Sembra che la prossima manovra finanziaria sarà nell’ordine di 35/37 miliardi di euro! Ora considerato che circa 27 miliardi di euro serviranno per disinnescare l’aumento dell’IVA (22 miliardi) e le spese indifferibili, è chiaro che con i restanti 10 miliardi il governo non sarà in grado di fare alcunché, soprattutto se questi soldi saranno ottenuti da nuove e alquanto creative tasse (sulle merendine o sulle bibite gassate piuttosto che sul contante). Certo, tutto ciò ha una logica: I CONTI IN ORDINE!
Perché ogni azione che faccia avvicinare il paese al virtuoso pareggio di bilancio, ebbene sarà un’azione verso il benessere diffuso e la stabilità sociale! O no?
Parliamo un attimo degli aumenti IVA, altrimenti chiamati clausole di salvaguardia. Ma chi o che cosa dovrebbero salvaguardare? Ma i conti in ordine di certo! Anzi, il progressivo convergere dell’Italia verso il pareggio di bilancio (articolo 81 della Costituzione) così come votato dal parlamento nell’estate 2012 (governo Monti).
Già il governo Berlusconi nel luglio 2011 aveva votato tramite decreto finalizzato proprio al raggiungimento del pareggio di bilancio delle imposte che avrebbero dovuto ridurre deduzioni e detrazioni fiscali. Ma l’Europa criticò molto queste intenzioni al punto che celere arrivò la letterina della BCE che fra le altre cose suggeriva di spostare tale tassazione dalle persone (deduzioni e detrazioni) alle cose (consumi): ecco così Tremonti stabilire il primo aumento dell’IVA dal 20 al 21%. Poi sarà Monti con il decreto Salva Italia ad introdurre prima l’IVA al 22% con futuro aumento al 23%. Sappiamo bene che grazie ai vari balletti di vari e avariati governi tale aumento è stato fino ad ora scongiurato! E certamente il governo Conte 2 non sarà da meno, visto come il nostro premier ha riesumato in varie interviste la litania dei “conti in ordine”, espressione massima della fede europeista!
Queste clausole sono inZomma state introdotte per decreto come garanzia richiesta dall’UE all’Italia per tenere i conti in ordine: paraggio di bilancio, riduzione del debito, tagli alla spesa. Perché il debito è peccato, la spesa è peggior vizio, il pareggio invece è segno di umiltà! Principi assai spirituali che gli italiani hanno vissuto in questi anni come il cilicio inferto dal fervente credente per purificare i suoi peccati. A niente sono valsi i nostri tentativi di liberarci da tale insopportabile castigo per sentirci di nuovo liberi di tornare a peccare. Essi, i puristi dei conti in ordine, tornano sempre più ligi di prima nell’applicare in maniera ferrea la bibbia dei predicatori liberisti.
E per chi, come me, vorrebbe tornare a peccare, a sognare lauti aumenti di stipendi per spendere e spandere senza più remore e desidera con convinzione un mondo di lascivia dove il posto fisso, una casa di proprietà, un materasso dove nascondere i propri soldi, una pensione che arrivi prima dell’ultimo respiro… invece che insopportabili privilegi di un volgo rozzo e meschino siano considerati sacrosanti diritti! Ebbene chi (come me) desidera tutto ciò si penta e torni sulla retta via.
Fortuna i padri (fondatori) che sanno sempre la cosa giusta. ESSI sanno, sanno sanno tanto e con fermezza e clemente saggezza portano tutti verso… mancano le parole, manca il fiato per definire cotanti vertici di elevata e luminosa virtù! Sono certo che riuscirete da soli nell’ardua impresa…

















