Salvataggi?

Beh, personalmente ho nostalgia dei governi balneari, quelli per intenderci che cambiavano come cambia il vento ma che difficilmente riuscivano a imporre riforme contro i cittadini con la facilità di come hanno fatto i tecnici negli ultimi anni. Monti ebbe ad affermare che con l’UE le decisioni che contano (essenzialmente la modalità di gestire la spesa dello Stato a nei vari settori della società) sarebbero state messe al riparo del processo elettorale : i padroni avrebbero potuto decidere senza il fastidio delle elezioni e in pratica ciò si è realizzato in Italia imponendo i governi tecnici sotto il ricatto dello spread gestito da Bce e commissione UE!

Nel ventennio Mussolini chiamava le elezioni “Ludi cartacei”, un sistema per illudere il popolo di contare ancora qualcosa, oggi c’è chi inneggia alla stabilità di governo e all’imposizione di personaggi idealmente superiori e moralmente accettabili come se tali sistemi fossero in sé modelli ideali, buoni e giusti a prescindere dai risultati. Ma voi li avete visti i risultati di quei governi non eletti dal popolo? E ne avete forse nostalgia? Io sinceramente no

Petrarca, Italia mia

Italia mia, benché ’l parlar sia indarno

         a le piaghe mortali

         che nel bel corpo tuo sì spesse veggio,

         piacemi almen che’ miei sospir’ sian quali

5      spera ’l Tevero et l’Arno,

         e ’l Po, dove doglioso et grave or seggio.

         Rettor del cielo, io cheggio

         che la pietà che Ti condusse in terra

         Ti volga al Tuo dilecto almo paese.

10    Vedi, Segnor cortese,

         di che lievi cagion’ che crudel guerra;

         e i cor’, che ’ndura et serra

         Marte superbo et fero,

         apri Tu, Padre, e ’ntenerisci et snoda;

15    ivi fa’ che ’l Tuo vero,

         qual io mi sia, per la mia lingua s’oda.

Petrarca evidenzia la sua disapprovazione per la politica interna dei Signori italiani, in cui s’individua la prima causa della difficile situazione della nazione. Faccio mia la sua invocazione per evidenziare che oggi come ieri la politica è fatta di mercenari senza dignità alcuna pronti a svendere la nazione ad interessi esteri.

Il canto apre con un’invocazione all’Italia stessa (v. 1: “Italia mia”), simboleggiata dai tre principali fiumi della Penisola (il Tevere, l’Arno e il Po, vv. 5-6) e di cui si compiangono le ferite “mortali”. Segue addiritttura un’invocazione a Dio, affinché intervenga per migliorare la situazione della nazione “sacra”.

 Il piano del ragionamento del poeta è duplice: da un lato, ritornano le accuse di negliglenza, corruzione e disonore contro i prinicpi italiani; dall’altro riemerge l’idea della morte incombente – uno dei temi cardine di tutto il Canzoniere – che dovrebbe invitare i regnanti e prestare più attenzione alla loro vita dopo la morte e alla loro condotta terrena. Si tratta di un vero e proprio memento mori (esperessione latina che significa: “ricordati che devi morire”), che si collega sia alla polemica politica sia al ricordo della grandezza passata dell’Italia. Tutti problemi di ieri e di oggi, la condanna di un popolo e una terra destinata ad essere in mano a persone mediocri, eppure tale è la grandezza celebrata dal Petrarca per la nostra terra che a distanza di secoli ancora è viva la speranza di un riscatto.

Il congedo: la “pace” per la penisola (vv. 113-122)

Pace, essere esempio e messaggeri di pace, questa è la vera missione di ogni popolo in grado di realizzare già su questa terra un paradiso mai compiuto.

Miele Vs zucchero

Raccoglitore di miele, graffito di 7000 anni fa

Gli alimenti così come la natura li produce, non trasformati, solitamente sono più salutari. Il miele esiste fin dall’antichità: esistono graffiti che dimostrano che quando eravamo cacciatori e raccoglitori, conoscevamo il miele che si mangiava succhiandolo direttamente dal favo. Se avete la fortuna di assaggiare miele direttamente dal favo, cosa che pochi apicoltori oggi producono, capirete che ha un sapore diverso perfino da quello grezzo estratto tramite centrifugazione. All’inizio vi sembrerà strano, forse “vecchio” ma poi probabilmente non riuscirete più a farne a meno. Il problema è che non siamo più in grado di sentire i sapori perché l’industria ci ha abituati a coprirli, tutto è esageratamente dolce o salato e null’altro esiste nel mezzo! Il miele è un alimento che è sempre stato nella storia dell’uomo, il nostro corpo lo conosce. Non è stato trasformato, è come la natura lo produce.

Quali sono le sue caratteristiche?
Il miele è fatto per l’80 per cento da glucosio e fruttosio liberi, non attaccati come nello zucchero (il saccarosio). È importante capire che sia il glucosio sia il fruttosio possono avere degli effetti nocivi per la salute perché fanno alzare la glicemia quindi anche il miele la fa alzare. Il fruttosio ha un’azione negativa perché ostacola il funzionamento dell’insulina, è la causa principale della gotta perché fa aumentare l’acido urico e questo impedisce il buon funzionamento dell’insulina. Però nel miele e nella frutta c’è anche la vitamina C e una quantità di polifenoli che moderano l’azione negativa del fruttosio. Oltre a degli enzimi contenuti nella saliva delle api che contribuiscono a trasformare il miele in un prodotto unico e ancora in parte dai benefici misteriosi.

Le proprietà salutari del miele sono tante…
Mangiando il miele possiamo beneficiare delle sue sostanze protettive antinfiammatorie e antisettiche. Il miele è anche un ottimo disinfettante. Studi mostrano come sia utile sciacquare la bocca con una soluzione che contenga miele quando si hanno afte in bocca. Nei malati trattati con la radioterapia per il tumore della lingua e della guancia, che causa disastri nella mucosa orale, il miele allevia questo dolore, e permette di guarire le afte. Va utilizzato localmente, in bocca e non per ingestione, dato che nei malati in chemioterapia la glicemia deve rimanere bassa. Esistono anche studi che mostrano come il miele sia in grado di abbassare la glicemia in caso di diabete.

Infatti alcuni ricercatori dell’Università di Toronto hanno recentemente pubblicato uno studio, apparso sulla rivista Nutrition Reviews, che ha preso in considerazione ben 18 studi clinici volti a determinare gli effetti del miele sulla salute metabolica, con il coinvolgimento di più di 1100 soggetti. Lo studio ha dimostrato chiaramente che il consumo moderato e regolare di miele abbassa la glicemia a digiuno, il colesterolo totale e LDL (spesso definito come “cattivo”) e i trigliceridi, mentre alza i livelli di colesterolo HDL, cioè quello “buono”, che protegge la salute delle nostre arterie.

Gli stessi autori dello studio definiscono tali risultati come sorprendenti, perché il miele è costituito per l’80% da zuccheri. Tuttavia, non tutti gli zuccheri sono uguali: la miscela di zuccheri rari e comuni, proteine, acidi organici e altri principi nutritivi tipica del miele sembra essere la chiave vincente di questo straordinario alimento.

Essenzialmente i cibi raffinati, il loro esagerato contenuto di zucchero e carboidrati, provano spesso scompensi metabolici, sembra invece che alimenti naturali come il miele siano utili nel prevenirli! Quindi ritornare alla natura è sempre la migliore garanzia di buona salute.


Effect of honey on cardiometabolic risk factors: a systematic review and meta-analysis
Nutrition Reviews 16 November 2021 – published online

Tempo di cristallizzazione

Miele cristallizzato e miele liquido

L’autunno è tempo di cristallizzazione per il miele, perché il processo che lo rende solido è accelerato da temperature comprese tra i 14 e i 16 gradi. Se prendiamo 100 gr di miele esso è composto per 80 grammi da zuccheri e per 17 grammi da acqua, quindi capite bene che la cristallizzazione è una condizione normale per la maggior parte del miele, quelli che rimangono liquidi sono infatti un’eccezione. La velocità di cristallizzazione dipende dalla presenza del glucosio, esso a contatto con l’aria forma appunto dei cristalli e favorisce la solidificazione del miele. Nell’alveare le api deumidificano il nettare dall’umidità in eccesso e quando esso è diventato miele mettono i tappi di cera alle cellette che lo contengono. Isolato dall’aria il miele rimane liquido e utilizzabile dalle api durante l’inverno. Ma quando l’apicoltore lo estrae dai favi esso inizierà a solidificare dopo l’estate al cambiare delle temperature. Come mai allora alcuni tipi di miele rimangono liquidi a lungo? Mieli come quello di acacia, castagno e melata contengono un maggior quantitativo di fruttosio rispetto al glucosio e ciò rallenta o impedisce la cristallizzazione. Un discorso a parte ce l’hanno i mieli industriali, essi solitamente sono liquidi perché subiscono un processo di pastorizzazione, vengono scaldati a temperature molto alte e questi trattamenti distruggono le parti nobili e peculiari del miele ma lo mantengo liquido. Tali trattamenti non devono essere indicati in etichetta e quindi se comperate miele al supermercato è sempre meglio prenderlo solido così almeno potete stare certi che non ha subito trattamenti. Se poi non potete fare a meno del miele liquido allora potete provare a scaldarlo voi, mettete un vasetto a bagnomaria, utilizzate un termometro alimentare e mantenete la temperatura intorno ai 40 gradi fino a trasformazione avvenuta! Questo trattamento a temperatura controllata perlomeno non altera troppo il miele mantenendolo abbastanza vicino a quello grezzo.

Ben tornata primavera?

Ciliegio in fiore, 13 settembre

E si, dopo aver perso le foglie per prepararsi all’avvento dell’autunno il ciliegio ci ha ripensato e ha fatto tornare la primavera!

Anche le api so confuse! Questo piccolo nucleo invece di prepararsi per l’inverno riducendo la covata e iniziando a sostituire le api con quelle invernali, sembra invece esplodere nella piccola cassetta di polistirolo ed è addirittura pronto per il travaso di inizio primavera!

Dunque? C’è il clima change perché l’homo è cattivo e il surrrriscaldamento è colpa sua: fonti fossili cattive e green buono senza se e senza ma?

La risposta sinceramente non la so dare, nel senso che io non sono nè uno scienziato, nè un divulgatore di professione. Però vedo, osservo e penso che sono in atto una serie di cambiamenti evidenti, di fronte ai quali probabilmente la natura troverà un nuovo equilibrio nella precarietà attuale dove tutto sembra andare in rovina. Ma vedo anche che i cambiamenti verso i quali si sta spingendo la società umana sono tutt’altro che naturali: nessun dubbio di fronte all’ignoto, tutto è bianco oppure nero, le sfumature si perdono fra i meandri della propaganda.

Sullo sfondo la natura inizierà a cambiare, rinascere, morire… mentre noi nel frattempo non avremo ancora imparato a stare al mondo.

Idromele, un’antica bevanda

Un’antica bevanda data dalla fermentazione del Miele. Un vero e proprio vino di miele appunto, fatto semplicemente con miele grezzo, cioè che non ha subito trattamenti termici finalizzati alla pastorizzazione (così sono i mieli “industriali”) e con acqua e lievito enologico. Una fermentazione lenta che può produrre una gradazione alcolica fra gli 6 e i 16 gradi a seconda della tipologia di lievito utilizzata e dalla quantità di miele. Nel mio caso ho utilizzato 2 kg di miele millefiori, 4 litri d’acqua e 3 grammi di lievito. Questa ricetta dovrebbe produrre un idromele abbastanza secco con gradazione intorno ai 14 gradi. Se si vuole fare invece un idromele dolce e poco alcolico bisognerebbe aumentare il quantitativo di miele. Vedremo come procede fra circa un mese, quando farò un primo travaso in una nuova dama lasciando i depositi della prima fermentazione nel recipiente iniziale. Poi vedremo se ci sarà ancora un’attività di fermentazione da parte del lievito, finita la quale potrò imbottigliarlo.

Nella notte dove tutte le vacche sono nere!

E si, piddini ed antipiddini,- rosati, stellati o fasciati poco importa- in  sæcula sæculorum COINCIDONO!

O capitano! Mio capitano!

L’11 agosto 2014 moriva Robin Williams

O Capitano! Mio Capitano!

Il nostro viaggio tremendo è terminato, la nave ha superato ogni ostacolo, l’ambìto premio è conquistato, vicino è il porto, odo le campane, tutto il popolo esulta, occhi seguono l’invitto scafo, la nave arcigna e intrepida; ma o cuore! Cuore! Cuore! O gocce rosse di sangue, là sul ponte dove giace il Capitano, caduto, gelido, morto. O Capitano! Mio Capitano! Risorgi, odi le campane; risorgo – per te è issata la bandiera – per te squillano le trombe, per te fiori e ghirlande ornate di nastri – per te le coste affollate, te invoca la massa ondeggiante, a te volgono i volti ansiosi; ecco Capitano! O amato padre! Questo braccio sotto il tuo capo! E’ solo un sogno che sul ponte sei caduto, gelido, morto. Non risponde il mio Capitano, le sue labbra sono pallide e immobili, non sente il padre il mio braccio, non ha più energia né volontà, la nave è all’ancora sana e salva, il suo viaggio concluso, finito, la nave vittoriosa è tornata dal viaggio tremendo, la meta è raggiunta; esultate coste, suonate campane! Mentre io con funebre passo. Percorro il ponte dove giace il mio Capitano, caduto, gelido, morto.

O capitano, mio capitano!

Poesia di Walt Whitman

Quando tutto sarà privato…

La capite la portata del pacco che ci stanno preparando?

Conferenza sul clima – Franco Prodi

Con calma e chiarezza il professor Prodi esprime il suo parere – suffragrato da anni di studi scientifici e esperienza sul campo – sull’origine dei cambiamenti climatici in atto. Estremamente interessanti risultano le sue riflessioni sull’interazione fra scienza e politica, in particolare con i vertici della protezione civile: da decenni ogni investimento scientifico e tecnologico da lui pianificato e realizzato in varie regioni italiane, è stato puntualmente boicottato e ignorato; invece di vedere questi strumenti di previsione come integrati in un programma nazionale di protezione civile essi sono stati abbandonati quasi fossero essi stessi un problema, qualcosa che sarebbe stato meglio non fosse mai stato realizzato e infatti nessun organo di informazione ne parla (tanto meno gli “esperti” che vengono chiamati dai media mainstream)! Ma non aggiungo altro, chi fosse interessato è meglio che veda la conferenza e si faccia una sua idea in merito.

Siogiovanni

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