

Nella prossima tornata elettorale con ogni probabilità assisteremo all’ennesimo passaggio del “pilota automatico” in mano alla coalizione o movimento o “governo del presidente” di turno! Per pilota automatico mi riferisco al solco sempre più profondo scavato dalle “riforme di-strutturali” che ci chiede l’EUROpa! Non ci sarà infatti alcuna significativa deviazione dal modello neoliberista, proprio perché mai nei dibattiti o nei programmi elettorali è stato messo seriamente in discussione. Ma questo non significa necessariamente che votare è inutile!
Probabillmente se uno volesse avere chiarezza e impegno nella realizzazione dei programmi presentati dai partiti dovrebbe scegliere il PD, al quale va riconosciuto di dire le cose come stanno: loro hanno fatto e continueranno a fare l’interesse dell’EUROpa! E per chi pensa che stia esagerando può leggere messe nero su bianco le affermazioni fatte QUI!. Infatti l’Italia nei progetti EUROpeisti potrà continuare a esistere solo come entità geografica, senza popolo, senza una cultura che la identifichi e la tenga unita! Sappiamo bene che la sinistra è internazionalista, ma si va ben oltre sciogliendo nell’acido il concetto di nazione in nome di un progetto cosmopolita non ben definito o più paradossalmente definibile addirittura come ultranazionalista, visto l’esplicita tendenza a creare di fatto una supernazione europea a guida tedesca! In entrambi i casi cosa ci sarebbe di sinistra in tutto ciò?
Purtroppo questo programma sistematico di demonizzazione dello Stato democratico costituzionale (identificato spesso e volentieri come nazionalista, quindi retaggio del passato da cancellare) senza al contempo riferirsi mai ai trattati europei e all’euro come possibili concause dei nostri mali è comune un po’ a tutti i partiti (perlomeno a quelli che potrebbero andare al governo) e alle coalizioni. Eppure sempre più voci mettono in evidenza la necessità dell’Italia di programmare UN’USCITA ORDINATA DALL’EURO.
Dobbiamo capire che riferirsi al ripristino dello stato sociale come previsto dalla Costituzione non è un’utopia, come invece vogliono farci credere le forze regressive rappresentate in Italia soprattutto da quei politici che parlano di “coperture” o di “promesse serie” perché realizzabili alla luce dei dettami euroimposti: chissà, magari per questi personaggi i padri fondatori che l’hanno scritta dopo oltre 20 anni di dittatura e una guerra devastante pensavano di vivere su Marte o sulla Luna e non invece in un paese che amavano e volevano ricostruire guardando al futuro! Mi piacerebbe sapere in che modo i Trattati europei sono compatibili con la nostra carta costituzionale o con una qualsiasi altra costituzione nata nel dopoguerra. E vorrei anche sapere in che cosa i Trattati sovranazionali sono superiori alla Costituzione, cosa i cittadini ci hanno guadagnato in diritti e dignità e sicurezza dalle RIFORME che da essi derivano e quali sarebbero le necessità ineludibili per andare avanti su una strada che ha portato a rendere la crisi un metodo di governo con cui imporci ogni cosa.
Fino a pochi mesi fa sembrava ancora possibile un’alleanza trasversale tra forze politiche che puntavano al recupero della sovranità statale liberandosi dai vincoli europei e dall’euro. Mi riferisco in particolare al m5s e alla Lega, che invece in queste elezioni sono schierati su versanti opposti. Non sono le coalizioni di centro destra e di centro sinistra a contrapporsi realmente al movimento, ma le rispettive posizioni sull’UE e sull’euro. Di Maio ha dichiarato che non è in discussione né l’uscita dall’euro, né la permanenza dell’Italia dentro l’Unione europea. Loro andranno in Europa e se necessario metteranno in discussione le regole che penalizzano l’Italia ( ma non l’avevamo già sentita da qualcun altro questa? Leggi QUI e QUI ) e faranno investimenti pubblici spendendo a deficit e tagliando gli sprechi ( na’ novità! Il bello verrà quando scopriremo QUALI sarebbero gli sprechi da tagliare)! InZomma pare proprio un PD che va e uno che viene… Mi spiegate voi in cosa sono diversi dai vecchi sognatori di un’Europa perduta che ritroviamo nei soliti partiti? Ma credono davvero che il sogno, ormai incubo conclamato, possa continuare ancora a lungo prima che la gente si svegli bruscamente? Ma davvero Di Maio vorrà fare la fine del Renzi Greco come spiegavamo QUI! ?
Di contro Salvini ha mantenuto la sua posizione di critica sull’UE e sull’euro candidando nel suo partito persone come Borghi e Bagnai che hanno sempre portato avanti un’informazione scientifica qualificata sulle criticità della moneta unica. Tutto ciò sembra venire vanificato dall’alleanza con Berlusconi, presentata come inevitabile proprio a causa della legge elettorale. Se arriveranno al 40 percento e la Lega sarà il primo partito della coalizione Berlusconi terrà davvero fede a quest’alleanza quando arriverà il momento di programmare e contrattare un’uscita dall’euro? Non lo so e sinceramente sono arrivato alla conclusione che è poco ortodosso considerare questo problema ora. Quello che a me interessa è che persone serie come il professor Bagnai, dopo aver portato il dibattito scientifico sull’euro in TV e nei giornali citando i dati e proponendo soluzioni, ora possano portarlo anche in parlamento e all’interno delle istituzioni europee.
Degli sprechi, della casta, dei privilegi, del “noi cambieremo le regole”, del “taglieremo il debito pubblico”, ecc., ecc.,… a me sinceramente non frega un accidente! Solo chi dice la verità mettendo al centro del dibattito politico l’origine dei nostri mali attuali ha la mia fiducia!
Altre formazioni politiche minori possono incidere positivamente prendendo posizione su questa problematica che riguarda tutti, partiti di destra o di sinistra, perché la democrazia esiste solo dove il popolo ha la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, ma in questo contesto eterodiretto ciò è impossibile. Mi riferisco a partiti come Potere al popolo ( Qui il programma) o il partito comunista di Rizzo (Qui il programma) o sul versante dell’estrema destra Casa pound. Tutte queste formazioni nel loro programma pur con le dovute distinzioni, considerano necessaria l’uscita (o perlomeno mettono fortemente in discussione) dell’Italia dall’unione europea e dall’euro per liberarsi dal giogo del sistema finanziario.
Concludo riepilogando il mio pensiero: la scelta in queste elezioni non è fra destra, sinistra o m5s, ma fra continuare a rafforzare il modello liberista che ci ha indubbiamente portato sul baratro attuale o dare un segnale forte di opposizione a questo modello votando forze politiche che apertamente lo vogliono cambiare. Fra le forze di governo, pur con tutte le sue contraddizioni, vedo solo la Lega come detto sopra. Seguono però formazioni minori, che hanno un programma condivisibile di recupero dei valori Costituzionali. Perlomeno il partito unico dell’euro che ha governato l’Italia per decenni non è più l’unica opzione! E quando il pilota automatico finirà nelle mani giuste sicuramente smetterà di funzionare e l’Italia verrà di nuovo guidata da politici scelti dal popolo in funzione dei propri interessi e degli interessi reali dell’Europa, perché la convivenza pacifica è realizzabile solo in un contesto democratico di equità sociale. Essi, i padroni, vinceranno certo, ci mancherebbe altro, ma è un gioco di breve durata visto il punto in cui il sistema è arrivato. Speriamo che ci sia davvero un fronte politico e democratico trasversale pronto a guidare il nostro paese prima della caduta nel baratro!










