Il ghiacciaio si ritira ed emergono le incisioni più alte d’Europa…

https://www.ildolomiti.it/altra-montagna/storia/2024/il-ghiacciaio-si-ritira-ed-emergono-le-incisioni-rupestri-pi%C3%B9-alte-deuropa-leccezionale-scoperta-sopra-il-passo-gavia

“Si tratta di incisioni rupestri databili alla Media età del Bronzo e risalgono a 3.600 – 3.200 anni fa. Sono le incisioni rupestri più alte di quota mai trovate, scoperte a 3.000 metri di altitudine ai piedi del ghiacciaio del Pizzo Tresero.”

Dunque dunque… la domanda sorge spontanea : se più di 3000 anni fa – dove negli ultimi anni si sta ritirando il ghiacciaio – vengono ritrovate incisioni rupestri fatte probabilmente a più riprese e in diverse epoche, allora è lecito chiedersi: è nato prima l’uomo o il cambiamento climatico?

Che poi questo non significa che l’uomo e la produzione di co2 da attività umane, non possano anche queste essere una con causa dei problemi climatici odierni. Ma quale sarebbe la soluzione? Auto infliggersi modelli eco illogi che arricchiscono i pochi a danno dei molti? Che gli idrocarburi fossero “proletari” su questo blog lo abbiamo già detto. Ma il green invece pure?

No, direi decisamente che non è né proletario, né socialmente compatibile con una società dove a tutti sia effettivamente permesso un buon margine di libertà economica e culturale. Quindi diffidare di affrettati ecologismi è lecito, aprire un dibattito a più voci è doveroso, pretendere soluzioni umanamente e quindi socialmente compatibili è assolutamente necessario.

Perché se la scienza ha già deciso qual è il problema e la cura da applicare e se anche la politica ha già deciso che questo tipo di scienza impera, beh cari miei, lo capite che i disastri climatici – reali o meno che siano – sono semplicemente il paravento per coprire le prossime politiche emergenziali di cancellazione dei diritti e imposizione di catene sempre più corte volte al controllo sociale? Non è bastato il covid?

Dividi et impera, non c’è altro da aggiungere

Riflessioni (anti?) scientifiche!

L’amico Stefano mi ha inviato un paio di nuovi post. Per fortuna che c’è lui a tenere in vita il blog, io purtroppo mi sono un po’ arenato nella frenesia della vita quotidiana! Riguardo alla scienza dico la mia: Galileo aveva ragione sul metodo sperimentale! Il problema non è infatti la scienza e i suoi limiti, ma il dogma e la sua pretesa verità assoluta e indiscutibile!

Non era Tolomeo ad accusare di eresia Galileo e non è oggi lo scienziato di turno ad accusare di negazionismo chi, per esempio, nega il clima change citando dati e ipotesi diverse della maggioranza degli scienziati! La scienza non è democratica, ma sicuramente non rinnega se stessa ponendosi come sapere assoluto! Chi la usa con queste pretese, oggi come ieri, ha ben altri fini da perseguire. Sicuramente la scienza, come gli scienziati, sanno di non sapere ma usano la lente giusta per vedere con “metodo” la realtà da molteplici aspetti e inquadrature. Per chi sa di sapere non c’è ricerca o prospettiva che conti. Ma vi lascio al post di Stefano

Agli scientisti materialisti

L’universo, per come è strutturato e per le questioni legate alla gravitazione, alla velocità di espansione, eccetera, abbisognerebbe del 96% di materia e di energia in più: perché? Perché la scienza ufficiale considera reale solo ciò che è visibile o comunque misurabile e gli scienziati e gli astronomi riescono a vedere ed a dare conto solo del 4% di tutto ciò che esiste. Quindi: il restante 96% non c’è, però c’è! Solo che non si sa cos’è! Beh, un nome glielo hanno dato: materia ed energia oscura… ma va!
Studiando il DNA umano, ci si è accorti che per costruire un essere umano basterebbe il 3% del codice genetico. Quindi, in una natura che normalmente non spreca niente, il 97% della struttura chimica più complessa che esista non servirebbe a niente, tant’è vero che i genetisti hanno denominato questo surplus in maniera, a mio avviso, un po’ presuntuosa: DNA spazzatura.
Per restare nel campo della biologia, è notorio che, secondo la teoria evoluzionista, la vita si sarebbe innescata per caso, partendo da un brodo primordiale.
Sull’evoluzionismo della vita non ho nulla da obiettare salvo che, per arrivare alla cellula più semplice e primitiva, prima della quale non ci può essere stata evoluzione non essendo vita, le probabilità per cui possa essere comparsa per caso sono di uno fratto cento miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di possibilità (1×10 alla 47esima), pari a un numero miliardi di volte superiore alla somma di tutti gli atomi dell’universo.
Noi sappiamo quanto sia facile per un’onda del mare distruggere ed appiattire sul livello della spiaggia un castello di sabbia ben costruito, ma che un’altra onda riesca a costruirlo, il castello, con tutte le sue torri ed i merletti… beh, che questo avvenga, è miliardi di volte più probabile di quell’uno fratto…
In fisica quantistica si è scoperto il fenomeno dell’entanglement per il quale, quando ad una di due particelle subatomiche gemelle collocate a distanze enormi tra loro viene apportata una modifica, questa si produce in modo identico anche nell’altra, non dopo un certo tempo, ma istantaneamente. Chi ha avvertito l’altra particella della mutazione della prima? Oltretutto il messaggio è arrivato in tempo zero, quindi a velocità infinita: ma la velocità della luce non era la massima possibile?
Sempre in fisica quantistica, l’esperimento della doppia fenditura ha dimostrato che la volontà dello sperimentatore, in pratica il suo pensiero, influisce sull’esito del test. Quindi… il metodo scientifico di Galileo?

Potrei andare avanti, ma vi ho annoiato abbastanza, solo due conclusioni vorrei proporre. Una è che la scienza non sa nulla o quasi e che gli scienziati sono molto arroganti. La seconda è che non contemplare qualcosa che potremmo chiamare “invisibile”, cioè che va al di la dei nostri sensi e dei nostri strumenti, e di una qualche forma di intelligenza preesistente, di un principio ordinatore, di un motore immobile… è altrettanto presuntuoso e denota anche una grande ignoranza di fondo.
Quindi, caro scientista/materialista, come direbbe Totò: “Ma mi faccia il piacere!”

Vitamina C e raffreddore

Siamo abituati a prendere con leggerezza farmaci considerati “innocui” come la tachipirina o gli antibiotici – che in realtà hanno controindicazioni e nello specifico dell’influenza dovrebbero essere spesso addirittura controndicati – ma guai a parlare di megadosi di vitamine: fanno MALE, non servono a NIENTE, ma il dottore non me lo ha DETTO….. Poi se si scopre che gli studi ci sono, anche recenti e pubblicati su riviste mediche prestigiose, ti accorgi cbe comunque nulla cambia nella profilassi per curare raffreddore e simil influenzali. Quindi non è questione scientifica, in medicina, come in economia, come in politica, tutto rimane come è sempre stato, la direzione da seguire è già stata decisa e ciò che esce dai binari rimane un incidente di percorso che difficilmente verrà seguito. Chi lo fa se ne assume il carico andando a piedi in un percorso appare inesplorato, ma a ben guardare ci si accorge di non essere da soli.

Dal canale telegram del dottor Gabriele Prinzi – – – – >https://t.me/dottgabrieleprinzi

#FEBBRE?
LA VITAMINA C BATTE #PARACETAMOLO 3 (GRAMMI) A 1
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La crescente richiesta delle Mamme di valutare l’effetto degli integratori alimentari su specifiche condizioni di salute usando uno “standard scientifico” ha spinto alla pubblicazione di parechi studi.
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Parecchio dimenticati.
Come quello che ha studiato l’effetto di “megadosi” di vitamina C nella prevenzione e nell’alleviamento dei sintomi del raffreddore e dell’influenza (in un gruppo sperimentale rispetto a un gruppo di controllo).
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Un totale di 252 studenti di età compresa tra 18 e 30 anni costituivano il gruppo sperimentale o di prova, mentre 463 studenti tra 18 e 32 anni costituivano il gruppo di controllo.
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Quelli nella “popolazione di controllo” con sintomi sono stati trattati con antidolorifici e decongestionanti.
Quelli nella popolazione di prova che hanno segnalato sintomi sono stati trattati con DOSI ORARIE di 1000 mg (1 GRAMMO) di vitamina C per le prime 6 ore e successivamente 1 GRAMMO 3 volte al giorno in seguito.
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Nel complesso, I SINTOMI DI INFLUENZA E RAFFREDDORE nel “gruppo sperimentale” TRATTATATI CON MEGADOSI DI VITAMINA C sono diminuiti dell’85% (OTTANTA-CINQUE-PERCENTO) rispetto al gruppo di controllo (che la vitamina C non l’hanno assunta).
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La conclusione?
La vitamina C in megadosi somministrate prima o dopo la comparsa dei sintomi del raffreddore e dell’influenza ha alleviato e prevenuto i sintomi dei giovani sottoposti al test rispetto al gruppo di controllo. 
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La morale di questa storia?
IL PARACETAMOLO HA MOLTEPLICI EFFETTI COLLATERALI.
Quando lo usi stai indebolendo il fegato e SE l’influenza è virale rende il virus più forte perchè riduce la febbre.
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Alla prossima influenza di tuo figlio/a valuterei le “megadosi” di VITAMINA C.
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Perchè la tua salute ( e la sua!) Vale ❤️


https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10543583/

#latuasalutevale #dottgabrieleprinzi #informareeguarire

Allenamento per tutti!

Condivido questo breve post per evidenziare ancora una volta come mantenere una buona massa muscolare sia tanto più importante quanto si va su con l’età! Questo perché sarà sempre più difficile recuperare muscolatura e quindi salute fisica ad essa collegata. Ma allenarsi non basta, l’alimentazione è fondamentale : proteine e grassi, soprattutto di origine animale!

Avevo già scritto sulla dieta low carb e ketogenica, quindi non mi soffermo in questo contesto ad elencarne i principi. Mi limito a dire che intanto è fondamentale mantenersi allenati e avere una buona integrazione proteica oltre che calorica. Vi lascio al post….

ALLENAMENTO IN PALESTRA PER I MENO GIOVANI

Internet è strapiena di siti ricchi di informazioni per chi volesse dedicarsi alla gloriosa disciplina del bodybuilding, ma chi avesse aspirazioni più modeste, un’età più avanzata e seguisse una dieta chegenica o low carb, potrà beneficiare di strategie di allenamento specifiche per queste condizioni.

Intanto occorre ricordare che la crescita di massa muscolare è dovuta ad uno stress (l’allenamento con i pesi) che deve essere progressivo (ovvero incrementare nel tempo) abbinato ad un surplus calorico e proteico, ed a sufficiente recupero. Allenarsi bene senza mangiare abbastanza porterà zero risultati, mangiare molto senza allenarsi abbastanza porterà… alle maniglie dell’amore!

La parte relativa all’alimentazione è ragionevolmente facile: mangiate 2 g di proteine per kg di peso corporeo al giorno (o anche un po’ di più), ed aumentate il totale dei grassi fini a che il peso non comincia lentamente a saliRe. Se sale troppo velocemente significa che avete esagerato e state ingrassando troppo, se non sale significa che dovete mangiare di più.

Per quello che riguarda l’allenamento, la strategia più redditizia se seguite una dieta chetogenica e/o non siete più giovanissimi è quella di abbassare il numero delle ripetizioni rispetto a quanto fatto abitualmente dai bodybuilders. Il classico allenamento basato su un range di ripetizioni da 8 a 15 porta perlopiù all’ipertrofia, ovvero l’ingrossamento delle fibre muscolari, di cui esistono almeno due diverse variazioni ma che rappresenta comunque una condizione effimera, visto che il volume muscolare tende rapidamente a ridursi una volta interrotto l’allenamento. Riducendo le ripetizioni si va invece a stimolare maggiormente l’iperplasia, ovvero l’aumento del numero delle fibre muscolari, un tipo di crescita più duratura e che può essere abbinata all’ipertrofia.

Il classico allenamento 5×5 di Bill Starr, Reg Park ed altri è un esempio di questa filosofia, anche se è sviluppato principalmente per l’aumento della forza.

Un programma ben più specifico per l’aumento di forza ma soprattutto massa muscolare è quello messo a punto da Author L. Rea, di cui allego un link per scaricare il suo libro gratuitamente da Scribd. Il libro è uno dei must da leggere per chiunque sia interessato all’allenamento con i pesi, offre importantissime nozioni di fisiologia ben spiegate, e rappresenta il miglior esempio di un programma di sovraccarico progressivo ad alta intensità.

https://www.scribd.com/document/452228758/Build-the-Perfect-Beast-Naturally-pdf

➡️Tratto da: Un nutrizionista italiano in Australia: t.me/italiaaustralia

http://t.me/italiaaustralia

Dalle parole alle prese per il cul@

E si, quando parliamo di politica di una cosa non possiamo mai essere delusi, essi sono campioni di chiacchiere e in questo i nostri politici non sono secondi a nessuno. Bravi, come dice Travaglio in questo articolo i risultati saranno eccezionali!

Prese per il culo
di Marco Travaglio

Anzitutto le scuse ai lettori: ieri, diversamente da tutti gli altri giornali, abbiamo pensato che le guerre e i massacri di ucraini, russi e palestinesi fossero più importanti della finale olimpica di volley femminile e del terribile assalto del governo al compagno Malagò, che le brutte destracce (e, incidentalmente, anche una legge dello Stato) vorrebbero sostituire dopo appena 3 mandati e 11 anni al Coni. E poi massima solidarietà al cosiddetto ministro degli Esteri Tajani, che nella sua intervista quotidiana (ieri toccava al Corriere) ha risolto con due frasi ficcanti le due guerre, ma senza distogliere il terzo o quarto “occhio ‘molto attento’ alla situazione in Venezuela”. Ucraina: “la sosteniamo senza se e senza ma”. Infatti subito dopo c’è un ma: “ma non siamo in guerra con la Russia” e “le armi che abbiamo fornito non possono essere usate per attaccare la Russia sul suo territorio”. Il fatto che lui e Crosetto lo ripetano ogni giorno lascia intendere che Zelensky se ne freghi delle loro diffide, sempreché ne abbia avuto notizia, e usi le nostre armi per invadere pezzetti di Russia. Domanda: se no? Che succede se le usa? “A fine mese chiederemo chiarimenti al ministro Kuleba e valuteremo come agire”. Apperò. Da 30 mesi inviamo armi agli ucraini senza dire quali né tracciarle e ci meravigliamo se le usano. Quindi, gentile ministro, facciamo così: o smettiamo di inviarle, o smettiamo di chiedere di non usarle qui o lì, perché le due cose insieme sanno di presa per il culo.

Gaza: “la nostra linea è molto chiara”. Ah sì? “Chiediamo con forza a Israele di interrompere attacchi che portano a un numero altissimo di vittime civili, in contrasto col diritto internazionale… È l’ora del cessate il fuoco”. Ecco: dopo 10 mesi e 40 mila morti, è l’ora. Tajani lo diceva anche dopo 5 mila, 10 mila, 20 mila, 30 mila morti. E non se l’è filato nessuno: del resto Netanyahu sfancula pure Biden e Blinken, figurarsi Tajani. Domanda: se no? Che si fa se Bibi continua a massacrare civili e negoziatori? E se respinge la sua fantomatica “missione di controllo sulla costruzione dello Stato palestinese con l’Anp, non certo con Hamas”, che la Knesset ha già bocciato e nessuno sa su quali territori, visto che Bibi vuol tenersi gran parte di Gaza e continua a colonizzare la Cisgiordania, senza contare che l’Anp rappresenta un’esigua minoranza di palestinesi e a Gaza non mette piede dal 2006, quando i suoi furono sterminati da Hamas mentre massacravano quelli di Hamas in Cisgiordania? Quindi, gentile ministro, facciamo così: o il governo italiano riconosce lo Stato palestinese a Gaza e in Cisgiordania, ritira l’ambasciatore da Tel Aviv e sanziona Israele cominciando dalle armi fino alla tregua, oppure tace, perché ogni parola suona come una presa per il culo.

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L’italiano e gli sfregi linguistici

Ormai neanche nei concorsi per diventare insegnante è richiesta la conoscenza approfondita dell’italiano. Infatti la prova scritta è un test a risposte multiple, detta anche computer based, che dovrebbe valutare metodologia didattica, psicopedagogia, inglese e informatica. Capito? Inglese e informatica, non certo la capacità di esporre in maniera esauriente e con competenza linguistica le tematiche legate alla scuola e all’insegnamento. Essere sgrammaticati o addirittura non saper mettere giù per iscritto un pensiero strutturato che vada oltre i messaggini su WhatsApp non è considerato um problema per i nostri legislatori, per insegnare nella scuola italiana e soprattutto “europea” sembrerebbe che siano altre le cose importanti. Ben venga quindi l’osservazione dell’accademia della crusca, che evidenzia (con ritardo, ma meglio tardi che mai) gli sfregi linguistici della propaganda. Ricordiamoci che “siamo ciò che parliamo”, nel senso che limitare il linguaggio serve a manipolare le menti.

🇮🇹 ACCADEMIA DELLA CRUSCA: CONTRO L’AUTORITARISMO LINGUISTICO E L’USO FORZATO DEL FEMMINILE E DEGLI ASTERISCHI

L’Accademia della Crusca si oppone all’imposizione dell’uso del femminile e degli asterischi nella lingua italiana, definendolo autoritarismo linguistico

Fonte: Sole24, via Brandi su X

L’Italiano è una lingua bellissima, ricca di storia, tradizione, madre della nostra cultura nelle più disparate declinazioni. Non Garibaldi, non Cavour, ma l’Italiano, soprattutto via RAI Radiotelevisione Italiana, “ha fatto” gli italiani.
Finalmente una voce autorevole si leva in difesa del nostro meraviglioso idioma, delle sue regole, della sua preziosa “DIVERSITÀ”.

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Perché non cantarci sopra?

Una bellissima esperienza raccontata dall’amico Stefano che vi consiglio di leggere.

Post di Stefano

Perché non cantarci sopra?

<<Secondo te è il caso di mettere la serata di ieri su Facebook?>>

Io ho risposto che forse era meglio di no, anche se da quel momento qualcosa ha cominciato a rimbalzare da un lato all’altro della mia mente.

Mia moglie ed io formiamo un duo di cantanti che si esibiscono in serate musicali di vario genere e, per farci un po’ di pubblicità, mettiamo foto e filmati delle nostre serate su FB. Poco tempo fa ci arriva una telefonata per chiederci se eravamo liberi una certa data per una serata, appunto, niente di strano, tranne che chi ci voleva era un istituto per anziani, una casa di riposo che voleva festeggiare l’estate con i suoi ospiti. Oltretutto si è dimostrata poi una bella festa e ben organizzata, in cui erano invitati anche i parenti degli ospiti: c’era un ricchissimo buffet, l’esibizione di un mago, un vero gelataio con il carretto di una volta, assistenti che aiutavano quelli con la mobilità più compromessa e la nostra musica. Dopo un primo momento di imbarazzo, soprattutto da parte mia, la festa è scivolata benissimo: ho visto anziani che sorridevano, altri che ballavano con i nipoti, qualcuno che ballava… sulla carrozzella, altri canticchiavano le canzoni che conoscevano, qualcuno ci faceva delle richieste musicali, qualcun altro si preoccupava di trovarci da mangiare o da bere, visto che eravamo impegnati a cantare, ho visto addirittura una signora in carrozzella che in occasione di una canzone si è messa a piangere, chissà quale ricordo le avrà destato? Insomma una bella festa in cui i dipendenti dell’istituto lavoravano diligentemente, ma divertendosi anche ed in cui anche tanti volontari, riconoscibili dalla scritta sulla maglietta, lavoravano per la riuscita della bella giornata, erano loro i veri eroi non certo noi due. Una signora apparentemente vecchissima e con una cifosi troppo evidente mi chiedeva qualcosa di… Vasco Rossi! Sembrava fuori luogo, ma solo fino a che sua nipote non ci ha confessato che la “vecchissima” ha solo 72 anni, la stessa età del cantautore e pochi più di me, ed andava a tutti i suoi concerti, fino a che non è rimasta bloccata da una malattia degenerativa.

Al termine della serata, quando anziani e parenti ci facevano i complimenti, ci siamo sentiti bene, abbiamo sentito di aver realizzato quello che è il nostro scopo di musicisti: regalare qualche ora di serenità a coloro che capita ci ascoltino. Ma stavolta ancora di più: in questa epoca in cui è vietato parlare di vecchiaia, di malattia e di morte, addirittura vergognoso confessare su Facebook che i propri fan sono degli anziani di una RSA,  beh, è una stortura, non sono d’accordo. Le condizioni dell’ultima frazione di vita sono parte della vita stessa, da viversi in modo completo e migliore possibile, non c’è nulla da vergognarsi, il cuore è sempre in grado di emozionarsi, la mente, se è ancora sveglia, può dispensare saggi consigli e magari ci si può divertire ancora, e quindi… perché non cantarci sopra?

Astensionismo ee bambole gonfiabili

L’amico Stefano mi ha inviato una riflessione sulle elezioni europee e sulle motivazioni che stanno dietro la sua scelta di non votare. Certo il dato è stato inequivocabile, oltre la metà degli aventi diritto al voto non è andato a votare! Ma serve a poco illuderci che al sistema importi qualcosa, anzi i partiti “gonfiati” dal non voto sfoggiano il fisico mostrando i muscoli usciti dalla tornata elettorale : infatti il quasi 29% di fratelli d’Italia o il 25% del PD, – se rapportati agli aventi diritto al voto e alle schede nulle o non votate – corrisponderebbero a meno della metà (13 e 11% circa di rappresentativita’)! Quindi la loro legittimazione popolare altro non è che una bella bambola gonfiabile mostrata dal sistema come reale e tangibile e non certo pupazzo di plastica ben modellato.

Peccato quindi che questi calcoli stanno solo nella nostra testa, la realtà, come al solito, è ciò che a cui media vogliono che la gente creda. Concludo dicendo a Stefano che posso assicurarvi che molta gente stanca dell’UE è andata a votare proprio nella speranza di trovare equilibri politici “sovranisti” in grado di accelerarne la fine. Quindi se quel 10-30% di non votanti per protesta avesse appoggiato attraverso il voto partiti che in UE osteggiano la rielezione di una Von Der Leyen o personaggi simili, pensate davvero che il sistema avrebbe potuto rimanere indifferente e continuare a far finta che nulla fosse accaduto?

Post di Stefano

Faccio parte della maggioranza

È da tanto che non mi succedeva: appartengo al 50,30% delle persone che non hanno votato alle europee. Molti sono convinti che non votare sia un errore e che, anche quando si è contrari alla ”istituzione” Europa, occorra votare un partito sovranista così da cambiare o abolire l’Europa dall’interno. Anche se rispetto l’idea dei sovranisti votanti, non la penso così. La mia motivazione è tanto banale quanto semplice: io non voglio l’Unione Europea, neanche questa specie di patto tra 27 stati che antepone le proprie leggi a quelle singole nazionali. Per me l’Italia è Italia ed ho maturato questa convinzione da almeno 15 anni. Poi vanno benissimo gli accordi bilaterali, l’amicizia tra nazioni e gli scambi commerciali. Non credo che si possa mai cambiare qualcosa dall’interno: ogni sistema è strutturato per resistere soprattutto agli attacchi interni e, infatti e ad esempio, i risultati elettorali non tengono conto delle astensioni. Non credo che il parlamento europeo abbia il benché minimo potere, mentre effettivamente chi comanda è il consiglio europeo: organo non democratico. Sopra questo comanda il deep state degli USA, altro “non” organo non democratico e, sopra gli USA, comandano le lobby delle multinazionali soprattutto finanziarie e organi privati, e sopra ancora chissà chi! Semplicemente non voglio farmi prendere in giro, non voglio perdere il mio tempo e “dignitosamente” non ho votato. Con questo non voglio dire che chiunque abbia fatto la mia scelta abbia le mie stesse motivazioni, perché c’è sicuramente una grossa percentuale di apolitici e di “qualunquisti” che se ne fregano e che badano al proprio orticello senza occuparsi di queste cose. Ora non vorrei essere confuso con tali persone e credo che non lo vogliano nemmeno tutti quelli che la pensano come me e che stimo essere in una percentuale tra il 10 ed il 30%. E sono quelli che, con pochi distinguo, non si sono vaccinati o lo hanno fatto controvoglia. Quelli che non sono d’accordo con la narrazione sulla guerra in Ucraina, quelli che stanno coi Palestinesi, eccetera, eccetera… In pratica, gente che ha fatto lo sforzo di usare il proprio cervello e di non lasciarsi pilotare dal mainstream. Ben inteso: anche tra i votanti, sono convinto, c’è gente in buona fede che crede nell’istituzione europea. Io invece sono arrivato alla conclusione che grande non è bello poiché è al di fuori del controllo di ogni singolo, piccolo invece è bello: perché nel piccolo si possono, per esempio, conoscere i rappresentanti per votarli. Le istituzioni, soprattutto quelle grandi, si abbattono non partecipando, non votando, non ubbidendo, adottando comportamenti antisistemici e, soprattutto, costruendo delle realtà alternative al di fuori. Ce ne sono molte di realtà alternative anche in Italia, alcune fiorite in particolare dopo il covid, altre invece strutturate, come quella di Damanhur in Piemonte fondata oltre 50 anni fa e che conosco direttamente: alcune condividono valori etici e spirituali, altre solo valori etici. L’importante è che pur crescendo nel numero e nella diversità restino piccole, così da non correre il rischio di diventare nuovi stati controllati da individui che etici non sono.

Allenare la forza

Alimentazione ed esercizio fisico sono la chiave per vivere bene. I pesi in particolare, con un allenamento finalizzato soprattutto allo sviluppo della forza piuttosto che della massa muscolare, sono importantissimi perché invecchiando è molto difficile mantenere un buon livello di autonomia se non abbiamo già un buon apparato muscolare a sostenerci.

Allenarsi 3 volte a settimana, fare serie di pesi con poche ripetute (non più di 5) e un buon livello di sforzo fisico o meglio ancora seguire un metodo piramidale che dopo il riscaldamento punta a fare un massimo di 5 serie (2 a salire e due a scendere) con una serie centrale chiamata massimale (peso che si solleva una sola volta). E l’alimentazione naturalmente deve essere ricca di proteine e grassi di origine animale.

I MUSCOLI E LA FORZA SONO FONDAMENTALI

La TV di stato australiana ha spesso articoli interessanti e contrari al mainstream quando ai tratta di alimentazione e stile di vita.

In questo caso parla dalle fondamentale importanza di sviluppare la massa muscolare e la forza per invecchiare bene, un concetto che cerco di infilare nelle vostre belle testoline più o meno ogni giorno.

“L’iscrizione ad una piscina o una camminata quotidiana sono una buona cosa, ma molti trascurano sviluppare la forza, nonostante il fatto che mantenere la massa muscolare invecchiando ha il potere di trasformare la nostra vita.”

Corretto: la sarcopenia non solo è la prima causa di morte per anziani senza condizioni mediche, ma soprattutto rende la vita una merda.

Andate in palestra, o compratevi qualche attrezzo da usare a casa, anche in combinazione ad un set di bande elastiche.

SPRINT

Uno dei modi migliori per rendere una camminata più efficace ai fini del fitness, del dimagrimento e della salute generale, è abbinarci degli sprint al massimo delle proprie capacità.

Fare uno sprint per 5-6 secondi ogni 4-5 minuti di camminata è facile e divertente, e trasforma una semplice camminata in un eccellente esercizio muscolare e cardiovascolare.

🏋️‍♂️ Sento spesso dire che fare pesi in palestra non servirebbe a nulla per il sistema cardiovascolare. Queste persone evidentemente non hanno mai fatto stacchi o squat pesanti.

Fare anche solo un paio di serie di stacchi o squat, anche da sole poche ripetizioni, con un peso adeguato ad ottenere la massima intensità, non solo stimolerà in modo incredibile il sistema cardiovascolare, ma vi permetterà di mantenere un livello metabolico elevato per almeno 24 ore.

Senza consumare glicogeno, senza farvi venire una fame matta soprattutto per zuccheri e carboidrati, senza far schizzare verso le stelle i vostri livelli di cortisolo.

➡️ Un nutrizionista italiano in Australia: t.me/italiaaustralia

Chi sono?

Stefano elenca gli slogan della propaganda. Ora chiaramente uno potrebbe identificarsi con alcuni di essi e non essere succube del sistema. Il problema intanto sorge quando qualcuno che ha visibilità si discosta da questi mantra: ESSI si rivoltando come un sol uomo e alzano le barricate mediatiche. Invece fra noi comuni cittadini il problema sorge se veniamo attaccati per le nostre idee dal contesto familiare e/o amicale. Nel piccolo o nel grande il sistema si struttura per garantire l’omologazione e limitare la libertà di pensiero. Ma vi lascio al post di Stefano.

Chi sono?

Politicamente corretti, sanno di sapere, stanno dalla parte giusta, loro sono i buoni, sono buonisti, sono gli inclusivisti, sono gli anti omofobisti, sono pro teoria genderisti, sono wok, sono antirazzisti, sono quelli delle porte aperte all’immigrazione infinita, sono gli antisovranisti, gli europeisti, i tifosi dell’euro, sono gli anti antisionisti, sono femministi, anti maschilisti, sono anti femminicidisti, ma non anti maschicidisti, sono americanisti, anti russisti, sono pro naziukrainisti, sono ecologisti, sono per la transizione green, sono i cambiamentisti climatici di origine antropica, ma sono anti scie chimicisti, solo quelli convinti che l’auto elettrica non inquini, sono vaccinisti, sono anti effetti collateralisti, sono i pro greenpassisti, sono anti contantisti, sono anti evasionisti fiscali, ma sono anti sovranisti monetari, sono quelli che gli alberi si possono abbattere, ma solo per lasciar spazio al 5G, sono quelli dell’identità digitale, del chip sottopelle, sono i transumanisti…
“Nel 2030 non avremo privacy, non avremo niente, ma saremo felici.”

Siogiovanni

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Il pensiero libero

Esprimere un pensiero libero non è poi così facile; per quanto mi riguarda non so se sempre vi riesco, ma strenuamente mi sforzo di farlo

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