna. Vedremo dove andranno i soldi, quello che è chiaro sin da subito è che i normali cittadini avranno solo le solite fregature!
Post di Stefano
Non ho ovviamente le prove e forse ci vorrà del tempo prima che la verità emerga, ma ho una sensazione. Appena ho saputo della strana epidemia cinese ho pensato: ma che fortuna sti americani, proprio nel momento di massima tensione economica con la Cina arriva sta batosta economica che li risolleva. Considerate che lo “stile di vita americano”, per loro, è un dogma che non può essere messo in discussione, tant’è vero che non firmano mai nessun accordo di Kyoto, e che l’unico modo per mantenerlo è quello di continuare ad essere egemoni nel mondo. E’ ovvio che la Cina rappresenta la minaccia più grande, forse ormai la certezza, di perderla quell’egemonia. Ricordo di quando feci il militare nel lontano ‘78 che lessi un opuscoletto, distribuito a noi reclute, che parlava di come difendersi dalla minaccia chimica, nucleare e… biologica, ma ovviamente era da molto tempo prima di quell’anno che si ipotizzava l’uso dell’arma biologica. Ora, ufficialmente, ci sono 15 laboratori negli Stati Uniti dove si studiano tali armi e solo uno, sempre ufficialmente, in Cina ed indovinate dove? A Wuhan! Bene, se voi voleste dare un colpo all’economia di un paese, o per lo meno dare un avvertimento del tipo: “guardate che cosa possiamo fare” ed anche: “noi siamo abbastanza cattivi per farlo!” che fareste? Magari diffondere un virus poco letale, ma molto contagioso in prossimità temporale con la festa principale del paese stesso e… proprio nella città in cui potrebbe essere stato creato? Cosicché i dietrologi di primo livello potrebbero pensare ad un errore, ad un autogoal. Inoltre la coincidenza spaziale ha una valenza simbolica: “vi possiamo colpire proprio dove state sviluppando le stesse armi”. E’ ovvio che in una guerra non dichiarata, come questa, non si possono usare armi troppo evidenti. Ma questa è solo la prima delle armi usate in questo attacco, la seconda è quella dell’informazione che ha trasformato una normale influenza, solo di poco più perniciosa delle solite, nell’epidemia del secolo, altro fattore determinante il danno economico inflitto. Ripeto, non ho alcuna prova su questo ed il condizionale è d’obbligo, ma io so che qualsiasi cosa si possa fare, la storia ci insegna, si fa! I principi etici non hanno mai impedito l’uso di qualsiasi arma, di qualsiasi tecnologia, anche la più turpe. Spero di avere torto.










