Il “pacifista” Trump!

Vi lascio alcune considerazioni generali prima del post di Stefano su Trump!

Chi guadagna dalla guerra con l’Iran? Gli USA lo fanno solo per le pressioni d’Israele?

Sicuramente non ci guadagna l’UE (vedi sopra)! E la Ciiiiiiinaaa? Probabilmente come dice Stefano dovrà rifornirsi di petrolio dalla Russia (la quale ci guadagna). Il mondo di fatto si sta riconfigurando a blocchi di potere. I BRICS (con Russia e Cina)hanno superato il G7 per PIL a parità di potere d’acquisto, rappresentando una quota significativa dell’economia globale e sono un blocco di paesi (tra cui India, Brasile, Indonesia) che non si allineano pienamente con l’Occidente.

Il conflitto (Ucraina, Gaza) agisce come detonatore, definendo nuovi confini tra i blocchi.

L’intelligenza artificiale e la sovranità digitale sono diventate il nuovo terreno di battaglia strategico, a fianco della competizione militare. 

Il 2026 sarà probabilmente un periodo decisivo per l’ordine internazionale, con una possibile evoluzione verso un equilibrio tripolare (USA, Cina, Russia e altri poli regionali) e una duratura erosione delle democrazie liberali.

Ma che fortuna abbiamo ad avere l’UEeeeeeee!!!!

Post di Stefano

Il pacifista Trump


Il, mancato per un soffio, premio Nobel per la pace Donald Trump ha cominciato a bombardare l’Iran. Spinto dall’amico criminale (sentenza della corte dell’Aia) Benjamin Netanyahu. La scusa ufficiale è che l’Iran, altrimenti, avrebbe sviluppato la bomba
atomica… oltre alla solita retorica: sul chador e la sottomissione imposta alle donne, che è uno stato canaglia, terrorista e dittatoriale eccetera, cose di cui ai “potenti” occidentali non frega nulla, ma che fanno molta presa presso l’opinione pubblica. Stesse balle usate in passato per l’Iraq, l’Afghanistan, la Siria, la Libia eccetera. Ma
concentriamoci sulla scusa più importante: fa strano che il paese che possiede più bombe atomiche di tutti, insieme al suo stato amico che ne ha almeno un centinaio, anche se non lo dichiara ufficialmente e che non dovrebbe averne, si preoccupa che non cresca il numero di stati armati di bombe atomiche. In pratica chi predica la non proliferazione è chi possiede già l’arma nucleare. Comodo no? Nella realtà, invece, chi le
possiede le bombe viene sempre lasciato in pace, vedi Nord Corea, averle è una specie di assicurazione sulla vita. Ma ad Israele non interessa lasciare in pace l’Iran, Dopo aver usurpato con la violenza la terra legittimamente posseduta dai Palestinesi, i Palestinesi non c’entrano nulla con l’olocausto subito dagli ebrei, gli israeliani sionisti vogliono avere la Grande Israele che comprende parte dell’Egitto, il Libano, parte della Giordania
eccetera. Non vogliono che uno stato potente come l’Iran, con una identità di popolo
millenaria, una ricchezza di risorse infinita e potenzialmente nemico, vicino nella stessa
area geografica, possa dar loro fastidio. Vogliono essere l’unica potenza regionale.
Finché riusciranno, con il loro potere finanziario, a costringere i vari presidenti americani
ad aiutarli militarmente lo faranno. Ma in questo caso l’Iran non è “balcanizzabile” come gli altri stati del Magreb e non si arrenderà mai. Per Trump rappresenterà probabilmente una disfatta elettorale nelle elezioni di Mid-Term. La base MAGA che ha eletto Trump non voleva certo che l’America si impegolasse in una guerra dall’esito incerto in medio oriente, ma non importa, tutto si fa per chi possiede la finanzia mondiale.
L’Iran è uno stato teocratico? È vero. Dittatoriale? È vero, ma per scelta della maggioranza della popolazione: nei media occidentali si da risalto alle sparute manifestazioni di giubilo per l’assassinio di Kamenei e non si fanno vedere le folle oceaniche che invece osannano e celebrano la defunta guida spirituale. Inoltre negli Stati islamici non laici (la Turchia ad esempio è uno stato laico) la democrazia, come la intendiamo noi o, meglio, come crediamo di intenderla, non esiste. L’Iran finanzia il terrorismo anti-Israeliano? Forse sì, ma in tal caso si tratta di legittima difesa verso un
vicino un po’ ingombrante e che comunque non vede l’ora di raderla al suolo. La parola “terrorista” viene sempre usata da chi, essendo più forte militarmente subisce attacchi, asimmetrici e con i pochi mezzi a disposizione, dal nemico. Ci sono certamente un paio di cosette per cui l’America potrebbe essere interessata ad un cambio di regime iraniano in direzione occidentale, la prima, è ovvio, è il petrolio ed il gas, stesso motivo
per l’Iraq, la Libia… il Venezuela! Ma poi c’è il motivo più importante: togliere risorse alla Cina. Per mantenere l’egemonia economica mondiale gli USA hanno bisogno che la Cina abbia meno disponibilità di energia a basso costo. Stessa strategia usata per l’Europa, quando gli USA ci hanno costretto a rinunciare al gas russo. Ma anche qui, alla fine ciò che otterranno sarà che i cinesi aumenteranno l’import dalla Russia, alla faccia delle
“sanzioni” occidentali. Ennesima disfatta strategica per l’America.
In conclusione il “pacifista” Trump NON ha fatto cessare la guerra in Ucraina, causata dal suo predecessore, ha aiutato gli israeliani nella loro capillare opera di genocidio ed ha iniziato a bombardare l’Iran.
Ah dimenticavo: dove ho sentito dire “C’è un invaso ed un invasore”?

E come mai questa accezione ora non viene utilizzata?

Schiavi (in) consapevoli

Come se non bastassero le dipendenze digitali! Eppure è un dato di fatto che siamo collaboratori (in) consapevoli di un sistema volto a cancellare il tempo e aumentare le limitazioni di libertà. La raccolta differenziata per esempio è un potente strumento di controllo sociale di successo: siamo passati dalle isole ecologiche alle isole sui balconi di casa! Ognuno dedica tempo, fatica e spesso addirittura passione e ossessione per qualcosa che è finalizzato più a togliere tempo che a migliorare il sistema di riciclo. Ma il post sotto lo spiega in maniera efficace e non aggiungo altro 👇

IL TUO TEMPO NON TI APPARTIENE PIÙ
TE LO HANNO PRESO CON METODO, SENZA FRETTA, UN FRAMMENTO ALLA VOLTA

È cominciata con la raccolta differenziata porta a porta, il “paziente zero” del sequestro. Prima passava il camion, raccoglieva tutto, e la selezione — quando avveniva — spettava agli impianti. Poi, attraverso un progressivo ribaltamento presentato come dovere civico, il lavoro è stato trasferito integralmente su di te: separare, lavare i contenitori, occupare spazio domestico per lo stoccaggio, rispettare calendari che non hai negoziato.

Dieci, quindici minuti al giorno moltiplicati per milioni di famiglie equivalgono a una massa di lavoro gratuito consegnata ogni mattina a un’industria multimiliardaria, la stessa che nel frattempo non ha mai smesso di aumentare le tariffe. Nel 2013 il passaggio dalla TARSU alla TARES ha comportato un aggravio medio di 64 euro a famiglia, con rincari fino al 25%. Da allora la progressione non si è mai arrestata: il gettito nazionale è passato da circa 6-7 miliardi agli inizi del decennio ai 9,97 miliardi del 2024, un record assoluto; la media per famiglia ha raggiunto i 340 euro annui nel 2025, con 95 capoluoghi su 110 in aumento.

Sistemi di robotica avanzata sarebbero già in grado di svolgere negli impianti la stessa selezione che tu esegui a casa. Ma il modello del lavoro gratuito esternalizzato al cittadino garantisce qualcosa che nessuna macchina può offrire: un controllo sociale ed economico consolidato, con zero costi di personale e zero responsabilità.

Poi è arrivata la cassa automatica. La narrazione era semplice — salti la fila, guadagni tempo — e tu hai accettato, perché l’alternativa sembrava scomoda. La realtà è che hai sostituito un lavoratore pagato senza ricevere in cambio alcun compenso: passi i codici, verifichi i pesi, risolvi gli errori del software, gestisci da solo quello che prima era gestito da qualcun altro.

Ogni punto vendita risparmia tra i 35.000 e i 42.000 euro l’anno per ogni addetto sostituito, con un risparmio netto di circa 120.000 euro per ogni blocco di quattro casse automatizzate. Nel frattempo, tra il 2021 e il 2025, il carrello della spesa alimentare è aumentato del 24% in termini cumulati — più di sette punti sopra l’inflazione generale nello stesso periodo — con picchi che nel solo 2023 hanno sfiorato il +10% medio annuo sui prodotti alimentari, mentre l’olio d’oliva raddoppiava di prezzo e la pasta superava il +35%. I prezzi non sono poi rientrati: si sono cristallizzati ai livelli massimi, come documentato dall’Antitrust, indipendentemente dall’andamento dei costi energetici. Il risparmio sul costo del lavoro ottenuto grazie a te non ha trovato la strada verso lo scaffale: ha trovato, invece, quella verso i margini.

E poi, tornato a casa dopo aver fatto l’operatore ecologico e il cassiere, hai fatto il segretario amministrativo. SPID, CIE, portali scolastici instabili, assenze da monitorare autonomamente perché “doveva vigilare lei”: le scuole hanno smantellato la segreteria fisica e trasferito sull’utente l’intero onere burocratico. Venti minuti a settimana per 26 milioni di famiglie significano una quantità di lavoro gratuito che la Pubblica Amministrazione incassa in silenzio, mentre la narrazione istituzionale chiama tutto questo semplificazione digitale. Quando qualcosa non funziona, la responsabilità ricade su di te.

Il meccanismo non cambia mai: esternalizzano il costo, ti trasferiscono il dovere morale di sostituirli, e quando il sistema fallisce la colpa è tua. Il tempo scompare. I bilanci migliorano. La tassa sui rifiuti raggiunge ogni anno un nuovo record. I prezzi non scendono. E tu continui, convinto di aver fatto la tua parte.

È la tecnocrazia, bellezza!

Alessandra Ghisla di tuteladirittosoggettivo.it

Il male assoluto 2!

Riflessioni di attualità di Stefano sugli Epstein files! Niente da aggiungere sull’orrore che genera anche solo immaginare ciò che può essere accaduto. Detto ciò rimane un fatto: qui è “il sistema” che svela sé stesso! E per sistema intendo “sistema di potere” chiaramente. Quindi il punto è: che cosa è cambiato? Gli equilibri di potere a livello mondiale stanno davvero modificandosi radicalmente oppure  è semplicemente un’ operazione di facciata, un apparente reset per continuare nel progetto di governo mondiale già in essere? Un progetto che fino ad oggi sembra più basarsi sul caos e la violenza, sulla degenerazione e la mancanza di umanità, sul potere di pochi e la schiavitù di molti. Quindi ripeto la domanda: con la pubblicazione degli Epstein files, che cosa è davvero destinato a cambiare?

Post di Stefano

“Credo negli esseri umani che hanno coraggio, coraggio di essere umani”.

Recita la bella canzone di Marco Mengoni.

Sono usciti finalmente gli Epstein files. Nel precedente mio articolo “Il male assoluto”avevo parlato delle insidie del Dark Web, delle nefandezze varie che si potevano comperare o vendere, dell’adrenocromo eccetera, e Roberto, nella sua premessa, mi aveva fatto notare che probabilmente la “storia” di Epstein era collegata. Sono milioni di files… in inglese, impossibile per me leggerli e capirli e, come se non bastasse, sono stati parzialmente censurati. La scusa ufficiale è: “per salvaguardare la sensibilità delle persone da racconti o immagini troppo efferate ed esplicite e per proteggere l’identità delle vittime”. Quello che si evince, però, è che gli omissis servono soprattutto a nascondere l’identità dei carnefici! Ciò che emerge è che Epstein era un uomo della CIA e del Mossad e che il suo lavoro consisteva nel coinvolgere quanti più VIP possibili nella sua Isola Degli Orrori, procurare del “sano” divertimento a questi personaggi, immortalarli in foto e video così da renderli ricattabili. Gli “svaghi” erano per tutti i gusti: stupri, sevizie, torture, mutilazioni, cannibalismo, rivolte ovviamente a bambini e conditi spesso da ritualità esoteriche. In onore a quale dio o a quale demone non saprei. Avete capito bene?: Cannibalismo! Sarei curioso di conoscere le ricette per cuocere al meglio carne di bambino. La quantità di personaggi coinvolti è impressionante, a partire da: presidenti, politici di tutto il mondo, principi, gente di spettacolo, giornalisti, finanzieri, banchieri, industriali eccetera. Insomma tutto il potere, o per lo meno quello “occidentale”… se poi in oriente ci sia un equivalente ad Epstein non si sa. Sembra proprio che se vuoi appartenere ad un certo jet set devi essere per forza un pervertito, sadico e assassino e che devi toccare il punto più profondo dell’aberrazione umana. Se poi a qualcuno viene un’idea per una nefandezza ancora peggiore, perché ce ne vuole di fantasia, il nuovo limite diventa quello. Altro che “banalità del male”, i lager nazisti erano dilettanti. Questi sono i personaggi che ci governano, ci intrattengono e che gestiscono i nostri soldi. Sempre loro sono quelli che ci criminalizzano per l’inquinamento emesso dalla nostra Panda mentre volano con i loro Jet privati. E che professano la depopolazione, infatti, per ottenerla, si prodigano ad annientare i nostri bambini, e non solo con i bombardamenti su Gaza. Nel frattempo che cosa fanno gli “ex” guardiani del potere, i giornalisti? Che rilevanza danno a quello che emerge dai “files”? Ne sentite parlare voi? Per “voi” intendo quelli che si informano ancora sui giornali o sulla TV. Queste sono notizie che dovrebbero scatenare una RIVOLUZIONE GLOBALE, invece: silenzio, che fanno i pennivendoli? Danno rilevanza al fatto che Trump conosceva Epstein… e ci mancherebbe: tutti i riccastri si conoscono tra loro. Che Bill Gates, nell’isola, si è preso una malattia venerea e che… ORRORE… ha dato degli antibiotici di nascosto alla moglie per evitare che la malattia le venisse trasmessa. Questo fanno gli “EX” guardiani del potere, mentre però informano pedissequamente sulle rivelazioni gossip di Fabrizio Corona. E i giudici, le magistrature, le corti internazionali? Vogliamo scommettere che insabbieranno tutto? Insomma, per scovare il “Male Assoluto” non occorre andare nel dark web, è invece molto più palese. Basta guardare un po’ la TV e, molti personaggi di cui le facce ci compaiono davanti, ora lo sappiamo, si sono beati tra qualche mostruosità e qualche abominio.

Amo gli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani.

Maschere, commedia dell’ arte e carnevale!

La Commedia dell’Arte, nata nel XVI secolo, è il cuore della tradizione carnevalesca italiana, basata su maschere fisse, improvvisazione (canovacci) e equivoci comici. Personaggi iconici come Arlecchino, Brighella, Pantalone e Pulcinella incarnano vizi e virtù regionali, creando intrighi amorosi e scambi di persona. Le maschere, evoluzione dei giullari medievali, esaltano mimica e costumi per creare spettacoli popolari e satirici. 

Ancora oggi i racconti e i dialoghi con protagonisti le maschere della commedia sono bellissimi da leggere e ancora più belli da fare recitare ai bambini a scuola! Volete una prova? Ecco di seguito alcuni esempi, giudicate voi:

Arlecchino finto sordo

Immagine tratta da Wikipedia

Arlecchino: Oh, come sono stanco! Non ho proprio voglia di far
nulla!
Pantalone: Arlecchino!!!
A: Uh, è già qui! Un’idea! Mi fingerò sordo e così non lavorerò.
P: (soffiando) Arlecchino, Arlecchino..va’ subito a prendermi la
medicina!!..
A: Come, devo andare in cucina?
P: Ma che cucina! La medicina, ho detto. Corri a prenderla in
farmacia!
A. Quale Lucia? Non ne conosco io di Lucie!
P: Ma cosa dici: Lucia! Sei diventato matto?
A: Il gatto? Questa è bella!
P: matto| Mattooo!
A: No, non sono matto! Mi sono venuti gli orecchioni e sono diventato
sordo!
P: Che cosa?
A: No, non la rosa!… Sordo!
P: Sei diventato sordo, eh? Ora prenderò un bastone e ti farò
guarire io!
A: No, no, aiuto! Vado subito in farmacia!

IL PRANZO DI ARLECCHINO

Arlecchino: -Caro Brighella, senti un po’ qua!
Brighella: -Dimmi: che novità?
A: -Oggi è domenica di Carnevale, ti offro un pranzetto senza
l’uguale!
B: -Grazie, l’accetto. Ma chi cucina?
A: -Dietro ai fornelli c’è Colombina!
B: -Bene! Benissimo! Che mangeremo?
A: -Ecco: antipasto di latte e fieno; poi la minestra di pere cotte;
arrosto d’uova di mezzanotte; peli di gatto con salsa molle; e,
infine, torta d’uva e cipolle!
B: -Ah, sì?.. . no, non posso. .. non posso… grazie lo stesso!
A: -Come non vieni? Me l’hai promesso! Guarda, mi offendo. Ti
picchierò.
B: -Calmati! Vengo. Ma porterò io stesso i viveri per tutti e tre!
A: -Volevo questo, sciocco, da te!

Promemoria, poesia di Rodari letta alle Olimpiadi

I versi – recitati da Ghali in italiano, francese e inglese – sono una potente riflessione sul rifiuto della guerra. Dovrebbe essere un istinto innato nell’animo umano, quello di preservare la vita propria e dei propri simili. Eppure la storia insegna che la guerra fra gli uomini non ha mai fine

Promemoria di Gianni Rodari

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra

La traduzione del testo in inglese

There are things to be done each day:
like wash and read and play
and set the table
at midday.
There are things to be done each night:
close your eyes, go to sleep,
have dreams for dreaming,
have ears for not hearing.
There are things you must never do,
not by day nor by night
not by sea nor by shore:
for example WAR

Rivoluzione copernicana: Real food vs junk food!

Se la notizia vi fosse sfuggita sappiate che è del tutto normale: i nostri media NON HANNO DATO LA NOTIZIA! O perlomeno se l’hanno data era ben nascosta.

Queste sono le nuove linee guida alimentari per gli americani appena presentate dall’amministrazione Trump!

Ebbene queste linee guida cambiano radicalmente il modo di dare valore al cibo e si rivolgono in particolare alle scuole che dovranno allineare i loro menù a questi nuovi standard.

Alcune riflessioni personali: in cima alla piramide (rovesciata) c’è la carne rossa (da decenni demonizzata) e proteine di origine animale. Oltre ai grassi buoni, non solo olio di oliva ma anche burro e latticini interi! Poi verdura, frutta e solo infondo, ma molto infondo ci sono i cereali. Banditi gli zuccheri e i cibi processati!

Queste idee sono rivoluzionarie perché mettono in discussione principi alimentari che hanno di fatto modellato stili di vita di interi popoli. Se è vero che “siamo quello che mangiamo” allora significa che se davvero si modificasse lo stile alimentare cambierebbero molte cose.

Soprattutto in campo “salute”, se davvero il “cibo vero” si dimostrasse tale è chiaro che l’impatto sulla salute generale sarebbe notevole, a partire dai bambini per arrivare agli anziani.

Purtroppo spesso la medicina si è ridotta al somministrare la “pillola a magica” (vedasi pillola pressione, statine,…) o prevenire l’universo mondo delle patologie virali con pozioni miracolose (vaccini e farmaci similari). È un dato di fatto che la maggior parte della popolazione dei paesi occidentali soffrono di patologie croniche e sono dipendenti dai farmaci. E chi non ne è dipendente, soprattutto i piccoli, devono comunque imbottirsi di iniezioni salutari consigliate da LaScienza e spesso obbligate dai governi.

Vedremo che direzione seguiranno i nostri governi europei in materia alimentare. Certamente non credo che si potrà continuare a fare finta di niente e non parlare di questi cambiamenti.

Propositi per l’anno nuovo

Condivido questa bella riflessione tratta dal blog di Marcello Veneziani. Non appiattire le nostre vite limitandoci a sopravvivere, ma lasciarci guidare dalla fede nella Verità e quindi credere in un Assoluto che ci sovrasta e al contempo ci accoglie. Noi avanziamo, inciampiamo ma siamo sempre pronti a rialzarci e a lasciarci guidare. Ma ecco l’articolo di Marcello Veneziani:

Siete pronti per l’anno che verrà? Il passaggio di anno è solo uno scherzo illusorio del calendario, nulla più, un confine fittizio, convenzionale; ma è l’occasione per tirare le somme, darsi delle mete, misurarsi col tempo che passa. E magari promettere qualcosa a qualcuno o a imprecisati dei.
Lo faccio ogni anno, stavolta provo a farlo in pubblico, a mezzo stampa perché non è un fatto personale. Non è un esercizio egocentrico semmai il contrario: tentare di versare il proprio io nel tempo e nel mondo. Darsi dei compiti, superando la propria sfera privata e individuale. Allora proviamoci.
Il primo impegno personale e universale, lo dico con un’espressione spagnola, è essere hombre verticalCos’è un uomo verticale?
Semplicemente un uomo che sta eretto, direte voi, un tempo si sarebbe detto in piedi tra le rovine; oggi direi in piedi tra tanti sdraiati, inginocchiati e non per pregare, a tappetino e non perché islamici, o capovolti e non per assenza di gravità. Stare in piedi vuol dire mantenere un contegno, uno stile, una dignità. Ripristinare una gerarchia di priorità e di principi nella vita. E mantenere libera coerenza. Nessuna pretesa da superuomo, nessuna albagia da razza eletta, conosciamo i nostri limiti e le nostre debolezze, ma reputiamo non negoziabile la coerenza, il rispetto di sé e degli altri, dunque il senso dell’onore.
L’uomo verticale ancora di più ama sopra ogni cosa la verità. Amare la verità vuol dire testimoniare il vero, senza pretendere di possedere la verità. Perché la verità, non mi stancherò mai di dirlo, è più grande di noi e della nostra mente, noi non la possediamo semmai ne siamo posseduti; e non la conosciamo mai per intero ma solo per uno o più lati. La poligonia del vero, diceva Vincenzo Gioberti, solo Dio conosce la verità per intero. Quel che conta, dunque, non è la pretesa di conoscere la verità, che sarebbe velleitaria e arrogante ma la ricerca del vero e l’amor del vero; possiamo sbagliare ma se diciamo o facciamo una cosa siate certi che lo diciamo o lo facciamo perché la reputiamo vera e non possiamo tacerla. Di conseguenza, siamo pronti a scontare le reazioni e le ritorsioni, i morsi dei cani, gli insulti dei cortigiani, le recite dei burattini ma non basteranno a fermarci o a farci tacere. Ci mettiamo tutto noi stessi in quel che diciamo, tutto meno la pretesa di avere in tasca la verità; possiamo anche sbagliarci. Vorrei che fosse questo l’impegno per l’anno che viene; ma si capisce che non è una promessa legata a un anno, perché si lega, e ci lega, a una vita intera. Se ci capiterà di imbatterci nei potenti avremo poco da dare ma nulla da chiedere. Questa è la nostra libertà e la nostra vera ricchezza.
Ma “uomo verticale” non vuol dire solo questo. Vuol dire non esaurire la propria vita e il proprio sguardo in chiave orizzontale e dunque nel rapporto con gli altri uomini e con la società; vuol dire guardare in alto, protendersi verso il cielo, capire che il destino, la grazia, la provvidenza, il divino non ti aspettano dietro l’angolo o sotto una botola, ma discendono dall’alto e all’alto ti riportano…. Continua su—>>> https://www.marcelloveneziani.com/articoli/propositi-per-lanno-nuovo/

«Quella croce rappresenta tutti»

Pubblico in parte le riflessioni che fa la Ginzburg sulla dimensione simbolica del crocifisso, una dimensione che supera quella puramente religiosa evidenziando le contraddizioni dell’essere umano. Ed è umano, troppo umano, quel piccolo, fragile bambino che nasce nella capanna di Betlemme. Il suo pianto è il pianto di ogni uomo!

Brilla la luce nel buio, ogni flebile vento può spegnerla perché non c’è motivo, non c’è un concreto e razionale motivo di esistere.  Anche se riflessioni come quella della Ginzburg sono comunque illuminanti, un confronto razionale fra menti aperte al dialogo, ma ciò che è ordinato non necessariamente prevale sul Caos che caratterizza il nostro mondo.

Ma è dal mistero che nasce l’Amore sulla Terra – non certo da evidenze razionali – e provare a spiegare l’Amore è altamente illogico, una vera contraddizione. L’Amore infatti è la Trascendenza che irrompe nella Storia affinché ogni fine sia un nuovo inizio proiettato nell’ Eternità!

Buon Natale!

«Quella croce rappresenta tutti», di Natalia Ginzburg, L’Unità, 22 marzo 1988

«Quella croce rappresenta tutti» è il titolo apparso su L’Unità il 22 marzo 1988 firmato da Natalia Ginzburg ebrea atea, una riflessione pacata in risposta a futili polemiche.

Quella croce rappresenta tutti

di Natalia Ginzburg


… il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E’ l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino allora assente.

La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? Sono quasi duemila anni che diciamo “prima di Cristo” e “dopo Cristo”. O vogliamo forse smettere di dire così? Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. E’ muto e silenzioso. C’è stato sempre. Per i cattolici, è un simbolo religioso. Per altri, può essere niente, una parte dei muro. E infine per qualcuno, per una minoranza minima, o magari per un solo bambino, può essere qualcosa dì particolare, che suscita pensieri contrastanti. I diritti delle minoranze vanno rispettati. Dicono che da un crocifisso appeso al muro, in classe, possono sentirsi offesi gli scolari ebrei. Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato, e non è forse morto nel martirio, come è accaduto a milioni di ebrei nei lager? Il crocifisso è il segno del dolore umano. La corona di spine, i chiodi, evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta in cima al monte, è il segno della solitudine nella morte. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. Per i cattolici, Gesù Cristo è il figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e dei prossimo.

Chi è ateo, cancella l’idea di Dio ma conserva l’idea dei prossimo. Si dirà che molti sono stati venduti, traditi e martoriati per la propria fede, per il prossimo, per le generazioni future, e di loro sui muri delle scuole non c’è immagine. E’ vero, ma il crocifisso li rappresenta tutti. Come mai li rappresenta tutti? Perché prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei e neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà fra gli uomini. E di esser venduti, traditi e martoriati e ammazzati per la propria fede, nella vita può succedere a tutti. A me sembra un bene che i ragazzi, i bambini, lo sappiano fin dai banchi della scuola. Gesù Cristo ha portato la croce. A tutti noi è accaduto o accade di portare sulle spalle il peso di una grande sventura. A questa sventura diamo il nome di croce, anche se non siamo cattolici, perché troppo forte e da troppi secoli è impressa l’idea della croce nel nostro pensiero. Tutti, cattolici e laici portiamo o porteremo il peso, di una sventura, versando sangue e lacrime e cercando di non crollare. Questo dice il crocifisso. Lo dice a tutti, mica solo ai cattolici. Alcune parole di Cristo, le pensiamo sempre, e possiamo essere laici, atei o quello che si vuole, ma fluttuano sempre nel nostro pensiero ugualmente. Ha detto “ama il prossimo come te stesso”. Erano parole già scritte nell’Antico Testamento, ma sono divenute il fondamento della rivoluzione cristiana. Sono la chiave di tutto. Sono il contrario di tutte le guerre. Il contrario degli aerei che gettano le bombe sulla gente indifesa. Il contrario degli stupri e dell’indifferenza che tanto spesso circonda le donne violentate nelle strade. Si parla tanto di pace, ma che cosa dire, a proposito della pace, oltre a queste semplici parole? Sono l’esatto contrario del modo in cui oggi siamo e viviamo. Ci pensiamo sempre, trovando esattamente difficile amare noi stessi e amare il prossimo più difficile ancora, o anzi forse completamente impossibile, e tuttavia sentendo che là è la chiave di tutto.

Il crocifisso queste parole non le evoca, perché siamo abituati a veder quel piccolo segno appeso, e tante volte ci sembra non altro che una parte dei muro. Ma se ci viene di pensare che a dirle è stato Cristo, ci dispiace troppo che debba sparire dal muro quel piccolo segno. Cristo ha detto anche: “Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia perchè saranno saziati”. Quando e dove saranno saziati? In cielo, dicono i credenti. Gli altri invece non sanno né quando né dove, ma queste parole fanno, chissà perché, sentire la fame e la sete di giustizia più severe, più ardenti e più forti. Cristo ha scacciato i mercanti dal Tempio. Se fosse qui oggi non farebbe che scacciare mercanti. Per i veri cattolici, deve essere arduo e doloroso muoversi nel cattolicesimo quale è oggi, muoversi in questa poltiglia schiumosa che è diventato il cattolicesimo, dove politica e religione sono sinistramente mischiate. Deve essere arduo e doloroso, per loro, districare da questa poltiglia l’integrità e la sincerità della propria fede. lo credo che i laici dovrebbero pensare più spesso ai veri cattolici. Semplicemente per ricordarsi che esistono, e studiarsi di riconoscerli, nella schiumosa poltiglia che è oggi il mondo cattolico e che essi giustamente odiano. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. I modi di guardarlo e non guardarlo sono, come abbiamo detto, molti. Oltre ai credenti e non credenti, ai cattolici falsi e veri, esistono anche quelli che credono qualche volta sì e qualche volta no. Essi sanno bene una cosa sola, che il credere, e il non credere vanno e vengono come le onde dei mare. Hanno le idee, in genere, piuttosto confuse e incerte. Soffrono di cose di cui nessuno soffre. Amano magari il crocifisso e non sanno perché. Amano vederlo sulla parete. Certe volte non credono a nulla. E’ tolleranza consentire a ognuno di costruire intorno a un crocifisso i più incerti e contrastanti pensieri.

Propoli, una bomba antibatterica!!!

Dopo circa due mesi di macerazione in soluzione idroalcolica, ieri abbiamo provveduto a filtrare la propoli con filtri di carta alimentare e metterla nelle boccette con contagocce. Pronta per l’uso: mal di gola, raffreddore o semplicemente stanchezza…. La propoli funziona!

Le api la raccolgono in vari periodi dell’anno e anche per loro ha una potente funzione disinfettante. Rivestono le pareti dell’arnia e vanno a chiudere ogni piccola fessura. Inoltre nel caso di grossi intrusi, tipo le falene del miele, quando riescono a ucciderle nell’alveare mentre stanno depredando il prezioso nettare, rimane il grosso problema di portarle fuori perché altrimenti decomponendosi sarebbero causa di gravi infezioni per tutta la famiglia. Ebbene anche in questo caso usano la propoli rivestendo l’intruso: propolizzandolo di fatto viene mummificato e non fa più danno!!!

Una signora a cui avevo regalato una boccetta di propoli mi ferma e mi dice: ne hai un’altra? Perché sai, avevo quella della farmacia ma non ho mai avuto grandi risultati quando stavo male. Questa invece è una bomba!!!! Tutti siamo guariti dal mal di gola in poco tempo.

Si ma chiediamoci come mai quella della farmacia non ha funzionato altrettanto bene?

Innanzitutto scientificamente non abbiamo capito  come le api estraggono questa preziosa sostanza. Si ipotizza che la prendano dalle gemme delle piante le quali sembra la producano come se fosse una sottile pellicola che serve a proteggerle dal gelo. In base a questo principio l’industria farmaceutica estrae dalle gemme di piante come i pioppi una sostanza che chiama propoli, ma che probabilmente propoli non è, o perlomeno non lo è del tutto! Infatti la propoli prodotta dalle api non è mai la stessa: essa dipende dalla zona di raccolta e dal periodo in cui si raccoglie (autunno o primavera). Cambia il colore e cambia la composizione, ma sicuramente non cambia l’efficacia antibatterica e disinfettante! Diversa è invece quella prodotta meccanicamente dall’uomo e usata per i prodotti da farmacia. Non è che questi prodotti non contengano propoli prodotta da api, è piuttosto che raccogliere la propoli costa all’apicoltore un grosso impegno a fronte di un guadagno praticamente nullo dato che l’industria paga 30/40€ al kg questa preziosa sostanza. E quindi pochi la conferiscono alle industrie farmaceutiche.

Personalmente ne raccolgo poca per uso personale, utilizzo reti fatte con silicone alimentare che vanno posizionate fra tetto dell’arnia e nido. Le api tendono a chiudere ogni spazio dentro il nido, per questo motivo propolizzano la rete in silicone chiudendone gli spazi. Una volta tolta la rete bisogna metterla in surgelatore, perché con il calore la propoli è molto appiccicosa. Congelata è più facile polverizzarla e utilizzarla poi in soluzione idroalcolica per estrarne le misteriose sostanze antibatteriche. Evviva le api, evviva la natura e i suoi misteri!!!!

La sfilata degli idioti 👇👇👇

Bè, che altro aggiungere? Gli 80 anni di pace sono pure troppi per le elite guerrafondaie affondatrici dell’EUROpa! Pensate un attimo a che sQuadra di politicanti hanno messo su nei vari stati della dis-unione: i sinistri che s-governano massacrando i lavoratori, campioni di macelleria sociale e democrazia cosmetica! Poi arrivano i destri che illudono con un minimo di razionalità sociale e preparano la strada alla guerra, ultimo atto fornire abbondante carne da macello! Entrambe le fazioni sono facce della stessa medaglia, le une funzionali alle altre! Non fate l’errore di vedere divisioni, incrinature, differenze… Ai padroni interessano solo i profitti sulla pelle della povera gente, lo hanno sempre dimostrato. Per quanto possiamo andare indietro nel tempo l’umanità non è mai cambiata, siamo i peggiori nemici di noi stessi e non impariamo mai dai nostri errori!

Siogiovanni

Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !

Racconti brevi di vita quotidiana ( spero allegri ed umoristici) aforismi pensieri idee di un allegro pessimista

Guai a prendersi troppo sul serio. Racconti allegri pensieri idee di un allegro pessimista

Pensieri di Lisa

Le emozioni mi strabordano

Il pensiero libero

Esprimere un pensiero libero non è poi così facile; per quanto mi riguarda non so se sempre vi riesco, ma strenuamente mi sforzo di farlo

Filimages

A quoi servent les images que l'on ne montre pas ?

chez le hérisson

qui, eventuale contenuto intelligente è puramente casuale

blog 57

testi e fotografie dell'autore

sergioferraiolo

Uno sguardo sul mondo