Contro l’Isis che verrà

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« Come mai sei caduto dal cielo,
astro mattutino, figlio dell’aurora?
Come mai sei atterrato,
tu che calpestavi le nazioni? »                                                                                                                                                       Is. 14,12

Calpestava le nazioni…violava la loro libertà, le schiacciava sotto il peso delle menzogne e dell’ingiustizia! Secondo alcuni esegeti della Bibbia era il re di Babilonia il “Lucifero” che Dio scacciò dal Paradiso a seguito della sua ribellione. Fu l’arcangelo Michele a sconfiggerlo facendolo precipitare verso la terra: il suo nome significa «Chi è come Dio?» e poiché nessuno è come l’Onnipotente, l’Arcangelo combatte tutti coloro che si innalzano con superbia, sfidando l’Altissimo! Questa breve disgressione biblica ci introduce all’argomento del post: quali sono le cause che stanno dietro i recenti attentati terroristici che con sempre più frequenza colpiscono i paesi europei (e non solo)?

Per prima cosa riflettiamo sul fatto che lo stato islamico è l’effetto, il sintomo, ma non la causa che porta al conflitto tra i popoli! Sconfiggerlo non rappresenterà la fine del terrorismo,  radicato su forti ingiustizie sociali che richiederebbero grandi investimenti sui diritti, unici e veri garanti della pace e del dialogo. Siamo lontanissimi da questo perché oltre alla fine degli Stati si può parlare della fine dei popoli: si mira a creare una base sociale degradata per far perdere alle ex-nazioni ogni forma d’identità e di possibile riscatto. La ricchezza e la diversità dei popoli infatti si può mantenere solo se è forte l’identità culturale che li caratterizza, perché è nel riconoscere le differenze che si può iniziare il dialogo e non certo nella nullificazione che mette tutti e tutto sullo stesso piano e cancella ogni etica e ideologia. Esempio in tal senso è il Belgio, che è anche uno dei paesi più colpiti dal terrorismo. Qui, per tenere insieme una società sempre più multiculturale, si è imposto il laicismo. Invece di promuovere la conoscenza reciproca delle culture, hanno – ad esempio – rinominato le vacanze scolastiche di Natale come “vacanze d’Inverno”, o  la festa di tutti i santi è diventata “congedo d’Autunno” e le vacanze di Pasqua sono  “le vacanze primaverili”. In realtà questa pseudo-tolleranza invece di integrare e accogliere è servita solo a creare quartieri-ghetti dove i musulmani sono la maggioranza e dove ci sono veri e propri «centri di reclutamento per jihadisti». Chi di fatto è dis-integrato, cioè sfruttato e rifiutato, riversa la sua rabbia in ideologie estremiste. Perciò in Stati come il Belgio o la Francia, dove l’immigrazione è stata massiccia e l’integrazione non ha mai funzionato, possiamo forse già ora parlare di “guerra civile permanente”.  Leggi di Più: Belgio, perché proprio qui il terrorismo islamico | Tempi.it

Al mix esplosivo che porta alla violenza e favorisce i germi del terrorismo contribuiscono le politiche economiche euro-imposte che hanno come fine lo sfruttamento dei lavoratori-merce e la cancellazione dello stato sociale. Accogliere rifugiati in centri d’accoglienza lager o dare loro un welfare d’accoglienza momentaneo, – visto dai cittadini come parassitario – e destinato nel tempo ad inserire gli immigrati in meccanismi di lavoro volti allo sfruttamento che non danno prospettive di vita dignitose, a quali risultati potrà portare? La realtà è che non c’è LAVORO VERO neanche per i cittadini comunitari come certificano i dati allarmanti sulla disoccupazione. L’Italia ad esempio, dovrebbe avere un tasso di disoccupazione ufficiale attestato intorno al 11,6%, ma nasconde il vero effetto della precarizzazione selvaggia del lavoro dietro metodi di statistica usati dall’Istat alquanto discutibili: se andate nel sito Istat, nella sezione FAQ potete leggere che nelle indagini sull’occupazione viene considerato occupato chi nella settimana dell’intervista ha lavorato almeno un’ora! Ora pensate all’uso spropositato dei voucher che ha raggiunto livelli da record mondiale e provate a ricalcolare quell’11,6%( che già è un dato allarmante) considerando i tanti “occupati” a mezzo voucher per “almeno un’ora a settimana!!!”

I dati sull’efficacia delle riforme non finiscono qui come potete leggere sull’articolo del Sole 24 ore ore di cui riporto degli stralci sotto:

“Per trovare dati così brutti bisogna tornare indietro di un secolo, al triennio 1916-18, e in particolare al 1917, con la doppia strage della Grande Guerra da una parte e della pandemia di letale influenza Spagnola dall’altra. Secondo il demografo Gian Carlo Blangiardo, docente all’Università di Milano Bicocca, a fine 2015 sono ben 150mila gli italiani che mancano all’appello rispetto all’anno precedente.” – ” Innanzitutto c’è il crollo delle nascite, che già nel 2014 ci aveva fatto toccare il record negativo della peggior natalità dal 1861, anno dell’Unità d’Italia”- “… questo studente, una volta laureato, non trovando soddisfazioni professionali in Italia se ne scappa in Germania, Gran Bretagna o Stati Uniti, e con le sue competenze crea valore in quelle economie (versando in quegli Stati esteri i suoi contributi previdenziali). Ecco che i 100mila euro italiani serviti a formare quel professionista italiano che non trova lavoro nel nostro Paese volano oltreconfine. Forse per sempre.” – “Anche sul fronte immigrazione non c’è molto da sorridere. Il contributo netto dei movimenti migratori è in drastica caduta,… «Un fenomeno che solo nel recente passato è stato sino a dieci volte più rilevante – continua l’esperto – e che deve il suo ridimensionamento sia alla minore attrattività dell’Italia nel panorama della mobilità internazionale (escludendo doverosamente sbarchi e transiti), sia alla crescente “fuga” di nostri connazionali». ” – “«per trovare un’analoga impennata della mortalità, con ordini di grandezza comparabili, si deve tornare indietro sino al 1943 e, prima ancora, occorre risalire agli anni tra il 1915 e il 1918». Alle due guerre mondiali, insomma. Se confermato, quello del 2015 sarebbe un triste primato in tempo di pace. Ma soprattutto, andrebbe spiegato a fondo.”

Vi ricordate forse di  QUELLO che parlava dei “più grandi successi dell’euro?”. Ebbene ormai anche l’Italia può tranquillamente vantarsi di essere diventata un successo: l’impoverimento a cui ci hanno sottoposto sta creando l’humus fertile a nuove e devastanti realtà! Non si può pretendere che la gente faccia figli dove il domani, prima garantito da un lavoro stabile e dignitoso, è lasciato alla mercé del mercato, che detta e impone regole disumanizzanti. Se la gente non vive tranquilla anche la salute diventa un problema, oltre al fatto che comprimendo la spesa pubblica la prevenzione e gli esami ad essa necessari sono ormai un lusso per i più. Spaventosa è  la comparazione che viene fatta fra la mortalità odierna – alla quale aggiungerei la distruzione della ricchezza, cioè del pil italiano, paragonabile solo a quella fatta dalle guerre – e i morti dovuti alle due guerre mondiali del secolo passato!  Tutto ciò lungi dall’essere un problema è in realtà  l’effetto voluto dalle riforme, volte in via prioritaria alla deflazione salariale: scaricare sui salari dei lavoratori la competitività significa in pratica precarizzare il lavoro, renderlo MERCE a basso costo al servizio del CAPITALE!

Funzionale a queste SAGGE politiche di privazione dei diritti sociali è l’arrivo massiccio di profughi, da utilizzare come forza lavoro a basso costo in competizione con le popolazioni europee. Si tratta appunto dei cosiddetti “migranti economici”, quelli che venivano “esclusi” dall’articolo sopracitato, che parlava invece di diminuzione dell’immigrazione qualificata. Possiamo immaginare che gli esseri umani che vengono spinti verso l’Europa siano prima accuratamente informati del “PARADISO” che li aspetta nei nostri Stati: a loro sarà stato presentato un sistema di accoglienza e di diritti che a noi viene velocemente tolto, considerato al più come privilegio che non possiamo permetterci (causa sprechi, debito, corruzione e amenità simili)! Come dicevamo sopra i paesi europei non hanno previsto nessuna politica d’accoglienza volta a realizzare un’integrazione reale o magari anche solo parziale. Del resto tali politiche sono impossibili nel modello economico neoliberista, che mira esclusivamente a tagliare lo stato sociale per portare tutti i cittadini all’impoverimento diffuso, grazie alla ricetta che favorisce l’alta disoccupazione funzionale al taglio dei salari! Per tutti noi, immigrati inclusi, c’è pronto un destino da lavoratori-merce e questo comporterà e comporta già ora una tensione crescente tra le popolazioni locali impoverite e i “nuovi”  lavoratori immigrati in cerca di una prospettiva di vita migliore, ma  destinati purtroppo a ricadere nello sfruttamento e nel rifiuto da cui sono scappati. La rabbia non può che salire in queste condizioni e spingere psicopatici depressi ad abbracciare prospettive integraliste e violente. Esse possono essere una conseguenza dell’odio cieco a cui ci costringono: poveri contro poveri chiusi in una gabbia d’ingiustizia senza prospettive di salvezza. Le organizzazioni terroristiche sanno bene che il “modello occidentale”, laddove non crea integrazione,  contribuisce ad alimentare l’odio e la disperazione e sfruttano chi è più facilmente manipolabile con slogan ed inni volti a spingere al reclutamento e alla vendetta. I governi occidentali sotto la stretta dell’austerità fiscale non hanno nessuna concreta possibilità di modificare l’assetto sociale d’accoglienza con politiche d’integrazione. Politiche peraltro che sarebbero comunque impossibili in questo contesto incontrollabile e senza filtri, che sembra mirare ad una parziale sostituzione razziale dei nostri popoli e a travasare il welfare modello Bangladesh in Europa! Se le cose stanno veramente così perseguiranno la strada dell’israelizzazione dei paesi europei, cioè si trasformerebbe l’Europa in una grande israele con un sistema militare volto a controllare una minoranza interna in modo restrittivo. Chiaramente questo non sarà la cura del terrorismo, ma garantirà la presenza dell’integralismo e uno stato di guerra  permanente senza vinti ne vincitori. L’unica nota positiva in questo contesto disperato è che stanno facendo le cose troppo velocemente per non commettere errori: schegge impazzite con interessi contrastanti governano le nostre vite e la mancanza di razionalità delle loro scelte potrebbe rapidamente far cadere il castello di carte traballante che è l’Unione Europea e le sue sempre più assurde e insostenibili politiche d’austerità. Speriamo quindi, contro l’affermazione del terrorismo, che esistano in Europa e in Italia forze politiche in grado di riaffermare con forza le Costituzioni democratiche del dopoguerra, uniche garanti dello stato sociale e della dignità umana, rimedi concreti ai mali dello sfruttamento e dell’ingiustizia.

2Corinzi 11:14-15

14 Non c’è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. 15 Non è dunque cosa eccezionale se anche i suoi servitori si travestono da servitori di giustizia; la loro fine sarà secondo le loro opere.

Ma i fuurrrbi finiranno in bocca al lupo?

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Niente provoca più danno in uno Stato del fatto che i furbi passino per saggi.
(Francis Bacon)

Guardando in modo distaccato, cercando di non inca…volarsi o disgustarsi troppo, quasi si prova pena (in fondo è Natale) per un governo destinato al karakiri politico: hanno promosso chi più ha fallito (vedi alla voce Alfano e/o Boschi) e sinceramente non vorrei essere nei loro panni! Bisogna piuttosto ricordarsi le parole di Monti  – crudelmente sincero a causa della sua fede cieca e incrollabile  nel dio mercato – quando diceva che le istituzioni europee, come la Commissione europea o la BCE, erano state volutamente tenute  “al riparo del processo elettorale” per imporre le riforme contro l’interesse dei cittadini e a servizio esclusivo delle élite della finanza!

Quando tra gli imbecilli ed i furbi si stabilisce una alleanza, state bene attenti che il fascismo è alle porte.
(Leonardo Sciascia)

I governanti che si muovono all’interno di questo sistema non sono altro che figuranti, sacrificabili alla bisogna sull’altare dell’euro. Del resto spazi politici alternativi NON CI SONO ne possono esserci in un sistema dove il voto non conta niente! Ecco il motivo per cui si ripropone un remake-governativo dove ben che vada, anche si andasse davvero alle elezioni, questi figuri otterrebbero si e no un 20% dei voti  dai soliti EUROi dell’euro, che esistono e sono fra noi indipendentemente dall’evidenza fattuale dei disastri realizzati dai loro beniamini. Non si tratta quindi di scelte politiche dettate da esigenze democratiche quelle che garantiscono la continuità al “governo Monti IV”: hanno semplicemente cercato di mantenere la democrazia formale, quella fondata sull’apparenza, a totale discapito di quella sostanziale, fondata invece sui diritti (prima) garantiti dalla Costituzione. Peccato però che ormai non si salva più neanche la forma e iniziano ad aver paura che la farsa si trasformi in tragedia. Una tragedia politica che si è già concretizzata nell’esito del referendum. Ora è inevitabile che le scelte di totale asservimento e continuità con i precedenti governi clone porteranno ad ingigantirsi a dismisura il malcontento popolare!

Basti pensare alla questione banche e a quella più emergenziale di MPS! Ormai è quasi certo che il governo dovrà nazionalizzare MPS andando velocemente a garantire con soldi pubblici (via tagli e tasse) i 4 miliardi mancanti entro la fine dell’anno. Ma se i 4 miliardi dovessero non bastare, se servissero appunto cifre nell’ordine dei 10-15 miliardi per garantire il sistema bancario, allora l’Italia sarebbe costretta ad accettare i fondi ESM con la conseguenza inevitabile di farsi scrivere le prossime leggi finanziarie direttamente dalla troika. Da quel momento il cosiddetto “vincolo esterno”, cioè l’euro a cui l’Italia ha scelto di aderire andando contro i propri interessi e la propria costituzione, diventerebbe di fatto un “vincolo interno”, sostituirebbe quel minimo di democrazia residua che i figuranti al governo ancora hanno e che si giocano ogni volta che ci sono nell’aria le elezioni: bonus di 80 euro, rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, abolizione dell’IMU prima casa….Tutto si giocherà a muso duro e a carte scoperte, senza escamotage elettorali! Non che ci siano mai stati complotti per nascondere alcunché e non c’è stato solo Monti a spiegare come funziona il sistema dell’UE. Esemplare  è il cosiddetto “metodo Junker”, attuale ri-presidente dell’UE, che spiegava il LORO metodo di governo:

“Prendiamo una decisione, poi la mettiamo sul tavolo e aspettiamo un po’ per vedere che succede. Se non provoca proteste né rivolte, perché la maggior parte della gente non capisce niente di cosa è stato deciso, andiamo avanti passo dopo passo fino al punto di non ritorno”.

Oggi anche se tanta gente ancora non capisce niente di quello che sta accadendo, grazie soprattutto alle mezze verità portatrici di enormi menzogne con cui ci ammaestrano i media, le proteste e le rivolte sono sempre più probabili: tolta ogni precauzione vanno avanti con i loro piani  mettendo un tappo alla pentola a pressione e aspettando l’inevitabile fine dell’euro. Il massimo dei danni possibili, fino all’ultimo senza scrupoli, con i soliti geni al governo che stavolta andranno a finire direttamente in bocca al lupo. Loro saranno il capro espiatorio, quelli che guidati dalla luce del Dio Euro e ben incollati alla lussuosa poltrona dove appoggiano comodamente il deretano non si accorgono che la nave sta già affondando! Ci sono poi i fuuuurrrbiii, quelli che sanno (e sapevano) quello che sta accadendo e pensano bene di prendere le distanze senza la minima ammissione di responsabilità! LORO rimarranno a garantire il sistema, rappresentano quella classe dirigente ben addestrata da usare alla bisogna. Ma usciranno indenni dagli esiti imprevedibili che ci prepara il prossimo futuro?

Siamo sicuri che ci sia qualcuno disposto a togliere il tappo per far defluire l’enorme pressione accumulata dalla gente sotto il peso delle menzogne e delle angherie a cui ci hanno sottoposto fino ad ora? Siamo sicuri che ci sia un partito o movimento disposto davvero ad andare alle elezioni per cambiare le cose e dare speranze concrete alla gente? Non credo! I figuranti attuali, soprattutto quelli che credono ciecamente in quello che fanno, al cosiddetto “più EUROpa”, sono il meglio (o il peggio) che offre il mercato. A loro il compito di prendersi in faccia il coperchio della pentola a pressione quando esploderà. A noi cittadini, passata la tempesta, non resterà che sperare in un ripristino della legalità costituzionale, aprendo bene gli occhi per non lasciarsi di nuovo ingannare dai soliti fuurrbi, quelli che non hanno mai colpe e (dicono) in buona fede cercano di “fare la cosa giusta” decidendo al nostro posto cosa è giusto o sbagliato per il futuro.

Mao Tse-tung in situazioni del genere avrebbe detto: “Grande è la confusione sotto il cielo, perciò la situazione è favorevole”. Aspettiamo fiduciosi lungo la riva del fiume…

L’Italia come la Grecia

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Era il settembre 2011 quando Monti diceva su La7 nella trasmissione di Gad Lerner L’infedele: “Stiamo assistendo al grande successo dell’euro, e qual è la manifestazione più concreta del grande successo dell’euro? La Grecia“. Atene colava a picco e già si annusava la crisi per tutta l’eurozona, ma Monti era certo che l’esempio della Grecia fosse da seguire. Ecco spiegato il motivo: “Perché l’euro – aggiunse il professore – è stato creato per convincere la Germania che attraverso l’euro e i suoi vincoli la cultura della stabilità tedesca si sarebbe diffusa a tutti. Quale caso di scuola si sarebbe potuto immaginare migliore di una Grecia che è costretta a dare peso alla cultura della stabilità e sta trasformando se stessa?” Cit. tratte da Il Giornale! Per quelli che hanno lo stomaco forte e vogliono vedere in pratica che grande successo l’euro a guida tedesca ha realizzato in Grecia, cliccate su “il più grande successo dell’euro”.

Vi ricordate che a seguito di un referendum a cui i greci votarono in massa contro l’austerità, ricevettero invece pesanti commissariamenti dalla troika imposti dai diktat tedeschi?  Leggiamo i dati tratti da wikipedia: Il Ministero degli interni greco ha comunicato i dati definitivi con la vittoria dell’NO (OXI) con il 61,3% con 3.558.450 voti, mentre il fronte del SI ha ricevuto 2.245.537 voti con il 38,69; con una partecipazione al voto di 6.161.140 cittadini, pari al 62,5% degli aventi diritto. E il Renzi greco se ne uscì con queste dichiarazioni:

Subito dopo i leader politici hanno fatto le prime dichiarazioni dopo il voto, tra questi Alexīs Tsipras:

« I greci hanno fatto una scelta coraggiosa, che cambierà il dibattito in Europa. […] La Grecia da domani vuole sedersi di nuovo al tavolo delle trattative: vogliamo continuarle con un programma reale di riforme ma con giustizia sociale e dobbiamo “riarticolare” la questione del debito. »
(Alexīs Tsipras)

Sappiamo poi come è andata e purtroppo ora tocca a noi. L’Italia è un grande paese e certamente le conseguenze di un commissariamento così esplicito sarebbero imprevedibili. Però ho dubbi che si faranno molti scrupoli ad andare avanti!

Riassumendo il teatrino pro-EUROpa: abbiamo un PdR che dice che alle elezioni senza cambiare la legge elettorale non si può andare! Eppure proprio lui nel maggio 2015 firmò l’Italicum senza nulla profferire come potete leggere QUI!

La Consulta si esprimerà solo il 24 Gennaio e nel frattempo la memoria corta degli italiani, con le acque ben intorbidite dai soliti media pro-regime, avranno sistemato ben benino la questione elezioni anticipate. Ci andremo, certo, alle elezioni,ma non seguendo l’onda del voto referendario! Ciò accadrà piuttosto quando sto fantasma di governo, completata la svendita dell’Italia, verrà travolto dall’onda del malcontento popolare arrivato all’apice della sopportazione! Ora ai mercati interessa soprattutto che venga ratificata la soluzione “giusta” sulle banche italiane: ricevere aiuti di stato, via fondi ESM, su modello (esemplare nei risultati – vedi sopra) della Grecia. Per questo motivo Renzi ha detto: ” O governo di tutti o elezioni anticipate”! Visto che stanno per far commissariare l’Italia dalla Troika ( o da simili e assimilabili istituzioni) con conseguenti devastanti richieste di ulteriori e folli austerità, occorre spalmare la mer… ehm responsabilità politica di tale capolavoro patriottico su tutti i partiti. Pare (addirittura!) che neanche forza italia ci voglia stare, quindi Mattarella riproporrà un governo Renzi-bis con presidente del consiglio un ministro: se sarà Padoan la svendita al peggior offerente è garantita. Probabilmente però sceglieranno  una nullità politica, un non-ministro- non -presidente del consiglio, come se potessero davvero credere di salvare politicamente il PD e compagnia bella da ciò che stanno per fare!!! Renzi ha lasciato in eredità al PD solo macerie e agli italiani idem del loro paese. Qualsiasi fantasma o ectoplasma si presterà a garantire la continuità al governo attuale per portare avanti la cessione del sistema bancario italiano a danno di tutti i cittadini, poco importa. Alla stupidità non c’è mai fine, ma se ti danno martellate sui piedi è difficile che non ti svegli dal torpore che fino a ieri ti spingeva a credere alle assurdità che tali personaggi ti vendevano come oro! E dopo l’adesione ai fondi salva stati TUTTO sarà possibile! Ricordo che l’Italia ha versato dal governo Monti in poi oltre 60 miliardi di euro per ricapitalizzare le banche degli altri (quelle francesi e tedesche in primis) e oggi non può spendere 1 euro di soldi pubblici per sostenere un sistema bancario stremato dalla crisi: la gente perde lavoro, le imprese chiudono e non pagano più mutui o finanziamenti. Grazie all’austerità imposta dall’Europa e dall’euro abbiamo accumulato nel sistema bancario una montagna di sofferenze e ci chiedono, invece di farci uscire da sto sistema folle e recessivo, di accettare soldi vincolati ad ulteriori austerità. Pensate solo al fatto che le banche italiane NON hanno ricevuto aiuti pubblici (MPS a parte) mentre la sola Germania dal 2008 ha versato 290 miliardi di euro per sostenere il proprio sistema bancario. Per non parlare poi dei soldi che NOI ITALIANI, grazie a Monti e ai suoi degni successori (Letta e Renzi) abbiamo continuato a versare per le loro banche altrimenti fallite!

L’unica nota positiva è che si è ricominciato a parlare di uscita dall’euro e di possibili alleanze in tal senso: Lega e M5S potrebbero avere i numeri per un governo che punti a recuperare sovranità e indipendenza per l’Italia. Sul telegraph l’intervista a Claudio Borghi! Sono solo sogni visto che il M5S non ha mai manifestato la volontà di uscire dall’euro parlando so lo di un fantomatico referendum. Ci sarebbero però le”correnti” o roba simile: se Grillo dimostrasse di non essere il piano B del sistema (Cit. Alberto Bagnai) e decidesse di far pesare i suoi voti a favore del recupero di sovranità sarebbe un bel colpo per gli euristi. A loro piace vincere facile ma credo gli rimanga poco tempo prima dell’inevitabile fine dell’euro! La baracca politica malcostruita per sostenere “il più Europa” è crollata (o perlomeno è gravemente lesionata) sotto il voto del referendum costituzionale. Gli italiani possono sopportare tre governi e più al servizio del sistema finanziario, ma sembrano mal digerire un SI netto e a scatola chiusa, un salto  verso il buio di pseudocambiamenti mai definiti, che manifestano con fin troppa chiarezza la fretta di togliere di torno i fastidiosi residui della democrazia mantenuti  in vita dalla nostra costituzione. Sarebbe già tanto che a noi comuni cittadini  rimanesse in mano qualcosa per ricostruire le nostre vite, affidandole a persone che non hanno voltato le spalle al loro paese nel momento del bisogno.

…rientreranno dalla porta senza neanche bussare!

Adesso ricordiamoci che ESSI ciò che esce dalla porta lo fanno sempre rientrare…DALLA PORTA (e non mi riferisco a Renzi)!!!

porta

Il capo dello stato avrà come priorità quella di rassicurare l’Europa dell’Euro (che nulla centra con quella dei popoli), mettendo a capo di un governo del presidente una solita figura “di garanzia” affinché nulla cambi per i cittadini martoriati dalle Riforme DI-strutturali. Le divisioni delle opposizioni saranno l’ulteriore garanzia che nel caos la fregatura rimanga stabile come dicevamo QUI!

Sarà importantissimo il parere che la Consulta deve esprimere sull’Italicum, decisione che era stata rimandata proprio per attendere l’esito del referendum. Lo stesso Napolitano aveva invitato il governo ad apportare modifiche alla legge elettorale ed è opportuno ricordare che il documento  prodotto è stato firmato anche da esponenti della minoranza dem come Cuperlo!

Vedremo se le forze politiche che hanno deciso di affidarsi all’esito referendario adesso si adopereranno per abrogare definitivamente l’Italicum, con l’auspicato appoggio della Corte costituzionale! Questa potrebbe rappresentare una possibile unità nelle opposizioni e risultare l’unica forma di rispetto verso la Costituzione, di fatto cancellata da anni dalle norme sovranazionali liberiste!

In attesa che arrivino le 10 piaghe d’Egitto per punirci dell’avventata decisione di votare NO, meglio dunque osservare con attenzione le scontate decisioni che verranno prese a livello istituzionale per garantire la continuità del sistema.  Ricordiamoci che la “verità ci rende liberi” e ci permette di andare oltre la banalità delle menzogne che giornalmente ci rifilano. Guardarli mentre rientrano dalla porta, fargli sapere che “sappiamo” quali sono i nostri diritti e che cosa vogliamo per il nostro futuro, è la migliore arma che abbiamo per difendere la democrazia e spingere i partiti a fare i nostri interessi.

Il NO ha già vinto, ma la rotta prosegue barra a dritta verso il disastro…

titanic

Renzi per essere uno che si è messo alla guida del Titanic Italia pochi istanti prima dello scontro con l’iceberg al motto di “macchine avanti tutta!”, ebbene sì, ha durato fin troppo! Segno che le èlite della finanza che hanno l’unico interesse di completare la svendita del nostro paese e lo smantellamento delle tutele sociali lo ritenevano – populisticamente parlando –  un imbonitore efficace in grado di rifilare le peggiori pozioni al prezzo più alto possibile (per noi poveri cittadini)! Ora, come si dice dalle mie parti, –a discòre nè fadìga – cioè a parlare non si fatica, piuttosto è difficile realizzare le cose che si promettono, soprattutto quando le vere intenzioni sono esattamente l’opposto di ciò che si vuole far credere: la crescita, l’occupazione, l’Italia che riparte!  Tutte cose che non possiamo vedere neanche con un telescopio spaziale ed è proprio il caso di dire che qui le chiacchiere stanno a ZERO! Quindi Renzi a forza di spararle troppo grosse sta ora per fare la fine ” del zzumàru che carègia al vì e beve l’acqua“, dove il “somaro” è appunto una persona poco accorta che non riesce più a trarre profitto dalle cose che fa. Preciso, se non si fosse già capito dal titolo, che il discorso qui fatto dà per scontato che il 4 dicembre vinca il NO e si basa su alcuni fatti: i mercati, quelli che fino a pochi giorni fa sembravano pronti ad esplodere minacciando crisi bancarie imminenti in caso di vittoria del NO al referendum, battono segno sostanzialmente positivo! Eppure niente è accaduto per far pensare ad un voto a favore del SI. Lo stesso Economist, o l’angioletto protettore dell’UE Monti, pensano che “l’Italia dovrebbe votare NO al Referendum”, precisando che  comunque sarebbe importante non andare a nuove elezioni portando avanti la legislatura con un governo di larghe intese o un governo tecnico come dicevamo nel blog qualche articolo fa.

Quindi a poco serviranno le ultime cartucce, a salve, sparate dal governo Renzi con il solito appoggio dei sindacati CGIL, CISL e UIL: un NON accordo – visto che ancora deve essere approvato dall’ARAN – che con gli 85 euro medi di aumento andrà in realtà a sostituire o compensare il bonus di 80 euro di cui già usufruiscono circa 800mila dipendenti pubblici! Sulla sostanza di tale “accordo sul pubblico impiego” parleremo in altro post, è qui utile riflettere come sindacati che a parole si schierano per il NO al referendum Costituzionale, nei fatti si prestano a fare uno spot pre-elettorale clamoroso a favore del SI!

Ma ritorniamo ad ESSI: se ci dicono a chiare lettere che se vincesse il NO nulla cambierebbe, ebbene questo deve preoccuparci fin da subito. Le ragioni del NO, dei movimenti politici e civili a sostegno dell’attuale costituzione, tutti dovrebbero puntare compatti ad una nuova affermazione di sovranità nazionale, respingendo con forza le minacce che l’Europa dell’euro e della finanza ci faranno per imporci solite e scontate soluzioni politiche di comodo. Ma ESSI sanno già che le divisioni prevarranno e c’è ben poco da sperare: se il cambiamento verrà, i venti soffieranno da fuori dei nostri confini e noi come al solito  verremo travolti subendone le conseguenze.

Là dove il SI suona…anche Renzi sa spiegare le ragioni del NO!!!

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Nella Divina Commedia Dante si riferisce agli italiani come “le genti del bel paese là dove ‘l sì suona, (Inferno XXXIII)  in un’epoca in cui il concetto d’Italia come nazione e come popolo non esisteva. Eppure Dante viene qui associato al tricolore, considerato padre della lingua italiana e in un certo senso anche della patria. Perché per Dante attraverso la lingua si fonda l’identità di un popolo ed il SI è visto come il nucleo che accomunava le genti del bel paese!

In questi giorni il SI è tornato alla ribalta, soprattutto nelle parole di un altro fiorentino, Renzi, che vorrebbe spingere gli italiani del bel paese a votare a favore della sua Riforma. Eppure, nelle sue innumerevoli apparizioni a reti teleaudiofoniche unificate Renzi ha anche più volte spiegato perché è sempre più necessario votare NO al referendum costituzionale del 4 dicembre, con motivazioni inconfutabili. Non sto scherzando, infatti il premier sta snocciolando una dietro l’altra le principali motivazioni a sostegno del NO contro la (sua) riforma costituzionale. Premetto che per chi scrive (cioè IO) votare NO significa prima di ogni altra cosa dire NO all’euro e all’UE, alle sue regole economiche irrazionali e antidemocratiche. E solo l’applicazione della nostra Costituzione che mette al primo posto i diritti sociali, a partire dal lavoro e da politiche di piena occupazione, è in grado di riportare l’Italia sulla strada del benessere e della crescita.

Ma elenchiamo velocemente “cosa” dice Renzi riguardo a quello che non funziona in questa Europa: – “Mettiamo il veto al bilancio europeo…l’Italia è contributrice netta a tale bilancio, ogni anno versiamo 20 miliardi di euro e ne riceviamo indietro solo 12…Quindi l’Europa non può lasciarci soli nell’affrontare il problema terremoto e immigrazione guardando lo zero virgola del nostro deficit se no… forse… però… bla, bla, bla…”.

BRAVO RENZI, SPIEGA BENE AGLI ITALIANI COSA FINANZIAMO CON I TAGLI E LE TASSE CHE HANNO QUASI RASO AL SUOLO LA PARTE PRODUTTIVA DEL PAESE.

L’assurdo è che con la riforma vogliono ridurre i parlamentari mettendo a bilancio 50 milioni di risparmio all’anno, mentre in Europa sono anni che manteniamo la doppia sede del parlamento europeo, a Strasburgo e Bruxelles, che all’Italia costa oltre 200 milioni di euro all’anno. Tale organo, pur se eletto direttamente dai cittadini, ha funzioni limitate: basti pensare che il patto di stabilità è controllato PREVENTIVAMENTE dai buuuu-rocrati della Commissione europea, organo non eletto, che in piena autonomia dice e disdice imponendo le regole e minacciando la troika come e quando vuole! Riguardo poi i famigerati “fondi europei” che l’Italia non sarebbe in grado di spendere, dovete sapere che essi devono essere COFINANZIATI al 50% con soldi pubblici o con risorse private. Ora in piena crisi questo significa che per poter usare questi soldi la regione o il comune che li riceve deve mettere a bilancio ulteriori tagli o aumenti di tasse: con una mano fanno finta di dare e con l’altra tolgono e pilotano la nostra spesa pubblica costringendoci a privatizzare e rinunciare a servizi. Uscendo dall’UE l’Italia potrebbe gestire come vuole sin da subito i 20 miliardi che ogni anno mettiamo nel calderone dell’eurozona, dalla quale in cambio riceviamo solo calci nel didietro e umiliazioni!

– “Se il bilancio della finanziaria italiana non sarà approvato dalla Commissione europea, allora andate a controllare anche quello della Germania che da anni fa surplus enormi e proibiti dalle regole europee …

BRAVO RENZI, SPIEGA AGLI ITALIANI CHE I TEDESCHI PER PRIMI NON HANNO MAI RISPETTATO LE REGOLE EUROPEE, MENTRE L’ITALIA E’ L’UNICA, GRAZIE A GOVERNI TOTALMENTE ASSERVITI, AD AVER MESSO IN COSTITUZIONE IL PAREGGIO DI BILANCIO (GOVERNO MONTI), APPROVATO IL FISCAL COMPACT O AD AVER COSTANTEMENTE ABBASSATO IL DEFICIT…

Questi provvedimenti di austerity sono i principali motivi per cui in Italia dal novembre 2011 è scomparsa la crescita del pil. Per vedere l’impatto delle riforme sul pil rispetto a tutti gli altri paesi dell’area euro cliccate QUI    e potrete vedere il grafico della  crescita nell’ottimo sito “Vincitori e vinti” di Paolo Cardena! Bella vero la crescita di Renzi e compagnia? La Germania, paese egemone, usa gli enormi vantaggi concessogli dall’euro, moneta per lei fortemente svalutata, per praticare concorrenza sleale nei confronti degli altri patner europei, accumulando così enormi surplus che sarebbero VIETATI DALLE STESSE REGOLE EUROPEE. Tali surplus infatti avrebbero dovuto essere ridistribuiti dalla Germania attraverso investimenti pubblici in stipendi, pensioni e opere statali…Invece è il paese che più di ogni altro sfrutta i propri cittadini con politiche mercantilistiche, che servono a comprimere i salari verso il basso e a sfruttare chi lavora. Oltre 8 milioni di tedeschi vivono con i minijob, cioè lavoro in nero legalizzato e sostenuto da un sussidio pubblico (tipo reddito di cittadinanza) che ingabbia i cittadini in un sistema di sfruttamento da cui non possono più uscire. Tutta l’area euro si basa su questo modello mercantile-coloniale in cui il più forte sfrutta (a morte) il più debole. Non può esistere un’unione dove il paese egemone non ridistribuisce gli enormi vantaggi che trae dal sistema. Più che di un’unione si tratta di una supernazione di stampo coloniale.

Quindi Renzi continua ad evidenziare le storture del sistema, gli manca però un’ultima ammissione di verità: questa Europa a trazione germanica NON è riformabile. NON può esistere un’altra Europa perché le motivazioni che sin dall’inizio sono state dietro a questo progetto non erano quelle della cooperazione o della pace, ma quelle dell’imposizione e della guerra economica senza scampo per i paesi aderenti. La modifica della Costituzione blinderebbe ancora di più il nostro sistema in questa gabbia: noi siamo i “ricchi” e ingenui polli da spennare fino all’ultimo. I virtuosi tedeschi con il loro mercantilismo spinto hanno in realtà casse previdenziali al collasso e puntano al nostro sistema bancario, ancora in mano italiane, per ricapitalizzare i loro azzardi. Con il bail in, espropriando i risparmi degli azionisti, obbligazionisti e (se dovesse servire) correntisti potranno comperare per due soldi tutta la baracca e grazie all’innalzamento degli spread causato dalla crisi bancaria italiana incasseranno i lauti interessi pagati dagli italiani con le solite politiche di austerità! Se serve manderanno la troika come in Grecia. Ho detto SE perché da noi, un servo-sacerdote dell’austerità, tipo Monti, si trova sempre alla bisogna.

In questo quadro sconsolato pur essendo gli italiani, come dice Dante, le genti del bel paese, là dove ‘l SI suona, essi voteranno NO per mantenere salda quell’identità che è l’unica speranza, per un popolo, di ripristinare la democrazia e i diritti da essa tutelati! Serve però una volontà politica capace di guidare il consolidarsi dei molti segnali positivi che indicano una possibilità di uscita dalla crisi e un recupero effettivo di sovranità.

Votiamo No, per non ritrovarci a piangere sul latte versato!

latte

A Porta a Porta, il programma di Bruno Vespa, il ministro Padoan è rimasto senza parole quando Salvini gli ha chiesto: “Quanto costa un litro di latte?”. Leggi qui! Chiaramente non lo sapeva, non gli compete – scrivono sulla Repubblica – sono altre le cose che un ministro dell’economia dovrebbe sapere! Può darsi, ma  come cittadino mi interessa che chi governa sia consapevole delle esigenze quotidiane della gente. L’economia in particolare deve essere rivolta al bene comune, al mantenimento di una società civile compatibile con lo Stato democratico, rispettosa cioè dei diritti sociali costituzionalmente garantiti! Dico questo perché non posso  in alcun modo giustificare un ministro della Repubblica che applica con leggerezza principi volti al “risparmio”, tagliando su servizi quali la sanità o la scuola… In base a quali motivazioni si applicano tali criteri di “riduzione della spesa” che corrispondono nei fatti ad una sostanziale privazione dei diritti costituzionalmente garantiti?  E questa premessa mi porta a parlare del Referendum costituzionale…

La Riforma costituzionale fatta dal governo inserisce esplicitamente l’attuazione delle norme di derivazione europea come compito e obbligo da recepire per via legislativa! Per capire quali sono le norme di natura economica derivanti dalla governance europea che abbiamo già recepito, basta riferirsi alle recenti “RIFORME“: da quella “previdenziale” o altrimenti detta “RIFORMA FORNERO“, a quella della “BUONA SCUOLA“,  al “JOBS ACT“, al “BAIL IN” altrimenti detto “ESPROPRIO LEGALIZZATO”,… e dovremmo aggiungerci certamente anche la “RIFORMA COSTITUZIONALE“, visto l’esplicita cessione di sovranità che comporta nei confronti dell’UE! Votando SI di fatto si ritengono tali leggi come buone e giuste, perché “ce le chiede l’Europa” e noi vogliamo che tale istituzione entri di diritto a far parte dell’ossatura legislativa del nostro paese: la COSTITUZIONE!

Ma cosa centra l’Europa con le riforme? Risposta: TUTTO! Considerate solo il fatto che dal 2011 sotto il manganello della crisi stiamo semplicemente realizzando il programma di governo dettato dalla BCE attraverso la famosa lettera inviata al governo Berlusconi! Inoltre sarebbe bene domandarsi che senso abbiano le attuali “opposizioni” di Renzi alle critiche fatte dalla Commissione europea alla finanziaria scritta dal governo italiano, se poi in realtà con la “RIFORMA“, si vincola in maniera più stringente l’Italia al rispetto del patto di stabilità europeo! Praticamente è per meri fini elettorali che Renzi  critica la Commissione, lui dice che è assurdo non fargli mettere nel deficit le spese per l’immigrazione e per l’emergenza terremoto! Giustissimo, peccato però che nella SUA riforma costituzionale si VINCOLA senato e parlamento a ratificare tali norme (quelle del deficit zero e del taglio del debito pubblico) in modo inderogabile! Sono oltre 20 anni che le norme comunitarie dell’UE hanno una prevalenza su quelle derivanti dal diritto interno. Quando parliamo di burocrazia dovremmo riflettere su quanta di essa sia in realtà “importata” dal diritto comunitario, che si inserisce fra le righe delle leggi complicandone la forma e la comprensione. Ciò nonostante, quando andremo a votare dovremmo ricordarci che la nostra Corte Costituzionale ha ancora la possibilità di sindacare le leggi derivanti dalle norme del diritto europeo se esse risultano incompatibili con i diritti sanciti dai principi fondamentali della Costituzione italiana. Ancora per poco se vincerà il SI! Saremmo l’unico Stato dei paesi membri a NON POTER USCIRE DALL’UNIONE EUROPEA E DAI SUOI VINCOLI ECONOMICI, vincoli che si scontrano con i diritti sociali PRIMA garantiti dalla Costituzione. Anche se tali imposizioni fino ad ora sono sempre entrate dalla finestra (grazie all’adesione italiana all’UE e ai suoi trattati sovranazionali), cioè come detto sopra hanno scavalcato la Costituzione modificando gran parte della legislazione italiana, dopo entreranno direttamente dalla porta del parlamento con corsie preferenziali, senza la possibilità alcuna di incompatibilità costituzionale! La Corte costituzionale non potrà applicare priorità o gerarchie fra diritti!  Nessuno di noi può davvero permettersi questo e in realtà non se lo possono permettere neanche LORO, il premier e i suoi ministri, artefici convinti di una Riforma dalla quale credono di rimanere immuni! Salvarli da se stessi è il minimo che possiamo fare: è assurdo pensare che questo sia un voto sul governo Renzi, dato che dentro l’euro qualsiasi decisione viene presa in base ai diktat europei e non potrebbe essere altrimenti! Come è assurdo pensare che dentro l’euro possa esserci un’alternativa di governo, dato che chiunque venga eletto (o nominato) non può far altro che proseguire sul solco tracciato dai suoi predecessori. Chi dice di votare NO e non mette in diuscussione l’euro è peggiore di Renzi: il NO deve essere al SISTEMA DELL’EURO, consapevoli che per far funzionare la Costituzione bisogna uscire. Chiunque si faccia portavoce di questa semplice verità, sia esso Renzi, Grillo, Salvini, Berlusconi…darà un senso al voto referendario e una speranza di cambiamento al proprio paese.

Ps: chiaramente le mie sono solo opinioni, se voltete pareri autorevoli vi consiglio di leggere:

il blog del magistrato Luciano Barra Caracciolo Orizzonte 48

il blog dell’economista Alberto Bagnai Goofynomics

 

Se vince il NO… arriverà l’ennesimo governo tecnico?

draghi

La preponderante presenza mediatica del premier per presentarci le cosiddette “ragioni del  si” mettono in evidenza come stiano cercando di sparare le “ultime cartucce”  (a salve), contro la sempre più certa vittoria del no.

Quello che non riescono a capire, nel loro annaspare e farfugliare pseudo-motivazioni pro-riformiste, è quello che dicevo pochi giorni fa analizzando il voto a favore di Trump: se alla gente fai mancare il “pane quotidiano”, cioè il lavoro stabile unica sicurezza per il futuro, ai voglia tu a parlare di cambiamento, ripresa, risparmi, calo del debito o minaccia degli spread…

Gli ultimi dati istat confermano che l’Italia rimane in deflazione Leggi QUI!  Poi però l’istat ci ripensa e fa uscire stime PRELIMINARI del PIL che confermerebbero la fatidica crescita, come potete leggere QUI!  Ci dovrebbe spiegare il premier, o il ministro Padoan, come è possibile parlare di ripresa e di aumento dell’occupazione , quando i dati certificano in modo inequivocabile che i consumi non ripartono?  Se si aggrava la deflazione come si fa a dire che aumenta l’occupazione, usando squallidi giochi di parole – disoccupati, inattivi, occupati…il gioco delle tre carte – col solo fine di confondere la gente? Di che tipo di lavoro stiamo parlando, dato che su base nazionale la quota salari rimane invariata anche quando aumenterebbe l’occupazione?

Questi dati certificano che le riforme, compresa quella della Costituzione, stabilizzano solo i diritti della mega aziende, prevalentemente estere, di fare shopping a basso costo in un’Italia in rovina: investono soldi e hanno in cambio lavoratori sottopagati e schiavizzati! Questo è il vero motivo per cui la gente voterà NO!  Renzi ha già fatto capire che lui “nella palude non ci rimarrà”! Non si comporterà come i soliti politici che “galleggiano” e mai si tolgono di torno. Sinceramente mi pare difficile “galleggiare” quando grazie alle RIFORME l’intero sistema paese affonda; comunque sembra proprio volerci dire che si dimetterà, – come i suoi padroni euristi gli avranno già chiesto – ma non certo per andare ad elezioni anticipate!  Sono già uscite previsioni di istituti di credito, come la banca svizzera Credit Suisse, che danno la probabilità di un governo tecnico a seguito della vittoria del NO al 70%! Leggi Qui!

Alla guida di tal governo potrebbe spendersi una figura carismatica, autorevole, come ad esempio quella di Mario Draghi, in grado di rassicurare i piddini di tutte le specie (definizione del professor Bagnai, potete trovare il vero significato del termine nel suo blog Goofynomics )  sempre pronti ad accogliere a braccia aperte il salvatore della patria (degli altri) di turno!

Nel caso invece si andasse alle elezioni anticipate con l’attuale maggioritario non è da escludere una vittoria dei 5s con alla guida del paese un Di Maio, che si è prestato a fare un tour di presentazione dai potenti del mondo, come già fece Renzi Lo potete leggere QUI!

 In entrambi i casi la GARANZIA che il SISTEMA RIFORMISTA LIBBBBERISTA NON CAMBI è assicurata! I 5s hanno detto più volte che la permanenza dell’Italia dentro l’unione europea NON è in discussione. Per loro, come per i piddini, l’euro NON è il problema, lo sono invece gli sprechi, la casta, la corruzione… in poche parole gli stessi temi cavalcati da un Renzi o un Monti qualsiasi con il distinguo dell’onestà!

Su Draghi e le sue capacità indiscusse di salvare l’euro non ho molto da dire. Se mai si prestasse a governare l’Italia con il solito governo di “responsabilità nazionale”,  capiremmo presto se la salvezza dell’euro è compatibile con la vita di noi poveri cittadini!

In tutto ciò, naturalmente, l’incognita nel gioco dei poteri potrebbe essere Trump e la sua dichiarata opposizione al sistema globalista: i buuu-rocrati potrebbero aver fatto il loro tempo e la democrazia, pur se con dei “limiti”, avrebbe perlomeno una piccola speranza di rivincita. Chiaramente è solo un sogno, ma dopo tanti incubi dovuti all’indigestione di pesanti salse euriste (l’Europa ci dà la pace, lavoremo tutti un giorno in meno guadagnando di più, l’Euro ci protegge,bla, bla, bla…), cercheremo perlomeno di farlo ad occhi aperti e non lasciarci ingannare tanto facilmente.

Terremoto in Nuova Zelanda: allerta tsunami!

nuova_zelanda_mappa

Un terremoto classificato di magnitudo 8.1 ha colpito la Nuova Zelanda alle ore 12:02 italiane (00:03 ora locale della zona colpita)!  Vedete i dati sul sito dell’INGV cliccando QUI ! Sulla pagina  facebook  EU storm map viene segnalato il seguente comunicato dalle autorità locali: “La gente vicino alla costa orientale della Nuova Zelanda isola del sud dovrebbe immediatamente trasferirsi in altura o nell’entroterra per quanto possibile. Ore 4.22 ora locale!!” Potete leggerlo anche andando direttamente sulla pagina facebook cliccando QUI !

L’epicentro è stato localizzato a soli 90 km da Christchurch, città colpita già nel 2010 da una scossa di magnitudo 7 e poi nel 2011 da una scossa di magnitudo 6,3 che causò molti danni e morti proprio a causa delle lesioni agli edifici causate dal sisma precedente. Attualmente anche sul sito dell’ANSA trovate queste notizie!

Breve riflessione riguardo al sisma del centro Italia: pur non potendo prevedere se ci saranno nuove scosse di entità paragonabile a quella di fine agosto o di fine ottobre 2016, possiamo almeno sapere che essendo la lunghezza delle faglie appenniniche di circa 25-30 km l’entità della magnitudo non dovrebbe mai essere superiore a 7 – 7,5. Ben diversa la situazione della Nuova Zelanda o del Giappone dove sono coinvolte faglie che arrivano anche a 100 km di lunghezza. Queste stime possono perlomeno dare ai tecnici dei dati certi per programmare una ricostruzione adeguata sui territori coinvolti, con strutture sismiche in grado di sopportare queste scosse. Che purtroppo nella storia d’Italia sono ricorrenti come possiamo leggere relativamente all’Appenino e a Norcia  Qui  !  

Oggi i mezzi e la tecnologia per mettere in sicurezza ci sono, lo dimostrano gli eventi drammatici come quello appena segnalato dove le persone convivono con terremoti ancora più spaventosi, che inevitabilmente generano danni, morti e paure, ma con conseguenze sicuramente meno drammatiche! Per parlare di ricostruzione e messa in sicurezza servono soldi, serve innanzitutto una politica espansiva di spesa sociale che QUESTO STATO in QUESTA EUROPA, come spiegato molte volte nel blog, non può assolutamente fare!

Debiti e pane quotidiano: da Trump ai libberisti di casa nostra

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La lezione “Trump” sarà servita a far cambiare prospettiva ai libberisti euristi di casa nostra? Mi riferisco alle politiche volte ad aumentare la DISOCCUPAZIONE e la PRECARIZZAZIONE, volte deliberatamente ad impoverire la gente aumentandone la disperazione. Perché chi ha votato Trump l’ha fatto pensando al “pane quotidiano”, le manipolazioni mediatiche, le demonizzazioni, non hanno avuto alcun effetto sulle “troppe” persone che si sono trovate senza lavoro e prospettive di miglioramento! In un impero, come quello americano, il sistema non sarà mai davvero “democratico”, chiunque vinca sta lì a garantire gli interessi del sistema, ma anche un modello imperialista-lobbista deve tener conto di equilibri delicati come quello della sussistenza dignitosa di milioni di persone: attualmente ci sono oltre 40 milioni di cittadini americani che sono costretti a ricorrere agli aiuti alimentari per vivere! Credo che la corda, quella che porta alla disperazione e alla violenza, era pronta per rompersi, quindi una discontinuità politica, per quanto imprevedibile, è l’unica speranza che le cose possano migliorare!

Anche da noi, nel vecchio continente e nella nostra Italia, le “riforme” a sentire i media e i tromboni di regime, presto faranno “ripartire” il paese.  La realtà è che dopo 5 anni di crisi portata avanti in modo magistrale dagli ultimi tre governi, tutti subalterni al sistema finanziario eurocratico, la gente comune è sull’orlo della disperazione più totale: pochi capiscono cosa sta accadendo davvero, ma di fronte al suicidio a cui stanno portando la nostra civiltà, l’istinto di sopravvivenza dei più è alla disperata ricerca di qualcuno che ci indichi una via d’uscita: dare il “pane”, cioè il “LAVORO”, quello vero, quello in grado di garantire un futuro dignitoso! E per PRETENDERE il “pane quotidiano” dobbiamo passare attraverso la comprensione di alcuni “temi” o meglio “best seller” tanto in voga in quest’era ultralibberista!

Una delle tematiche più care alle élite libberiste è quella del DEBITO PUBBLICO! A causa dell’enorme DEBITO PUBBLICO, ci dicono, dobbiamo fare le riforme per cambiare l’Italia e tornare a crescere! Quante volte avrete sentito questa litania snocciolata dal premier di turno o dal solito e ripetitivo servizio sui telegiornali. Funziona sempre: abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità, i debiti dei padri ricadono ora sopra i figli, troppi privilegi cancellano così i diritti e dobbiamo fare i sacrifici altrimenti…

Eppure è semplice riflettere su un dato di fatto: se c’è uno o più debitori, chi sono i creditori? O detta altrimenti: la spesa di uno è sempre il guadagno di qualcun altro! Sicuramente in questo contesto, quello dell’euro, il taglio del DEBITO PUBBLICO è il principale pretesto per fare le riforme che si scaricano sui cittadini: riforma delle pensioni, tagli feroci alla sanità e all’istruzione, precarizzazione selvaggia del lavoro reso, grazie al jobs act, precario a tempo indeterminato… Quindi sembra proprio che questo debito non sia il guadagno, l’arricchimento dei cittadini! Ma andiamo avanti…

Era l’estate del 2012 quando, sotto il governo Monti, la stragrande maggioranza del Parlamento italiano votava a favore del “PAREGGIO DI BILANCIO” in Costituzione cambiando così insieme all’articolo 81 l’intera struttura della nostra Carta costituzionale. Provate infatti a spiegare COME uno Stato che rinuncia a fare politiche di spesa pubblica, può per esempio “adempiere ai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale” come afferma, suo malgrado, l’articolo 2 della Costituzione? Oppure come può favorire il risparmio come dice l‘articolo 47, dato che fa solo politiche volte a rastrellare i soldi dirottandoli verso i mercati finanziari?  Uno Stato che oggi più che mai tira dritto verso il deficit zero decide con tranquillità di rinunciare ad immettere nell’economia liquidità per sostenere l’occupazione o ricostruire i paesi devastati dal terremoto! Checché ne dica Renzi, che va elemosinando lo 0,… di deficit in più ai suoi padroni europei, chi non mette radicalmente in discussione il pareggio di bilancio e le assurde regole europee da cui deriva, nulla può dare ai propri cittadini: può solo aumentare le tasse e/o tagliare la spesa pubblica, creando impoverimenti senza fine. Già dal 1992, con il Trattato di Maastricht, l’Italia ha adottato i vincoli per il risanamento dei conti pubblici iniziando a fare consistenti “avanzi primari”. Ciò significa che da circa 25 anni l’Italia  ha sempre speso meno di quello che ha incassato via tasse. L’unica voce in bilancio che ha fatto lievitare in modo consistente il famigerato debito pubblico è stata infatti la “spesa per interessi”! Ora siccome il costo medio del nostro debito pubblico è di circa il 4% del pil, è matematico che con un deficit attuale intorno al 2% come ce lo chiede l’Europa il governo non può DARE NULLA per la ripresa o per altri fini sociali. Ripeto: se lo Stato non può spendere come sancisce il principio del pareggio di bilancio, non può far altro che tassare e tagliare la spesa sociale privatizzando i servizi, PUNTO!

Ma ritorniamo alla domanda cruciale: a chi entrano in tasca gli interessi sul debito pubblico italiano? Se tali titoli andassero in tasca a cittadini o ad imprese ed istituti finanziari italiani lo Stato avrebbe di fatto un debito con se stesso: in una famiglia i soldi che il marito dà alla moglie per andare a fare la spesa contribuiscono al reddito famigliare non generando alcun debito! Il problema si pone quando i soldi non bastano e allora un componente della famiglia deve fare la spesa a debito! Ma anche in questo caso l’Italia ha un debito estero corrispondente a circa il 40% del pil, percentuale non considerata preoccupante dagli economisti. Quindi esaminato sotto vari aspetti il Debito pubblico in termini assoluti è del tutto comparabile a quello di paesi con economie simili a quella italiana, è tenuto sotto controllo da politiche d’austerità che impongono esclusivamente avanzi primari consistenti e compressione della spesa pubblica, è ulteriormente “controllato” da riforme, come quella previdenziale, che tagliando le gambe (il futuro) a milioni di pensionati è in grado di abbassare la spesa per le pensioni nel medio e lungo periodo! InZomma, il Debito pubblico, soprattutto se protetto da una banca centrale in grado di acquistarlo alla bisogna e tenere sotto controllo i famigerati spread, è il NON problema! Casomai, nel nostro caso, è proprio la BANCA CENTRALE ad essere il problema: una banca dei banchieri, esente dal controllo democratico degli stati e al totale servizio delle istituzioni finanziarie! L’euro, moneta di nessuno, è appunto il manganello e l’olio di ricino da usare e dosare a dovere nei confronti dei malcapitati cittadini dell’Eurozona.

L’ha dimostrato Draghi quando nel 2012 dichiarò che avrebbe fatto di tutto per “SALVARE L’EURO” (l’euro, non i cittadini europei) e infatti da allora ha acquistato direttamente titoli pubblici, anche italiani, abbassando notevolmente i tassi debitori e mantenendo un’apparente calma finanziaria! Apparente perché l’economia reale non ne ha tratto alcun beneficio; anzi la minaccia di nuove “crisi” euroimposte per tramite della stessa BCE, pronta a chiudere i rubinetti del quantitative easing, interrompere cioè l’acquisto di titoli pubblici riportando gli spread alle stelle e togliendo liquidità agli stati che non fanno i “compiti a casa” adottando perfino, come accaduto in Grecia e a Cipro il “controllo dei capitali”: vennero limitati i trasferimenti finanziari da banca a banca, i prelievi ai bancomat… il tutto perché i greci avevano votato no all’arrivo della troika, che poi puntualmente arrivò per tramite della Commissione UE, imponendo su volere della Germania, una devastante rinegoziazione del debito! Tutto pur di non farli uscire dall’euro, precedente pericoloso che avrebbe potuto rafforzare le voci critiche che sostengono addirittura che continueremo a vivere anche senza l’euro! Se si usasse la spesa pubblica per rilanciare i consumi, sostenere l’occupazione, rafforzare e ripristinare le tutele sociali, inizieremmo ad uscire, pur fra mille ostacoli e difficoltà, da una crisi che non ha mai fine. Nulla di tutto ciò è possibile se prima non si ripristina la sovranità monetaria uscendo dall’euro,  vero tema da affrontare per primo se si vuole un cambiamento per la gente, volto a dare una speranza e un futuro alle nuove generazioni!

Siogiovanni

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