Gabbiano sulle acque

Da questo

sperone di scoglio

ti vedo

gabbiano

galleggiare sulle acque della tempesta

con animo

di fede divina

salire sulla cresta dell’onda

a scorgere bagliori

di un lontano orizzonte;

poi scendere

nel fondo cupo dell’onda

ma sereno

affidarti al gioco dei flutti!

Maestro di vita

concedimi la sua forza

e la tua fede

Poesia di Lorenzo già pubblicata Qui

Contrazioni

Ogni vita

è un attimo fuggente

che si dilata

oltre il limite oscuro

del tempo.

Contrazioni

doglie

dolore…

Tutto è proiettato

verso l’infinito

Non pensate mai ad una logica umana

nell’ amore si perde ogni senso

vive solo un presente assoluto

ben altro dal divenire della materia.

La creazione, in ogni istante,

si realizza nella pienezza delle coscienze

per ora solo semi

solo germogli

in attesa della prossima primavera.

L’anno nuovo

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Indovinami, indovino
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto, o metà e metà?
“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo del lunedì
avrà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno”.

Gianni Rodari

BUON ANNO A TUTTI!!!!

All’Italia (e all’Europa)!

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“O patria mia, vedo le mura e gli archi E le colonne e i simulacri e l’erme torri degli avi nostri. Ma la gloria non vedo, non vedo il lauro e il ferro ond’eran carchi i nostri padri antichi. Or fatta inerme, nuda la fronte e nudo il petto mostri. Oimè quante ferite, Che lividor, che sangue! Oh qual ti veggio, formosissima donna! Io chiedo al cielo e al mondo: dite dite; Chi la ridusse a tale? E questo è peggio, che di catene ha carche ambe le braccia; sì che sparte le chiome e senza velo siede in terra negletta e sconsolata, nascondendo la faccia tra le ginocchia, e piange. Piangi, che ben hai donde, Italia mia,le genti a vincer nata e nella fausta sorte e nella ria.”

All’Italia, Giacomo Leopardi, 1818

Leopardi aggiungeva che l’amor di Patria, già difficile in un paese dalla storia così antica e frammentata, non poteva per natura estendersi a dimensioni artificiali più ampie come quella europea:

«La patria moderna dev’essere abbastanza grande, ma non tanto che la comunione d’interessi non vi si possa trovare, come chi ci volesse dare per patria l’Europa . La propria nazione, coi suoi confini segnati dalla natura, è la società che ci conviene. E conchiudo che senza amor nazionale non si dà virtù grande.»

(Giacomo LeopardiZibaldone[7])

P. S. : Quindi era già chiaro come le cose sarebbero andate a finire. Lo scriveva Leopardi, lo sapevano in molti, l’Europa dei popoli non sarebbe mai potuta nascere senza distruggere quegli stessi popoli che ne fanno parte. Ma l’opera si è oggi compiuta? O si cerca di portare avanti un raccapricciante Frankenstein che genera aberrazioni politiche e sociali? A me sembra che non ci siano molti dubbi alla luce dei risultati odierni.

Come?

Non voglio più avere

un dolore

così profondo

una lancia

che trafigge

ogni speranza.

Lo vedi

lucidamente

non c’è scampo, confine, conferma

di una vittoria

No!

Ogni male lascia il segno

e Tu dove sei

o Signore

dove sei?

Come puoi

lasciarmi solo?

Domande

origine del senso

un eco senza fine

Fra le nubi

smart

Non è sempre stato così,

nascosto fra le nubi

nella vita le ombre si allungano…

Giornate chiare, di luce accecante

eravamo

in una dimensione nuova

senza nubi,

all’orizzonte solo luce

quasi ad accecarci.

Inesorabile chiarezza

lucidità che inquieta

perché lontano c’è il nulla

nient’altro che impronte umane

ombre emotive, fragili, senza sostanza.

Ora perlomeno intravedo una fine

quasi uno scudo le ombre

non voglio più vedere così lontano

L’infinito senza forma e sostanza

in cui disperdersi

Il vento

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Poesie di Lorenzo

Vento

quale mira nasconde

il tuo soffio di vita?

Quale mente lucida

ti spinge verso terre acri?

Gioia di passeri in cielo,

letizia di fiori sbocciati,

sollievo di rami

velati da un’ombra di stanchezza.

Spazzi via quel velo

 che ci avvolgeva in sonno acerbo.

Volgo lo sguardo in cielo

e una nube nera

si allontana sospinta

per poi calare quieta

come la sera.

Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI!

 

Chi sono io?

Photo by Bess Hamiti on Pexels.com

Chi sono io, chi sono?

Non sono così forte nelle mie idee,

assorbo i colori degli altri e indistinto annuisco.

Così viaggio nella vita.

Così mi adatto,

mimetico, trasparente, invisibile.

Non so, non so proprio perché,

essere è un peso,

una pressa che opprime l’animo,

un dono mai aperto del tutto,

un pensiero mai espresso,

un desiderio mai appagato.

E come in un sogno

la vita si esprime con ricordi vacillanti,

fluisce senza lasciare tracce;

guardando la polvere,

gli strati su strati del tempo passato,

basta un gesto e tutto svanisce

lasciando, come pulviscolo in controluce,

sospesa nell’aria ogni domanda:

chi sono io, chi sono?

Tramonti

Nel tramonto la bellezza di una vita

A volte nascosta agli occhi dei più

misteriosa

luce dell’universo intero

ultima scintilla prima del buio

nessuno può cambiare il proprio destino

Ti prego

non abbandonarmi mai

Immutabile presenza

Cristoforo_de_Predis_001
* Morte del Sole, della Luna, e caduta delle stelle (Cristoforo de Predis, XV secolo) Fonte Wikipedia

Filosofia

significa cercare tremanti

la Verità delle cose

al di là delle illusioni

che costituiscono certezze

oltre il divenire, apparenza invalicabile

ma anche ingiustizia di ideali vivi.

Presente attuale della coscienza

mia coscienza d’individuo unico, irripetibile,

nel dubbio e nella certezza.

Ciò che cerco mi costituisce già adesso,

oltre il tempo nell’immutabile divinità:

Padre di ogni Io,

Madre nel bisogno,

Figlio che è fratello di ogni essere

nel dolore e nella mancanza

speranza irrinunciabile che sia Amore.

Come potrei parlare di Te se non ti conoscessi?

Nei recessi più profondi del mio essere

ho sentito la tua voce valicare il nulla

per far coincidere ogni istante nell’Eternità.

Hai placato il vento che soffiava sui miei anni,

che alzava la polvere davanti agli occhi

e lasciava i ricordi alle spalle

come foglie secche ormai cadute.

Ancora miriadi di strade dovrò percorrere

per arrivare di nuovo a Te,

per colmare la mia infinità alla ricerca di Dio.

 

  • se concepiamo il caos come causa prima anche la grandezza della natura è destinata a soccombere sotto i colpi inesorabili del divenire!

 La poesia è stata già pubblicata QUI!

Siogiovanni

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