Non umani!?!

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Non umani oppure fin troppo umani? Nel senso di individui ego-centrici all’ennesima potenza volti a costruire una nuova Torre di Babele, cioè un potere umano che sfida il divino creando società tecno-illogiche-eco. Con queste mie brevi riflessioni vi lascio al nuovo post di Stefano.

Post di Stefano

Per “non umani” si possono intendere: animali, vegetali o addirittura alieni di un altro pianeta, oppure semplicemente esseri umani che di umano hanno solo l’aspetto. Voglio parlare di quest’ultima categoria. Quelli che hanno il potere… o meglio, quelli che credono di averlo, poiché il libero arbitrio di ognuno di noi è inattaccabile, nel senso che nessuno può obbligarci o vietarci di fare qualsiasi cosa. Su noi stessi l’ultima parola ce l’abbiamo sempre noi.

In un altro mio post ho già spiegato che anche con una pistola puntata alla tempia possiamo dire di no. Se poi il grilletto sarà premuto o no, dipenderà dalla scelta della persona che impugna la pistola, dal SUO libero arbitrio.

Un vero essere umano è libero anche di morire per un ideale! Il problema è che pochi di noi sanno di avere questa libertà e gli pseudo potenti se ne approfittano. Creano le condizioni per far sì che noi crediamo di essere sempre meno liberi, sempre meno detentori di sacrosanti diritti, sempre più precari, sempre più indaffarati per garantirci la sopravvivenza, con sempre meno certezze: la famiglia, ultimo welfare, minacciata dalle teorie gender; la casa di proprietà, minacciata dalle politiche finto green; la libertà di spostamento, garantita finora dall’auto, minacciata dalla transizione ecologica; la possibilità di guadagnare dignitosamente un reddito, minacciata dalla robotica e dalla immigrazione selvaggia; la possibilità di disporre liberamente del proprio denaro, minacciata dall’abolizione del contante…

In ogni ambito in cui ci sia una qualche possibilità di riscatto, di riacquisizione di libertà, di possibilità di riappropriarsi della serenità necessaria alla propria evoluzione psicologica, culturale o/e spirituale, gli pseudo potenti tramano affinché noi umani diventiamo sempre più preda delle paure.

La paura, vero contrario dell’amore, è l’unica emozione che può inibire il libero arbitrio, facendo ritenere di non avere scelta. Ma è solo una convinzione errata, è una resa, il libero arbitrio è sacrosanto ed inviolabile. Quando lo si esercita si ama, prima di tutto se stessi, ma anche il prossimo, poiché alla fine si sceglie sempre di fare il bene di se stessi e degli altri, unica scelta intelligente e felice. Chi ama è fantasioso, è creativo, è imprevedibile, è vincente! Gli pseudo potenti che si riuniscono nei vari: WEF, Bilderberg, Trilateral, Aspen… lo dichiarano pure di avere delle agende, le pubblicano anche. Già il fatto stesso che abbiano delle agende che riguardano il resto dell’umanità la dice lunga su come si sentano superiori. Superiori a chi o a che cosa? A me sembra che abbiano paura di noi: paura=non amore! Ma perché non non si dedicano a godersi le tante ricchezze che hanno e magari a distribuirne un po’ a chi è povero? Ah già, ma non sono umani… saranno mica alieni per davvero?

San Giovanni Bosco

Grazie a lui ancora oggi i Salesiani sono un’istituzione sparsa in tutto il mondo volta ad educare e ad aiutare i giovani. Oggi più che mai c’è bisogno di educare la persona, c’è bisogno di un’educazione integrale!

Covid a trenta all’ora

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Nuovo post di Stefano. Io mi limito a dire che purtroppissimo la memoria di certi politici è veramente corta dato che si fanno paladini di nuove ideologie che altro non sono che forme striscianti di dittatura con altri mezzi! Mancano il manganello e l’olio di ricino certo, ma abbiamo visto come in nome di presunti beni superiori ( rigorosamente green…pass o simil pass) si sono già inventati la strada a senso unico verso nuove forme di lager moderno. ESSI sembrano affetti da vere e proprie forme di malattia senile delle vecchie dittature…

Post di Stefano

Veramente io non so più dove vogliano andare a parare. Con una scusa o con un’altra, sempre assurda, si inventano, in forma altrettanto assurda, nuove limitazioni alla libertà delle persone,  quelle non potenti, diciamo. Io mi sento soffocare!

L’ultima “trovata” è il limite di velocità automobilistica in città a trenta km/h, sperimentato recentemente a Bologna.

Nelle ore di punta del traffico cittadino, quando procedere a trenta all’ora sarebbe già una conquista, occorre anche tutta una serie di miracoli, dal verde che scatta al semaforo a quello parcheggiato in doppia fila che si toglie di mezzo e così via, per poter finalmente arrivare a casa! E invece no, adesso non basta più: di nuovo a guardare il contachilometri e attenti a non superare il limite, ci sono gli autovelox.

Tale imposizione però riesce a soddisfare: 1) l’esigenza di ridurre l’inquinamento atmosferico grazie alla riduzione del consumo di carburante; 2) l’esigenza di migliorare la sicurezza sulle strade urbane.

Analizziamo le assurdità.

1) Quando la nostra auto consuma meno carburante? Semplice: quando si procede con la marcia più alta e con un filo di gas, intorno ai 90-100 km all’ora; aumentando la velocità, aumenta anche esponenzialmente la resistenza dell’aria e quindi si consuma di più. A trenta, con la prima marcia o con la seconda, il motore gira molto più velocemente delle ruote e quindi brucia più carburante, considerando infine che la resistenza dell’aria a 30 o a 50 km/h è praticamente uguale, cioè nulla. Questa non è una mia opinione, questa è fisica.

2) In città, la stragrande maggioranza degli incidenti avviene a causa di comportamenti potenzialmente criminali di automobilisti incompetenti, maleducati o ubriachi e, a questi, il nuovo limite non influisce minimamente.

Quindi?

È evidente che il vero scopo è quello di limitare ulteriormente la libertà individuale e, ormai, ogni scusa è buona: la casa senza cappotto termico inquina, quindi tra poco non la si potrà più vendere o affittare; il contante non è tracciabile quindi tra poco non ci sarà più; il conto corrente è bloccabile se sei stato cattivo… voglio vedere come si farà a pagare prostitute e marijuana! La Panda inquina, mentre i camion no, le navi no, gli aerei no… La Tesla non inquina: dalla fonte primaria alle ruote consuma il doppio di energia, richiede 45 minuti di ricarica, col freddo non parte, se si incendia non si spegne più, ma non inquina.

Non possiamo comperare il gas dai Russi perché sono cattivi, mentre i sionisti israeliani sono buoni anche quando massacrano il popolo di Gaza, quindi case fredde d’inverno e calde d’estate: del resto, se vogliamo il condizionatore, allora vogliamo anche la guerra, ce lo disse il buon Mario quando era Presidente del Consiglio. Tutto questo e molto altro mi fanno pensare alle limitazioni altrettanto assurde e contraddittorie del periodo Covid: il virus con l’orologio, seduti al bar, no, in piedi al bar, al supermercato sì, ma non al reparto cancelleria, no al jogging in spiaggia da solo, non ti vaccini ti ammali e muori… ti sei vaccinato ti viene un malore e muori… ah no questo non l’hanno detto.

Intimità

Kawase_Hasui

Il mondo è bello e ci sono occhi che ci sanno mostrare i suoi veri colori andando a scoprire intimità senza tempo!

Contrazioni

Ogni vita

è un attimo fuggente

che si dilata

oltre il limite oscuro

del tempo.

Contrazioni

doglie

dolore…

Tutto è proiettato

verso l’infinito

Non pensate mai ad una logica umana

nell’ amore si perde ogni senso

vive solo un presente assoluto

ben altro dal divenire della materia.

La creazione, in ogni istante,

si realizza nella pienezza delle coscienze

per ora solo semi

solo germogli

in attesa della prossima primavera.

Epifania del Signore

Isaia 60

Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te.
Poiché, ecco, le tenebre ricoprono la terra, nebbia fitta avvolge le nazioni;
ma su di te risplende il Signore,
la sua gloria appare su di te.
Cammineranno i popoli alla tua luce,
i re allo splendore del tuo sorgere.
Alza gli occhi intorno e guarda:
tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio.
A quella vista sarai raggiante,
palpiterà e si dilaterà il tuo cuore,
perché le ricchezze del mare si riverseranno su di te, verranno a te i beni dei popoli.
Uno stuolo di cammelli ti invaderà,
dromedari di Madian e di Efa,
tutti verranno da Saba, portando oro ed argento e a celebrare le lodi del Signore.

MARTIROLOGIO ROMANO. Solennità dell’Epifania del Signore, nella quale si venera la triplice manifestazione del grande Dio e Signore nostro Gesù Cristo: a Betlemme, Gesù bambino fu adorato dai magi; nel Giordano, battezzato da Giovanni, fu unto dallo Spirito Santo e chiamato Figlio da Dio Padre; a Cana di Galilea, alla festa di nozze, mutando l’acqua in vino nuovo, manifestò la sua gloria.

Benedetto XVI, il primato della preghiera

Ad un anno esatto dalla sua morte pubblico un estratto di questo articolo dedicato al Papa emerito. La parte finale mette l’accento sull’importanza della vita monastica dedicata alla preghiera, un dialogo continuo con il mistero, la “fede in atto” dice l’autore dell’articolo! Al di là delle parole c’è l’incontro con il Signore, bisogna forse sperimentare l’abbandono o meglio aprirsi all’amore che è dono. Per chi è lontano da questo incontro di speranza, perché come me vaga nelle nebbie, ha molte domande e poche certezze, non resta che provare a cogliere i riflessi di chi è entrato nella luce. La preghiera è un mantra, un accorato appello, un dialogo mai interrotto. Ma vi lascio al post…

“Il primato della preghiera, una vita di impronta monastica, è stato l’ultimo esempio che Joseph Ratzinger-Benedetto XVI ci ha lasciato, dopo averci consegnato quello della sapienza teologica e quello dell’esigente cura pastorale della Chiesa. Gli ultimi anni di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, dedicati alla preghiera, sono forse stati il suo servizio pastorale più alto e il suo magistero più profondo e insieme la sua teologia più compiuta. Come se nell’ultimo decennio della sua vita fosse venuto allo scoperto ciò che l’aveva sempre animata: la fede che è preghiera, la preghiera che è fede in atto.

Da questo suo lascito bisognerà prima o poi ricominciare, come da un indicatore essenziale, per riparare i danni enormi subiti dalla Chiesa. Ridare alla preghiera e al culto il posto preminente che meritano, significa ristabilire il giusto rapporto fra antropologia e teologia, fra teologia e pastorale, fra amore di Dio e del prossimo, rapporto che vediamo troppo spesso idolatricamente rovesciato per mettere al centro l’uomo, il suo bisogno, perfino il suo capriccio.”

tratto da https://www.sabinopaciolla.com/benedetto-xvi-teologo-pastore-e-monaco-a-un-anno-dal-dies-natalis/

L’anno nuovo

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Indovinami, indovino
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto, o metà e metà?
“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo del lunedì
avrà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno”.

Gianni Rodari

BUON ANNO A TUTTI!!!!

Natale, un mistero di salvezza!

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Nel 337 d. C. venne istituita la festa del Natale da papà Giulio I. Ciò avvenne grazie al l’imperatore Costantino che nel 315 d. C. con l’editto di Milano affermò la libertà di culto dei cristiani battezzandosi lui stesso. Ripropongo ancora una volta questo post sul Natale scritto nel dicembre 2016, QUI potete leggere i pochi ma significativi commenti che lo corredavano. Aggiungo solo una breve introduzione: Cristo non può essere pensato solo come il fondatore di una religione: Esso è infatti immanente alla storia degli uomini e assolutamente trascendente ad essa! Inoltre – e ciò è fondamentale – è l’unico mediatore di senso in grado di dare una risposta all’uomo e ai suoi problemi! Possiamo affermare che Cristo, attraverso l’oscurità della carne, diviene esso stesso l’epifania di Dio: un Dio che si dona e attraverso l’incarnazione si rivela a tutti gli uomini! Ma lascio parlare il vecchio post…

Il Natale è una festa profondamente religiosa: DIO o la LUCE si manifesta, viene nel mondo e attraverso il suo ESSERE VISIBILE dà senso all’uomo e al suo non-essere  fondato in se stesso. Noi siamo un battito di ciglia, una folata di vento nell’immensità della creazione. Sapere di esserci va oltre qualsiasi fede o ideologia, è un miracolo che ci pone già oltre e ci prepara rendendoci aperti al mistero! Se fossimo sostenuti dal nulla o dal caso non ci sarebbe alcuna distinzione tra la vita e la morte, non ci sarebbe un io a domandarsi il senso del domani, ad essere cioè proiettato nel futuro. L’Amore dona e mantiene in essere l’umanità nonostante il male e l’ingiustizia sia presente nelle nostre vite. Un male che è frutto del caos e delle nostre libere scelte, permesse da un Dio che non può non amarci e soffre per la nostra cecità. Un male che è essenzialmente mancanza di bene, incapacità di mettersi in relazione con gli altri amandoli come se stessi. Noi abbiamo immensamente bisogno di salvezza, sia dai mali fisici, sia da quelli spirituali, da soli non possiamo andare da nessuna parte.

Per questi motivi da millenni gli uomini festeggiano la vittoria della LUCE nei giorni successivi al momento più buio, il solstizio d’inverno! Il Natale accade in una notte profonda, preceduta nel nostro emisfero da un giorno effimero che viene rapidamente sovrastato dall’oscurità per prendersi subito dopo la rivincita nella “luminosa notte”. E come i magi, uomini saggi guidati dalla stella, anche il resto dell’umanità deve avvicinarsi al mistero dell’incarnazione come un cammino di conoscenza: la divinità entra nel nostro mondo per regalarci le conoscenze necessarie alla vita terrena. Le domande di senso insite in ogni animo umano possono trovare qui risposta: Chi siamo? Da dove veniamo? Qual è il nostro destino? Il silenzio della notte di Natale, nel mistero che si compie in una grotta lontana e isolata da tutto e da tutti, deve diventare il nostro silenzio, necessario per andare oltre l’esteriorità per arrivare a trovare Dio nel nostro animo. Dio nasce nel tempo e nello spazio pur essendo oltre: il luogo, una grotta della piccola Betlemme, è una metafora della trascendenza divina, che porta la luce nel buio di uno spazio così lontano dalla civiltà e dalla quotidianità! Concludo citando un passo di un articolo di Giovanni Vannucci, a cui le mie riflessioni si sono ispirate:

“Nel tuo cammino religioso il giorno che sarai nel silenzio totale, per la tacitazione delle voci che salgono dai sensi, dai desideri, dai sentimenti ed avrai raggiunto l’oscurità feconda di chi non crede più alle proprie vedute umane e ti sarai portato fuori della città costruita dagli uomini, spinto dalla constatazione dell’inutile operare umano, sarai, come: la grotta di Betlem, nella condizione di accogliere la Parola di Dio che discende da sempre. Quel giorno, in te e per te sarà nato il Salvatore.”

Buon Natale

Toro seduto

TORO SEDUTO
Il 15 dicembre 1890 veniva ucciso “Toro Seduto”.
Se ne andava quel giorno uno dei più famosi e carismatici capi Sioux.
Considerato all’epoca un selvaggio, un incivile, un terrorista, un nemico dell’umanità, le parole che Toro Seduto pronunciò restano estremamente attuali tutt’oggi ed esemplari ad oltre un secolo di distanza.
“La brama di possedere terre e oggetti è grande in loro. Questa gente ha molte regole che i ricchi posso infrangere, ma i poveri no. Hanno una
religione che viene seguita dai poveri, ma non dai ricchi. Prendono persino soldi dai poveri per supportare i ricchi e coloro che governano!
Pensano che la nostra madre terra sia solo loro, e provano a scacciare i loro vicini… se l’america fosse stata grande il doppio, per loro non sarebbe stato comunque abbastanza.”
Toro Seduto era un fiero nativo americano

Tratto dal web

Siogiovanni

Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !

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Esprimere un pensiero libero non è poi così facile; per quanto mi riguarda non so se sempre vi riesco, ma strenuamente mi sforzo di farlo

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