Propoli

Pro polis, che in greco significa davanti alla città o meglio a difesa della città! La propoli è una sostanza prodotta dalle api a difesa dell’alveare, proprio perché essa ha un’azione disinfettante e serve fra le altre cose a rivestire l’interno dell’arnia cementandola. Ma le api la utilizzano in vari modi, mescolandola al nettare e al polline o addirittura mummificando eventuali predatori entrati nell’arnia, magari uccisi dalle api ma troppo grossi per essere trasportati fuori: rivestiti di propoli essi si conserveranno senza esporre l’alveare a pericoli dovuti alla decomposizione. Quindi la propoli è certamente un potente battericida! Non è ancora chiaro come le api la estraggono, si pensa derivi dalle gemme delle piante, esistono oggi industrie che provano ad imitarne la produzione estraendo dei preparati simili al propoli dai pioppi, ma questi non saranno mai uguali all’originale. Soprattutto perché essa dipende da vari fattori, il periodo di estrazione che è prevalentemente la primavera e l’autunno e le piante presenti sul territorio. La propoli primaverile è di solito più chiara e viene mischiata con della cera, prodotta in gran quantità dalle api proprio in primavera; la propoli autunnale è più scura e forse più pura, esente da residui cerosi. Insomma La propoli è un prodotto sempre unico e inimitabile!!

La soluzione idroalcolica che ho preparato è composta per il 30% da propoli primaverile, poi c’è un 20% d’acqua e il 50% di alcool a 90 gradi. La raccolta è avvenuta per mezzo di reti plastiche poste fra il tetto di legno e l’arnia, esse hanno tanti buchini che le api tendono a propolizzare proprio perché vogliono che nulla entri nella loro casetta, né luce, né correnti d’aria, né insetti indesiderati. Quando la rete è stata completamente chiusa con la propoli l’apicoltore la toglie mettendola in surgelatore per un paio d’ore. La propoli con il caldo è appiccicosa e difficile da trattare, quindi appena tolta dal frigo quando ancora è dura va scrollata su un foglio di carta da forno e frantumata velocemente con un batticarne per poi essere messa in un recipiente di vetro con la soluzione sopra esposta fatta di acqua e alcool. Lasciata macerare per tre settimane oggi l’ho filtrata ed estratta con una siringa da 10 ml travasandola in una boccetta oscurata dotata di contagocce. Adesso è pronta per essere usata come integratore e per combattere raffreddori o mal di gola. Personalmente ne prendo 20 gocce al giorno diluite in un po’ d’acqua, ma una potente e gradita ricetta per il mal di gola può farsi sciogliendo le gocce insieme ad un cucchiaino di miele e al succo di uno spicchio di limone. Provare per credere!

Dalla distopia alla realtà in un racconto di Primo Levi

Il breve racconto che potete leggere qui sotto è stato scritto da Primo Levi nel 1987 all’interno di una raccolta di racconti di fantascienza! Potete leggere un’introduzione e attualizzazione sul blog Gli imperdonabili, grazie al quale sono venuto a conoscenza di questo interessante racconto. Il commento al testo che troverete nel blog lo condivido al 100% e vi consiglio di leggerlo attentamente anche a voi dopo aver letto “Protezione”. In sintesi potremmo affermare che il testo ci porta effettivamente dalla distopia alla realtà, quella attuale della neo- società del virus che stiamo tutti vivendo (sperimentando) sulla nostra pelle. Buona lettura

Protezione

di Primo Levi

Marta finì di rassettare la cucina, mise in funzione la lavatrice, poi accese una sigaretta e si stese sulla poltrona, seguendo distrattamente la televisione attraverso la fenditura della visiera. Nella camera accanto Giulio era silenzioso: stava probabilmente studiando, o scrivendo il compito di scuola. Da oltre il corridoio giungevano a intervalli i fragori rassicuranti di Luciano, che giocava con un amico.

Era l’ora della pubblicità: sullo schermo, straccamente, si susseguivano incitamenti, consigli, lusinghe: comprate solo aperitivo Alfa, solo gelati Beta; comprate solo lucido Gamma per tutti i metalli; solo elmi Delta, dentifricio Epsilon, abiti fatti Zeta, olio Eta inodoro per le vostre giunture, vino Teta… Nonostante la posizione disagiata e la corazza che le dava noia alle anche, Marta finì coll’addormentarsi, ma sognò di dormire coricata sulle scale di casa, per traverso, mentre accanto la gente saliva e scendeva senza curarsi di lei. Si svegliò allo sferragliare di Enrico sul pianerottolo: non si sbagliava mai, era fiera di riconoscere il suo passo da quello di tutti gli altri inquilini. Quando fu entrato, Marta si affrettò a rimandare a casa l’amico di Luciano, e apparecchiò la tavola per la cena. Faceva caldo, e del resto il telegiornale aveva annunciato che la pioggia di micrometeoriti attraversava un periodo di scarsa attività: perciò Enrico sollevò la visiera, e gli altri lo imitarono. Così era anche più agevole portare il cibo alla bocca, invece che attraverso la piccola valvola stellare che si sporcava sempre e poi puzzava. Enrico interruppe la lettura del giornale per annunciare: – Ho incontrato Roberto sulla metropolitana: era un pezzo che non ci vedevamo. Verrà stasera con Elena a trovarci.

Arrivarono verso le dieci, quando già i ragazzi erano a letto. Elena portava uno splendido completo in acciaio AISI 304, con saldature ad argon quasi invisibili e graziosi bulloncini a testa fresata; Roberto, invece, indossava una corazza leggera, di modello inusitato, flangiata lungo i fianchi e singolarmente poco rumorosa:

– Me la sono comperata a marzo, in Inghilterra: sì, sì, è inossidabile, tiene benissimo la pioggia, ha tutte le guarnizioni in neoprene, e si mette e si toglie in non più di un quarto d’ora. – Quanto pesa? – chiese Enrico, senza molto interesse. Roberto rise, senza imbarazzo. – Già, è qui il punto debole. Sapete bene, si tende all’unificazione, qui nel Mercato Comune ci siamo già arrivati, ma laggiù, per quanto riguarda i pesi e le misure, sono sempre indietro di qualche passo. Pesa sei chili e ottocento: le mancano solo duecento grammi per essere in regola, ma vedrete che nessuno se ne accorgerà; o magari, tanto per la legalità, mi farò riportare un pochino di piombo qui dietro il collo, dove non si vede. A parte questo, tutti gli spessori sono in ordine, e ad ogni buon conto mi porto sempre dietro il certificato d’origine e il disegno quotato, in questa fenditura accanto alla targa. Vedete? È fatta apposta: è una di quelle piccole idee che rendono facile la vita. Gli inglesi sono gente pratica.

Marta non poté fare a meno di lanciare un’occhiata di sfuggita alla corazza di Enrico: lui no, poveretto, non sarebbe mai andato a fare acquisti a Londra. Portava ancora la vecchia armatura in lamiera zincata dentro la quale, tanti anni prima, lei lo aveva conosciuto: decorosa, certo, senza un briciolo di ruggine, ma che fatica per la manutenzione! E poi, la lubrificazione: non meno di sedici ingrassatori Stauffer, di cui quattro ben fuori mano, e guai a saltarne uno o a saltare una domenica, se no strideva come un fantasma di Scozia; c anche, guai a esagerare, o altrimenti lasciava il segno su tutte le sedie e le poltrone come una lumaca. Ma Enrico sembrava che non se ne accorgesse: diceva di sentircisi affezionato, e parlargli di cambiare era un’impresa disperata, anche se, pensava Marta, si trovano adesso degli equipaggiamenti in regola con la legge, pratici, quasi eleganti, e che se li paghi a rate non te ne accorgi neanche.

Sbirciò la propria immagine, riflessa nella specchiera. Anche lei non era il tipo di donna che passa la giornata dall’estetista e dal parrucchiere, eppure rinnovare un poco il suo guardaroba le avrebbe fatto piacere, non c’era dubbio: in fondo si sentiva ancora giovane, anche se Giulio aveva ormai sedici anni. Marta seguiva distrattamente la conversazione. Roberto era di gran lunga il più brillante dei quattro: viaggiava molto e aveva sempre qualcosa di nuovo da raccontare. Marta notò con piacere che cercava di incontrare il suo sguardo: un piacere puramente retrospettivo, perché quella loro faccenda era ormai vecchia di dieci anni, e a lei non sarebbe più successo niente, lo sapeva, né con lui né con altri. Un capitolo chiuso: se non per altre ragioni, almeno per via di quella fastidiosa faccenda della protezione obbligatoria, per cui uno non sapeva mai se aveva a che fare con un vecchio o con un giovane, con un bello o con un brutto, e tutti gli incontri si limitavano ad una voce e al balenare di uno sguardo, cose già note, si va sul sicuro e si evitano quei buchi di silenzio che dànno tanto disagio.

– Io però – disse Elena, – devo dire che nella corazza ci sto bene. Non è che io lo abbia letto sui giornali femminili: ci sto bene proprio, come si sta bene a casa.

– Ci stai bene perché la tua corazza è bella: anzi, scusa se non te l’ho detto ancora, ma è una meraviglia, – disse Marta con sincerità. – Non ne ho mai vista una così ben disegnata: sembra proprio fatta su misura.

Roberto si schiarì la voce, e Marta comprese di avere commesso una gaffe, anche se non tanto grave. Elena rise, con indulgente sicurezza: – Lo è, fatta su misura! – Volse uno sguardo riconoscente a Roberto, e aggiunse: – Lui, sai, ha certe conoscenze nell’ambiente dei carrozzieri di Torino… Ma non è per questo che dicevo di starci bene dentro: starei bene in qualunque corazza. Alla storia degli MM ci credo poco, anzi niente, e sentire che è tutta una montatura per fare guadagnare soldi alla General Motors mi fa venire una gran rabbia, eppure… eppure sto bene con e male senza, e come me ce ne sono tanti, ve lo posso assicurare.

– Non prova nulla, – disse Marta. – Hanno creato un bisogno. Non è il primo caso: sono molto bravi a creare bisogni.

– Non credo che il mio sia un bisogno artificiale: se fosse così, chissà quanta gente ci sarebbe che si fa sorprendere senza corazza, o con una corazza non regolamentare; anzi, non avrebbero neppure votato la legge, o la gente avrebbe fatto una rivoluzione. Invece io… è un fatto: io mi ci sento… come dire?

– Snug, – intervenne Roberto, ironico: per lui non doveva essere un discorso nuovo.

– Come? – fece Enrico.

– As snug as a bug in a rug. È difficile da tradurre, e in fondo a una visiera. Lei non aveva mai capito come una legge così assurda avesse potuto essere votata: eppure Enrico le aveva spiegato più volte che i micrometeoriti erano un pericolo vero, tangibile, che da vent’anni la Terra ne stava attraversando uno sciame, e che bastava uno solo ad uccidere una persona, penetrandola in un istante da parte a parte. Si riscosse accorgendosi che Roberto stava proprio parlando di quell’argomento:

– Anche voi ci credete? Beh, se leggete sempre e soltanto “L’Araldo” non c’è da stupirsi, ma ragionateci sopra, e vi accorgerete che è tutta una montatura. I casi di “morte dal cielo”, come si dice adesso, sono pochi in misura ridicola, non più di venti veramente accertati. Gli altri sono emboli o infarti o altri accidenti.

– Ma come! – disse Enrico: – Solo la settimana scorsa si è letto di quel ministro francese che era uscito per un attimo sul balcone senza armatura…

– È tutta una montatura, vi dico. L’infarto è sempre piú frequente, ed è un’istituzione che non serve a nessuno: in regime di pieno impiego, hanno semplicemente cercato di utilizzarlo, è tutto qui. Se chi gli tocca non ha corazza, è stato un MM, un micrometeorite, e si trova sempre il perito settore compiacente; se la corazza c’è, allora resta un infarto, e nessuno ci fa caso.

– E tutti i giornali si prestano?

– Tutti no: ma sapete bene com’è, il mercato dell’auto è saturo, e le linee di montaggio sono sacre: non si possono fermare. Allora si convince la gente a portare corazze, e si mette in prigione chi non obbedisce.

Non erano novità: erano considerazioni che Marta aveva già sentite, e anche più di una volta, ma si sa bene che spesso anche tipi brillanti come Roberto si trovano a corto di argomenti, e del resto, a ripetere anche un po’ offensivo: ma non tutti i bugs sono scarafaggi.

– Ad ogni modo, – riprese Elena, – per me è così: mi ci trovo snug come uno scarafaggio in un tappeto. Mi sento protetta come in una fortezza, e alla sera quando vado a letto me la tolgo malvolentieri.

– Protetta contro che cosa?

– Non so: contro tutto. Contro gli uomini, il vento, il sole e la pioggia. Contro lo smog e l’aria contaminata e le scorie radioattive. Contro il destino e contro tutte le cose che non si vedono e non si prevedono. Contro i cattivi pensieri e contro le malattie e contro l’avvenire e contro me stessa. Se non avessero fatto quella legge, credo che mi sarei comperata una corazza lo stesso.

Il discorso stava prendendo una piega pericolosa: Marta se ne accorse, e lo ricondusse in acque piú tranquille narrando la storia del professore di Giulio, il quale era così avaro che, piuttosto di gettare via la sua armatura tutta arrugginita, l’aveva verniciata col minio di dentro e di fuori e si era presa una intossicazione da piombo. Poi Enrico raccontò il caso di quel carpentiere di Lodi che aveva preso molta pioggia, i bulloni gli si erano bloccati, e lui aveva un appuntamento, e la ragazza gli aveva tagliato addosso la corazza col cannello ossidrico e l’aveva mandato all’ospedale.

Infine si salutarono: Roberto si sfilò il guanto ferrato per stringere la mano nuda di Marta, e Marta provò un piacere intenso e breve che la riempì di una tristezza grigia, luminosa, non dolorosa: questa tristezza le rimase addosso a lungo, le tenne compagnia dentro la sua corazza, e l’aiutò a vivere per parecchi giorni.

Lascienza!!!

Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio.

Ti libero dalla testa al piede. Chi ti ha fatto del male deve farti del bene. Occhio, contr’occhio, schiatta malocchio; Occhio, contr’occhio, crepa malocchio.”

E si, in questi giorni stiamo assistendo agli studi di grandi scienziati che propagandano la necessità di una terza dose come afferma Ricciardi: “: “Bisogna aumentare per tutti la quantità di vaccini perché un richiamo alla fine sarà necessario, visto che abbiamo evidenza che l’immunità scema con il tempo” (Leggi qui) o addirittura di una quarta e così via andare come dice Silvestri : “La terza e la quarta dose di vaccino anti Covid serviranno “e non credo sarà la fine del mondo, specie se questo riuscirà a ridurre i morti e a far circolare di meno il virus” (Leggi qui)! E niente, diventerà un elisir di lunga vita, in grado di scacciare il male e ogni male a venire (altrimenti chiamate varianti). Non ci devono essere dubbi sul potere preventivo e curativo dei vaccini, ormai essi sconfinano nella taumaturgia, è una questione di fede, fede ne Lascienza appunto! Ed è proprio in nome di questa fede che attraverso il greenpass stanno spingendo gli scettici verso la giusta via. La fede è dono, c’è chi c’è l’ha e chi invece è roso dal dubbio. Ma anche per quest’ultimi c’è rimedio e verranno toccati dalla salvezza. Ormai non è un problema di covid, siamo oltre, in un mondo migliore.

Caccia alle streghe

Strega green in azione!!!

Oggi le opinioni sono accettabili solo se sono “green”, anzi suona meglio scritto “griiinnne” che quando lo pronunci pare proprio di sentirle le unghie rigare lo specchio o i denti digrignare furenti! Questo è purtroppo l’atteggiamento dei grinnettari convinti e i poveri governi non ne hanno colpa più di tanto: se non ci fosse il griinne, ormai è tale e tanta la rabbia e il disgusto instillato negli animi che il “popolo” lo chiederebbe a gran voce! <<Iomisonosacrificatoimmolatoperpatriafamigliaziicuginivicinisensocivicomaipiulockdown> e chi più ne ha più ne metta! Giusto, ci si sacrifica sempre per gli altri e mai per sé stessi, non avete forse capito che siamo circondati da tanta brava ggente, altruista e sempre disponibile al bene comune per la casa comune? Bene è così, è green (griiinne scusate), finalmente abbiamo trovato un modo per distinguere il bene dal male, il giusto dal malvagio, la verità dalle false opinioni. E con queste considerazioni vi lascio al post di Stefano , ma vi avverto non è green e nemmeno griiinnne, quindi se volete leggerlo fate un po’ voi.

Post di Stefano

Mi sento un po’ circondato, ho già cancellato due “amici” di Facebook. Va bene, anzi, mi piace discutere con persone che hanno opinioni diverse dalle mie: in ogni caso mi arricchisco.
Ma subire gli insulti no. È il mio stile e non mi sognerei mai di offendere chi non la pensa come me.
Non credo di avere la verità in tasca ma, prima di elaborare una mia opinione su un qualsiasi argomento, ricerco e confronto tra loro tutte le informazioni che riesco ad acquisire, verificandone anche le fonti.
Però stavolta il condizionamento è veramente pesante.
Molti credono ciecamente che il Covid sia peggiore della peste nera e che sia incurabile tranne che col vaccino, per cui dichiararsi contrari alle misure adottate e propagandate a reti unificate equivale a diventare un vile untore irresponsabile ed immorale, un egoista incurante dell’infinito dolore finora patito dalla collettività e addirittura la potenziale causa della morte di amici, ognuno ne ha perso almeno uno. Per cui è lecito offendere e il malcapitato di turno merita di subire tutte le offese e gli improperi dei “benpensanti” di FB.
Mi sento circondato, dicevo, un po’ come un ebreo al tempo del nazismo, un nero americano tra i poliziotti affiliati al KKK, od un tifoso dell’Inter nella curva della Juve. E quel che è peggio è che i miei aguzzini sono convinti della loro superiorità morale, al pari degli esempi che ho riportato. Ora, ribadito che le opinioni di chiunque sono sacre ed ognuno DEVE essere libero di esprimerle, non è giustificabile, invece, offendere, etichettare e negare il dialogo.
A tal proposito voglio inoltre ricordare che in ogni (OGNI!) dittatura di cui possiamo avere memoria, gli oppositori sono stati trattati sempre con lo stesso identico stile: denigrare, offendere, etichettare… all’inizio, per poi passare al peggio.
Voglio infine ricordare che ogni dittatura è sempre iniziata con un forte appoggio popolare e che le persone non politicizzate ritenevano inizialmente il regime, pur con tutti i soliti difetti, un buon governo. Se ne sono accorti solo dopo.

Il mondo va al contrario

Post di Stefano

1°  Come al solito, tutte le estati andiamo per locali a proporre serate musicali: la mia compagna ed io facciamo musica per intrattenimento e ballo. Già dal primo locale, capiamo la situazione: <Alla sera ancora non apriamo poiché non abbiamo personale sufficiente … non si trovano lavoratori stagionali!>

Nell’albergo dove tutti gli anni cantiamo a ferragosto, la proprietaria mi risponde : <Sì d’accordo, per il 15 agosto è confermato; però ora scusate, dobbiamo andare in sala a servire… A proposito, voi che avete figli giovani, conoscete qualcuno che possa venire a lavorare qui?>

Chiedo a mio figlio che mi fa notare: <I ragazzi, dopo tutto questo lock down e dopo tutta questa DAD, questa estate vogliono divertirsi!>

Guardo su Google: mancano 150.000 lavoratori stagionali del settore turistico in Italia, colpa del reddito di cittadinanza; i professionisti sono andati all’estero pur di lavorare; i ristoratori pagano troppo poco e trattano gli stagionali da schiavi… e così via, con altri motivi poco convincenti. Per me ha ragione mio figlio, però su Facebook trovo i soliti post di gente di destra che attribuisce agli immigrati la causa di tutti i problemi di disoccupazione in Italia.

2°  Vicino al campeggio, dove risiedo d’estate, c’è un balneare che, tra alterne vicissitudini, finalmente quest’anno è stato preso in gestione da alcuni romagnoli, con l’intenzione di farne una piadineria. Commentiamo che ci sembra un’ottima idea: tra costosi ristoranti di pesce, puzzolenti bracerie (scusate, ma sono vegetariano) e le solite pizzerie, una ristorazione alternativa ed economica ci voleva proprio. Il locale però, a giugno avanzato, non è ancora aperto.  Una sera passeggiando veniamo attratti da un enorme cartello affisso: i gestori ringraziano tutti coloro che hanno aiutato e  collaborato all’allestimento del locale, ringraziano tutti tranne lo Stato che, dicono loro, per un cavillo burocratico non ha permesso l’apertura. Ora, dico io, è giusto che se ci sono delle regole queste vadano rispettate: ma in una situazione ormai “disperata” come è quella attuale, in cui c’è bisogno di far ripartire l’economia, di lavorare, di offrire svago, divertimento e leggerezza… lo “Stato”non si potrebbe adoperare per spianare i “cavilli burocratici”? Abbiamo bisogno di tutta questa burocrazia? Non è il primo locale, anzi, praticamente tutti lamentano di essere sottoposti ad una eccessiva mole di adempimenti.   

3°  Di solito non amo parlare della mia vita privata, ma quello che mi sta succedendo è emblematico. Dopo tanti anni di convivenza, la mia compagna ed io abbiamo deciso di sposarci. Ci accordiamo con il Comune di Osimo: tutto ok ma, per garantire il “distanziamento sociale”, nella Sala Grande (è veramente enorme!) sono ammesse solo 20 persone. Chiediamo se nell’atrio, all’aperto, sia possibile condividere l’emozionante cerimonia oltre che con i parenti stretti anche con gli amici: niente da fare, anche lì solo 20 persone perché, ci spiegano, ci potrebbe essere l’interferenza con eventuali turisti.

Ragioniamo tra noi e decidiamo di svolgere la cerimonia istituzionale in forma intima e privata, riservandoci poi di coinvolgere tutti gli invitati in una celebrazione simbolica, da effettuare nel ristorante: all’aperto ed in piena sicurezza! Con il ristoratore nessun problema, neanche per la presenza di un DJ poiché lo spazio all’aperto sarà dedicato esclusivamente agli ospiti e così sarà anche assicurato il rispetto del distanziamento.

Pochi giorni dopo, a seguito dell’entrata in vigore della nuova normativa che prevede dal 1 luglio il “Green Pass”, mi chiama il titolare del balneare prescelto: <Mi sono informato persino con il sindaco ed è stato categorico: se c’è della musica verranno i vigili ad effettuare un controllo a tappeto su tutti gli invitati alla “criminale” festa!>

Ora: sinceramente non mi piacerebbe che nel bel mezzo della festa i miei ospiti vengano importunati, non mi va neanche che il ristorante venga messo sotto torchio ed additato alla stregua di un bordello. Conosco il ristoratore e so che è una bravissima persona, non lo voglio vedere terminare prematuramente la stagione dopo tutto quello che ha dovuto subire per il covid. È un cuoco molto bravo e di solito ha il pieno, specie di sabato: nell’area esterna può servire fino a 90 coperti. Dunque: il nostro banchetto sarebbe stato di 70 ospiti circa, accomunati dal criminale intento di festeggiare … no, questo non si può fare; invece, 90 commensali distribuiti in tavolate da 4 o 6 o 8 posti si può fare!

Più veloce della luce!

La sapete la barzelletta della maestra che chiede a Pierino se esiste qualcosa più veloce della luce? Ebbene Pierino risponde:

Si signora maestra, la m@rd@! Perché ieri sera quando sono tornato a casa avevo un gran mal di pancia e non ho fatto in tempo ad accendere la luce che mi sono c@g@t@ addosso!!!

Ma barzellette a parte esiste davvero qualcosa più veloce della luce? A sentire la Repubblica sembrerebbe proprio di sì: Variante Delta, bastano 10 secondi per contagiarsi

L’incontro avvenuto in un centro commerciale di Sydney e ripreso dalle telecamere. Niente parole né starnuti, ma i due non indossavano mascherine. Il ministro della Salute locale: “E’ medaglia d’oro nel salto da una persona all’altra”..”

Capito? Bastano 10 secondi, probabilmente molto meno e il contagio è fatto! InZomma sia come sia, ognuno tragga da queste strabilianti novità le proprie conclusioni. Da Lascienza è tutto!

  • Sonno
    Cicli di sonno a scandire il tempo vite senza spessore dimensioni sovrapposte in uno strato originario così lontano. Non so molto di Te i muri del pensiero impediscono parlare non serve! Nel sonno trasparenza attraverso vetri ingialliti dal tempo lo spessore delle nostre vite si fonde nel bagnasciuga come onde sulla sabbia: materia, acqua, vento…. … Continua a leggere “Sonno”
  • Considerazioni sul significato della moneta
    Premessa: l’ euro è stata una rovina per la democrazia, quindi è chiaro che la moneta è uno strumento importantissimo che mai dovrebbe essere lasciato in mano ad istituzioni finanziarie. Riguardo alle considerazioni di Stefano evidenzio che attualmente con l’ euro digitale probabilmente si ritornerà ad un gold standard di fatto. Questo perché una moneta … Continua a leggere “Considerazioni sul significato della moneta”
  • Bugie americane
    Bè, be’, non è che la politica italiana spicchi per onestà e coerenza. Spesso si candidano con programmi elettorali dalle mille promesse e poi nei fatti fanno esattamente il contrario. Oggi per esempio abbiamo al governo una destra che protesta contro se stessa (vedi manifestazione della lega a Milano). Manco mezza riga del programma di … Continua a leggere “Bugie americane”
  • I nuovi oneri
    Ma in realtà il (non) senso civico è più forte di ogni ragionamento. Vi spiego: se leggendo il post sotto di Stefano inizierete a pensare che ci stanno leggermente prendendo per il c@lo, comunque voi continuerete a stacce! Più che oneri infatti sono onori o comunque onorevoli obblighi che farebbero rabbrividire i più se non … Continua a leggere “I nuovi oneri”
  • Guarire da se stessi!
    Non è un titolo sbagliato purtroppo. Perché spesso noi siamo i peggiori nemici di noi stessi. Ci autoinfliggiamo squilibri e nel tempo cronicizziamo malattie! Poi andiamo dal medico che per ogni male ha la sua ricetta miracolosa, prescrive i farmaci e si va avanti contenti fino alla prossima malattia. Arrivati ad una certa età si … Continua a leggere “Guarire da se stessi!”

Non è novembre!

La foto di apertura di questo post è stata scattata alle ore 18 di martedì 23 giugno in un bellissimo belvedere che si trova sul monte Conero, è (dovrebbe essere) iniziata l’estate!

Su questa foto panoramica c’è il paesaggio che si dovrebbe vedere a condizioni climatiche ottimali, un panorama che spazia dal mare si sibillini.

Ma questo fine giugno ci regala nebbie e calura, con tassi di umidità allucinanti. Il Conero è un promontorio di 572 MT che si affaccia sul mare e che si estende dalle spiagge di Mezzavalle e Portonovo di Ancona fino a quella delle “Due sorelle’ di Sirolo e Numana, eppure con queste condizioni atmosferiche si fa davvero fatica a vedere la costa. Idem per il mare che sembra perso nella nebbia. Eppure in certe giornate particolarmente limpide dal Conero si intravede addirittura la costa della Croazia (o perlomeno di alcune sue isole)!

Così non ci resta che percorrere a ritroso il bel sentiero che avevamo percorso nella va a speranza di godere un po’ di fresco di fronte ad un bel paesaggio e tornare alle calde nebbie di casa nostra. Chissà se fra qualche anno ci ricorderemo ancora che questa foto non è stata fatta a novembre ma in un afosa giornata di fine giugno?

Bottinatrici e girasoli!

Iniziano a fiorire i girasoli e già le api arrivano numerose per “bottinare”, il loro prezioso lavoro che consiste nel prendere il nettare dai fiori per portarlo nell’alveare!

Questa mattina c’è stato un forte temporale e ha accelerato la fioritura dei girasoli, improvvisamente sono spuntati diversi “soli” pronti a ricolmarsi di luce fino a morirne bruciati, ricolmi di calore e di prezioso olio!

Primi girasoli fioriti

In realtà il girasole non è una pianta molto nettarifera, produce circa 30 kg di miele per ettaro contro, ad esempio, i 500 kg dell’acacia! Ma in campagna la monotonia delle colture pilotate dagli incentivi non lascia molta scelta alle api: o così o il niente!!! Dopo l’acacia ci sarebbero si fioriture spontanee, ma in campagna rimane poco spazio lasciato alla natura, per le api un vero deserto, altro che tutela della biodiversità. Una tutela che andrebbe fatta con incentivi mirati, ma attualmente non sembra sia questa la volontà. Il green è l’auto elettrica o il fotovoltaico al posto dei campi coltivati, tutto il resto è sacrificabile. Anche il girasole viene sempre più selezionato verso un tipo di pianta che produca più olio e meno nettare, rendendolo di fatto assai poco attraente per le api. Per non parlare degli OGM che oltre ad essere immuni ai parassiti sono completamente sterili per gli insetti impollinatori. Ma il progresso non si ferma per carità!

Ape alla ricerca (disperata) di nettare

Sta di fatto che anche quest’anno fra ritorni di freddo in primavera e caldo afoso senza quasi pioggia in questo mese di giugno fino ad ora il raccolto delle api è stato assai magro: bottinavano l’acacia nei giorni di sereno, per poi consumare le scorte accumulate quando freddo e maltempo limitavano le loro uscite. L’abbondante covata primaverile va nutrita in modo esagerato e senza fiori c’è poco da fare, il miele accumulato viene consumato rapidamente. Già è tanto se nel mese di giugno dopo tanta fatica per riuscire ad accumulare scorte non debba addirittura intervenire l’apicoltore con nutrizione zuccherina in attesa delle agognate fioriture.

Comunque vedremo se un po’ di miele riempirà finalmente i melari, se così sarà verrà fuori un millefiori con prevalenza di girasole.

Il miele di girasole ha un colore giallo oro deciso e tende a solidificare rapidamente verso l’inizio dell’autunno quando le temperature scendono sotto i 15 gradi. La solidificazione dipende essenzialmente dalla maggior presenza di glucosio rispetto al fruttosio nella composizione del miele. Se invece prevale il fruttosio, come ad esempio nel miele di acacia, allora il miele manterrà la fluidità. Ma magari parleremo in un altro post del miele e delle sue caratteristiche.

Magnetismo

Dico solo una cosa, ad essere convintamente terrapiattisti, ci vogliono le palle!!! Per quanto riguarda il post di Stefano qui sotto ognuno tragga le proprie considerazioni.

Post di Stefano
Era un effetto di cui avevo sentito parlare e di cui avevo visto anche qualche video, ma non gli avevo attribuito particolare peso perché, pur essendo molto critico verso il mainstream, sono anche altrettanto attento a verificare le notizie “complottiste”, soprattutto quando le fonti non risultano certe o affidabili. Non voglio cadere nei facili tranelli tesi dai debunkers, tranquillizzatori e tifosi delle verità “ufficiali”. Non ci tengo ad essere etichettato alla stregua dei “terrapiattisti”.
Ma stavolta ho visto con i miei occhi, non c’erano trucchi né sviste: succedeva veramente! Se a qualcuno che sta leggendo capita l’occasione, vi prego verificare quanto segue: monete o piccoli oggetti metallici restano appiccicati alla pelle della persona appena vaccinata, nella zona dell’iniezione. Non si trattava di pelle sudaticcia o appiccicosa, ho verificato: la pelle della mia amica era asciutta e fresca. Le monete provenivano dal mio borsellino e non erano imbrattate da sostanze appiccicose, così anche le forbicine e gli altri piccoli oggetti metallici che ho testato. Non solo, ma il fenomeno avveniva solamente nella prossimità del “buco”, diciamo all’incirca fino ad un centimetro di distanza, più lontano non succedeva. Era propriamente quello che accade con una normale calamita, oltretutto di una discreta potenza. Funzionava meglio di quanto poi ho sperimentato con delle calamite da frigo, non scherzo e, se non ci credete, vi prego verificare.
Ora, so perfettamente che il corpo umano contiene materiale ferromagnetico (ferro nell’emoglobina, manganese, magnesio ecc.) che di certo però non è “magnetizzato”, anche perché disciolto in liquidi e quindi in forma molecolare non cristallizzata. Ad un mio amico medico, e quindi suo malgrado inoculatore, che mi aveva segnalato questo fenomeno e a cui non avevo dato eccessivo peso, ho chiesto se poteva ripetere l’esperimento direttamente sulle fialette del vaccino anti-covid: lui ha verificato, ma infruttuosamente. Quindi c’è qualcosa nel vaccino Pfizer che, a contatto con i tessuti ed i liquidi organici, diventa magnetico.
Io mi chiedo semplicemente: è normale?
Può essere considerata usuale una pratica medica che ci trasforma in calamite?
Non solo, ma soprattutto perché non ce lo dicono: esistono altre pratiche dove si inoculano sostanze radioattive come marcatori, o liquidi di contrasto opachi ai raggi X, ma veniamo avvisati e ci dicono anche il perché. In questo caso no. Veramente, confesso la mia ignoranza, ma a me non piace, anzi: NON MI PIACE AFFATTO! Anche perché, avendo sentito parlare più volte di microchip innestabili sottopelle, di nanoparticelle attive elettronicamente, di quantum dots… eccetera, il collegamento automatico è facile! Ripeto: sono ovviamente un ignorante in merito e questa connessione non può essere provata, ma è giusto lanciare questo segnale.

Più glifosato per tutti!!!!

“L’erbicida glifosato non è cancerogeno, non è mutageno, né tossico per la riproduzione.” Clicca sotto per leggere…

Glifosato non è cancerogeno!UE glifosato non è cancerogeno

Ma che brava questa UE, fra poco metteranno il glisofato come ingrediente “vitaminico e ricostituente” insieme a larve e scarafaggi che so tanto proteici e appetitosi, ma soprattutto so griiiinne, mica come i maiali o le mucche che so inQuinanti e scorreggiano troppo facendo salire la febbre alla Casa Comune!!! Avanti tutta verso un mondo migliore, che fortuna vivere in un’epoca dove comandano cotante menti illuminate (rigorosamente con energia rinnovabile)!

Siogiovanni

Sono come sono , qui le mie fotografie amatoriali e tanto altro ... clicca il Titolo dell'articolo !

Racconti brevi di vita quotidiana ( spero allegri ed umoristici) aforismi pensieri idee di un allegro pessimista

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